Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Verde. Ma così verde.

London Travel UK ·

Succede che, quando sei in un paese straniero dove il cupcake è un culto nazionale, le bimbe indossano vestiti da principessa tutti i giorni (anche a scuola), il Guardian si promuove con uno spot sui tre porcellini e le porte color giallo canarino fanno le esibizioniste contro muri di mattoncini, poco importa se all’inizio non hai un asilo, né una tata, né tantomeno qualsivoglia forma di aiuto – domestico, logistico, psicoterapeutico. Ora che ci penso, visto che qualcuno mi ha lanciato la splendida idea ‘affitta qualche ore di conversation per migliorare la tua lingua’ – potrei andare in seduta da qualche strizza inglese e fare un 2 in 1. La trovo un’idea geniale, e inoltre per descrivere con dovizia di particolari come mi sento davvero avrei bisogno di moltissimi vocaboli. Il fatto è che dopo parlerei inglese come un Emo. Boh.

Va bene, siamo in una fase in cui tutto è una scoperta a due. Quella alta e quella bassetta, armate di passeggino per correre lungo la discesa verso il parco e da issarsi su e giù per le odiose scale della metro. Perché la metro di Londra ha le scale, nove volte su dieci. Quelle senza barriere architettoniche sono pochissime e segnalate sulla mappa, ma spesso lontano da dove devi scendere, quindi: scale. E’ un ottimo allenamento: sgancia – chiudi – solleva – comprimi – aggancia – trasporta. E quando scendi tutto da capo, al contrario. Ogni tanto, pur di non fare quella rogna del chiudi/apri il passeggino, se l’affollamento lo consente lo tengo direttamente aperto e lo sollevo abbracciandolo, poggiato sul fianco. Ho il livido da sollevatrice di passeggini, sono cose di cui andare fiera.

Stiamo esplorando la zona Nord, vicino a dove abitiamo. Ci sono dei quartieri bellissimi e dei parchi altrettanto splendidi. Questo nella foto è quello di Primrose Hill.

Il tempo cambia così rapidamente che star dietro alla luce è praticamente impossibile: il cielo è prima azzurro, poi biancolatte, poi grigio. Ma questa è Londra, e forse è anche per questo che il verde è così verde.

I parchi di Londra sono qualcosa di incredibile. Ognuno ha la sua personalità, spiccata. La sua bellezza, apparentemente inarrivabile per quelli italiani (quelli di Roma, almeno). Mi fa un po’ rabbia: mi rendo conto di quanto qui riescano a valorizzare quello che hanno, e quanto nel mio Paese tutto sia così incredibilmente approssimativo da farci perdere di vista la ricchezza che abbiamo, naturalisticamente e non. Basterebbe attenzione, cura, amore e senso civico. Cose scontate solo in apparenza. Ricordo ancora quel mancato picnic a Villa Ada, quando siamo fuggiti a gambe levate perché tra cocci di bottiglie rotti, buche e merde di cane trovare 2mq per stendere un telo era impossibile.
Comunque, dicevo.
Spesso prendiamo l’autobus ma ancora più spesso andiamo a piedi. Perché a Londra le distanze sono relative, e tutti camminano. Quella che a Roma avrei tradotto come ‘dieci minuti in macchina’ diventa un ‘massì, un quarto d’ora di camminata veloce e ci siamo’. Comprimo il lavoro quando posso, spesso la sera, e il resto del tempo copro a falcate e ruote di passeggino questa città che già mi dice qualcosa, che formicola sotto i miei piedi.
Qui sotto, alcune strade di Hampstead:

Dicevo, può non importarti molto di non avere aiuti, così esaltata dal démone del ‘tutto-nuovo’, finché non cadi stesa dall’influenza. Perché nessuna buona intenzione può contro l’influenza.
Io a rantolare a letto e Londra fuori, stronza, si dava arie da primavera.
Queste le foto di un weekend che poteva essere lungo e soleggiato, e invece si è interrotto nel pomeriggio di sabato. E dei giorni successivi in cui siamo uscite meno di quanto avremmo voluto. Però qualche foto sono riuscita a farla 🙂

Io e la Porpi ci adattiamo al London look. Questa città mi fa venire voglia di osare e di interpretarmi. Che oggi sono pantaloni verdi, domani capelli rosa. No, dài, scherzo. Ma chissà.

Vista di un pub londinese, di quelli belli, caldi, e dove si mangia bene. Consigliato da una mia lettrice/vicina di casa (grazie!):

Per la serie ‘magnatela ‘na cosetta a Londra’, sopra il tavolo dei vicini, sotto il nostro Pie. Insieme a Fish’n Chips e Porridge probabilmente unico piatto nazionali inglese, per quanto ne so io. Voi ne conoscete altri?

Londra è piena di guanti spaiati appesi in giro. Chissà chi avrà ritrovato il mio.

p.s. per tornarvi utile nel caso passaste per Londra e abbiate bisogno di qualche idea, d’ora in poi alla fine di ogni fotopost troverete delle informazioni pratiche.

In questo post ho fotografato: il parco Primrose Hill, Hampstead (in particolare Flask Walk, una stradina pedonale deliziosa dove c’è anche il negozio delle fatine), il pub The Holly Bush (dove, 4square sostiene, siano stati avvistati più volte i fratelli Gallagher. For your sticazzi.)

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