Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Persone alle quali non lasceresti mai il tuo nano

Life ·

Prendo spunto da questo serissimo post sul farsi aiutare dopo la nascita del nano.
Si dimentica sempre di dire che quando una persona ti offre generosamente il suo aiuto durante il puerpuerio, solitamente questo si traduce in “vengo a tenerti la bambina”.
Ecco, amico, NO.
Se proprio vuoi aiutarmi dovresti ad esempio lavarmi i piatti, stirarmi i vestiti, farmi la spesa e magari cucinare pure.
Grazie al cavolo* che vuoi tenermi la bambina, pure io la voglio tenere! Tutti la vogliono tenere! I primi giorni le dovrò mettere il guinzaglio retrattile per farla tornare alla base, sarà tutto un tripudio di nonni, zii e parenti misti…
Quando spiego queste elementari regole sull’aiuto solitamente nessuno si offre più.
Comunque, come stavo dicendo, prendo spunto per elencare alcune persone che conosco alle quali comunque piuttosto che lasciare la nana, la darei in affido a Britney Spears.

1. Pucci
Pucci è Paris Hilton + il suo chihuahua uniti spiritualmente e fisicamente nella stessa persona. Se lasciassi la nana con lei sarei quasi certa di poterla andare a riprendere all’aperitivo al baretto famoso, col biberon pieno di Martini in braccio a uno che si può chiamare “Gianlu” o “Brando”, mentre Pucci è dispersa tra le frasche con un altro.

2. Mia zia
Mia zia ha avuto un massimo di 6 cani contemporaneamente e un minimo di 3. Va da se che non ha mai avuto tempo per avere dei figli. Se le lasciassi la nana per qualche giorno sono sicura che la riprenderei capace di stare seduta e a terra a comando, ma anche che invece di cambiarle i pannolini l’avrebbe fatta portare giù dal filippino.

3. La suora dell’asilo
Io all’asilo andavo dalle suore, ma non me ne sono mai accorta. La mia si chiamava Maria come quella della Casa di Pony, e menava come un’assassina. Al dito portava un anello con crocefisso in rilievo, lasciando solchi indelebili sulla testa di metà classe. Peccato che all’epoca i diritti dei bambini si fermassero alla girella delle 4 e mezza e ai Puffi prima del tg. Come disse una saggia mamma che tolse la figlia dall’asilo: “se devo pagare per farle prendere le botte, me la tengo a casa e glie le do io gratis”.

4. Federica
Federica ha fatto più campi scout che giorni di scuola. Adesso credo sia il SuperCoccinelloneMaster della parrocchia,con dicotto foulard e cinquanta spillette. Sa montare una tenda meglio di un ingegnere Ikea, accendere un fuoco da campo nel tempo in cui tu manderesti affanculo l’accendino scarico, curare ferite e bruciature con bottigliette di Levissima e sopravvivere a svariati generi di calamità naturali con scioltezza. In compenso ha i baffi e i bermuda da dodici anni. Le lascio la nana per un weekend e mi torna Messner.

5. L’amica in carriera
“Si certo, allora dovresti portarla con un minimo kit di alimentazione e sicurezza incluso, io non ho spazi attrezzati. Lasciami delle istruzioni chiare possibilmente in formato Excel…ah, se puoi cortesemente anche fare un pdf di come si cambia il pannolino mi fai un favore. Dammi degli orari esatti di consegna e ritiro così posso organizzare un flusso di lavoro entro i termini richiesti. Informami nel caso ci siano delle modifiche, se non rispondo manda una mail e metti in copia anche mia madre, casomai non riuscissi a fare tutto fa una freelensata lei.”

*come sono brava, sto proprio diventando mamma. Un tempo avrei scritto “cazzo”.

Cazzo, l’ho scritto.
Oh cazzo.

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