Tom, il pupazzo di classe

Mummy · · 97 commenti

Siamo i più fortunati.
Ieri Porpi mi è corsa incontro all’uscita della nursery con uno zainetto extra.
“Cos’è?” ho chiesto.
Mi ha risposto la maestra: “oh, è il vostro turno di tenere Tom!”
Tento di fare mente locale, prima annaspando in un vuoto cosmico che mi conferisce un’espressione vacua ed ebete alla quale la maestra risponde con un colpo di sopracciglio che significa ‘ma come, TOM! Non sai chi è TOM?’ – poi finalmente riconnettendo le sinapsi e pescando il ricordo di una newsletter in cui si parlava del class puppet.
Tom: il pupazzo di classe.
Ma certo!
“Oh, abbiamo un ospite speciale Porpi!”
Lei annuisce felice, lo sguardo furbetto sotto la fascetta di lana rosa che indossa come una figlia dei fiori e rifiuta di togliere da tre giorni. Oggi è il quarto.
Dice che le fa i capelli lisci, perché ovviamente una bambina coi boccoli d’oro vuole spaghetti mosci come le amichette inglesi, quelle che si chiamano con nomi da MiniPony, vestono come un arcobaleno psichedelico e giocano a maniche corte anche con due gradi e la tramontana.
Però sono tanto carine, devo ammetterlo.
Insomma portiamo a casa Tom e scopriamo che il suo zainetto contiene: una vestaglia da camera in taglia orso, che assomiglia moltissimo a quella di Hugh Hefner, uno spazzolino da denti e un diario.
Ovviamente, il ‘compito’ è fare qualcosa con Tom e raccontarlo sul suo diario, possibilmente scattando delle foto.
Sono fortunata per due motivi.
Il primo è che il diario di Tom è nuovo di zecca, evidentemente il precedente era stato completato, quindi non ho alcun riferimento rispetto a cosa ha fatto con gli altri bambini e non ho ansia da prestazione per quella volta in cui magari Tom è stato portato allo zoo, all’acquario o sulla spiaggia di Dubai.
Certo, non ho nemmeno idea di quante pagine dobbiamo riempire e come, ma questo è secondario.
Il secondo è che lavoro prevalentemente da casa in questi giorni, e ancora non ho ripreso al 100%. Il caro orsetto soggiorna a casa dei bambini per un solo giorno – non un weekend o una settimana, come ho sentito altrove – e o riesci a fargli fare qualcosa in quelle poche ore o sei fregato.
Bene, insomma portiamo Tom a casa, Porpi inizia a giocare e dopo un po’ dice:
“Mamma, Tom smells like boys.”
Puzza come i maschi.
Mh.
Mi avvicino per annusare Tom ed è come infilare il naso nella fogna di Calcutta quella volta che era appesantita dalla piaga del virus intestinale.
Puzza che accora, diremmo a Roma.
Ci riflettiamo un momento, poi propongo una soluzione creativa: “che ne dici se facciamo il bagnetto a Tom come se fosse in una beauty farm? Eh?”
Tu, che ieri hai lavato a secco il pony a dondolo con lo shampoo e una boccetta di profumo dovresti essere entusiasta al riguardo – volevo aggiungere.
“Che bella idea mamma!”
Detto, fatto: riempiamo la vasca e inizia a lavare il pupazzo.

Incito a strofinare, per levare la puzza di bambini, di vomito e di roba non-meglio-identificata.
L’asciugatura è lunga e difficoltosa, ma alla fine Tom risorge.

Indossa la sua vestaglia rossa da camera e cena insieme a noi.
Sì, cena.
Con pane e formaggio.
Lei insiste che sieda a tavola e mangi con noi, e io la lascio fare.
“Buonanotte Porpi e Tom” le dico, quando sono finalmente a letto e anche l’orrido orso le giace a fianco.
“Dai un bacino anche a Tom, mamma”.
Urgh. Se proprio devo.
Mi avvicino per fingere un bacio e la sento: un inconfondibile, intenso effluvio.
Non di sapone, non di vomito.
Stavolta non ci sono dubbi: è proprio formaggio.
“Amore, come gli hai dato da mangiare a Tom?”
“Lui non ce l’ha la bocca… ho dovuto un po’ strofinare.”
E così oggi abbiamo restituito Tom. Un orso che è entrato a casa nostra puzzando di maschi e vomito, e ne è uscito puzzando di cheddar e parmigiano.
Ho improvvisamente capito come accumula i suoi afrori, passando di casa in casa e bambino in bambino, e ho pensato che tutto sommato quell’odore di pestilenza era fin troppo moderato, povero Tom.
Che dire.
La magra consolazione è che almeno ha un diario bellissimo, pieno di foto e stickers, e un po’ è anche merito del nostro trattamento di bellezza.

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