12 maggio

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Sono rimasta colpita dalla quantità di suggerimenti che mi sono arrivati il post precedente, ma soprattutto dalla qualità delle vostre letture. L’ho sempre detto che ho dei lettori pazzeschi. Adesso i vostri suggerimenti sono in una lunghissima lista sull’iPhone, a portata di tasca per la prossima volta che entro in libreria.

E qui casca l’asino.
Nel senso, dopo citazioni come le sorelle Bronte, o Saramago, o Safran Foer, la Nothomb o la Allende, passando per la Fallaci e Carofiglio, o tutti gli altri che avete citato, arrivo io fresca fresca.
Qui.
Per parlare sempre di libri, ma in un altro senso.
Mi sentite fischiettare? Mi state osservando fare la vaga, con un certo divertimento?
E’ così, ok: sto facendo la vaga.
La verità è che me la faccio sotto. Un’altra verità è che a fare sti annunci mi sembra di prendermi troppo sul serio. Ed è vero anche che al tempo stesso muoio dalla voglia di dirvelo.
Facciamo che al tre lo sparo fuori e via, aggiungiamo una notiziola a margine tra la quantità di informazioni che starete ricevendo e diffondendo oggi in rete. Unduettre…

12 maggio

Dodici maggio. San Nereo (Nereo?).
Il 12 maggio è stata inaugurata la Colonna Traiana, Venezia fu consegnata a Napoleone, ha aperto la Tate Modern di Londra, sono nati Katharine Hepburn, Fred Buscaglione e Jason Biggs, quello che infilava l’uccello nella torta di American Pie.
Ah, è anche la giornata nazionale dell’infermiere, che per una ipocondriaca come me qualcosa vorrà pur dire.

Per completare la lista di lieti eventi, il 12 maggio uscirà il mio libro.
Ecco, solo a scriverlo mi prende l’emozione. C’è chi dice che scrivere un libro è come partorirlo. Bene: è come partorirlo quando lo consegni finito, ma poi passa qualche tempo prima di vederlo.
Il 12 maggio vedrò per la prima volta la mia “seconda creatura”.
Quella che non piange, non ha notti insonni, non fa le merdine a spruzzo, non dice “gnò” e non soffre un folle solletico sulla pancia. Ma che si è nutrita di tutti i pianti, tutte le notti insonni, tutte le merdine a spruzzo, tutti gli “gnò” e di ogni risata da solletico sulla pancia.
(dimenticavo: si è nutrita anche di svariati Mojito e Spritz).

Presto vi svelerò altri dettagli, dire tutto insieme mi prende un colpo secco, credo.

Intanto mancano esattamente venti giorni. Io inizio a contare 🙂