Cosa NON imparare dalle principesse Disney

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girl princess dress

Metto le mani avanti: io adoro la Disney e le sue principesse. Ci sono praticamente cresciuta. E’ per questo che mi permetto questo post dissacrante – ma con grande affetto – sui miti della nostra infanzia. Perché a riguardarli a distanza, col senno di poi, fanno sorridere.
E perché se frequentate questo blog, ma cosa vi aspettavate? Un post pieno di cuoricini e principesse glitterate? :p

snowwhite

Biancaneve: la totale irragionevolezza
Quella sta lì vestita di stracci che lava il pavimento e canta al cavaliere che dovrebbe venire a salvarla. E fin qui. Vittima dell’invidia di una matrigna che se magna pane e botox a colazione viene attirata nel bosco da un cacciatore che incarna un termine ormai in disuso: ‘bruto’. E ci va. Voglio dire, io non mi farei accompagnare manco all’Ipercoop da uno così.
In seguito, traumatizzata da un tentato omicidio con ripensamento, la ragazza dalla pettinatura più demodé che io conosca – che non era di moda negli anni 30 e non è MAI tornata di moda in ottant’anni – per superare lo shock si stanzia in una casetta con otto uomini molto bassi e molto brutti, che vivono tutti insieme senza nemmeno una donna. Al confronto la stazione Termini di notte è lo Småland.
Non contenta, sfida la sorte e accetta da una sordida vecchina una mela rossa e lucida, di quelle che farebbe morire fra atroci dolori i fanatici del biologico. Crepasse e basta potremmo dire ‘vedi amoredemamma, cosa succede a sognare principi, seguire bruti nel bosco, irretire sette bruttoni e accettare mele chimiche dalle sconosciute?’. E invece no. Passa il principe più femmina della storia dei principi, che fa evidente uso di lacca per capelli e rossetto Chanel, le appoggia le labbra alla bocca con una passione che al confronto il bacio del moribondo è un fuoco d’artificio, e via felici con sorrisi plastici e usignoli svolazzanti mentre i sette nani applaudono esultati.
Ma che s’applaudono?
cinderella

Quella rincojonita di Cenerentola
C’era una volta una dolce fanciulla che non conosceva le parole ‘vi presento il mio avvocato’. Passava la sua giornata a fare da colf a una matrigna coi capelli di Malgioglio e a due sorellastre che proprio non riuscivano a coordinare il colore dei loro vestiti (rosa/verde? andiamo…). La fanciulla era sempre felice, si svegliava cantando e parlava coi sorci. Non erano doti naturali: tirava il Bio Presto.
Un bel giorno le succede tutta quella cosa meravigliosa dell’invito al ballo e della fata madrina che da zero le tira fuori un vestito – che nel film è bianco e in tutte le successive illustrazioni diventa magicamente azzurro – e una carrozza improbabile, se ne va alla festa e si rimorchia il principe. Così, da zero a cento. Non per niente è passata alla storia come “quella gran culo di Cenerentola” (cit.).
Ora, questo genio del male cosa fa? Allo scoccare della mezzanotte, nel terrore di rimanere senza il prezioso vestito (col principe? in giardino? sotto il cielo stellato? ‘a Cenerè, e annamo…), scappa senza lasciare traccia. Voglio dire, ‘abito in via…’ no eh? Oppure ‘Malgioglio mi tiene chiusa in casa a lavare i panni’? E poi nulla, attende fiduciosa finché il paggetto non le porta la scarpetta di cristallo, la quale si rompe un attimo prima della fatidica prova. E che fa lei? Ammette candidamente “ho l’altra”.
Cioè, questi si sono fatti i piedi di tutte le fanciulle del regno – astenersi feticisti – che forse era grande come Ponza ma che ne sai, magari no, e Cenerentola zitta. Avesse alzato la manina ‘è inutile che la provate a cinquemila ragazze, io ho l’altra’. Quando si dice intraprendenza.

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La bella addormentata: serve dire altro? – Io non ce l’ho con Aurora, povera vittima delle circostanze e capostipite di una serie di bambine che se chiamano tutte uguali per colpa di Ramazzotti. Io ce l’ho con quel genio di uomo che ha dato il titolo al cartone. Ma perché associare le parole ‘bella’ e ‘addormentata’? Bella e scema non vi bastava più? Perché avete costretto una serie di povere inconsapevoli infanti a giocare ‘alla bella addormentata’? Io mi sono sempre sentita un po’ cretina a dirlo. Tu chi sei? Biancaneve. Tu? Cenerentola. E tu? LA BELLA ADDORMENTATA. (risate preregistrate). Io però so quali magagne si nascondono dietro a questo nome. Il problema è: come si chiama lei, si chiama Aurora o si chiama Rosaspina? Nessuno s’è mai messo d’accordo, da qui un generico nome ad minchiam che ha condizionato tutto un’immaginario femminile.

snowwhite ariel

La Sirenetta: ma sì, diamo via la coda
Anche l’ultimo degli psicologi, come quello della mia amica che ha trovato la laurea nelle Pringles, saprebbe dirvi che snaturarsi per amore è un errore. Come fare un parallelo nella vita reale di quello che fa la giovane sirenetta Ariel? Dunque: lei si innamora di un uomo, quindi scambia la sua voce con un paio di gambe. Questa cosa è bellissima! E’ l’apoteosi dell’amore romantico, della passione totalizzante, del cuore che-non-gli-si-comanda! Epperò è sbagliata. Io credo di averci messo tipo 20 anni a liberarmi di questa storia del ‘se ami un uomo devi fare di tutto’. Ma col cavolo! Ariel, ripigliati quella coda, fai un bel discorsetto al principe Eric e vediamo se lui accetta di diventare un semimerluzzo per amore. Alle brutte, per le cose zozze c’è sempre lo scoglio.

belle

Belle: l’aspetto fisico non conta
Attenzione: non travisiamo la morale della favola, che non è “se vedi la bellezza interiore di una persona quella automaticamente diventa gnocca” ma “tra lo gnocco e l’oréndo sensibile, scegli quest’ultimo”.
Ok. Vienimelo a raccontare dopo dieci anni di matrimonio. che lui è una persona dalla sensibilità squisita, dai modi impeccabili, dalla cultura infinita. epperò c’ha l’irsutismo, l’alitosi, il petto di pollo, il riportino e le unghie dei piedi prensili. Non puoi stare con un uomo meraviglioso che ti fa sesso come un nano da giardino (sorry Biancaneve). Puoi stare con un uomo crudele e meschino che ti fa strappare i vestiti di dosso appena ci pensi, quello sì. Ma il bello solo-dentro, one side only, la famosa BESTIA, non regge la lunga distanza. Quello che non vi dicono è che Belle s’è separata e adesso sta con quello francese che faceva il candelabro.

In questo post gli splendidi disegni di questo illustratore. Bravissimo!

p.s. e dopo questo, vorrei fare un altro post su cosa invece IMPARARE dalle principesse Disney….

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