Come aria

Mummy · · 619 commenti
mom and daughter smile

Le ho preparato la valigia coi vestiti estivi, quelli che qui indossa solo coi leggings sotto.
Ci ho messo dentro anche le sue collane, perché so che le farà piacere averle.
Nello zaino di mia sorella ho infilato pennarelli e un album da colorare.
L’ho guardata dormire stamattina, prima di svegliarla, e ho fatto il pieno di quella guancia liscia come seta, che profumava di sonno e sudore piccolo.
E’ tutta contenta perché va dalla nonna, e io sono tutta contenta perché ho Londra tutta per me e sono in vacanza dal ruolo di madre per più di due settimane.
Ma so che ci mancheremo un sacco.
Le ho accompagnate fino ai controlli dell’aeroporto e l’ho lasciata così, bassetta e incerta, nelle mani di mia sorella. Saltellava. Teneva stretto un portafoglino dove ho messo ‘i numeri di telefono per chiamarci’, e non l’ha mollato un secondo. Pure mentre faceva la pipì, se l’è tenuto.

Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco, e come è intenso e nuovo questo, quello di avere una figlia che è una bambina né grande né piccola, che capisce i sentimenti e ti ragiona con la voce sottile, ed inizia ad andare per il mondo.
Inizi a lasciarla per il mondo, perché sai che è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono.
Anche se il mondo è solo il tuo Paese al di là della Manica, anche se è una casa conosciuta.
Com’è strano vederla sbracciarsi dall’altro lato dei controlli, avere gli occhi un po’ lucidi e pensare che, forse, il tuo obiettivo è fare in modo di non mancarle anche quando le manchi.
Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze.
Quelle del tempo e dello spazio.
Quelle delle idee e delle ambizioni.
Quelle del carattere.
Quelle della vecchiaia.
Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto.
Sapere che siamo unite da qualcosa di così forte e necessario da essere invisibile.
Come aria.

Com’è difficile, per i genitori, accettare che i figli vivano lontano da loro.
E com’è necessario, questo, affinché vivano.

Commenti

  • Oddio, piango.

  • LaVale

    Questo bellissimo post dovrebbe essere letto da quelle mamme che credono che solo il contatto costante e continuo possa far bene a mamma e bambino… hai tutta la mia stima per questa tua visione dell’essere mamma. (e mi ricordi tanto la mia.)

  • Pura gioia.

  • Prima o poi ci passerò anch’io..

  • sniff sniff

  • Mi inchino davanti a un amore così immenso.
    Un abbraccio!
    p.s. E’ arrivata sana e salva vero :D?

  • Anonymous

    che bello. è l’amore di una mamma che somiglia un po’ alla mia.
    e sei brava, complimenti!

  • Anonymous

    Piango anch’io……mi manca già la piccola Viola anche se non vi conosco ma leggo sempre di voi. Da madre di due bambini colgo solo un amore infinito dalle tue parole e ti auguro di nom soffrire troppo la sua inevitabile mancanza

  • Anonymous

    Bello! Bellissimo post, non potevi descrivere in modo migliore ciò che si prova!
    Grazie

    Elisabetta

  • Stefania

    Piango anch’io.

  • lacrimuccia, Tutto vero. Da tatuarsi addosso, o almeno in testa…

  • Lacrimuccia inevitabile…
    Che grandi cose stai facendo per la piccola,sei veramente da ammirare.
    Tanta stima
    Lily

  • e niente, tu poi scrivi un post come questo e io mi ritrovo con una lacrimuccia che scende 🙂
    ti abbraccio!
    Laura

  • Ciao, ho lasciato andare Filippo col papà in vacanza per dieci giorni. Filippo ha quattro anni e quei dieci giorni, a me che di bambini non ne ho voluti convintissima fino a 37 anni, pesano come un macigno. Lui sorridente col suo cappellino sulla testa e il costume indossato “che appena arriviamo andiamo a fare il bagno in mare” (mi ha detto)…. io che sono convinta, convintissima della indipendenza che dobbiamo dare ai nostri bambini (e finalmente anche al papà).,… però da quando, due giorni fa è partito se mi fermo a sentire le mie emozioni si fa vivo quel groppo e quel magone che mai, mai avrei creduto. Mi godo la mia vacanza contenta ma rimpiango tutta quella “sua vita” di dieci giorni di cui io non farò parte,m nel suo bagaglio dei ricordi.
    Quanto hai ragione! KIss. Mascia

    • Patrizia Burešová

      Ho aspettato che la mia Pupi di due mesi dormisse per leggere questo post. Come fa bene rispecchiarsi nelle esperienze e nei vissuti degli altri, ritrovarsi solidali anche se sconosciuti, soprattutto negli aspetti contraddittori. Io nonostante credessi di essere solida e matura mi sono trovata impreparata e nuda di fronte alla bimba ma soprattutto di fronte ai miei momenti di difficoltà, quando vorrei solo che dormisse un po’ per avere un pezzettino della mia vecchia identità indietro. Notte.

  • Meraviglioso post, mi ha fatto commuovere. Personalmente sono consapevole del fatto che mia figlia non mi appartiene, le ho dato la vita perchè possa viverla senza sentirsi una mia appendice. Il mio lato emotivo a volte fatica un po’ a lasciarla andare…anch’io devo ancora crescere.

  • Ale

    Sarà che sono incinta, saranno gli ormoni…dicono…però mi hai commosso davvero!
    Non era mica facile fare commuovere me, che quando mi dicono che sarò mamma mi scappa ancora un risolino un filo isterico…
    Baci, a te e alla Porpi…e che le tue ferie abbiano inizio!!!

  • ho gli occhi lucidi…

    spero anche io di rimanere una certezza talmente forte da resistere alle distanze… e spero di riuscire a farmi dimenticare quando sta bene senza farlo sentire in torto…

    intanto rifletto….
    un abbraccio

  • più che commovente… vero!
    spero di esserne capace anch’io… tra un pochino 🙂

  • Qui mi e scesa la lacrima!Che bel post!

  • mi accodo con le mie lacrime anche io…mamma da quasi un anno, penso a quando il mio piccolo mi saluterà dall’altra parte dell’aereoporto, quella che porta verso casa, verso il sole e il mare..e io resterò a godermi la mia Londra da sola..ma con lo stesso nodo in gola…baci..Rosy

  • “E’ sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono”. Hai tutta la mia stima, anche io sono stata cresciuta cosi e non smetterò mai di ringraziare i miei genitori. In fondo ricordo bene che i miei non mi mancavano affatto ne’ quando ero piccina e stavo con i nonni, ne’ quando ero un po’ più grande e partivo per le prime vacanze studio. Quanto mi ha fatto bene, stare dei periodi “da sola”.. Sono cresciuta tantissimo.
    E sto facendo lo stesso anche con mia figlia. In fondo mia madre non fa che ripetermelo: “lo fai per il suo bene”. Quanto ha ragione.

  • non è facile lasciali andare..

  • Anonymous

    Stupenda…

    Marta

  • Commovente e pieno di verità….
    Mi è piaciuta tanto la frase:quella guancia liscia come seta, che profumava di sonno e sudore piccolo.

  • sai…. ti mancherà sempre…. lascierà sempre un vuoto quando andrà da qualche parte!!! Quel vuoto che solo lei riesce a riempire….

  • Anonymous

    ….ecco, e mi hai fatto venire gli occhi lucidi…nnnaggia! E sono in ufficio, in un GRAAAANDE open space PIEEEEENO di colleghi….. Un abbraccio forte a tutte e due!
    Daniela

  • vuoi ridere? io l’ho salutata domenica scorsa, con lo stesso stato d’animo…in 4gg è passata dalle placche in gola alle lendini! E che è? ‘na maledizione!

  • lacrimuccia, ma soprattutto l’emozione di aver letto con altre parole e scritto da altre mani le stesse cose che voglio per mio figlio. Arriverò l’anno prossimo o quello dopo a provare in prima persona l’emozione che mi hai trasmesso oggi, ma da due anni non faccio che cercare di trasmettergli con tutta me stessa le stesse idee e la stessa sicurezza di cui parli. Mi sa che torno a rileggerlo, và! Giada

  • Tenerissimo.. (sniff)

  • Pelle d’oca su pelle sudata, ecco cosa mi hai fatto. Pensieri apparentemente leggeri come aria, brevi, ma profondissimi 🙂

  • GAB

    …ti leggo e sento che provo esattamente quello che dici, ogni singola parola. Grazie.

  • Ogni tipo d’amore dovrebbe forse aspirare ad essere questo, credo… certezza di una presenza silenziosa ovunque si sia. Io per ora lavoro per far sì che ci assomigli la mia relazione, anche ora che l’idea di un nano è quasi fantascientifica… ti stimo tantissimo, sei sempre fonte di grande ispirazione 🙂

  • STUPENDO Post!

  • Quanto hai ragione!

  • che bello. Sei proprio brava. Anche i miei mi hanno cresciuto così e mi hanno dato la possibilità di fare delle esperienze irripetibili e meravigliose. Da neomamma solo ora ho capito che ci vuole tanta forza nell’anteporre il bene dei figli a ciò che fa stare bene i genitori.

  • Se il tuo obiettivo della giornata era farci piangere… beh ce l’hai fatta!

    Elisa

  • Anonymous

    E’ vero, questo è l’amore buono, preparare i figli perchè un giorno siano in grado di andare da soli, senza di noi.

  • anche la mia bimba di 4 anni è partita per ben 3 settimane e mezzo
    le sensazioni sono le tue, quando l’ho salutata alle 06.30 prima di prendere il treno delle 7.00, mentre dormiva, le ho dato un bacino sulla manina chiusa e ho pianto. So che starà bene, è con i nonni!!! Ma mi mancaaaa

  • frà

    … mi viene da piangere!! il mio oggi mi manca da morire.. ed è solo a casa dalla nonna mentre io sono al lavoro!! 🙁 che cosa strana si ha voglia della proprio “indipendenza” da loro..ma nello stesso tempo ti mancano da morire!! ma..in fondo è giusto così..

  • Incantevole questo post ed incantevole tu, che descrivi così bene sentimenti così belli.
    Buone “ferie” 😛

  • “Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze.
    Quelle del tempo e dello spazio.
    Quelle delle idee e delle ambizioni.
    Quelle del carattere.
    Quelle della vecchiaia.
    Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto.”

    Dimenticarsi di noi quando sono felici è una cosa che si accetta solo dai figli.
    Prepariamoli ad andare.
    Grazie Wo’!

  • L’ho riletto ben due volte, da tanto mi incanta vedere stesi su di una pagina quei sentimenti e quelle sensazioni che mi prendono *di pancia* tutte le volte che lascio la mano del mio bimbo.
    La ritrovo, puntuale a carezzarmi il viso, ogni volta che chiudo le ciglia.
    Lo porto nei miei sogni ogni notte, e mi ritrovo persa nei suoi, ogni notte.
    Essere mamme è un premio bellissimo.
    Brava!
    Nora

  • ti ho letta e mi è sembrato di leggere mia mamma….. ho le lacrime agli occhi

  • mamma mia…lucciconi agli occhi per quanto sento vere queste tue bellissime parole.
    L’altra sera avevo un impegno e per la prima volta dopo mesi mi sono concessa una serata fuori, senza tornare a casa dopo il lavoro…quanto mi è mancato quel momento in cui giochiamo insieme prima di cena, mettergli il pigiamino e farlo addormentare in braccio a me. Eppure era solo per una sera, eppure come mi è mancato il mio cucciolo!
    Al pensiero di vedermelo partire…oddio, potrei inondare un areoporto con le mie lacrime!!!

  • “e al mio segnale scatenate l’inferno”

    (la penso al 100% come te)

  • Grazie per tutti i vostri commenti 🙂

  • Sara

    Un annetto fa, quando ero incinta, un mio amico già padre mi disse che la sostanza dell’essere genitori è preparare i figli a fare a meno di noi.
    Ritrovo in pieno quest’idea nel tuo bellissimo e commovente post, che peraltro condivido in pieno, pur sapendo che ho ancora tanta tantissima strada da fare prima di poter accettare con serenità l’idea di un distacco da mio figlio. So però che l’indipendenza è una delle qualità migliori che ogni persona dovrebbe avere, perciò ci lavorerò, giuro.
    Un bacio, goditi le tue vacanze!

    Sara

  • Come mi trovi d’accordo Chiara. E penso siamo fortunate a vivere questa consapevolezza, noi e i nostri figli, perchè ci son madri che non accettano distanze o distacchi dai figli, nemmeno quando sono adulti. E adesso è il momento per costruire la loro indipendenza. E la nostra. : )

  • Ma che davvero? Dette da te queste parole sono straordinariamente vere, al di la’ degli stereotipi. Brava mamma!!! E buone vacanze piccola grande Viola!

  • tra poco toccherà anche a me lasciarla qualche giorno con i nonni. e a leggere questo post mi è venuto un po’ di magone, ma condivido tutto quello che hai detto.

  • Oddio, piango.

  • LaVale

    Questo bellissimo post dovrebbe essere letto da quelle mamme che credono che solo il contatto costante e continuo possa far bene a mamma e bambino… hai tutta la mia stima per questa tua visione dell’essere mamma. (e mi ricordi tanto la mia.)

  • Pura gioia.

  • Il sollievo nel sapere che per una notte sarebbe stato dai nonni.
    Il senso di straniamento nel vedere un lettino vuoto.
    Il desiderio incontrollabile di avere del tempo per me, per il mio lavoro, per far svolazzare in giro la mente. E il corpo, se necessario.
    La sensazione costante dell’assenza di qualcuno quando proprio quel qualcuno non c’è.

    Vederlo elencare le cose necessarie per la gita di oggi.
    Immaginarmelo in gita, e chiedermi perché non sono lì con lui.
    Accorgermi che inizio a perdermi le sue esperienze, che, ancora e sempre di più, è altro da me.
    Ricordare la predica della pediatra “ormai è grande, devi smetterla di trattarlo come se avesse un anno e mezzo”.
    Sentire la malinconia che sale, il desiderio di mangiarmelo ancora tutto di baci. Il suo sorriso, la sua risata.

    Non c’è niente da fare. Fino al suo arrivo, un amore così non l’avevo mai provato. Grazie di avermelo ricordato.

  • Prima o poi ci passerò anch’io..

  • sniff sniff

  • Mi inchino davanti a un amore così immenso.
    Un abbraccio!
    p.s. E’ arrivata sana e salva vero :D?

  • Anonymous

    che bello. è l’amore di una mamma che somiglia un po’ alla mia.
    e sei brava, complimenti!

  • Anonymous

    Piango anch’io……mi manca già la piccola Viola anche se non vi conosco ma leggo sempre di voi. Da madre di due bambini colgo solo un amore infinito dalle tue parole e ti auguro di nom soffrire troppo la sua inevitabile mancanza

  • Anonymous

    Bello! Bellissimo post, non potevi descrivere in modo migliore ciò che si prova!
    Grazie

    Elisabetta

  • Stefania

    Piango anch’io.

  • Anonymous

    Bà, sarà che ho dei limiti io, o sarà che sono ancora traumatizzata da quell’estate di quando avevo 6 anni in cui i miei genitori, pensando di fare il mio bene, ovvio, mi mandarono un mese in colonia in montagna, per l’indipendenza, per l’aria buona, per farmi crescere, per farmi stare con altri bambini, per levarsi dalle palle almeno una figlia, quella più grande, quando loro d’estate avevano troppo lavoro per stare appresso a tutte e due… ricordo ancora il senso di abbandono, la solitudine anche in mezzo alla folla, la voglia di mamma e la consapevolezza di essere troppo lontana (appena 50 km)… insomma, io non mi sento pronta, ecco, a farmi venire la lacrimuccia di commozione.
    Cresceranno e andranno per la loro strada, questo lo so, ma adesso sono piccoli, per me.
    Sicuramente sbaglio io, ma cerco solo di fare del mio meglio, che è quello che mi dice il cuore.

    • Ho vissuto i primi 3 anni della mia vita lontano dai miei. A 50 km. Io dai nonni e loro x motivi che nn sto a dirti venivano a farmi visita solo la sera e poi ripartivano. Ricordo anche io che nn è stato x nulla facile. Ma nonostante ciò ora che sono madre cerco di far in modo da nn dipendere da mia figlia e spt che lei capisca subito che può contare sempre su di me anche se vado e poi torno o se va lei. Marta ha solo 8 mesi e quando la lascio nn piange. Magari qnd torno prova a fare il broncio ma è sempre serena. Voglio che impari a nn aver paura a vivere la sua vita da subito senza trasmetterle le mie paure. Xche sono io ad aver paura di come possa fare senza di me… Nn lei.. Mi spiace anonimo per la tua esperienza negativa… Ma vedrai che riuscirai a fare in modo che i tuoi figli avranno la propria indipendenza senza le brutte sensazioni che hai provato tu…

  • lacrimuccia, Tutto vero. Da tatuarsi addosso, o almeno in testa…

  • Lacrimuccia inevitabile…
    Che grandi cose stai facendo per la piccola,sei veramente da ammirare.
    Tanta stima
    Lily

  • e niente, tu poi scrivi un post come questo e io mi ritrovo con una lacrimuccia che scende 🙂
    ti abbraccio!
    Laura

  • Ciao, ho lasciato andare Filippo col papà in vacanza per dieci giorni. Filippo ha quattro anni e quei dieci giorni, a me che di bambini non ne ho voluti convintissima fino a 37 anni, pesano come un macigno. Lui sorridente col suo cappellino sulla testa e il costume indossato “che appena arriviamo andiamo a fare il bagno in mare” (mi ha detto)…. io che sono convinta, convintissima della indipendenza che dobbiamo dare ai nostri bambini (e finalmente anche al papà).,… però da quando, due giorni fa è partito se mi fermo a sentire le mie emozioni si fa vivo quel groppo e quel magone che mai, mai avrei creduto. Mi godo la mia vacanza contenta ma rimpiango tutta quella “sua vita” di dieci giorni di cui io non farò parte,m nel suo bagaglio dei ricordi.
    Quanto hai ragione! KIss. Mascia

    • Patrizia Burešová

      Ho aspettato che la mia Pupi di due mesi dormisse per leggere questo post. Come fa bene rispecchiarsi nelle esperienze e nei vissuti degli altri, ritrovarsi solidali anche se sconosciuti, soprattutto negli aspetti contraddittori. Io nonostante credessi di essere solida e matura mi sono trovata impreparata e nuda di fronte alla bimba ma soprattutto di fronte ai miei momenti di difficoltà, quando vorrei solo che dormisse un po’ per avere un pezzettino della mia vecchia identità indietro. Notte.

  • Meraviglioso post, mi ha fatto commuovere. Personalmente sono consapevole del fatto che mia figlia non mi appartiene, le ho dato la vita perchè possa viverla senza sentirsi una mia appendice. Il mio lato emotivo a volte fatica un po’ a lasciarla andare…anch’io devo ancora crescere.

  • Ale

    Sarà che sono incinta, saranno gli ormoni…dicono…però mi hai commosso davvero!
    Non era mica facile fare commuovere me, che quando mi dicono che sarò mamma mi scappa ancora un risolino un filo isterico…
    Baci, a te e alla Porpi…e che le tue ferie abbiano inizio!!!

  • ho gli occhi lucidi…

    spero anche io di rimanere una certezza talmente forte da resistere alle distanze… e spero di riuscire a farmi dimenticare quando sta bene senza farlo sentire in torto…

    intanto rifletto….
    un abbraccio

  • più che commovente… vero!
    spero di esserne capace anch’io… tra un pochino 🙂

  • Qui mi e scesa la lacrima!Che bel post!

  • mi accodo con le mie lacrime anche io…mamma da quasi un anno, penso a quando il mio piccolo mi saluterà dall’altra parte dell’aereoporto, quella che porta verso casa, verso il sole e il mare..e io resterò a godermi la mia Londra da sola..ma con lo stesso nodo in gola…baci..Rosy

  • “E’ sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono”. Hai tutta la mia stima, anche io sono stata cresciuta cosi e non smetterò mai di ringraziare i miei genitori. In fondo ricordo bene che i miei non mi mancavano affatto ne’ quando ero piccina e stavo con i nonni, ne’ quando ero un po’ più grande e partivo per le prime vacanze studio. Quanto mi ha fatto bene, stare dei periodi “da sola”.. Sono cresciuta tantissimo.
    E sto facendo lo stesso anche con mia figlia. In fondo mia madre non fa che ripetermelo: “lo fai per il suo bene”. Quanto ha ragione.

  • non è facile lasciali andare..

  • Anonymous

    Stupenda…

    Marta

  • Commovente e pieno di verità….
    Mi è piaciuta tanto la frase:quella guancia liscia come seta, che profumava di sonno e sudore piccolo.

  • sai…. ti mancherà sempre…. lascierà sempre un vuoto quando andrà da qualche parte!!! Quel vuoto che solo lei riesce a riempire….

  • Anonymous

    ….ecco, e mi hai fatto venire gli occhi lucidi…nnnaggia! E sono in ufficio, in un GRAAAANDE open space PIEEEEENO di colleghi….. Un abbraccio forte a tutte e due!
    Daniela

  • vuoi ridere? io l’ho salutata domenica scorsa, con lo stesso stato d’animo…in 4gg è passata dalle placche in gola alle lendini! E che è? ‘na maledizione!

  • lacrimuccia, ma soprattutto l’emozione di aver letto con altre parole e scritto da altre mani le stesse cose che voglio per mio figlio. Arriverò l’anno prossimo o quello dopo a provare in prima persona l’emozione che mi hai trasmesso oggi, ma da due anni non faccio che cercare di trasmettergli con tutta me stessa le stesse idee e la stessa sicurezza di cui parli. Mi sa che torno a rileggerlo, và! Giada

  • Tenerissimo.. (sniff)

  • Pelle d’oca su pelle sudata, ecco cosa mi hai fatto. Pensieri apparentemente leggeri come aria, brevi, ma profondissimi 🙂

  • Rebecca

    Commossa… Sei unica… penso che quelle che hai scritto siano parole di vero amore… Ti ammiro perchè se i davvero brava!

  • GAB

    …ti leggo e sento che provo esattamente quello che dici, ogni singola parola. Grazie.

  • Ogni tipo d’amore dovrebbe forse aspirare ad essere questo, credo… certezza di una presenza silenziosa ovunque si sia. Io per ora lavoro per far sì che ci assomigli la mia relazione, anche ora che l’idea di un nano è quasi fantascientifica… ti stimo tantissimo, sei sempre fonte di grande ispirazione 🙂

  • STUPENDO Post!

  • Quanto hai ragione!

  • tania

    cavolo io avrei pianto ocme una fontana all’aeroporto. Mi metto a piangere quando saluto mia zia, figuriamoci…………

    Ok senti visto che ora sei 2 settimana da sola a Londra mi aspetto 15 post sulle cose più fighe da fare, i posti più belli da vedere, le cose più pazzesche da mangiare ecc ecc ecc ecc Fai vede sempre Cupcakes! basta, io voglio vedere una tua foto mentre mangi un vero piatto inglese da voltastomaco (fish and chips non vale!), a costo di andare fino in Scozia per mangiare l’Uggies o come si scrive!!!!!!!!!
    Del resto hai 15gg, un giretto in Scozia ci sta tutto no?

  • Anonymous

    Ti ricordi com’eri, cosa pensavi e cosa scrivevi nel post n. 2 di martedì 1 aprile 2008 ?? … io credo che tu abbia fatto uno dei percorsi di vita e personali più belli che mai avresti potuto pensare … e pensa quanta strada hai, avete, ancora davanti … e pensa a tutte le persone che ti seguono, che sono capitate per caso su queste pagine … e ancora oggi si emozionano, si sentono parte di qualcosa, si immedesimano e respirano la stessa “aria” … 😉 Un bacio! Sara

  • che bello. Sei proprio brava. Anche i miei mi hanno cresciuto così e mi hanno dato la possibilità di fare delle esperienze irripetibili e meravigliose. Da neomamma solo ora ho capito che ci vuole tanta forza nell’anteporre il bene dei figli a ciò che fa stare bene i genitori.

  • se fossi mamma vorrei esserlo così!

  • Se il tuo obiettivo della giornata era farci piangere… beh ce l’hai fatta!

    Elisa

  • Anonymous

    E’ vero, questo è l’amore buono, preparare i figli perchè un giorno siano in grado di andare da soli, senza di noi.

  • anche la mia bimba di 4 anni è partita per ben 3 settimane e mezzo
    le sensazioni sono le tue, quando l’ho salutata alle 06.30 prima di prendere il treno delle 7.00, mentre dormiva, le ho dato un bacino sulla manina chiusa e ho pianto. So che starà bene, è con i nonni!!! Ma mi mancaaaa

  • Molto bello e molto vero. Recentemente lo abbiamo sperimentato anche noi (santi nonni che se li sono portati tutti e tre al mare). La mancanza si sente ma, gestita con equilibrio permette di riposare i muscoli educativi e relazionali. E alla fine serve. Anche ai bambini.

  • frà

    … mi viene da piangere!! il mio oggi mi manca da morire.. ed è solo a casa dalla nonna mentre io sono al lavoro!! 🙁 che cosa strana si ha voglia della proprio “indipendenza” da loro..ma nello stesso tempo ti mancano da morire!! ma..in fondo è giusto così..

  • Incantevole questo post ed incantevole tu, che descrivi così bene sentimenti così belli.
    Buone “ferie” 😛

  • “Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze.
    Quelle del tempo e dello spazio.
    Quelle delle idee e delle ambizioni.
    Quelle del carattere.
    Quelle della vecchiaia.
    Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto.”

    Dimenticarsi di noi quando sono felici è una cosa che si accetta solo dai figli.
    Prepariamoli ad andare.
    Grazie Wo’!

  • Uno dei post più belli che ho letto. Forse perchè quel legame, quel cordone ombelicale tra me e mia madre è stato forte ed invisibile ma anche fisico. Conosco la sensazione del torto.
    Raffaella

  • Leggo, gli occhi umidi… e penso, approvo! Difficile, difficilissimo… ma indispensabile! 🙂

  • L’ho riletto ben due volte, da tanto mi incanta vedere stesi su di una pagina quei sentimenti e quelle sensazioni che mi prendono *di pancia* tutte le volte che lascio la mano del mio bimbo.
    La ritrovo, puntuale a carezzarmi il viso, ogni volta che chiudo le ciglia.
    Lo porto nei miei sogni ogni notte, e mi ritrovo persa nei suoi, ogni notte.
    Essere mamme è un premio bellissimo.
    Brava!
    Nora

  • Oddio quanto ti capisco…e nn serve mandarla così lontano x vivere qst sentimenti… Spuntano in ogni occasione che ti spinge a mettere da parte egoistiche paure x far in modo che lei nn abbia mai paura di vivere.

  • ti ho letta e mi è sembrato di leggere mia mamma….. ho le lacrime agli occhi

  • mamma mia…lucciconi agli occhi per quanto sento vere queste tue bellissime parole.
    L’altra sera avevo un impegno e per la prima volta dopo mesi mi sono concessa una serata fuori, senza tornare a casa dopo il lavoro…quanto mi è mancato quel momento in cui giochiamo insieme prima di cena, mettergli il pigiamino e farlo addormentare in braccio a me. Eppure era solo per una sera, eppure come mi è mancato il mio cucciolo!
    Al pensiero di vedermelo partire…oddio, potrei inondare un areoporto con le mie lacrime!!!

  • Pastafrolla

    Senza nonni a cui poter affidare le figlie a breve o lungo termine, il primo “strappo” e’ stato in occasione di una gita degli scout, sezione piccoli o Rainbows come viene chiamata qui in Inghilterra. V. e’ stata via da casa per una notte la prima volta a 6 anni e per 5 notti piu’ recentemente… lei contentissima, noi piu’ tranquilli che commossi.
    Sara’ che mi marito e’ di cultura diversa e frequentava gli scout di downunder in tenera eta’ e pensa che le esperienze vanno fatte, una a una anche quelle che portano i figli lontano da casa giovanissimi, come e’ successo a lui.
    Sara’ che senza un modo di staccare mai, quando lo abbiamo fatto non ci siamo sentiti tristi, ne’ noi ne’ lei che a 10 mesi gia’ camminava e correva verso il mondo.
    Grazie per aver condiviso questa esperienza e per le bellissime parole che hai usato nel descriverla.

  • “e al mio segnale scatenate l’inferno”

    (la penso al 100% come te)

  • Grazie per tutti i vostri commenti 🙂

  • Sara

    Un annetto fa, quando ero incinta, un mio amico già padre mi disse che la sostanza dell’essere genitori è preparare i figli a fare a meno di noi.
    Ritrovo in pieno quest’idea nel tuo bellissimo e commovente post, che peraltro condivido in pieno, pur sapendo che ho ancora tanta tantissima strada da fare prima di poter accettare con serenità l’idea di un distacco da mio figlio. So però che l’indipendenza è una delle qualità migliori che ogni persona dovrebbe avere, perciò ci lavorerò, giuro.
    Un bacio, goditi le tue vacanze!

    Sara

  • Come mi trovi d’accordo Chiara. E penso siamo fortunate a vivere questa consapevolezza, noi e i nostri figli, perchè ci son madri che non accettano distanze o distacchi dai figli, nemmeno quando sono adulti. E adesso è il momento per costruire la loro indipendenza. E la nostra. : )

  • lauretta

    il mio nano è troppo piccolo per questo tipo di indipendenza da grandi, 16 mesi di amore costruito giorno dopo giorno di cui costantemente mi stupisco. arriverà anche per me quel momento del saluto in un aeroporto, in una stazione, dal cancello di casa, mi basterà chiudere gli occhi un attimo per riempirmi del suo sorriso in bianco e nero, dell’odore dei suoi piedi puzzolenti e della sensazione delle sue dita appiccicose su di me, tornerà con nuove parole, nuove immagini, nuovi ricordi e sarò fiera di avergli regalato la possibilità di vivere la sua vita pezzo per pezzo, vicini o lontani, non c’è distanza in questo amore, c’è un cuore unico con due fusi orari diversi.

  • Ma che davvero? Dette da te queste parole sono straordinariamente vere, al di la’ degli stereotipi. Brava mamma!!! E buone vacanze piccola grande Viola!

  • tra poco toccherà anche a me lasciarla qualche giorno con i nonni. e a leggere questo post mi è venuto un po’ di magone, ma condivido tutto quello che hai detto.

  • Il sollievo nel sapere che per una notte sarebbe stato dai nonni.
    Il senso di straniamento nel vedere un lettino vuoto.
    Il desiderio incontrollabile di avere del tempo per me, per il mio lavoro, per far svolazzare in giro la mente. E il corpo, se necessario.
    La sensazione costante dell’assenza di qualcuno quando proprio quel qualcuno non c’è.

    Vederlo elencare le cose necessarie per la gita di oggi.
    Immaginarmelo in gita, e chiedermi perché non sono lì con lui.
    Accorgermi che inizio a perdermi le sue esperienze, che, ancora e sempre di più, è altro da me.
    Ricordare la predica della pediatra “ormai è grande, devi smetterla di trattarlo come se avesse un anno e mezzo”.
    Sentire la malinconia che sale, il desiderio di mangiarmelo ancora tutto di baci. Il suo sorriso, la sua risata.

    Non c’è niente da fare. Fino al suo arrivo, un amore così non l’avevo mai provato. Grazie di avermelo ricordato.

  • “Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto”

    Questo è uno dei pensieri più belli che hai espresso perché indica l’amore vero, quello senza egoismo, quello che consente di essere felici per la felicità dell’altro anche se vissuta senza di noi.

  • Anonymous

    Bà, sarà che ho dei limiti io, o sarà che sono ancora traumatizzata da quell’estate di quando avevo 6 anni in cui i miei genitori, pensando di fare il mio bene, ovvio, mi mandarono un mese in colonia in montagna, per l’indipendenza, per l’aria buona, per farmi crescere, per farmi stare con altri bambini, per levarsi dalle palle almeno una figlia, quella più grande, quando loro d’estate avevano troppo lavoro per stare appresso a tutte e due… ricordo ancora il senso di abbandono, la solitudine anche in mezzo alla folla, la voglia di mamma e la consapevolezza di essere troppo lontana (appena 50 km)… insomma, io non mi sento pronta, ecco, a farmi venire la lacrimuccia di commozione.
    Cresceranno e andranno per la loro strada, questo lo so, ma adesso sono piccoli, per me.
    Sicuramente sbaglio io, ma cerco solo di fare del mio meglio, che è quello che mi dice il cuore.

    • Ho vissuto i primi 3 anni della mia vita lontano dai miei. A 50 km. Io dai nonni e loro x motivi che nn sto a dirti venivano a farmi visita solo la sera e poi ripartivano. Ricordo anche io che nn è stato x nulla facile. Ma nonostante ciò ora che sono madre cerco di far in modo da nn dipendere da mia figlia e spt che lei capisca subito che può contare sempre su di me anche se vado e poi torno o se va lei. Marta ha solo 8 mesi e quando la lascio nn piange. Magari qnd torno prova a fare il broncio ma è sempre serena. Voglio che impari a nn aver paura a vivere la sua vita da subito senza trasmetterle le mie paure. Xche sono io ad aver paura di come possa fare senza di me… Nn lei.. Mi spiace anonimo per la tua esperienza negativa… Ma vedrai che riuscirai a fare in modo che i tuoi figli avranno la propria indipendenza senza le brutte sensazioni che hai provato tu…

  • …e mentre rifletto se mandare o no la piccola un mese al mare con i nonni arriva questo post…
    …no non riesco un mese è troppo!!! però…noooo…

    complimenti sei bravissima

  • manutorta

    buon viaggio a porpi …. e adesso aspettiamo i post di londra non da mamma!!!!
    ciao manu

  • Rebecca

    Commossa… Sei unica… penso che quelle che hai scritto siano parole di vero amore… Ti ammiro perchè se i davvero brava!

  • tania

    cavolo io avrei pianto ocme una fontana all’aeroporto. Mi metto a piangere quando saluto mia zia, figuriamoci…………

    Ok senti visto che ora sei 2 settimana da sola a Londra mi aspetto 15 post sulle cose più fighe da fare, i posti più belli da vedere, le cose più pazzesche da mangiare ecc ecc ecc ecc Fai vede sempre Cupcakes! basta, io voglio vedere una tua foto mentre mangi un vero piatto inglese da voltastomaco (fish and chips non vale!), a costo di andare fino in Scozia per mangiare l’Uggies o come si scrive!!!!!!!!!
    Del resto hai 15gg, un giretto in Scozia ci sta tutto no?

  • Ed io che leggendo il post ho pensato ‘azz chissa che aperitivi e che dormite che si fara’ Chiara adesso, sono una madre irriimediabilemnte stronza??

  • ecco, mi hai fatta piangere.

  • Anonymous

    Ti ricordi com’eri, cosa pensavi e cosa scrivevi nel post n. 2 di martedì 1 aprile 2008 ?? … io credo che tu abbia fatto uno dei percorsi di vita e personali più belli che mai avresti potuto pensare … e pensa quanta strada hai, avete, ancora davanti … e pensa a tutte le persone che ti seguono, che sono capitate per caso su queste pagine … e ancora oggi si emozionano, si sentono parte di qualcosa, si immedesimano e respirano la stessa “aria” … 😉 Un bacio! Sara

  • Com’è necessario affinchè vivano. E’ una pensiero bellissimo. Figlio di una generazione giovane e moderna, lontana dagli stereotipi con cui siamo stati foraggiati per tantissimo tempo. Un figlio non come diritto o proprietà ma come dono, che ti può capitare oppure no, per il quale puoi essere pronto oppure no, ma che devi lasciare andare quando è il momento di mollare la presa, guardandolo a distanza.

  • se fossi mamma vorrei esserlo così!

  • Molto bello e molto vero. Recentemente lo abbiamo sperimentato anche noi (santi nonni che se li sono portati tutti e tre al mare). La mancanza si sente ma, gestita con equilibrio permette di riposare i muscoli educativi e relazionali. E alla fine serve. Anche ai bambini.

  • mi sono commossa nel leggere questo post, forse perchè ti capisco in pieno (mamma di 2 cucciole). Condivido…guidarle verso l’indipendenza, una delle cose più difficili da fare.

  • Uno dei post più belli che ho letto. Forse perchè quel legame, quel cordone ombelicale tra me e mia madre è stato forte ed invisibile ma anche fisico. Conosco la sensazione del torto.
    Raffaella

  • Leggo, gli occhi umidi… e penso, approvo! Difficile, difficilissimo… ma indispensabile! 🙂

  • lucylu

    Standing Ovation!!!! l’essenza pura dell’amore materno senza il sentimento di necessità che talvolta inevitabilmente fa capolino.

  • Oddio quanto ti capisco…e nn serve mandarla così lontano x vivere qst sentimenti… Spuntano in ogni occasione che ti spinge a mettere da parte egoistiche paure x far in modo che lei nn abbia mai paura di vivere.

  • Pastafrolla

    Senza nonni a cui poter affidare le figlie a breve o lungo termine, il primo “strappo” e’ stato in occasione di una gita degli scout, sezione piccoli o Rainbows come viene chiamata qui in Inghilterra. V. e’ stata via da casa per una notte la prima volta a 6 anni e per 5 notti piu’ recentemente… lei contentissima, noi piu’ tranquilli che commossi.
    Sara’ che mi marito e’ di cultura diversa e frequentava gli scout di downunder in tenera eta’ e pensa che le esperienze vanno fatte, una a una anche quelle che portano i figli lontano da casa giovanissimi, come e’ successo a lui.
    Sara’ che senza un modo di staccare mai, quando lo abbiamo fatto non ci siamo sentiti tristi, ne’ noi ne’ lei che a 10 mesi gia’ camminava e correva verso il mondo.
    Grazie per aver condiviso questa esperienza e per le bellissime parole che hai usato nel descriverla.

  • Era tanto che non scrivevi un post cosi’ bello wonder. Per carità, tanti tui post sono bellissimi, ma questo è speciale. Mia madre ancora mi fa sentire in colpa perchè vivo all’estero da dieci anni, ora un po’ meno, ma dieci anni sono lunghi.
    E comunque, fra otto giorni figlia e marito vanno in Egitto senza di me. Pensero’ fortissimo a questo post!
    Sere

  • Meraviglioso. Grazie.

  • lauretta

    il mio nano è troppo piccolo per questo tipo di indipendenza da grandi, 16 mesi di amore costruito giorno dopo giorno di cui costantemente mi stupisco. arriverà anche per me quel momento del saluto in un aeroporto, in una stazione, dal cancello di casa, mi basterà chiudere gli occhi un attimo per riempirmi del suo sorriso in bianco e nero, dell’odore dei suoi piedi puzzolenti e della sensazione delle sue dita appiccicose su di me, tornerà con nuove parole, nuove immagini, nuovi ricordi e sarò fiera di avergli regalato la possibilità di vivere la sua vita pezzo per pezzo, vicini o lontani, non c’è distanza in questo amore, c’è un cuore unico con due fusi orari diversi.

  • Giovanni

    si vabbe’, tutta sta necessita’ di sbarazzarsi della figlia (che non so se abbia 3 o 4 anni) per 10 giorni per farle assaporare il sapore dell’indipendenza e per farla camminare da sola per il mondo, scusa, ma mi fa un po’ridere.

    Tra l’altro ti seguo da un po’ e mi sembra che tu non lavori e lei vada all’asilo (ed e’ figlia unica). Quindi non sei esattamente asfissiata dal lavoro di madre. I 10 giorni di vacanza mi sembrano solo un’opportunita’ in piu’ per prendere qualche sbronza.
    Che e’ legittimo, ma mi hanno sempre fatto sorridere i trentenni che hanno ancora i desideri repressi dei diciottenni. La tua (mia) e’ la generazione dei peter pan. E non so quanto questo faccia bene alla generazione che stiamo crescendo.

    • Pam

      Hai figli Giovanni? Così, x chiedere.

  • No, non mi hai fatto piangere, ma sorridere. Perchè lei starà bene dalla nonna e tu starai bene dove stai. E’ una cosa belle per entrambe. Goditi Londra! Buona simil-vacanza da me 🙂

  • “Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto”

    Questo è uno dei pensieri più belli che hai espresso perché indica l’amore vero, quello senza egoismo, quello che consente di essere felici per la felicità dell’altro anche se vissuta senza di noi.

  • …e mentre rifletto se mandare o no la piccola un mese al mare con i nonni arriva questo post…
    …no non riesco un mese è troppo!!! però…noooo…

    complimenti sei bravissima

  • Che.post.bellissimo.

  • manutorta

    buon viaggio a porpi …. e adesso aspettiamo i post di londra non da mamma!!!!
    ciao manu

  • Givanni ma certo, che non l’avevate capito che sto pippone melenso era solo un bieco tentativo di mascherare la gioia con la quale ho sbolognato la pupa per ben due settimane, mandandola nella triste e afosa Italia mentre io mi godo il bel tempo londinese e me la spasso in giro? Eddai… c’è veramente bisogno di dirlo?
    p.s. SI’, me la spasserò alla grandissima, in verità. E non me ne vergogno manco un po’!

  • Ed io che leggendo il post ho pensato ‘azz chissa che aperitivi e che dormite che si fara’ Chiara adesso, sono una madre irriimediabilemnte stronza??

  • ecco, mi hai fatta piangere.

  • Com’è necessario affinchè vivano. E’ una pensiero bellissimo. Figlio di una generazione giovane e moderna, lontana dagli stereotipi con cui siamo stati foraggiati per tantissimo tempo. Un figlio non come diritto o proprietà ma come dono, che ti può capitare oppure no, per il quale puoi essere pronto oppure no, ma che devi lasciare andare quando è il momento di mollare la presa, guardandolo a distanza.

  • Parole Sante! Buone vacanze cara Porpi e buone vacanze a te mamma, che forse più di altre hai capito il significato vero di questa parola e di questo difficile ruolo. Io lo guardo a distanza, non essendo madre, ma studiando psicologia, leggo questo post con la lente critica di chi studiando certe cose non può che dirti : BRAVA! 😀

  • mi sono commossa nel leggere questo post, forse perchè ti capisco in pieno (mamma di 2 cucciole). Condivido…guidarle verso l’indipendenza, una delle cose più difficili da fare.

  • Sei dolcissima!!! E comunque…daiii che sei liberaaa!!! =D

    http://www.theitaliansmoothie.com

  • Che dire, mi hai commossa. Complimenti, scrivi davvero bene. Mi piaci quando mi fai ridere con i tuoi racconti “tragi-comici” e mi piaci quando riesci a farmi commuovere. Brava davvero.

  • lucylu

    Standing Ovation!!!! l’essenza pura dell’amore materno senza il sentimento di necessità che talvolta inevitabilmente fa capolino.

  • Vu

    “è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono…”

    GRAZIE

  • Anonymous

    In effetti sembri molto esagerata anche a me riguardo alla assoluta necessitá di stare un bel po’ di giorni senza tua figlia. Capisco essere sinceri ma è proprio la sostanza quella che credo debba maturare alla grande. Facile dire sempre che è la tua natura,il tuo io ecc ecc ma stai attenta a non passare all’esagerazione. Forse tornando a Giovanni lo appoggio al discorso di peter pan e malgrado tu sia una bellissima ragazza dovrai accettare che il tempo passa e fa una certa tristezza vedere una mamma free come una diciottenne… Non volermene dato che mi piaci un sacco e comunque ti seguo sempre,era solo una cosa che mi sentivo di scrivere,”sinceramente”!
    Beatrice

  • Era tanto che non scrivevi un post cosi’ bello wonder. Per carità, tanti tui post sono bellissimi, ma questo è speciale. Mia madre ancora mi fa sentire in colpa perchè vivo all’estero da dieci anni, ora un po’ meno, ma dieci anni sono lunghi.
    E comunque, fra otto giorni figlia e marito vanno in Egitto senza di me. Pensero’ fortissimo a questo post!
    Sere

  • Meraviglioso. Grazie.

  • Quando sono diventata Zia immaginavo esattamente una scena del genere.
    La mamma di Alice che me la molla e lei allegra che mi prende la mano e che facciamo quelle cosette complici da Zia e nipote.

    Ora leggendo questo post..mi immaginavo Alice che sbraita “Bbruttaaaaaa vai viaaaaaa” all’aeroporto…
    Scena che ora avviene quotidianamente a casa, al mare, per strada…

    Quindi son contenta per tua sorella che è una Zia apprezzata, per la Porpi che è una brava bimba..e provo un po’ di invidia per il loro rapporto.
    Ecco.

  • Giovanni

    si vabbe’, tutta sta necessita’ di sbarazzarsi della figlia (che non so se abbia 3 o 4 anni) per 10 giorni per farle assaporare il sapore dell’indipendenza e per farla camminare da sola per il mondo, scusa, ma mi fa un po’ridere.

    Tra l’altro ti seguo da un po’ e mi sembra che tu non lavori e lei vada all’asilo (ed e’ figlia unica). Quindi non sei esattamente asfissiata dal lavoro di madre. I 10 giorni di vacanza mi sembrano solo un’opportunita’ in piu’ per prendere qualche sbronza.
    Che e’ legittimo, ma mi hanno sempre fatto sorridere i trentenni che hanno ancora i desideri repressi dei diciottenni. La tua (mia) e’ la generazione dei peter pan. E non so quanto questo faccia bene alla generazione che stiamo crescendo.

    • Pam

      Hai figli Giovanni? Così, x chiedere.

  • Anonymous

    Una penna brillante la tua, come ce ne sono poche ormai, complimenti! In un’epoca dove purtroppo scrivere un libro é diventato un hobby diffuso anche per i meno dotati ahimé, fa davvero piacere sapere che ci sono piacevolissime eccezioni alla regola, e tu sei una di queste, lo dico con molta sincerità. Ho riso e mi sono commossa leggendo “Quello che le mamme non dicono”, ora attendo impaziente la tua prossima fatica letteraria 🙂

  • No, non mi hai fatto piangere, ma sorridere. Perchè lei starà bene dalla nonna e tu starai bene dove stai. E’ una cosa belle per entrambe. Goditi Londra! Buona simil-vacanza da me 🙂

  • Credo tu sia una mamma fantastica. Meno male quel dì non hai abortito …

  • Che.post.bellissimo.

  • Givanni ma certo, che non l’avevate capito che sto pippone melenso era solo un bieco tentativo di mascherare la gioia con la quale ho sbolognato la pupa per ben due settimane, mandandola nella triste e afosa Italia mentre io mi godo il bel tempo londinese e me la spasso in giro? Eddai… c’è veramente bisogno di dirlo?
    p.s. SI’, me la spasserò alla grandissima, in verità. E non me ne vergogno manco un po’!

  • Parole Sante! Buone vacanze cara Porpi e buone vacanze a te mamma, che forse più di altre hai capito il significato vero di questa parola e di questo difficile ruolo. Io lo guardo a distanza, non essendo madre, ma studiando psicologia, leggo questo post con la lente critica di chi studiando certe cose non può che dirti : BRAVA! 😀

  • Sei dolcissima!!! E comunque…daiii che sei liberaaa!!! =D

    http://www.theitaliansmoothie.com

  • Che dire, mi hai commossa. Complimenti, scrivi davvero bene. Mi piaci quando mi fai ridere con i tuoi racconti “tragi-comici” e mi piaci quando riesci a farmi commuovere. Brava davvero.

  • Anonimo grazie di cuore 🙂

    Laprecariamente e tutte quelle che mi hanno dato della ‘mamma fantastica’ etc. Non credo di esserlo, questo post forse è più un’intenzione e una speranza. Ma grazie. Davvero.

    Altro Anonimo: senza rancore, ma io penso che chi si senta in dovere di giudicare gente che non conosce è una persona che rende questo mondo un posto un po’ più ostile. Che potrebbe usare quei cinque minuti in modo molto migliore, per rendere felice sé stesso e le persone che ha accanto. Ma è solo la mia modesta opinione.

  • Vu

    “è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono…”

    GRAZIE

  • Anonymous

    In effetti sembri molto esagerata anche a me riguardo alla assoluta necessitá di stare un bel po’ di giorni senza tua figlia. Capisco essere sinceri ma è proprio la sostanza quella che credo debba maturare alla grande. Facile dire sempre che è la tua natura,il tuo io ecc ecc ma stai attenta a non passare all’esagerazione. Forse tornando a Giovanni lo appoggio al discorso di peter pan e malgrado tu sia una bellissima ragazza dovrai accettare che il tempo passa e fa una certa tristezza vedere una mamma free come una diciottenne… Non volermene dato che mi piaci un sacco e comunque ti seguo sempre,era solo una cosa che mi sentivo di scrivere,”sinceramente”!
    Beatrice

  • Quando sono diventata Zia immaginavo esattamente una scena del genere.
    La mamma di Alice che me la molla e lei allegra che mi prende la mano e che facciamo quelle cosette complici da Zia e nipote.

    Ora leggendo questo post..mi immaginavo Alice che sbraita “Bbruttaaaaaa vai viaaaaaa” all’aeroporto…
    Scena che ora avviene quotidianamente a casa, al mare, per strada…

    Quindi son contenta per tua sorella che è una Zia apprezzata, per la Porpi che è una brava bimba..e provo un po’ di invidia per il loro rapporto.
    Ecco.

  • Anonymous

    Non sono qui per giudicarti ma provo a offrirti uno spunto di riflessione che forse, nella fretta di difenderti dagli attacchi spesso dimentichi. A me sembri tu con un pizzico di presunzione verso quelle madri che non amano staccarsi dai figli per andare a fare le adolescenti a 30 anni. Ne parli e ne hai sempre parlato (seguo da sempre il tuo blog e mi piaci parecchio) come se tu fossi moralmente superiore in virtù del fatto che tu vivi bene pure senza tua figlia.. per carità, legittimo, ma è legittimo altrettanto che tante mamme non siano al settimo cielo a passare 2 settimane lontane dalla figlia di 3 anni. Non è giusto ne il tuo modo di pensare ne il loro quindi ti suggerisco di non metterti su un piedistallo come se tu detenessi il filtro su come si è donna davvero ma ti limitassi a dire come ti senti tu. tutto qui.

  • Anonymous

    Una penna brillante la tua, come ce ne sono poche ormai, complimenti! In un’epoca dove purtroppo scrivere un libro é diventato un hobby diffuso anche per i meno dotati ahimé, fa davvero piacere sapere che ci sono piacevolissime eccezioni alla regola, e tu sei una di queste, lo dico con molta sincerità. Ho riso e mi sono commossa leggendo “Quello che le mamme non dicono”, ora attendo impaziente la tua prossima fatica letteraria 🙂

  • Anonymous

    Se era riferito a me l'”anonimo” dato che sono Beatrice, non pensavo di meritare una delle tue solite risposte al vetriolo di quando non ti garba il commento. Io dedico 24 ore al giorno ai miei bambini e alla mia felicità 🙂 non preoccuparti dei miei 5 minuti! Era senza offesa eppure ti viene sempre facile passar tutto sul “giudicare” ecc ecc! Che luoghi comuni….. Ps:lo dice una 31enne con bimba di 8 e bimbo di 3 e “carriera” in amministrazione di brillante azienda iper conosciuta e passato da barista all’hollywood non siamo sempre le mamme struccate con unica funzione di mamma a dare opinioni critiche….

  • Io penso che si confonda un blog con un piedistallo. Io, sul mio blog, che è un diario personale, scrivo ovviamente quello che penso. Non significa ‘mettermi su un piedistallo’, anzi, significa aprirmi ai commenti degli altri. Alcune volte questi sono costruttivi, altre volte non mi lasciano nemmeno uno spunto di riflessione proprio perché derivano da un giudizio frettoloso e acido su una situazione che non si conosce. Ti sei chiesto/a, ad esempio, se sono io ad aver spedito mia figlia in italia per avere due settimane di ‘libertà’ oppure se magari c’è un motivo diverso? Una vacanza insieme ai nonni, o il risparmiarle due settimane di Luglio londinese con dieci gradi e pioggia perenne, o un lavoro da freelance che, terminato l’asilo com’è in questo periodo, mi costringerebbe a lasciarla ad una babysitter invece che ai nonni?
    Ribadisco quindi il mio commento di sopra. Un conto è avere un punto di vista diverso e dire ‘io la penso così’ e un conto è dire ‘tu vuoi imporci il tuo pensiero e metterti su un piedistallo’. Vi considero sufficientemente intelligenti da pensare con la vostra testa, qualunque ‘piedistallo’ io decida di adottare, sia pure il trampolino olimpico dei trenta metri.

  • Credo tu sia una mamma fantastica. Meno male quel dì non hai abortito …

  • Anonymous

    Davvero, complimenti.
    Per quello che dai a lei, per quello che hai trasmesso a noi.
    Che se tutte le mamme leggessero e imparassero qualcosa da questo post, crescerebbero figli senza paure, pieni di “amore buono”, e pronti a fare grandi cose.
    E lo dico con un pò di invidia e un pò di amarezza, da figlia troppo grande, che ha paura di rifare gli stessi errori che sono stati fatti con lei.
    Complimenti ancora.

  • Bellissimo post, bellissima la tua sincerità e bellissime le parole che usi. ‘amore buono’ rende davvero l’idea.
    Ps: io ti invidio. Di brutto. Per queste due settimane. E poi la storia di Peter Pan è meravigliosa, e due settimane da Peter Pan non fanno male né a te né a lei. Anzi.

  • Anonimo grazie di cuore 🙂

    Laprecariamente e tutte quelle che mi hanno dato della ‘mamma fantastica’ etc. Non credo di esserlo, questo post forse è più un’intenzione e una speranza. Ma grazie. Davvero.

    Altro Anonimo: senza rancore, ma io penso che chi si senta in dovere di giudicare gente che non conosce è una persona che rende questo mondo un posto un po’ più ostile. Che potrebbe usare quei cinque minuti in modo molto migliore, per rendere felice sé stesso e le persone che ha accanto. Ma è solo la mia modesta opinione.

  • Anonymous

    Non sono qui per giudicarti ma provo a offrirti uno spunto di riflessione che forse, nella fretta di difenderti dagli attacchi spesso dimentichi. A me sembri tu con un pizzico di presunzione verso quelle madri che non amano staccarsi dai figli per andare a fare le adolescenti a 30 anni. Ne parli e ne hai sempre parlato (seguo da sempre il tuo blog e mi piaci parecchio) come se tu fossi moralmente superiore in virtù del fatto che tu vivi bene pure senza tua figlia.. per carità, legittimo, ma è legittimo altrettanto che tante mamme non siano al settimo cielo a passare 2 settimane lontane dalla figlia di 3 anni. Non è giusto ne il tuo modo di pensare ne il loro quindi ti suggerisco di non metterti su un piedistallo come se tu detenessi il filtro su come si è donna davvero ma ti limitassi a dire come ti senti tu. tutto qui.

  • Anonymous

    Se era riferito a me l'”anonimo” dato che sono Beatrice, non pensavo di meritare una delle tue solite risposte al vetriolo di quando non ti garba il commento. Io dedico 24 ore al giorno ai miei bambini e alla mia felicità 🙂 non preoccuparti dei miei 5 minuti! Era senza offesa eppure ti viene sempre facile passar tutto sul “giudicare” ecc ecc! Che luoghi comuni….. Ps:lo dice una 31enne con bimba di 8 e bimbo di 3 e “carriera” in amministrazione di brillante azienda iper conosciuta e passato da barista all’hollywood non siamo sempre le mamme struccate con unica funzione di mamma a dare opinioni critiche….

  • Io penso che si confonda un blog con un piedistallo. Io, sul mio blog, che è un diario personale, scrivo ovviamente quello che penso. Non significa ‘mettermi su un piedistallo’, anzi, significa aprirmi ai commenti degli altri. Alcune volte questi sono costruttivi, altre volte non mi lasciano nemmeno uno spunto di riflessione proprio perché derivano da un giudizio frettoloso e acido su una situazione che non si conosce. Ti sei chiesto/a, ad esempio, se sono io ad aver spedito mia figlia in italia per avere due settimane di ‘libertà’ oppure se magari c’è un motivo diverso? Una vacanza insieme ai nonni, o il risparmiarle due settimane di Luglio londinese con dieci gradi e pioggia perenne, o un lavoro da freelance che, terminato l’asilo com’è in questo periodo, mi costringerebbe a lasciarla ad una babysitter invece che ai nonni?
    Ribadisco quindi il mio commento di sopra. Un conto è avere un punto di vista diverso e dire ‘io la penso così’ e un conto è dire ‘tu vuoi imporci il tuo pensiero e metterti su un piedistallo’. Vi considero sufficientemente intelligenti da pensare con la vostra testa, qualunque ‘piedistallo’ io decida di adottare, sia pure il trampolino olimpico dei trenta metri.

  • Anonymous

    Davvero, complimenti.
    Per quello che dai a lei, per quello che hai trasmesso a noi.
    Che se tutte le mamme leggessero e imparassero qualcosa da questo post, crescerebbero figli senza paure, pieni di “amore buono”, e pronti a fare grandi cose.
    E lo dico con un pò di invidia e un pò di amarezza, da figlia troppo grande, che ha paura di rifare gli stessi errori che sono stati fatti con lei.
    Complimenti ancora.

  • Bellissimo post, bellissima la tua sincerità e bellissime le parole che usi. ‘amore buono’ rende davvero l’idea.
    Ps: io ti invidio. Di brutto. Per queste due settimane. E poi la storia di Peter Pan è meravigliosa, e due settimane da Peter Pan non fanno male né a te né a lei. Anzi.

  • Anonymous

    I vostri figli non sono i vostri figli
    Sono i figli e le figlie della vita stessa
    Essi non vengono da voi ma attraverso di voi
    E non vi appartengono benché viviate insieme
    Potete amarli ma non costringerli ai vostri pensieri poiché
    Essi hanno i loro pensierI
    Potete custodire ci loro corpi ma non le anime loro
    Poiché abitano case future che neanche in sogno potete visitare
    Cercherete di imitarli ma non potrete farli simili a voi
    Poiché la vita procede e non s’attarda su ieri
    Voi siete gli archi dacui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano
    …..
    Kahill gibran

  • Non capisco il perchè dei commenti pungenti e delle critiche. Traspare da ogni singola parola che scrivi il bene che tu e tua figlia vi volete e non leggo alcun senso di superiorità nei confronti di chi la pensa di ersamente da te.
    Viola non sta andando al patibolo, va a fare 2 settimane, magari pure al mare, con i nonni, che non vede mai e che fanno parte del suo mondo affettivo da sempre.
    Ma cosa ci sarà mai di strano?

  • Sigh. Bello.

  • Anonymous

    Ma infatti io non critico te, ognuno ha la sua vita e mai mi sognerei di definirti una cattiva madre perchè passi due settimane lontane da tua figlia, quali che siano i motivi per cui lo fai (e anche se fosse solo per avere 2 settimane di aria beninteso, non ci troverei nulla di disumano). Sono frasi come “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” che mi lasciano l’amaro in bocca perchè sembra che per “giustificare” il tuo modo di vivere tu debba sminuire quello degli altri. Se non è così tanto meglio.

  • Moony

    Proprio oggi pensavo a quanto comincia a mancarmi mio figlio quando lo lascio con i nonni…un misto di nostalgia e libertà allo stesso tempo. Bellissimo post, uno di quei tuoi post che emozionano. Brava!
    P.S. E’ giusto dare i propri commenti e dimostrare la propria opinione ma a volte si giudica in maniera troppo forte senza conoscere veramente una persona e il contesto in cui vive. Un blog è un assaggio che Chiara ha deciso di condividere con noi ma non possiamo ne conoscere lei veramente e ne sapere tutto, quindi consiglierei di smorzare i toni…e goderci un pò la “nostra” vita!

  • Vero

    Leggo il tuo blog da tempo ed è la prima volta che commento. Commento per dirti che mi fa sentire meglio leggere che qualcuno ha i miei stessi sentimenti, prova le mie emozioni e non si sente in colpa e mi aiuta a sentirmi meno in colpa se mio figlio di 2 anni ha preso un volo ed è stato 2 settimane con i nonni. Grazie!

  • Anonymous

    I vostri figli non sono i vostri figli
    Sono i figli e le figlie della vita stessa
    Essi non vengono da voi ma attraverso di voi
    E non vi appartengono benché viviate insieme
    Potete amarli ma non costringerli ai vostri pensieri poiché
    Essi hanno i loro pensierI
    Potete custodire ci loro corpi ma non le anime loro
    Poiché abitano case future che neanche in sogno potete visitare
    Cercherete di imitarli ma non potrete farli simili a voi
    Poiché la vita procede e non s’attarda su ieri
    Voi siete gli archi dacui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano
    …..
    Kahill gibran

  • Rebecca

    Io tutta questa cattiveria nel distacco e nel mandare la piccola in vacanza dai nonni per 2 settimane non la vedo… Ok c’è un volo di mezzo, ma è anche vero che i collegamenti Roma-Londra ci sono tutti i giorni! Io ho passato estati intere “lontano” (60km) da casa con i nonni e il telefono più vicino era a 5km perchè il cellulare non esisteva ancora… Quanto bimbi ancora oggi passano settimane di vacanze con i nonni per infinite ragioni diverse??? Ma se la località non fosse Londra-Roma ma Roma Centro-Paese a 30Km… sarebbe uscita cmq tutta questa discussione??? Mi incuriosisce sta cosa…

  • Non capisco il perchè dei commenti pungenti e delle critiche. Traspare da ogni singola parola che scrivi il bene che tu e tua figlia vi volete e non leggo alcun senso di superiorità nei confronti di chi la pensa di ersamente da te.
    Viola non sta andando al patibolo, va a fare 2 settimane, magari pure al mare, con i nonni, che non vede mai e che fanno parte del suo mondo affettivo da sempre.
    Ma cosa ci sarà mai di strano?

  • Sigh. Bello.

  • Anonymous

    Bellissimo post.è scappata la lacrimuccia.Quanto hai ragione e quanto sei saggia!!
    alla faccia di tutte quelle mamme che”il bimbo è troppo piccolo”e a 12 anni ancora non lo mandano manca in piscina con l’oratorio!!e in realtà sono loro troppo egoiste e non li vogliono lasciare andare o sentire la loro mancanza o concepire che possano stare bene anche senza di loro.
    i figli nno sono figli nostri,ma sono figli del mondo diceva Gibran…basta lasciarli andare,care mamme!
    E cmq…cazzarola che invidia.London calling!London is all 4 you.Goditela al massima!
    Sto leggendo finalm. il tuo libro e rido da sola sul treno come 1 scema da 2 gg!!
    Marina

  • Anonymous

    Ma infatti io non critico te, ognuno ha la sua vita e mai mi sognerei di definirti una cattiva madre perchè passi due settimane lontane da tua figlia, quali che siano i motivi per cui lo fai (e anche se fosse solo per avere 2 settimane di aria beninteso, non ci troverei nulla di disumano). Sono frasi come “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” che mi lasciano l’amaro in bocca perchè sembra che per “giustificare” il tuo modo di vivere tu debba sminuire quello degli altri. Se non è così tanto meglio.

  • Complimenti, mi hai emozionata. Spero di poter essere una buona madre anch’io, per mio figlio.

  • Moony

    Proprio oggi pensavo a quanto comincia a mancarmi mio figlio quando lo lascio con i nonni…un misto di nostalgia e libertà allo stesso tempo. Bellissimo post, uno di quei tuoi post che emozionano. Brava!
    P.S. E’ giusto dare i propri commenti e dimostrare la propria opinione ma a volte si giudica in maniera troppo forte senza conoscere veramente una persona e il contesto in cui vive. Un blog è un assaggio che Chiara ha deciso di condividere con noi ma non possiamo ne conoscere lei veramente e ne sapere tutto, quindi consiglierei di smorzare i toni…e goderci un pò la “nostra” vita!

  • Vero

    Leggo il tuo blog da tempo ed è la prima volta che commento. Commento per dirti che mi fa sentire meglio leggere che qualcuno ha i miei stessi sentimenti, prova le mie emozioni e non si sente in colpa e mi aiuta a sentirmi meno in colpa se mio figlio di 2 anni ha preso un volo ed è stato 2 settimane con i nonni. Grazie!

  • Rebecca

    Io tutta questa cattiveria nel distacco e nel mandare la piccola in vacanza dai nonni per 2 settimane non la vedo… Ok c’è un volo di mezzo, ma è anche vero che i collegamenti Roma-Londra ci sono tutti i giorni! Io ho passato estati intere “lontano” (60km) da casa con i nonni e il telefono più vicino era a 5km perchè il cellulare non esisteva ancora… Quanto bimbi ancora oggi passano settimane di vacanze con i nonni per infinite ragioni diverse??? Ma se la località non fosse Londra-Roma ma Roma Centro-Paese a 30Km… sarebbe uscita cmq tutta questa discussione??? Mi incuriosisce sta cosa…

  • Anonymous

    Bellissimo post.è scappata la lacrimuccia.Quanto hai ragione e quanto sei saggia!!
    alla faccia di tutte quelle mamme che”il bimbo è troppo piccolo”e a 12 anni ancora non lo mandano manca in piscina con l’oratorio!!e in realtà sono loro troppo egoiste e non li vogliono lasciare andare o sentire la loro mancanza o concepire che possano stare bene anche senza di loro.
    i figli nno sono figli nostri,ma sono figli del mondo diceva Gibran…basta lasciarli andare,care mamme!
    E cmq…cazzarola che invidia.London calling!London is all 4 you.Goditela al massima!
    Sto leggendo finalm. il tuo libro e rido da sola sul treno come 1 scema da 2 gg!!
    Marina

  • Anonymous

    Wonder ti leggo spesso e ti apprezzo ma non posso non rilevare una certa eccessiva enfasi che dai ultimamente ad ogni cosa che fai. Mia nipote undicenne e a Londra per studio, una figlia di amica tredicenne e a Chicago x un buon mese tutta sola ospite di amici remoti (no parenti). Tanti piccolini si dividono come banane split tra genitori separati e nonni vari tra un paese e l’altro. Ci fai capire che ci sono sotto anche motivi pratici di semplice opportunità reciproca, eddai sepoffà !!! E basta piangere, c ha la figlia dai nonni al mare mica all’ospedale. Un bacio a tutte due.

  • Ma come si fa a non capire che adulti si diventa accumulando esperienze sin da bambini..troppe madri scambiano le proprie debolezze x amore. I figli sono persone così come lo sono le madri e vivere solo gli uni x gli altri non fa bene a nessuno.
    Stai facendo un percorso di madre invidiabile. Aiuterai la porpi a diventare un adulto interessante che segue il suo modo di essere.
    Nn mi sono sentita in colpa x essere tornata a lavorare, x avere voglia di tempo mio o con mio marito. Essere genitori non significa solo immolarei sull altare del sacrificio ad ogni costo. Anzi sono Dell ‘idea che la “nostra generazione” stia crescendo figli sotto una campana di vetro e sempre abituati all’aiuto dei propri genitori. Quando impareranno a cavarsela? Non dobbiamo proteggerli dalla vita ma insegnargli a viverla al meglio.

  • Complimenti, mi hai emozionata. Spero di poter essere una buona madre anch’io, per mio figlio.

  • Non per fare il bastian contrario, scrivi benissimo eh per carità e ti leggo sempre volentieri… ma… stai solo mandando tua figlia 15 giorni al mare dai nonni, come fanno migliaia e migliaia di genitori tutte le estati!!

    Lacrimuccia de che!!!! Sembra che parte per la guerra!!! Ma va là!!

    😉

  • Questo post è bellissimo Wonder! 🙂
    WOW 🙂
    🙂

  • Giovanni a me sinceramente fai ridere te!

  • Anonimo delle 18.15 io sinceramente non la leggo tutta sta “assoluta necessitá di stare un bel po’ di giorni senza tua figlia”…
    dove l’hai letto?
    ma dai per piacere….qui si sta davvero esagerando1 questo perbenismo del cavolo…

  • Anonymous

    Ragazzi ma vogliamo parlare dei nonni, di quanto saranno felici di stare con la loro Porpi??? E poi per chi critica…non mi sembra ci sia nulla di strano nel passare due settimane al mare coi nonni. O la cosa pare assurda solo perché Chiara vive a Londra e Porpi torna in Italia con la zia? Su, non voglio crederci che possiate essere cosi “provinciali”. Che se vivesse in un paesello della provincia mantovana e andasse al mare a Pinarella di Cervia ( per dire) scommetto che nessuno avrebbe detto niente. Siamo nel 2012, e che cavolo.
    Fra

    Fra

  • Anonymous

    Anche a me la frase “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” ha fatto girare parecchio le scatole, perchè (e tu che scrivi lo sai meglio di me) i termini e il “tono” usato per scrivere questa frase esprimono già un giudizio, cosa che a mio parere non si dovrebbe mai dare sul mestiere di fare la mamma. Ognuno lo fa come crede, non c’è giusto o sbagliato, mentre dalle tue parole traspare un vero disprezzo.
    L’abbiamo capito che non sei quel tipo di madre, dirlo e ridirlo con frasi di questo tipo inizia a infastidire.
    Ciao,
    Sara

  • Anonymous

    Wonder ti leggo spesso e ti apprezzo ma non posso non rilevare una certa eccessiva enfasi che dai ultimamente ad ogni cosa che fai. Mia nipote undicenne e a Londra per studio, una figlia di amica tredicenne e a Chicago x un buon mese tutta sola ospite di amici remoti (no parenti). Tanti piccolini si dividono come banane split tra genitori separati e nonni vari tra un paese e l’altro. Ci fai capire che ci sono sotto anche motivi pratici di semplice opportunità reciproca, eddai sepoffà !!! E basta piangere, c ha la figlia dai nonni al mare mica all’ospedale. Un bacio a tutte due.

  • Ma come si fa a non capire che adulti si diventa accumulando esperienze sin da bambini..troppe madri scambiano le proprie debolezze x amore. I figli sono persone così come lo sono le madri e vivere solo gli uni x gli altri non fa bene a nessuno.
    Stai facendo un percorso di madre invidiabile. Aiuterai la porpi a diventare un adulto interessante che segue il suo modo di essere.
    Nn mi sono sentita in colpa x essere tornata a lavorare, x avere voglia di tempo mio o con mio marito. Essere genitori non significa solo immolarei sull altare del sacrificio ad ogni costo. Anzi sono Dell ‘idea che la “nostra generazione” stia crescendo figli sotto una campana di vetro e sempre abituati all’aiuto dei propri genitori. Quando impareranno a cavarsela? Non dobbiamo proteggerli dalla vita ma insegnargli a viverla al meglio.

  • Non per fare il bastian contrario, scrivi benissimo eh per carità e ti leggo sempre volentieri… ma… stai solo mandando tua figlia 15 giorni al mare dai nonni, come fanno migliaia e migliaia di genitori tutte le estati!!

    Lacrimuccia de che!!!! Sembra che parte per la guerra!!! Ma va là!!

    😉

  • Questo post è bellissimo Wonder! 🙂
    WOW 🙂
    🙂

  • Giovanni a me sinceramente fai ridere te!

  • Anonimo delle 18.15 io sinceramente non la leggo tutta sta “assoluta necessitá di stare un bel po’ di giorni senza tua figlia”…
    dove l’hai letto?
    ma dai per piacere….qui si sta davvero esagerando1 questo perbenismo del cavolo…

  • Anonymous

    Ragazzi ma vogliamo parlare dei nonni, di quanto saranno felici di stare con la loro Porpi??? E poi per chi critica…non mi sembra ci sia nulla di strano nel passare due settimane al mare coi nonni. O la cosa pare assurda solo perché Chiara vive a Londra e Porpi torna in Italia con la zia? Su, non voglio crederci che possiate essere cosi “provinciali”. Che se vivesse in un paesello della provincia mantovana e andasse al mare a Pinarella di Cervia ( per dire) scommetto che nessuno avrebbe detto niente. Siamo nel 2012, e che cavolo.
    Fra

    Fra

  • Anonymous

    Anche a me la frase “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” ha fatto girare parecchio le scatole, perchè (e tu che scrivi lo sai meglio di me) i termini e il “tono” usato per scrivere questa frase esprimono già un giudizio, cosa che a mio parere non si dovrebbe mai dare sul mestiere di fare la mamma. Ognuno lo fa come crede, non c’è giusto o sbagliato, mentre dalle tue parole traspare un vero disprezzo.
    L’abbiamo capito che non sei quel tipo di madre, dirlo e ridirlo con frasi di questo tipo inizia a infastidire.
    Ciao,
    Sara

  • Giovanni

    Giusto per chiarire: mandare i figli 10 giorni in vacanza dai nonni, come ha detto qualcuno, e’ una cosa normalissima che fanno in moltissimi. La cosa che fa ridere e’ cercare di vendere questa normalita’ come scelta di vita per tua figlia, come trademark di una mamma moderna che pensa out of the box, e non e’ legata agli schemi del passato delle madri superprottettive ed ossessionate dai figli. Insomma tirarsela un po’. Questo blog non mi dispiace, ma molte volte la titolare mi sembra una diciottenne nei panni di una trentenne. E gioca, per attrarre lettori, sul sentimento tipico dei 18enni: l’INVIDIA !
    Infatti, a parte le lamentele sul sistema sanitario e scolastico, la maggior parte dei post sono incentrati sul tema “guarda che figa che sono io che faccio questo e quello (nonostante sia madre!)”. La cosa triste e’ che funziona benissimo. La stragrande maggioranza dei commenti esprime invidia (alcuni addirittura invidia sul modo di scrivere ! chissa’ da quanto tempo non si leggono un bel romanzo…). Per qualcuno sei una mamma fantastica (tra l’altro quelli che ti giudicano positivamente senza conoscerti vanno bene e quelli che ti giudicano un po’ peggio non sono costruttivi ??) Tutto legittimo: solita tiritera, il blog e’ tuo e ci scrivi quello che ci pare.
    Pero’ cercare di suscitare invidia anche nel normalissimo gesto di stare 10 giorni senza tua figlia mi fa ridere. Se, come tutte le madri, hai un debito di sonno, 5 giorni su 10 le passerai a dormire. Lo sanno tutti. Invece no, tu vuoi far pensare a te come giovane e bella nella capitale del mondo. Londra tutta per te. E le poverette che stanno in Italia col biberon in mano muoiono di invidia…

  • Giovanni

    Giusto per chiarire: mandare i figli 10 giorni in vacanza dai nonni, come ha detto qualcuno, e’ una cosa normalissima che fanno in moltissimi. La cosa che fa ridere e’ cercare di vendere questa normalita’ come scelta di vita per tua figlia, come trademark di una mamma moderna che pensa out of the box, e non e’ legata agli schemi del passato delle madri superprottettive ed ossessionate dai figli. Insomma tirarsela un po’. Questo blog non mi dispiace, ma molte volte la titolare mi sembra una diciottenne nei panni di una trentenne. E gioca, per attrarre lettori, sul sentimento tipico dei 18enni: l’INVIDIA !
    Infatti, a parte le lamentele sul sistema sanitario e scolastico, la maggior parte dei post sono incentrati sul tema “guarda che figa che sono io che faccio questo e quello (nonostante sia madre!)”. La cosa triste e’ che funziona benissimo. La stragrande maggioranza dei commenti esprime invidia (alcuni addirittura invidia sul modo di scrivere ! chissa’ da quanto tempo non si leggono un bel romanzo…). Per qualcuno sei una mamma fantastica (tra l’altro quelli che ti giudicano positivamente senza conoscerti vanno bene e quelli che ti giudicano un po’ peggio non sono costruttivi ??) Tutto legittimo: solita tiritera, il blog e’ tuo e ci scrivi quello che ci pare.
    Pero’ cercare di suscitare invidia anche nel normalissimo gesto di stare 10 giorni senza tua figlia mi fa ridere. Se, come tutte le madri, hai un debito di sonno, 5 giorni su 10 le passerai a dormire. Lo sanno tutti. Invece no, tu vuoi far pensare a te come giovane e bella nella capitale del mondo. Londra tutta per te. E le poverette che stanno in Italia col biberon in mano muoiono di invidia…

  • A me il tuo post un po’ poetico e’ piaciuto tanto. Da mamma che lavora e che viaggia ogni 2 mesi, conosco questo sentimento molto bene, e so quanto conflittuale sia.

    Anche io la bacio la sera tardi mentre dorme, cerco di memorizzare ancora di piu’ il suo viso (come se ne avessi bisogno) e poi vado.
    Mi manca, mi manca come l’aria a volte. Ma poi so che io senza questa carriera sarei una mamma a meta’, perche’ sarei una donna a meta’.

    Quindi io non ti trovo una fantastica madre, come non lo sono io. Ma capisco il tuo desiderio di indipendenza al di la’ del cordone. E a tutti i commentatori negativi…dai…mollatela sta volta…non si giudicano le persone solo perche’ diverse.

  • Penso che questa sia il significato universale dell’essere genitori … (anche se non lo sono ancora) comprenderlo fa di te una brava mamma … e credimi che non tutti, anche davanti agli errori ripetuti, continuano a non capire questo grande ma semplice concetto … che bello avere Londra tutta per te!

  • scusate se mi permetto.
    ma se vi infastidiscono certe frasi…smettete di leggere, un blog è un diario (già detto e ridetto) e ognuno ci scrive quel che vuole e non viene lesa la dignità di nessuno finchè non vi sono nomi…

  • Anonymous

    Boh io credo che non c’entri assolutamente niente di niente “l’indipendenza” e il “crescere una persona in grado di farcela da sola” in riferimento ad una bambina di 3-4 anni.e questo penso sia chiaro.i motivi logistici o a causa di impegni Chiara li ha spiegati solo dopo il post,e che ai nonni faccia indubbiamente piacere è scontato. Io penso che tutta questa polemica sia nata dal fatto che Wonder marca sempre un po’ troppo lo spassarsela senza Porpi e questo invece di essere divertente come all’inizio,perché l’ironia non va mai presa a grandi dosi, poi finisce per infastidire davvero.
    Soffre davvero così tanto quando Porpi è con lei? No perché spesso traspare questo.la sua superiorità ai sacrifici (come poi ai pannolini ecc in passato)…. Forse sarebbe bello sentire un po’ più di umiltà e di sentimenti veri grandi e passionali senza aver sempre il risvolto della medaglia. Ho pensato questo anche immedesimandomi nella Porpi a 20 anni quando rileggendo tutti i continui smaronamenti di sua mamma nello stare con lei e quante rinunce continue ha dovuto fare “a causa sua” mi fa una certa tristezza…. Ci stanno sempre tutti i suoi racconti ed è vero che ogni tanto questi bimbi ci esasperano ma un racconto di una gioia immensa e di un amore incondizionato senza poi la battuta che alla fine non manca mai no? Per me stai scadendo ormai basta,forse saresti più avanti se lasciassi parlare il tuo cuore,essere superiore a tua figlia lascia l’amaro in bocca sempre. È il tuo tono ad infastidire ultimamente secondo me non tanto la sostanza. Spero non avrai un altro bambino se la tua mentalità è sempre di grande giramento di scatole

  • Anonymous

    Quoto tutto, è tutto vero, giusto e sacrosanto, l’ho sempre pensato come figlia prima e come madre oggi. Ma perchè piango come una scema e ho questo groppone in gola perchè tra 8 gg dovrò mollare la mia Gigi a marito e nonni per 4 gg di trasferta lavorativa?

  • Mi hai fatto venire i brividi leggendo questo post. Il ruolo di un genitore è talmente arduo e complicato che sembra che qualunque cosa sia sbagliata. E alla fine la soluzione più immediata e meno lungimirante -ossia proteggere i propri figli da tutto e da tutti sempre- risulta a lungo andare quella più sbagliata. Concedere bocconi di libertà, con la consapevolezza che la madre non andrà da nessuna parte, è invece la strada migliore da intraprendere.

    Buon relax per queste due settimane e quando sentirai la mancanza.. scrivi 😉

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

  • A me il tuo post un po’ poetico e’ piaciuto tanto. Da mamma che lavora e che viaggia ogni 2 mesi, conosco questo sentimento molto bene, e so quanto conflittuale sia.

    Anche io la bacio la sera tardi mentre dorme, cerco di memorizzare ancora di piu’ il suo viso (come se ne avessi bisogno) e poi vado.
    Mi manca, mi manca come l’aria a volte. Ma poi so che io senza questa carriera sarei una mamma a meta’, perche’ sarei una donna a meta’.

    Quindi io non ti trovo una fantastica madre, come non lo sono io. Ma capisco il tuo desiderio di indipendenza al di la’ del cordone. E a tutti i commentatori negativi…dai…mollatela sta volta…non si giudicano le persone solo perche’ diverse.

  • Anonymous

    costruisci le frasi magnificamente, hai del geniale! bello tutto fino a quando dici che sentirsi complete con i propri figli ti è estraneo… boh io sono completa anche quando non ci sono, ma mi mancano e mi sento completa veramente con loro, con la mia famiglia. ho 30 anch’io eh… anche a me piace divertirmi, però un paio di giorni, 3, 4 poi basta, torno a casa o me li vado a riprendere! (si, ne ho tre 🙂 ) una mamma, casalinga o donna di successo rimane mamma, pur se ha bisogno di sentirsi donna col suo uomo e talvolta di stare da sola. insomma li abbiamo messi al modno non ostentiamo tutta questa voglia di libertà. pur lavorando, io i miei 2 settimane a 3 anni senza di me non ce li mando, non per egoismo, per mamma campana… perchè gli mancherei, mi mancherebbero, hanno bisogno di me, pur stando benissimo con i parenti.ma ognuno é libero. ripeto… bellissimo post… fino a un certo punto però…mammaditre

  • Ma poi, uno, sul suo blog, potrà scrivere che cavolo vuole, col tono che vuole? Potrà mettere nero su bianco il SUO modo di essere, giudicare, sentire, vivere?
    E di conseguenza, uno potrà scegliere di smettere di seguire un blog perchè gli stanno sulle palle il tono, le foto, l’enfasi, e sei troppo figa e non sei figa abbastanza…? Il tuo modo di sentire non mi appartiene? E’ distante dal mio? Mi dai fastidio? Arrivederci e grazie della compagnia. Sbaglio?
    Io ho iniziato a seguirti nel 2008 quando ero incinta di Teo e continuo a seguirti adesso che sono incinta al quinto mese di XY! Adoro il tuo modo di scrivere e il tuo post di ieri è saltato fuori nel momento in cui non riuscivo a trovare le parole per spiegare a un collega perchè fossi così fiera del fatto che Teo non vedesse l’ora di partire per 2 settimane di mare coi nonni in Toscana. Gli ho girato il tuo post. Ha capito. Sai quante volte leggendoti mi è capitato di pensare “vorrei averlo scritto io”?
    Sai cosa credo, molto sinceramente? Che a volte un pochino qui si rosichi: sei figa, tua figlia è figa, hai un lavoro figo (che ti sei creata dal nulla), se tanto mi dà tanto pure lui è figo), scrivi libri, fai foto che madonna t’ammazzerei, hai una certa disponibilità economica che ti permette un margine di manovra decisamente gradevole tra i piaceri della vita. E’ quasi come se a volte si stesse lì in agguato dietro l’angolo per aspettare un tuo “passo falso”, una frase da poter finalmente interpretare come una stronzata e attaccarti. Ma mi vien da dire… sticazzi. Io trovo addirittura divertente ormai leggere i commenti ai tuoi post, li leggo con la stessa curiosità con cui leggo ciò che scrivi. Trovo assolutamente geniale il modo che alcuni tuoi lettori hanno di scagliarsi contro ogni singola parola che scrivi, manco fossi un oracolo deputato a santoneggiare sull’essere mamma e genitore.
    A me piaci, tanto, e condivido in pieno il tuo modo di essere genitore.
    Anche a me aspettano due settimane senza Moccioso, anche se ne ho uno in pancia e sono a Torino e non a Londra. La prima settimana sarà fiesta: usciremo insieme, a cena, cinema, un apio di mostre che voglio vedere da settimane ma che il tran tran ufficio, asilo, caso non mi ha permesso di vedere. Uscirò con le amiche, farò lunghe camminate in campagna, finirò il Trono di Spade sdivanata col condizionatoreap alla e guarderò l’ultima serie di Criminal Minds mentre il Moccioso sarà al mare con dei nonni che adora e si divertirà come un pazzo.
    Divertiti e fatti un aperitivo alla faccia mia non potrò permettermi al massimo una birretta piccola piccola.
    Nico

  • Anonymous

    questo è esattamente quello che io penso…”è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono”, e che cerco di fare con il mio cucciolo…..anche se vedo gli sguardi di disapprovazione intorno a me, in amici e colleghi.

  • Penso che questa sia il significato universale dell’essere genitori … (anche se non lo sono ancora) comprenderlo fa di te una brava mamma … e credimi che non tutti, anche davanti agli errori ripetuti, continuano a non capire questo grande ma semplice concetto … che bello avere Londra tutta per te!

  • Pardon, ne ho dimenticato un pezzo…
    La seconda settimana senza Moccioso?? Ne avrò le palle piene della libertà e vorrò vederlo tornare a casa a fretta. Io e lui ci guarderemo e ci diremo “ok, ce la siamo spassata ma quand’è che torna a casa?”.
    Però saprò che nel frattempo lui sarà al sole, con la sabbia nei sandali, il naso scottato e a noi non ci penserà nemmeno. E quando tornerà a casa avrà un sacco di avventure da raccontarcvi e un sacco di ricordi in saccoccia!
    Nico

  • Ammirazione. Mi sembra di leggere di mia mamma.. E di come vorrò essere io tra qualche anno.

  • scusate se mi permetto.
    ma se vi infastidiscono certe frasi…smettete di leggere, un blog è un diario (già detto e ridetto) e ognuno ci scrive quel che vuole e non viene lesa la dignità di nessuno finchè non vi sono nomi…

  • Anonymous

    Boh io credo che non c’entri assolutamente niente di niente “l’indipendenza” e il “crescere una persona in grado di farcela da sola” in riferimento ad una bambina di 3-4 anni.e questo penso sia chiaro.i motivi logistici o a causa di impegni Chiara li ha spiegati solo dopo il post,e che ai nonni faccia indubbiamente piacere è scontato. Io penso che tutta questa polemica sia nata dal fatto che Wonder marca sempre un po’ troppo lo spassarsela senza Porpi e questo invece di essere divertente come all’inizio,perché l’ironia non va mai presa a grandi dosi, poi finisce per infastidire davvero.
    Soffre davvero così tanto quando Porpi è con lei? No perché spesso traspare questo.la sua superiorità ai sacrifici (come poi ai pannolini ecc in passato)…. Forse sarebbe bello sentire un po’ più di umiltà e di sentimenti veri grandi e passionali senza aver sempre il risvolto della medaglia. Ho pensato questo anche immedesimandomi nella Porpi a 20 anni quando rileggendo tutti i continui smaronamenti di sua mamma nello stare con lei e quante rinunce continue ha dovuto fare “a causa sua” mi fa una certa tristezza…. Ci stanno sempre tutti i suoi racconti ed è vero che ogni tanto questi bimbi ci esasperano ma un racconto di una gioia immensa e di un amore incondizionato senza poi la battuta che alla fine non manca mai no? Per me stai scadendo ormai basta,forse saresti più avanti se lasciassi parlare il tuo cuore,essere superiore a tua figlia lascia l’amaro in bocca sempre. È il tuo tono ad infastidire ultimamente secondo me non tanto la sostanza. Spero non avrai un altro bambino se la tua mentalità è sempre di grande giramento di scatole

  • Anonymous

    Quoto tutto, è tutto vero, giusto e sacrosanto, l’ho sempre pensato come figlia prima e come madre oggi. Ma perchè piango come una scema e ho questo groppone in gola perchè tra 8 gg dovrò mollare la mia Gigi a marito e nonni per 4 gg di trasferta lavorativa?

  • Mi hai fatto venire i brividi leggendo questo post. Il ruolo di un genitore è talmente arduo e complicato che sembra che qualunque cosa sia sbagliata. E alla fine la soluzione più immediata e meno lungimirante -ossia proteggere i propri figli da tutto e da tutti sempre- risulta a lungo andare quella più sbagliata. Concedere bocconi di libertà, con la consapevolezza che la madre non andrà da nessuna parte, è invece la strada migliore da intraprendere.

    Buon relax per queste due settimane e quando sentirai la mancanza.. scrivi 😉

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

  • Anonymous

    costruisci le frasi magnificamente, hai del geniale! bello tutto fino a quando dici che sentirsi complete con i propri figli ti è estraneo… boh io sono completa anche quando non ci sono, ma mi mancano e mi sento completa veramente con loro, con la mia famiglia. ho 30 anch’io eh… anche a me piace divertirmi, però un paio di giorni, 3, 4 poi basta, torno a casa o me li vado a riprendere! (si, ne ho tre 🙂 ) una mamma, casalinga o donna di successo rimane mamma, pur se ha bisogno di sentirsi donna col suo uomo e talvolta di stare da sola. insomma li abbiamo messi al modno non ostentiamo tutta questa voglia di libertà. pur lavorando, io i miei 2 settimane a 3 anni senza di me non ce li mando, non per egoismo, per mamma campana… perchè gli mancherei, mi mancherebbero, hanno bisogno di me, pur stando benissimo con i parenti.ma ognuno é libero. ripeto… bellissimo post… fino a un certo punto però…mammaditre

  • Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    Sa che se scriverà cose belle sulla sua avventura da genitore, qualcuno avrà da ridire. Se scriverà cose scomode sulla vita da genitore, qualcuno avrà da ridire.
    Sa che se posterà racconti personali, qualcuno dirà che parla sempre di sè stessa. Sa che se posterà foto, qualcuno dirà che posta sempre quelle stupide foto.
    Sa che la gente si sentirà in diritto di analizzare ogni sua parola, giudicarla, estrapolarla, reinterpretarla a suo sfavore.
    Sa che la gente le darà della presuntuosa solo perché si permette di scrivere quello che pensa in un blog pubblico.
    Sa che, se sbaglierà una virgola, verrà pubblicamente cazziata.
    Il motivo di tutto ciò le è oscuro, e nemmeno vuole tanto saperlo.
    Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    Sa che non potrà mai permettersi (e comunque per buona educazione non lo farebbe mai) di parlare a certi suoi commentatori col tono con cui certi suoi commentatori parlano a lei.
    Sa che ci sarà qualcuno pronto a sputare veleno qualsiasi cosa scriva, senza conoscerla, perché ‘è il web, baby’.
    Sa che, su tre commenti acidi, quello davvero cattivo è del tutto gratuito.
    Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    E a volte le cascano le braccia, ma poi se le rimette e scrive, perché per fortuna il mondo è ancora di quelli che sprecano due minuti del loro tempo per lasciare un commento affettuoso e costruttivo, non di chi le punta il dito addosso e pretende di giudicare la sua vita per una manciata di post.
    E quindi, blogga.

  • Ah, un’ultima cosa: questo credo sia il post più denso di amore che i abbia mai scritto per mia figlia. Mi dispiace per chi non ha voluto interpretarlo in questo modo. Per fortuna, io so cos’ho scritto. E perché.

  • Ma poi, uno, sul suo blog, potrà scrivere che cavolo vuole, col tono che vuole? Potrà mettere nero su bianco il SUO modo di essere, giudicare, sentire, vivere?
    E di conseguenza, uno potrà scegliere di smettere di seguire un blog perchè gli stanno sulle palle il tono, le foto, l’enfasi, e sei troppo figa e non sei figa abbastanza…? Il tuo modo di sentire non mi appartiene? E’ distante dal mio? Mi dai fastidio? Arrivederci e grazie della compagnia. Sbaglio?
    Io ho iniziato a seguirti nel 2008 quando ero incinta di Teo e continuo a seguirti adesso che sono incinta al quinto mese di XY! Adoro il tuo modo di scrivere e il tuo post di ieri è saltato fuori nel momento in cui non riuscivo a trovare le parole per spiegare a un collega perchè fossi così fiera del fatto che Teo non vedesse l’ora di partire per 2 settimane di mare coi nonni in Toscana. Gli ho girato il tuo post. Ha capito. Sai quante volte leggendoti mi è capitato di pensare “vorrei averlo scritto io”?
    Sai cosa credo, molto sinceramente? Che a volte un pochino qui si rosichi: sei figa, tua figlia è figa, hai un lavoro figo (che ti sei creata dal nulla), se tanto mi dà tanto pure lui è figo), scrivi libri, fai foto che madonna t’ammazzerei, hai una certa disponibilità economica che ti permette un margine di manovra decisamente gradevole tra i piaceri della vita. E’ quasi come se a volte si stesse lì in agguato dietro l’angolo per aspettare un tuo “passo falso”, una frase da poter finalmente interpretare come una stronzata e attaccarti. Ma mi vien da dire… sticazzi. Io trovo addirittura divertente ormai leggere i commenti ai tuoi post, li leggo con la stessa curiosità con cui leggo ciò che scrivi. Trovo assolutamente geniale il modo che alcuni tuoi lettori hanno di scagliarsi contro ogni singola parola che scrivi, manco fossi un oracolo deputato a santoneggiare sull’essere mamma e genitore.
    A me piaci, tanto, e condivido in pieno il tuo modo di essere genitore.
    Anche a me aspettano due settimane senza Moccioso, anche se ne ho uno in pancia e sono a Torino e non a Londra. La prima settimana sarà fiesta: usciremo insieme, a cena, cinema, un apio di mostre che voglio vedere da settimane ma che il tran tran ufficio, asilo, caso non mi ha permesso di vedere. Uscirò con le amiche, farò lunghe camminate in campagna, finirò il Trono di Spade sdivanata col condizionatoreap alla e guarderò l’ultima serie di Criminal Minds mentre il Moccioso sarà al mare con dei nonni che adora e si divertirà come un pazzo.
    Divertiti e fatti un aperitivo alla faccia mia non potrò permettermi al massimo una birretta piccola piccola.
    Nico

  • Anonymous

    questo è esattamente quello che io penso…”è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono”, e che cerco di fare con il mio cucciolo…..anche se vedo gli sguardi di disapprovazione intorno a me, in amici e colleghi.

  • Anonymous

    Mi hai commossa. Sono lontana dalla mia nanetta di due anni da dieci giorni e giuro che quasi mi manca l’aria. Ma leggerti mi conforta che sto facendo la cosa giusta per lei. Grazie. Viviana

  • Pardon, ne ho dimenticato un pezzo…
    La seconda settimana senza Moccioso?? Ne avrò le palle piene della libertà e vorrò vederlo tornare a casa a fretta. Io e lui ci guarderemo e ci diremo “ok, ce la siamo spassata ma quand’è che torna a casa?”.
    Però saprò che nel frattempo lui sarà al sole, con la sabbia nei sandali, il naso scottato e a noi non ci penserà nemmeno. E quando tornerà a casa avrà un sacco di avventure da raccontarcvi e un sacco di ricordi in saccoccia!
    Nico

  • Ammirazione. Mi sembra di leggere di mia mamma.. E di come vorrò essere io tra qualche anno.

  • A tutti i criticoni benpensanti: ma che palle e che noia che fate venire. Siamo tutti diversi a sto mondo e nella nostra fetta di mondo, quello in teoria civilizzato, abbiamo la grande fortuna di poterci esprimere come vogliamo.

    Ognuno in una pagina di un blog ci legge quello che vuole, io mi ci sono ritrovata e commossa in queste righe. Anche se dopo il parto provavo sentimenti opposti a quelli di Wonder, se per me tenere tra le braccia un neonato è la cosa più bella che ci sia, non mi sono sentita minimamente offesa, onestamente, la cosa non mi ha nemmeno sfiorato la mente.

    Che ridere poi, leggere uno che si permette di giudicare con parole come “non lavori, la figlia la mandi a scuola, ti comporti come una diciottenne”. Che pena. Solo pena. Poveretto te. Come se scrivere non fosse un lavoro. Come se bersi due/tre/quattro birre in allegria fosse off oltre una certa età e off dopo la filiazione.

    Vivete con gioa, non perdete tempo a trovare difetti in tutto quello che vi circonda. ecchecazzo.

  • Io tralascio le polemiche e mi concentro su una frase, che è quella che mi ha mosso dentro una marea di sentimenti: “E’ tutta contenta perché va dalla nonna, e io sono tutta contenta perché ho Londra tutta per me”. Se Viola è contenta di stare dalla nonna due settimane significa che lei sta bene ANCHE senza di te e questa è una grandissima conquista, per lei in primis e anche per te. Io ho patito molto l’attaccamento che mia madre aveva nei miei riguardi (a mio avviso, troppo)
    Ecco perché sono convinta che, come dici tu, l’amore buono si costruisca sui gradini dell’indipendenza. E anzi, sono convinta che un giorno Viola ti ringrazierà per averla lasciata andare..non solo in Italia dalla nonna, ma anche, e soprattutto, nella vita.

  • è vero, questo post è forse il più “gonfio” d’amore per tua figlia ed io l’ho sentito forte e chiaro. il tuo ed anche il mio per mia figlia.

  • Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    Sa che se scriverà cose belle sulla sua avventura da genitore, qualcuno avrà da ridire. Se scriverà cose scomode sulla vita da genitore, qualcuno avrà da ridire.
    Sa che se posterà racconti personali, qualcuno dirà che parla sempre di sè stessa. Sa che se posterà foto, qualcuno dirà che posta sempre quelle stupide foto.
    Sa che la gente si sentirà in diritto di analizzare ogni sua parola, giudicarla, estrapolarla, reinterpretarla a suo sfavore.
    Sa che la gente le darà della presuntuosa solo perché si permette di scrivere quello che pensa in un blog pubblico.
    Sa che, se sbaglierà una virgola, verrà pubblicamente cazziata.
    Il motivo di tutto ciò le è oscuro, e nemmeno vuole tanto saperlo.
    Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    Sa che non potrà mai permettersi (e comunque per buona educazione non lo farebbe mai) di parlare a certi suoi commentatori col tono con cui certi suoi commentatori parlano a lei.
    Sa che ci sarà qualcuno pronto a sputare veleno qualsiasi cosa scriva, senza conoscerla, perché ‘è il web, baby’.
    Sa che, su tre commenti acidi, quello davvero cattivo è del tutto gratuito.
    Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia.
    E a volte le cascano le braccia, ma poi se le rimette e scrive, perché per fortuna il mondo è ancora di quelli che sprecano due minuti del loro tempo per lasciare un commento affettuoso e costruttivo, non di chi le punta il dito addosso e pretende di giudicare la sua vita per una manciata di post.
    E quindi, blogga.

  • Ah, un’ultima cosa: questo credo sia il post più denso di amore che i abbia mai scritto per mia figlia. Mi dispiace per chi non ha voluto interpretarlo in questo modo. Per fortuna, io so cos’ho scritto. E perché.

  • Mi hai fatta commuovere
    Io mi sento in torto pure oggi, quasi quarantenne, se non dedico molte attenzioni a mia mamma..

  • Anonymous

    Mi hai commossa. Sono lontana dalla mia nanetta di due anni da dieci giorni e giuro che quasi mi manca l’aria. Ma leggerti mi conforta che sto facendo la cosa giusta per lei. Grazie. Viviana

  • Ho letto il post. Intenso. E ho letto un po’ di commenti: chi da una parte, chi dall’altra, a loro modo altrettanto intensi. Perchè forse il tema, che in generale mi pare sia ‘il bene dei nostri bambini’, lascia spazio a discussioni inevitabili. Difficile, soprattutto per chi ha figli,non sentirsi toccati sul personale. Non credo esistano categorie assolute che permettano di definire ‘un buon genitore’. Lo si può essere in molti diversi modi. Almeno tanti quanto sono diverse le nostre vite. Però una cosa mi sento di condividerla appieno, questo pensiero:
    “il tuo obiettivo è fare in modo di non mancarle anche quando le manchi”.
    Perchè il bene per me è sopra ogni cosa il suo bene, soprattutto quando io non ci sono.

  • A tutti i criticoni benpensanti: ma che palle e che noia che fate venire. Siamo tutti diversi a sto mondo e nella nostra fetta di mondo, quello in teoria civilizzato, abbiamo la grande fortuna di poterci esprimere come vogliamo.

    Ognuno in una pagina di un blog ci legge quello che vuole, io mi ci sono ritrovata e commossa in queste righe. Anche se dopo il parto provavo sentimenti opposti a quelli di Wonder, se per me tenere tra le braccia un neonato è la cosa più bella che ci sia, non mi sono sentita minimamente offesa, onestamente, la cosa non mi ha nemmeno sfiorato la mente.

    Che ridere poi, leggere uno che si permette di giudicare con parole come “non lavori, la figlia la mandi a scuola, ti comporti come una diciottenne”. Che pena. Solo pena. Poveretto te. Come se scrivere non fosse un lavoro. Come se bersi due/tre/quattro birre in allegria fosse off oltre una certa età e off dopo la filiazione.

    Vivete con gioa, non perdete tempo a trovare difetti in tutto quello che vi circonda. ecchecazzo.

  • proprio qualche giorno fa parlando col mio maritozzo di quanto i genitori a volte riescano a essere soffocanti dicevamo che la cosa più bella che possiamo insegnargli è l’indipendenza.detto questo io mi aspetto al varco quando capiterà di dover mollare la bestia per un tempo superiore a quello che la lascio al nido…!

    francy

  • @Beep Beep Mommy sono d’accordo. E’ giusto e normale avere pareri discordanti, a me però non sembra di aver espresso una critica nei confronti di chi la pensa diversamente. Questo è il mio pensiero, io la penso così. Io posso argomentare il mio pensiero, esporlo pienamente, dire che non mi ritrovo in un certo comportamento. Da qui a fare dietrologie sul perché e percome la lascio, come mi sento, come si sente lei, come si sentirebbe se, cosa sarebbe successo se etc. etc. il passo è un po’ troppo forzato, IMHO.

  • “Ah, un’ultima cosa: questo credo sia il post più denso di amore che i abbia mai scritto per mia figlia. Mi dispiace per chi non ha voluto interpretarlo in questo modo. Per fortuna, io so cos’ho scritto. E perché.”

    Io l’ho capito. Anche se non sono mamma.

    Non ho letto tutti i commenti, ma ritengo che se per *ogni* cosa che scrivi ci sia qualcuno che decide di spendere parte del proprio prezioso tempo per scriverti cattiverie… allora significa che tu e Porpi siete davvero diventate famose 😉

    A me piace leggerti, e tra l’altro spero di leggere presto anche un secondo libro 😉

    Tante buone cose :*

  • Io tralascio le polemiche e mi concentro su una frase, che è quella che mi ha mosso dentro una marea di sentimenti: “E’ tutta contenta perché va dalla nonna, e io sono tutta contenta perché ho Londra tutta per me”. Se Viola è contenta di stare dalla nonna due settimane significa che lei sta bene ANCHE senza di te e questa è una grandissima conquista, per lei in primis e anche per te. Io ho patito molto l’attaccamento che mia madre aveva nei miei riguardi (a mio avviso, troppo)
    Ecco perché sono convinta che, come dici tu, l’amore buono si costruisca sui gradini dell’indipendenza. E anzi, sono convinta che un giorno Viola ti ringrazierà per averla lasciata andare..non solo in Italia dalla nonna, ma anche, e soprattutto, nella vita.

  • è vero, questo post è forse il più “gonfio” d’amore per tua figlia ed io l’ho sentito forte e chiaro. il tuo ed anche il mio per mia figlia.

  • Anonymous

    sono una giovane donna come te, ho un bimbo di quasi 4 anni come te,amo viaggiare,ho vissuto a parigi,lavoro come terapeuta infantile e quando posso mi appoggio ai nonni. ma quello che penso è che tu non abbia mai spostato il baricentro da te stessa a tua figlia. me,myself and i, sempre,ovunque, sono gggiovane, sono moderna, sono figa, mia figlia is sooo cutie! quello che non ti chiedi mai è come si puo’ sentire lei a nemmeno 4 anni due settimane senza genitori. i nonni sono i nonni,cos’ come gli zii,figure importanti ma marginali. è troppo piccola per parole come indipendenza,esplorare il mondo, libertà. queste parole rappresentano TE. lei non è una tua proiezione,è una bambina piccola che ha bisogno della sua mamma, che ti piaccia o meno la cosa. smettila di sentirti brava, e buona e bella solo perchè le fai una valigia e la saluti al chek in. i bambini hanno risorse immense che permettono loro di sopravvivere e cavarsela quasi sempre, ma questo non significa che non si sentano abbandonati, allontanati, parcheggiati. leggi con attenzione i commenti di chi si ricorda come si sentiva in quelle settimane estive senza la mamma…
    sei presuntuosa e viziata, questo è il tuo blog, certo, ma ti metti in vetrina da 4 anni e ancora non sai metterti in discussione leggendo i commenti di chi ti segue.adesso vai e divertiti con i tuoi leggins maculati e il tuo pimm’s.
    lisa

    • Anonymous

      A parte le ultime due righe.. Sono perfettamente d’accordo su tutti Lisa e lungi da me invidia,ho una vita altrettanto perfetta due figli molto benestante bella e giovane eppure non mi piace il modo così cinico che ha Chiara spesso per difendersi….”anche quel “è il web baby” poteva risparmiarlo dato che ogni commento negativo fa scaturire immediatamente di ogni anziché qualcosa di costruttivo..della serie dato che ce lo scrivi accetta anche che tu possa essere criticata.Tu puoi farlo su tutto e tutti mentre gli altri no? Bah…poi quella super cavolata di chi spreca il tempo mi sa che possa anche essere reciproca quindi magari stop. Se Chiara vuoi unicamente essere protagonista di un trono in
      cui i lettori sono sudditi devoti ad ogni causa ok…ma non scrivere allora nel tuo libro che ringrazi tutti e che ti confronti. Forse è brutto leggere di una madre che dopo quasi 4 anni di percorso con una creatura stupenda e indifesa scriva ancora battute scadenti e di palese insofferenza a lei (anche in altri post). Magari ti sei un po’ montata con il discorso freelance ecc? Non so sicuramente sbaglio ma a me l’immagine di Viola con il portafoglio stretto stretto non fa altro che ricordare me a 5 anni quando per non deludere mia madre che credeva tanto nella mia precoce indipendenza lasciandomi qualche settimana in Sardegna con i nonni mentre lei aveva da fare essendo commercialista e mio padre chirurgo, fingevo di essere super felice ma la sera non sai quanto mi mancava il suo profumo prima di dormire e quanto ancora ricordo bene la nostalgia provata. Detto questo che io poi a diciannove anni abbia scelto un erasmus a Darwin e una specializzazione a Parigi poi abbia avuto i miei bambini molto presto incastrando di ogni e abbracciando stretto stretto mio marito durante le nostre notti …. Beh è tutta un altra storia! Ora i miei bambini li lasciamo ma non più di due notti di seguito almeno fin che non saranno loro a chiedermelo! C’est ma vie…..

    • Pam

      Terapeuta infantile??? Aiuto. Ma x favore, risparmiaci le tue frustrazioni o quantomeno smettila di proiettarle sugli altri. È pieno di blog. Vai Lisa, ce ne faremo una ragione.

  • no, no wonder…non c’ho più l’età e la barriera difensiva che tiene in equilibrio le mie emozioni ormai è vetusta a piena di crepe.
    Ah, sono riuscita a scrivere senza nessun refuso malgrado gli occhi annebbiati dalle lacrime. Ancora tengo botta, però…
    🙂
    Deb

  • Anonymous

    Ti leggo ‘da sempre’ e, per la prima volta, questa volta hai scritto dell’amore ‘da mamma’ senza filtri, senza battute ironiche, senza foto che potessero in qualche modo farti da rete o ristabilire quell’equilibrio per il quale sei Chiara, blogger, compagna, amica, sorella, lettrice, autrice e anche mamma, non ‘Chiara la mamma di Viola’ e poi il resto (o come dici fantasticamente tu con la storia dell’appendice). Quindi, dall’alto del mio pancione di 6 mesi (desiderato e cercato) mi hai commossa e mi hai fatto paura, perchè ho visto che quel baratro di amore così totalizzante è proprio qui, a tre passi e chiunque può caderci, persino Chiara. E ho una paura fottuta di perdermi, di perdere parti di me, parti di me che invece voglio restino presenti e vigile, soprattutto per Mignolo, quando a novembre arriverà. Allo stesso tempo però non vedo l’ora di affacciarmi su questo baratro perchè se è così…mamma mia, non posso perdermelo.
    Gels.

    p.s. Gli uomini che giudicano il mestiere di mamma cominciassero a munirsi di utero, poi ne riparliamo.

  • che peso sti commenti….e alcuni sono davvero offensivi.
    Io ho trovato questo post pieno d’amore, ho vissuto l’esperienza del distacco da mia figlia e so che a volte e’ anche un gesto d’amore prendersi cura di se, e prepararla per un’esperienza da se.

    che poi dov’e’ che posti sempre insofferenza su tua figlia? parli sempre di lei, metti foto stupende (di lei), le organizzi tutto (spesso da sola)… ma la gente che legge?

    come si diceva ai miei tempi d’oro
    “stateci dentro”.

  • E che palle! a sentire certi commenti sembra che perché si è mamme non si debba più essere persone! e i figli, ricordatevelo, sono persone anche loro, con affetto da e verso altre persone, non solo verso i propri genitori. A Wonder, come ha scritto, la Porpi mancherà, ma anche – giustamente – si godrà la libertà di 15 giorni senza doveri da mamma, e si godrà anche, ben venga, il suo compagno. Non è che forse le detrattrici e i detrattori sono invidiosi perché a loro nessuno tiene i figli per 15 giorni?

  • “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco”: condivido in pieno, già ora che ha 17 mesi mi sento moooolto più attaccata e bisognosa delle coccole del mio Budino rispetto a quando era un neonato indifeso, quindi non sei l’unica 🙂

    Sulla necessità di indipendenza, non so se mandarli in vacanza coi nonni sia veramente una scelta educativa in quella direzione..però io i 10gg di vacanza che mi sono fatta col mio compagno, lasciando appunto il Budino ai nonni, me li sono proprio goduti 😀 (anche se ammetto che la sua mancanza un pò l’ho sentita, eheh)

  • Anonymous

    Ogni mattina in Uk una blogger si sveglia… troppo forte!

    Il motivo delle critiche, anche se non vuoi saperlo, non ci credo, ed ovvio che tu sai benissimo quale sia, è un pò di invidia. Perchè non sarai Hugo, Pirandello o chissà quale scrittore, però veramente scrivi bene, anche questo commento, insomma, hai fantasia, sei fresca, dici cose vere e a volte tutto ciò non viene perdonato.

    Ora non vorrei essere brodosa, ma lo sarò.
    Forse io non c’ho capito niente,ma a me queste tue riflessioni hanno dato l’impressione che fossero più rivolte a te stessa, come un cercare la motivazione, la spinta a non sentire troppo la mancanza di Porpi che non il contrario. Una sorta di “me ne privo per 15 gg sop.tto per il suo bene, non per le mie esigenze lavorative” per giustificare quanto invece ti mancherà.
    Perchè sappiamo bene, che lei ti mancherà giorno e notte, come l’aria.
    E anche a me è sembrato il post più denso d’amore che tu abbia scritto, per l’appunto.

    A Giovanni, scusa, non voglio alimentare questa spirale di critiche, però io mi incazzo sempre come un’ape, quando qualcuno si vuole immedesimare e tende a giudicare quello che penso e faccio come madre. Perchè non è facile districarsi tra sentimenti, conflittuali, di protezione ma anche di indipendenza, che proviamo verso i nostri figli.
    Perciò credo che le critiche dei tuoi due commenti, legittime per carità, siano state eccessive e pesanti. E lo dico perchè, condividendo io come altre i pensieri di Chiara sulla maternità, mi sono sentita offesa. Perchè col tuo commento tu hai offeso e dato delle madri degeneri a tutte noi. E questo è scorretto e ingiusto, perchè io per mia figlia mi farei ammazzare se necessario.
    Sicuramente a 4 anni questa esperienza non sarà una “prova di indipendenza” stile viaggio per l’Europa zaino in spalla a 18 anni. Ma è l’inizio di un percorso, dell’impostazione di un rapporto genitori – figli, di un modo di crescerli che condivido e faccio mio. E tu come gli altri non hai il diritto di dirci con questo che vogliamo solo mollarli un pò agli altri per spassarcela.

    Violetta

  • Mi hai fatta commuovere
    Io mi sento in torto pure oggi, quasi quarantenne, se non dedico molte attenzioni a mia mamma..

  • Rebecca

    @lapimpa: ecchecazzo se hai super ragine con il tuo commento!!!

    @Wonderland: grazie per averti rimesso le braccia pure questa mattina

  • Ho letto il post. Intenso. E ho letto un po’ di commenti: chi da una parte, chi dall’altra, a loro modo altrettanto intensi. Perchè forse il tema, che in generale mi pare sia ‘il bene dei nostri bambini’, lascia spazio a discussioni inevitabili. Difficile, soprattutto per chi ha figli,non sentirsi toccati sul personale. Non credo esistano categorie assolute che permettano di definire ‘un buon genitore’. Lo si può essere in molti diversi modi. Almeno tanti quanto sono diverse le nostre vite. Però una cosa mi sento di condividerla appieno, questo pensiero:
    “il tuo obiettivo è fare in modo di non mancarle anche quando le manchi”.
    Perchè il bene per me è sopra ogni cosa il suo bene, soprattutto quando io non ci sono.

  • proprio qualche giorno fa parlando col mio maritozzo di quanto i genitori a volte riescano a essere soffocanti dicevamo che la cosa più bella che possiamo insegnargli è l’indipendenza.detto questo io mi aspetto al varco quando capiterà di dover mollare la bestia per un tempo superiore a quello che la lascio al nido…!

    francy

  • @Beep Beep Mommy sono d’accordo. E’ giusto e normale avere pareri discordanti, a me però non sembra di aver espresso una critica nei confronti di chi la pensa diversamente. Questo è il mio pensiero, io la penso così. Io posso argomentare il mio pensiero, esporlo pienamente, dire che non mi ritrovo in un certo comportamento. Da qui a fare dietrologie sul perché e percome la lascio, come mi sento, come si sente lei, come si sentirebbe se, cosa sarebbe successo se etc. etc. il passo è un po’ troppo forzato, IMHO.

  • regina

    Sono figlia di una mamma tradizionale. Una mamma che mi ha fortemente desiderata prima ancora del concepimento e che ha sacrificato i suoi 30 e 40 anni al mio capezzale. Figlia unica di genitori separati,mia madre ha cercato di sopperire ad un padre inesistente come un surpuls di amore che sfociava quasi in una dedizione ossessiva. Ero la sua piccola principessa e casa era il mio regno. E QUESTO NON MI HA FATTO BENE. Voglio bene a mia mamma,ma non conto le volte che ho sognato una madre come Wonder,una donna che si caratterizzasse per “altro” oltre la maternità. Io stessa,se sarò madre,voglio essere come Wonder. I figli devono imparare a camminare da soli,fin da piccoli. Avere i genitori sempre “fra le palle” non educa,distrugge.

  • “Ah, un’ultima cosa: questo credo sia il post più denso di amore che i abbia mai scritto per mia figlia. Mi dispiace per chi non ha voluto interpretarlo in questo modo. Per fortuna, io so cos’ho scritto. E perché.”

    Io l’ho capito. Anche se non sono mamma.

    Non ho letto tutti i commenti, ma ritengo che se per *ogni* cosa che scrivi ci sia qualcuno che decide di spendere parte del proprio prezioso tempo per scriverti cattiverie… allora significa che tu e Porpi siete davvero diventate famose 😉

    A me piace leggerti, e tra l’altro spero di leggere presto anche un secondo libro 😉

    Tante buone cose :*

  • regina

    Lisa,immagino che definire una persona che NON conosci “presuntuosa e viziata” sia invece un esempio di “mettersi in discussione” che hai voluto offrire a tutte noi. Ma la delicatezza te l’hanno data insieme alla qualifica di terapeuta?

  • Anonymous

    sono una giovane donna come te, ho un bimbo di quasi 4 anni come te,amo viaggiare,ho vissuto a parigi,lavoro come terapeuta infantile e quando posso mi appoggio ai nonni. ma quello che penso è che tu non abbia mai spostato il baricentro da te stessa a tua figlia. me,myself and i, sempre,ovunque, sono gggiovane, sono moderna, sono figa, mia figlia is sooo cutie! quello che non ti chiedi mai è come si puo’ sentire lei a nemmeno 4 anni due settimane senza genitori. i nonni sono i nonni,cos’ come gli zii,figure importanti ma marginali. è troppo piccola per parole come indipendenza,esplorare il mondo, libertà. queste parole rappresentano TE. lei non è una tua proiezione,è una bambina piccola che ha bisogno della sua mamma, che ti piaccia o meno la cosa. smettila di sentirti brava, e buona e bella solo perchè le fai una valigia e la saluti al chek in. i bambini hanno risorse immense che permettono loro di sopravvivere e cavarsela quasi sempre, ma questo non significa che non si sentano abbandonati, allontanati, parcheggiati. leggi con attenzione i commenti di chi si ricorda come si sentiva in quelle settimane estive senza la mamma…
    sei presuntuosa e viziata, questo è il tuo blog, certo, ma ti metti in vetrina da 4 anni e ancora non sai metterti in discussione leggendo i commenti di chi ti segue.adesso vai e divertiti con i tuoi leggins maculati e il tuo pimm’s.
    lisa

    • Anonymous

      A parte le ultime due righe.. Sono perfettamente d’accordo su tutti Lisa e lungi da me invidia,ho una vita altrettanto perfetta due figli molto benestante bella e giovane eppure non mi piace il modo così cinico che ha Chiara spesso per difendersi….”anche quel “è il web baby” poteva risparmiarlo dato che ogni commento negativo fa scaturire immediatamente di ogni anziché qualcosa di costruttivo..della serie dato che ce lo scrivi accetta anche che tu possa essere criticata.Tu puoi farlo su tutto e tutti mentre gli altri no? Bah…poi quella super cavolata di chi spreca il tempo mi sa che possa anche essere reciproca quindi magari stop. Se Chiara vuoi unicamente essere protagonista di un trono in
      cui i lettori sono sudditi devoti ad ogni causa ok…ma non scrivere allora nel tuo libro che ringrazi tutti e che ti confronti. Forse è brutto leggere di una madre che dopo quasi 4 anni di percorso con una creatura stupenda e indifesa scriva ancora battute scadenti e di palese insofferenza a lei (anche in altri post). Magari ti sei un po’ montata con il discorso freelance ecc? Non so sicuramente sbaglio ma a me l’immagine di Viola con il portafoglio stretto stretto non fa altro che ricordare me a 5 anni quando per non deludere mia madre che credeva tanto nella mia precoce indipendenza lasciandomi qualche settimana in Sardegna con i nonni mentre lei aveva da fare essendo commercialista e mio padre chirurgo, fingevo di essere super felice ma la sera non sai quanto mi mancava il suo profumo prima di dormire e quanto ancora ricordo bene la nostalgia provata. Detto questo che io poi a diciannove anni abbia scelto un erasmus a Darwin e una specializzazione a Parigi poi abbia avuto i miei bambini molto presto incastrando di ogni e abbracciando stretto stretto mio marito durante le nostre notti …. Beh è tutta un altra storia! Ora i miei bambini li lasciamo ma non più di due notti di seguito almeno fin che non saranno loro a chiedermelo! C’est ma vie…..

    • Pam

      Terapeuta infantile??? Aiuto. Ma x favore, risparmiaci le tue frustrazioni o quantomeno smettila di proiettarle sugli altri. È pieno di blog. Vai Lisa, ce ne faremo una ragione.

  • “Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti” .

    Penso che chi passi a leggere su un blog (un qualsiasi blog di vita vissuta) debba tener presente anche il fatto che spesso non si scrive per gli altri, ma per se stessi, per imprimere uno stato d’animo, una sensazione, per riordinare le idee e i pensieri, insomma per fotografare un istante dell’anima, tralasciando quel che poi può pensare chi legge.
    Almeno, questo è quel che capita a me.
    E sì, potrebbe risultare impopolare, scomodo, noioso, mal fatto o qualsiasi altra cosa uno voglia leggere tra le righe… ma tant’è.
    E a ognuno arriva il messaggio che è personalmente predisposto a ricevere.

    Ti abbraccio Wonder e buona vacanza!

  • no, no wonder…non c’ho più l’età e la barriera difensiva che tiene in equilibrio le mie emozioni ormai è vetusta a piena di crepe.
    Ah, sono riuscita a scrivere senza nessun refuso malgrado gli occhi annebbiati dalle lacrime. Ancora tengo botta, però…
    🙂
    Deb

  • meraviglioso wonder…uno dei tuoi post più belli. mia madre non mi ha insegnato l’indipendenza e la verità è che di certo non saprei prendere un aereo da sola per andare in giro per il mondo. ma guardo tutte coloro che lo fanno con l’ammirazione di chi è più forte di me. per me forse è tardi per superare alcune mie paure tra cui quella di non farcela da sola ma mia figlia cercherò di lasciarla andare. soffritò come una matta, avrò paura ma so che sarà il giusto. forse ora è troppo presto per me (ha 4 anni come la tua) forse il mio cammino sarà più lento ma giuro che anche se il mio cuore si spezzerà in mille pezzi imparerà e stare lontana da me. grazie per il post

  • Anonymous

    Ti leggo ‘da sempre’ e, per la prima volta, questa volta hai scritto dell’amore ‘da mamma’ senza filtri, senza battute ironiche, senza foto che potessero in qualche modo farti da rete o ristabilire quell’equilibrio per il quale sei Chiara, blogger, compagna, amica, sorella, lettrice, autrice e anche mamma, non ‘Chiara la mamma di Viola’ e poi il resto (o come dici fantasticamente tu con la storia dell’appendice). Quindi, dall’alto del mio pancione di 6 mesi (desiderato e cercato) mi hai commossa e mi hai fatto paura, perchè ho visto che quel baratro di amore così totalizzante è proprio qui, a tre passi e chiunque può caderci, persino Chiara. E ho una paura fottuta di perdermi, di perdere parti di me, parti di me che invece voglio restino presenti e vigile, soprattutto per Mignolo, quando a novembre arriverà. Allo stesso tempo però non vedo l’ora di affacciarmi su questo baratro perchè se è così…mamma mia, non posso perdermelo.
    Gels.

    p.s. Gli uomini che giudicano il mestiere di mamma cominciassero a munirsi di utero, poi ne riparliamo.

  • Anonymous

    Posso dire una cosa, anzi due?
    1. Oddio, Lisa la terapeuta infantile mi terrorizza. Come parla, come ti aggredisce, il livore che c´ha dentro…Fa la terapeuta infantile?? Bambini scappate dalla terapeuta Lisa!!!
    2. Questo post é bellissimo. Delicato, leggero, profondissimo. Mi spiace solo che la tua correttezza ti porti a pubblicare anche le critiche. Io li censurerei tutti, non perché vorrei solo lodi a quello che dico, ma perché c´é modo e modo…
    Peace&Love
    Gaia

  • che peso sti commenti….e alcuni sono davvero offensivi.
    Io ho trovato questo post pieno d’amore, ho vissuto l’esperienza del distacco da mia figlia e so che a volte e’ anche un gesto d’amore prendersi cura di se, e prepararla per un’esperienza da se.

    che poi dov’e’ che posti sempre insofferenza su tua figlia? parli sempre di lei, metti foto stupende (di lei), le organizzi tutto (spesso da sola)… ma la gente che legge?

    come si diceva ai miei tempi d’oro
    “stateci dentro”.

  • E che palle! a sentire certi commenti sembra che perché si è mamme non si debba più essere persone! e i figli, ricordatevelo, sono persone anche loro, con affetto da e verso altre persone, non solo verso i propri genitori. A Wonder, come ha scritto, la Porpi mancherà, ma anche – giustamente – si godrà la libertà di 15 giorni senza doveri da mamma, e si godrà anche, ben venga, il suo compagno. Non è che forse le detrattrici e i detrattori sono invidiosi perché a loro nessuno tiene i figli per 15 giorni?

  • “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco”: condivido in pieno, già ora che ha 17 mesi mi sento moooolto più attaccata e bisognosa delle coccole del mio Budino rispetto a quando era un neonato indifeso, quindi non sei l’unica 🙂

    Sulla necessità di indipendenza, non so se mandarli in vacanza coi nonni sia veramente una scelta educativa in quella direzione..però io i 10gg di vacanza che mi sono fatta col mio compagno, lasciando appunto il Budino ai nonni, me li sono proprio goduti 😀 (anche se ammetto che la sua mancanza un pò l’ho sentita, eheh)

  • Anonymous

    Ogni mattina in Uk una blogger si sveglia… troppo forte!

    Il motivo delle critiche, anche se non vuoi saperlo, non ci credo, ed ovvio che tu sai benissimo quale sia, è un pò di invidia. Perchè non sarai Hugo, Pirandello o chissà quale scrittore, però veramente scrivi bene, anche questo commento, insomma, hai fantasia, sei fresca, dici cose vere e a volte tutto ciò non viene perdonato.

    Ora non vorrei essere brodosa, ma lo sarò.
    Forse io non c’ho capito niente,ma a me queste tue riflessioni hanno dato l’impressione che fossero più rivolte a te stessa, come un cercare la motivazione, la spinta a non sentire troppo la mancanza di Porpi che non il contrario. Una sorta di “me ne privo per 15 gg sop.tto per il suo bene, non per le mie esigenze lavorative” per giustificare quanto invece ti mancherà.
    Perchè sappiamo bene, che lei ti mancherà giorno e notte, come l’aria.
    E anche a me è sembrato il post più denso d’amore che tu abbia scritto, per l’appunto.

    A Giovanni, scusa, non voglio alimentare questa spirale di critiche, però io mi incazzo sempre come un’ape, quando qualcuno si vuole immedesimare e tende a giudicare quello che penso e faccio come madre. Perchè non è facile districarsi tra sentimenti, conflittuali, di protezione ma anche di indipendenza, che proviamo verso i nostri figli.
    Perciò credo che le critiche dei tuoi due commenti, legittime per carità, siano state eccessive e pesanti. E lo dico perchè, condividendo io come altre i pensieri di Chiara sulla maternità, mi sono sentita offesa. Perchè col tuo commento tu hai offeso e dato delle madri degeneri a tutte noi. E questo è scorretto e ingiusto, perchè io per mia figlia mi farei ammazzare se necessario.
    Sicuramente a 4 anni questa esperienza non sarà una “prova di indipendenza” stile viaggio per l’Europa zaino in spalla a 18 anni. Ma è l’inizio di un percorso, dell’impostazione di un rapporto genitori – figli, di un modo di crescerli che condivido e faccio mio. E tu come gli altri non hai il diritto di dirci con questo che vogliamo solo mollarli un pò agli altri per spassarcela.

    Violetta

  • Rebecca

    @lapimpa: ecchecazzo se hai super ragine con il tuo commento!!!

    @Wonderland: grazie per averti rimesso le braccia pure questa mattina

  • Mara

    Mi chiedo perché la gente scriva dei commenti cattivi in un blog, non capisco, o non hai niente da fare nella vita e la tua unica soddisfazione è girovagare per il web a caccia di argomenti da contestare, oppure non leggere, un conto è non essere d’accordo, un conto è giudicare una come Chiara sul suo modo di essere, da sempre, da quando ho letto il primo post, è vero è un blog pubblico, ma è altrettanto vero che questo è un blog privato fino al midollo, e se qualcuno si è stufato di leggere, smetta di farlo, per quale cazzo di motivo dovrebbe cambiare modo di porsi, perderebbe ogni valore, è il suo spazio non il tuo, apriti un blog e scrivici, vediamo poi come reagisci ai commenti negativi, come reagisci alla gente che si permette di giudicarti in “casa” tua, Chiara è fin troppo diplomatica, ma è sufficientemente intelligente da capire che non ne vale la pena.
    Chi è così ottuso da leggere in “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” qualcosa di sbagliato, deve fare i conti con se stessa non con Chiara, perché o non ha capito niente di lei (wonder) o della vita in generale, ma come si fa a sentirsi offese, comeeee, ma qualcuno ti sta dicendo che sei sbagliata a voler stare con tuo figlio 36 ore al giorno, dove l’hai letto???
    E’ un post unto, affogato e infarinato di amore, di amore per la SUA bambina nella SUA vita, riferito al LORO rapporto alle loro esperienze e cambiamenti, alla loro crescita ed evoluzione insieme, lei sebbene conscia di non essere mai stata “io e mia figlia una sola anima un solo corpo” oggi davanti a quella personcina si rende conto di cos’è il distacco, di cosa vuol dire davvero lasciar andare un figlio perché lo ami alla follia e vuoi solo il suo bene, rispetto al non essere troppo attaccati ad un figlio perché si è ancora straniti da tutto, perché ancora il bene che si prova è più un cosa che si racconta più che una cosa sentita.
    Oggi non c’è bisogno di raccontare oggi c’è, a prescindere da tutto, sai che non sei una madre di merda se la fai andare via per due settimane, sai che non lo sei, se il pensiero di non dover dar conto a nessuno per un po’ di giorni ti fa sentire leggera, perché quell’amore c’è e basta, e questa consapevolezza, soprattutto hai controlli di un aeroporto, mentre la vedi andare da sola così piccola e così grande, lo so bene ti fa piangere e sorridere , ti fa arrivare a casa e ti fa scrivere… su un pezzo di carta su un tovagliolo su un blog se ce l’hai, ti fa scrivere quello che hai provato, perché è una cosa bella, e nessuno dovrebbe commentare male le cose belle.
    E’ una cosa bella Chiara….
    Ti scrivo poco ma per te….sempre tanto bene

    Mara (maretta) non so più bene come farmi riconoscere visto che c’è un’altra mara che scrive spesso
    Quella di Mufasa con la sorella di Balduina che ti sorrideva in piedi dal lato della stanza alla tua prima presentazione del libro a Milano, un po’ emozionata, orgogliosa e invidiosa, come ci fosse un’amica vera

  • regina

    Sono figlia di una mamma tradizionale. Una mamma che mi ha fortemente desiderata prima ancora del concepimento e che ha sacrificato i suoi 30 e 40 anni al mio capezzale. Figlia unica di genitori separati,mia madre ha cercato di sopperire ad un padre inesistente come un surpuls di amore che sfociava quasi in una dedizione ossessiva. Ero la sua piccola principessa e casa era il mio regno. E QUESTO NON MI HA FATTO BENE. Voglio bene a mia mamma,ma non conto le volte che ho sognato una madre come Wonder,una donna che si caratterizzasse per “altro” oltre la maternità. Io stessa,se sarò madre,voglio essere come Wonder. I figli devono imparare a camminare da soli,fin da piccoli. Avere i genitori sempre “fra le palle” non educa,distrugge.

  • Anonymous

    Mamma mia che vespaio questo post.A questo punto, per quel che vale, dico anche la mia. Ho una figlia che ha compiuto 4 anni domenica scorsa.Cercata, voluta, amatissima. Io ne ho 36 fatti da una settimana. Lei è la persona più importante della mia vita, quando la guardo mi ridico una volta di più che ha ragione chi dice che capisci cos’è l’amore puro e disinterassato, quello totale, solo con un figlio. Però mi piace anche pensare a me. A me come donna, come moglie, come professionista. Indipendentemente da lei. Anche se io sì, sono una di quelle cge si sente completa davvero solo quando c’è lei. Come diceva qualcuno più su, io sono una persona, la mia cucciola è una persona. Che crescerà e andrà per la sua strada, magari anche lontano da me. Solo l’idea personalmente mi spezza il cuore, ma so che se avrà “fegato” per seguire i suoi sogni e le sue ambizioni ovunque la porteranno, senza accontentarsi per paura di staccarsi dalla quotidianeità e dalle comode sicurezze, allora avrò fatto un buon lavoro. Perchè vorrà dire che ha fiducia in se stessa, e ha fiducia nell’amore dei suoi genitori. E questo lo dico da figlia amatissima di una madre di quelle come forse oggi ce ne sono poche, votate alla casa e alla crescita dei figli. Una madre sempre presente, affetuosa e protettiva, per la quale le vacanze sono sempre state insieme ai figli, che non è mai andata via sola con suo marito, che non mi ha mai affidato a nessun altro. Che c’era per me in qualsiasi situazione e a qualsiasi ora. Mi ha fatto sempre sentire amata, e sicura, ma non mi ha reso una persona sicura e indipendente. E io non voglio essere una mamma così. E non son d’accordo in chi dice che a 4 anni sono ancora piccoli per concetti di indipendenza. L’indipendenza, nella misura e nel limite adatto al’età (perchè mica si parla di mandarli allo sbaraglio in Nuova Zelanda) si impara passo passo da piccoli. Non si può fare le chiocce fino ai 10 anni e poi dire “Sai baby che c’è, che adesso devi essere indipendente”. Questo sì che fa ridere i polli. Wonder, scusa il pippone 😉 AnnaL.

  • Anonymous

    @regina: invece dare della “madre favolosa” ad una persona che NON conosci, va bene?

    @gaia: tranquilla, i commenti scomodi si guarda bene dal pubblicarli 😉

  • regina

    Lisa,immagino che definire una persona che NON conosci “presuntuosa e viziata” sia invece un esempio di “mettersi in discussione” che hai voluto offrire a tutte noi. Ma la delicatezza te l’hanno data insieme alla qualifica di terapeuta?

  • “Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti” .

    Penso che chi passi a leggere su un blog (un qualsiasi blog di vita vissuta) debba tener presente anche il fatto che spesso non si scrive per gli altri, ma per se stessi, per imprimere uno stato d’animo, una sensazione, per riordinare le idee e i pensieri, insomma per fotografare un istante dell’anima, tralasciando quel che poi può pensare chi legge.
    Almeno, questo è quel che capita a me.
    E sì, potrebbe risultare impopolare, scomodo, noioso, mal fatto o qualsiasi altra cosa uno voglia leggere tra le righe… ma tant’è.
    E a ognuno arriva il messaggio che è personalmente predisposto a ricevere.

    Ti abbraccio Wonder e buona vacanza!

  • meraviglioso wonder…uno dei tuoi post più belli. mia madre non mi ha insegnato l’indipendenza e la verità è che di certo non saprei prendere un aereo da sola per andare in giro per il mondo. ma guardo tutte coloro che lo fanno con l’ammirazione di chi è più forte di me. per me forse è tardi per superare alcune mie paure tra cui quella di non farcela da sola ma mia figlia cercherò di lasciarla andare. soffritò come una matta, avrò paura ma so che sarà il giusto. forse ora è troppo presto per me (ha 4 anni come la tua) forse il mio cammino sarà più lento ma giuro che anche se il mio cuore si spezzerà in mille pezzi imparerà e stare lontana da me. grazie per il post

  • Gentile Anonimo, di commenti ‘scomodi’ e con ottimi spunti di discussione questo post è pieno. Quelli che mi sono rotta di pubblicare, e che vivaddio posso risparmiarmi, sono i commenti maleducati e offensivi. Questo blog, fino a prova contraria, è casa mia. Faresti entrare uno che entra, critica la casa dove l’hai invitato, ti sputa sui mobili e mette i piedi sul divano? Io no.

  • Anonymous

    Posso dire una cosa, anzi due?
    1. Oddio, Lisa la terapeuta infantile mi terrorizza. Come parla, come ti aggredisce, il livore che c´ha dentro…Fa la terapeuta infantile?? Bambini scappate dalla terapeuta Lisa!!!
    2. Questo post é bellissimo. Delicato, leggero, profondissimo. Mi spiace solo che la tua correttezza ti porti a pubblicare anche le critiche. Io li censurerei tutti, non perché vorrei solo lodi a quello che dico, ma perché c´é modo e modo…
    Peace&Love
    Gaia

  • Anonymous

    Io sono mamma di due bambine, la prima ha 6 anni e la seconda 15 mesi. E leggendo questo post HO PIANTO. MI SONO COMMOSSA e non mi ha lontanamente sfiorata l’idea che tu sia una cattiva madre perchè mandi la Porpi 15 giorni (mica 15 anni!!!!!) in Italia dai nonni. Le mancherai? Ovviamente! Ti mancherà? Ovviamente! E quando tornerà da te i vostri cuori esploderanno di gioia come mai avresti pensato. Ecco, vale la pena vivere per quell’emozione lì! TI abbraccio
    Sylvietta

  • Anonymous

    Il mio non era maleducato ne’offensivo. Era una riflessione sulla letteratura. Ma non l’hai pubblicato. E sorry, c’e’ una differenza tra un mommybook, un jonathan Coe e una Muriel Barbery. That’s all folks

  • Con tutto il rispetto possibile, ma credo che chi dice cose come Lisa in fondo non conosca bene Chiara e il suo blog, oppure abbia una visione un po’ distorta di essi. Io che la leggo SEMPRE e DA SEMPRE mi permetto di dire la mia, ancora una volta. La nonna di Viola e’ davvero una super nonna e le due, nonna e nipote, erano abituate a vedersi molto spesso prima del trasferimento. Ora e’ tutto diverso, molto diverso. Queste due settimane sono ORO per entrambe. Viola era felice di partire per rivederla, e io immagino con quale trepidazione aspettasse il suo arrivo, l’altra. Quanto abbia sognato di nuovo quell’abbraccio che prima era routine e ora e’ eccezione. Non avete pensato a questo, voi che criticate? Quindi per piacere non parliamo del senso di abbandono che possa provare Porpi. Che fa un po’ ridere. I nonni sono cosi preziosi, non dimentichiamolo mai. Non si tratta di sei mesi, accidenti. E quel sentimento che prova Chiara ora, un misto fra euforia e malinconia, e’ assolutamente comune fra tutte le mamme. O sono strana pure io? Ricordo ancora quando scrisse della prima estate in cui Viola parti per il mare e lei la raggiunse dopo, rimanendo sola per qualche giorno. Si sentiva “libera”, col mondo in tasca. A me capitava perfino quando mia figlia aveva due mesi e andavo a far la spesa per i fatti miei!!! E questo non e’ strano, bensì umano. Non abbiamo messo al mondo figli per tenerli incollati a noi ma nemmeno per abbandonarli al loro destino a tre anni. Il giusto mezzo, come sempre, e’ la strada giusta.
    Altra cosa: Chiara posta spesso foto belle, molto belle. Perché ha bisogno del bello, in questa fase un po’ delicata del cambiamento. Come darle torto. Non si tratta di far provare invidia, accidenti. Semplicemente ha buon gusto, fotografa particolari che fanno sembrare cool anche un mercatino dell’usato, una maglietta di H&M o un bicchiere di carta di Starbucks. E’ una ragazza carina che ho (finalmente!) conosciuto al mammacheblog, e indubbiamente molto fotogenica. Punto. Non stiamo parlando di miss mondo che soggiorna al Ritz e posta foto che trasudano lusso e ostentazione. Questo non per sminuirla ci mancherebbe, semplicemente per far ritornare un po’ alla realtà chi parla di trentenne che vuol fare la diciottenne e far provare invidia. Invidia per cosa? Per un completino preso ai saldi? Per una cena in un ristorante un mercoledì qualsiasi? Per un aperitivo organizzato in casa con qualche amico? Ma scusate voi non fate mai queste cose?????
    Scusate il romanzo, ma certi commenti mi fanno rimanere di stucco. Sul serio.

  • Anonimo, il giorno in cui mi paragonerò ad autori del genere, prima siete autorizzati a farmi una gran pernacchia, e poi a lasciare commenti del genere.
    Se invece stai rispondendo a qualcuno in particolare, ti prego di citarlo. Che pubblicare commenti di analisi letteraria riferiti a post scritti evidentemente di getto e senza alcuna presunzione se non quella della condivisione, lo trovo poco carino.
    Mettere sullo stesso piano un blog e un’opera letteraria… non lo trovi assurdo?

  • Ho 24 anni, so da sempre che vorrò essere mamma, adoro i bambini. La prima volta che mi sono imbattuta nel tuo blog, circa tre anni fa me lo sono letta quasi dall’inizio e d’istinto mi sono chista: come si fa a non desiderare un bambino?? Il pensiero è durato una frazione di secondo, perché quello seguente è stato: meno male che non siamo tutti uguali, meno male che c’è anche gente che dice le cose candidamente come fa Wonderland sul suo blog e che poi è mamma al meglio delle sue possibilità (che non sono scarse). Non credo ci sia nulla di male in quello che scrivi, anzi, anche se non sempre sono d’accordo con te hai il grande pregio di farmi riflettere e crescere (oltre che divertire) ogni volta che leggo i tuoi post. Penso che chi ha lasciato commenti così acidi si sia sentito punto nel vivo dell’insicurezza riguardo alle proprie scelte o al proprio sentire. Se uno è sereno e in pace con la sua vita può solo crescere e migliorare scontrandosi con chi non vive allo stesso modo. E poi mi pare che ogni tua scelta tenga ben presente il bene di tua figlia. Purtroppo è molto meno faticoso giudicare gli altri che affrontare le proprie frustrazioni e i propri sentimenti.
    Continua serena ad essere come sei!

  • Anonymous

    Qualcuno tempo fa ha scritto:
    “I vostri figli non sono i vostri figli.

    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

    E benché stiano con voi non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

    Perché essi hanno i propri pensieri.”

    Sono molto felice che ci sia chi ammette di aver voglia di “godere” della vita “nonostante” la maternità e sorrido di fronte a chi confonde ancora la parola sacrificio con amore, di cui è parte ma non sinonimo.

  • regina

    Anonimo,forse leggi un po’ grossolanamente. Non ho idolatrato Wonder,che NON conosco, ho solamente detto che sono d’accordo con la sua filosofia di madre (ESPOSTA IN QUESTO POST) e che se lo sarò in futuro,vorrei per l’appunto seguire questa linea di pensiero. Ma che è,un convegno di nazimamme ‘sto post?

  • Mara

    Mi chiedo perché la gente scriva dei commenti cattivi in un blog, non capisco, o non hai niente da fare nella vita e la tua unica soddisfazione è girovagare per il web a caccia di argomenti da contestare, oppure non leggere, un conto è non essere d’accordo, un conto è giudicare una come Chiara sul suo modo di essere, da sempre, da quando ho letto il primo post, è vero è un blog pubblico, ma è altrettanto vero che questo è un blog privato fino al midollo, e se qualcuno si è stufato di leggere, smetta di farlo, per quale cazzo di motivo dovrebbe cambiare modo di porsi, perderebbe ogni valore, è il suo spazio non il tuo, apriti un blog e scrivici, vediamo poi come reagisci ai commenti negativi, come reagisci alla gente che si permette di giudicarti in “casa” tua, Chiara è fin troppo diplomatica, ma è sufficientemente intelligente da capire che non ne vale la pena.
    Chi è così ottuso da leggere in “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco” qualcosa di sbagliato, deve fare i conti con se stessa non con Chiara, perché o non ha capito niente di lei (wonder) o della vita in generale, ma come si fa a sentirsi offese, comeeee, ma qualcuno ti sta dicendo che sei sbagliata a voler stare con tuo figlio 36 ore al giorno, dove l’hai letto???
    E’ un post unto, affogato e infarinato di amore, di amore per la SUA bambina nella SUA vita, riferito al LORO rapporto alle loro esperienze e cambiamenti, alla loro crescita ed evoluzione insieme, lei sebbene conscia di non essere mai stata “io e mia figlia una sola anima un solo corpo” oggi davanti a quella personcina si rende conto di cos’è il distacco, di cosa vuol dire davvero lasciar andare un figlio perché lo ami alla follia e vuoi solo il suo bene, rispetto al non essere troppo attaccati ad un figlio perché si è ancora straniti da tutto, perché ancora il bene che si prova è più un cosa che si racconta più che una cosa sentita.
    Oggi non c’è bisogno di raccontare oggi c’è, a prescindere da tutto, sai che non sei una madre di merda se la fai andare via per due settimane, sai che non lo sei, se il pensiero di non dover dar conto a nessuno per un po’ di giorni ti fa sentire leggera, perché quell’amore c’è e basta, e questa consapevolezza, soprattutto hai controlli di un aeroporto, mentre la vedi andare da sola così piccola e così grande, lo so bene ti fa piangere e sorridere , ti fa arrivare a casa e ti fa scrivere… su un pezzo di carta su un tovagliolo su un blog se ce l’hai, ti fa scrivere quello che hai provato, perché è una cosa bella, e nessuno dovrebbe commentare male le cose belle.
    E’ una cosa bella Chiara….
    Ti scrivo poco ma per te….sempre tanto bene

    Mara (maretta) non so più bene come farmi riconoscere visto che c’è un’altra mara che scrive spesso
    Quella di Mufasa con la sorella di Balduina che ti sorrideva in piedi dal lato della stanza alla tua prima presentazione del libro a Milano, un po’ emozionata, orgogliosa e invidiosa, come ci fosse un’amica vera

  • Anonymous

    il commento che ho lasciato era riferito alla madre, non alla bambina. era un opinione personale, non un consulto terapeutico, per quello si viene pagati, su richiesta. per altro, i peggiori danni sui bambini li ho visti procurati proprio dai genitori.
    detto questo, non ho livore ,non ho invidia, leggo chiara da quando ha saputo di essere incinta e ha deciso di condividere su un blog la sua vita, e per questo rifletto su ciò che scrive, e commento ciò che leggo, e questo non significa che penso di conoscerla, nè che siamo o saremo amiche.
    che senso ha commentare esprimendo un’opinione in disaccordo con l’autore? lo stesso identico che ha scrivere ad un pubblico ignoto! uno scambio di pensieri direi. l’immagine che chiara rimanda di sè trovo sia molto leziosa e poco autentica, trasuda intenti commerciali e pubblicitari mirati ad autopromuoversi, questo è quello che penso, l’impressione che ho. mi sbaglio? va bene uguale.
    trovo nauseanti lo stuolo di donnine assertive e pigolanti che si sbrodolano per ogni posacenere fotografato da una hipster pariolina.
    se voglio leggere leggo, se voglio smettere smetto, questo blog non è un tempio, è uno dei cento milioni di blog esistenti, e lo prendo come tale.
    salutoni, lisa.

  • Anonymous

    Mamma mia che vespaio questo post.A questo punto, per quel che vale, dico anche la mia. Ho una figlia che ha compiuto 4 anni domenica scorsa.Cercata, voluta, amatissima. Io ne ho 36 fatti da una settimana. Lei è la persona più importante della mia vita, quando la guardo mi ridico una volta di più che ha ragione chi dice che capisci cos’è l’amore puro e disinterassato, quello totale, solo con un figlio. Però mi piace anche pensare a me. A me come donna, come moglie, come professionista. Indipendentemente da lei. Anche se io sì, sono una di quelle cge si sente completa davvero solo quando c’è lei. Come diceva qualcuno più su, io sono una persona, la mia cucciola è una persona. Che crescerà e andrà per la sua strada, magari anche lontano da me. Solo l’idea personalmente mi spezza il cuore, ma so che se avrà “fegato” per seguire i suoi sogni e le sue ambizioni ovunque la porteranno, senza accontentarsi per paura di staccarsi dalla quotidianeità e dalle comode sicurezze, allora avrò fatto un buon lavoro. Perchè vorrà dire che ha fiducia in se stessa, e ha fiducia nell’amore dei suoi genitori. E questo lo dico da figlia amatissima di una madre di quelle come forse oggi ce ne sono poche, votate alla casa e alla crescita dei figli. Una madre sempre presente, affetuosa e protettiva, per la quale le vacanze sono sempre state insieme ai figli, che non è mai andata via sola con suo marito, che non mi ha mai affidato a nessun altro. Che c’era per me in qualsiasi situazione e a qualsiasi ora. Mi ha fatto sempre sentire amata, e sicura, ma non mi ha reso una persona sicura e indipendente. E io non voglio essere una mamma così. E non son d’accordo in chi dice che a 4 anni sono ancora piccoli per concetti di indipendenza. L’indipendenza, nella misura e nel limite adatto al’età (perchè mica si parla di mandarli allo sbaraglio in Nuova Zelanda) si impara passo passo da piccoli. Non si può fare le chiocce fino ai 10 anni e poi dire “Sai baby che c’è, che adesso devi essere indipendente”. Questo sì che fa ridere i polli. Wonder, scusa il pippone 😉 AnnaL.

  • Anonymous

    Credo di non aver mai postato un commento prima sul tuo blog,anche se ti seguo costantemente.Ho imparato a voler bene a te e alla piccola Viola,ho imparato a prendere la vita con un pizzico di umorismo e “color rosa” come fai tu,cosa nuova per me già caratterialmente pessimista e con una vita non certo felice,ho imparato ad amare Londra,che ho visitato ma non amato,e che adesso invece vedo sotto un’altra luce e una nuova voglia di andarci per “vedere com’è cambiata” e se questa volts invece può piacermi,e, con questo tuo post ho imparato quanto possa essere bello e inscindibile il legame che lega una madre e una figlia,e giuro che ho pianto…Mi hai ricordato la mia,che mi ha lasciato più di un anno fa…Sicuramente con Viola ci saranno anche gli scontri adolescenziali,è normale tra madre e figlia,ma il vostro amore,quello che traspare così evidente dai tuoi scritti vi terrà unite per sempre.Un abbraccio a te e alla piccola,e scusami,ma non ho prorpio il dono della sintesi!!!

  • Chiara

    Quanta invidia nel mio cuore che ammetto non è rimasto immune a questo post… Sono un po’ chioccia a parer mio ma e’ proprio quando lascio conquistate i primi traguardi di indipendenza al mio adorato arrogantello duenne che mi sento una buona madre! I miei impegni non mi permettono di sentirmi cittadina del mondo ma che lui lo diventi e’ senza dubbio il mio desiderio più grande….

  • Anonymous

    @regina: invece dare della “madre favolosa” ad una persona che NON conosci, va bene?

    @gaia: tranquilla, i commenti scomodi si guarda bene dal pubblicarli 😉

  • Chiara

    Ah spassatela anche per me ……

  • Gentile Anonimo, di commenti ‘scomodi’ e con ottimi spunti di discussione questo post è pieno. Quelli che mi sono rotta di pubblicare, e che vivaddio posso risparmiarmi, sono i commenti maleducati e offensivi. Questo blog, fino a prova contraria, è casa mia. Faresti entrare uno che entra, critica la casa dove l’hai invitato, ti sputa sui mobili e mette i piedi sul divano? Io no.

  • Anonymous

    Io sono mamma di due bambine, la prima ha 6 anni e la seconda 15 mesi. E leggendo questo post HO PIANTO. MI SONO COMMOSSA e non mi ha lontanamente sfiorata l’idea che tu sia una cattiva madre perchè mandi la Porpi 15 giorni (mica 15 anni!!!!!) in Italia dai nonni. Le mancherai? Ovviamente! Ti mancherà? Ovviamente! E quando tornerà da te i vostri cuori esploderanno di gioia come mai avresti pensato. Ecco, vale la pena vivere per quell’emozione lì! TI abbraccio
    Sylvietta

  • Anonymous

    Il mio non era maleducato ne’offensivo. Era una riflessione sulla letteratura. Ma non l’hai pubblicato. E sorry, c’e’ una differenza tra un mommybook, un jonathan Coe e una Muriel Barbery. That’s all folks

  • Anonymous

    non capisco la necessità di giudicare così duramente le altre persone…ognuno fa del suo meglio, ognuno di noi è convinto di fare del proprio meglio…

    è necessario cercare sempre il peggio negli altri?

    ci si sente sempre così infinitamente migliori se si può dire “ah ma quella fa tanto la wonder ma poi…”

    anche le persone all’apparenza più frivole e avvantaggiate nascondono problemi e momenti bui.

    se vedo che una persona si crogiola nell’autocompiacimento (wonder non sto dicendo che lo fai) non le butto del fango addosso, sorrido e provo piacere per lei, perchè forse c’è una persona al mondo che non deve dannarsi ad ogni ora della sua vita.
    quando arrivi su questo blog pensi: ecco un’altra bionda che ci propina i soliti stereotipi sulla maternità
    e invece con parole anche leggere ma sempre molto sincere ha dato voce ai pensieri che di solito non puoi confidare per paura di essere presa per una cattiva madre, quelli che a volte ti senti in colpa di aver solo pensato…
    ok le mamme non sono tutte così… ma a volte alcune possono anche essere così…

    e ci sono anche tante donnine che hanno vite piccine ma problemi enormi, che per pochi secondi si sentono un po’ meglio immedesimandosi in ciò che leggono, mi dispiace leggere che questo provochi nausea…
    GG

  • Con tutto il rispetto possibile, ma credo che chi dice cose come Lisa in fondo non conosca bene Chiara e il suo blog, oppure abbia una visione un po’ distorta di essi. Io che la leggo SEMPRE e DA SEMPRE mi permetto di dire la mia, ancora una volta. La nonna di Viola e’ davvero una super nonna e le due, nonna e nipote, erano abituate a vedersi molto spesso prima del trasferimento. Ora e’ tutto diverso, molto diverso. Queste due settimane sono ORO per entrambe. Viola era felice di partire per rivederla, e io immagino con quale trepidazione aspettasse il suo arrivo, l’altra. Quanto abbia sognato di nuovo quell’abbraccio che prima era routine e ora e’ eccezione. Non avete pensato a questo, voi che criticate? Quindi per piacere non parliamo del senso di abbandono che possa provare Porpi. Che fa un po’ ridere. I nonni sono cosi preziosi, non dimentichiamolo mai. Non si tratta di sei mesi, accidenti. E quel sentimento che prova Chiara ora, un misto fra euforia e malinconia, e’ assolutamente comune fra tutte le mamme. O sono strana pure io? Ricordo ancora quando scrisse della prima estate in cui Viola parti per il mare e lei la raggiunse dopo, rimanendo sola per qualche giorno. Si sentiva “libera”, col mondo in tasca. A me capitava perfino quando mia figlia aveva due mesi e andavo a far la spesa per i fatti miei!!! E questo non e’ strano, bensì umano. Non abbiamo messo al mondo figli per tenerli incollati a noi ma nemmeno per abbandonarli al loro destino a tre anni. Il giusto mezzo, come sempre, e’ la strada giusta.
    Altra cosa: Chiara posta spesso foto belle, molto belle. Perché ha bisogno del bello, in questa fase un po’ delicata del cambiamento. Come darle torto. Non si tratta di far provare invidia, accidenti. Semplicemente ha buon gusto, fotografa particolari che fanno sembrare cool anche un mercatino dell’usato, una maglietta di H&M o un bicchiere di carta di Starbucks. E’ una ragazza carina che ho (finalmente!) conosciuto al mammacheblog, e indubbiamente molto fotogenica. Punto. Non stiamo parlando di miss mondo che soggiorna al Ritz e posta foto che trasudano lusso e ostentazione. Questo non per sminuirla ci mancherebbe, semplicemente per far ritornare un po’ alla realtà chi parla di trentenne che vuol fare la diciottenne e far provare invidia. Invidia per cosa? Per un completino preso ai saldi? Per una cena in un ristorante un mercoledì qualsiasi? Per un aperitivo organizzato in casa con qualche amico? Ma scusate voi non fate mai queste cose?????
    Scusate il romanzo, ma certi commenti mi fanno rimanere di stucco. Sul serio.

  • Anonimo, il giorno in cui mi paragonerò ad autori del genere, prima siete autorizzati a farmi una gran pernacchia, e poi a lasciare commenti del genere.
    Se invece stai rispondendo a qualcuno in particolare, ti prego di citarlo. Che pubblicare commenti di analisi letteraria riferiti a post scritti evidentemente di getto e senza alcuna presunzione se non quella della condivisione, lo trovo poco carino.
    Mettere sullo stesso piano un blog e un’opera letteraria… non lo trovi assurdo?

  • Anonymous

    Non voglio entrare in polemica, visto che questo post ne sta suscitando più di quanto ne sia necessario.
    A me ciò che hai scritto è piaciuto e credo sia chiaro che trasudi amore nei confronti di tua figlia.
    Ciò che però ho notato ( e su questo mi trovo d’accordo con Lisa) è che qualcosa sta cambiando.
    Da un pò di tempo a questa parte l’immagine che mi arriva di te è un pò troppo glamour, un pò troppo patinata. Ovviamente per i miei gusti.
    Ciò che mi ha colpita all’inizio era la tua capacità di parlare al cuore. Di dire le cose come stanno senza sbarluccichi.
    Da un pò di tempo invece su twitter, istagram, ecc…vedo più sbarluccichi che altro e da fan sono un pò delusa. Daniela

  • Ho 24 anni, so da sempre che vorrò essere mamma, adoro i bambini. La prima volta che mi sono imbattuta nel tuo blog, circa tre anni fa me lo sono letta quasi dall’inizio e d’istinto mi sono chista: come si fa a non desiderare un bambino?? Il pensiero è durato una frazione di secondo, perché quello seguente è stato: meno male che non siamo tutti uguali, meno male che c’è anche gente che dice le cose candidamente come fa Wonderland sul suo blog e che poi è mamma al meglio delle sue possibilità (che non sono scarse). Non credo ci sia nulla di male in quello che scrivi, anzi, anche se non sempre sono d’accordo con te hai il grande pregio di farmi riflettere e crescere (oltre che divertire) ogni volta che leggo i tuoi post. Penso che chi ha lasciato commenti così acidi si sia sentito punto nel vivo dell’insicurezza riguardo alle proprie scelte o al proprio sentire. Se uno è sereno e in pace con la sua vita può solo crescere e migliorare scontrandosi con chi non vive allo stesso modo. E poi mi pare che ogni tua scelta tenga ben presente il bene di tua figlia. Purtroppo è molto meno faticoso giudicare gli altri che affrontare le proprie frustrazioni e i propri sentimenti.
    Continua serena ad essere come sei!

  • Anonymous

    Qualcuno tempo fa ha scritto:
    “I vostri figli non sono i vostri figli.

    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.

    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,

    E benché stiano con voi non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,

    Perché essi hanno i propri pensieri.”

    Sono molto felice che ci sia chi ammette di aver voglia di “godere” della vita “nonostante” la maternità e sorrido di fronte a chi confonde ancora la parola sacrificio con amore, di cui è parte ma non sinonimo.

  • Chiarettapess

    Al di là di tutte le inutili critiche e cose dette tanto per dir qualcosa voglio aggiungere anche il mio commento!sono una mamma di un piccolo tesoto di appena 9 mesi ma sepro e prego gia di avere quella forza che ogni mamma deve trovare di offire al mondo il proprio bambino/a per farglielo conoscere, perchè ne diventi un cittadino, perchè si crei quell’indipendenza necessaria che serve anche a rafforzare il legame sacro con la sua mamma!spero tanto di essere cosi e ti prendo un pò ad esempio perchè voglio che mio figlio sappia che io ci sono ma sappia vivere senza mai sentirsi in colpa se mi lascia sola!voglio offrirlo al mondo e voglio che il mondo sia suo ma che abbia un rifugio non opprimente a cui tornare solo quando vuole! Brava Chiara!

  • regina

    Anonimo,forse leggi un po’ grossolanamente. Non ho idolatrato Wonder,che NON conosco, ho solamente detto che sono d’accordo con la sua filosofia di madre (ESPOSTA IN QUESTO POST) e che se lo sarò in futuro,vorrei per l’appunto seguire questa linea di pensiero. Ma che è,un convegno di nazimamme ‘sto post?

  • Anonymous

    Ho vent’anni e non so cosa vuol dire essere mamma, ma so cosa vuol dire essere figlia. So che vuol dire essere molto attaccati alla famiglia per tutta la vita e poi a diciotto anni andare via di casa perchè vuoi l’indipendenza. E renderti conto che forse non è proprio come tutti la descrivono, quando per mesi ti addormenti piangendo perchè ti manca la tua casa, la tua famiglia, la tua mamma. E piango anche ora, leggendo queste tue parole, perchè ho superato il trauma, ora mi godo la mia libertà ma sono rimasta particolarmente sensibile all’argomento. Non c’è niente come l’amore di una madre.

    Francesca

  • Anonymous

    il commento che ho lasciato era riferito alla madre, non alla bambina. era un opinione personale, non un consulto terapeutico, per quello si viene pagati, su richiesta. per altro, i peggiori danni sui bambini li ho visti procurati proprio dai genitori.
    detto questo, non ho livore ,non ho invidia, leggo chiara da quando ha saputo di essere incinta e ha deciso di condividere su un blog la sua vita, e per questo rifletto su ciò che scrive, e commento ciò che leggo, e questo non significa che penso di conoscerla, nè che siamo o saremo amiche.
    che senso ha commentare esprimendo un’opinione in disaccordo con l’autore? lo stesso identico che ha scrivere ad un pubblico ignoto! uno scambio di pensieri direi. l’immagine che chiara rimanda di sè trovo sia molto leziosa e poco autentica, trasuda intenti commerciali e pubblicitari mirati ad autopromuoversi, questo è quello che penso, l’impressione che ho. mi sbaglio? va bene uguale.
    trovo nauseanti lo stuolo di donnine assertive e pigolanti che si sbrodolano per ogni posacenere fotografato da una hipster pariolina.
    se voglio leggere leggo, se voglio smettere smetto, questo blog non è un tempio, è uno dei cento milioni di blog esistenti, e lo prendo come tale.
    salutoni, lisa.

  • Anonymous

    Credo di non aver mai postato un commento prima sul tuo blog,anche se ti seguo costantemente.Ho imparato a voler bene a te e alla piccola Viola,ho imparato a prendere la vita con un pizzico di umorismo e “color rosa” come fai tu,cosa nuova per me già caratterialmente pessimista e con una vita non certo felice,ho imparato ad amare Londra,che ho visitato ma non amato,e che adesso invece vedo sotto un’altra luce e una nuova voglia di andarci per “vedere com’è cambiata” e se questa volts invece può piacermi,e, con questo tuo post ho imparato quanto possa essere bello e inscindibile il legame che lega una madre e una figlia,e giuro che ho pianto…Mi hai ricordato la mia,che mi ha lasciato più di un anno fa…Sicuramente con Viola ci saranno anche gli scontri adolescenziali,è normale tra madre e figlia,ma il vostro amore,quello che traspare così evidente dai tuoi scritti vi terrà unite per sempre.Un abbraccio a te e alla piccola,e scusami,ma non ho prorpio il dono della sintesi!!!

  • Chiara

    Quanta invidia nel mio cuore che ammetto non è rimasto immune a questo post… Sono un po’ chioccia a parer mio ma e’ proprio quando lascio conquistate i primi traguardi di indipendenza al mio adorato arrogantello duenne che mi sento una buona madre! I miei impegni non mi permettono di sentirmi cittadina del mondo ma che lui lo diventi e’ senza dubbio il mio desiderio più grande….

  • Anonymous

    Chiara,non era riferito a te,ma a chi parlava di una delle migliori penne dei nostri tempi e di”fatica letteraria”.

  • Chiara

    Ah spassatela anche per me ……

  • uff dovevi avvisare che questo era un post lacrima facile.. io che sono lacrima facile facile facile poi immagina come son messa qui con sta faccia umida di lacrime (poi sorrido subito a pensare alla porpi con ” le mani sporche di piagere!”)
    hai scritto un post bellissimo veramente!!! chissà come la rivedrai cresciuta dopo qst 2 settimane… e adesso vai e goditi londra….. e fotografala x noi
    baci niky

  • Mi fa sempre bene leggere post come questo: penso per esempio a quello che hai scritto per i tre anni di Viola, o a quello vecchissimo in cui parlavi della tua gioia nel veder crescere tua figlia, della tua insofferenza per quei primissimi mesi fatti di occhi che non vedono, di movimenti scoordinati, di abbracci non ancora capiti. Per tanti versi mi sento una donna diversissima da te, Chiara, ma penso ci accomuni il fatto di sentirci nella nostra dimensione ideale come mamme di bambini, non di neonati. Il che non significa che non ami alla follia il mio nano dal primo giorno; solo che mi diverto molto di più con lui e faccio molta meno fatica oggi che non un anno fa. Considerando che ha soltanto 14 mesi, mi fa solo piacere il punto di vista di chi pensa che ogni anno passato col proprio figlio aggiunga un po’ di magia al proprio rapporto con lui (o lei), anche perché sento più spesso gente che si lamenta del contrario. Grazie.

    …e ovviamente goditi Londra 😉

  • Anonymous

    non capisco la necessità di giudicare così duramente le altre persone…ognuno fa del suo meglio, ognuno di noi è convinto di fare del proprio meglio…

    è necessario cercare sempre il peggio negli altri?

    ci si sente sempre così infinitamente migliori se si può dire “ah ma quella fa tanto la wonder ma poi…”

    anche le persone all’apparenza più frivole e avvantaggiate nascondono problemi e momenti bui.

    se vedo che una persona si crogiola nell’autocompiacimento (wonder non sto dicendo che lo fai) non le butto del fango addosso, sorrido e provo piacere per lei, perchè forse c’è una persona al mondo che non deve dannarsi ad ogni ora della sua vita.
    quando arrivi su questo blog pensi: ecco un’altra bionda che ci propina i soliti stereotipi sulla maternità
    e invece con parole anche leggere ma sempre molto sincere ha dato voce ai pensieri che di solito non puoi confidare per paura di essere presa per una cattiva madre, quelli che a volte ti senti in colpa di aver solo pensato…
    ok le mamme non sono tutte così… ma a volte alcune possono anche essere così…

    e ci sono anche tante donnine che hanno vite piccine ma problemi enormi, che per pochi secondi si sentono un po’ meglio immedesimandosi in ciò che leggono, mi dispiace leggere che questo provochi nausea…
    GG

  • Anonymous

    io l’ho sentito che è pieno, ma pieno d’amore! infatti adesso me lo copincollo e se avrò la fortuna di diventare mamma me lo rileggerò. è denso. per quanto riguarda le critiche un pò a perdita di tempo, secondo me è il caldo..l’ho visto succedere da diverse parti ultimamente.

  • Anonymous

    Non voglio entrare in polemica, visto che questo post ne sta suscitando più di quanto ne sia necessario.
    A me ciò che hai scritto è piaciuto e credo sia chiaro che trasudi amore nei confronti di tua figlia.
    Ciò che però ho notato ( e su questo mi trovo d’accordo con Lisa) è che qualcosa sta cambiando.
    Da un pò di tempo a questa parte l’immagine che mi arriva di te è un pò troppo glamour, un pò troppo patinata. Ovviamente per i miei gusti.
    Ciò che mi ha colpita all’inizio era la tua capacità di parlare al cuore. Di dire le cose come stanno senza sbarluccichi.
    Da un pò di tempo invece su twitter, istagram, ecc…vedo più sbarluccichi che altro e da fan sono un pò delusa. Daniela

  • Anonymous

    Ho postato prima,e lo ripeto…la sintesi non è proprio una mia parente stretta,quindi se mi dilungo un po’ non fatemene una colpa.Capisco che a qualcuno possa sembrare strano che Chiara mandi la figlia in vacanza dai nonni,ma a volte certe decisioni vengono prese non per “sbolognare” il/la pupo/a ai nonni o chicchessia,ma molto spesso ci sono anche delle ragioni dietro,quindi,permettersi di giudicare il suo comportamento quando in fondo TUTTI/E noi non conosciamo la sua vita se non attraverso questo blog francamente mi sembra quantomeno presuntuoso.Non credo che Wonder abbia mandato Porpi in Italia per passare le serate a sbronzarsi per i pub londinesi,(che poi,se anche lo facesse saranno pure affaracci suoi no??)credo piuttosto che dietro ci siano dei motivi di lavoro,o personali,o comunque SUOI.Anche mia cognata ha messo mia nipote ottenne ieri su un aereo per la Sicilia,per permetterle di trascorrere quindici giorni di vacanza giù dai nonni,dagli zii e dai parenti vari( il babbo è siciliano e noi toscani)che lei non vede spessissimo durante l’anno,e ce l’ha mandata con una facciata sorridente,ma dentro di se piangendo,perchè si,è comunque in famiglia,e la Sicilia non è forse lontana come il Regno Unito,ma è comunque lontana da casa e da lei.Qualcuno magari si è chiesto se Chiara ha pianto all’aereoporto quando ha visto l’aereo alzarsi in volo con sua figlia e sua sorella??A me onestamente tutti questi vostri commenti fanno un po’ ridere,e chi dice che “lei si è messa su un piedistallo” farebbe bene a farsi un esamino di coscienza,visto che tutti siamo bravi a giudicare quando si tratta della vita degli altri e non della nostra!

  • Chiarettapess

    Al di là di tutte le inutili critiche e cose dette tanto per dir qualcosa voglio aggiungere anche il mio commento!sono una mamma di un piccolo tesoto di appena 9 mesi ma sepro e prego gia di avere quella forza che ogni mamma deve trovare di offire al mondo il proprio bambino/a per farglielo conoscere, perchè ne diventi un cittadino, perchè si crei quell’indipendenza necessaria che serve anche a rafforzare il legame sacro con la sua mamma!spero tanto di essere cosi e ti prendo un pò ad esempio perchè voglio che mio figlio sappia che io ci sono ma sappia vivere senza mai sentirsi in colpa se mi lascia sola!voglio offrirlo al mondo e voglio che il mondo sia suo ma che abbia un rifugio non opprimente a cui tornare solo quando vuole! Brava Chiara!

  • Anonymous

    Bravissima, una mamma bravissima. Proprio come avrei sperato di essere un pochino io, prima di sapere di non potere avere figli.
    E adesso basta col tuo bellissimo blog, xchè mi piace tanto davvero ma mi viene da piangere.
    Avanti così, Porpettina è una bimba fortunata 😉

  • Anonymous

    Ho vent’anni e non so cosa vuol dire essere mamma, ma so cosa vuol dire essere figlia. So che vuol dire essere molto attaccati alla famiglia per tutta la vita e poi a diciotto anni andare via di casa perchè vuoi l’indipendenza. E renderti conto che forse non è proprio come tutti la descrivono, quando per mesi ti addormenti piangendo perchè ti manca la tua casa, la tua famiglia, la tua mamma. E piango anche ora, leggendo queste tue parole, perchè ho superato il trauma, ora mi godo la mia libertà ma sono rimasta particolarmente sensibile all’argomento. Non c’è niente come l’amore di una madre.

    Francesca

  • ma come siete arrivati da un saluto alla bambina che va in vacanza al tirarsela, al piedistallo, al gioco brava e cattiva mamma?
    Io andavo in colonia al mare da bambina, mia madre aveva la lacrimuccia sebbene non andassi in guerra.E’ normale caspita..

    E per quanto la Porpi sia piccina per capire il concetto di indipendenza, le basi è giusto vengano poste ora..quando volete porle, a 20 anni? ora con i nonni, poi con la colonia/le gite di scuola/varie ed eventuali, poi con la vita adulta saprà volare..
    Capisco quelle mamme che dicono che la vedono piccina, ma io non immagino mani migliori per tenere i miei figli che quelle dei nonni, se non ci sono le mie e quelle del padre..

  • Anonymous

    piango piango piango.
    perchè è quello ke spero di riuscire a fare con la puffetta.
    ed è quello ke nn riesce a fare la mia di mamma. rovinando irrimediabilmente il ns rapporto. ah ke difficile trovare l’equilibrio!!
    sal

  • Anonymous

    Chiara,non era riferito a te,ma a chi parlava di una delle migliori penne dei nostri tempi e di”fatica letteraria”.

  • Fortunatamente al mondo non siamo tutti uguali. C’è chi si sente se stessa senza che questo includa i propri figli e c’è chi senza figli non è completa. C’è chi da piccola in vacanza senza mamma si sentiva morire e chi invece ricorda col sorriso che belle, le vacanze senza mamma che ti facevano sentire grande. Mi fa paura chi non capisce che allontanarsi per un po’ e magari divertirsi in quel frangente non vuol dire NOn sentire la mancanza dell’altro. Io penso che molti dei commenti negativi siano più infantili dei bambini spesso citati in questi commenti.

  • Anonymous

    certo che ognuno pubblica quello che vuole sul suo blog, il punto è che Chiara si ostina a dire di non giudicare nessuno quando non è così. Essendo brava a scrivere, Chiara, dovresti aver capito benissimo che con la tua frase hai espresso un giudizio negativo sulle madri diverse da te. Di conseguenza chiunque può rispondere, anche a tono.
    Che tu te la “tiracchi” un pò è stato lampante fin dal terzo post su questo blog, ma non è mai stato un problema, nè il fatto che, come dice qualcuno tu sia bella o ricca, non sei certo la sola. Però se giudichi UN CERTO modo di essere madre, aspettati delle risposte!

    aggiungo, i due minuti “sprecati” per esprimere la propria opinione, seppure diversa da quella della padrona di casa, PER ME valgono molto di più che due secondi sprecati per scrivere “aaah che bello, che invidia, che braaava!”.
    Con rispetto,
    Sara

  • @ wonderland: “Da qui a fare dietrologie sul perché e percome la lascio, come mi sento, come si sente lei, come si sentirebbe se, cosa sarebbe successo se etc. etc. il passo è un po’ troppo forzato, IMHO.”
    Ma purtroppo l’hai già detto tu: è il web, bellezza. ça va sans dire: il rispetto e l’educazione sarebbero auspicabili sempre. Magari anche la sospensione del giudizio, ogni tanto, il ragionevole dubbio…ma questo anche nella vita, mica solo sui social.

  • uff dovevi avvisare che questo era un post lacrima facile.. io che sono lacrima facile facile facile poi immagina come son messa qui con sta faccia umida di lacrime (poi sorrido subito a pensare alla porpi con ” le mani sporche di piagere!”)
    hai scritto un post bellissimo veramente!!! chissà come la rivedrai cresciuta dopo qst 2 settimane… e adesso vai e goditi londra….. e fotografala x noi
    baci niky

  • Mi fa sempre bene leggere post come questo: penso per esempio a quello che hai scritto per i tre anni di Viola, o a quello vecchissimo in cui parlavi della tua gioia nel veder crescere tua figlia, della tua insofferenza per quei primissimi mesi fatti di occhi che non vedono, di movimenti scoordinati, di abbracci non ancora capiti. Per tanti versi mi sento una donna diversissima da te, Chiara, ma penso ci accomuni il fatto di sentirci nella nostra dimensione ideale come mamme di bambini, non di neonati. Il che non significa che non ami alla follia il mio nano dal primo giorno; solo che mi diverto molto di più con lui e faccio molta meno fatica oggi che non un anno fa. Considerando che ha soltanto 14 mesi, mi fa solo piacere il punto di vista di chi pensa che ogni anno passato col proprio figlio aggiunga un po’ di magia al proprio rapporto con lui (o lei), anche perché sento più spesso gente che si lamenta del contrario. Grazie.

    …e ovviamente goditi Londra 😉

  • Anonymous

    io l’ho sentito che è pieno, ma pieno d’amore! infatti adesso me lo copincollo e se avrò la fortuna di diventare mamma me lo rileggerò. è denso. per quanto riguarda le critiche un pò a perdita di tempo, secondo me è il caldo..l’ho visto succedere da diverse parti ultimamente.

  • Anonymous

    Ho postato prima,e lo ripeto…la sintesi non è proprio una mia parente stretta,quindi se mi dilungo un po’ non fatemene una colpa.Capisco che a qualcuno possa sembrare strano che Chiara mandi la figlia in vacanza dai nonni,ma a volte certe decisioni vengono prese non per “sbolognare” il/la pupo/a ai nonni o chicchessia,ma molto spesso ci sono anche delle ragioni dietro,quindi,permettersi di giudicare il suo comportamento quando in fondo TUTTI/E noi non conosciamo la sua vita se non attraverso questo blog francamente mi sembra quantomeno presuntuoso.Non credo che Wonder abbia mandato Porpi in Italia per passare le serate a sbronzarsi per i pub londinesi,(che poi,se anche lo facesse saranno pure affaracci suoi no??)credo piuttosto che dietro ci siano dei motivi di lavoro,o personali,o comunque SUOI.Anche mia cognata ha messo mia nipote ottenne ieri su un aereo per la Sicilia,per permetterle di trascorrere quindici giorni di vacanza giù dai nonni,dagli zii e dai parenti vari( il babbo è siciliano e noi toscani)che lei non vede spessissimo durante l’anno,e ce l’ha mandata con una facciata sorridente,ma dentro di se piangendo,perchè si,è comunque in famiglia,e la Sicilia non è forse lontana come il Regno Unito,ma è comunque lontana da casa e da lei.Qualcuno magari si è chiesto se Chiara ha pianto all’aereoporto quando ha visto l’aereo alzarsi in volo con sua figlia e sua sorella??A me onestamente tutti questi vostri commenti fanno un po’ ridere,e chi dice che “lei si è messa su un piedistallo” farebbe bene a farsi un esamino di coscienza,visto che tutti siamo bravi a giudicare quando si tratta della vita degli altri e non della nostra!

  • Anonymous

    Bravissima, una mamma bravissima. Proprio come avrei sperato di essere un pochino io, prima di sapere di non potere avere figli.
    E adesso basta col tuo bellissimo blog, xchè mi piace tanto davvero ma mi viene da piangere.
    Avanti così, Porpettina è una bimba fortunata 😉

  • ma come siete arrivati da un saluto alla bambina che va in vacanza al tirarsela, al piedistallo, al gioco brava e cattiva mamma?
    Io andavo in colonia al mare da bambina, mia madre aveva la lacrimuccia sebbene non andassi in guerra.E’ normale caspita..

    E per quanto la Porpi sia piccina per capire il concetto di indipendenza, le basi è giusto vengano poste ora..quando volete porle, a 20 anni? ora con i nonni, poi con la colonia/le gite di scuola/varie ed eventuali, poi con la vita adulta saprà volare..
    Capisco quelle mamme che dicono che la vedono piccina, ma io non immagino mani migliori per tenere i miei figli che quelle dei nonni, se non ci sono le mie e quelle del padre..

  • Anonymous

    piango piango piango.
    perchè è quello ke spero di riuscire a fare con la puffetta.
    ed è quello ke nn riesce a fare la mia di mamma. rovinando irrimediabilmente il ns rapporto. ah ke difficile trovare l’equilibrio!!
    sal

  • Anonymous

    Oh santa pace che vespaio di commenti…
    però scusate ma solo a me sembrano assurde addirittura le lacrime perchè un bambino sta via due settimane con i nonni?!
    Ma perchè forse anche gli altri genitori non mandano i figli in vacanza con i nonni?!
    Scusate ma in questo siamo proprio italiani.

  • Anonymous

    Ti ho letta e ho le lacrime agli occhi. Essere mamma è un lento crescere insieme ai figli…ci danno tanto questi piccoli uomini e donne e ci aiutano a capire chi siamo e fin dove possiamo arrivare con questo grande amore.
    Non ho letto invece tutti i post che ti hanno lasciato. Volutamente. La rete lascia ampi spazi, a volte troppi, a tutti quelli che ne hanno accesso e spesso purtroppo non ci si pensa che dall’altra parte dello schermo, c’è qualcuno che può esserne ferito.
    Ti sono vicina come mamma e come umore. Quando lascio Giaco dai nonni mi faccio prima preparare da mia mamma un dolce, una parmigiana, una lasagna,…insomma qualsiasi cosa che parli di me, di noi (me e mia mamma) per darmi la sensazione di essere ancora piccola e di riempire in parte quel vuoto che lascia il mio cucciolo quando va, solo soletto in vacanza! Ti abbraccio
    Lauretta73

  • Fortunatamente al mondo non siamo tutti uguali. C’è chi si sente se stessa senza che questo includa i propri figli e c’è chi senza figli non è completa. C’è chi da piccola in vacanza senza mamma si sentiva morire e chi invece ricorda col sorriso che belle, le vacanze senza mamma che ti facevano sentire grande. Mi fa paura chi non capisce che allontanarsi per un po’ e magari divertirsi in quel frangente non vuol dire NOn sentire la mancanza dell’altro. Io penso che molti dei commenti negativi siano più infantili dei bambini spesso citati in questi commenti.

  • Anonymous

    certo che ognuno pubblica quello che vuole sul suo blog, il punto è che Chiara si ostina a dire di non giudicare nessuno quando non è così. Essendo brava a scrivere, Chiara, dovresti aver capito benissimo che con la tua frase hai espresso un giudizio negativo sulle madri diverse da te. Di conseguenza chiunque può rispondere, anche a tono.
    Che tu te la “tiracchi” un pò è stato lampante fin dal terzo post su questo blog, ma non è mai stato un problema, nè il fatto che, come dice qualcuno tu sia bella o ricca, non sei certo la sola. Però se giudichi UN CERTO modo di essere madre, aspettati delle risposte!

    aggiungo, i due minuti “sprecati” per esprimere la propria opinione, seppure diversa da quella della padrona di casa, PER ME valgono molto di più che due secondi sprecati per scrivere “aaah che bello, che invidia, che braaava!”.
    Con rispetto,
    Sara

  • @ wonderland: “Da qui a fare dietrologie sul perché e percome la lascio, come mi sento, come si sente lei, come si sentirebbe se, cosa sarebbe successo se etc. etc. il passo è un po’ troppo forzato, IMHO.”
    Ma purtroppo l’hai già detto tu: è il web, bellezza. ça va sans dire: il rispetto e l’educazione sarebbero auspicabili sempre. Magari anche la sospensione del giudizio, ogni tanto, il ragionevole dubbio…ma questo anche nella vita, mica solo sui social.

  • b.

    A me il post è piaciuto e mi ha ricordato quanto mi divertivo a 7 anni passando due settimane in colonia al mare, credo sia importante per i bimbi stare lontani dai genitori, vedo amiche cresciute sempre appiccicate alla famiglia e diciamo che non sono proprio le persone più sicure di sé…
    Detto questo effettivamente non so niente di psicologia infantile, ma credo che per ogni bimbo sia diverso, no? Io non escludo la possibilità che ci siano quattrenni capaci di vivere con serenità due settimane con nonna e zii.

  • Quando un post è scritto bene, termino la lettura e mi parte un brivido lungo la schiena. Ne sono arrivati due: uno mentre finivo di leggere, uno mentre ti scrivo ripensandoci. Meravigliose parole.

  • Anonymous

    Oh santa pace che vespaio di commenti…
    però scusate ma solo a me sembrano assurde addirittura le lacrime perchè un bambino sta via due settimane con i nonni?!
    Ma perchè forse anche gli altri genitori non mandano i figli in vacanza con i nonni?!
    Scusate ma in questo siamo proprio italiani.

  • IO, francamente, tutta sta polemica mica l’ho capita perchè s’è scatenata.

    Troppo caldo?

  • IO, francamente, tutta sta polemica mica l’ho capita perchè s’è scatenata.

    Troppo caldo?

  • Anonymous

    Ti ho letta e ho le lacrime agli occhi. Essere mamma è un lento crescere insieme ai figli…ci danno tanto questi piccoli uomini e donne e ci aiutano a capire chi siamo e fin dove possiamo arrivare con questo grande amore.
    Non ho letto invece tutti i post che ti hanno lasciato. Volutamente. La rete lascia ampi spazi, a volte troppi, a tutti quelli che ne hanno accesso e spesso purtroppo non ci si pensa che dall’altra parte dello schermo, c’è qualcuno che può esserne ferito.
    Ti sono vicina come mamma e come umore. Quando lascio Giaco dai nonni mi faccio prima preparare da mia mamma un dolce, una parmigiana, una lasagna,…insomma qualsiasi cosa che parli di me, di noi (me e mia mamma) per darmi la sensazione di essere ancora piccola e di riempire in parte quel vuoto che lascia il mio cucciolo quando va, solo soletto in vacanza! Ti abbraccio
    Lauretta73

  • Simo

    Mah, a me fa un po’ ridere che un post che vuole semplicemente esprimere lo stato d’animo di UNA mamma nel vedere la sua bambina “che va via da sola” (un po’ di dispiacere per il distacco, un po’ di soddisfazione nel vederla crescere e un po’ di senso di libertà che, scusate, è solo sano) abbia scatenato tante polemiche diverse.
    Praticamente la povera Wonder è:
    un’esaltata perchè pensa che mandare la figlia in vacanza coi nonni sia una cosa strabiliante e invece lo fanno in tanti;
    una madre snaturata perchè manda via la figlia infischiandosene del fatto che questo le provocherà traumi terribili per cui poi dovrà rivolgersi ad un terapeuta O_o;
    un’alcolista;
    una Peter Pan che non accetta il fatto di avere una figlia e di doversi adeguare… “adesso sei una madre”.
    E poi va be’, già che ci siamo diamo sfogo alle piccole invidie.. Chiara è solo una ragazza (in gamba) che ha aperto un blog, ha funzionato, ha scritto un libro, ha funzionato anche quello, e un po’ alla volta una roba che era molto personale le ha permesso di costruirsi una vita professionale che le dà soddisfazione. E’ stata brava.
    Io trovo un tantinello meschino accusarla di essere finta per questo.

    Bene, come primo commento al blog sono stata sul leggero 😀 alla prossima!

  • b.

    A me il post è piaciuto e mi ha ricordato quanto mi divertivo a 7 anni passando due settimane in colonia al mare, credo sia importante per i bimbi stare lontani dai genitori, vedo amiche cresciute sempre appiccicate alla famiglia e diciamo che non sono proprio le persone più sicure di sé…
    Detto questo effettivamente non so niente di psicologia infantile, ma credo che per ogni bimbo sia diverso, no? Io non escludo la possibilità che ci siano quattrenni capaci di vivere con serenità due settimane con nonna e zii.

  • Volevo commentare prima, poi con il nano famelico non ci sono riuscita e ora @Francesca ha detto meglio di me quello che pensavo e quanta verità c’è in questa frase sull’ebrezza da libertà…

    “A me capitava perfino quando mia figlia aveva due mesi e andavo a far la spesa per i fatti miei!!! “

    Però una cosa la voglio aggiungere, questa Chiara londinese, in questo post in particolare mi fa tantissima tenerezza. Mi sembra così giovane, in bilico tra tante sè stessa, tanti ruoli, due paesi e anche un po’ sola, se posso permettermi. Ecco. Non so come si faccia a dare addosso ad una persona quando mette a nudo le sue debolezze, si poteva almeno aspettare un post figherrimo su aperitivi e scarpe o qualcosa del genere per criticarla di brutto, piuttosto che questo post così intimo e proprio per niente autoincensatorio.
    E nella frase tanto criticata, ci vedo pure un po’ di rammarico, perché non è detto che si goda il neonato non possa poi vivere appieno il rapporto con il bambino e sono sicura che Chiara questo lo sappia molto bene.
    Insomma se una persona, anzi se una blogger ci mostra un lato intimo non per questo si deve per forza azzannare. Parere mio.

  • Quando un post è scritto bene, termino la lettura e mi parte un brivido lungo la schiena. Ne sono arrivati due: uno mentre finivo di leggere, uno mentre ti scrivo ripensandoci. Meravigliose parole.

  • Anonymous

    Vorrei provare a dire qualcosa di sensato che, lo premetto, non sarà una lode all’autrice.
    A me pare che qui lei abbia fatto entrare in gioco due aspetti della sua personalità che parevano superati. Da un lato percepisco chiaramente un amore incommensurabile per tua figlia, amore che tu, nel percorso di maturazione che hai fatto nel corso di questi anni, sei riuscita a far convivere con i lati più “goliardici” della tua personalità.
    D’altro canto, senti il bisogno di ribadire che tu non sei solo madre ma anche donna, dichiarando che “te la spasserai alla grande senza di lei”, affermazione che secondo me fai solo per un senso di fedeltà verso i primi e scalpitanti post. Guardando su instagram, si vede che riesci a divertirti sia con sia senza viola, e che quindi hai raggiunto un ottimo equilibrio. Ti chiedo quindi: perché devi ancora porti come un leone in gabbia quando in realtà agisci in conformità con il tuo benessere?
    Io non madre e mai lo vorrò essere, ma m’interessa molto lo studio della varietà del genere umano.

    dico un’ultima cosa, che vuole essere una piccola provocazione: non insistere troppo con l’ostentazione dei vestitini carini. Guarda cosa fatto mamma ferragni alla figlia maggiore fotografandola costantemente e dicendole che era la più bella. Occhio!!!

    Madanasundari, che farà ammenda per i refusi.

  • Anonymous

    stamattina ho svegliato mia figlia alle 6.30. e lo faccio tutte le mattine. dal 1 settembre al 31 luglio, dal lunedi al venerdi. da 6 anni a questa parte. io lavoro lontano, non ho purtroppo nonni alle spalle e non mi posso permettere una baby sitter. mi appoggio ai servizi pubblici di pre e post-scuola, con varie opzioni estive. e tutte le volte che ci salutiamo, un bacio un abbraccio, poi lei si gira a salutarmi con la mano un’altra volta, TUTTE LE VOLTE mi sale un senso di colpa perchè la lascio lì, mentre io lavoro. perchè le faccio vivere orari e impegni “da adulta”, perchè a volte si addormenta in macchina la mattina in quei 20 km che separano casa nostra dalla scuola. poi salgo in macchina, tolgo la sigla di capitan harlock e mi ascolto i sound garden a palla. o forse dovrei straziarmi di lacrime fino a quando non torno a riprenderla? o forse per dimostrare di volerle più bene dovrei continuare ad ascoltare mary ha una pecorella? non capisco sinceramente che cosa ci si aspetti dalle mamme di oggi. mia figlia mi manca appena la lascio davanti scuola. ciò non toglie che a volte sento il bisogno di fare qualcosa senza di lei, ciò non toglie che a volte sento che è giusto fare qualcosa senza di lei. anche io manco a mia figlia. e anche lei ha bisogno di fare qualcosa senza di me. e me lo dice anche!!! eppure ci vogliamo bene. un bene “SANO”. scusate ma alcuni di voi non li capisco proprio. o non avete figli o non avete avuto genitori!!!
    un abbraccio wonder. luiz

  • Anonymous

    stamattina ho svegliato mia figlia alle 6.30. e lo faccio tutte le mattine. dal 1 settembre al 31 luglio, dal lunedi al venerdi. da 6 anni a questa parte. io lavoro lontano, non ho purtroppo nonni alle spalle e non mi posso permettere una baby sitter. mi appoggio ai servizi pubblici di pre e post-scuola, con varie opzioni estive. e tutte le volte che ci salutiamo, un bacio un abbraccio, poi lei si gira a salutarmi con la mano un’altra volta, TUTTE LE VOLTE mi sale un senso di colpa perchè la lascio lì, mentre io lavoro. perchè le faccio vivere orari e impegni “da adulta”, perchè a volte si addormenta in macchina la mattina in quei 20 km che separano casa nostra dalla scuola. poi salgo in macchina, tolgo la sigla di capitan harlock e mi ascolto i sound garden a palla. o forse dovrei straziarmi di lacrime fino a quando non torno a riprenderla? o forse per dimostrare di volerle più bene dovrei continuare ad ascoltare mary ha una pecorella? non capisco sinceramente che cosa ci si aspetti dalle mamme di oggi. mia figlia mi manca appena la lascio davanti scuola. ciò non toglie che a volte sento il bisogno di fare qualcosa senza di lei, ciò non toglie che a volte sento che è giusto fare qualcosa senza di lei. anche io manco a mia figlia. e anche lei ha bisogno di fare qualcosa senza di me. e me lo dice anche!!! eppure ci vogliamo bene. un bene “SANO”. scusate ma alcuni di voi non li capisco proprio. o non avete figli o non avete avuto genitori!!!
    un abbraccio wonder. luiz

  • PAT

    @ Wonder: tanti nemici….tanto onore!!
    Non ti conosco neanche io (purtroppo) ma “per me” sei grande!!

  • Bianconiglia

    Parlando in generale. Educare all’indipendenza è sacrosanto dovere di ogni genitore, ma non significa imporre al proprio figlio un distacco che consideri solo i propri tempi, i propri modi e le proprie necessità: al contrario, significa comprendere e rispettare i suoi, che non sempre – anzi, quasi mai – coincidono con i nostri. E la vera difficoltà sta proprio nel capirli e accettarli, questi tempi e questi modi, anche quando ci creano problemi. Dopodiché Lisa avrà indubbiamente esagerato con i toni, ma ha ragione quando dice che i bambini sono bravissimi a farsi apparentemente andare bene tutto, pur di compiacere l’oggetto del loro più grande amore, cioè i genitori. Quello che provano veramente, però, potrebbe essere ben diverso da quello che noi vediamo, o vogliamo vedere. Teniamone conto, invece di dare sempre per scontato che ciò che va bene per noi vada bene anche per loro solo perché non ci dicono esplicitamente “no”.

  • IO, francamente, tutta sta polemica mica l’ho capita perchè s’è scatenata.

    Troppo caldo?

  • IO, francamente, tutta sta polemica mica l’ho capita perchè s’è scatenata.

    Troppo caldo?

  • Francesca G

    Ahahahha leggere di questa Lisa psicoterapeuta o cosa (che poi secondo me è sempre la stessa persona degli anonimi) mi fa un sacco ridere. Ho 22 anni zero figli, anch’io come wonder per motivi di lavoro vivo all’estero, è un dato di fatto, non è che se racconto la mia vita personale e dico “vivo a New York” me la tiro o ho una vita “patinata”, cosa dovrei fare non dire “vivo a New York” perché potrebbe sembrare che me la tiro? mica ci vivo per tirarmela. Poi ovvio, stai in una città figa, con molte opportunità, e se sei un attimo curiosa fai cose e le racconti alla gente. Non ci vedo nulla di male. Come quelli che commentavano “cosa vai a fare a Londra” ma 1) chi siete voi per giudicare? 2) sarà mica che c’è un po’ di invidia? Non riesco a capire questa cosa di giudicare come una donna fa la mamma!! E’ veramente poco educato! Ognuno fa la mamma a modo suo. Io ho avuto una madre che da fuori sembrava stupenda, che tutti mi chiedevano perché mai criticassi, quando per risolvere certi problemi sono dovuta andare in terapia. Questo per dire che non si può mai conoscere veramente una persona finché non la si vive in prima persona, credo che solo a Viola spetti il diritto di giudicare la propria madre. Wonder, non badare a certi commenti. Non devi nemmeno pensarci.

    Francesca G

  • Anonymous

    mi piaci tanto. davvero. ti leggo volentieri. scrivi stupendamente. sei brillante e con un senso dell’umorismo fantastico.
    il post è pieno d’amore per la tua piccola viaggiatrice.
    premesso questo che spero ti faccia capire lo spirito con cui lo dico anche io ci ho ravvisato una implicita critica alla categoria di mamme che i figli non li lascia andare in vacanza “da soli”..per stare un pò in vacanza dal ruolo genitoriale..
    un appunto insomma alle mamme che non sono cosi intelligenti da comprendere come si fa a far volare l’aquilone e ai figli che di conseguenza non sono cosi liberi, aperti, indipendenti..

    era un paragone che si sente tra le righe e che sinceramente ha fatto perdere al post la sua vera natura che è un pò nostagica e romantica!

    🙂
    alessandra

  • Simo

    Mah, a me fa un po’ ridere che un post che vuole semplicemente esprimere lo stato d’animo di UNA mamma nel vedere la sua bambina “che va via da sola” (un po’ di dispiacere per il distacco, un po’ di soddisfazione nel vederla crescere e un po’ di senso di libertà che, scusate, è solo sano) abbia scatenato tante polemiche diverse.
    Praticamente la povera Wonder è:
    un’esaltata perchè pensa che mandare la figlia in vacanza coi nonni sia una cosa strabiliante e invece lo fanno in tanti;
    una madre snaturata perchè manda via la figlia infischiandosene del fatto che questo le provocherà traumi terribili per cui poi dovrà rivolgersi ad un terapeuta O_o;
    un’alcolista;
    una Peter Pan che non accetta il fatto di avere una figlia e di doversi adeguare… “adesso sei una madre”.
    E poi va be’, già che ci siamo diamo sfogo alle piccole invidie.. Chiara è solo una ragazza (in gamba) che ha aperto un blog, ha funzionato, ha scritto un libro, ha funzionato anche quello, e un po’ alla volta una roba che era molto personale le ha permesso di costruirsi una vita professionale che le dà soddisfazione. E’ stata brava.
    Io trovo un tantinello meschino accusarla di essere finta per questo.

    Bene, come primo commento al blog sono stata sul leggero 😀 alla prossima!

  • Volevo commentare prima, poi con il nano famelico non ci sono riuscita e ora @Francesca ha detto meglio di me quello che pensavo e quanta verità c’è in questa frase sull’ebrezza da libertà…

    “A me capitava perfino quando mia figlia aveva due mesi e andavo a far la spesa per i fatti miei!!! “

    Però una cosa la voglio aggiungere, questa Chiara londinese, in questo post in particolare mi fa tantissima tenerezza. Mi sembra così giovane, in bilico tra tante sè stessa, tanti ruoli, due paesi e anche un po’ sola, se posso permettermi. Ecco. Non so come si faccia a dare addosso ad una persona quando mette a nudo le sue debolezze, si poteva almeno aspettare un post figherrimo su aperitivi e scarpe o qualcosa del genere per criticarla di brutto, piuttosto che questo post così intimo e proprio per niente autoincensatorio.
    E nella frase tanto criticata, ci vedo pure un po’ di rammarico, perché non è detto che si goda il neonato non possa poi vivere appieno il rapporto con il bambino e sono sicura che Chiara questo lo sappia molto bene.
    Insomma se una persona, anzi se una blogger ci mostra un lato intimo non per questo si deve per forza azzannare. Parere mio.

  • Penso che il rapporto mamma-figlio sia regolato da elementi troppo personali e unici per poter davvero essere soggetto a critiche o giudizi. Nell’uno e nell’altro senso. Io quest’estate ho fatto la scelta inversa rispetto alla tua, Chiara, eppure il tuo post mi ha fatto venire i lucciconi. E l’ho sentito quello che stavi provando. Non è facile nè trattenere nè lasciare andare. Ma una mamma fa quello che reputa il meglio per il suo piccolo e questo mi pare davvero fuori da qualsiasi giudizio. Poi un’ultima piccola postilla. Un blog è tante cose: un diario, uno spazio privato messo a disposizione del pubblico, una condivisione di parte della propria vita. Qualunque sia il senso che si dà ad un blog, non si dovrebbe mai dimenticare che ogni blog ha un autore. Che è una persona. E in quanto tale va rispettata. Ciao, Vale

  • Anonymous

    Vorrei provare a dire qualcosa di sensato che, lo premetto, non sarà una lode all’autrice.
    A me pare che qui lei abbia fatto entrare in gioco due aspetti della sua personalità che parevano superati. Da un lato percepisco chiaramente un amore incommensurabile per tua figlia, amore che tu, nel percorso di maturazione che hai fatto nel corso di questi anni, sei riuscita a far convivere con i lati più “goliardici” della tua personalità.
    D’altro canto, senti il bisogno di ribadire che tu non sei solo madre ma anche donna, dichiarando che “te la spasserai alla grande senza di lei”, affermazione che secondo me fai solo per un senso di fedeltà verso i primi e scalpitanti post. Guardando su instagram, si vede che riesci a divertirti sia con sia senza viola, e che quindi hai raggiunto un ottimo equilibrio. Ti chiedo quindi: perché devi ancora porti come un leone in gabbia quando in realtà agisci in conformità con il tuo benessere?
    Io non madre e mai lo vorrò essere, ma m’interessa molto lo studio della varietà del genere umano.

    dico un’ultima cosa, che vuole essere una piccola provocazione: non insistere troppo con l’ostentazione dei vestitini carini. Guarda cosa fatto mamma ferragni alla figlia maggiore fotografandola costantemente e dicendole che era la più bella. Occhio!!!

    Madanasundari, che farà ammenda per i refusi.

  • Anonymous

    stamattina ho svegliato mia figlia alle 6.30. e lo faccio tutte le mattine. dal 1 settembre al 31 luglio, dal lunedi al venerdi. da 6 anni a questa parte. io lavoro lontano, non ho purtroppo nonni alle spalle e non mi posso permettere una baby sitter. mi appoggio ai servizi pubblici di pre e post-scuola, con varie opzioni estive. e tutte le volte che ci salutiamo, un bacio un abbraccio, poi lei si gira a salutarmi con la mano un’altra volta, TUTTE LE VOLTE mi sale un senso di colpa perchè la lascio lì, mentre io lavoro. perchè le faccio vivere orari e impegni “da adulta”, perchè a volte si addormenta in macchina la mattina in quei 20 km che separano casa nostra dalla scuola. poi salgo in macchina, tolgo la sigla di capitan harlock e mi ascolto i sound garden a palla. o forse dovrei straziarmi di lacrime fino a quando non torno a riprenderla? o forse per dimostrare di volerle più bene dovrei continuare ad ascoltare mary ha una pecorella? non capisco sinceramente che cosa ci si aspetti dalle mamme di oggi. mia figlia mi manca appena la lascio davanti scuola. ciò non toglie che a volte sento il bisogno di fare qualcosa senza di lei, ciò non toglie che a volte sento che è giusto fare qualcosa senza di lei. anche io manco a mia figlia. e anche lei ha bisogno di fare qualcosa senza di me. e me lo dice anche!!! eppure ci vogliamo bene. un bene “SANO”. scusate ma alcuni di voi non li capisco proprio. o non avete figli o non avete avuto genitori!!!
    un abbraccio wonder. luiz

  • Anonymous

    stamattina ho svegliato mia figlia alle 6.30. e lo faccio tutte le mattine. dal 1 settembre al 31 luglio, dal lunedi al venerdi. da 6 anni a questa parte. io lavoro lontano, non ho purtroppo nonni alle spalle e non mi posso permettere una baby sitter. mi appoggio ai servizi pubblici di pre e post-scuola, con varie opzioni estive. e tutte le volte che ci salutiamo, un bacio un abbraccio, poi lei si gira a salutarmi con la mano un’altra volta, TUTTE LE VOLTE mi sale un senso di colpa perchè la lascio lì, mentre io lavoro. perchè le faccio vivere orari e impegni “da adulta”, perchè a volte si addormenta in macchina la mattina in quei 20 km che separano casa nostra dalla scuola. poi salgo in macchina, tolgo la sigla di capitan harlock e mi ascolto i sound garden a palla. o forse dovrei straziarmi di lacrime fino a quando non torno a riprenderla? o forse per dimostrare di volerle più bene dovrei continuare ad ascoltare mary ha una pecorella? non capisco sinceramente che cosa ci si aspetti dalle mamme di oggi. mia figlia mi manca appena la lascio davanti scuola. ciò non toglie che a volte sento il bisogno di fare qualcosa senza di lei, ciò non toglie che a volte sento che è giusto fare qualcosa senza di lei. anche io manco a mia figlia. e anche lei ha bisogno di fare qualcosa senza di me. e me lo dice anche!!! eppure ci vogliamo bene. un bene “SANO”. scusate ma alcuni di voi non li capisco proprio. o non avete figli o non avete avuto genitori!!!
    un abbraccio wonder. luiz

  • PAT

    @ Wonder: tanti nemici….tanto onore!!
    Non ti conosco neanche io (purtroppo) ma “per me” sei grande!!

  • Bianconiglia

    Parlando in generale. Educare all’indipendenza è sacrosanto dovere di ogni genitore, ma non significa imporre al proprio figlio un distacco che consideri solo i propri tempi, i propri modi e le proprie necessità: al contrario, significa comprendere e rispettare i suoi, che non sempre – anzi, quasi mai – coincidono con i nostri. E la vera difficoltà sta proprio nel capirli e accettarli, questi tempi e questi modi, anche quando ci creano problemi. Dopodiché Lisa avrà indubbiamente esagerato con i toni, ma ha ragione quando dice che i bambini sono bravissimi a farsi apparentemente andare bene tutto, pur di compiacere l’oggetto del loro più grande amore, cioè i genitori. Quello che provano veramente, però, potrebbe essere ben diverso da quello che noi vediamo, o vogliamo vedere. Teniamone conto, invece di dare sempre per scontato che ciò che va bene per noi vada bene anche per loro solo perché non ci dicono esplicitamente “no”.

  • Francesca G

    Ahahahha leggere di questa Lisa psicoterapeuta o cosa (che poi secondo me è sempre la stessa persona degli anonimi) mi fa un sacco ridere. Ho 22 anni zero figli, anch’io come wonder per motivi di lavoro vivo all’estero, è un dato di fatto, non è che se racconto la mia vita personale e dico “vivo a New York” me la tiro o ho una vita “patinata”, cosa dovrei fare non dire “vivo a New York” perché potrebbe sembrare che me la tiro? mica ci vivo per tirarmela. Poi ovvio, stai in una città figa, con molte opportunità, e se sei un attimo curiosa fai cose e le racconti alla gente. Non ci vedo nulla di male. Come quelli che commentavano “cosa vai a fare a Londra” ma 1) chi siete voi per giudicare? 2) sarà mica che c’è un po’ di invidia? Non riesco a capire questa cosa di giudicare come una donna fa la mamma!! E’ veramente poco educato! Ognuno fa la mamma a modo suo. Io ho avuto una madre che da fuori sembrava stupenda, che tutti mi chiedevano perché mai criticassi, quando per risolvere certi problemi sono dovuta andare in terapia. Questo per dire che non si può mai conoscere veramente una persona finché non la si vive in prima persona, credo che solo a Viola spetti il diritto di giudicare la propria madre. Wonder, non badare a certi commenti. Non devi nemmeno pensarci.

    Francesca G

  • Anonymous

    mi piaci tanto. davvero. ti leggo volentieri. scrivi stupendamente. sei brillante e con un senso dell’umorismo fantastico.
    il post è pieno d’amore per la tua piccola viaggiatrice.
    premesso questo che spero ti faccia capire lo spirito con cui lo dico anche io ci ho ravvisato una implicita critica alla categoria di mamme che i figli non li lascia andare in vacanza “da soli”..per stare un pò in vacanza dal ruolo genitoriale..
    un appunto insomma alle mamme che non sono cosi intelligenti da comprendere come si fa a far volare l’aquilone e ai figli che di conseguenza non sono cosi liberi, aperti, indipendenti..

    era un paragone che si sente tra le righe e che sinceramente ha fatto perdere al post la sua vera natura che è un pò nostagica e romantica!

    🙂
    alessandra

  • Penso che il rapporto mamma-figlio sia regolato da elementi troppo personali e unici per poter davvero essere soggetto a critiche o giudizi. Nell’uno e nell’altro senso. Io quest’estate ho fatto la scelta inversa rispetto alla tua, Chiara, eppure il tuo post mi ha fatto venire i lucciconi. E l’ho sentito quello che stavi provando. Non è facile nè trattenere nè lasciare andare. Ma una mamma fa quello che reputa il meglio per il suo piccolo e questo mi pare davvero fuori da qualsiasi giudizio. Poi un’ultima piccola postilla. Un blog è tante cose: un diario, uno spazio privato messo a disposizione del pubblico, una condivisione di parte della propria vita. Qualunque sia il senso che si dà ad un blog, non si dovrebbe mai dimenticare che ogni blog ha un autore. Che è una persona. E in quanto tale va rispettata. Ciao, Vale

  • Anonymous

    Bè, dai non ti puoi lamentare, come primi giorni “liberi” ti sei rilassata parecchio!!!!

  • Anonymous

    Bè, dai non ti puoi lamentare, come primi giorni “liberi” ti sei rilassata parecchio!!!!

  • Anonymous

    Post bellissimo,esprime veramente tanto amore, anche nel gesto (banale?) di mandare la bwmbina in vacanza dai nonni. a me l’immagine di porpi che non molla il portafoglio fa struggere, perche’ so che anche il mio farebbe cosi.
    Pero’ basta veramente con sti commenti sbavanti che idolatrano wonder come la mamma dell’anno! E su, ha mandato la figlia dai nonni! Si e’ traferita a londra dal compagno, mica in congo! (con tutto rispetto!). Renderla un eroe per ste cose e’ ridicolo!
    Chiara

  • Anonymous

    Wonder hai ragione, è assurdo paragonare un post alla letteratura, ma il livello dei tuoi lettori mi sembra quello.
    Tutti quei wow, bello, ma come scrivi bene ecc. mi fanno pensare a persone facilmente impressionabili che non leggono altro, ahimè.
    Potessero ti darebbero lo Strega, voglio dire, scrivi bene ma hai un pubblico di bocca buona che non ti farà crescere secondo me.
    Gio

  • Anonymous

    Post bellissimo,esprime veramente tanto amore, anche nel gesto (banale?) di mandare la bwmbina in vacanza dai nonni. a me l’immagine di porpi che non molla il portafoglio fa struggere, perche’ so che anche il mio farebbe cosi.
    Pero’ basta veramente con sti commenti sbavanti che idolatrano wonder come la mamma dell’anno! E su, ha mandato la figlia dai nonni! Si e’ traferita a londra dal compagno, mica in congo! (con tutto rispetto!). Renderla un eroe per ste cose e’ ridicolo!
    Chiara

  • Anonymous

    Comunque vedo che qui c’é chi addirittura s’é lanciato a dare giudizi e consigli… Bel coraggio… In realtà, la cosa che a me fa sorridere é solo il tono epico e apocalittico del post che ha commosso molte mamme… Ma in realtà lasciare i bimbi 15 giorni al mare dai nonni é prassi comunissima e diffusissima, lo sanno tutti, mentre in questo post sembra l’invenzione geniale di una super mamma moderna! Ma cosa volete che impari dalla vita una bimbetta che va a farsi viziare 15 giorni dai nonni… Maddai… Semmai disimpara!
    Max G.

  • Anonymous

    Wonder hai ragione, è assurdo paragonare un post alla letteratura, ma il livello dei tuoi lettori mi sembra quello.
    Tutti quei wow, bello, ma come scrivi bene ecc. mi fanno pensare a persone facilmente impressionabili che non leggono altro, ahimè.
    Potessero ti darebbero lo Strega, voglio dire, scrivi bene ma hai un pubblico di bocca buona che non ti farà crescere secondo me.
    Gio

  • Anonymous

    Gusto un paio di considerazioni:
    1) tutte queste lacrime nei commenti mi sembrano veramente ridicole
    2) forse è immedesimazione con la bimba? A me, mi lasciavano regolarmente per un mese e mezzo e ricordo con angoscia il senso di abbandono che provavo. Francamente me lo sarei risparmiato e non mi ha certo aiutato a diventare indipendente, tutt’altro, ha foraggiato un’angoscia da abbandono che mi perseguita anche oggi
    3) il post è antipatico perchè è pieno di giudizi impliciti a partire dall'”amore buono”
    4) non ci trovo nulla di mare a volersi divertire a Londra e nemmeno a voler fare la diciottenne a trent’anni, ci mancherebbe altro
    Un saluto,
    ICE

  • Anonymous

    Comunque vedo che qui c’é chi addirittura s’é lanciato a dare giudizi e consigli… Bel coraggio… In realtà, la cosa che a me fa sorridere é solo il tono epico e apocalittico del post che ha commosso molte mamme… Ma in realtà lasciare i bimbi 15 giorni al mare dai nonni é prassi comunissima e diffusissima, lo sanno tutti, mentre in questo post sembra l’invenzione geniale di una super mamma moderna! Ma cosa volete che impari dalla vita una bimbetta che va a farsi viziare 15 giorni dai nonni… Maddai… Semmai disimpara!
    Max G.

  • Lorena

    voglio augurarti di passare dei giorni bellissimi assieme al tuo Lui. Non so se fai bene o no a mandare tua figlia dai nonni, ma so che io, che non ho mai voluto separarmi dai figli neanche per una cena, ora che li ho grandi e per la loro strada,mi ritrovo con un estraneo in casa. Tornassi indietro, farei un po’ meno la chioccia e un po’ più la moglie.

    saluti a tutti, specialmente quelli che come me hanno provato lo squallore delle colonie degli anni ’70. Del resto era anche il tempo in cui gli asili erano gestiti dalle suore e si veniva picchiati e rinchiusi in stanzini bui. Fortunatamente i tempi sono cambiati

  • Anonymous

    Gusto un paio di considerazioni:
    1) tutte queste lacrime nei commenti mi sembrano veramente ridicole
    2) forse è immedesimazione con la bimba? A me, mi lasciavano regolarmente per un mese e mezzo e ricordo con angoscia il senso di abbandono che provavo. Francamente me lo sarei risparmiato e non mi ha certo aiutato a diventare indipendente, tutt’altro, ha foraggiato un’angoscia da abbandono che mi perseguita anche oggi
    3) il post è antipatico perchè è pieno di giudizi impliciti a partire dall'”amore buono”
    4) non ci trovo nulla di mare a volersi divertire a Londra e nemmeno a voler fare la diciottenne a trent’anni, ci mancherebbe altro
    Un saluto,
    ICE

  • Lorena

    voglio augurarti di passare dei giorni bellissimi assieme al tuo Lui. Non so se fai bene o no a mandare tua figlia dai nonni, ma so che io, che non ho mai voluto separarmi dai figli neanche per una cena, ora che li ho grandi e per la loro strada,mi ritrovo con un estraneo in casa. Tornassi indietro, farei un po’ meno la chioccia e un po’ più la moglie.

    saluti a tutti, specialmente quelli che come me hanno provato lo squallore delle colonie degli anni ’70. Del resto era anche il tempo in cui gli asili erano gestiti dalle suore e si veniva picchiati e rinchiusi in stanzini bui. Fortunatamente i tempi sono cambiati

  • Giovanni

    @ violetta: sicuramente non volevo essere offensivo. Magari un po’ duro si. Io sono d’accordo con lisa ( en passant: lisa hai un blog?). I commenti come il mio dovrebbero essere quelli che Chiara dovrebbe considerare d’oro. Perche’ criticano, in maniera costruttiva. Certo, e’ piu’ facile crogiolarsi nelle centinaia di complimenti. Io non giudico ne’ il mestiere di mamma, ne come Chiara fa questo mestiere. Non la conosco. Giudico pero’ ( e questo mi e’ consentito semplicemente in quanto lettore) l’idea che di se stessa lei vuole trasmettere attraverso il suo blog. E, come ho gia’ spiegato, a me sembra un’idea completamente incentrata sul suscitare invidia. Sulla reazione “beata lei” ! Ed e’ triste che funzioni perche’ vuol dire che ci sono molte mamme che patiscono la loro situazione di madri. E che invidiano il modo in cui Chiara se la spassa, nonostante sia una madre. Va tutto bene, dando una certa immagine di se nel suo blog (tutti i lettori, avendo a disposizione 4 righe proiettano e costruiscono storie che sul blog in realta’ non ci sono. Esempio: “ho Londra tutta per me” non fa esattamente pensare a 14 giorni passati lavorando come una matta, portandosi avanti in previsione del ritorno della figlia). Dicevo, dall’immagine che lei dai di se, automaticamente lei si sceglie l’audience.
    Le mie critiche, e chiudo, non sono riferite alla madre (non mi permetterei), ma alla blogger. E’ davvero quello l’audience a cui credi di avere qualcosa da dire ?
    Fateci caso: la maggior parte dei commenti entusiasti vengono da giovani ragazze (molto spesso non madri, o incinta del primo), mentre chi storge il naso o commenta negativamente sono donne un po’ piu’ mature, che magari hanno vissuto all’estero. Vi e’ mai capitato di uscire una sera, e per qualche coincidenza, finire con un gruppo di sbarbatelli e pensare “ma che cazzo ci faccio qui” ? Ecco, io che sono piu’ o meno coetaneo di Chiara, padre di 2 figli, su questo blog ho spesso quella sensazione li’.

    ps rispondendo velocemente a non so piu’ chi, ho scritto che Chiara non ha un lavoro, perche’ in tutta sincerita’ non ho ancora capito che lavoro faccia. Forse seguo il blog da troppo poco, ma a parte fare volontariato al charity shop e scrivere sul blog, non mi e’ chiaro cosa faccia nella vita. Anche qui, nessun giudizio: si puo’ benissimo fare i mantenuti (come mia moglie)

  • Giovanni

    @ violetta: sicuramente non volevo essere offensivo. Magari un po’ duro si. Io sono d’accordo con lisa ( en passant: lisa hai un blog?). I commenti come il mio dovrebbero essere quelli che Chiara dovrebbe considerare d’oro. Perche’ criticano, in maniera costruttiva. Certo, e’ piu’ facile crogiolarsi nelle centinaia di complimenti. Io non giudico ne’ il mestiere di mamma, ne come Chiara fa questo mestiere. Non la conosco. Giudico pero’ ( e questo mi e’ consentito semplicemente in quanto lettore) l’idea che di se stessa lei vuole trasmettere attraverso il suo blog. E, come ho gia’ spiegato, a me sembra un’idea completamente incentrata sul suscitare invidia. Sulla reazione “beata lei” ! Ed e’ triste che funzioni perche’ vuol dire che ci sono molte mamme che patiscono la loro situazione di madri. E che invidiano il modo in cui Chiara se la spassa, nonostante sia una madre. Va tutto bene, dando una certa immagine di se nel suo blog (tutti i lettori, avendo a disposizione 4 righe proiettano e costruiscono storie che sul blog in realta’ non ci sono. Esempio: “ho Londra tutta per me” non fa esattamente pensare a 14 giorni passati lavorando come una matta, portandosi avanti in previsione del ritorno della figlia). Dicevo, dall’immagine che lei dai di se, automaticamente lei si sceglie l’audience.
    Le mie critiche, e chiudo, non sono riferite alla madre (non mi permetterei), ma alla blogger. E’ davvero quello l’audience a cui credi di avere qualcosa da dire ?
    Fateci caso: la maggior parte dei commenti entusiasti vengono da giovani ragazze (molto spesso non madri, o incinta del primo), mentre chi storge il naso o commenta negativamente sono donne un po’ piu’ mature, che magari hanno vissuto all’estero. Vi e’ mai capitato di uscire una sera, e per qualche coincidenza, finire con un gruppo di sbarbatelli e pensare “ma che cazzo ci faccio qui” ? Ecco, io che sono piu’ o meno coetaneo di Chiara, padre di 2 figli, su questo blog ho spesso quella sensazione li’.

    ps rispondendo velocemente a non so piu’ chi, ho scritto che Chiara non ha un lavoro, perche’ in tutta sincerita’ non ho ancora capito che lavoro faccia. Forse seguo il blog da troppo poco, ma a parte fare volontariato al charity shop e scrivere sul blog, non mi e’ chiaro cosa faccia nella vita. Anche qui, nessun giudizio: si puo’ benissimo fare i mantenuti (come mia moglie)

  • Anonymous

    Non capisco tutto questo polverone sollevato nei commenti denigratori!

    Chi ti segue dall’inizio, come me, sa bene che hai sempre lasciato la bambina per periodi più o meno lunghi: dal weekend per visitare la capitale europea col tuo compagno o con gli amici ai 15 giorni a Tokyo, fino alle vacanze estive nelle quali la lasciavi al mare coi nonni e tu tornavi a lavorare a Roma.

    Ti leggo dal primo giorno e so che fin dall’inizio ti sei sempre ritagliata spazi tutti per te.
    E’ il tuo sacrosanto modo di vivere la maternità e guai a chi giudica solo perché quello non è esattamente il proprio.
    Una regola universale viva Dio non esiste, ognuno si costruisce la propria e bla bla bla… Queste sono cose di cui si è già ampiamente discusso qua dentro.

    Ammetto che leggendo questo post in effetti si ha come l’impressione che fosse per te la prima volta che la lasciassi andare. Difatti anch’io sono rimasta un po’ perplessa dalla sensazione di nostalgia che quelle righe trasudano e trasmettono alla perfezione al lettore, perché i distacchi con tua figlia li hai sempre vissuti e fin da subito, appunto.

    Poi ho capito che probabilmente è il tuo approccio alla maternità ad essersi evoluto, Londra ti ha regalato anche questo secondo me: una consapevolezza nuova del tuo essere madre, che ha lasciato spazio alle sensazioni che nel post descrivi così bene.

    Probabilmente questo arrivederci in aeroporto era come fosse il primo, in un certo senso.
    Correggimi se sbaglio.

    In conclusione ti dico che se questo post fosse stato scritto da una mamma costretta per improrogabili motivi indipendenti dalla propria volontà al distacco con la propria figlia (perché separata, ad esempio, o per un viaggio di lavoro cui non può opporsi) sarebbe stato ai miei occhi il più struggente dei post… E invece la lacrimuccia non mi è scesa perché so che la tua alla fine è una libera scelta, solo condita adesso da una grande mancanza di quella persona molto bassa e coi denti abbastanza storti 😉

    Alessandra & Rospi

  • Anonymous

    Non capisco tutto questo polverone sollevato nei commenti denigratori!

    Chi ti segue dall’inizio, come me, sa bene che hai sempre lasciato la bambina per periodi più o meno lunghi: dal weekend per visitare la capitale europea col tuo compagno o con gli amici ai 15 giorni a Tokyo, fino alle vacanze estive nelle quali la lasciavi al mare coi nonni e tu tornavi a lavorare a Roma.

    Ti leggo dal primo giorno e so che fin dall’inizio ti sei sempre ritagliata spazi tutti per te.
    E’ il tuo sacrosanto modo di vivere la maternità e guai a chi giudica solo perché quello non è esattamente il proprio.
    Una regola universale viva Dio non esiste, ognuno si costruisce la propria e bla bla bla… Queste sono cose di cui si è già ampiamente discusso qua dentro.

    Ammetto che leggendo questo post in effetti si ha come l’impressione che fosse per te la prima volta che la lasciassi andare. Difatti anch’io sono rimasta un po’ perplessa dalla sensazione di nostalgia che quelle righe trasudano e trasmettono alla perfezione al lettore, perché i distacchi con tua figlia li hai sempre vissuti e fin da subito, appunto.

    Poi ho capito che probabilmente è il tuo approccio alla maternità ad essersi evoluto, Londra ti ha regalato anche questo secondo me: una consapevolezza nuova del tuo essere madre, che ha lasciato spazio alle sensazioni che nel post descrivi così bene.

    Probabilmente questo arrivederci in aeroporto era come fosse il primo, in un certo senso.
    Correggimi se sbaglio.

    In conclusione ti dico che se questo post fosse stato scritto da una mamma costretta per improrogabili motivi indipendenti dalla propria volontà al distacco con la propria figlia (perché separata, ad esempio, o per un viaggio di lavoro cui non può opporsi) sarebbe stato ai miei occhi il più struggente dei post… E invece la lacrimuccia non mi è scesa perché so che la tua alla fine è una libera scelta, solo condita adesso da una grande mancanza di quella persona molto bassa e coi denti abbastanza storti 😉

    Alessandra & Rospi

  • Accidenti che pesantezza!Una bimba fortunata ha la possibilità di andare in vacanza con i nonni, la madre le fa una dolcissima dichiarazione d’amore pubblica e noi che facciamo? Siamo un popolo di pallosissimi e bigotti e presuntuosi bamboccioni. ‘mmazza che palle, gente.(Chiara sì bell’).

  • Niente, come al solito vi ringrazio dei commenti, positivi o negativi che siano, anche se alcuni – aehm – hanno eccessivamente preso la tangente. Volo pindarico da un post scritto di getto al ritorno dall’aeroporto, che parlava semplicemente di un sentimento comune a tanti genitori che è ‘salutare il proprio figlio per alcune settimane’, in questo caso non potendola andare a trovare il weekend perché oltremanica. Grazie al cielo sono consapevole che non sta partendo per la guerra ma solo andando dai nonni, ma a volte dagli eventi più piccoli nascono riflessioni di portata più grande, come in questo caso.
    (Allora i voli pindarici me li faccio anche io ahaha).
    Per quanto riguarda il mio modo di vivere la maternità, lo conoscete dalla prima riga di questo blog. Io ero quella che ha scoperto le lineette del test positivo tra un party, un viaggio e un Mojito. E’ la mia vita, e non devo scusarmi per quello, nonostante qualcuno la chiami ‘patinata’. Il mio obiettivo dopo Viola, e dall’inizio della gravidanza, era ‘non perdere quella che ero, far convivere Pampero e Pampers’. Quando non ci riuscivo, c’era un tifo accorato per me. Ora che ci sono riuscita, c’è a chi non sta per niente bene. Come se volessi imporre un modello: allora, NO. Io vivo la mia vita e la racconto. Non voglio imporre nessun modello, ma figuriamoci, ma chi sono io? Una che scrive un blog da un bar sotto casa, insomma: regoliamoci.
    Non esprimo giudizi negativi. Dico che CI SONO, e io le ho CONOSCIUTE, mamme che (cito dal post) ‘si attaccano al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco’. Ho detto che questo comportamento NON MI APPARTIENE. Non che sia sbagliato, perché ahimè la ricetta del perfetto genitore non esiste, e se esiste non l’ho scoperta.
    Come ho sempre sostenuto, uno fa il meglio che può per rendere felici due persone: il proprio figlio in primis, ma anche se stessa a seguire. Perché, IMHO, una donna felice cresce un bambino felice.
    Io sono felice rendendo bella la mia vita. Trovando un equilibrio se devo lasciare mia figlia ai nonni per lavorare o per evitarle due settimane di diluvio universale a Londra, mentre può andarsene al mare con nonni e zii. Sono felice riempiendo la mia vita di cose eccitanti e nuove, per quanto mi riesce. Perché ne ho una. Se da fuori sembra ‘patinata’, forse sto facendo un buon lavoro. Se sono vederla, o sentirla raccontare, vi infastidisce, forse dovreste farvi delle domande. Perché raccontare e mostrare è molto diverso dal vantarsi. Sono ben altre, le vite di cui vantarsi.

  • Accidenti che pesantezza!Una bimba fortunata ha la possibilità di andare in vacanza con i nonni, la madre le fa una dolcissima dichiarazione d’amore pubblica e noi che facciamo? Siamo un popolo di pallosissimi e bigotti e presuntuosi bamboccioni. ‘mmazza che palle, gente.(Chiara sì bell’).

  • Anonymous

    devo nuovamente premettere, ma forse farlo per qualche ragazzetta esaltata senza figli sotto i trenta è inutile, di non avere frustrazioni da riversare su un blog. voglio dire, sono una bella donna, sana, ho una bellissima famiglia, ho vissuto tanto e intensamente, ho viaggiato, parlo le lingue, ho un lavoro interessante, leggo moltissimo e ho tanti amici.vivo in una grande città. da che punto di vista dovrei essere frustrata? mi sembra da frustrate,cara Francesca G, difendere a spada tratta una che nemmeno conosci perchè la sua vita a londra, ti fa evadere,perchè il glitter che ti getta negli occhi illumina le tue piccole miserie quotidiane, forse.
    detto questo,ribadisco di non esercitare minimamente la mia professionalità su questo blog, ci mancherebbe altro.
    mi ritrovo molto nelle parole di Giovanni (non ho un blog, no), sembra di vedere adolescenti impazzite per justin bieber e sentire la mancanza di un concerto dei groove armada una notte d’estate a berlino. va bene così, sono fuori assolutamente da questa categoria di ragazze che osannano chiara come scrittrice e la idolatrano come regina di lifestyle..per carità. senza toglierle nulla,è una ragazza credo in gamba e intraprendente.
    ho iniziato a seguirla perchè eravamo rimaste incinta nella stessa settimana e la trovavo inizialmente spontanea e divertente.ma poi sono arrivati i risvolti economici (per lei!non per voi!), e tutto è cambiato.
    spero di essermi spiegata.
    lisa

  • Diossantissimo mi hanno dato del Justin Bieber. Vado ad uccidermi.

  • Ah, e.. Lisa.. puoi gentilmente smettere di insultare l’intelletto di chi legge questo blog. Non accetterò ulteriori commenti offensivi. Grazie.

  • Anonymous

    mi correggo, è PAM che mi parla di frustrazioni , e francesca g. invece ride dall’alto dei suoi 22 anni senza figli a ny.
    specifico, visti i toni con cui mi abbaiano.
    lisa.

  • Niente, come al solito vi ringrazio dei commenti, positivi o negativi che siano, anche se alcuni – aehm – hanno eccessivamente preso la tangente. Volo pindarico da un post scritto di getto al ritorno dall’aeroporto, che parlava semplicemente di un sentimento comune a tanti genitori che è ‘salutare il proprio figlio per alcune settimane’, in questo caso non potendola andare a trovare il weekend perché oltremanica. Grazie al cielo sono consapevole che non sta partendo per la guerra ma solo andando dai nonni, ma a volte dagli eventi più piccoli nascono riflessioni di portata più grande, come in questo caso.
    (Allora i voli pindarici me li faccio anche io ahaha).
    Per quanto riguarda il mio modo di vivere la maternità, lo conoscete dalla prima riga di questo blog. Io ero quella che ha scoperto le lineette del test positivo tra un party, un viaggio e un Mojito. E’ la mia vita, e non devo scusarmi per quello, nonostante qualcuno la chiami ‘patinata’. Il mio obiettivo dopo Viola, e dall’inizio della gravidanza, era ‘non perdere quella che ero, far convivere Pampero e Pampers’. Quando non ci riuscivo, c’era un tifo accorato per me. Ora che ci sono riuscita, c’è a chi non sta per niente bene. Come se volessi imporre un modello: allora, NO. Io vivo la mia vita e la racconto. Non voglio imporre nessun modello, ma figuriamoci, ma chi sono io? Una che scrive un blog da un bar sotto casa, insomma: regoliamoci.
    Non esprimo giudizi negativi. Dico che CI SONO, e io le ho CONOSCIUTE, mamme che (cito dal post) ‘si attaccano al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco’. Ho detto che questo comportamento NON MI APPARTIENE. Non che sia sbagliato, perché ahimè la ricetta del perfetto genitore non esiste, e se esiste non l’ho scoperta.
    Come ho sempre sostenuto, uno fa il meglio che può per rendere felici due persone: il proprio figlio in primis, ma anche se stessa a seguire. Perché, IMHO, una donna felice cresce un bambino felice.
    Io sono felice rendendo bella la mia vita. Trovando un equilibrio se devo lasciare mia figlia ai nonni per lavorare o per evitarle due settimane di diluvio universale a Londra, mentre può andarsene al mare con nonni e zii. Sono felice riempiendo la mia vita di cose eccitanti e nuove, per quanto mi riesce. Perché ne ho una. Se da fuori sembra ‘patinata’, forse sto facendo un buon lavoro. Se sono vederla, o sentirla raccontare, vi infastidisce, forse dovreste farvi delle domande. Perché raccontare e mostrare è molto diverso dal vantarsi. Sono ben altre, le vite di cui vantarsi.

  • Anonymous

    A me in tutto ciò piacerebbe leggere un commento di Wonder serio, che non sia il solito “è casa mia, sono cosi, fatevi una vita, siete solo invidiose, gnegne gnagna”. Ti sono stati dati parecchi spunti interessanti di riflessione e mi piacerebbe molto confrontarmi in modo adulto con te su questo.
    1). E’ vero che senti ancora il bisogno di esaltarti come “sono una mamma ma attenzione, sono ancora figa e mi diverto” come per giustificarti? ti sentiresti sminuita se dicessi semplicemente che ti manca tua figlia come è normal che sia?
    2). non ti sembra che magari, involontariamente tendi a tiratela nascondendo dietro frasi ben costruite dei giudizi negativi su chi vive la maternità diversamente da te? non tendi a metterti su un piedistallo come se tu solo sai fare la mamma e la altre sono delle inette, casalinghe, ritardate che vivono solo per i figli? (tra l’altro,sei casalinga anche tu o sbaglio?)
    3). Ti sentiresti cosi male se per una volta ammettessi qualche tuo difetto o abbiamo a che fare con il nuovo Gesù Cristo perfetto e incriticabile?

    Spero che risponderai, non mi sembra questo un commento gratuitamente cattivo.
    Franci

  • Anonymous

    devo nuovamente premettere, ma forse farlo per qualche ragazzetta esaltata senza figli sotto i trenta è inutile, di non avere frustrazioni da riversare su un blog. voglio dire, sono una bella donna, sana, ho una bellissima famiglia, ho vissuto tanto e intensamente, ho viaggiato, parlo le lingue, ho un lavoro interessante, leggo moltissimo e ho tanti amici.vivo in una grande città. da che punto di vista dovrei essere frustrata? mi sembra da frustrate,cara Francesca G, difendere a spada tratta una che nemmeno conosci perchè la sua vita a londra, ti fa evadere,perchè il glitter che ti getta negli occhi illumina le tue piccole miserie quotidiane, forse.
    detto questo,ribadisco di non esercitare minimamente la mia professionalità su questo blog, ci mancherebbe altro.
    mi ritrovo molto nelle parole di Giovanni (non ho un blog, no), sembra di vedere adolescenti impazzite per justin bieber e sentire la mancanza di un concerto dei groove armada una notte d’estate a berlino. va bene così, sono fuori assolutamente da questa categoria di ragazze che osannano chiara come scrittrice e la idolatrano come regina di lifestyle..per carità. senza toglierle nulla,è una ragazza credo in gamba e intraprendente.
    ho iniziato a seguirla perchè eravamo rimaste incinta nella stessa settimana e la trovavo inizialmente spontanea e divertente.ma poi sono arrivati i risvolti economici (per lei!non per voi!), e tutto è cambiato.
    spero di essermi spiegata.
    lisa

  • Mamma mia che esagerazione. Scusate se ve lo dico ma credo che nel diventare madri molte donne abbiano rimosso il com’era essere semplicemente delle figlie.
    Io penso che andare due settimane dai nonni non è né una tragedia e tanto meno un atto di eroismo. E’ forse il primo distacco più lungo dalla figlia che Chiara si trova a vivere e penso che alla fine una mamma ci penserà sempre che il figlio parte, solo che quando i figli sono piccoli si ha il coraggio di dirlo ad alta voce, magari perché ci si sente più giustificati.
    Penso che Wonder abbia scritto quello che più o meno consciamente ha ripetuto a se stessa “E’ per lei, massì che c’è di male? Mi divertirò anch’io! Mi mancherà”. Perché è normale che quando si va via o si lascia andare qualcuno si pensi alla tristezza della separazione e alla gioia della libertà. Gli esseri umani sono più complicati di quanto si creda e l’unica cosa semplice è accettare che non esistono verità assolute.
    Io ho ventitre anni e frequento l’università. Io e mia mamma non ce lo diciamo più così apertamente come quando avevo quattro anni e piangevo a dirotto perché lavorava lontana da casa e la vedevo solo nel week end (per fortuna solo un anno) ma è normale che, ancora oggi, se ci separiamo ci manchiamo. E non è bello? Le mamme sono di natura opprimenti, invadenti, protettive…non è bello pensare “quanto mi manca quella rompi di mamma?”
    Se amate i vostri figli tutti i giorni loro lo ricorderanno sempre. Non pensate di trascurare i vostri compagni/mariti perché resteranno con voi quando noi figli andremo via per la nostra strada e non c’è pensiero più consolante di sapere che c’è qualcuno che si prende cura della mamma o del babbo quando non si sarà più a casa.
    Il distacco si avverte sempre. A me piace pensare che basta farsi forza e tuffarsi senza pensarci più, perché alla fine va sempre tutto bene 🙂

  • Diossantissimo mi hanno dato del Justin Bieber. Vado ad uccidermi.

  • Ah, e.. Lisa.. puoi gentilmente smettere di insultare l’intelletto di chi legge questo blog. Non accetterò ulteriori commenti offensivi. Grazie.

  • Anonymous

    mi correggo, è PAM che mi parla di frustrazioni , e francesca g. invece ride dall’alto dei suoi 22 anni senza figli a ny.
    specifico, visti i toni con cui mi abbaiano.
    lisa.

  • Stefania

    Lisa possibile che pur essendo del campo, non hai saputo consigliare per te stessa una buona terapeuta? Quanto odio la gente che ha una decina d’anni in più di te e crede che per forza tu debba essere una demente, senza alcuna capacità cognitiva.
    Non serve premettere il “farlo per una ragazzetta esaltata sotto i trenta e senza figli” se poi sciorini tutte le tue meravigliose abilità comportandoti come una stolta quindicenne/venticinquenne/sessantaseienne/centonovenne (perché l’idiozia non ha età).
    E poi miserie quotidiane? Qua mi sembra di leggere di una sola miserabile.

  • anche secondo me è il post più pieno d’amore che hai scritto.. anche a me ogni tanto, nei momenti più impensabili, me lo vedo come se fosse già grande, e mi prende una fitta al cuore il fatto di spere che se ne andrà, che dovrà farlo per crescere e essere felice, e che è giusto così.. però.. però.. il cuore di mamma fa fatica ad accettare questo! ma non pensiamoci ora! pensa.. magari a 18 anni saranno dei super rompip** e faremo un festone quando se ne andranno all’università!!

  • Anonymous

    …la gente è fuori…anzi forse è masochista:leggi un blog che ti irrita e infastidisce…ma chi te lo fa fare?!? Ma che davvero,te l’ha ordinato il medico?!?
    Bah!

    A me il tuo blog piace e me lo leggo volentieri,tiè!

    Ari

  • Anonymous

    A me in tutto ciò piacerebbe leggere un commento di Wonder serio, che non sia il solito “è casa mia, sono cosi, fatevi una vita, siete solo invidiose, gnegne gnagna”. Ti sono stati dati parecchi spunti interessanti di riflessione e mi piacerebbe molto confrontarmi in modo adulto con te su questo.
    1). E’ vero che senti ancora il bisogno di esaltarti come “sono una mamma ma attenzione, sono ancora figa e mi diverto” come per giustificarti? ti sentiresti sminuita se dicessi semplicemente che ti manca tua figlia come è normal che sia?
    2). non ti sembra che magari, involontariamente tendi a tiratela nascondendo dietro frasi ben costruite dei giudizi negativi su chi vive la maternità diversamente da te? non tendi a metterti su un piedistallo come se tu solo sai fare la mamma e la altre sono delle inette, casalinghe, ritardate che vivono solo per i figli? (tra l’altro,sei casalinga anche tu o sbaglio?)
    3). Ti sentiresti cosi male se per una volta ammettessi qualche tuo difetto o abbiamo a che fare con il nuovo Gesù Cristo perfetto e incriticabile?

    Spero che risponderai, non mi sembra questo un commento gratuitamente cattivo.
    Franci

  • E’ una scelta che IO, personalmente, non farei mai. Ho l’impressione che i miei figli abbiano ancora tanto bisogno di me. Io, ad esempio, avrei preferito la babysitter, a due settimane senza vedere i miei figli. Non e’ in discussione l’amore materno, sia chiaro, ma solo la soluzione al problema lavorativo. A quattro anni parlare di indipendenza mi pare davvero tanto, a quattroa anni le indipendenze da conquistare, a mio parere, sono altre.
    Sono pedagogista, ho fatto tanti anni l ‘educatrice, e so quanto sia difficile, a volte, per loro capire perché, ad es., la mamma debba andare al lavoro e lasciarli all’asilo. E’ un lavoro, la concquista dell’indipendenza, che si fa giorno dopo giorno. Sto parlando, ovviamente, in generale e non di Viola, che non conosco, e’ ovvio!
    Casafujiko.blogspot.com

  • Mamma mia che esagerazione. Scusate se ve lo dico ma credo che nel diventare madri molte donne abbiano rimosso il com’era essere semplicemente delle figlie.
    Io penso che andare due settimane dai nonni non è né una tragedia e tanto meno un atto di eroismo. E’ forse il primo distacco più lungo dalla figlia che Chiara si trova a vivere e penso che alla fine una mamma ci penserà sempre che il figlio parte, solo che quando i figli sono piccoli si ha il coraggio di dirlo ad alta voce, magari perché ci si sente più giustificati.
    Penso che Wonder abbia scritto quello che più o meno consciamente ha ripetuto a se stessa “E’ per lei, massì che c’è di male? Mi divertirò anch’io! Mi mancherà”. Perché è normale che quando si va via o si lascia andare qualcuno si pensi alla tristezza della separazione e alla gioia della libertà. Gli esseri umani sono più complicati di quanto si creda e l’unica cosa semplice è accettare che non esistono verità assolute.
    Io ho ventitre anni e frequento l’università. Io e mia mamma non ce lo diciamo più così apertamente come quando avevo quattro anni e piangevo a dirotto perché lavorava lontana da casa e la vedevo solo nel week end (per fortuna solo un anno) ma è normale che, ancora oggi, se ci separiamo ci manchiamo. E non è bello? Le mamme sono di natura opprimenti, invadenti, protettive…non è bello pensare “quanto mi manca quella rompi di mamma?”
    Se amate i vostri figli tutti i giorni loro lo ricorderanno sempre. Non pensate di trascurare i vostri compagni/mariti perché resteranno con voi quando noi figli andremo via per la nostra strada e non c’è pensiero più consolante di sapere che c’è qualcuno che si prende cura della mamma o del babbo quando non si sarà più a casa.
    Il distacco si avverte sempre. A me piace pensare che basta farsi forza e tuffarsi senza pensarci più, perché alla fine va sempre tutto bene 🙂

  • Non seguo molto il tuo blog, forse perchè l’argomento è lontano anni luce da me. Insomma qui sono un pesce fuor d’acqua. Pero questo è stato l’unico post che ho letto ed anche tutti i commenti. Mi sono ammazzata dal ridere. Pensavo che soli le escortblogger avessero problemi, ma pure tu mica scherzi (mi riferisco ai commenti). Tieni duro. Show must go on 😉

  • Stefania

    Lisa possibile che pur essendo del campo, non hai saputo consigliare per te stessa una buona terapeuta? Quanto odio la gente che ha una decina d’anni in più di te e crede che per forza tu debba essere una demente, senza alcuna capacità cognitiva.
    Non serve premettere il “farlo per una ragazzetta esaltata sotto i trenta e senza figli” se poi sciorini tutte le tue meravigliose abilità comportandoti come una stolta quindicenne/venticinquenne/sessantaseienne/centonovenne (perché l’idiozia non ha età).
    E poi miserie quotidiane? Qua mi sembra di leggere di una sola miserabile.

  • Io volevo chiedere alla psicoterapeuta Lisa cosa pensa del ruolo dei nonni. Sinceramene. Non e’ una polemica la mia, affatto. Mi chiedo se lei consiglierebbe a una madre lavoratrice di lasciare la propria figlia a una baby sitter qualsiasi oltre ad alcuni pomeriggi la settimana dopo l’asilo anche per due settimane estive, non approfittando di una nonna che la porterebbe al mare. Una nonna che d’improvviso vede molto ma molto saltuariamente, con la quale ha un ottimo rapporto. Il senso d’abbandono lo si puo’ provare anche nei confronti di una nonna, no? Certo diverso da quello verso un genitore, ma stiamo comunque parlando di una persona che e’ sempre stata un IMPORTANTE punto di riferimento per la piccola. Spero di cuore di ricevere una risposta, perché mi interesserebbe molto. Ho paura che le critiche si siano incentrate troppo sull’immagine di una trentenne senza figlia a Londra per due settimane, senza prendere in considerazione cio’ che ho scritto sopra.
    Grazie di cuore

  • @Franci risponderò solo in presenza del mio avvocato.

    @Francesca bella domanda, interessa anche a me.

    @BelladiGiorni escort blogger? non sapevo esistessero! mi hai aperto un mondo!!!!

  • Puttane che hanno un blog… dette simpaticamente da me escort blogger. Cioè tutti possiamo scrivere o avere qualcosa da raccontare basta guardare piu in la del proprio naso. 🙂

  • anche secondo me è il post più pieno d’amore che hai scritto.. anche a me ogni tanto, nei momenti più impensabili, me lo vedo come se fosse già grande, e mi prende una fitta al cuore il fatto di spere che se ne andrà, che dovrà farlo per crescere e essere felice, e che è giusto così.. però.. però.. il cuore di mamma fa fatica ad accettare questo! ma non pensiamoci ora! pensa.. magari a 18 anni saranno dei super rompip** e faremo un festone quando se ne andranno all’università!!

  • Un post sul rapporto tra madre e figlia.
    Un post sul distacco dove l’età anagrafica non conta, dove le motivazioni e i luoghi non contano.
    Un consapevolezza in più, una presa di coscienza: conoscere la direzione che si vuole seguire.
    “Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia”, si mette il vestito migliore e sceglie per lei la strada migliore.
    Un post d’amore, il resto non conta, almeno per me.
    Buon cammino.

  • Anonymous

    …la gente è fuori…anzi forse è masochista:leggi un blog che ti irrita e infastidisce…ma chi te lo fa fare?!? Ma che davvero,te l’ha ordinato il medico?!?
    Bah!

    A me il tuo blog piace e me lo leggo volentieri,tiè!

    Ari

  • Io sono una mamma più egoista, ho sempre fatto tanta fatica a lasciare il mio primo figlio dai nonni e il secondo non si è mai allontanato da casa, non c’è mai stata l’occasione, e spero anche che non ci sia…

  • E’ una scelta che IO, personalmente, non farei mai. Ho l’impressione che i miei figli abbiano ancora tanto bisogno di me. Io, ad esempio, avrei preferito la babysitter, a due settimane senza vedere i miei figli. Non e’ in discussione l’amore materno, sia chiaro, ma solo la soluzione al problema lavorativo. A quattro anni parlare di indipendenza mi pare davvero tanto, a quattroa anni le indipendenze da conquistare, a mio parere, sono altre.
    Sono pedagogista, ho fatto tanti anni l ‘educatrice, e so quanto sia difficile, a volte, per loro capire perché, ad es., la mamma debba andare al lavoro e lasciarli all’asilo. E’ un lavoro, la concquista dell’indipendenza, che si fa giorno dopo giorno. Sto parlando, ovviamente, in generale e non di Viola, che non conosco, e’ ovvio!
    Casafujiko.blogspot.com

  • jox

    E niente, certi commenti mi fanno cadere le braccia in maniera allucinante, fossi stata in Chiara avrei risposto con un “cazzomenefrega” invece di dare (superflue) spiegazioni.

    Chi giudica una persona da ciò che scrive su un blog secondo me non ha ben capito come funziona appunto l’avere un blog, che essendo personale spesso è più una valvola di sfogo per certe situazioni piuttosto che uno specchio veritiero della propria vita.

    Ma MENO MALE che Viola ha nonni e zii che le possono concedere un po’ di vacanza dal grigiore di Londra, MENO MALE che ha una madre che coltiva le proprie passioni senza per questo amarla di meno, MENO MALE che a tre anni e mezzo (credo) sta imparando cose nuove e avendo esperienze che le saranno utili per ciò che diventerà già fra qualche anno.

    Prevedo ciò che succederà:
    Viola per due settimane potrà stare con parenti che vede nettamente di meno, si divertirà e andrà al mare, chiamerà sua madre tutte le volte che vuole, poi tornerà a Londra e le racconterà tutto quello che ha fatto.
    Fine.
    Bad parenting, eh, very very wrong (sarcasmo)

  • Non avevo intenzione di prendere parte a questa catfight che si è infuocata intorno a questo post, lo giuro. Ma il mio animo non si fa i fatti suoi, quindi suvvia, dirò la mia anche io.

    Chiara, ho letto il tuo blog per caso, ho riso, ho riflettuto, ho comprato il tuo libro. Ho riso alle lacrime su alcune parti, l’ho letto d’un fiato. Scritto bene, scorrevole, piacevole. Leggo i tuoi post da allora, per curiosità, noia, piacere, un misto. Ma rido ai commenti di chi dice che ha imparato a volerti bene, a voler bene a Porpi, perchè semplicemente è un’esagerazione bella e buona.
    Stessa cosa mi fa sorridere chi sente di doverti difendere da due o tre commenti negativi che rovinano l’atmosfera aulica.

    Sei una ragazza giovane, bella, fortunata, una bambina bella con la fortuna di essere praticamente bilingue. Hai problemi e crisi, come chiunque, leggiamo di momenti gioiosi e altri più tristi.

    Ma una cosa che non hai è la capacità di rispondere in modo serio alla critiche. Ho letto pappardelle di commenti, a cui non fai altro che rispondere “è la mia vita”. Che è vero, per carità. Ma se ti apri un blog ti apri ai commenti e ai giudizi. La gente giudica quello che vede è legge, è umano per l’amordiddio. Non puoi solo dire grazie a chi ti riempie di lodi e di lacrime e di “oddio come sei favolosa” ma appena ti dicono che 15 giorni dai nonni non è questo big deal non puoi chiuderti a riccio e dire “se ti piace è così altrimenti smamma, questo è il mio pensiero”.

    Per il resto, l’appendice del figlio è una frase un pò infelice, lo devo ammettere pure io. E’ un’opinione sì, ma il tono poteva essere diverso.

    Infine, continuerò a leggere il blog, i commenti mielosi e le catfight qui, ma mi piacerebbe vederti più aperta nelle risposte, più messa in discussione.

    Alessandra

  • Fra

    Sei una mamma splendida… questo tuo post dovrebbe essere obbligatorio da interiorizzare quando si sta per diventare genitori! 🙂

  • Anonymous

    Non ci posso credere… La mamma deve essere ancora oggi una mamma che si trascura e pensa solo ai figli. Non ci sto, sono provocazioni o invidia di un equilibrio migliore che una persona ha trovato? Non sono sotto i trenta e non sino incinta , ho una figlia e mi ritrovo molto nelle parole di chiara. Non capisco perché le mamme un po’ piu’ tradizionali devono giudicare scelte differenti dalle loro!!ci sono modi diversi di vivere la maternità , possibile che non si capisca questa cosa?!?

  • mi vien da piangere. oppure da riflettere, e per non riflettere è meglio che mi metta a piangere di commozione.

  • Non seguo molto il tuo blog, forse perchè l’argomento è lontano anni luce da me. Insomma qui sono un pesce fuor d’acqua. Pero questo è stato l’unico post che ho letto ed anche tutti i commenti. Mi sono ammazzata dal ridere. Pensavo che soli le escortblogger avessero problemi, ma pure tu mica scherzi (mi riferisco ai commenti). Tieni duro. Show must go on 😉

  • Io volevo chiedere alla psicoterapeuta Lisa cosa pensa del ruolo dei nonni. Sinceramene. Non e’ una polemica la mia, affatto. Mi chiedo se lei consiglierebbe a una madre lavoratrice di lasciare la propria figlia a una baby sitter qualsiasi oltre ad alcuni pomeriggi la settimana dopo l’asilo anche per due settimane estive, non approfittando di una nonna che la porterebbe al mare. Una nonna che d’improvviso vede molto ma molto saltuariamente, con la quale ha un ottimo rapporto. Il senso d’abbandono lo si puo’ provare anche nei confronti di una nonna, no? Certo diverso da quello verso un genitore, ma stiamo comunque parlando di una persona che e’ sempre stata un IMPORTANTE punto di riferimento per la piccola. Spero di cuore di ricevere una risposta, perché mi interesserebbe molto. Ho paura che le critiche si siano incentrate troppo sull’immagine di una trentenne senza figlia a Londra per due settimane, senza prendere in considerazione cio’ che ho scritto sopra.
    Grazie di cuore

  • @Franci risponderò solo in presenza del mio avvocato.

    @Francesca bella domanda, interessa anche a me.

    @BelladiGiorni escort blogger? non sapevo esistessero! mi hai aperto un mondo!!!!

  • Anonymous

    Polly e’ simpatica e basta

  • Puttane che hanno un blog… dette simpaticamente da me escort blogger. Cioè tutti possiamo scrivere o avere qualcosa da raccontare basta guardare piu in la del proprio naso. 🙂

  • Un post sul rapporto tra madre e figlia.
    Un post sul distacco dove l’età anagrafica non conta, dove le motivazioni e i luoghi non contano.
    Un consapevolezza in più, una presa di coscienza: conoscere la direzione che si vuole seguire.
    “Ogni mattina, in Uk, una blogger si sveglia”, si mette il vestito migliore e sceglie per lei la strada migliore.
    Un post d’amore, il resto non conta, almeno per me.
    Buon cammino.

  • Io sono una mamma più egoista, ho sempre fatto tanta fatica a lasciare il mio primo figlio dai nonni e il secondo non si è mai allontanato da casa, non c’è mai stata l’occasione, e spero anche che non ci sia…

  • Anonymous

    Ciao, sono all’ ottavo mese di gravidanza e visto il caldo soffocante perdo anch’io un po’ di tempo a spasso nella rete.
    Intervengo non per difendere la titolare del blog (non mi sembra il caso), ma per far notare ad alcuni commentatori che mi hanno preceduta quanto sia facile cadere in espressioni poco felici quando si esprimono le proprie opinioni:
    @Giovanni mi sembra poco carino dare della mantenuta alla tua compagna, sono sicura che ricopre un ruolo importantissimo nella crescita dei vostri 2 figli e non credo meriti un appellativo simile.
    Sai, negli ultimi anni il panorama delle opportunità di lavoro e’ un po’ cambiato, quindi a molti ragazzi tocca partire dalle proprie passioni e dalle proprie capacita’ per inventarsene uno.
    @lisa forse non e’ stata una mossa molto furba dire che chiara se la tira salvo poi iniziare il tuo commento dandoti da sola della “bella donna” elencando tutte le tue
    qualita’ e ponendoti (tu si) su un piedistallo rispetto a ragazze + giovani di te che non hanno ancora vissuto l’esperienza della maternita’.
    E poi tu per prima dovresti sapere che ogni bambino e’ diverso dall’ altro e ogni mamma e’ diversa dall’altra. Ogni relazione tra una mamma e suo figlio e’ unica e solo la mamma di QUEL bambino puo’ stabilire se QUELLA relazione e’ sufficientemente sicura da poter permettere un momentaneo distacco del piccolo (molto diverso da un abbandono!)
    Saluti a tutti!
    Mammaasettembre

  • Lavinia

    Condivido perfettamente Alessandra che ha scritto un po’ più su..anche a me non piace particolarmente come rispondi ai commenti negativi, capisco che le critiche possano dare fastidio ed è vero che alcuni sono offensivi, però altri esprimono soltanto un parere diverso dal tuo..se non ti piacciono gli scambi di opinioni perchè aprire un blog?
    Più che rispostacce ai commenti maleducati, mi piacerebbe leggere risposte garbate a chi la pensa diversamente!

    Non volevo essere offensiva, è solo un’impressione che ho da un po’ di tempo, ma forse mi sbaglio!
    Lavinia S.

  • jox

    E niente, certi commenti mi fanno cadere le braccia in maniera allucinante, fossi stata in Chiara avrei risposto con un “cazzomenefrega” invece di dare (superflue) spiegazioni.

    Chi giudica una persona da ciò che scrive su un blog secondo me non ha ben capito come funziona appunto l’avere un blog, che essendo personale spesso è più una valvola di sfogo per certe situazioni piuttosto che uno specchio veritiero della propria vita.

    Ma MENO MALE che Viola ha nonni e zii che le possono concedere un po’ di vacanza dal grigiore di Londra, MENO MALE che ha una madre che coltiva le proprie passioni senza per questo amarla di meno, MENO MALE che a tre anni e mezzo (credo) sta imparando cose nuove e avendo esperienze che le saranno utili per ciò che diventerà già fra qualche anno.

    Prevedo ciò che succederà:
    Viola per due settimane potrà stare con parenti che vede nettamente di meno, si divertirà e andrà al mare, chiamerà sua madre tutte le volte che vuole, poi tornerà a Londra e le racconterà tutto quello che ha fatto.
    Fine.
    Bad parenting, eh, very very wrong (sarcasmo)

  • Non avevo intenzione di prendere parte a questa catfight che si è infuocata intorno a questo post, lo giuro. Ma il mio animo non si fa i fatti suoi, quindi suvvia, dirò la mia anche io.

    Chiara, ho letto il tuo blog per caso, ho riso, ho riflettuto, ho comprato il tuo libro. Ho riso alle lacrime su alcune parti, l’ho letto d’un fiato. Scritto bene, scorrevole, piacevole. Leggo i tuoi post da allora, per curiosità, noia, piacere, un misto. Ma rido ai commenti di chi dice che ha imparato a volerti bene, a voler bene a Porpi, perchè semplicemente è un’esagerazione bella e buona.
    Stessa cosa mi fa sorridere chi sente di doverti difendere da due o tre commenti negativi che rovinano l’atmosfera aulica.

    Sei una ragazza giovane, bella, fortunata, una bambina bella con la fortuna di essere praticamente bilingue. Hai problemi e crisi, come chiunque, leggiamo di momenti gioiosi e altri più tristi.

    Ma una cosa che non hai è la capacità di rispondere in modo serio alla critiche. Ho letto pappardelle di commenti, a cui non fai altro che rispondere “è la mia vita”. Che è vero, per carità. Ma se ti apri un blog ti apri ai commenti e ai giudizi. La gente giudica quello che vede è legge, è umano per l’amordiddio. Non puoi solo dire grazie a chi ti riempie di lodi e di lacrime e di “oddio come sei favolosa” ma appena ti dicono che 15 giorni dai nonni non è questo big deal non puoi chiuderti a riccio e dire “se ti piace è così altrimenti smamma, questo è il mio pensiero”.

    Per il resto, l’appendice del figlio è una frase un pò infelice, lo devo ammettere pure io. E’ un’opinione sì, ma il tono poteva essere diverso.

    Infine, continuerò a leggere il blog, i commenti mielosi e le catfight qui, ma mi piacerebbe vederti più aperta nelle risposte, più messa in discussione.

    Alessandra

  • Fra

    Sei una mamma splendida… questo tuo post dovrebbe essere obbligatorio da interiorizzare quando si sta per diventare genitori! 🙂

  • Anonymous

    Non ci posso credere… La mamma deve essere ancora oggi una mamma che si trascura e pensa solo ai figli. Non ci sto, sono provocazioni o invidia di un equilibrio migliore che una persona ha trovato? Non sono sotto i trenta e non sino incinta , ho una figlia e mi ritrovo molto nelle parole di chiara. Non capisco perché le mamme un po’ piu’ tradizionali devono giudicare scelte differenti dalle loro!!ci sono modi diversi di vivere la maternità , possibile che non si capisca questa cosa?!?

  • Anonymous

    Mi viene chiesto cosa ne penso dei nonni. rispondo ma poi chiudo, chiudo con le risposte e con le osservazioni, da cui vengono estrapolate solo alcune parole per condannare al rogo la strega che non crede in un unica divinità, senza riflettere sul senso nè il contenuto, senza cercare un confronto aperto e onesto, ma solo gruppi di buone contro cattive come alle medie.
    i nonni sono figure e risorse importantissime.sono una ricchezza. a volte sostituiscono persino quelle genitoriali, anche se non dovrebbe succedere.
    è difficile oggi mettere dei confini tra ciò che è necessario e ciò che ci fa comodo, e questo vale anche per il ruolo che diamo ai nonni.
    in questo caso, ho trovato irritanti i toni di chiara che spesso fa passare per eroismo gesti molto egocentrici. io stessa ho un bambino, quando lavoro vanno a prenderlo i nonni all’asilo, e anche lui qualche giorno andrà con loro in campagna. serenamente senza psicodrammi.
    ma qui si parla di PIù di DUE settimane,per avere Londra tutta per sè, e così se non sbaglio furono DIECI giorni in giappone di svago quando viola era piccolissima..
    ora, sia chiaro, premesso che i traumi e gli abusi sono BEN altra cosa, ho detto solo di smetterla di mascherare la voglia (comprensibile) di essere giovane e childfree, con parole come indipendenza, esplorare il mondo etc, in una bimba così piccola.
    quasi tre settimane sono un tempo molto lungo per un bimbo di 3 anni e mezzo senza vedere la sua mamma, E BASTA! sicuramente la nonna ne avrà cura e andrà tutto bene,ma io credo che se un bimbo potesse scegliere,dalla mia esperienza sceglierebbe di stare vicino ai suoi genitori, e fino a che è possibile,si dovrebbe cercare di permetterglielo.poi, ognuno fa quel che puo’, e so benissimo che non sempre è possibile.
    ho detto questo, e inoltre ho criticato chiara per il tono con cui si pone da un po’ in un blog che ho molto amato ma che smetterò senz’altro di seguire.
    e adesso basta dai, che l’unico commento che l’autrice si è sentita di fare su tutti i suoi social networks è stato “oddio mi hanno dato del justin bieber mi uccido”.
    non ho altro da dire, nè da leggere.
    cordialmente
    Lisa.

  • mi vien da piangere. oppure da riflettere, e per non riflettere è meglio che mi metta a piangere di commozione.

  • Anonymous

    Polly e’ simpatica e basta

  • Anonymous

    Ciao, sono all’ ottavo mese di gravidanza e visto il caldo soffocante perdo anch’io un po’ di tempo a spasso nella rete.
    Intervengo non per difendere la titolare del blog (non mi sembra il caso), ma per far notare ad alcuni commentatori che mi hanno preceduta quanto sia facile cadere in espressioni poco felici quando si esprimono le proprie opinioni:
    @Giovanni mi sembra poco carino dare della mantenuta alla tua compagna, sono sicura che ricopre un ruolo importantissimo nella crescita dei vostri 2 figli e non credo meriti un appellativo simile.
    Sai, negli ultimi anni il panorama delle opportunità di lavoro e’ un po’ cambiato, quindi a molti ragazzi tocca partire dalle proprie passioni e dalle proprie capacita’ per inventarsene uno.
    @lisa forse non e’ stata una mossa molto furba dire che chiara se la tira salvo poi iniziare il tuo commento dandoti da sola della “bella donna” elencando tutte le tue
    qualita’ e ponendoti (tu si) su un piedistallo rispetto a ragazze + giovani di te che non hanno ancora vissuto l’esperienza della maternita’.
    E poi tu per prima dovresti sapere che ogni bambino e’ diverso dall’ altro e ogni mamma e’ diversa dall’altra. Ogni relazione tra una mamma e suo figlio e’ unica e solo la mamma di QUEL bambino puo’ stabilire se QUELLA relazione e’ sufficientemente sicura da poter permettere un momentaneo distacco del piccolo (molto diverso da un abbandono!)
    Saluti a tutti!
    Mammaasettembre

  • Lavinia

    Condivido perfettamente Alessandra che ha scritto un po’ più su..anche a me non piace particolarmente come rispondi ai commenti negativi, capisco che le critiche possano dare fastidio ed è vero che alcuni sono offensivi, però altri esprimono soltanto un parere diverso dal tuo..se non ti piacciono gli scambi di opinioni perchè aprire un blog?
    Più che rispostacce ai commenti maleducati, mi piacerebbe leggere risposte garbate a chi la pensa diversamente!

    Non volevo essere offensiva, è solo un’impressione che ho da un po’ di tempo, ma forse mi sbaglio!
    Lavinia S.

  • Anonymous

    Ragazzi… leggerezza!
    Ma come si fa ad aspettarsi tutta questa serietà e solennità in un blog del genere!?!
    Io ho letto solo alcuni dei post e non posso definirmi una fan dell’ autrice, ma tra tutte le caratteristiche di questo diario la piu’ lampante mi sembra proprio l’ironia, la leggerezza, appunto, con la quale si cerca di parlare di una delle esperienze piu’ importanti nella vita di una donna.
    Mi meraviglio davvero a leggere di tutte queste persone offese per le cose vengono dette…
    Sorridete, la vita e’ bella! (anche quando si parla di cose serie).
    Mammaasettembre

  • Anonymous

    Mi viene chiesto cosa ne penso dei nonni. rispondo ma poi chiudo, chiudo con le risposte e con le osservazioni, da cui vengono estrapolate solo alcune parole per condannare al rogo la strega che non crede in un unica divinità, senza riflettere sul senso nè il contenuto, senza cercare un confronto aperto e onesto, ma solo gruppi di buone contro cattive come alle medie.
    i nonni sono figure e risorse importantissime.sono una ricchezza. a volte sostituiscono persino quelle genitoriali, anche se non dovrebbe succedere.
    è difficile oggi mettere dei confini tra ciò che è necessario e ciò che ci fa comodo, e questo vale anche per il ruolo che diamo ai nonni.
    in questo caso, ho trovato irritanti i toni di chiara che spesso fa passare per eroismo gesti molto egocentrici. io stessa ho un bambino, quando lavoro vanno a prenderlo i nonni all’asilo, e anche lui qualche giorno andrà con loro in campagna. serenamente senza psicodrammi.
    ma qui si parla di PIù di DUE settimane,per avere Londra tutta per sè, e così se non sbaglio furono DIECI giorni in giappone di svago quando viola era piccolissima..
    ora, sia chiaro, premesso che i traumi e gli abusi sono BEN altra cosa, ho detto solo di smetterla di mascherare la voglia (comprensibile) di essere giovane e childfree, con parole come indipendenza, esplorare il mondo etc, in una bimba così piccola.
    quasi tre settimane sono un tempo molto lungo per un bimbo di 3 anni e mezzo senza vedere la sua mamma, E BASTA! sicuramente la nonna ne avrà cura e andrà tutto bene,ma io credo che se un bimbo potesse scegliere,dalla mia esperienza sceglierebbe di stare vicino ai suoi genitori, e fino a che è possibile,si dovrebbe cercare di permetterglielo.poi, ognuno fa quel che puo’, e so benissimo che non sempre è possibile.
    ho detto questo, e inoltre ho criticato chiara per il tono con cui si pone da un po’ in un blog che ho molto amato ma che smetterò senz’altro di seguire.
    e adesso basta dai, che l’unico commento che l’autrice si è sentita di fare su tutti i suoi social networks è stato “oddio mi hanno dato del justin bieber mi uccido”.
    non ho altro da dire, nè da leggere.
    cordialmente
    Lisa.

  • Lisa guarda a me a questo punto pare che tu utilizzi la tua professione per dare autorevolezza alla tua opinione personale. Cosa ci sarebbe stato di male se avessi espresso con educazione (e non perché stai commentando sotto il blog di Gesù ma perché così ci si comporta)il fatto che disapprovi in prima persona il distacco dal bambino per più di tre giorni? Mi sto anche chiedendo se è perché credi che sia ingiusto, se questa cosa nasca dal fatto che non ci riusciresti o se è un mix di tutte e due le cose. E ti assicuro che mentre penso a questo non cerco un modo provocatorio di porre una domanda. Però ti devo dire con franchezza che quando leggo un adulto scrivere “E BASTA” mi viene da ricordare i tempi dell’asilo, magari fossero quelli delle medie! E preferirei che non ti prendessi ruoli che non riesci a sostenere. Solitamente il cattivo in una storia è un personaggio molto profondo e non può essere interpretato da qualcuno che in qualche commento getta discredito sull’autore del post e per avvalorare la sua tesi ha bisogno di affermare che è una donna bella, sana e abbronzata. Qualunque dibattito produttivo tu volessi innescare è stato schiacciato miseramente dal peso della presunzione o forse dall’incapacità di comunicare il tuo messaggio senza che risuonasse come sgradevole. Forse le cose non stanno solo come le vedi tu che preferisci credere che siano tutte teenager senza cervello innamorate della diva che vive a Londra. (Anche perché soprattutto una ventenne senza figli, cos’ha da perdere? Può partire quando vuole.) Mi domando, non trovi che sia un po’ limitante vedere quest’unica opzione? In ogni caso alla fine ho risposto solo perché mi sembra veramente assurdo che una persona non sia libera di avere un’opinione su una cosa leggera e piacevole come la lettura di un post, che debba essere tacciata di superficialità e idiozia.

  • Ultima cosa, i nonni sono bellissimi… Vorrei tanto poter tornare indietro nel tempo per passare un altro po’ di tempo con quelli che ho perso.

  • Ella

    In ogni riga di questo post ho sentito solo Amore! quello buono, quello che dovrebbe prevalere sempre nelle nostre vite perché puro.
    dici di non esserti mai sentita attaccata ad un neonato, ma chi dice che questo “attaccamento” dovremmo provarlo solo in gravidanza o nei primi mesi di vita del neonato?
    il periodo è diverso ma l’emozione che provi, il sentimento che stai vivendo è universale: è veramente ciò che ci accomuna indipendentemente dal sesso, dall’età, dall’ambiente sociale in cui viviamo.
    è un sentimento così puro e lo hai descritto così bene che mi salverò questo post per rileggerlo in futuro quando avrò anch’io dei figli e dovrò ricordarmi di trasmettere solo Amore e non l’amore morboso che ci impone catene e ci chiude nel nostro piccolo mondo.

  • Anonymous

    Leggo il blog da tanto tempo e non ho mai commentato.
    Premetto che non ho figli e forse per questo non posso capire fino in fondo il senso del tuo post (?).
    Ma non per questo mi permetto di darti della viziata, egoista, diciottenne (LOL!). I commenti degli haters qui sopra hanno un solo denominatore comune : l’invidia (compresi coloro che pensano di avere più autorità e diritti scrivendo di essere teraupeuti o psicologi. fanno solo ridere).
    Se tu, wonder, non avessi scritto che per due settimane avevi Londra per te, nessuno ti avrebbe additato di mamma indegna, il punto è questo : queste persone sono invidiose e conducono una vita vuota e triste. E parecchio pure.
    Detto questo, capisco poco anche gli adulatori. Pero’ non li giudico.
    Mi dispiace perché immagino solo come ora tu possa sentirti. Hai scritto un paio di righe per evacuare dei sentimenti e sei riuscita a tradurre in parole i tuoi pensieri e riflessioni dopo esserti separata da tua figlia (e questo a prescindere da tutto) e vieni letteralmente travolta da un nugolo di commenti acidi e cattivi.

    Per dare il mio piccolo contributo : ho passato tutte le estati della mia infanzia separata dai miei: in colonia, dagli zii, dagli amici. A volte avevo un po’ di angoscia, me ne ricordo bene, ma cio’ non mi ha impedito di crescere con una sana voglia di indipendenza e libertà che ho tradotto in fatti appena potuto : a 19 anni università all’altro capo dello stivale, anno seguente in erasmus in un paese estero dove vivo ancor’oggi e da settembre andro’ a vivere in un terzo paese (senza contare i viaggi di mesi in oriente). Quindi daje wonder, cio’ che hai scritto è vero : Viola imparerà anche dalla tua stessa attitudine e comportamento. Se la mandi dai nonni e sei straziata, lei probabilmente farà uguale ma se la lasci libera, accompagnandola con un senso di presenza, non potrà che spiccare il volo. E questo, credo, è cio’ che vuoi per tua figlia, proprio perché non è “tua”, ma un altro essere.

    Good luck !
    Tom

  • Anonymous

    Ragazzi… leggerezza!
    Ma come si fa ad aspettarsi tutta questa serietà e solennità in un blog del genere!?!
    Io ho letto solo alcuni dei post e non posso definirmi una fan dell’ autrice, ma tra tutte le caratteristiche di questo diario la piu’ lampante mi sembra proprio l’ironia, la leggerezza, appunto, con la quale si cerca di parlare di una delle esperienze piu’ importanti nella vita di una donna.
    Mi meraviglio davvero a leggere di tutte queste persone offese per le cose vengono dette…
    Sorridete, la vita e’ bella! (anche quando si parla di cose serie).
    Mammaasettembre

  • Lisa guarda a me a questo punto pare che tu utilizzi la tua professione per dare autorevolezza alla tua opinione personale. Cosa ci sarebbe stato di male se avessi espresso con educazione (e non perché stai commentando sotto il blog di Gesù ma perché così ci si comporta)il fatto che disapprovi in prima persona il distacco dal bambino per più di tre giorni? Mi sto anche chiedendo se è perché credi che sia ingiusto, se questa cosa nasca dal fatto che non ci riusciresti o se è un mix di tutte e due le cose. E ti assicuro che mentre penso a questo non cerco un modo provocatorio di porre una domanda. Però ti devo dire con franchezza che quando leggo un adulto scrivere “E BASTA” mi viene da ricordare i tempi dell’asilo, magari fossero quelli delle medie! E preferirei che non ti prendessi ruoli che non riesci a sostenere. Solitamente il cattivo in una storia è un personaggio molto profondo e non può essere interpretato da qualcuno che in qualche commento getta discredito sull’autore del post e per avvalorare la sua tesi ha bisogno di affermare che è una donna bella, sana e abbronzata. Qualunque dibattito produttivo tu volessi innescare è stato schiacciato miseramente dal peso della presunzione o forse dall’incapacità di comunicare il tuo messaggio senza che risuonasse come sgradevole. Forse le cose non stanno solo come le vedi tu che preferisci credere che siano tutte teenager senza cervello innamorate della diva che vive a Londra. (Anche perché soprattutto una ventenne senza figli, cos’ha da perdere? Può partire quando vuole.) Mi domando, non trovi che sia un po’ limitante vedere quest’unica opzione? In ogni caso alla fine ho risposto solo perché mi sembra veramente assurdo che una persona non sia libera di avere un’opinione su una cosa leggera e piacevole come la lettura di un post, che debba essere tacciata di superficialità e idiozia.

  • Ultima cosa, i nonni sono bellissimi… Vorrei tanto poter tornare indietro nel tempo per passare un altro po’ di tempo con quelli che ho perso.

  • Anonymous

    Sarà che faccio un lavoro simile a quello di Lisa, ma i suoi commenti sono gli unici che ho trovato sensati, onesti, critici e oggettivi.
    Spero che Chiara se li legga, proprio per cercare di mettersi in discussione almeno un pochino, soprattutto per il bene di Viola.
    Seguivo questo blog quasi ogni giorno, ora invece sempre di meno, quello che era un simpatico diario personale è diventata una vetrina che trasuda pubblicità, edonismo e autocompiacimento. Sono solo passata a leggere questo post perchè mi è stato segnalato, e davvero quoto Lisa parola per parola.
    Silvia da milano

  • Anonymous

    Guardate che molte volte lasciare i bimbi con i nonni e’ una scelta che si fa x i bimbi. Io questa settimana ho lasciato mia figlia di 10 mesi in montagna con i nonni, perché a Milano fa caldo e sicuramente e’ stata piu’ al fresco anche se non c’ero io! Certo che mi e’ dispiaciuto , e mi e’ mancata un sacco. E vi diro’ sono anche andata a fare un aperitivo con le amiche, ma non per questo mi sento una mamma degenera. E comunque ha ragione “mamma a settembre” un po’ piu’ di leggerezza .silvia

  • Barbara

    Prima di essere virtualmente lapidata vorrei premettere che seguo il blog da tanto e mi sono anche affezionata alle vicende di Chiara e Viola.

    PERO’.

    Però noto veramente un’esagerazione in molte cose.

    Nei commenti che fanno di Chiara un idolo, come madre, come scrittrice, come donna.
    Mi mettono una tristezza…Ogni volta mi chiedo che vita abbiano queste donne che gridano al genio, al mito, al “quanto sei figa”.

    Nell’esasperazione con cui ultimamente viene enfatizzato quello che fa l’autrice e con cui ogni volta viene ribadito il ruolo di donna oltre che di madre, e il fatto di prendersi una pausa dai figli. Non c’è niente di male in questo, ma basta, dai. Ogni volta c’è bisogno di dirlo?!

    Nel trincerarsi dietro al “il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare”.
    Certo, i commenti offensivi non vanno bene, siamo d’accordo, però invece allora quelli leziosi, melensi, che fanno dell’autrice una sorta di genio invece sì?!

    Nei commenti lacrimosi a questo post.
    Una bambina va in vacanza con i nonni, come fanno altre centinaia di bambini, come penso la maggior parte di noi abbia fatto da piccole.
    Non mi pare c’entri nulla con l’iniziazione alla capacità di essere indipendenti, anzi, semmai il contrario. I nonni puntualmente permettono ai nipoti tutto quello che i genitori negano, penso che tutte noi siamo state più o meno viziate dai nonni, e 15 giorni dai nonni sono tutt’altro che educativi. Certo, non è male di nulla se per 15 giorni mangiano qualche merendina o guardano la tv un pò di più, però non c’incastra proprio nulla con l’indipendenza.
    E prima che vi affanniate a dire che l’indipendenza si impara fin da piccoli…sta scrivendo una che è cresciuta all’estero ed ha vissuto in 3 paesi diversi.

  • Ella

    In ogni riga di questo post ho sentito solo Amore! quello buono, quello che dovrebbe prevalere sempre nelle nostre vite perché puro.
    dici di non esserti mai sentita attaccata ad un neonato, ma chi dice che questo “attaccamento” dovremmo provarlo solo in gravidanza o nei primi mesi di vita del neonato?
    il periodo è diverso ma l’emozione che provi, il sentimento che stai vivendo è universale: è veramente ciò che ci accomuna indipendentemente dal sesso, dall’età, dall’ambiente sociale in cui viviamo.
    è un sentimento così puro e lo hai descritto così bene che mi salverò questo post per rileggerlo in futuro quando avrò anch’io dei figli e dovrò ricordarmi di trasmettere solo Amore e non l’amore morboso che ci impone catene e ci chiude nel nostro piccolo mondo.

  • Anonymous

    Ciao Wonder,se posso vorrei esprimerti anche io la mia opinione su quanto hai scritto.
    Leggendo questo post,per altro molto ben scritto,ho avvertito distintamente l’amore che provi per la tua bimba,su questo non ci sono dubbi;trovo anzi un pò ridicolo che ti si accusi di non veder l’ora di goderti Londra da sola,una volta “parcheggiata” la bimba dai nonni.
    Certo è che ,come sempre,sembra che tu ci tenga a rimarcare come tu sia prima di tutto una donna e dopo,solo dopo,una mamma..capisco che questa è forse la tua filosofia di vita,ma non a tutti riesce facile separarsi dai propri figli,anche solo per mandarli dai nonni. Il fatto che tu voglia sottolineare come tu ci riesca senza apparente difficoltà,ammetto che può disturbare un pochino.
    Detto questo,come già hai ribadito tu stessa, il blog è tuo e chiaramente ci esprimi ciò che provi,ma tieni a mente che chi ti legge non può essere costantemente d’accordo con te,perciò cerca di non giudicare,anche indirettamente (spero di non averlo fatto io con questo mio intervento).
    Infine,devo ammettere che anche a me sembra che tu te la “tiracchi” un pò,ma ti dirò che ormai è parte integrante del tuo blog,lo caratterizza 🙂
    H.

  • Anonymous

    Leggo il blog da tanto tempo e non ho mai commentato.
    Premetto che non ho figli e forse per questo non posso capire fino in fondo il senso del tuo post (?).
    Ma non per questo mi permetto di darti della viziata, egoista, diciottenne (LOL!). I commenti degli haters qui sopra hanno un solo denominatore comune : l’invidia (compresi coloro che pensano di avere più autorità e diritti scrivendo di essere teraupeuti o psicologi. fanno solo ridere).
    Se tu, wonder, non avessi scritto che per due settimane avevi Londra per te, nessuno ti avrebbe additato di mamma indegna, il punto è questo : queste persone sono invidiose e conducono una vita vuota e triste. E parecchio pure.
    Detto questo, capisco poco anche gli adulatori. Pero’ non li giudico.
    Mi dispiace perché immagino solo come ora tu possa sentirti. Hai scritto un paio di righe per evacuare dei sentimenti e sei riuscita a tradurre in parole i tuoi pensieri e riflessioni dopo esserti separata da tua figlia (e questo a prescindere da tutto) e vieni letteralmente travolta da un nugolo di commenti acidi e cattivi.

    Per dare il mio piccolo contributo : ho passato tutte le estati della mia infanzia separata dai miei: in colonia, dagli zii, dagli amici. A volte avevo un po’ di angoscia, me ne ricordo bene, ma cio’ non mi ha impedito di crescere con una sana voglia di indipendenza e libertà che ho tradotto in fatti appena potuto : a 19 anni università all’altro capo dello stivale, anno seguente in erasmus in un paese estero dove vivo ancor’oggi e da settembre andro’ a vivere in un terzo paese (senza contare i viaggi di mesi in oriente). Quindi daje wonder, cio’ che hai scritto è vero : Viola imparerà anche dalla tua stessa attitudine e comportamento. Se la mandi dai nonni e sei straziata, lei probabilmente farà uguale ma se la lasci libera, accompagnandola con un senso di presenza, non potrà che spiccare il volo. E questo, credo, è cio’ che vuoi per tua figlia, proprio perché non è “tua”, ma un altro essere.

    Good luck !
    Tom

  • Anonymous

    Sarà che faccio un lavoro simile a quello di Lisa, ma i suoi commenti sono gli unici che ho trovato sensati, onesti, critici e oggettivi.
    Spero che Chiara se li legga, proprio per cercare di mettersi in discussione almeno un pochino, soprattutto per il bene di Viola.
    Seguivo questo blog quasi ogni giorno, ora invece sempre di meno, quello che era un simpatico diario personale è diventata una vetrina che trasuda pubblicità, edonismo e autocompiacimento. Sono solo passata a leggere questo post perchè mi è stato segnalato, e davvero quoto Lisa parola per parola.
    Silvia da milano

  • Anonymous

    Guardate che molte volte lasciare i bimbi con i nonni e’ una scelta che si fa x i bimbi. Io questa settimana ho lasciato mia figlia di 10 mesi in montagna con i nonni, perché a Milano fa caldo e sicuramente e’ stata piu’ al fresco anche se non c’ero io! Certo che mi e’ dispiaciuto , e mi e’ mancata un sacco. E vi diro’ sono anche andata a fare un aperitivo con le amiche, ma non per questo mi sento una mamma degenera. E comunque ha ragione “mamma a settembre” un po’ piu’ di leggerezza .silvia

  • Barbara

    Prima di essere virtualmente lapidata vorrei premettere che seguo il blog da tanto e mi sono anche affezionata alle vicende di Chiara e Viola.

    PERO’.

    Però noto veramente un’esagerazione in molte cose.

    Nei commenti che fanno di Chiara un idolo, come madre, come scrittrice, come donna.
    Mi mettono una tristezza…Ogni volta mi chiedo che vita abbiano queste donne che gridano al genio, al mito, al “quanto sei figa”.

    Nell’esasperazione con cui ultimamente viene enfatizzato quello che fa l’autrice e con cui ogni volta viene ribadito il ruolo di donna oltre che di madre, e il fatto di prendersi una pausa dai figli. Non c’è niente di male in questo, ma basta, dai. Ogni volta c’è bisogno di dirlo?!

    Nel trincerarsi dietro al “il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare”.
    Certo, i commenti offensivi non vanno bene, siamo d’accordo, però invece allora quelli leziosi, melensi, che fanno dell’autrice una sorta di genio invece sì?!

    Nei commenti lacrimosi a questo post.
    Una bambina va in vacanza con i nonni, come fanno altre centinaia di bambini, come penso la maggior parte di noi abbia fatto da piccole.
    Non mi pare c’entri nulla con l’iniziazione alla capacità di essere indipendenti, anzi, semmai il contrario. I nonni puntualmente permettono ai nipoti tutto quello che i genitori negano, penso che tutte noi siamo state più o meno viziate dai nonni, e 15 giorni dai nonni sono tutt’altro che educativi. Certo, non è male di nulla se per 15 giorni mangiano qualche merendina o guardano la tv un pò di più, però non c’incastra proprio nulla con l’indipendenza.
    E prima che vi affanniate a dire che l’indipendenza si impara fin da piccoli…sta scrivendo una che è cresciuta all’estero ed ha vissuto in 3 paesi diversi.

  • Anonymous

    Ciao Wonder,se posso vorrei esprimerti anche io la mia opinione su quanto hai scritto.
    Leggendo questo post,per altro molto ben scritto,ho avvertito distintamente l’amore che provi per la tua bimba,su questo non ci sono dubbi;trovo anzi un pò ridicolo che ti si accusi di non veder l’ora di goderti Londra da sola,una volta “parcheggiata” la bimba dai nonni.
    Certo è che ,come sempre,sembra che tu ci tenga a rimarcare come tu sia prima di tutto una donna e dopo,solo dopo,una mamma..capisco che questa è forse la tua filosofia di vita,ma non a tutti riesce facile separarsi dai propri figli,anche solo per mandarli dai nonni. Il fatto che tu voglia sottolineare come tu ci riesca senza apparente difficoltà,ammetto che può disturbare un pochino.
    Detto questo,come già hai ribadito tu stessa, il blog è tuo e chiaramente ci esprimi ciò che provi,ma tieni a mente che chi ti legge non può essere costantemente d’accordo con te,perciò cerca di non giudicare,anche indirettamente (spero di non averlo fatto io con questo mio intervento).
    Infine,devo ammettere che anche a me sembra che tu te la “tiracchi” un pò,ma ti dirò che ormai è parte integrante del tuo blog,lo caratterizza 🙂
    H.

  • b.

    Però dai, il commento sulla Ferragni mi ha fatto ridere! 😀 E mi ha fatto venire in mente questo: http://www.smh.com.au/lifestyle/dont-dumb-girls-down-20110829-1jh86.html che parla proprio della tendenza a commentare sempre quanto le bambine sono cute ecc… magari può interessare a te e a chi ha figlie femmine (ma pure a chiunque in realtà)!

  • b.

    Però dai, il commento sulla Ferragni mi ha fatto ridere! 😀 E mi ha fatto venire in mente questo: http://www.smh.com.au/lifestyle/dont-dumb-girls-down-20110829-1jh86.html che parla proprio della tendenza a commentare sempre quanto le bambine sono cute ecc… magari può interessare a te e a chi ha figlie femmine (ma pure a chiunque in realtà)!

  • Anonymous

    Seguo il blog da un bel po’ di tempo, non commento mai, stavolta vorrei lasciare anche il mio pensiero (tanto uno più uno meno… 🙂
    Ho 33 anni e ho una bimba di due anni e mezzo. Premetto che in molte cose sono esattamente l’opposto di Wonder (non sono per niente mondana, l’happy hour e le cene con i colleghi d’ufficio per me sono dei piccoli supplizi, odio il marketing/la moda/gli eventi fighi/i brand, odio il mojito, non vivrei mai a Londra, ecc).
    Però la invidio.
    La invidio perchè è più magra di quando è rimasta incinta e io invece ho 15 chili in più, perchè fa delle foto bellissime, perchè scrive bene (nel suo stile ovviamente, non ci aspettiamo un premio Strega), perchè è stata capace di crearsi un personaggio, perchè non si è fatta travolgere dalla maternità come me ma l’ha metabolizzata, perchè con tutti i casini che ha passato con Viola (intolleranze al latte, reflusso, febbri varie, traslochi, solitudine) ne è uscita indenne e forse più forte, perchè riesce a continuare a lavorare. Per tutto questo la invidio, anche se io sono l’opposto di lei, anche se mi dà fastidio la pubblicità e quel tratto fashion/trendy.
    Non voglio intervenire nel dibattito sul post. Credo che cose condivisibili siano state dette da chi l’ha difesa e da chi l’ha criticata. Io non mi sento comunque nella posizione di chi può criticarla o di chi può dirle come deve condurre la sua vita o il suo blog.
    So solo che essere mamme è un groviglio di sentimenti contrastanti. Conosco bene come ci si sente ebbre di libertà anche solo se si esce per comprare il pane e si ha l’orario di rientro perchè c’è la poppata, conosco come non si vede l’ora di avere qualche ora, qualche giorno per sè, anche solo per lavorare o per pulire la casa, contemporaneamente però sentendosi terribilmente in colpa e provando una devastante nostalgia.
    A settembre mia figlia andrà per la prima volta all’asilo, e so già che le ore senza di lei saranno un ossimoro: pace, libertà, ma anche senso di colpa e paura (la tratteranno bene le maestre? Si divertirà? I bambini le faranno i dispetti? ecc ecc…)
    Essere mamme è così…

    Laura

  • Le tue parole questa sera per sono ARIA. Respiro e sorrido pensandoli lontani.

  • Anonymous

    Seguo il blog da un bel po’ di tempo, non commento mai, stavolta vorrei lasciare anche il mio pensiero (tanto uno più uno meno… 🙂
    Ho 33 anni e ho una bimba di due anni e mezzo. Premetto che in molte cose sono esattamente l’opposto di Wonder (non sono per niente mondana, l’happy hour e le cene con i colleghi d’ufficio per me sono dei piccoli supplizi, odio il marketing/la moda/gli eventi fighi/i brand, odio il mojito, non vivrei mai a Londra, ecc).
    Però la invidio.
    La invidio perchè è più magra di quando è rimasta incinta e io invece ho 15 chili in più, perchè fa delle foto bellissime, perchè scrive bene (nel suo stile ovviamente, non ci aspettiamo un premio Strega), perchè è stata capace di crearsi un personaggio, perchè non si è fatta travolgere dalla maternità come me ma l’ha metabolizzata, perchè con tutti i casini che ha passato con Viola (intolleranze al latte, reflusso, febbri varie, traslochi, solitudine) ne è uscita indenne e forse più forte, perchè riesce a continuare a lavorare. Per tutto questo la invidio, anche se io sono l’opposto di lei, anche se mi dà fastidio la pubblicità e quel tratto fashion/trendy.
    Non voglio intervenire nel dibattito sul post. Credo che cose condivisibili siano state dette da chi l’ha difesa e da chi l’ha criticata. Io non mi sento comunque nella posizione di chi può criticarla o di chi può dirle come deve condurre la sua vita o il suo blog.
    So solo che essere mamme è un groviglio di sentimenti contrastanti. Conosco bene come ci si sente ebbre di libertà anche solo se si esce per comprare il pane e si ha l’orario di rientro perchè c’è la poppata, conosco come non si vede l’ora di avere qualche ora, qualche giorno per sè, anche solo per lavorare o per pulire la casa, contemporaneamente però sentendosi terribilmente in colpa e provando una devastante nostalgia.
    A settembre mia figlia andrà per la prima volta all’asilo, e so già che le ore senza di lei saranno un ossimoro: pace, libertà, ma anche senso di colpa e paura (la tratteranno bene le maestre? Si divertirà? I bambini le faranno i dispetti? ecc ecc…)
    Essere mamme è così…

    Laura

  • ci ho provato a leggerlo tutto…ma troppa roba.
    Io credo -a differenza di Giovanni – che tu abbia un buon audience, hai ricevuto molti commenti importanti. Probabilmente e’ difficile -e troppo personale- rispondere apertamente, ma alcuni secondo me colpiscono al cuore.
    Hai dei lettori attenti, e questo vuol dire che ogni tanto si accorgono delle “maschere” che scegli di mettere.

    E per la cronaca, anche io sono spesso basita da chi ti giudica la madre perfetta.

  • Le tue parole questa sera per sono ARIA. Respiro e sorrido pensandoli lontani.

  • ci ho provato a leggerlo tutto…ma troppa roba.
    Io credo -a differenza di Giovanni – che tu abbia un buon audience, hai ricevuto molti commenti importanti. Probabilmente e’ difficile -e troppo personale- rispondere apertamente, ma alcuni secondo me colpiscono al cuore.
    Hai dei lettori attenti, e questo vuol dire che ogni tanto si accorgono delle “maschere” che scegli di mettere.

    E per la cronaca, anche io sono spesso basita da chi ti giudica la madre perfetta.

  • Monica

    Cara Chiara, (mi sembra che in questo post cia molta chiara e poca wonder)

    Il post e’ davvero commovente, non perche viola parta per due settimane, ma perche’ vediamo (leggiamo) di una mamma… Una vera, ne perfetta ne wonder, una che nonostante gli sforzi per celarlo e la consapevoleza che un viaggetto di 15 gg fara’ bene e comunque non sara’ un dramma, sta li a salutare la sua bimba e si commuove combattuta tra sentimenti fortissimi.
    Io ho letto ed immaginato la scena cosi, forse perche’ la penso come te su tante cose e forse perche’ credo che siano davvero poche le mamme che riescano ad esprimere fino in fondo tutte le lro sensazioni rispetto alla maternita’. Poi io queste lotte interne le vivo spesso e senso di liberta e mancanza si avvicendano allegramente nel mio cuore…
    Non commento le osservazioni varie di gente che non ci ha capito niente di questo post e di coloro i quali hanno aspettato un momento di dolcezza e di verita’ scevra da tutto per attaccarti…. Chissa’ come mai…. Si parlava di INVIDIA mi pare…
    Ops ho commentato….. Ok mi sono contraddetta…. Che mica c’e’ una terapeuta in linea?? Credo di averne bisogno…

    Cara Wonder… Facci sognare… Non farti viva per 15 gg sai quanto rosicano quelli 🙂
    Pero’ poi recupera mi raccomando..

    Monica (come mai non tutti si firmano???)

  • Monica

    Cara Chiara, (mi sembra che in questo post cia molta chiara e poca wonder)

    Il post e’ davvero commovente, non perche viola parta per due settimane, ma perche’ vediamo (leggiamo) di una mamma… Una vera, ne perfetta ne wonder, una che nonostante gli sforzi per celarlo e la consapevoleza che un viaggetto di 15 gg fara’ bene e comunque non sara’ un dramma, sta li a salutare la sua bimba e si commuove combattuta tra sentimenti fortissimi.
    Io ho letto ed immaginato la scena cosi, forse perche’ la penso come te su tante cose e forse perche’ credo che siano davvero poche le mamme che riescano ad esprimere fino in fondo tutte le lro sensazioni rispetto alla maternita’. Poi io queste lotte interne le vivo spesso e senso di liberta e mancanza si avvicendano allegramente nel mio cuore…
    Non commento le osservazioni varie di gente che non ci ha capito niente di questo post e di coloro i quali hanno aspettato un momento di dolcezza e di verita’ scevra da tutto per attaccarti…. Chissa’ come mai…. Si parlava di INVIDIA mi pare…
    Ops ho commentato….. Ok mi sono contraddetta…. Che mica c’e’ una terapeuta in linea?? Credo di averne bisogno…

    Cara Wonder… Facci sognare… Non farti viva per 15 gg sai quanto rosicano quelli 🙂
    Pero’ poi recupera mi raccomando..

    Monica (come mai non tutti si firmano???)

  • è verissimo e commovente,che emozioni…hai fatto benissimo,sono d’accordo con te,fa bene ad entrambe;la mia ha 7 anni e non mi molla un attimo,non abbiamo neanche qualcuno di fiducia che possa regalarci questa esperienza,così ho anche paura di dovermi allontanare per motivi forzati,ad esempio di salute,o peggio…ci siamo separate quando era molto più piccola,3-4 anni fa,per una sua vacanza di 10-15 giorni,non è andata nè bene nè male,spero sia servito comunque e possa allontanarsi più serenamente,crescere,rendersi indipendente,consapevole che se anche ritagliamo i nostri spazi lontane dagli occhi siamo e saremo sempre vicine dal cuore e dall’anima…

  • è verissimo e commovente,che emozioni…hai fatto benissimo,sono d’accordo con te,fa bene ad entrambe;la mia ha 7 anni e non mi molla un attimo,non abbiamo neanche qualcuno di fiducia che possa regalarci questa esperienza,così ho anche paura di dovermi allontanare per motivi forzati,ad esempio di salute,o peggio…ci siamo separate quando era molto più piccola,3-4 anni fa,per una sua vacanza di 10-15 giorni,non è andata nè bene nè male,spero sia servito comunque e possa allontanarsi più serenamente,crescere,rendersi indipendente,consapevole che se anche ritagliamo i nostri spazi lontane dagli occhi siamo e saremo sempre vicine dal cuore e dall’anima…

  • Stefania

    Tutto bello e legittimo ma non mi sono piaciute le parole “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco,”…ognuno é libera di essere mamma come vuole e meglio crede e nessuno é nessuno x giudicare gli altri o sentirsi meglio…

    Non sto a sindacare il fatto che tu abbia mandato tua figlia dai nonni senza di te x 10/15 giorni…se lei é serena e tu anche che problema c’é? Per il resto sono i nostri figli da grandi (non ora) che ci diranno se abbiamo fatto bene x loro..

  • Stefania

    Tutto bello e legittimo ma non mi sono piaciute le parole “Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco,”…ognuno é libera di essere mamma come vuole e meglio crede e nessuno é nessuno x giudicare gli altri o sentirsi meglio…

    Non sto a sindacare il fatto che tu abbia mandato tua figlia dai nonni senza di te x 10/15 giorni…se lei é serena e tu anche che problema c’é? Per il resto sono i nostri figli da grandi (non ora) che ci diranno se abbiamo fatto bene x loro..

  • A me piaceva tantissimo stare dalla mia adorata nonna quand’ero piccola! e continuo a non capire le critiche gratuite e cattive che spesso ricorrono (e non solo in questo post). Wonder racconta la sua vita e come lei ha affrontato la maternità cercando di far convivere il ruolo di mamma con la se stessa di prima. Non ho mai visto critiche nei confronti di chi vive la maternità con estrema dedizione al ruolo. Ci sono sicuramente molti modi di affrontare questa esperienza e mi sembra giusto che ciascuno cerchi di trovare il suo equilibrio in base al suo carattere e alle sue inclinazioni. Ma non ne posso più che TUTTO IL MONDO si senta in diritto di dover sempre dire la sua opinione su come si debba fare i genitori e che chi la pensa diversamente sia un cattivo genitore! ebbasta!!!
    detto questo…divertiti in queste settimane Wonder!e raccontaci tutto!

  • Giovanni

    @ pam: ho 2 figli.
    @ wonder: quando hai tempo, poi magari pubblichi anche il mio ultimo commento ? poi non rompo piu’, giuro.

  • A me piaceva tantissimo stare dalla mia adorata nonna quand’ero piccola! e continuo a non capire le critiche gratuite e cattive che spesso ricorrono (e non solo in questo post). Wonder racconta la sua vita e come lei ha affrontato la maternità cercando di far convivere il ruolo di mamma con la se stessa di prima. Non ho mai visto critiche nei confronti di chi vive la maternità con estrema dedizione al ruolo. Ci sono sicuramente molti modi di affrontare questa esperienza e mi sembra giusto che ciascuno cerchi di trovare il suo equilibrio in base al suo carattere e alle sue inclinazioni. Ma non ne posso più che TUTTO IL MONDO si senta in diritto di dover sempre dire la sua opinione su come si debba fare i genitori e che chi la pensa diversamente sia un cattivo genitore! ebbasta!!!
    detto questo…divertiti in queste settimane Wonder!e raccontaci tutto!

  • Giovanni

    @ pam: ho 2 figli.
    @ wonder: quando hai tempo, poi magari pubblichi anche il mio ultimo commento ? poi non rompo piu’, giuro.

  • Anonymous

    sono mamma di due bambini di 3anni e 6 mesi. ma prima di tutto sono figlia, di una mamma che lavorava e che l’ha lasciata sempre da meta giugno ad agosto dai nonni al mare.
    dai nonni, non in una colonia o un centro estivo, i nonni. Si è vero sono figugre marginali, in teoria. sono marginali se li viivmao come tali, per me la mia nonna è stata tanto, tanto amore. Io ringrazio di aver potuto passare tanto tempo con i miei nonni da bambina e anche a 16 anni tornavo da loro almeno 2 settimane prendendo il treno. All universita con la macchina tornavo al loro paese anche solo per 48 ore e 600km.
    penso sempre alla mia nonnna quando la vorrei vicina, quando vorrei sentire la sua voce: chiudo gli occhi e penso alla sua casa, ai fiori del suo giardino alle sue carezze. quanto mi manca.

    un abbraccio wonder
    ti leggo sempre anche se non commento piu spesso, il motivo sta nella prima riga 😉

    cannella

  • marina

    il primo giorno di asilo nido la maestra di mia figlia mi ha ricordato che ci sono solo due regali che possiamo fare nella vita ai nostri figli: le radici e le ali. da allora cerco di non scordarlo mai, spesso lotto contro il mio bisogno di tenere stretta alla mia quella sua preziosa vita di quasi quattrenne e la guardo voltarsi e salutarmi e poi correre verso quella vita tutta sua, che sia oltre il cancello di un asilo, sul pulmino per la gita, sulla porta di casa dei nonni o sulla loro macchina in partenza per il mare. e sì, l’indipendenza a volte ha anche il prezzo della malinconia. ma l’indipendenza è vita. un abbraccio
    marina

  • Stasera mi hai fatto piangere…..e penso che tra poco anche i miei due pargoli andranno in montagna dai nonni x una settimana…..si divertiranno…staranno bene….piango solo al pensiero..e già mi mancano….

  • Anonymous

    sono mamma di due bambini di 3anni e 6 mesi. ma prima di tutto sono figlia, di una mamma che lavorava e che l’ha lasciata sempre da meta giugno ad agosto dai nonni al mare.
    dai nonni, non in una colonia o un centro estivo, i nonni. Si è vero sono figugre marginali, in teoria. sono marginali se li viivmao come tali, per me la mia nonna è stata tanto, tanto amore. Io ringrazio di aver potuto passare tanto tempo con i miei nonni da bambina e anche a 16 anni tornavo da loro almeno 2 settimane prendendo il treno. All universita con la macchina tornavo al loro paese anche solo per 48 ore e 600km.
    penso sempre alla mia nonnna quando la vorrei vicina, quando vorrei sentire la sua voce: chiudo gli occhi e penso alla sua casa, ai fiori del suo giardino alle sue carezze. quanto mi manca.

    un abbraccio wonder
    ti leggo sempre anche se non commento piu spesso, il motivo sta nella prima riga 😉

    cannella

  • marina

    il primo giorno di asilo nido la maestra di mia figlia mi ha ricordato che ci sono solo due regali che possiamo fare nella vita ai nostri figli: le radici e le ali. da allora cerco di non scordarlo mai, spesso lotto contro il mio bisogno di tenere stretta alla mia quella sua preziosa vita di quasi quattrenne e la guardo voltarsi e salutarmi e poi correre verso quella vita tutta sua, che sia oltre il cancello di un asilo, sul pulmino per la gita, sulla porta di casa dei nonni o sulla loro macchina in partenza per il mare. e sì, l’indipendenza a volte ha anche il prezzo della malinconia. ma l’indipendenza è vita. un abbraccio
    marina

  • Stasera mi hai fatto piangere…..e penso che tra poco anche i miei due pargoli andranno in montagna dai nonni x una settimana…..si divertiranno…staranno bene….piango solo al pensiero..e già mi mancano….

  • Leggendo il tuo post, Wonderland, mi è venuto da pensare a mia madre e a quanto deve esserle costato “lasciarmi andare”, in più d’un’occasione. A lei, che ha sempre sognato di diventare mamma e d’avere quella “piccola appendice” al suo fianco. Puoi immaginare tutto il bene e tutto il male che può derivare da un legame simile. Anche ora che ho quasi 23 anni e (naturalmente) non sono quasi mai appiccicata a lei, ripensarci mi commuove.

  • Leggendo il tuo post, Wonderland, mi è venuto da pensare a mia madre e a quanto deve esserle costato “lasciarmi andare”, in più d’un’occasione. A lei, che ha sempre sognato di diventare mamma e d’avere quella “piccola appendice” al suo fianco. Puoi immaginare tutto il bene e tutto il male che può derivare da un legame simile. Anche ora che ho quasi 23 anni e (naturalmente) non sono quasi mai appiccicata a lei, ripensarci mi commuove.

  • Ladytitania

    da mamma so cosa vuol dire attaccarsi ad un essere, nel mio caso lunga 60cm, più della mia stessa vita, ma hai fatto benissimo a mandarla 15gg dai nonni, anche a me da piccola mi mandavano dai nonni e quei 15gg erano meravigliosi……io sono 2 mesi e 1/2 che vivo in simbiosi con mia figlia….non mi pento di nulla, ma avere anche solo 1 ora x me sarebbe fantastico x poi tornare ricaricata a fare la mamma…..viviti questi 15gg da non mamma ogni tanto ne abbiamo bisogno….

  • Anonymous

    Chiara, sei riuscita in quello che volevi. L’invidia per il luogo dove vivi, tanto tempo libero di cui disporre e una figlia on/off hanno portato a questo.
    E’ il tuo diario, scrivi cosa vuoi e i commenti possono essere positivi o meno. Tra la marea di mommies che bramano le tue passeggiate tra pub, negozi e playground, mentre si dividono fra lavoro, nonni, babysitter e asili mal funzionanti, c’è anche chi si è rotto le scatole dell’amazing life ed auspica post un po’ meno “guardate la mia amazing life!”.
    C’è da dire che il traino dell’invidia funziona benissimo tra le adepte!

    Kathy

  • Kathy, a chi si ‘è rotto dell’amazing life’ (invece di essere contento per me) consiglio di cliccare sull’archivio del blog, o sulla sezione ‘Comincia qui’ dove sono radunati decine di post in cui la mia vita era abbastanza difficile, io stavo abbastanza male, questo andava bene a tutti e – addirittura! – tifavano affinché avessi ‘l’amazing life’ che mi sono guadagnata dopo e che, guarda un po’, non sta bene a qualcuno.

  • Bianconiglia

    Sempre parlando in generale. Che tristezza ‘sta cosa di esser sempre lì a tacciare di invidia chi avanza qualche pensiero critico. Scusate, ma Wonder non è l’unica donna al mondo con un aspetto decente, un buon tenore di vita, una bella famiglia e un’attività professionale gratificante: cose che, peraltro, si possono benissimo conciliare anche con una concezione della maternità molto diversa dalla sua. Poi che i toni di molti commenti (sia critici che no) lascino a desiderare è un altro discorso, ma quello è un problema che va ben oltre questo blog: si chiama maleducazione.

  • che belle parole!
    buona vacanza a tutte e due!

  • Ladytitania

    da mamma so cosa vuol dire attaccarsi ad un essere, nel mio caso lunga 60cm, più della mia stessa vita, ma hai fatto benissimo a mandarla 15gg dai nonni, anche a me da piccola mi mandavano dai nonni e quei 15gg erano meravigliosi……io sono 2 mesi e 1/2 che vivo in simbiosi con mia figlia….non mi pento di nulla, ma avere anche solo 1 ora x me sarebbe fantastico x poi tornare ricaricata a fare la mamma…..viviti questi 15gg da non mamma ogni tanto ne abbiamo bisogno….

  • Quanto è bello questo post e quanto è vero. Io, però, non so ancora lasciarla andare la mia quattrenne. Ho avuto genitori che mi hanno abituata all’indipendenza sin da piccolissima; eppure io con la mia bambina non ci riesco… Ci sto lavorando, ma ancora non ci riesco…

  • Anonymous

    Chiara, sei riuscita in quello che volevi. L’invidia per il luogo dove vivi, tanto tempo libero di cui disporre e una figlia on/off hanno portato a questo.
    E’ il tuo diario, scrivi cosa vuoi e i commenti possono essere positivi o meno. Tra la marea di mommies che bramano le tue passeggiate tra pub, negozi e playground, mentre si dividono fra lavoro, nonni, babysitter e asili mal funzionanti, c’è anche chi si è rotto le scatole dell’amazing life ed auspica post un po’ meno “guardate la mia amazing life!”.
    C’è da dire che il traino dell’invidia funziona benissimo tra le adepte!

    Kathy

  • Anonymous

    Un pensiero e un grazie a tutti i nonni che ogni tanto ci fanno respirare!

  • Kathy, a chi si ‘è rotto dell’amazing life’ (invece di essere contento per me) consiglio di cliccare sull’archivio del blog, o sulla sezione ‘Comincia qui’ dove sono radunati decine di post in cui la mia vita era abbastanza difficile, io stavo abbastanza male, questo andava bene a tutti e – addirittura! – tifavano affinché avessi ‘l’amazing life’ che mi sono guadagnata dopo e che, guarda un po’, non sta bene a qualcuno.

  • Anonymous

    Ragazze (e Wonder) ma parliamoci chiaro: invidia de che? qui stiamo parlando di una ragazza normalissima, carina ma non una strafiga, con un buon tenore di vita ma non la figlia di Rockfeller, che nemmeno lavora ma sta a casa a fare la blogger e salturiamente a scrivere per qualche rivista. Vive a Londra, no a Bora Bora. E allora le mamme in carriera che lavorano per agenzie della miseria, magari pure strafighe che vivono a Tokyo e si fanno le vacanze alle Maldive? tutto questo per dire, torniamo un pò tutti con i piedi per terra, Wonder è una ragazza come milioni di altre con il plus di esaltare ogni cosa che fa attraverso belle foto e una buona dialettica il che le fa sembrare chissà cosa. E, essendo una ragazza normale con una vita normale mi sembra un pò idiota tacciare di invidia chiunque non la idolatri (e per chi la idolatra: ragazze mi dispiace per voi, ma che vite tristi avete?)

  • Ricordate i post disperati di Chiara, e i commenti dei lettori (me compresa) che erano tutto un “dai che ce la fai”? Ricordate i suoi momenti bui, messi nero su bianco in queste pagine virtuali? Ricordate quando la incoraggiavamo, dicendole che ce l’avrebbe fatta perchè era in gamba e un lavoro l’avrebbe trovato, e la sua vita sociale sarebbe ripresa nonostante fosse diventata mamma?
    Voi non siete felici di leggere i post londinesi pieni di luci e colori e voglia di scoprire cose nuove e ironia di fronte agli inconvenienti di tutti i giorni?
    Non siete felici che lei ci renda partecipi di tutto questo bello? Non averte anche voi fatto il tifo per lei quando era indubbiamente un pò “sfigata?” (lavoro perso, Porpi che non dormiva, Porpi con le intolleranze alimentari, appartamento al 4 piano senza ascensore ecc ecc) Io moltissimo. E adesso che si è realizzata, che condivide con noi finalmente le gioie e non solo i dolori, non va bene? Certo, è sempre molto facile avere “amici” quando le cose girano male. Quando tutto inizia a funzionare, chissà perchè, molti spariscono. O scambiano i tuoi successi per ostentazione.
    Volevo anche ringraziare Lisa per la sua risposta sui nonni. Ha detto che “stare per più di due settimane è OGGETTIVAMENTE troppo”. Esatto. Oggettivamente. Bisognerebbe invece vedere la cosa da un punto di vista SOGGETTIVO. Se il bambino non soffre il momento del distacco dalla madre e ha un ottimo rapporto con le persone con le quali starà, due settimane mi paiono un tempo ragionevole. Per un bimbo più problematico sarebbero troppi anche tre giorni. Non sono affatto un’esperta ma mi pare palese che non si possa generalizzare e dare giudizi senza conoscere il bambino. Io me ne sono andata a 9 anni per due settimane in montagna a un campo estivo. Sono stata da dio e fosse stato per me ci avrei passato tutta l’estate. Chiamavo un giorno sì e uno no più che altro per far felici i miei. Avevo compagni che invece sentivano molto la mancanza di casa. E questo accadeva anche quando di anni ne avevo 13 e andavo in Inghilterra. Quanti “mamma mi manchi” di mie amiche ho sentito al telefono….questo per dire che non si dovrebbero dare giudizi “affrettati” e “oggettivi”.
    Scusate il romanzo e il mio terzo commento al post, ma la questione mi sta particolarmente a cuore (e poi sono in vacanza e ho avuto tempo di leggere tutti i commenti :-))

  • Bianconiglia

    Sempre parlando in generale. Che tristezza ‘sta cosa di esser sempre lì a tacciare di invidia chi avanza qualche pensiero critico. Scusate, ma Wonder non è l’unica donna al mondo con un aspetto decente, un buon tenore di vita, una bella famiglia e un’attività professionale gratificante: cose che, peraltro, si possono benissimo conciliare anche con una concezione della maternità molto diversa dalla sua. Poi che i toni di molti commenti (sia critici che no) lascino a desiderare è un altro discorso, ma quello è un problema che va ben oltre questo blog: si chiama maleducazione.

  • che belle parole!
    buona vacanza a tutte e due!

  • Quanto è bello questo post e quanto è vero. Io, però, non so ancora lasciarla andare la mia quattrenne. Ho avuto genitori che mi hanno abituata all’indipendenza sin da piccolissima; eppure io con la mia bambina non ci riesco… Ci sto lavorando, ma ancora non ci riesco…

  • Anonymous

    Un pensiero e un grazie a tutti i nonni che ogni tanto ci fanno respirare!

  • Anonymous

    Ragazze (e Wonder) ma parliamoci chiaro: invidia de che? qui stiamo parlando di una ragazza normalissima, carina ma non una strafiga, con un buon tenore di vita ma non la figlia di Rockfeller, che nemmeno lavora ma sta a casa a fare la blogger e salturiamente a scrivere per qualche rivista. Vive a Londra, no a Bora Bora. E allora le mamme in carriera che lavorano per agenzie della miseria, magari pure strafighe che vivono a Tokyo e si fanno le vacanze alle Maldive? tutto questo per dire, torniamo un pò tutti con i piedi per terra, Wonder è una ragazza come milioni di altre con il plus di esaltare ogni cosa che fa attraverso belle foto e una buona dialettica il che le fa sembrare chissà cosa. E, essendo una ragazza normale con una vita normale mi sembra un pò idiota tacciare di invidia chiunque non la idolatri (e per chi la idolatra: ragazze mi dispiace per voi, ma che vite tristi avete?)

  • Ricordate i post disperati di Chiara, e i commenti dei lettori (me compresa) che erano tutto un “dai che ce la fai”? Ricordate i suoi momenti bui, messi nero su bianco in queste pagine virtuali? Ricordate quando la incoraggiavamo, dicendole che ce l’avrebbe fatta perchè era in gamba e un lavoro l’avrebbe trovato, e la sua vita sociale sarebbe ripresa nonostante fosse diventata mamma?
    Voi non siete felici di leggere i post londinesi pieni di luci e colori e voglia di scoprire cose nuove e ironia di fronte agli inconvenienti di tutti i giorni?
    Non siete felici che lei ci renda partecipi di tutto questo bello? Non averte anche voi fatto il tifo per lei quando era indubbiamente un pò “sfigata?” (lavoro perso, Porpi che non dormiva, Porpi con le intolleranze alimentari, appartamento al 4 piano senza ascensore ecc ecc) Io moltissimo. E adesso che si è realizzata, che condivide con noi finalmente le gioie e non solo i dolori, non va bene? Certo, è sempre molto facile avere “amici” quando le cose girano male. Quando tutto inizia a funzionare, chissà perchè, molti spariscono. O scambiano i tuoi successi per ostentazione.
    Volevo anche ringraziare Lisa per la sua risposta sui nonni. Ha detto che “stare per più di due settimane è OGGETTIVAMENTE troppo”. Esatto. Oggettivamente. Bisognerebbe invece vedere la cosa da un punto di vista SOGGETTIVO. Se il bambino non soffre il momento del distacco dalla madre e ha un ottimo rapporto con le persone con le quali starà, due settimane mi paiono un tempo ragionevole. Per un bimbo più problematico sarebbero troppi anche tre giorni. Non sono affatto un’esperta ma mi pare palese che non si possa generalizzare e dare giudizi senza conoscere il bambino. Io me ne sono andata a 9 anni per due settimane in montagna a un campo estivo. Sono stata da dio e fosse stato per me ci avrei passato tutta l’estate. Chiamavo un giorno sì e uno no più che altro per far felici i miei. Avevo compagni che invece sentivano molto la mancanza di casa. E questo accadeva anche quando di anni ne avevo 13 e andavo in Inghilterra. Quanti “mamma mi manchi” di mie amiche ho sentito al telefono….questo per dire che non si dovrebbero dare giudizi “affrettati” e “oggettivi”.
    Scusate il romanzo e il mio terzo commento al post, ma la questione mi sta particolarmente a cuore (e poi sono in vacanza e ho avuto tempo di leggere tutti i commenti :-))

  • Wonder, you rock! percio fregatene degli anonimi! 😉

  • Wonder, you rock! percio fregatene degli anonimi! 😉

  • Wonder, you rock! percio fregatene degli anonimi! 😉

  • Wonder, you rock! percio fregatene degli anonimi! 😉

  • … è bello sapere che le mie sensazioni di mamma che lascia il figlio con i nonni per l’estate sono le stesse di altre mamme, si vivono nello stesso modo…bello sapere di non essere la sola a sentirsi completa solo quando si ha accanto..grazie per averlo condiviso 🙂

    mi fa invece tanto sorridere vedere che c’è chi giudica ciò che hai scritto e giudica anche i commenti degli altri …ma se ad uno non piace non basta semplicemente ignorare e andare avanti? Tutto questo sempre nella libertà di pensiero ed espressione 😀 peace and love a tutti 🙂

  • Anonymous

    Come è vero, li mettiamo al mondo perchè vivano la loro vita, ma poi com’è difficile staccarsi da loro…e dobbiamo assolutamente farlo, per loro e per noi!

    Bè dai, potresti fare il secondo :)))

  • Cara Wonder, non capisco perché al tuo post siano state date così tante interpretazioni capziose, e spesso contrastanti: da un lato ti dicono “quanto pathos inutile per il semplice fatto di mandare la bambina dai nonni”, dall’altro “ecco non vedevi l’ora di sbolognarti la pupa per far festa in giro per Londra”; da un lato “ti senti grandiosa perché pensi di aver inventato la millenaria istituzione della vacanza coi nonni” e dall’altro “che madre snaturata, abbandonare una bambina così piccola per 2 settimane”. La verità è che gli italiani sono tutti pedagoghi, psicologi, politici, economisti, critici letterari, nutrizionisti, allenatori di calcio… In altre parole presuntuosi criticoni. Qualunque sia il motivo per cui hai mandato la bambina in vacanza in Italia, certamente le mancherai, ma di certo non le nuocerà. Anche io ho provato l’esperienza da piccolina di essere mandata da sola per due settimane, in college. Mi è piaciuto? No. Mi ha traumatizzato? Certamente no. Oltretutto la mia esperienza fu parecchio diversa, io ero più grandicella, completamente sola, in un luogo sconosciuto di cui non parlavo neanche la lingua, per cui l’esperienza nel complesso fu piuttosto sgradevole ma penso mi sia servita. Mi fanno ridere tutti questi che ricordano con orrore le loro esperienze di abbandono infantili, c’hanno il trauma facile! Viola d’altronde sarà coi nonni che sicuramente la vizieranno e la faranno divertire parecchio per cui non vedo il problema.
    Quanto alla critica di ostentare una vita troppo glamour, bah ma che vorranno questi commentatori? Ognuno vive a suo modo, se io sarò mamma mi piacerebbe esserlo così, mantenendo un approccio glamour e divertente alla vita, sia mentre sono con mio figlio, sia quando sono sola. Sono scelte, se non approvate andate a leggere il blog di qualcun altro! Non è che ve lo ha prescritto il medico, di seguire e commentare Wonder.

    Scusa il commento prolisso
    Martina

  • Wonder, you rock! percio fregatene degli anonimi! 😉

  • … è bello sapere che le mie sensazioni di mamma che lascia il figlio con i nonni per l’estate sono le stesse di altre mamme, si vivono nello stesso modo…bello sapere di non essere la sola a sentirsi completa solo quando si ha accanto..grazie per averlo condiviso 🙂

    mi fa invece tanto sorridere vedere che c’è chi giudica ciò che hai scritto e giudica anche i commenti degli altri …ma se ad uno non piace non basta semplicemente ignorare e andare avanti? Tutto questo sempre nella libertà di pensiero ed espressione 😀 peace and love a tutti 🙂

  • Il Profeta
    di
    Kahlil Gibran

    I figli

    … E una donna che aveva al petto un bambino disse:
    Parlaci dei Figli.
    I vostri figli non sono i vostri figli.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
    E benché stiano con voi non vi appartengono.
    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
    Perché essi hanno i propri pensieri.
    Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
    Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
    Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
    Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
    Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
    e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
    Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
    Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

  • Anonymous

    Come è vero, li mettiamo al mondo perchè vivano la loro vita, ma poi com’è difficile staccarsi da loro…e dobbiamo assolutamente farlo, per loro e per noi!

    Bè dai, potresti fare il secondo :)))

  • Bubittilove

    Seguo questo blog proprio dall’inizio ho un figlio che ha 4 gg in meno di Porpi. Volevo dire che quando leggo, di qualunque cosa si tratti (quotidiani, romanzi, blog) sono consapevole di leggere un punto di vista, una posizione, che non necessariamente mi devono appartenere in toto per piacermi e sono abituata ad applicare FILTRI. Quella di Wonder è la SUA POSIZIONE rispetto alla maternità, più volte affermata. Possiamo essere d’accordo del tutto in parte o per niente con lei senza dovergliene fare una colpa o doverle dare dell’hipster pariolina per invidia! Lo spunto per ragionare che lei mi ha dato col suo post riguarda la scissione dell’identità della madre da quella dei figlio. Questo non significa non prendersene cura, non significa in quanto madre non essere necessaria per loro. Implica invece saper fare in modo che loro possano vivere e fare le loro esperienze in modo progressivamente autonomo, senza sensi di colpa e legami simbiotici poco equilibrati. Qualcuno può decidere di lasciarli coi nonni oltremare due settimane, qualcuno può decidere di comiciare a lasciarli ad amiche, tate ecc. A volte fa piacere oltre ogni misura sentirci necessarie, giustifica la nostra esistenza, la riempie, al punto che ci si dimentica di essere anche noi persone, altro oltre che madri. Quando poi i figli sono cresciuti ci ritroviamo con i figli che giocoforza “lasciano il nido” costrette a ritrovarci, a impossessarci nuovamente di quello che siamo, se ci riusciamo comunque è faticosoa volte traumatico. Oppure ci troviamo con figli che non riescono a staccarsi da genitori opprimenti, che scelgono di fare quello che vogliono i genitori e non quello che vogliono loro. . I nostri figli dipendono da noi ma è difficile E STA A NOI MADRI trovare un equilibrio scegliendo come correlare il tempo all’età per evitare che la gioia di poter fare da soli si trasformi nel dolore di sentirsi abbandonati. Io personalmente condivido la posizione di wonder su questo tema e ho preso spunto per riflettere su alcune decisioni su mio figlio. Però è proprio quanto mi aspetto quando uso il mio tempo per leggere i post di wonder e non scelgo di impegnare diversamente il mio tempo: leggere una prospettiva, ascoltare un parere, sentire raccontare una storia che come minimo mi faccia riflettere, una leva per decidere qualcosa. Mi interessa fino ad un certo punto se glam, ha vissuto ai parioli se è carina bionda o ricca, di certo me ne frega niente di commentare per questo. Ergersi poi a valutatori del suo amore per sua figlia penso sia un vero insulto, noi, non essendo amici o famigliari stretti e soprattutto non essendo lei non abbiamo alcun elemento per valutare un aspetto così intimo e puro, direi sacro, della sua vita, che riguarda solo lei e sua figlia! Io personalmente non accetterei di essere valutata sotto questo profilo nemmeno dai miei genitori! Il suo progetto educativo orientato all’indipendenza delle identità della madre quanto della figlia è anzi coerente con i primi post di questo blog, prima era incentrato in particolare sulla madre, ora per Wonder è il momento di applicare lo stesso concetto sulla figlia! Il fatto poi che nelle due settimane in cui la Porpi non sarà con lei approfitti per ritrovarsi un po’ mi pare ovvio!!! Più felice sarà lei, più felice sarà la figlia quando si rivedranno..una mamma giovane .. lo dico da mamma quarantenne che purtroppo ne capisco tutti i limiti.. Di certo quella di wonder è sempre stata una prospettiva di rottura, contraria al perbenismo dell’immagine materna, dove la madre rinuncia a sè stessa con gioia per curare i figli , ma è questo il motivo del suo successo! Quando io racconto di essere tornata a lavorare dopo soli 5 mesi dal parto e non vedevo l’ora, ancora la maggior parte di coetanee e coetanei mi guardano male! E’ una posizione scomoda, tuttavia condivisa, sennò non ne sarebbe uscito fuori un libro.. ma allora, se la pensate diversamente e vi irrita che qualcuno ne faccia un blog, cosa ci fate qui?

  • Tania

    non so se ve ne siete accorti, ma Wonder non manda la bambina in colonia, ma dalla nonna, nonna dalla quale la piccola è stata altre volte e che conosce bene, e avrà modo di andare al mare, cosa che a Londra non potrebbe fare.
    E poi ragazzi, guardate che è così per tutte, tutte le mamme sono contente di sbolognare i figli per un pò quando è possibile, se i figli sono contenti ovviamente. solo che non lo dicono.
    è proprio “Quello che le mamme non dicono”, nevvero Wonder?

    PS: io ho l’età di Wonderland, una bambina di 2 anni,e ogni tanto mi viene da piangere se penso a quello che potevo fare “prima”

  • Cara Wonder, non capisco perché al tuo post siano state date così tante interpretazioni capziose, e spesso contrastanti: da un lato ti dicono “quanto pathos inutile per il semplice fatto di mandare la bambina dai nonni”, dall’altro “ecco non vedevi l’ora di sbolognarti la pupa per far festa in giro per Londra”; da un lato “ti senti grandiosa perché pensi di aver inventato la millenaria istituzione della vacanza coi nonni” e dall’altro “che madre snaturata, abbandonare una bambina così piccola per 2 settimane”. La verità è che gli italiani sono tutti pedagoghi, psicologi, politici, economisti, critici letterari, nutrizionisti, allenatori di calcio… In altre parole presuntuosi criticoni. Qualunque sia il motivo per cui hai mandato la bambina in vacanza in Italia, certamente le mancherai, ma di certo non le nuocerà. Anche io ho provato l’esperienza da piccolina di essere mandata da sola per due settimane, in college. Mi è piaciuto? No. Mi ha traumatizzato? Certamente no. Oltretutto la mia esperienza fu parecchio diversa, io ero più grandicella, completamente sola, in un luogo sconosciuto di cui non parlavo neanche la lingua, per cui l’esperienza nel complesso fu piuttosto sgradevole ma penso mi sia servita. Mi fanno ridere tutti questi che ricordano con orrore le loro esperienze di abbandono infantili, c’hanno il trauma facile! Viola d’altronde sarà coi nonni che sicuramente la vizieranno e la faranno divertire parecchio per cui non vedo il problema.
    Quanto alla critica di ostentare una vita troppo glamour, bah ma che vorranno questi commentatori? Ognuno vive a suo modo, se io sarò mamma mi piacerebbe esserlo così, mantenendo un approccio glamour e divertente alla vita, sia mentre sono con mio figlio, sia quando sono sola. Sono scelte, se non approvate andate a leggere il blog di qualcun altro! Non è che ve lo ha prescritto il medico, di seguire e commentare Wonder.

    Scusa il commento prolisso
    Martina

  • federica_pop

    Non ti ho mai scritto, e non piango mai. Ora ti scrivo perchè mi hai fatto piangere. Due volte.

  • Il Profeta
    di
    Kahlil Gibran

    I figli

    … E una donna che aveva al petto un bambino disse:
    Parlaci dei Figli.
    I vostri figli non sono i vostri figli.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
    Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
    E benché stiano con voi non vi appartengono.
    Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
    Perché essi hanno i propri pensieri.
    Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
    Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
    Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
    Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
    Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
    e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
    Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
    Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

  • Bubittilove

    Seguo questo blog proprio dall’inizio ho un figlio che ha 4 gg in meno di Porpi. Volevo dire che quando leggo, di qualunque cosa si tratti (quotidiani, romanzi, blog) sono consapevole di leggere un punto di vista, una posizione, che non necessariamente mi devono appartenere in toto per piacermi e sono abituata ad applicare FILTRI. Quella di Wonder è la SUA POSIZIONE rispetto alla maternità, più volte affermata. Possiamo essere d’accordo del tutto in parte o per niente con lei senza dovergliene fare una colpa o doverle dare dell’hipster pariolina per invidia! Lo spunto per ragionare che lei mi ha dato col suo post riguarda la scissione dell’identità della madre da quella dei figlio. Questo non significa non prendersene cura, non significa in quanto madre non essere necessaria per loro. Implica invece saper fare in modo che loro possano vivere e fare le loro esperienze in modo progressivamente autonomo, senza sensi di colpa e legami simbiotici poco equilibrati. Qualcuno può decidere di lasciarli coi nonni oltremare due settimane, qualcuno può decidere di comiciare a lasciarli ad amiche, tate ecc. A volte fa piacere oltre ogni misura sentirci necessarie, giustifica la nostra esistenza, la riempie, al punto che ci si dimentica di essere anche noi persone, altro oltre che madri. Quando poi i figli sono cresciuti ci ritroviamo con i figli che giocoforza “lasciano il nido” costrette a ritrovarci, a impossessarci nuovamente di quello che siamo, se ci riusciamo comunque è faticosoa volte traumatico. Oppure ci troviamo con figli che non riescono a staccarsi da genitori opprimenti, che scelgono di fare quello che vogliono i genitori e non quello che vogliono loro. . I nostri figli dipendono da noi ma è difficile E STA A NOI MADRI trovare un equilibrio scegliendo come correlare il tempo all’età per evitare che la gioia di poter fare da soli si trasformi nel dolore di sentirsi abbandonati. Io personalmente condivido la posizione di wonder su questo tema e ho preso spunto per riflettere su alcune decisioni su mio figlio. Però è proprio quanto mi aspetto quando uso il mio tempo per leggere i post di wonder e non scelgo di impegnare diversamente il mio tempo: leggere una prospettiva, ascoltare un parere, sentire raccontare una storia che come minimo mi faccia riflettere, una leva per decidere qualcosa. Mi interessa fino ad un certo punto se glam, ha vissuto ai parioli se è carina bionda o ricca, di certo me ne frega niente di commentare per questo. Ergersi poi a valutatori del suo amore per sua figlia penso sia un vero insulto, noi, non essendo amici o famigliari stretti e soprattutto non essendo lei non abbiamo alcun elemento per valutare un aspetto così intimo e puro, direi sacro, della sua vita, che riguarda solo lei e sua figlia! Io personalmente non accetterei di essere valutata sotto questo profilo nemmeno dai miei genitori! Il suo progetto educativo orientato all’indipendenza delle identità della madre quanto della figlia è anzi coerente con i primi post di questo blog, prima era incentrato in particolare sulla madre, ora per Wonder è il momento di applicare lo stesso concetto sulla figlia! Il fatto poi che nelle due settimane in cui la Porpi non sarà con lei approfitti per ritrovarsi un po’ mi pare ovvio!!! Più felice sarà lei, più felice sarà la figlia quando si rivedranno..una mamma giovane .. lo dico da mamma quarantenne che purtroppo ne capisco tutti i limiti.. Di certo quella di wonder è sempre stata una prospettiva di rottura, contraria al perbenismo dell’immagine materna, dove la madre rinuncia a sè stessa con gioia per curare i figli , ma è questo il motivo del suo successo! Quando io racconto di essere tornata a lavorare dopo soli 5 mesi dal parto e non vedevo l’ora, ancora la maggior parte di coetanee e coetanei mi guardano male! E’ una posizione scomoda, tuttavia condivisa, sennò non ne sarebbe uscito fuori un libro.. ma allora, se la pensate diversamente e vi irrita che qualcuno ne faccia un blog, cosa ci fate qui?

  • Tania

    non so se ve ne siete accorti, ma Wonder non manda la bambina in colonia, ma dalla nonna, nonna dalla quale la piccola è stata altre volte e che conosce bene, e avrà modo di andare al mare, cosa che a Londra non potrebbe fare.
    E poi ragazzi, guardate che è così per tutte, tutte le mamme sono contente di sbolognare i figli per un pò quando è possibile, se i figli sono contenti ovviamente. solo che non lo dicono.
    è proprio “Quello che le mamme non dicono”, nevvero Wonder?

    PS: io ho l’età di Wonderland, una bambina di 2 anni,e ogni tanto mi viene da piangere se penso a quello che potevo fare “prima”

  • federica_pop

    Non ti ho mai scritto, e non piango mai. Ora ti scrivo perchè mi hai fatto piangere. Due volte.

  • Anonymous

    oh ! e basta anche con sta storia della ‘mamma giovane’. Siamo veramente la generazione piu’ egoista della storia.
    Le mamme giovani sono quelle di 20 anni. Quelle ‘non-proprio-giovani’ sono quelle di 40 anni. Essere mamme a 31 anni e’ la super-normalita’. E’ normale biologicamente e socialmente. Poi, il fatto di essere pronte o meno, di avere il desiderio di maternita’ o meno e’ questione di maturita’ e di scelte di vita. Ma vi prego smettetela con quei commenti in cui Chiara sembra una ragazza madre appena uscita dal liceo. Non lo e’. Almeno anagraficamente.

  • Anonymous

    oh ! e basta anche con sta storia della ‘mamma giovane’. Siamo veramente la generazione piu’ egoista della storia.
    Le mamme giovani sono quelle di 20 anni. Quelle ‘non-proprio-giovani’ sono quelle di 40 anni. Essere mamme a 31 anni e’ la super-normalita’. E’ normale biologicamente e socialmente. Poi, il fatto di essere pronte o meno, di avere il desiderio di maternita’ o meno e’ questione di maturita’ e di scelte di vita. Ma vi prego smettetela con quei commenti in cui Chiara sembra una ragazza madre appena uscita dal liceo. Non lo e’. Almeno anagraficamente.

  • mi rendo conto solo ora di come sia fico avere un blog ch non legge nessuno…posso scrivere quello che voglio (da ben 2 anni eh!) e non rischio commenti demoralizzanti , non mi cadono le braccia e non ricevo giudizi taglienti da nessuno. Ho rivalutato la mia situazione 😉 buone vacanze dolcezza!

  • scusa se per caso ho ripetuto il commento…

  • Anonymous

    Ho letto questo post e ho pensato: genera un casino.
    Perchè metterla in croce per questo? Si può essere o non essere d’accordo, condividere o non condividere, ma perchè infamarla nelle corde che sono più delicate, ovvero il suo personale essere madre? Ho sempre amato questo blog, e mica sono sempre d’accordo, (anzi e di Chiara non invidio niente, perchè non è un sentimento che mi appartiene.

    Ma godiamoci quello che abbiamo, invece che fare i conti in tasca agli altri … questo blog è un fenomeno sociale oltre che un racconto personale, e Chiara lo sa o dovrebbe saperlo. E non parlo del fenomeno “madre improvvisata che non rinuncia a se stessa nè all’essere figa” (molte giovani – e non giovani – madri vivono così, prima tra tutte la mia che a 50 anni ha 4 figli – e una nipote, mia figlia – è bellissima, ha avuto un lavoro importante per anni, un sacco di problemi come tutti, ed è ancora innamoratissima di nostro padre) parlo di una che si è messa a scriverne e ha deciso di diventarne il role model in un momento in cui per le donne e le madri in Italia non è facile un bel niente.

    E parlo di tutti i commenti che danno uno spaccato di società a cui piace molto essere voyerista senza però rispettare che cmq loro sono una famiglia, non un gruppetto di personaggi di un romanzo.

    Chiara, quello che il tuo (bellissimo) blog si porta dietro a volte mi spaventa un pò. Sono certa che sai cosa spesso ti porti dietro, ma fai anche bene a fregartene. In fondo ognuno è responsabile della sua vita, e la tua è molto altro oltre che a quello che scrivi.

    Ciao,
    Violet

  • mi rendo conto solo ora di come sia fico avere un blog ch non legge nessuno…posso scrivere quello che voglio (da ben 2 anni eh!) e non rischio commenti demoralizzanti , non mi cadono le braccia e non ricevo giudizi taglienti da nessuno. Ho rivalutato la mia situazione 😉 buone vacanze dolcezza!

  • scusa se per caso ho ripetuto il commento…

  • Che meraviglia di pezzo che hai scritto. Sì, meraviglioso.

    Ciao
    Cris

  • Anonymous

    Ho letto questo post e ho pensato: genera un casino.
    Perchè metterla in croce per questo? Si può essere o non essere d’accordo, condividere o non condividere, ma perchè infamarla nelle corde che sono più delicate, ovvero il suo personale essere madre? Ho sempre amato questo blog, e mica sono sempre d’accordo, (anzi e di Chiara non invidio niente, perchè non è un sentimento che mi appartiene.

    Ma godiamoci quello che abbiamo, invece che fare i conti in tasca agli altri … questo blog è un fenomeno sociale oltre che un racconto personale, e Chiara lo sa o dovrebbe saperlo. E non parlo del fenomeno “madre improvvisata che non rinuncia a se stessa nè all’essere figa” (molte giovani – e non giovani – madri vivono così, prima tra tutte la mia che a 50 anni ha 4 figli – e una nipote, mia figlia – è bellissima, ha avuto un lavoro importante per anni, un sacco di problemi come tutti, ed è ancora innamoratissima di nostro padre) parlo di una che si è messa a scriverne e ha deciso di diventarne il role model in un momento in cui per le donne e le madri in Italia non è facile un bel niente.

    E parlo di tutti i commenti che danno uno spaccato di società a cui piace molto essere voyerista senza però rispettare che cmq loro sono una famiglia, non un gruppetto di personaggi di un romanzo.

    Chiara, quello che il tuo (bellissimo) blog si porta dietro a volte mi spaventa un pò. Sono certa che sai cosa spesso ti porti dietro, ma fai anche bene a fregartene. In fondo ognuno è responsabile della sua vita, e la tua è molto altro oltre che a quello che scrivi.

    Ciao,
    Violet

  • Anonymous

    Ho commentato l’altro giorno augurandomi che i commenti di Lisa venissero letti nella giusta chiave, ignorando i toni, ma…come non detto. E’ un peccato che tu abbia accolto con questa ironia dei commenti che invece io trovo molto pertinenti (sebbene ammetto che il tono fosse inadeguato, soprattutto visto che è una terapista dovrebbe saperlo). Però trovo offensivo (e molto immaturo) che tu ti prenda gioco di un utente su Twitter dove magari quello non ha un profilo per replicare.
    Aggiungo inoltre che giudicare un genitore (bene o male…quindi anche quelle che ti scrivono “machebravamamma, lacrimeee”) è sicuramente inutile se non ne si conosce anche il figlio. Infatti io non credo che Lisa volesse giudicare te come genitore, ma solo giudicare quanto ha letto nel post, almeno spero.
    Se Viola sia una bambina felice e serena, o al contrario viziata e capricciosa è difficile da dire (e tu, perchè non ce ne parli un pò?). A parole, posso disapprovare il portarla per locali, aperitivi, il comprarle vestiti e giochi all’eccesso, e la mancanza di “polso” che lamentavi tempo fa… ma di fatto sono consapevole che non so nulla di te e sarei molto aperta a nuove idee, nuovi metodi educativi, and so on: sarebbe carino parlare anche di queste cose, oltre a tutto il resto.
    Ciao,
    Silvia

  • Che meraviglia di pezzo che hai scritto. Sì, meraviglioso.

    Ciao
    Cris

  • Anonymous

    Ho commentato l’altro giorno augurandomi che i commenti di Lisa venissero letti nella giusta chiave, ignorando i toni, ma…come non detto. E’ un peccato che tu abbia accolto con questa ironia dei commenti che invece io trovo molto pertinenti (sebbene ammetto che il tono fosse inadeguato, soprattutto visto che è una terapista dovrebbe saperlo). Però trovo offensivo (e molto immaturo) che tu ti prenda gioco di un utente su Twitter dove magari quello non ha un profilo per replicare.
    Aggiungo inoltre che giudicare un genitore (bene o male…quindi anche quelle che ti scrivono “machebravamamma, lacrimeee”) è sicuramente inutile se non ne si conosce anche il figlio. Infatti io non credo che Lisa volesse giudicare te come genitore, ma solo giudicare quanto ha letto nel post, almeno spero.
    Se Viola sia una bambina felice e serena, o al contrario viziata e capricciosa è difficile da dire (e tu, perchè non ce ne parli un pò?). A parole, posso disapprovare il portarla per locali, aperitivi, il comprarle vestiti e giochi all’eccesso, e la mancanza di “polso” che lamentavi tempo fa… ma di fatto sono consapevole che non so nulla di te e sarei molto aperta a nuove idee, nuovi metodi educativi, and so on: sarebbe carino parlare anche di queste cose, oltre a tutto il resto.
    Ciao,
    Silvia

  • Anonymous

    Grazie Silvia,
    per fortuna qualcuno va oltre, qualcuno capisce il contenuto e non la forma solamente (i miei toni sono assolutamente inadeguati per una terapeuta, ma qui non ho nessun intento terapuetico! ho già detto più volte che non è questo il luogo dove esercito, ovviamente, e come sai, l’aspetto professionale si scinde da quello personale!!)
    le polemiche che si sono scatenate qui e l’utilizzo dei social net. da parte di Chiara per commentare a suo favore alcune parole mi hanno dato un’idea ancora più precisa dell’autrice dei post e delle sue lettrici, pertanto ho smesso di andare avanti in una polemica sciocca e sterile.
    penso che Chiara abbia ciò che si merita, in ogni senso,e credo sia molto diverso da ciò che ci voglia far passare.qui se dissenti sei “invidiosa” figurati se si può pensare ad un confronto.
    sono felice che almeno qualcuno abbia capito le mie osservazioni, condivido infatti anche le tue, ma a questo punto verso Chiara e la sua vita ho perso ogni minimo interesse.
    un saluto a tutti
    Lisa

  • io non sono mamma, ma la frase sull’indipendenza e i gradini l’ho postata su fb!!!

  • forse qualcuno l’ha già scritto, ma non sono riuscita a leggere tutti, tutti i commenti indietro. nei giorni scorsi un’altra celebre blogger mamma – elasti, tanto per non fare nomi e cognomi – ha parlato della situazione di questo periodo a casa sua e cioè dei due maggiori spediti con il padre nei pressi di Boston dove il medesino tiene dei corsi, e il piccolo di due anni e mezzo ospite della nonna in campagna – se non erro del Piemonte – lei libera e sola, al lavoro, ma libera e sola con qualche rimorso/pensiero, ma tutto sommato felice di stare in silenzio.
    però nessuno l’ha messa in croce rievocando infausti anni di “colonia estiva”, sarà perché Wonder è più scanzonata mentre elasti si è un po’ ritagliata l’immagine della donna martire che si sacrifica per i figli e son sempre tutti lì a compatirla?
    in ogni caso Wonder goditela e fregatene. a me quelle che si tengono il/la figlio/a attaccato/a alla tetta – e non solo metaforicamente – fino alla terza media mi fanno venire un nervoso della madonna.

  • Anonymous

    Grazie Silvia,
    per fortuna qualcuno va oltre, qualcuno capisce il contenuto e non la forma solamente (i miei toni sono assolutamente inadeguati per una terapeuta, ma qui non ho nessun intento terapuetico! ho già detto più volte che non è questo il luogo dove esercito, ovviamente, e come sai, l’aspetto professionale si scinde da quello personale!!)
    le polemiche che si sono scatenate qui e l’utilizzo dei social net. da parte di Chiara per commentare a suo favore alcune parole mi hanno dato un’idea ancora più precisa dell’autrice dei post e delle sue lettrici, pertanto ho smesso di andare avanti in una polemica sciocca e sterile.
    penso che Chiara abbia ciò che si merita, in ogni senso,e credo sia molto diverso da ciò che ci voglia far passare.qui se dissenti sei “invidiosa” figurati se si può pensare ad un confronto.
    sono felice che almeno qualcuno abbia capito le mie osservazioni, condivido infatti anche le tue, ma a questo punto verso Chiara e la sua vita ho perso ogni minimo interesse.
    un saluto a tutti
    Lisa

  • io non sono mamma, ma la frase sull’indipendenza e i gradini l’ho postata su fb!!!

  • forse qualcuno l’ha già scritto, ma non sono riuscita a leggere tutti, tutti i commenti indietro. nei giorni scorsi un’altra celebre blogger mamma – elasti, tanto per non fare nomi e cognomi – ha parlato della situazione di questo periodo a casa sua e cioè dei due maggiori spediti con il padre nei pressi di Boston dove il medesino tiene dei corsi, e il piccolo di due anni e mezzo ospite della nonna in campagna – se non erro del Piemonte – lei libera e sola, al lavoro, ma libera e sola con qualche rimorso/pensiero, ma tutto sommato felice di stare in silenzio.
    però nessuno l’ha messa in croce rievocando infausti anni di “colonia estiva”, sarà perché Wonder è più scanzonata mentre elasti si è un po’ ritagliata l’immagine della donna martire che si sacrifica per i figli e son sempre tutti lì a compatirla?
    in ogni caso Wonder goditela e fregatene. a me quelle che si tengono il/la figlio/a attaccato/a alla tetta – e non solo metaforicamente – fino alla terza media mi fanno venire un nervoso della madonna.

  • Anonymous

    Sono molto più grande di te…ahimè, e purtroppo senza figli, ma mi trovo ad accudire la mamma che da due anni e mezzo (per via di una brutta malattia) è tornata ad essere una bimba piccola, lo faccio con amore ed è lo stesso tipo di amore che traspare dalle parole del tuo post ..chi non l’ha capito… bah non so… il mondo è bello perchè e vario, e continua a scrivere perchè lo fai bene …e io non leggo solo la Kinsella…(preciso non c’e’ niente di male…se no qui si scatena un’altro vespaio…)
    Ti dico solo grazie e ti mando un grosso abbraccio
    Dada63

  • Anonymous

    Oh What A Circus, Oh What A Show (Evita)
    Torno a commentare perché sono veramente rimasta affascinata dalle interessantissime riflessioni scaturite da un banale propemptikon di una madre ad una figlia.
    In primo luogo vorrei aggiungere e far osservare che forse Wonderland insiste tanto sulle “cose belle” della sua vita per fare forza a se stessa. E’ arrivata in un paese straniero da poco e non mi sembra che il compagno si stia facendo in quattro per aiutare lei e la piccola ad ambientarsi meglio. Non so quindi quanto possa suscitare invidia una che all’apparenza è bella-magra-bionda-talentuosa, quando non sappiamo (vivaddio) quasi niente della sua vita privata. Non sono in grado di giudicare se sia una buona madre o meno, ma mi preoccupa un po’ quell’eccesso di enfasi dato alla bellezza della bimba, e sono anch’io curiosa di sapere come stia crescendo viola sotto questo punto di vista.
    In secondo luogo, mia madre è una donna indipendente che ha sempre amato viaggiare, e quindi io, ogni estate, sono sempre stata un paio di settimane con i nonni. Io con i nonni sono sempre stata da dio, ma poi la genitrice ha pensato di mandarmi via anche con gli scout, IL MARTIRIO!!!! Per cui acquietatevi, madri. Violetta starà benissimo con i nonni e la nostalgia di casa può essere azzerata con una semplice telefonata.

    Madanasundari, che adora leggere le litigate nei commenti ( the ultimate guilty pleasure) e che non ha voglia di rileggere quanto ha scritto.

  • Anonymous

    Sono molto più grande di te…ahimè, e purtroppo senza figli, ma mi trovo ad accudire la mamma che da due anni e mezzo (per via di una brutta malattia) è tornata ad essere una bimba piccola, lo faccio con amore ed è lo stesso tipo di amore che traspare dalle parole del tuo post ..chi non l’ha capito… bah non so… il mondo è bello perchè e vario, e continua a scrivere perchè lo fai bene …e io non leggo solo la Kinsella…(preciso non c’e’ niente di male…se no qui si scatena un’altro vespaio…)
    Ti dico solo grazie e ti mando un grosso abbraccio
    Dada63

  • Anonymous

    @MarinaM ho pensato esattamente la stessa cosa, leggendo il blog di Elasti.
    A parte questo, mi trovo per certi versi d’accordo con Silvia (3 o 4 commenti più in su). Non chiuderti a riccio se ti vengono avanzate delle critiche o se ti si fanno certe domande. Mi spiego: molte volte ti e’ stato chiesto come mai non venisse più nominato il padre di Viola e in effetti pure io ci sono rimasta dato che in passato e’ stato spesso citato nei post. Dopo tante richieste da parte di tanti lettori la tua risposta un po’ scocciata fu che non aveva piacere di essere presente nel blog. Sacrosanto diritto ci mancherebbe, pero’ forse basterebbe dirle subito le cose, senza problemi. Evitando cosi che si continui sempre a chiedere la stessa cosa. Non credi? A volte nei commenti vengono lasciate domande in sospeso, senza risposta, e non e’ molto bello quando basterebbero cinque minuti per rispondere a tutte.
    Se io avessi un blog e avesse quasi novemila (!!!) fan io mi sentirei quasi “in dovere” (ho messo volutamente le virgolette) di chiarire alcune cose. E’ vero che il blog e’ tuo e ci fai quello che vuoi ecc ecc pero’ non parliamo più di due o tre gatti che ti seguono. E a chi ti chiede (come Silvia e altre, in altre occasioni) di parlare magari anche di te, di come ti poni seriamente come madre nei confronti di una Viola che fa i capricci, oppure come se la cava con l’inglese e cosa dice del trasferimento (quante volte e’ stato chiesto?) , basterebbe anche solo un “non e’ questa la sede giusta perché lo spirito del blog e’ un altro” oppure “un giorno vi racconcerò”. Semplici risposte. Perché e’ brutto fare domande e non essere ascoltati.
    E bada bene, io ti leggo sempre molto volentieri, e continuerò a farlo.

    Gio’

  • Anonymous

    Oh What A Circus, Oh What A Show (Evita)
    Torno a commentare perché sono veramente rimasta affascinata dalle interessantissime riflessioni scaturite da un banale propemptikon di una madre ad una figlia.
    In primo luogo vorrei aggiungere e far osservare che forse Wonderland insiste tanto sulle “cose belle” della sua vita per fare forza a se stessa. E’ arrivata in un paese straniero da poco e non mi sembra che il compagno si stia facendo in quattro per aiutare lei e la piccola ad ambientarsi meglio. Non so quindi quanto possa suscitare invidia una che all’apparenza è bella-magra-bionda-talentuosa, quando non sappiamo (vivaddio) quasi niente della sua vita privata. Non sono in grado di giudicare se sia una buona madre o meno, ma mi preoccupa un po’ quell’eccesso di enfasi dato alla bellezza della bimba, e sono anch’io curiosa di sapere come stia crescendo viola sotto questo punto di vista.
    In secondo luogo, mia madre è una donna indipendente che ha sempre amato viaggiare, e quindi io, ogni estate, sono sempre stata un paio di settimane con i nonni. Io con i nonni sono sempre stata da dio, ma poi la genitrice ha pensato di mandarmi via anche con gli scout, IL MARTIRIO!!!! Per cui acquietatevi, madri. Violetta starà benissimo con i nonni e la nostalgia di casa può essere azzerata con una semplice telefonata.

    Madanasundari, che adora leggere le litigate nei commenti ( the ultimate guilty pleasure) e che non ha voglia di rileggere quanto ha scritto.

  • Anonymous

    @MarinaM ho pensato esattamente la stessa cosa, leggendo il blog di Elasti.
    A parte questo, mi trovo per certi versi d’accordo con Silvia (3 o 4 commenti più in su). Non chiuderti a riccio se ti vengono avanzate delle critiche o se ti si fanno certe domande. Mi spiego: molte volte ti e’ stato chiesto come mai non venisse più nominato il padre di Viola e in effetti pure io ci sono rimasta dato che in passato e’ stato spesso citato nei post. Dopo tante richieste da parte di tanti lettori la tua risposta un po’ scocciata fu che non aveva piacere di essere presente nel blog. Sacrosanto diritto ci mancherebbe, pero’ forse basterebbe dirle subito le cose, senza problemi. Evitando cosi che si continui sempre a chiedere la stessa cosa. Non credi? A volte nei commenti vengono lasciate domande in sospeso, senza risposta, e non e’ molto bello quando basterebbero cinque minuti per rispondere a tutte.
    Se io avessi un blog e avesse quasi novemila (!!!) fan io mi sentirei quasi “in dovere” (ho messo volutamente le virgolette) di chiarire alcune cose. E’ vero che il blog e’ tuo e ci fai quello che vuoi ecc ecc pero’ non parliamo più di due o tre gatti che ti seguono. E a chi ti chiede (come Silvia e altre, in altre occasioni) di parlare magari anche di te, di come ti poni seriamente come madre nei confronti di una Viola che fa i capricci, oppure come se la cava con l’inglese e cosa dice del trasferimento (quante volte e’ stato chiesto?) , basterebbe anche solo un “non e’ questa la sede giusta perché lo spirito del blog e’ un altro” oppure “un giorno vi racconcerò”. Semplici risposte. Perché e’ brutto fare domande e non essere ascoltati.
    E bada bene, io ti leggo sempre molto volentieri, e continuerò a farlo.

    Gio’

  • Su gente, prendiamo le cose per quello che sono. Wonder non ha scritto di avere il cuore che sanguina per la separazione. Ha scritto che manda la bimba dai nonni in vacanza, e che è convinta della scelta, anche se le mancherà. E già che c’è riflette sul fatto che, prima o poi, le separazioni ci toccano, e servono per crescere.
    Mandare la Porpi in vacanza coi nonni non è e non vuole essere da “mamma dell’anno”.
    Ognuno ha il diritto di scrivere post su quello che gli pare, no? Quindi anche sulla bimba in vacanza a Roma… 🙂
    La vita è così piena di preoccupazioni pesanti, di brutti momenti, che leggere di un po’ di commozione per la separazione pre-vacanza è confortante, è normale, è giusto.
    E lo dice una in preda a certi sentimenti post-traumatici! 😉

  • Su gente, prendiamo le cose per quello che sono. Wonder non ha scritto di avere il cuore che sanguina per la separazione. Ha scritto che manda la bimba dai nonni in vacanza, e che è convinta della scelta, anche se le mancherà. E già che c’è riflette sul fatto che, prima o poi, le separazioni ci toccano, e servono per crescere.
    Mandare la Porpi in vacanza coi nonni non è e non vuole essere da “mamma dell’anno”.
    Ognuno ha il diritto di scrivere post su quello che gli pare, no? Quindi anche sulla bimba in vacanza a Roma… 🙂
    La vita è così piena di preoccupazioni pesanti, di brutti momenti, che leggere di un po’ di commozione per la separazione pre-vacanza è confortante, è normale, è giusto.
    E lo dice una in preda a certi sentimenti post-traumatici! 😉

  • Anonymous

    Ma io non ho capito una cosa… se ti manca così così tanto perchè non vai in Italia con lei? mi sembra di capire che tu non abbia obblighi lavorativi che ti trattengono a Londra, a sbaglio?
    Io lavoro e due settimane l’anno lascio le bambine al mare dai nonni per fargli respirare un pò d’aria buona, ma non mi sento straziata nè partciolarmente addolorata al momento dei saluti. Sono serena, e loro pure. Se non fosse così, non le manderei, le terrei qua con la solita baby sitter.
    Davvero non riesco a capire il perchè della partenza della Porpy da sola, perchè?

  • Anonimo: sì, ho alcuni impegni che mi trattengono a Londra. Ma se anche fosse che voglio solo godermi due settimane da sola con Lui, proprio non ci vedo niente di male. Che mi manchi è del tutto normale, credo. Se mi mancasse troppo, chiaramente troverei il modo di andarla a trovare.

    Gente, posso dire che alcuni dei commenti mi stanno AL-LU-CI-NAN-DO?
    Really.
    Mentre leggendo altri provo un inaspettato senso di sollievo. E vi ringrazio molto. A volte esprimete cose che potrei aver pensato io.
    Grazie 🙂

  • Anonymous

    Ma io non ho capito una cosa… se ti manca così così tanto perchè non vai in Italia con lei? mi sembra di capire che tu non abbia obblighi lavorativi che ti trattengono a Londra, a sbaglio?
    Io lavoro e due settimane l’anno lascio le bambine al mare dai nonni per fargli respirare un pò d’aria buona, ma non mi sento straziata nè partciolarmente addolorata al momento dei saluti. Sono serena, e loro pure. Se non fosse così, non le manderei, le terrei qua con la solita baby sitter.
    Davvero non riesco a capire il perchè della partenza della Porpy da sola, perchè?

  • Anonimo: sì, ho alcuni impegni che mi trattengono a Londra. Ma se anche fosse che voglio solo godermi due settimane da sola con Lui, proprio non ci vedo niente di male. Che mi manchi è del tutto normale, credo. Se mi mancasse troppo, chiaramente troverei il modo di andarla a trovare.

    Gente, posso dire che alcuni dei commenti mi stanno AL-LU-CI-NAN-DO?
    Really.
    Mentre leggendo altri provo un inaspettato senso di sollievo. E vi ringrazio molto. A volte esprimete cose che potrei aver pensato io.
    Grazie 🙂

  • Sara

    Io avevo scritto un commento in cui non mi pareva ci fosse nulla di offensivo e non è stato pubblicato…

  • Marta

    A me non sembra che nessuno abbia scritto cose allucinanti. A parte qualcuno che ha usato toni eccessivi, ma i contenuti mi sono sembrati tutti interessanti.
    A me sembra invece che tu continui deliberatamente ad ignorare invece semplici domande e considerazioni che mi paiono pertinenti.
    Poi giustamente qualcuno sopra, non mi ricordo il nome, ha fatto notare che non è proprio da persone mature e adulte prendersi gioco di qualcuno su twitter che non può leggere e tu anche qui hai deliberatamente ignorato l’osservazione che mi pare più che giusta.
    Non va bene commentare qui in maniera offensiva, però va bene prendere in giro chi commenta, e per di più da un’altra parte dove non può leggere?!
    Non mi sembra un atteggiamento tanto più intelligente rispetto allo scrivere qui commenti offensivi.

  • Sara

    Io avevo scritto un commento in cui non mi pareva ci fosse nulla di offensivo e non è stato pubblicato…

  • Cara Marta, scrivere un post non significa mettere la propria vita alla pubblica gogna, nonostante voi pensiate l’opposto. Così come ho il diritto di scrivere quello che voglio (o non voglio) sul blog, e voi avete il diritto di commentare (con toni civili e non offensivi), io ho quello di non sviscerare aspetti privati della mia vita che esulano da quello che ho scelto di scrivere. Tutto quello che è richiesto come ulteriore, mi sembra voyeuristico, insistente, poco rispettoso della mia vita.

    Sara, tutti i commenti non offensivi sono stati pubblicati, come dimostrano i duecentottanta e rotti commenti presenti.

    Mi dispiace molto dover parlare con questo tono, che detesto, ma trovo molti dei commenti pubblicati non in cerca di una discussione, ma di una giustificazione al modo in cui ho scelto di vivere la mia vita.
    La prossima volta che vi viene da scrivere qualcosa di aggressivo, fate finta che io sia lì davati a voi e usate i toni che usereste per parlarmi se non foste nascosti dietro un nickname. Se volete, potete anche telefonarmi. Sono su Skype: machedavvero

    E il mio Twitter, che è pubblico e pubblicato su questa pagina, non ha mai offeso nessuno. Non è nel mio stile.

  • Marta

    A me non sembra che nessuno abbia scritto cose allucinanti. A parte qualcuno che ha usato toni eccessivi, ma i contenuti mi sono sembrati tutti interessanti.
    A me sembra invece che tu continui deliberatamente ad ignorare invece semplici domande e considerazioni che mi paiono pertinenti.
    Poi giustamente qualcuno sopra, non mi ricordo il nome, ha fatto notare che non è proprio da persone mature e adulte prendersi gioco di qualcuno su twitter che non può leggere e tu anche qui hai deliberatamente ignorato l’osservazione che mi pare più che giusta.
    Non va bene commentare qui in maniera offensiva, però va bene prendere in giro chi commenta, e per di più da un’altra parte dove non può leggere?!
    Non mi sembra un atteggiamento tanto più intelligente rispetto allo scrivere qui commenti offensivi.

  • Cara Marta, scrivere un post non significa mettere la propria vita alla pubblica gogna, nonostante voi pensiate l’opposto. Così come ho il diritto di scrivere quello che voglio (o non voglio) sul blog, e voi avete il diritto di commentare (con toni civili e non offensivi), io ho quello di non sviscerare aspetti privati della mia vita che esulano da quello che ho scelto di scrivere. Tutto quello che è richiesto come ulteriore, mi sembra voyeuristico, insistente, poco rispettoso della mia vita.

    Sara, tutti i commenti non offensivi sono stati pubblicati, come dimostrano i duecentottanta e rotti commenti presenti.

    Mi dispiace molto dover parlare con questo tono, che detesto, ma trovo molti dei commenti pubblicati non in cerca di una discussione, ma di una giustificazione al modo in cui ho scelto di vivere la mia vita.
    La prossima volta che vi viene da scrivere qualcosa di aggressivo, fate finta che io sia lì davati a voi e usate i toni che usereste per parlarmi se non foste nascosti dietro un nickname. Se volete, potete anche telefonarmi. Sono su Skype: machedavvero

    E il mio Twitter, che è pubblico e pubblicato su questa pagina, non ha mai offeso nessuno. Non è nel mio stile.

  • Anonymous

    Ciao Wonder, mi chiamo Maria, sono una tua lettrice da diverso tempo e ho un bambino di qualche mese più grande della tua.

    Commento poco, non ho mai grandi cose da dire, ma ora una vorrei proprio. Non entro nel merito della diatriba principale ma mi permetto, se possibile, un’osservazione.

    Il mio macellaio tutte le mattine mi domanda come sta mio figlio. Delle volte mi chiede se fa ancora i capricci come li faceva da piccolo, e come va l’asilo. La cassiera del super invece, siccome vede sempre me e il piccolo, e mai mio marito che torna spesso tardi la sera e che non va quasi mai a fare la spesa dati gli orari, capita che a volte mi chieda che fine abbia fatto il mio “Lui”.

    Ora, io non è che prenda queste domande diversamente da quelle che sono, ossia, domande.
    Non c’è istinto voyeur, non c’è curiosità “morbosa”. Sono solo domande. Per parlare. Per instaurare un dialogo. Per fare conversazione.

    Ad alcune rispondo con dovizia di particolari. Ad altre, magari, solo con un sorriso perché non ho voglia (magari proprio in quel momento) di scendere toppo nei dettagli.

    Mi pare che qui i tuoi (affezionati) lettori non abbiano fatto altro che fare come il mio macellaio o la collega con cui ci si trova, ogni tanto, a prendere il caffè: domandare.
    L’uomo è animale sociale e la chiacchiera “futile” è il modo in cui tesse le prime relazioni con gli individui della sua stessa specie.

    Mi spiace che tu invece la prenda così a male la cosa. Perché davvero non mi pare che ci sia nulla di così scandaloso o morboso nel domandare notizie della tua bambina (come va all’asilo, si integra, parla già inglese? ha risentito del trasloco? sta u po’ di più col papà?).

    La cosa secondo me è un’altra – e poi finisco.
    Ho l’impressione che il blog machedavvero stia diventando ALTRA cosa da Viola. Sta diventando il blog di una persona (che può piacere o non può piacere) che, incidentalmente, si trova ad essere anche mamma. E che quindi, prima di tutto, racconta di sè, e non della propria famiglia. Tutto giusto e lecito, peccato che il blog fosse nato con altri intenti.

    Quindi, sta a te, diciamo, perché secondo me le strade sono solo due a questo punto, perché è questione di target e di metodo: o vieni incontro ai tuoi lettori, oppure chiarisci che machedavvero è diventato prima di tutto un blog personale, e solo POI un mommyblog in senso stretto. Altrimenti ne verranno sempre fuori, a parer mio, di fraintendimenti di questo tipo.

    A presto, spero di non essere né stata inopportuna né rompiscatole,
    Maria

  • Maria, grazie della tua delicata riflessione.
    Intanto: sì, certo, questo blog sta evolvendo, ma credo parli da solo e non ci sia bisogno di specificarlo. Troverei anzi, forzato e fuoriluogo parlare solo di una bambina che sta crescendo e diventando una personcina, parla e ragiona, e non è più una piccola neonata con cui la mamma ha a che fare. Se ci pensi, questo blog ha SEMPRE parlato di me, solo che prima la mia vita era dominata da questa inaspettata esperienza di maternità e ora non più. E per fortuna, perchè l’obiettivo, se mi segui da tempo lo sai, era ‘diventare mamma mantenendo anche me stessa’, essere anche ‘altro-da’.

    Per quanto riguarda le domande: a quelle, quando ho tempo, rispondo volentieri. Quelle che hai elencato però sono ben diverse da quelle comparse in questi commenti. Più che domande, sembravano accuse in cerca di giustificazione. Con un tono, un’aggressività e una saccenza che ho trovato fuori luogo.

  • Anonymous

    Ciao Wonder, mi chiamo Maria, sono una tua lettrice da diverso tempo e ho un bambino di qualche mese più grande della tua.

    Commento poco, non ho mai grandi cose da dire, ma ora una vorrei proprio. Non entro nel merito della diatriba principale ma mi permetto, se possibile, un’osservazione.

    Il mio macellaio tutte le mattine mi domanda come sta mio figlio. Delle volte mi chiede se fa ancora i capricci come li faceva da piccolo, e come va l’asilo. La cassiera del super invece, siccome vede sempre me e il piccolo, e mai mio marito che torna spesso tardi la sera e che non va quasi mai a fare la spesa dati gli orari, capita che a volte mi chieda che fine abbia fatto il mio “Lui”.

    Ora, io non è che prenda queste domande diversamente da quelle che sono, ossia, domande.
    Non c’è istinto voyeur, non c’è curiosità “morbosa”. Sono solo domande. Per parlare. Per instaurare un dialogo. Per fare conversazione.

    Ad alcune rispondo con dovizia di particolari. Ad altre, magari, solo con un sorriso perché non ho voglia (magari proprio in quel momento) di scendere toppo nei dettagli.

    Mi pare che qui i tuoi (affezionati) lettori non abbiano fatto altro che fare come il mio macellaio o la collega con cui ci si trova, ogni tanto, a prendere il caffè: domandare.
    L’uomo è animale sociale e la chiacchiera “futile” è il modo in cui tesse le prime relazioni con gli individui della sua stessa specie.

    Mi spiace che tu invece la prenda così a male la cosa. Perché davvero non mi pare che ci sia nulla di così scandaloso o morboso nel domandare notizie della tua bambina (come va all’asilo, si integra, parla già inglese? ha risentito del trasloco? sta u po’ di più col papà?).

    La cosa secondo me è un’altra – e poi finisco.
    Ho l’impressione che il blog machedavvero stia diventando ALTRA cosa da Viola. Sta diventando il blog di una persona (che può piacere o non può piacere) che, incidentalmente, si trova ad essere anche mamma. E che quindi, prima di tutto, racconta di sè, e non della propria famiglia. Tutto giusto e lecito, peccato che il blog fosse nato con altri intenti.

    Quindi, sta a te, diciamo, perché secondo me le strade sono solo due a questo punto, perché è questione di target e di metodo: o vieni incontro ai tuoi lettori, oppure chiarisci che machedavvero è diventato prima di tutto un blog personale, e solo POI un mommyblog in senso stretto. Altrimenti ne verranno sempre fuori, a parer mio, di fraintendimenti di questo tipo.

    A presto, spero di non essere né stata inopportuna né rompiscatole,
    Maria

  • Anonymous

    Ciao (sono Maria) 🙂 grazie per la risposta.

    Sai, con un certo paradosso penso (o almeno, questa è la mia esperienza personale, poi non so se sia condivisibile o meno) che potresti avere molto di più da scrivere adesso, di te + Viola, rispetto a, poniamo, due anni fa.

    I bambini fino a due anni hanno bisogno essenzialmente di cure parentali. Patello, pappa, sonno, bagnetto… insomma interazione bella, ma minima.
    Ora, proprio perché i nostri bambini sono diventati “bambini”, secondo me inizia il divertimento.
    Almeno – mio figlio se ne esce con delle sparate e dei ragionamenti che lévate, davvero.

    I dialoghi surreali che mettono in piedi. Le consapevolezze che piano piano arrivano. Le figure del cavolo che ci fanno fare…

    Forse sono MENO evidenti, – davvero paradossalmente – ai nostri occhi: non abbiamo più stendibiancheria sparsi per casa pieni di body macchiati, o lo sterilizzatore in cucina, o quell’odorino di pipi di neonato che aleggiava sempre in camera da letto… mi capita sempre più spesso di guardare casa mia e di accorgermi che in giro, a parte che nella sua camera, di lui capita che ci sia proprio poco o niente. Non siamo più così fisicamente prese da loro.
    Ma è da ora che il nostro ruolo di genitore si deve esplicare al meglio.

    Forse è proprio per questo che diventa più difficile, e più bello, dell’essere genitori.
    E’ a questa età che forse cominciano a capire davvero le esperienze che fanno. Mi viene in mente mio figlio che giusto l’altro giorno mi ha chiesto come mai un suo amico aveva la pelle scura. “Non me ne sono mai accorto!” ha detto. Tu pensa cosa tirano fuori.

    Io non sono brava a scrivere, tu si, e immagino che Viola di queste perle di saggezza ne tiri fuori a quintali.

    Forse è questo che ti domandano i tuoi lettori. senza snaturare nulla della tua vita-senza-Viola, ecco forse domandano un qualcosa in più, adesso: farci vedere come educhi Viola, quali sono le tue “regole” (sei un po’ tata Lucia o lasci correre?), quali sono le figure genitoriali a cui ti ispiri, com’è Viola con il papà (ne è innamorata come tutte le figlie femmine?!)? quali scoperte ha fatto e sta facendo.

    Sono gli stessi tuoi (affezionati) lettori che, forse, ti spingono a un “salto di qualità”. Ripeto, senza necessariamente snaturare lo spirito del blog e il suo motto, dal pampero ai pampers… e ritorno.

    Un caro saluto – tanti baci a London, che non vedo da un po’!
    Maria

  • Maria, grazie della tua delicata riflessione.
    Intanto: sì, certo, questo blog sta evolvendo, ma credo parli da solo e non ci sia bisogno di specificarlo. Troverei anzi, forzato e fuoriluogo parlare solo di una bambina che sta crescendo e diventando una personcina, parla e ragiona, e non è più una piccola neonata con cui la mamma ha a che fare. Se ci pensi, questo blog ha SEMPRE parlato di me, solo che prima la mia vita era dominata da questa inaspettata esperienza di maternità e ora non più. E per fortuna, perchè l’obiettivo, se mi segui da tempo lo sai, era ‘diventare mamma mantenendo anche me stessa’, essere anche ‘altro-da’.

    Per quanto riguarda le domande: a quelle, quando ho tempo, rispondo volentieri. Quelle che hai elencato però sono ben diverse da quelle comparse in questi commenti. Più che domande, sembravano accuse in cerca di giustificazione. Con un tono, un’aggressività e una saccenza che ho trovato fuori luogo.

  • Anonymous

    Ciao (sono Maria) 🙂 grazie per la risposta.

    Sai, con un certo paradosso penso (o almeno, questa è la mia esperienza personale, poi non so se sia condivisibile o meno) che potresti avere molto di più da scrivere adesso, di te + Viola, rispetto a, poniamo, due anni fa.

    I bambini fino a due anni hanno bisogno essenzialmente di cure parentali. Patello, pappa, sonno, bagnetto… insomma interazione bella, ma minima.
    Ora, proprio perché i nostri bambini sono diventati “bambini”, secondo me inizia il divertimento.
    Almeno – mio figlio se ne esce con delle sparate e dei ragionamenti che lévate, davvero.

    I dialoghi surreali che mettono in piedi. Le consapevolezze che piano piano arrivano. Le figure del cavolo che ci fanno fare…

    Forse sono MENO evidenti, – davvero paradossalmente – ai nostri occhi: non abbiamo più stendibiancheria sparsi per casa pieni di body macchiati, o lo sterilizzatore in cucina, o quell’odorino di pipi di neonato che aleggiava sempre in camera da letto… mi capita sempre più spesso di guardare casa mia e di accorgermi che in giro, a parte che nella sua camera, di lui capita che ci sia proprio poco o niente. Non siamo più così fisicamente prese da loro.
    Ma è da ora che il nostro ruolo di genitore si deve esplicare al meglio.

    Forse è proprio per questo che diventa più difficile, e più bello, dell’essere genitori.
    E’ a questa età che forse cominciano a capire davvero le esperienze che fanno. Mi viene in mente mio figlio che giusto l’altro giorno mi ha chiesto come mai un suo amico aveva la pelle scura. “Non me ne sono mai accorto!” ha detto. Tu pensa cosa tirano fuori.

    Io non sono brava a scrivere, tu si, e immagino che Viola di queste perle di saggezza ne tiri fuori a quintali.

    Forse è questo che ti domandano i tuoi lettori. senza snaturare nulla della tua vita-senza-Viola, ecco forse domandano un qualcosa in più, adesso: farci vedere come educhi Viola, quali sono le tue “regole” (sei un po’ tata Lucia o lasci correre?), quali sono le figure genitoriali a cui ti ispiri, com’è Viola con il papà (ne è innamorata come tutte le figlie femmine?!)? quali scoperte ha fatto e sta facendo.

    Sono gli stessi tuoi (affezionati) lettori che, forse, ti spingono a un “salto di qualità”. Ripeto, senza necessariamente snaturare lo spirito del blog e il suo motto, dal pampero ai pampers… e ritorno.

    Un caro saluto – tanti baci a London, che non vedo da un po’!
    Maria

  • e peraltro io questa polemica non la capisco: ognuno cresce i suoi figli come meglio ritiene (speriamo) ma permettetemi di dire che chi i figli non li ha difficilmente potrà capire quanto costi ad una mamma il distacco seppur breve (che sia il nido, la cena o il we), quanti dubbi e perplessità (o sensi di colpa) ti si affollano nella mente e nel cuore.
    Sarà che forse l’esperienza straniera (nord europea a quanto vedo in giro) comporta una mentalità un po’ più easy, rilassata, meno (che parola forte sto per usare) ansiosa? Insomma, l’hai mandata dalla nonna, mica in miniera! Avercela una nonna al mare che te li tiene -volentieri e serenamente- per dei giorni…

  • Ciao Wonder leggo saltuariamente il tuo blog ed anche silenziosamente e sono approdata in questo post per vie traverse. Voglio dirti solo una cosa, ad averceli avuti due nonni come la Porpi. Se la spassera´ alla grande!

  • e peraltro io questa polemica non la capisco: ognuno cresce i suoi figli come meglio ritiene (speriamo) ma permettetemi di dire che chi i figli non li ha difficilmente potrà capire quanto costi ad una mamma il distacco seppur breve (che sia il nido, la cena o il we), quanti dubbi e perplessità (o sensi di colpa) ti si affollano nella mente e nel cuore.
    Sarà che forse l’esperienza straniera (nord europea a quanto vedo in giro) comporta una mentalità un po’ più easy, rilassata, meno (che parola forte sto per usare) ansiosa? Insomma, l’hai mandata dalla nonna, mica in miniera! Avercela una nonna al mare che te li tiene -volentieri e serenamente- per dei giorni…

  • Ciao Wonder leggo saltuariamente il tuo blog ed anche silenziosamente e sono approdata in questo post per vie traverse. Voglio dirti solo una cosa, ad averceli avuti due nonni come la Porpi. Se la spassera´ alla grande!

  • Francesca

    ICE,
    di certo sta gente non s’è messa a piangere davvero, è solo che pur non essendo rivoluzionaria, non è neanche così banale la considerazione che amare significa lasciare andare, dopo aver trasmesso un senso di sicurezza così forte da non far sentire i tuoi figli abbandonati. Come dimostra il fatto che evidentemente (cfr il tuo punto 2) i tuoi non ci sono riusciti proprio alla grande.

  • Francesca

    ICE,
    di certo sta gente non s’è messa a piangere davvero, è solo che pur non essendo rivoluzionaria, non è neanche così banale la considerazione che amare significa lasciare andare, dopo aver trasmesso un senso di sicurezza così forte da non far sentire i tuoi figli abbandonati. Come dimostra il fatto che evidentemente (cfr il tuo punto 2) i tuoi non ci sono riusciti proprio alla grande.

  • Anonymous

    Volevo ringraziare Maria per i suoi due commenti intelligenti e delicati, che condivido a pieno. L’esempio dl macellaio e’ proprio perfetto e credo rappresenti quello ch molte di noi avevamo cercato di spiegarti. Semplicemente si cerca di instaurare un dialogo con te ANCHE chiedendoti come sei tu come madre, come e’ Viola come bambina e come e’ lui come papà. Mi pare ovvio, dato che questo blog e’ nato coi racconti su voi tre. Ed e’ pure un po’ buffo ritrovare un articolo su Cosmopolitan che parla anche di te e lui come coppia ( lui e’ orso e starebbe sempre a casa ecc ecc): a me ha fatto sorridere perché pensavo a quando ci hai detto che non aveva più piacere di essere nominato e misonoo chiesta ne differenza ci fosse fra un blog e una rivista…:-)
    Detto questo, io adoro i racconti su Londra e pure i tuoi foto post, pero’ quello che io e altri lettori ti stiamo chiedendo e’ appunto di parlarci anche un po’ di voi, come hai sempre fatto. Se cio’ ancora ti fa piacere, e’ ovvio.
    Belli gli spunti di riflessione che ha scaturito questo post.

    Gio’

  • Anonymous

    Volevo ringraziare Maria per i suoi due commenti intelligenti e delicati, che condivido a pieno. L’esempio dl macellaio e’ proprio perfetto e credo rappresenti quello ch molte di noi avevamo cercato di spiegarti. Semplicemente si cerca di instaurare un dialogo con te ANCHE chiedendoti come sei tu come madre, come e’ Viola come bambina e come e’ lui come papà. Mi pare ovvio, dato che questo blog e’ nato coi racconti su voi tre. Ed e’ pure un po’ buffo ritrovare un articolo su Cosmopolitan che parla anche di te e lui come coppia ( lui e’ orso e starebbe sempre a casa ecc ecc): a me ha fatto sorridere perché pensavo a quando ci hai detto che non aveva più piacere di essere nominato e misonoo chiesta ne differenza ci fosse fra un blog e una rivista…:-)
    Detto questo, io adoro i racconti su Londra e pure i tuoi foto post, pero’ quello che io e altri lettori ti stiamo chiedendo e’ appunto di parlarci anche un po’ di voi, come hai sempre fatto. Se cio’ ancora ti fa piacere, e’ ovvio.
    Belli gli spunti di riflessione che ha scaturito questo post.

    Gio’

  • Cristina

    Tra tutti, i commenti di Silvia, di Maria e di Giò mi sono sembrati i più appropriati e intelligenti.
    Sono d’accordo con loro e anche a me dispiace che tu la prenda così male e mi sembra esagerato definire morbose semplici domande.
    Cosa c’è di morboso nel chiedere come Viola ha preso il trasloco?! (per fare un esempio). Ti è stato chiesto tante volte e non hai mai risposto. Probabilmente molti lo chiedono anche perchè loro stessi devono affrontarlo e vogliono semplicemente capire come la può prendere un bambino, avere un qualcosa come confronto.
    Anche io come Giò mi sono stupita di Cosmopolitan..che differenza c’è tra l’essere nominati in un blog o in una rivista?!

  • Cristina

    Tra tutti, i commenti di Silvia, di Maria e di Giò mi sono sembrati i più appropriati e intelligenti.
    Sono d’accordo con loro e anche a me dispiace che tu la prenda così male e mi sembra esagerato definire morbose semplici domande.
    Cosa c’è di morboso nel chiedere come Viola ha preso il trasloco?! (per fare un esempio). Ti è stato chiesto tante volte e non hai mai risposto. Probabilmente molti lo chiedono anche perchè loro stessi devono affrontarlo e vogliono semplicemente capire come la può prendere un bambino, avere un qualcosa come confronto.
    Anche io come Giò mi sono stupita di Cosmopolitan..che differenza c’è tra l’essere nominati in un blog o in una rivista?!

  • Anonymous

    No, davvero.
    C’è gente che ha pianto leggendo questo post?
    Scusatemi, ma, col cuore: fatevi ‘na vita.
    Per quanto concerne la deriva del blog – che per certi versi mi sarei anche aspettata, era chiaro che l’elemento “Chiara” era predominante fin dall’inizio – beh, cavoli dell’autrice. Come sono cavoli dell’autrice scegliere se farsi ‘na chiacchierata coi lettori o no. Non è un forum sulla maternità, in fondo. Chiara non è una nostra amica, una vostra amica, è una scrittrice che ha creato una piattaforma di successo. Piena di contenuti intensi, ma altrettanto evidentemente tagliata per fare audience. E va benissimo, lo ripeto. A questo punto, tuttavia, mi domando: se ci sono i commenti, la gente come può usarli?
    – Per intavolare discussioni sulla maternità, no, che la blogger non intende parlare dei cazzi suoi – e ci mancherebbe! D’altronde, non è possibile esprimere un giudizio a partire da quello che si desume da un post, perché è chiaramente una visione parziale del modo di vivere la maternità di Chiara (vero anche questo, ma mi domando su cosa possa dire la mia, se non sull’immagine che mi faccio) ;
    – Per giudicare il blog come giudicherebbe un libro (“Questa parte mi è piaciuta, questa no, mi piaceva più prima”), neppure, che qua poi esce fuori che il blog è dell’autrice e ci scrive quello che vuole.
    Insomma, resta solo la via del “Ommioddio sei mitica, come sei brava, come sei bella, mi fai morire…” .
    Personalmente, ho due osservazioni (che, per quanto detto in premessa, saranno senz’altro inopportune)
    1) circa la questione della maternità.
    Io non ho figli, ma una cosa che mi dico spesso è “certi sfizi preferisco togliermeli ora che non ho sulle spalle la responsabilità di nessuno”. Ma così, per ipotesi, perché poi se restassi incinta domani tutta questa saggezza verrebbe meno. Farei altre scelte,e probabilmente cercherei di non rinunciare a nulla. Vorrei essere donna MA ANCHE mamma. Così, a naso, non mi sembra che le cose si escludano. E non penso che lo ritengano neppure i commentatori più critici: si limitano ad osservare, partendo da alcuni spunti sul tuo blog, che all’autrice l’etichetta “mamma” faccia un po’paura, tanto da dover dire ad ogni spron battuto “guardate che sono una donna, lo vedete che sono una donna?”. Questo non fa di lei una cattiva madre, ma semplicemente una che ha trovato il proprio modello di maternità – e non lo ha inventato – e lo vive. Solo che, premesso ciò, continuo a non capire tutta questa necessità a distaccarsi da altri modelli di maternità (assunti magari anche per necessità: io per esempio, non avrei a disposizione le super nonne, e molte cose non so se potrei farle). Chiara è una che – senza polemiche – ha sempre goduto della possibilità di ritagliarsi degli spazi. Buon per lei, ma non è che le mamme che scelgono di non farlo facciano per forza crescere male i loro figli.
    2) questione blog: mi divertiva più prima, anche se adesso è scritto senz’altro meglio. E’come se avesse perso in spontaneità. ATTENZIONE: sto giudicando il prodotto – blog, non la persona.

    E adesso, funz di Chiara: sbranatemi!

    Diana

  • @Diana nessuno ti sbranerà, anche se ammetto che a volte i toni usati nelle discussioni sono minacciosi ehehe.
    Grazie per la tua riflessione, interessante, sensata.
    Ribatto solo su un punto che mi riguarda direttamente: non credo di aver perso spontaneità, anche perché scrivere un blog senza spontaneità sarebbe per me una noia mortale e, alla lunga, smetterei. Sul fatto di divertire, mi farebbe un po’ paura far ridere sempre e comunque, allo stesso modo in cui mi spaventa la gente sempre-felice-sempre-a-tremila. Ci sono fasi della vita, e questa è un’altra fase della mia.
    Forse è questo che non è chiaro ad alcuni: la mia vita di oggi è diversa da quella di prima. Necessariamente, parlo di cose diverse, con tono a volte diverso, mi apro a nuovi argomenti, ho orizzonti differenti.
    Questo, per me, rientra nella spontaneità. Se scrivessi allo stesso modo di 4 anni fa, facessi ridere per le stesse cose, parlassi alla stessa maniera, pensassi le stese cose, allora sì che sarebbe un po’ finto. perché è innegabile che 4 anni ti cambiano, ed è normale che questo si rifletta in cosa e come scrivi.

  • Anonymous

    Ed è giusto che sia così, che le tematiche da te affrontate cambino. Non è questo quello che osservavo.E quando dico “mi divertivo più di prima” non mi riferivo alla risata di pancia che può scattare dal tuo modo di scrivere, in effetti esilarante a più riprese. La sensazione che ho avuto- sensazione, per l’appunto – è che sia cambiato qualcosa a livello “formale”.
    Se prima scrivevi per 10 lettori, ora scrivi anche per 300, come evidenziano i numeri di questo post. Ho come la sensazione che ci sia una maggiore “ricerca stilistica”, diciamo così. Il blog è diventato un affare più grosso, hai lettori, ma anche aziende che ti contattano, è normale che tu ti sia evoluta. Prima sembravi più colloquiale, non so se ho reso l’idea. Profonda eri, e profonda lo sei anche adesso. Non nego che l’evoluzione stilistica sia un valore aggiunto, ma personalmente preferivo la versione meno forbita, più “eddaje!”. Ma qui son gusti, eh 🙂
    Diana

  • Anonymous

    No, davvero.
    C’è gente che ha pianto leggendo questo post?
    Scusatemi, ma, col cuore: fatevi ‘na vita.
    Per quanto concerne la deriva del blog – che per certi versi mi sarei anche aspettata, era chiaro che l’elemento “Chiara” era predominante fin dall’inizio – beh, cavoli dell’autrice. Come sono cavoli dell’autrice scegliere se farsi ‘na chiacchierata coi lettori o no. Non è un forum sulla maternità, in fondo. Chiara non è una nostra amica, una vostra amica, è una scrittrice che ha creato una piattaforma di successo. Piena di contenuti intensi, ma altrettanto evidentemente tagliata per fare audience. E va benissimo, lo ripeto. A questo punto, tuttavia, mi domando: se ci sono i commenti, la gente come può usarli?
    – Per intavolare discussioni sulla maternità, no, che la blogger non intende parlare dei cazzi suoi – e ci mancherebbe! D’altronde, non è possibile esprimere un giudizio a partire da quello che si desume da un post, perché è chiaramente una visione parziale del modo di vivere la maternità di Chiara (vero anche questo, ma mi domando su cosa possa dire la mia, se non sull’immagine che mi faccio) ;
    – Per giudicare il blog come giudicherebbe un libro (“Questa parte mi è piaciuta, questa no, mi piaceva più prima”), neppure, che qua poi esce fuori che il blog è dell’autrice e ci scrive quello che vuole.
    Insomma, resta solo la via del “Ommioddio sei mitica, come sei brava, come sei bella, mi fai morire…” .
    Personalmente, ho due osservazioni (che, per quanto detto in premessa, saranno senz’altro inopportune)
    1) circa la questione della maternità.
    Io non ho figli, ma una cosa che mi dico spesso è “certi sfizi preferisco togliermeli ora che non ho sulle spalle la responsabilità di nessuno”. Ma così, per ipotesi, perché poi se restassi incinta domani tutta questa saggezza verrebbe meno. Farei altre scelte,e probabilmente cercherei di non rinunciare a nulla. Vorrei essere donna MA ANCHE mamma. Così, a naso, non mi sembra che le cose si escludano. E non penso che lo ritengano neppure i commentatori più critici: si limitano ad osservare, partendo da alcuni spunti sul tuo blog, che all’autrice l’etichetta “mamma” faccia un po’paura, tanto da dover dire ad ogni spron battuto “guardate che sono una donna, lo vedete che sono una donna?”. Questo non fa di lei una cattiva madre, ma semplicemente una che ha trovato il proprio modello di maternità – e non lo ha inventato – e lo vive. Solo che, premesso ciò, continuo a non capire tutta questa necessità a distaccarsi da altri modelli di maternità (assunti magari anche per necessità: io per esempio, non avrei a disposizione le super nonne, e molte cose non so se potrei farle). Chiara è una che – senza polemiche – ha sempre goduto della possibilità di ritagliarsi degli spazi. Buon per lei, ma non è che le mamme che scelgono di non farlo facciano per forza crescere male i loro figli.
    2) questione blog: mi divertiva più prima, anche se adesso è scritto senz’altro meglio. E’come se avesse perso in spontaneità. ATTENZIONE: sto giudicando il prodotto – blog, non la persona.

    E adesso, funz di Chiara: sbranatemi!

    Diana

  • @Diana nessuno ti sbranerà, anche se ammetto che a volte i toni usati nelle discussioni sono minacciosi ehehe.
    Grazie per la tua riflessione, interessante, sensata.
    Ribatto solo su un punto che mi riguarda direttamente: non credo di aver perso spontaneità, anche perché scrivere un blog senza spontaneità sarebbe per me una noia mortale e, alla lunga, smetterei. Sul fatto di divertire, mi farebbe un po’ paura far ridere sempre e comunque, allo stesso modo in cui mi spaventa la gente sempre-felice-sempre-a-tremila. Ci sono fasi della vita, e questa è un’altra fase della mia.
    Forse è questo che non è chiaro ad alcuni: la mia vita di oggi è diversa da quella di prima. Necessariamente, parlo di cose diverse, con tono a volte diverso, mi apro a nuovi argomenti, ho orizzonti differenti.
    Questo, per me, rientra nella spontaneità. Se scrivessi allo stesso modo di 4 anni fa, facessi ridere per le stesse cose, parlassi alla stessa maniera, pensassi le stese cose, allora sì che sarebbe un po’ finto. perché è innegabile che 4 anni ti cambiano, ed è normale che questo si rifletta in cosa e come scrivi.

  • Anonymous

    Ed è giusto che sia così, che le tematiche da te affrontate cambino. Non è questo quello che osservavo.E quando dico “mi divertivo più di prima” non mi riferivo alla risata di pancia che può scattare dal tuo modo di scrivere, in effetti esilarante a più riprese. La sensazione che ho avuto- sensazione, per l’appunto – è che sia cambiato qualcosa a livello “formale”.
    Se prima scrivevi per 10 lettori, ora scrivi anche per 300, come evidenziano i numeri di questo post. Ho come la sensazione che ci sia una maggiore “ricerca stilistica”, diciamo così. Il blog è diventato un affare più grosso, hai lettori, ma anche aziende che ti contattano, è normale che tu ti sia evoluta. Prima sembravi più colloquiale, non so se ho reso l’idea. Profonda eri, e profonda lo sei anche adesso. Non nego che l’evoluzione stilistica sia un valore aggiunto, ma personalmente preferivo la versione meno forbita, più “eddaje!”. Ma qui son gusti, eh 🙂
    Diana

  • Bellissime parole, mi sono commossa!

  • Bellissime parole, mi sono commossa!

  • Anonymous

    che bello questo post, così delicato, così commovente… quanta verità c’è nelle tue parole, riesci a cogliere e descrivere le emozioni così bene! Penso a quando lo leggerà la tua Porpi e avrà u motivo in più per essere orgogliosa della sua mamma…

  • sono morta da ridere a leggere tutti questi commenti.
    La Porpi va di nonni che adora e si divertirà alla grande e Wonder lavorerà e si riposerà e farà foto e starà benissimo.
    Eppure alla parenza la lacrimuccia scende, e magari scenderà al telefono….anche se quei 15 gg se li godrà alla grande.
    E allora?
    Io sono mamma di due, e la capisco alla grandissima.
    E per questo lascio i miei figli un paio di settimane con i nonni, e loro sono felici, e affatto traumatizzati, proprio come lo ero io quando lasciavano me….chi è rimasto traumatizzato da bambino per queste cose scontava probabilmente altre carenze, date retta a me.

  • Anonymous

    che bello questo post, così delicato, così commovente… quanta verità c’è nelle tue parole, riesci a cogliere e descrivere le emozioni così bene! Penso a quando lo leggerà la tua Porpi e avrà u motivo in più per essere orgogliosa della sua mamma…

  • sono morta da ridere a leggere tutti questi commenti.
    La Porpi va di nonni che adora e si divertirà alla grande e Wonder lavorerà e si riposerà e farà foto e starà benissimo.
    Eppure alla parenza la lacrimuccia scende, e magari scenderà al telefono….anche se quei 15 gg se li godrà alla grande.
    E allora?
    Io sono mamma di due, e la capisco alla grandissima.
    E per questo lascio i miei figli un paio di settimane con i nonni, e loro sono felici, e affatto traumatizzati, proprio come lo ero io quando lasciavano me….chi è rimasto traumatizzato da bambino per queste cose scontava probabilmente altre carenze, date retta a me.

  • Ho letto fino al commento 122 (che è una rara perla di bellezza, va stampata e appesa in casa di ogni blogger)… Io ho cinque figli, aspetto il sesto. Le uniche notti che ho passato senza di loro sono state quelle in ospedale, mentre partorivo i successivi…
    Ma non perché sono “immolata” alla causa: semplicemente non ho nonni disponibili. Se domani una persona di cui mi fido mi dicesse: parti una settimana con tuo marito, ai figli ci penso io… cavolo, farei le valige alla velocità della luce per paura che cambiasse idea!!!
    Il post di wonder è molto bello, e non c’entra se e quante volte ciascuno di coloro che lo legge è stato “mollato” dai nonni, o ha “mollato” a sua volta i suoi figli.
    Fa quasi ridere la presunzione di giudicare il valore di una madre da un blog…
    Wonder è un’ottima scrittrice, questo è innegabile, come altrettanto innegabile è il fatto che la materintà le ha cambiato la vita. Ma non ha stravolto la sua natura.
    Per fortuna!!!
    Val la pena, davvero, godersi questi ottimi stralci di “letteratura” moderna, senza dover per forza entrare in casa d’altri a dettare regole.
    Ma chi non la vorrebbe, dai, una mamma con tanta ironia?!?!?

  • Ho letto fino al commento 122 (che è una rara perla di bellezza, va stampata e appesa in casa di ogni blogger)… Io ho cinque figli, aspetto il sesto. Le uniche notti che ho passato senza di loro sono state quelle in ospedale, mentre partorivo i successivi…
    Ma non perché sono “immolata” alla causa: semplicemente non ho nonni disponibili. Se domani una persona di cui mi fido mi dicesse: parti una settimana con tuo marito, ai figli ci penso io… cavolo, farei le valige alla velocità della luce per paura che cambiasse idea!!!
    Il post di wonder è molto bello, e non c’entra se e quante volte ciascuno di coloro che lo legge è stato “mollato” dai nonni, o ha “mollato” a sua volta i suoi figli.
    Fa quasi ridere la presunzione di giudicare il valore di una madre da un blog…
    Wonder è un’ottima scrittrice, questo è innegabile, come altrettanto innegabile è il fatto che la materintà le ha cambiato la vita. Ma non ha stravolto la sua natura.
    Per fortuna!!!
    Val la pena, davvero, godersi questi ottimi stralci di “letteratura” moderna, senza dover per forza entrare in casa d’altri a dettare regole.
    Ma chi non la vorrebbe, dai, una mamma con tanta ironia?!?!?

  • Tiziana

    Brava Chiara, la Porpi è una bimba fortunata! Mi hai fatto commuovere….e condivido tantissimo il confronto che hai fatto tra avere un neonato ed avere una bambina che comincia ad essere altro da te e che esplora il mondo…Io ho una bambina piccola, di 17 mesi, ma che differenza rispetto a quando ne aveva 4!Mi commuovo ogni momento, quando la osservo con i suoi giochi, le sue bambole cui fa da mamma, la ascolto nei suoi primi discorsi, la osservo mentre cresce!Il nostro lavoro (quello più difficle) è permettere loro di allontanarsi da noi, restando in contatto. Emotivo, intendo. Un abbraccio

  • Tiziana

    Brava Chiara, la Porpi è una bimba fortunata! Mi hai fatto commuovere….e condivido tantissimo il confronto che hai fatto tra avere un neonato ed avere una bambina che comincia ad essere altro da te e che esplora il mondo…Io ho una bambina piccola, di 17 mesi, ma che differenza rispetto a quando ne aveva 4!Mi commuovo ogni momento, quando la osservo con i suoi giochi, le sue bambole cui fa da mamma, la ascolto nei suoi primi discorsi, la osservo mentre cresce!Il nostro lavoro (quello più difficle) è permettere loro di allontanarsi da noi, restando in contatto. Emotivo, intendo. Un abbraccio

  • Anonymous

    HO finito il tuo libro in due giorni… inutile dire che mi ha illuminato. per 3 anni e 7 mesi ho pensato di essere pazza a pensare quello che stavo pensando e mentre cercavo disperatamente qualcuna che sentisse quello che io sentivo, mi scontravo con infiniti “essere madri è la cosa piu’ bella del mondo, mi riempe la vita, non potrei vivere senza, senza di lui mi sento persa”… il mio amore per il nano (anche io l’ho sempre chiamato cosi’!) non è nato a prima vista, ancora oggi cerco di costruirlo giorno per giorno… GRAZIE!

  • Anonymous

    HO finito il tuo libro in due giorni… inutile dire che mi ha illuminato. per 3 anni e 7 mesi ho pensato di essere pazza a pensare quello che stavo pensando e mentre cercavo disperatamente qualcuna che sentisse quello che io sentivo, mi scontravo con infiniti “essere madri è la cosa piu’ bella del mondo, mi riempe la vita, non potrei vivere senza, senza di lui mi sento persa”… il mio amore per il nano (anche io l’ho sempre chiamato cosi’!) non è nato a prima vista, ancora oggi cerco di costruirlo giorno per giorno… GRAZIE!

  • Anonymous

    Scusate ma perchè una RAGAZZA di 30 anni non dovrebbe godersi la vita? Perchè sarebbe ridicola? Sbronzarsi e andare a ballare sono cose esclusivamente per diciottenni? Ma per favore, le discoteche sono piene di 30enni, tanti ancora frequentano l’università, partono erasmus etc. Solo in Italia si sentono queste sciocche considerazioni..all’estero i locali notturni pullulano di gente di ogni età.
    O forse il problema è che voi a forza di chiudervi con i figli non avete più amiche per andare a divertirvi? O magari avete bambini talmente lagnosi che neanche i nonni vogliono tenerveli?

  • Anonymous

    Scusate ma perchè una RAGAZZA di 30 anni non dovrebbe godersi la vita? Perchè sarebbe ridicola? Sbronzarsi e andare a ballare sono cose esclusivamente per diciottenni? Ma per favore, le discoteche sono piene di 30enni, tanti ancora frequentano l’università, partono erasmus etc. Solo in Italia si sentono queste sciocche considerazioni..all’estero i locali notturni pullulano di gente di ogni età.
    O forse il problema è che voi a forza di chiudervi con i figli non avete più amiche per andare a divertirvi? O magari avete bambini talmente lagnosi che neanche i nonni vogliono tenerveli?

  • Anche io ho la lacrima facile, dopo 7 giorni senza il mio piccolo (di soli 15 mesi).
    E faccio mio il tuo obiettivo: “fare in modo di non mancarle anche quando le manchi. Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze”.
    Non so se sia possibile, ma è quello che vorrei.

  • Anche io ho la lacrima facile, dopo 7 giorni senza il mio piccolo (di soli 15 mesi).
    E faccio mio il tuo obiettivo: “fare in modo di non mancarle anche quando le manchi. Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze”.
    Non so se sia possibile, ma è quello che vorrei.

  • Beatrice

    Io ho salvato questo post nei preferiti perchè, quando un giorno ne avrò il coraggio, vorrei stamparlo e farlo leggere alla mia, di madre, dicendole che è riuscita splendidamente in tutto quello che c’è scritto.

  • Beatrice

    Io ho salvato questo post nei preferiti perchè, quando un giorno ne avrò il coraggio, vorrei stamparlo e farlo leggere alla mia, di madre, dicendole che è riuscita splendidamente in tutto quello che c’è scritto.

    • Che bello. Sei fortunata.

  • Chiara

    Ripesco questo post perchè quando lo avevo letto mi era rimasto molto impresso, e oggi ne ho bisogno. Io probabilmente per compensare quello che è mancato a me sto crescendo i miei bambini da sola, ma penso che le tue parole siano vere, e fanno anche male se prese sul serio. Oggi li ho lasciati alla nonna e non sono affatto tranquilla a dire il vero, ma credo che si debba cominciare e questo è stato il primo passo, mi ci vorrà un po’ ma penso che tu abbia ragione e quello che dici è assolutamente vero. Purtroppo dall’altra parte c’è, appunto, una totale mancanza di fiducia e questo non è d’aiuto in un passo così delicato, ma sono sicura che li rafforzerà e rafforzerà sicuramente anche il nostro legame. Scusa per lo sfogo ma le tue parole sono l’unica cosa che mi dona reale conforto..

  • Questo sì, è scrivere. Un post denso, vibrante. Riproponilo spesso, perché è la Chiara più profonda e sottile. Quella che piace a me. Mi ricordi il primo viaggio del mio ometto senza di me, anche se era con papà… http://ilblogdivicky.altervista.org/buon-viaggio/

  • ANNA Floraefood

    Sono a lavoro e mi e’ venuto in mente questo post….l’ho voluto rileggere ed e’ bellissimo…e’ come leggere ciò che provo ma che è difficile esprimere…nn vedo l’ora di leggere il tuo libro chiara!