Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Con la nonna in terza fila

Life ·

Cosa c’è di peggio che prendere un microfono e parlare ad una platea di sconosciuti?
Ovvio: parlare ad una platea che include i parenti stretti.
E’ per questo motivo che poco prima della presentazione romana mi sentivo un tantino sotto pressione.

Non so, vi è mai successo di fare un saggio di qualsiasicosa? Danza, karate, pianoforte, o la famigerata recita scolastica? E voi non eravate lì tranquilli “ma dai, tanto la platea è semibuia non vedrò nessuno” e poi sbirciando dalle quinte la prima persona che beccavate, nel mucchio di trecentocinquanta, era vostra mamma con un sorriso trepidante e la macchinetta fotografica pronta allo scatto? (se ciò non accadeva, nel giro di tre secondi c’era comunque l’amica inopportuna che te la indicava: “oh là c’è tua madre!” malimortà.)
Ecco.
Io in seconda fila avevo mia suocera, in terza mia nonna, per dire.

Da una parte è stato tremendamente imbarazzante, dall’altra profondamente emozionate perché quando sei a casa tua e le parole che dici ti tornano incontro sui sorrisi degli amici, è diverso.
La saletta della Feltrinelli era gremita, c’era gente in piedi fino al fondo, dove sconfinava tra gli scaffali di libri. In platea oltre c’erano anche le mie amiche blogger, che ringrazio tantissimo (avete fatto una claque fantastica!) ma anche amici che non vedevo da anni e che – a sorpresa – si sono presentati con affetto inaspettato e quell’aria di chi ti ha lasciato appena il giorno prima, anche se in realtà sono passati otto anni! Ancora, tantissimi affettuosi lettori del blog che sono venuti a presentarsi o che magari hanno anche fatto un viaggio in treno per venire a sentirmi. Wow. A volte casco dalle nuvole quando vedo delle dimostrazioni di stima come queste, mi riempiono di orgoglio ma anche di imbarazzo 🙂
Assenti parecchie persone a cui tenevo ma pazienza, ognuno ti sta vicino – o lontano – a modo suo, nei momenti felici.
A presentarmi c’era Enrica Cammarano di RDS, anche lei neomamma, con tanto di pupa al seguito. C’erano un sacco di bambini, ecco un’altra cosa che mi ha piacevolmente colpita. Da vivaci seienni che sgusciavano sotto alle sedie a neonati in carrozzina che mamme sportivissime si sono trascinate dietro nonostante il tempo non proprio solare.
Come al solito la parte più interessante è stata probabilmente quella delle domande del pubblico. Sono felice che il mio libro non scateni soltanto quesiti come “a chi ti sei ispirata” o “quanto ci hai messo a scriverlo” ma interrogativi ben più profondi e racconti personali condivisi in modo intelligente e costruttivo, sia da parte delle donne che degli uomini. Grazie davvero a tutti.

Alla fine aperitivo d’ordinanza a piazza di Pietra (manco a dirlo!) e una piacevolissima cena a seguire coi pochi superstiti della “maratona-quellochelemamme”, un gruppo che più misto non si poteva, che ha lasciato concludere la mia notte da scrittrice con vino bianco, risate e nuove espressioni da imparare.
Prima fra tutte: quick&dirty.
Non è meravigliosa???

Commenti