Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Il Venceslao abbattuto

Life ·

Oggi la situazione è migliorata, ma fino a ieri casa mia era afosa come la foresta pluviale, complice l’assenza di ventilatori e un condizionatore rotto (“signò c’ha chiamato l’ospedale de Acilia oggi nun potemo venì, poi abbiamo artri du appuntamenti forze venimo venerdì” – “ma io ho una bambina piccola!” – “ma a noi ce chiameno l’anziani! co sta voce da ortretomba, signò, io nun chò core de dije de no!”).

Al parco, luogo apparentemente ventilato, una decina di bambini e relative mamme/nonne/tate erano concetrati nei tre metri quadrati di ombra concessi dall’unico albero. I due seienni che giocavano a palla abbattevano un neonato ogni tre passaggi.
Le mamme, gomito a gomito con altrui tate peruviane, tacevano aspirando dalle loro sigarette con più foga del solito, torcicollando fuori dal cono d’ombra per non soffiare fumo in faccia alle creature, smanettando sugli smartphone.

I bambini si dividono in due: quelli sovraeccitati dalla temperatura e quelli completamente abbattuti.
Uno di questi era.
Sì.
Venceslao.

Venceslao, abbandonato il suo suv elettrico, sedeva sui calzoncini kaki giocando con una pallina. Poca, pochissima convinzione.
Venceslao, che in altre temperature avrebbe immediatamente sottratto alla Porpi i suoi pupazzi di Barbapapà, si è limitato ad alzare lo sguardo su di lei e a riabbassarlo.
La Porpi, che non è bulla ma nemmeno scema, ha intuito la situazione.
E’ andata dall’abbattutissimo Venci, gli ha girato un po’ intorno e ha infine testato il terreno buttando a terra i suoi pupazzi.
Venci si è ringalluzzito appena. Ha allungato la mano per afferrare il Barbapapà rosa e immediatamente la Porpi con un gesto felino se l’è ripreso.

Lui seduto, l’energia del bradipo. Lei in piedi, orgogliosissima.
Col pupazzo stretto tra le mani l’ha indicato esclamando:
“BBBOOOGNO! TA’BBOOOGNO!”
Che è l’equivalente polpetto del più celebre “bbbbooooni, state bbooooni” di Costanzo – ma anche, ora che ci penso, del più canino “Venceslao, a cuccia!”.
Poi mi ha guardato e ha ridacchiato coi dentini ovunque.

Porpi – Venci = 1 – 0 (finalmente)

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