Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Come aria

Mummy ·
mom and daughter smile

Le ho preparato la valigia coi vestiti estivi, quelli che qui indossa solo coi leggings sotto.
Ci ho messo dentro anche le sue collane, perché so che le farà piacere averle.
Nello zaino di mia sorella ho infilato pennarelli e un album da colorare.
L’ho guardata dormire stamattina, prima di svegliarla, e ho fatto il pieno di quella guancia liscia come seta, che profumava di sonno e sudore piccolo.
E’ tutta contenta perché va dalla nonna, e io sono tutta contenta perché ho Londra tutta per me e sono in vacanza dal ruolo di madre per più di due settimane.
Ma so che ci mancheremo un sacco.
Le ho accompagnate fino ai controlli dell’aeroporto e l’ho lasciata così, bassetta e incerta, nelle mani di mia sorella. Saltellava. Teneva stretto un portafoglino dove ho messo ‘i numeri di telefono per chiamarci’, e non l’ha mollato un secondo. Pure mentre faceva la pipì, se l’è tenuto.

Com’è diverso quel sentimento che mi sarà sempre estraneo, quello di attaccarsi al neonato come ad una proprietà e sentirsi complete solo con una piccola appendice al fianco, e come è intenso e nuovo questo, quello di avere una figlia che è una bambina né grande né piccola, che capisce i sentimenti e ti ragiona con la voce sottile, ed inizia ad andare per il mondo.
Inizi a lasciarla per il mondo, perché sai che è sui gradini dell’indipendenza che si costruisce l’amore buono.
Anche se il mondo è solo il tuo Paese al di là della Manica, anche se è una casa conosciuta.
Com’è strano vederla sbracciarsi dall’altro lato dei controlli, avere gli occhi un po’ lucidi e pensare che, forse, il tuo obiettivo è fare in modo di non mancarle anche quando le manchi.
Essere una certezza talmente forte da resistere alle distanze.
Quelle del tempo e dello spazio.
Quelle delle idee e delle ambizioni.
Quelle del carattere.
Quelle della vecchiaia.
Concederle di potersi dimenticare di me quando sta bene, senza sentirsi in torto.
Sapere che siamo unite da qualcosa di così forte e necessario da essere invisibile.
Come aria.

Com’è difficile, per i genitori, accettare che i figli vivano lontano da loro.
E com’è necessario, questo, affinché vivano.

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