Viaggio a Cuba – 2a parte

Cuba Travel · · 98 commenti

Le albe erano chiare e frizzanti, la temperatura di questo periodo oscilla fra i 20 e i 28 gradi, però non c’è traccia dell’afa incredibile che si prova durante certe estati italiane.
Mi piaceva il centro dell’Havana, ma ho trovato incredibile anche la zona del Vedado, dove si trovava la nostra casa. Ex ville diroccate intervallate da questi colori incredibili ancora intatti.
Le porte. Stanno diventando un’ossessione per me, le porte 🙂

Dopo un altro giro per la zona, rigorosamente a piedi, abbiamo fatto un giro nella zona dei grandi alberghi e delle grandi piazze, protagoniste della rivoluzione.

L’Hotel Nacionàl, che conserva ancora intatto il suo fascino e vanta una terrazza splendida affacciata sul Malecòn, dove al tramonto i turisti si rifugiano a bere un Mojito (a proposito, voci non confermate dicono che la famosa blogger cubana Yoani Sanchez posti proprio seduta comodamente dai divani del Nacionàl). L’Havana Libre, di cui vi ho già parlato, con i suo dintorni fatti di piccoli negozi e punti di ritrovo, come la celebre gelateria Coppelia.
Sì, una gelateria, ma come non ne avete mai viste. Piani e piani di tavolini e banconi dove per meno di un euro si può gustare un gelato con biscottini in poche varietà di gusto. Niente di che, ma vale la pena andarci per l’atmosfera. Nugoli di ragazzi cubani e gente di tutte le età fa qualche minuto di fila per prendere una porzione di gelato. E’ quasi tutto all’aperto, e la sera ha un atmosfera particolare. Sembra un ritrovo di paese, più che la più famosa e grande gelateria cittadina.
Abbiamo visto il Museo de la Revoluciòn, forse più bello come edificio che interessante a livello di documentazione storica.

Siamo tornati verso il centro della città vecchia approfondendo alcune zone.
Plaza des Armas, di fronte al Castello, con il suo mercato dei libri e lo splendido Palazzo de los Capitanes Generales.

Ero molto tentata di comprare poster dei film cubani. Veri e propri piccoli capolavori di design anni sessanta.

Così com’ero tentata di accaparrarmi una di queste kitschissime ricette… poi ho desistito ehehe.

Ma avendo spazio in valigia, un quadro di arte cubana me lo sarei portato a casa.

Ci siamo addentrati poi in Calle Obispo, la più ‘ricca’ di negozi, bar e attrazioni, ma anche di gente. Quella che si tuffa verso il Capitolio, una cupola che si staglia decisa alla fine della strada e ti invita a seguirla fino in fondo.
Questo è un negozio di profumi incontrato per strada:

Ci piaceva deviare, perderci.
Finire in un bar dove non c’era un turista nemmeno a pagarlo, ma in compenso ci siamo tirati dietro due cubani che volevano *assolutamente* portarci a ballare la salsa.

Scoprire che un bar qualsiasi può diventare anche lo spaccio di zucchero e farina statali. Aspettare insieme alle persone che facevano la fila per la loro razione, foglietti alla mano.

Trovare scorci. Riempirsi gli occhi di colori.

(lo vedete, lì in fondo in fondo, il Capitolio? 🙂

Da ogni angolo viene musica. In ogni condizione, senza nessun preavviso, la gente balla.

L’Havana non è difficile da visitare: è piccola e le zone di interesse turistico sono concentrate.
Non è difficile prendere un Mojito alla Bodeguita del Medio e scoprire che è annacquato, o tentare di vedere la camera di Hemingway all’Hotel Ambos Mundos e scoprire che si paga anche solo per sbirciare.

Molto più bello è alzare gli occhi al cielo, a quelle case crivellate dai colpi di tempo e storia, a quelle finestre da cui si scorge la vita dei cubani.
O incontrare per caso i festeggiamenti per i Quindici Anni: qui un vero e proprio evento, in cui le ragazze indossano abiti vistosi e girano per la città facendo foto prima del party.

O prendere un panino in una delle tante Cafeterie. Così spartane, così affascinanti.
Davvero uscite da un altro tempo.

Fermarsi a osservare i mezzi di trasporto… anche se appena usciti dall’Havana troveremo più carretti che altro.
Stupirsi di nuovo di fronte ai colori di questa città, grigia e mangiata dal mare per lunghi tratti e poi, all’improvviso, di un turchese così acceso che non puoi fare a meno di fermarti incantato.

Magari arrivare ad un mercato cubano. Ovvero dei cubani. Di quelli veri.

A fine giornata eccoci finalmente al Capitolio, il monumento che rappresenta tutta la mania di grandezza della Cuba dei tempi d’oro.

Il nostro saluto all’Havana è uno splendido tramonto sul Malecòn, mentre ci dirigiamo a vedere il Canonazo, la cerimonia dello sparo del cannone al castello.

Da lì si vede tutta la Havana.
Uno spettacolo meraviglioso.

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A presto, con la terza parte del racconto del mio viaggio a Cuba.
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Grazie!

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