Uomini che si incontrano almeno una volta nella vita

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Che poi l’altro giorno ero a pranzo con mia sorella e alcune amiche sue, nel senso che loro avevano organizzato il pranzo e io mi sono imbucata.

E loro erano vestite da trentenni e io da ventenne.
No, forse loro da ventenni io da quindicenne.
Ma non importa.
Se questo succede quando ho superato i 35 anni siete autorizzati ad abbattermi.
Non avete notato che ho cambiato la foto del profilo dove sembro una ggiovane hipster in gita? Io un po’ mi faccio ridere e un po’ mi viene da prendermi a padellate in testa. Ma questo costantemente.

Dicevo, ho sentito un po’ di questi discorsi delle ventenni VERE – che io ho fatto finta di esserlo con nonchalance fino a 29 anni e 364.9 giorni e anche adesso ogni tanto – e devo dire che ci sono tipologie maschili che tornano e si ripropongono ciclicamente un po’ a tutte.

Tipo: la botta-de-culo a ore. Scomponiamo in due fasi. All’inizio c’è uno incredibilmente gnocco, ma di quelli che li tocchi col ditino per paura che siano un cartonato di Abercrombie, per di più indegnamente simpatico e brillante. Quelli che – è palese – sono abituati ad avere tutto nella vita, prevalentemente donne che usano la parola ‘cellulite’ in senso ironico. La botta de culo è che punta te. Sì vanno bene le minchiate del ‘sei speciale, vali come e più di lui’, ma è comunque sorprendente vedere la statistica dalla tua parte se lui ha il 90% delle possibilità di non notarti e invece a una certa vi appiccicate reciprocamente al muro. Lo sappiamo tutte che con uno così non può durare in nessun caso, e infatti la sòla è che qualsiasi cosa andiate a fare, dal casto bacetto al Kamasutra, durerà al massimo qualche ora. Perché davvero, lui non ha proprio la minima intenzione di fermarsi e te lo annuncia chiaramente. Tutto comprensibile: che si comporti così, e che tu ci possa cascare con tutte le scarpe dichiarando fermamente a te stessa: ‘tanto poi non ci sto male’.
Sì. Ah-ha.

L’ottima scelta. E’ quello che in un periodo X della tua vita è stato un tuo flirt, e ogni volta che lo vedi, sia dopo un mese o dopo dodici anni, il suo appeal è rimasto inattaccabile. Sì, anche se è pelato e ha un po’ di panza. A volte ci ricaschi per un rapido amarcord, a volte ti lascia solo un chiaro pensiero in testa: “è stato proprio un’ottima scelta”.

Ci saremmo tanto amati. C’è lui, che ti muore dietro, e a te fa lo stesso effetto emotivo del tappo del lavandino. Poi si mette con una, ti rode il culo e inizia a piacerti. Si lascia nel momento in cui tu stai con un altro. Tornate single ma in due città diverse. Vi rivedete e c’è l’amico scemo che rovina la serata.  Vi inviate sms e vi fraintendete. Avete questa sindrome del ‘prima o poi succederà qualcosa, siamo destinati a ritrovarci’. E poi che succede? Un giorno qualsiasi vi ritrovate, finalmente entrambi single e caricati a molla da una serie di telefonate/chat su Facebook/sms promettenti. Vi vedete, uscite a cena, chiacchierate e… E niente, scoprite pure che vi state un po’ sul cazzo.

C’avesse almeno un bel fisico/fosse almeno superdotato*. Su di lui puoi sempre contare, ma non vorresti. E’ il brutto che ti muore dietro, quello che hai provato a farti piacere in tutti i modi ma niente. Non c’è verso. Gnaa fai. E gnaa fa nemmeno lui a starti lontano, per quanto sia chiara la tua totale mancanza di attrazione nei suoi confronti. La certezza è che l’accollo ti conforterà quando sarai triste, richiamerà sempre se lo cerchi, manderà quegli sms dolci che ti squagliano, si ricorderà del tuo compleanno e del tuo spettacolo di teatro. In pratica: lui è tutto quello che vorresti da un altro. E non te ne capaciti! E’ una persona gentile, romantica, appassionata, intelligente. E però è brutto come una Fiat Multipla. C’avesse almeno un bel fisico. *scusate, ripensandoci ci sono anche altre doti.

Me so’ fatta tuo cugino. Lui è perfetto, simpatico, carino e brillante.
“Come hai detto che ti chiami?”
“Giulio Rossini”
“Aaah, io conoscevo una volta un Rossini. Uno che.. HA HA! Vabbè, lasciamo perdere. Alessio, Alessio Rossini, sarà mica tuo parente?”
“Sì, è mio cugino!”
“…”
Varianti: me so’ fatta tuo fratello/tuo zio/tuo padre/tu sorella

Su vostra arguta, opportuna e gentile richiesta pubblico altre categorie:

L’aguzzino. Secondo me sti tipi qua sanno riconoscere le fasi più vulnerabili della nostra vita, o viceversa siamo noi che ce li andiamo a cercare in quei momenti. Vabbè. Fatto sta che un aguzzino ti prende e scotenna la tua autostima facendotici prima credere, poi tendendo la corda, poi negandosi, poi lasciandoti senza motivo disseminando la vostra storia di piccole cattiverie e lampanti negligenze gratuite. L’aguzzino deve morì.

Io speriamo che me lo chiavo. Ovvero: inutili illusioni davanti a un gay dichiarato, indegnamente figo, che però non si sa mai – magari ce casca.

Mo’ però te levi dalle palle – limonate in numero uguale o inferiore a 2, con fuga finale, per levarti finalmente dai coglioni quel tipo che insiste. E insiste. E insisterà per sempre. Solo per donne dallo stomaco forte, aggiungo io.

Pensavo fosse amore, invece era Piero Chiambretti. (perché il calesse ha comunque una sua dignità estetica). Uomo che, accecata dalla passione, coinvolgi in una storia rovente e intensa. Sei consapevole del fatto che non sia bello, ma lo trovi oltremodo affascinante. Salvo poi rivederlo dopo qualche anno e vergognarti di te stessa per la sua incommensurabile bruttezza.

Adesso voglio sapere se siete incappate in qualcuna di queste categorie, e come vi siete comportate. Ha ha. Già rido.

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