Una cosa a tre

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Da quando sono ma.
Mam.
Da quando sono quella parola con la m. sono cambiata, o meglio, una parte di me è cambiata.
No, anzi, ritratto: si è aggiunta.
E’ difficile dire che io – anzi, la me stessa di un anno fa – sono cambiata. Non è così.
Io sono proprio la stessa, quella potenzialmente in carriera, che vuole andare in vacanza all’estero ed esplorare l’Europa in dieci weekend, che ama l’alcool e la cioccolata – meglio se insieme, che mischia intimo sexy e calzini di Hello Kitty, che è capace di salire su un aereo con un minimo preavviso, che sculetta mentre si asciuga i capelli anche se non sente più che musica ha messo, che “il tavolo l’ho pagato, quindi ci posso anche ballare sopra”, che impreca come un camionista laziale che sente il derby alla radio (ha ha).
E’ solo che, parallelamente a questa me stessa, ne è nata un’altra.
Quella che amoredimamma, quella che fantastico c’è il sole andiamo al parco, quella che si alza presto e fa le pappe, quella che sta imparando come curare sua figlia, quella che si addormenta con il dito nella sua manina, quella che si fottano i locali quando si tratta di starle vicino, quella che mi basta vederla sorridere.
Incredibilmente, queste due me stesse (me stessE?) convivono.
Si scannano, intendiamoci, e questo provoca dentro di me delle continue guerre civili psicologiche. Ma non posso dire che la seconda abbia sostituito la prima, nè che si siano ancora amalgamate.
Sono tante cose.
Tra queste, sono anche mamma.
Una concezione che la generazione dei miei genitori non capisce.
“Ora sei mamma” continua a dirmi mia madre ad ogni mio cenno di insofferenza.
Suona come una condanna senza appello, un radere al suolo tutto il resto per fare spazio a questo enorme compito così ingombrante da non poter lasciare spazio ad altro.
E’ vero, le priorità cambiano, e mia figlia viene prima di tutto.
Ma ci sono anche io.
Con le mie due Wonder interiori, quella di prima e la mamma.
Ora che ci penso.
Essendo tendenzialmente bipolare, adesso dentro il mio cervello c’è una specie di cosa a tre.
Ecco cos’è sto mal di testa.

p.s. la domanda è: ma sono l’unica che si sente così?

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