Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Le non-serate

Mummy ·
Non che la Porpi abbia mai avuto un buon rapporto con il sonno, ma le cose – che sembravano migliorate – stanno nuovamente andando alla deriva.

Si è sempre addormentata nel passeggino [Coro viperino: ecco! è colpa tua che l’hai messa nel passegginooo! (e che non lo so!)] e da quando ci sta scomoda, si rigira in continuazione e non ci si addormenta più abbiamo provato col fatidico passaggio lettino.
E’ circa un mese e mezzo che ci proviamo, senza alcun risultato.
Le abbiamo fatto anche un rituale che comprende salti sul lettone, pupazzo preferito, favola e rassicurazioni. Niente. Il risultato è che nemmeno si sdraia. Resta così, in piedi nel lettino, e appena ti allontani inizia a strillare e piangere come un’aquila con le convulsioni, finchè non torni. E appena torni vuole giocare. E appena le spieghi che deve dormire e te ne vai di nuovo, aquila con le convulsioni.
Abbiamo provato a restare nella stanza con lei, ma non le basta: cerca il contatto fisico, vuole le mani, si alza, ti cerca, poi resta ferma per un po’, credi che stia dormendo e invece appena metti piede fuori dalla stanza inizia a piangere.
Abbiamo provato a fare stile Estivill, col risultato che non si limita a piangere e strillare, ma diventa autolesionista: prova a buttarsi giù o inizia a scapocciare contro le sbarre del letto finchè tu, allarmata, non accorri.
Abbiamo provato a fare come la Hogg, col risultato che quando la rimetti giù ti si attacca alle braccia talmente forte da graffiarti, e appena molli la presa aquileggia convulsionata.
Pare che i metodi non funzionino.
Ha una capacità di tenuta al pianto incredibile, non smette, non smette mai. Anzi aumenta, peggiora, prova a farsi male, le vengono i conati di vomito.
Io sono completamente incapace a restarmene nell’altra stanza, impassibile mentre mia figlia si sgola chiamandomi.
Ma sono anche incapace a continuare così, a inghiottire una cena al volo, far giocare lei e poi passare almeno un’ora e mezza nella sua stanza, avanti e indietro, o fuori dalla porta, o cullandola con la mano, finchè non cade stremata.
Non esiste guardare la tv, o leggere un libro, o parlare.
Non esistono più serate.
Io e Lui siamo due automi che mangiano in silenzio, ascoltano urla e pianti per un paio d’ore e poi sono talmente esausti da andarsene a letto senza quasi dire una parola.
Sono svuotata da tutto questo.

p.s. dimenticavo: fra le 3 e le 4 si sveglia di nuovo. A quel punto non abbiamo voglia di ricominciare, la prendiamo e la passiamo direttamente nel lettone per riuscire a dormire almeno un altro paio d’ore.
[Aaaah, orrore! Il lettone, pazza! (e che non lo so!)] A volte, nonostante questo, non si riaddormenta che dopo ore.

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