Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

L’uovo è sempre simpatico

Life ·

In situazioni di emergenza, col “no panic” non ci frequentiamo. Io sono più tipo: PANIC!! NOW!!!
Ecco perché la gestione di questi giorni con la Porpi ammalata sono stati a dir poco faticosi. Rimpallata da un pediatra all’altro (è gengivite! no, è solo febbre. no! è herpes! no, non le dia nulla. sì, le dia assolutamente questo! no aspetti: è sesta malattia!) ho semplicemente scoperto di odiare profondamente la categoria “dottori” e mi sono fatta questi 5 giorni di mare chiusa tra casa e bar, divisa equamente tra Josè Saramago e Orso Raimondo fa il girotondo.
A portare una ventata di allegria è accorsa in mio aiuto la benamata Maria.
Durante uno dei rari momenti in cui ho messo piede in spiaggia, l’ho salvata da morte certa: in virtù delle sue dita dei piedi rese a Scubidù dall’età ha pattinato sui sassolini per un paio di metri prima che l’acchiappassi per la collottola.
L’eterna gratitudine della vegliarda ha portato come conseguenza un senso di sdebitamento immediato.
“Ma tu sei di Roma?”
“Si…”
“Mio figlio ha uno snecche-barr’ a Roma.”
“Ah. Bello!”
“E fa anghe ristorante. Ci vieni co’mme a mangiare?”
“Ehm. Sì, grazie! Magari chiamiamo anche nonnaAlfa…”
“No no, solo io e te.”
Oddio. E’ impegnativo, Maria. Che se raccontamo?
“E che fa di buono tuo figlio?”
“Aaaah, fa la pasta con l’uovo fritto.”
“Delicatissima.”
“E sai come si fa? Metti l’uovo fritto sulla pasta e poi lo mischi. E’bbuonissima! Io la mangio sempre!”
“Ottima.” E per il colesterolo te fai gli shottini de Viakal?
“E fa da primo e secondo piatt’ capito? E poi c’è l’uovo… L’uovo è sempre simpatico da mangiare.”
“…è simpatico, sì.”

“Mamma, lo sai che Maria mi ha invitato a cena?” faccio a mia madre più tardi.
“Ah, pure a te?”
“Come ‘pure a me’?”
“Anche a me. Perché l’altro giorno l’ho acchiappata al volo prima che si schiantasse sul pavimento del bar.”
“Ah.”
“E pure a tua sorella. Le ha portato dell’acqua perché si stava strozzando col pollo.”
“Papà? L’ha invitato papà?”
“Mi pare di sì, una volta.”
“L’ha rianimata dopo un colpo di sole?”
“No, l’ha aiutata ad attraversare la strada.”
“Ah. Vabbè…”
“No, è che l’ultima volta l’avevano messa sotto.”

Trovatemela, un’altra Maria. Che si fa l’agenda delle cene fuori in compagnia attentando con regolarità alla propria vita.
A 94 anni, lo trovo geniale.

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