Via dall’Italia: sentire la rabbia, imparare a fare.

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aerial view

Questa volta tornare è stato più difficile.
A Roma il cielo era azzurro pastello, l’aria profumava di sole, i prati erano coperti di margherite. Sono andata a fare l’aperitivo con le amiche guidando con la musica, il finestrino abbassato e quella luce arancione che fa brillare gli alberi del lungoTevere, ed è una sensazione unica al mondo.
Porpi ha sostituito il colorito giallino tipico dei bambini inglesi con due belle guance rosse.
Ci siamo – tutti – scofanati etti di pasta e verdure, arrosti delle nonne e pizze appena sfornate.
Abbiamo colto fiori, messo le maniche corte.
Sembrava un altro pianeta, di una bellezza sconfinata e incredibilmente lontana dal fascino insalubre di Londra.
Eppure, è proprio quando noti la meraviglia e i doni che la natura e la storia hanno concesso al tuo Paese, che ti sale una rabbia infinita per quello che potrebbe essere, e non è.
L’altro giorno ho linkato su Facebook questo articolo ed è iniziata una piccola discussione con alcune amiche.

Lo sostengo anche io, che bisognerebbe andare via dall’Italia, ma non per abbandonare il Paese a sé stesso, piuttosto per tornarci con occhi nuovi. Spirito nuovo. Con la consapevolezza di cosa sia il senso civico, il rispetto della comunità, l’interesse per ciò che si condivide ogni giorno.

Si dice spesso che chi emigra sia più propenso a ‘sputare nel piatto dove ha mangiato’, quando si tratta di Italia, ma il discorso è diverso. Non è disprezzo ma rabbia, perché abitando nei Paesi del Nord, dove le cose funzionano, la meritocrazia esiste, i soldi circolano e la gente vive bene, ti rendi conto che l’Italia è una nazione che potrebbe essere prima al mondo come qualità della vita, perché davvero non le manca nulla – posizione geografica, clima, natura, cultura, cibo, tradizioni, arte – e invece è impantanata, corrotta, rovinata.

(in fondo alla classifica europea per la qualità della vita dei bambini, tra le altre cose). Sembra che i suoi cittadini non la rispettino.

E ora non venitemi a dire che l’Italia è fatta di tante brave persone oneste, che si fanno il culo dalla mattina alla sera per mandare avanti la baracca a dispetto di tutto, perché lo so e io credo molto in queste persone perché ne conosco davvero tante, come immagino anche voi. E’ solo che credo che siano in minoranza, e che il non-Governo che ci ritroviamo sia lo specchio degli italiani medi.

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