Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Pussa, castelli e zoccolatini

Life ·

“E’ la prima volta che vien’ da queste parti?”
“Sì. Sono stata una volta a Verona ma qui nel vicentino mai.”
“Ah. Quindi Arzignano non la conosce?”
Sono in taxi. Il conducente mi sta accompagnando presso la cittadina dove andrò a presentare il libro. Ci tiene a fare conversazione.

“Se sente puzza, non si preocupi eh!” non dice proprio ‘puzza’, lo pronuncia ‘pussa’.
“Mi chiarisce il concetto di ‘puzza’?” chiedo preoccupata.
“Eh, di animale morto. La zittà fino a vent’anni fa era impregnata perchè qui, sa, è pieno di concerie. C’è ancora un po’ de pussa, tranne che in zentro. Lei è in zentro?” qualche c la pronuncia z, non capisco se per dialetto o difetto suo di fabbricazione.
“Ehm. Non saprei…” rispondo frugando nella borsa alla ricerca dell’indirizzo e pensando agli animali morti.
“No perché fuori dal zentro ci son anche altri problemi. Z’è di tutto z’è. Indiani, arabi, slavi. E anche i zoccolatini.”
“Cioè, avete molta immigrazione?”
“Son quasi più loro di noi! Essi di casa e vedi turbanti, veli, quei cappellini strani lo sa? E i figli, che parlano italiano solo loro.”
“Beh, ma saranno brave persone…”
“Alcune sì. Altre no. Ma comunque de brave persone n’avemo poche anche noi eh.”
“E che siete, ‘na banda de criminali?”
“Guardi che qui z’è un evasione fiscale che… Arzignano zittà dello scandalo han scritto, sa? Frodi, conti in nero, funzionari arrestati. In mutande zi han lasciato!”
“Veh, che culo.”
“Ma anche dalle sue parti fa caldo questi zorni?”
“Parecchio, siamo sui 40 gradi.”
“Eh anche qui. E d’inverno neve.”
“Bella pe’ voi” ironizzo a voce bassa “Ma avete un bel castello, vero? L’ho visto su Internet” rilancio. Non è possibile che sia tutto così come dice lui, avrò beccato il vecchietto incarognito con l’universo.
“Si si, un bel casteleto” ammette.
“Magari lo visito…”
“NO! Eh non si può visitare sa? E’ del prete. Non fa mica entrar nessuno!”
E te pareva, oh.
“Allora lo ammirerò da fuori” faccio. Non mi avrà.
“Faccia veder st’indiriso…. no, no. Neanche da fuori, che il castello c’è solo da una parte che si vede proprio bene.”
“E dove?”
“Dall’ospedale.”
Mi gratto.
“Alora, siam arrivati. Buona fortuna.”
“Grazie. Che caldo… oddio, almeno è bel tempo!”
“Eh ma per serata è attesa pioggia.”

Io non so nemmeno il nome del tassista vicentino che mi ha accompagnato da Verona ad Arzignano. Solo una cosa posso dire con discreta certezza: no, non era stipendiato dalla pro-loco.

p.s. la presentazione di ieri sera è stata bella, diversa dalle altre perché questa volta non conoscevo davvero nessuno dei presenti. La discussione riguardo al libro è stata sincera e stimolante, anche se a un certo punto sono stata mangiata viva dai moscerini e abbiamo dovuto desistere per non finire spolpate. Ho potuto conoscere tante persone interessanti, tante storie, e alcune lettrici del blog che hanno fatto apposta un viaggio per me (grazie!!). La cittadina non aveva niente dell’ambientazione grottesca descritta dal tassista, l’accoglienza è stata perfetta e le persone cordiali e interessate. Sia la coordinatrice dell’evento per il Comune che l’Assessore (giovanissima!) che mi ha presentato erano mamme. La seconda ha addirittura avuto l’incarico durante la gravidanza, lo trovo uno splendido esempio di pari opportunità. Ha piovuto pochissimo, soltanto quando il mio intervento era finito da un po’ e io ero con un enorme gelato in mano, sotto i portici, a leggere i manifesti in rima delle lauree altrui. E’ una tradizione che a Roma non abbiamo, e che di poster in poster mi ha fatto arrivare a questa locandina religiosa.
Erhm.
Forse è il caso che il prete esca dal casteleto e vada a controllare la grammatica (o forse il senso?) dei manifesti.

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