Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Fa una certa differenza

Life ·

Ti vede da lontano mentre, con evidente sforzo e tre santi, cerchi di incastrare la tua macchina in un buco di mezzo metro tra tombino e marciapiede. L’ultimo, ambitissimo parcheggio davanti al Posto-Da-Aperitivo (PdA). Spalleggia l’amico, coi RayBan pure lui, e annuisce.
A livello automobilistico sei diversamente abile, hai una macchina che è un bidone, ma quando scendi hai lunghi capelli biondi, leggings neri e una maglietta rockkissima (a pensarci, mi vesto sempre uguale…)
Se pò ffà.
Apri lo sportello posteriore ed estrai qualcosa a fatica.
Una borsa?
Uh no, cazz! C’ha una bambina!
Senti proprio l’eco dell’esclamazione “nabbambina!” nitido sopra il brusìo di fondo.
No, nzepò ffà.

Stai prendendo l’aperitivo con la Polpetta e un’amica, il PdA è affollato, c’è un po’ di musica e mentre aspettate due Spritz da affogare nella luce arancione del tramonto, tua figlia si attacca al palo dell’ombrellone bianco e sculetta.
“a lapdance!” senti esclamare, di nuovo dalla stessa voce.
Con discrezione, lo imbruttisci.

Qualche chiacchiera, un giro di stuzzichini e si fa l’ora di andare via “sai, il bagnetto, la pappa blabla… occazz! Mi hanno bloccato la macchina!”
C’è una Smart parcheggiata in doppia fila esattamente dietro la tua.
Ti attacchi al clacson. Mezza poplazione del PdA protesta, tu sfanculi.
Dopo un quarto d’ora di clacson nulla è cambiato, in compenso lo splendido in RayBan decide di intervenire con passo alla “ehi pupa, ci penso io!”
“No guarda, non è il caso…” lo anticipi.
“Ma si, dai, che con tre o quattro manovre sul marciapiede te la sblocco…”
“Ti dico che non c’è biso…”
“Dammi le chiavi, su” ha quel sopracciglio alzato che non ammette repliche.
Con enorme incoscienza gli dai le chiavi.
“Comunque a te sta macchina non ti dona..” fa lui, con slancio da rimorchio.
“L’Aston Martin è dal meccanico.”
“Bella lei” fa alla Polpetta “é tua vè? Peccato…”
Oh, lusinga. Si si: lusinga tornare dopo tanto al PdA e scoprire che fa ancora effetto, che se non fosse per il koala che continua ad aggrapparsi impietosamente al tuo reggiseno e fa la lapdance all’ombrellone, saresti in perfetto incognito tra i fighetti che alcolizzano il dopolavoro. Oh, com’è dolce accarezzare la folla con lo sguardo liquido, il ghiaccio che tintinna nel bicchiere e fare commenti con le amiche del tipo “quella la conosco, quello pure, quello è l’ex di G., quello ha preso un palo storico da F.”
Hai voglia di essere ancora giovane, e ti accorgi che – decontestualizzata da ninnenanne e biberon – in fondo lo sei. Dove sei stata per tutto quel tempo? Ma adesso eccoti, sei tornata!
Galvanize!

Il popolo del PdA osserva incuriosito questa tizia bionda che lascia le chiavi della sua macchina al bullo del villaggio, ma tant’è. I quattro o cinque tavolini accanto al marciapiede attendono fiduciosi che qualcosa accada.
E qualcosa, infatti, accade.
RayBan apre la macchina, sale, sistema il sedile, apre i finestrini, mette in moto.
E riparte anche l’autoradio.

I quattro o cinque tavolini accanto al marciapiede, ma anche la fila dietro, riescono distintamente a sentire la tua autoradio. E non fa qualcosa come alors on dance pappàrarààà o itcouldbewrong, couldbewrong o if we evere meet again.
La tua autoradio fa:
siam tre piccoli porcellin
siamo tre
fratellin
mai nessun ci dividerà
trallallallallà

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