Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Un pomeriggio allo Spitalfields Market

London Travel UK ·

Oooh, disonore su di me, disonore sulla mia mucca (cit.). Queste foto le ho scattate il weekend scorso e sono tre giorni che le voglio postare, poi è accaduto che per intrattenere una bambina di 3 anni devi uscire di casa, no? Voglio dire, la somministrazione di Dvd e Lego ha pure un limite, e lei lo dimostra afferrando i pennarelli e stappandoli dentro al mio armadio oppure fingendo che il water sia la piscina di Hello Kitty. Quindi si esce e ho la sfiga che un sacco dei miei clienti mi seguono sui social e non mi faccio troppi problemi a postare – che ne so – foto dal parco. Mi fanno le battute, tipo: ‘ah ma invece che a scrivere stai a spingere altalene?’.
No, vieni te a ripescare Hello Kitty dal water, poi ne riparliamo.
Il weekend è sempre di scoperta. Noi usciamo e andiamo, e sì – ci mangiamo una cosetta, qua a Londra.

Yes.

Qui sopra un pranzo. La mia jacket potato di fronte, Porpi e il pollo con patate, Lui e un proper english breakfast. Eravamo in un posto minuscolo, dal nome tipicamente inglese: Mani.
Lui mi fa: “ma tu sei una Hipster!”
“Da quando sai il significato della parola Hipster?”
“Hipster sono quelli che invece di mangiare fotografano il cibo.”
“Aehm. No. Cioè: anche, perché esiste Foodspotting, però l’Hipster è un po’ più complessa come faccenda.”
“Secondo me se fai le foto al cibo sei Hipster.”
“E vabbè.”
Porpi ha voluto iniziare a fotografare anche lei. Ecco un ritratto del suo amico Càc-cheik, che ormai ci segue ovunque e il peggio è che quando cade rotola. Immaginatevi in Metro, o quando attraversiamo la strada.
Foto scattata dalla Porpi:

Noi, che prendiamo la metro agilmente. Non notate niente? 🙂

E dove vai, in una giornata grigetta? In un posto pieno di colori: lo Spitafields Market.

Un mercato ad Est di Londra, zona Liverpool Street – Brick Lane, che è un livello sopra le classiche mete turistiche. Non lo definirei assolutamente di nicchia, ma sicuramente non rientra nelle tappe più famose dei tour londinesi quindi, se capitate qui, fateci un giro.
Non ha certamente il fascino di qualche decennio fa, quando era molto più autentico, ma lo trovo un posto piacevole e pieno di quel caos ridanciano e curioso da domenica pomeriggio. Vecchiette che vendono cianfrusaglie, negozi di modernariato travestiti da robivecchi, abiti vintage impolverati che si sposano agli abitini in acrilico da 10 pound allo stand a fianco.

Vediamo se riuscite a indovinare quale di questi stracc vestitini mi sono comprata…

E cibo.. (dovrò inaugurare l’hashtag #magnatelanacosettaaLondra)

Yes.

Appena fuori dallo Spitafields, di fronte, c’è un negozietto di cibi inglesi vintage stu-pen-do.

Così, per vostra informazione, dentro lo Spitafields è anche pieno di posticini dove mangiare o bere un caffé. Niente di che, ma vanno bene per uno spuntino veloce.

p.s. no, a parte il 10-pounds-vestitino non ho preso nulla, ma se c’è qualcosa che davvero vorrei per la mia casa sarebbe un orologio industriale di quelli enormi. Anche un vecchio mappamondo con la mappa logora e ingiallita. Ci starebbe.

IN QUESTO POST HO FOTOGRAFATO:
Mani’s – 12 Perrins Court, London,NW3
Spitafields Market – Brushfield Street, London E1 6AA. Metro più vicina: Liverpool Street (Central Line)
A. Gold –  sempre su Brushfield Street
—–

Post- post
E ora un ringraziamento pubblico. No, perché va bene che la Porpi durante la setimana per i piccoli spostamenti ormai gira in Scooter come i suoi colleghi bassi anglofoni, però non mi aspettavo che qualcuno cogliesse davvero la difficoltà pratica di incollarsi un passeggino su e giù dalle scale della metro, apri-chiudi e blabla.
E invece sto provando il Quinny Yezz. Altre volte, in questi mesi, mi avevano proposto di provare passeggini, e ho sempre rifiutato semplicemente perché non ne avevo bisogno. Questo invece è un prodotto a mio avviso geniale, e che risolve davvero un problema: l’ingombro e il peso del passeggino. E’ realizzato in materiali tecnici e innovativi, leggerissimo e pieghevolissimo, il che significa che quando hai di fronte a te tre rampe di scale sovraffollate della metro non devi tenere con una mano la Porpi, con l’altra il passeggino e la borsa, e se hai una micro-busta di spesa o di shopping sei finita. No. Questo si mette in spalla tipo zainetto, diventa davvero micro. Adoro. Per me, prodotto che risolve un problema = prodotto di cui diffondere il verbo.

Sotto: piegato (si tiene in piedi da solo).

Qui in spalla, tipo zainetto:
Non è reclinabile, ma non così verticale da impedire ai bimbi di dormire comodi, il che è un punto a favore.
Unico problema incontrato fin ora: la chiusura un po’ dura da attivare, ma mi dicono che si ammorbidisce col tempo. Bisogna anche fare attenzione a frenarlo sempre quando lo si lascia, perché avendo tre ruote molto morbide tende a muoversi.

Per il resto, davvero, un prodotto fatto benissimo e soprattutto – come raramente accade – pensato effettivamente per semplificare la vita alle mamme. Thumbs Up!

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