Io sono resistente. Cronaca di un volo.

Italia Travel · · 81 commenti

E così mi sono ritrovata a mille e seicento metri di altezza. Sotto di me, il vuoto. Le mie gambe e braccia a fendere l’aria, il corpo appeso ad una vela. Scendere dolcemente sostenuti dal vento, vedere i riflessi del lago trasformarsi in scintille. Le case come puntini, poi le persone come formiche e gli uccelli come compagni di volo. paragl6 Questo è il volo di una persona che ‘non l’avrebbe mai fatto’.

Partiamo dall’inizio: lo scorso weekend sono stata invitata dalle Dolomiti Paganella a scoprire il loro splendido territorio, di cui vi parlerò prossimamente e ho tonnellate di foto da condividere con voi :)Tra le attività proposte c’era anche questa: il parapendìo.

Ora. Avete presente quel tipo di ragazza un po’ delicata e del tutto inadatta agli sport estremi? Ecco, sono io. O meglio, questo è come mi hanno sempre descritta fin da piccola. Io ero quella che si sbucciava le ginocchia. Che ‘scendi che è troppo alto per te’. Che ‘il motorino non lo sapresti mai guidare, è inutile anche solo chiederlo’. Che non correva rischi, perché non le era permesso. Che non ha mai scoperto i suoi limiti, perché non li ha mai minimamente avvicinati e quindi è cresciuta con questa idea ambivalente di sé: incapace e onnipotente. In balìa degli estremi, tutti sperimentati solamente nella propria testa.

Sono una maestra nel tirarmi indietro. Nell’appigliarmi al ‘non ho voglia’ per evitare di mettermi alla prova. Sono una fifona, ho paura di tutto.

E cosa ci facevo allora lassù? Quand’è che la decisione di rompere la barriera ha preso il sopravvento?

In che momento le voci che gridavano ‘ti farai male, corri un rischio inutile, è solo un capriccio, non sei adatta a queste cose, te ne pentirai’ hanno fatto il silenzio necessario?

Il gruppo ha fatto tanto, devo ammetterlo. Tra di noi, qualcuno aveva già entusiasticamente provato il parapendìo e ne parlava entusiasta ma altri, come me, erano ugualmente terrorizzati e affascinati da quel volo libero su, in alto nel cielo, scendendo appesi a un ‘fazzoletto’ come nei cartoni animati, come in un sogno.

Seduti sulla collina, a 1600 metri sopra il lago di Molveno, Dolomiti dietro di noi e boschi tutto intorno, aspettavamo il nostro turno.

instapics

Seguivamo con lo sguardo chi era partito prima di noi, indicavamo voli stabili ed evoluzioni, gridavamo per incoraggiare le nuove partenze. Ci incitavamo a vicenda, con Paola, Lali. E io ero lì, ancora indecisa sul da farsi, ‘a meditare come un monaco Buddista’ mi diceva Chris. La mia compagna di avventure Marta si stava già preparando mentre io, con la felpa rossa fin sulla testa, avevo un unico pensiero in testa: ‘vorrei essere il tipo di persona che fa questa cosa, e non so se posso esserlo’.

Ora non pensate al parapendìo in sé, perché è un esempio. Applicate questo ragionamento ad altre cose, a ciò che vorreste fare e vi spaventa. C’è sempre un ideale di noi stessi, che coviamo, nutriamo e coltiviamo. Ma spesso non riusciamo a restargli fedeli. Gli giuriamo amore, ma lo tradiamo continuamente.

E’ arrivato il momento di decidere: ‘scendi giù con noi o resti e voli?’ mi hanno chiesto.

Certe decisioni vengono dalle viscere. E io ho scelto.

Lo faccio.

Io volo.

paragl1

Cazzo ma che faiiii, se cadi muori!

Io volo.

Ma sei scema, hai una figlia, non puoi fare queste cose!

paragl7

Io volo.

Sei una cretina, te le vai a cercare, poi non dire che non ti avevo avvertito.

paragl5

Io volo.

E mi cago sotto.

Allora è successo questo: sono risaliti gli istruttori (tra cui un campione del mondo, mica cavoli) e già a contarli e vedere che c’erano tutti mi sono tranquillizzata. Un’altra cosa che mi ha tranquillizzata è vedere quattro o cinque ‘parapendiisti della domenica’ che con grande nonchalance tac: arrivavano con lo zaino, stendevano la vela, si imbracavano e via! In cinque minuti erano per aria.

Senza drammi.

Insomma conto gli istruttori, mi metto davanti e gli faccio:

“Bene, io voglio uno che mi fa fare un volo tranquillo e sicuro e che se non mi sento a mio agio mi porta subito giù.”

Mi hanno indicato un ragazzino.

“Questooo? Questo no, c’ha dodici anni. Un’altro.”

(Ho scoperto dopo che era il figlio del campione del mondo. No, BELLA FIGURA Chiara, brava eh.)

Poi ne ho visto uno che a prima occhiata sembrava veramente tranquillo ed esperto, e l’occhio non mi ha ingannata. Manuel mi ha fatto fare un’esperienza di volo incredibile: serena, tranquilla, lenta e godibilissima, tanto che mi sono messa addirittura a fare foto e video con l’iPhone in aggiunta alla GoPro, di cui vedete le immagini.

paragl8

Insomma.

Io volavo.

Io volavo perché conosco i miei limiti, e so che sono solo righe tracciate nella sabbia. Posso spostarle.

paragl4

Io volavo perché la comfort zone è bella, ma è ciò che esiste là fuori a rendere la vita degna di essere vissuta.

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Io volavo perché sono la bambina fragile e inadatta agli sport estremi sono resistente.

paragl3

Io sono resistente.

Dovevo andare nel cielo per scoprirlo, ma l’ho scoperto.

INFO UTILI

In questo post: Molveno, sulle Dolomiti Paganella.

Parapendio sulle Dolomiti Paganella, qui delle info generali mentre la compagnia che ha gestito il nostro volo in tandem è iFly Tandem.

Commenti

  • Oddio, mi hai fatto venire i brividi.
    Io volo.
    Dovrebbe essere un motto da applicare a tutte quelle cose che ci fanno paura, ma che potrebbero (e possono) rendere la vita speciale, degna di essere vissuta.

    Io volo.
    Io faccio un figlio.
    Io mollo tutto e mi trasferisco.
    Io decido di seguire le mie inclinazioni, anche se fuori dalle convenzioni sociali.

    Io volo.

    Grazie 🙂

    • Chiara

      grazie a te 😀

  • Dev’essere fighissima ‘sta cosa, davvero. A me volare affascina moltissimo: spero di avere presto l’occasione per poter provare!
    Per quanto riguarda le tue paure, credo che tu dopo l’incidente a Cuba stia vivendo una seconda vita.
    Brava. I limiti li abbiamo solo nella nostra testa. Banale, ma verissimo.

    • Chiara

      esatto: banale ma vero.

  • Marta

    Allora intanto il tuo uh uh nel video mi ha fatto morir da ridere! 🙂 poi parlando di cose serie: brava. Bravissima. Perché superare le proprie paure e’ un atto di coraggio mica da poco e poi ti da una sferzata di energia pazzesca! Mi piace molto il tuo approccio alla vita. Magari chissà un giorno mi butterò’ anche io, una fifonissima che quando prende l’ascensore recita l’Ave Maria!

    • Chiara

      LOL… Ma anche io poi ho paura di cose minime, mica sono una coraggiosa!

  • Sapevo di essermi persa qualcosa di meraviglioso a gennaio nella winter version di #paganelladaurlo. Devo assolutamente rimediare tornandoci d’estate! 🙂 bellissimo Chiara! ps: un saluto a Cristina e a tutto il team di Dolomiti Paganella 😉

    • Chiara

      beh con la neve dev’essere stato bello anche in inverno, medito di tornarci…

  • Bellissimo post!
    Mi hai fotto volare con te e, soprattutto, mi hai fatto venir voglia di spostare i miei limiti “che sono solo righe tracciate nella sabbia”.

    Grazie.

    • Chiara

      Grazie a te 🙂

  • Non ho le skinny knees ma per il resto mi ritrovo praticamente su tutto! 😉
    Al prossimo volo?
    Valentina

  • Uno dei tuoi post più belli. Soprattutto mi infondi la speranza che un giorno, con i miei cambiamenti, questa etichetta (esterna!) da principessa di marshmallow fragile e amante della sua comfort zone possa essere cambiata.

    Alice

    • Chiara

      Certo che può! Lo decidi tu.

  • giada vincenzi

    posso azzardare una cosa ? scrivi molto bene in Inglese, un paio d’errorini ma niente di grave.

    well done dear.

    • Chiara

      DAVVERO??? Oddio sono commossa, perché è la prima volta e avevo l’impressione di aver fatto un disastro. Migliorerò, cmq 🙂

  • wow! complimenti! io ho avuto le vertigini solo a guardare i tuoi piedi penzolare!!!

  • Tom

    Bel post!
    Io però una brutta esperienza con il parapendio l’ho avuta, eccome!
    Come te, provo a volare, incoraggiata dal mio ragazzo di allora che seguiva un corso di parapendio. Accetto e salgo in un biposto con un istruttore (pluripremiato bla bla bla). Volo bellissimo, esperienza surreale, vista magnifica. Ci prepariamo all’atterraggio. A tipo cinque metri da terra un vuoto d’aria e cadiamo come pere mature. Io mi risveglio all’ospedale. Per fortuna senza fratture ma con un osso della schiena fuori posto e la consapevolezza che se avessi sbattuto su una pietra e non sull’erba, mi sarebbe andata peggio, molto peggio.
    Questo per dire che questi sport cosidetti estremi sono sicuri ma capita anche la sfiga, ogni tanto. E a me, capitò!
    Ciao Wonder 🙂

    • Chiara

      Verissimo, infatti non voglio inneggiare agli sport estremi (credo che più estremo di così non andrò). Mi sono fatta coraggio pensando che anche camminando sotto casa in fin dei conti corriamo rischi. Prendendo aerei. Guidando. Alla fine se deve succedere qualcosa, ahimé succede, ma evitare ogni rischio significa non vivere…

  • My Sharona

    Scusa solo una cosa. Post carino, ma ti prego, non rendere il tuo blog uno spazio borioso come quello della Salvadori! Troppo snobismo, troppa finzione cosmopolita. Solo una cosa, ma prima di questi viaggi stipuli un’assicurazione suula vita? Cheers

    • Chiara

      Che c’entra Selvaggia Lucarelli col parapendio??? Cmq certo, quando viaggiamo siamo sempre assicurati.

  • Sebastiano

    Esile, delicata, ma non per questo poco decisa o determinata. È questa la Chiara che ho conosciuto venerdì all’aeroporto di Verona dove ero andato a prenderla per portarla al #paganelladaurlo. Ho avuto occasione di chiederle un paio di volte se avrebbe volato, prima che lo facesse, non che la pensassi inadeguata, ci mancherebbe, solo la vedevo esile, delicata. Non solo c’è l’ha fatta, non solo mentre lo faceva ha trovato l’ispirazione per fare foto e video, non solo le ha postate che ancora qualcuno doveva posare i piedi per terra all’atterraggio, ma ci ha anche dato, ora, con questo racconto, una grande lezione di vita, che banalmente sintetizzerei in “VOLERE E’ VOLARE”. Volate, gente di tutto il mondo, nulla è impossibile, basta crederci. Grazie Chiara

    • Chiara

      Grazie a voi Sebastiano!

  • No, tanto di cappello Chiara altro che fragile…
    Ti dico solo che soffro talmente tanto di vertigini che solo quando mi affaccio dal secondo piano di casa mi sembra già uno sport estremo 🙂
    Mi piacerebbe racimolare il coraggio per fare una cosa del genere, oltre alla bellezza in sè deve essere un qualcosa di veramente liberatorio!

  • chiarac

    Coraggiosissima! Ma… e se ti cadeva l’iPhone? ;-))

    • Chiara

      L’avevo attaccato al polso con l’elastico per capelli 😀 Tatticissima.

      • chiarac

        Geniale!!!

    • Abbiamo volato …. e senza neanche il famoso “grappino”!!! Sei stata grande ad osare!! Ragazzi che adrenalina!!

  • ‘Ma sei scema, hai una figlia, non puoi fare queste cose!’ Ok chiunque ti ha detto sta cosa spero si sia ricreduto perché è davvero ridicolo…
    Comunque fichissimo il parapendio, mi piacerebbe provarlo un giorno, anche se già so di essere una di quelle che sulla carta ‘sì che fico non vedo l’ora di fare sport estremo xy’ e poi al momento clou probabilmente mi verrebbe da svenire… 😛

  • You’re my hero! 😉

    P.S.= Io da quelle parti dovrei andarci a luglio, ma al massimo mi butto alla terme. Tanto per essere chiari. =P #nunmaregge

  • Emozionante e ispirante! Anche io, da sempre, mi pongo un sacco di limiti e penso troppo alle cose prima di lanciarmi.
    Hai vinto la sfida 🙂

    Grazie per averci regalato questa esperienza.

    Bisogna buttarsi per poter volare! 🙂

  • questo è davvero uno dei tuoi post più belli! ti ammiro moltissimo, forse perché anche io sono sempre stata descritta come te, ero quella che da piccola non saliva neanche sull’altalena perché poteva essere pericoloso. Brava Chiara!

  • è stato bellissimo condividerlo con te… e soprattutto stemperare l’agitazione ridendo per mezz’ora per quel “con lui? Ma c’ha 12 anni!”. Beh dai, se organizziamo il rafting vieni, no? 🙂 besotes

    • Chiara

      Rafting???? O_O

    • Fatto più volte, l’ultima alla Marmore!!Un’esperienza bellissima, un po’ folle ma decisamente adrenalinica:)

  • Grandissime (e bellissime) verità! Grazie 🙂

  • Francesca

    Ho fatto un pianto liberatorio e rabbioso alla fine del post: io voglio e posso volareeeee e devo farlo (nel senso di cui hai parlato nel post, non letteralmente 😉 )
    Grazie Wonder x i punti di vista e le riflessioni!

  • Brava Chiara!!!!
    Io ho provato questa esperienza quando ero “giovane e senza figli”. Incredibile la sensazione di volare…
    Non so se l’avrei rifatto ora senza l’incoscienza del prima ma… Tu me ne hai fatto tornar voglia!;)
    Bravaaaaaa!!;)

  • C’e’ stato un momento in cui nella mia vita ho pensato anch’io, con le stesse parole, “vorrei essere quel tipo di persona che”
    ed e’ stato proprio formularlo cosi’ che mi ha fatto rispondere, se voglio essere quel tipo di persona basta esserlo.
    Sono le decisioni piu’ importanti che prendiamo.
    E poi ti succedono cose che ti guardi indietro e ti dici “se mi avessero detto che avrei resistito a questo…!”
    Un abbraccione bambina che sapeva volare =)

    (PS: la vertigine non e’, paura di cadeeere, ma voglia di volaaaareeeee….)

  • chiara

    …No a me è venuto il batticuore e il tremolio alle gambe solo a vederti in foto!! Comunque non ne sono particolarmente attratta. (ovviamente lo dico perché sono fifonissima).
    I limiti che dobbiamo cercare di superare sono quelli che ci bloccano ma allo stesso tempo esercitano una certa attrattiva ..il “vorrei ma non posso“… già il fatto di volere,dovrebbe spingerci a provare!

  • Rosanna

    Brava!
    Come vorrei riuscire anch’io a vincere le mie paure!!!
    Complimenti!

  • tutta la mia stima e ammirazione… io non ce la farei! Sei Stata Grande!!! e foto spettacolari!

  • Valina

    Mi hai fatto venire una voglia di provarlo anche a me! Anche per vendicarmi del “poverina è delicata, non ce la può fare” che ogni tanto mi gironzola in testa.

  • federica

    No beh, ma si vede anche solo dal tuo sorriso come ti sentivi lassù!
    Ti invidio, mi vengono le lacrime solo a pensarci. Da quando sono mamma sono anche più paurosa in queste situazioni estreme, penso sempre ‘e se mi succede qualcosa??’ e lì per lì mi sembra un pensiero del tutto razionale: ho un figlio, non mi metto in pericolo di vita. Però poi capisco che è tutta fottutissima pauraaaaaa!

  • Laura

    Io sono partita come te, tanti limiti che esistono solo nella mia testa, e il desiderio di volare, volare, volare.
    Risultato: volo da 5 anni, la mia vela è un’amica fedele, sono una prudente pilota della domenica, e mi diverto taaaaaaanto!
    Benvenuta tra noi volatili!

    • Chiara

      Wow!!! Io non so (anzi non credo) riuscirei a farne uno sport regolare, ma come esperienza è stata grandiosa.

  • conosco i miei limiti, e so che sono solo righe tracciate nella sabbia. Posso spostarle.

    la comfort zone è bella, ma è ciò che esiste là fuori a rendere la vita degna di essere vissuta.

    Copincollo queste 2 frasi xchè mi hanno davvero fatto riflettere.
    Grazie di cuore.

  • wow

  • Alessia A.

    Sto piangendo.
    Grazie per questo, Chiara.
    Le foto e le tue parole fanno riflettere/volare/sognare…

  • frank

    che emozione! brava, bel coraggio.
    bellissime parole.

  • Mi hai fatto schiantare con questo post! e non c’è niente di più vero di tutto quello che hai detto! 😉
    Ciao!

  • forse io non l’avrei fatto … perché’ ho troppa paura!!
    pero’ effettivamente credo ne sia valsa la pena … immagino lo spettacolo da lassù
    a presto
    anto

  • Bi

    sei veramente forte!!!

  • “un altro” si scrive senza apostrofo HAHAHAHAHAHA
    scherzo 😉 bel post. mi associo a The Girl with the Suitcase … ci siamo persi una bella esperienza. ma me ne sono fatto subito una ragione 🙂

  • Gio

    Mi hai fatto tornare la voglia! L’avevo messa da parte. Ma quest’anno chissà? nonna sprint

  • Katia

    Stupendo post, stupende foto anche perché sono posti che ho nel cuore e quindi..mi sono commossa. Mi sono ritrovata parecchio in ciò che hai scritto. Anch’io sto “spostando” i miei limiti, un po’ per volta..Grazie Chiara

  • Bell’articolo, mostra esattamente cosa significa “buttarsi” e tu l’hai fatto in tutti i sensi (per fortuna con un paracadute). Qualche tempo fa avevo visto un bel video, intitolato Do you dare to dream? (Osi sognare?) che parla di confort zone etc, ho anche postato ieri un articolo sul mio blog circa questa cosa.

    Carina anche l’idea della doppia lingua it/en, ma da informatica vorrei dire che la scelta delle lingua come link in alto a dx non e’ molto user friendly 🙂

  • Questo tuo post mi punge sul vivo. Anche io sono sempre stata una maestra del tirarmi indietro. Tanto indietro che ora mi pare di vivere ai margini della mia vita. Ma ora ho deciso di cambiare (magari non mi lancio con il parapendio…). Tra l’altro ho aperto un blog anche io, anche ispirata dal tuo. Volevo dirtelo 🙂

  • patrizia

    grande chiara! non guardo il video, già solo dalle foto soffro di vertigini!

  • Sai, proprio oggi scrivevo ad un’amica di come uscire dalla nostra “comfort zone” metta tanta paura ed un senso di insicurezza, ma di come una volta che ci facciamo forza ci sia chiaro all’improvviso di come siamo capaci a spingerci oltre i nostri limiti. E che grande iniezione di vitalità. Che slancio!
    Uscire dalla comfort zone: può essere volare, prendere l’aperitivo con persone nuove, frequentare un nuovo corso, dal grande al piccolo, dal semplicissimo allo scenografico.
    E piacere di conoscerti.
    Veronica

  • Tu voli, ma io muoro se mi fai fare una cosa così, mi vengono le vertigini solo a guardar le foto. Nononono!

  • Bellissimo, soprattutto il video finale.
    Ho volato un pochino con te 😉

  • A gennaio ho partecipato al blog tour “Paganella da urlo” e nel ricco programma era previsto anche il volo in parapendio sopra al lago di Molveno. All’inizio mi son detta “MA che sei matta? Non puoi farlo!”, poi mi è venuta voglia di provare qualcosa di nuovo, di vivere nuove sensazioni, di cambiare un pò dalla mia routine sicura ma noiosa.. peccato, ma davvero peccato, che quel giorno le condizioni del vento non era buone per volare e quindi il programma è saltato. Ho perso una bella opportunità 🙁 “IO VOLO” è un grido bellissimo da applicare ogni giorno della propria vita!

  • Pitita

    Adoro leggerti, e questo è davvero uno dei tuoi post più belli. Uno di quei post che riflettono esattamente ciò che penso e sento. Anch’io voglio/devo trovare in me il coraggio di rinunciare alla mia “comfort zone” e di provare a volare, superando tutte quelle paure che mi tengono prigioniera. Grazie Chiara! 🙂

  • Io soffro leggermente di vertigini e mi vengono anche a vedere le tue foto ed il filmato (vuol dire che rendono bene l’idea).
    Per il momento mi accontento di correre scalzo, come massimo di sport estremo.

  • Lu

    Prossima cosa da fare! Lo dico da anni!!

    Invece a te consiglio anche il volo dell’angelo (pietrapertosa – castelmezzano e ritorno)……..se non lo conosci visita il sito…..e provalo!!! 😉

  • Cris75

    Brva Chiara! Bellissimo post, riflessioni che fanno riflettere. Grazie da una superfifona.

  • Chiara

    “…C’è sempre un ideale di noi stessi, che coviamo, nutriamo e coltiviamo. Ma spesso non riusciamo a restargli fedeli. Gli giuriamo amore, ma lo tradiamo continuamente.” posso usarla come citazione? Perchè veramente, mi ha colpito moltissimo, è una frase che dovrei stamparmi in testa, tatuarmi da qualche parte, pur di non perderla di vista! Per gli sport estremi non mi vale tanto come frase (rafting per esempio mi piace da matti :D, te lo consiglio), però tante (troppe?) volte sono molto bloccata a livello emotivo e psicologico… E so che non vorrei essere così, ma allo stesso tempo lo faccio! Discorso intorcolato xD però la tua frase mi ha comunque smosso dentro e ci rifletterò su 😉

    bel post davvero,
    un caro saluto a te e un bacio alla Porpi,
    Chiara 🙂

  • Che figata! Anche voglio volare 😀

  • Bellissimo post.

    Anche io sono cresciuta come quella delicatina. Mai fumato, mai uscita in discoteca, mai disubbidito ai miei, non son neanche mai stata sulle montagne russe.
    Poi ho volato pure io. Però in aliante, quel coso brutto senza motore. M’hanno appioppato un paracadute che all’epoca pesava più di me e m’hanno chiuso là dentro. E io non ho fatto un fiato.
    Il pilota, evidentemente con l’intenzione di spaventarmi, dopo dieci minuti mi ha mollato il joystick (l’affare che guida l’aliante) e mi ha detto di “tenergli l’aliante in virata che lui doveva fare le foto a Villa Adriana”. E l’ho fatto. Un giro completo su Villa Adriana e gli ho detto pure “che bel panorama, fai bene a fare foto”.
    Poi il pirla c’ha riprovato. Ha buttato giù l’aliante e siamo scesi giù passando praticamente a un metro dalla capoccia di mia mamma, e poi siamo risaliti. “Come va?” m’ha chiesto poi. “TI PREGO RIFALLO CHE E’ UNA FIGATA!” gli ho urlato.
    Mia mamma pensava di trovarmi stecchita abbracciata al paracadute e invece col cacchio, anzi l’ho rifatto. Il pilota m’ha fatto i complimenti dicendomi che sono “d’acciaio” e s’è voluto fare la foto con me. Le altre due ragazze con cui aveva volato s’erano vomitate addosso.

    Avevo 16 anni e da quel giorno non mi sono più fermata. Adesso con gli aerei ci lavoro e cerco sempre il lato pazzo di tutte le cose che faccio, altrimenti non vanno bene 🙂

    Altro che delicate, siamo cazzute, baby! E tu sei mitica!

  • Ciao Chiara, che bello quello che hai scritto!
    Hai avuto coraggio, l’hai sempre avuto ed era nascosto? BOO
    A me è sempre piaciuto fare queste cose ma me l’hanno sempre proibito perchè “l’uomo non è fatto per volare, altrimenti sarebbe nato con le ali” e prima mio padre, poi mio marito ho dovuto sempre rinunciare…Ti ammiro, hai saputo “volare” con tutto ciò che significa!
    A presto!

  • Agnese

    Io l’ho appena finito il corso di parapendio e lo consiglierei a tutti quelli che vogliono mettersi alla prova: mi ha convinto mio marito a farlo e devo dire che l’interesse c’era, ma non bruciavo di passione dentro all’inizio. Adesso che siamo arrivati al brevetto, scruto sempre il cielo sperando che le condizioni siano buone per andare perchè mentre sono in aria riesco a svuotare la mente e a non pensare a niente, mentre a terra i pensieri mi opprimono! L’importante è affidarsi a persone competenti e di esperienza, che ti trasmettano tranquillità mentre ti insegnano e poi l’amore per il volo viene da sè!