Pessimismo (e depressione?)

Life · · 420 commenti
Brene Brown quote

Vi dirò, se le mie budella potessero espatriare lo farebbero.

Da me, intendo.

Sono al punto che la mia testa tende talmente al pessimismo che mi sto autodistruggendo, sono il piccolo buco nero di me stessa.

Nota: questo succede anche se hai tutto dalla vita. Mi fanno sorridere quelli che dicono: ‘ah ma cosa ti lamenti, hai tutto’.

E’ vero. Ma la mia testa non lo sa, crede ancora di volere cose molto diverse e quindi di non aver ottenuto tutto sommato nessun tipo di nutrimento e gratificazione. Praticamente, la mia testa vive una sua vita parallela e orribile.

Insomma le mie budella – insieme ad altri svariati organi – sono in modalità autodistruzione e l’ho scoperto da poco, quindi sono stata sottoposta a una serie di esami e il risultato è che devo seguire una dieta e prendere medicine.

Andrebbe tutto bene se il medico non avesse prescritto anche TRANQUILLITA’, che è una cosa che purtroppo non si prende per bocca.

Andrebbe anche tutto bene se io non avessi conosciuto in gioventù le meraviglie dei disturbi alimentari, dai quali – contrariamente a quanto dicono – non si guarisce mai completamente, ti resta sempre un rapporto col cibo un po’ deviato quindi qualunque cosa assomigli a una dieta è una specie di tortura.

Andrebbe anche tutto bene se seguire questa dieta non mi privi pressoché del tutto della possibilità di mangiare fuori casa, sia ristorante o cena da amici – che era tra le cose che preferivo fare, nell’esplorare Londra e i suoi sapori. Solo avendo dei limiti ti rendi conto di tutte le situazioni in cui il cibo fa la differenza, e sono pressoché tutte.

Andrebbe anche tutto bene se solo la mia testa non fosse convinta del contrario, quindi praticamente ho questi occhiali neri, neri, neri sul naso e vedo tutto completamente nero, anche se mi sforzo di fare l’opposto e anche se da fuori non sembra, perché continuo a fare cose “belle” o quantomeno normali.

E’ solo che non le vedo.

Così mi sono imbattuta in questo documentario della BBC che tratta appunto il tema dell’ansia e del pessimismo. Pare innanzitutto che questa storia della mente che influenza il corpo abbia un suo fondo di verità. Il documentario inizia con i dati di una ricerca condotta in America secondo cui una mente ‘felice’ e ottimista comporta un’aspettativa di vita di ben sette anni superiore a quella dei tristoni-ansiosi-pessimisti. Il giornalista, anche lui con un bel paio di occhialini nerinerineri, ha prima fatto dei test per scoprire da che parte la sua mente pendesse: se dal lato ottimista e spensierato o da quello pessimista e uggioso. Come volevasi dimostrare il risultato era quest’ultimo, ed è stato impressionante vedere come i pessimisti hanno un sovrasfruttamento misurabile dell’emisfero destro del cervello, e rispondano con meno rapidità a segnali appartenenti all’universo sensoriale ‘felice’, al quale non sono abituati. Dopo una serie di ulteriori test, misurazioni e ricerche verificando i vantaggi di una mente positiva, la domanda era una: la personalità può essere modificata?

Gli scienziati erano concordi nel dire di sì. In fondo la nostra personalità, hanno spiegato, è al 50% frutto della genetica e al 50% frutto di eventi della vita, ma nonostante questo è flessibile e ha un ampio margine di cambiamento. Questo è stato confermato dallo studio di coppie di gemelli i quali, pur essendo nati con lo stesso DNA ed essendo stati cresciuti dagli stessi genitori, col tempo avevano sviluppato personalità diverse – in particolare uno dei gemelli aveva avuto problemi di depressione e l’altro no.

L’obiettivo del giornalista era quindi uno solo: cambiare, migliorare, perdere parte della sua attitudine negativa. Per questo ha messo in pratica dei test e degli esercizi suggeriti dalla professoressa di neuropsichiatria Elaine Fox e da un ex monaco buddista diventato lifecoach e, nel giro di sole sette settimane, pare aver riconquistato in parte il suo l’ottimismo. Sta meglio ma dorme anche meglio e si sente più in forma.

Se non riuscite a vedere il video trovate comunque un riassunto dell’esperimento e suggerimenti per fare gli stessi test (e ottenere – forse – lo stesso cambiamento in sette settimane) su questo sito.

Bene, mi sto imbattendo per scelta o per caso in informazioni che tentano di convincermi che il benessere del corpo passa per quello della mente – anche se io sono più convinta del viceversa.

C’è anche chi mi ha istigata a comprare questo libro che sembra appena sfornato da una setta: The Secret, ma onestamente non credo un gran che a chi professa ‘tutto ciò a cui pensi, se lo desideri molto intesamente e ti convinci di averlo già ottenuto, si avvererà’ – e parlano anche di assegni milionari arrivati per posta. Tipo che se io domani credo tantissimo che Johnny Depp si presenterà alla mia porta, costui mi suonerà al campanello. Meh.

Se l’assunto di fondo è che la personalità si possa cambiare, pare che questo sia possibile solo tramite l’abbandono dei pensieri negativi e l’accoglienza di ciò che la vita offre ogni giorno, con un’attitudine costruttiva e ottimista. Pare facile, eh?

Vorrei le vostre osservazioni al riguardo.

Commenti

  • Io sono tra quelli che credono alla forza della mente e cerco ogni giorno di trasmettere questa cosa al mio fidanzato, tristone, ansioso e pessimista. A lui ho consigliato di leggere Il Metodo, un libro che a me ha cambiato la vita.

  • mmm..io credo che ognuno diventi quello che è. Credo poco nel cambiamento così come credo che le esperienze della vita che ti trovi a fare dipendono anche da quel 50% di genetica che te le fa scegliere. Mi sbaglierò.
    Concordo invece nel dire che il benessere della mente influenzi il corpo. Qualcuno diceva che la felicità sconfigge un sacco di batteri e che quando ci si innamora si diventa più magri e più belli :)

    • Chiara

      no, io invece non credo che ognuno diventi quello che è.

  • enrico

    le sette settimane mi ricordano il mitico sette kg in sette giorni !!!

    Non ho capito perche’ non credi che il benessere del corpo passi per quello della mente. A me sembra un ovvieta’. Ci sono una miriade
    di problemi fisici che sono direttamente correlati, per esempio, allo stress. E quando lo stress se ne va, i problemi diminuiscono (tipicamente i problemi della pelle, ma anche problemi alla tiroide e ulcere).
    Sinceramente poi il mestiere di life-coach mi fa sorridere. Mi sembra il solito modo di spillare soldi ai ricchi infelici.

    • alessia

      Concordo! Il mio corpo risponde in maniera più che subitanea allo stress mentale… sto benissimo, mi arriva una brutta notizia, gastrite fulminante -7kg in 4 settimane. Oppure subitaneo giramento di testa… O anche entrambi. E credo che nessuno possa cambiare davvero leggendo un libro, o seguendo le “dritte” di qualche esperto. Il cambiamento deve partire da noi, da una presa di coscienza che ci arriva sulla pelle e che sentiamo nostra… non in qualcosa che ci viene proposto…. O almeno per me, che sono una “tommasina” è così=)

  • sheireen

    io sono la prova vivente del fatto che si puo cambiare! sono sempre stata una tipa molto malinconica, che vedeva sempre il lato negativo delle cose.. un bel giorno sono arrivata al punto di rottura e ho deciso di diventare felice. certo, non e (il cellulare non mi mette gli accenti, chiedo scusa!) facile o immediato, ma rompere i propri schemi e possibile!
    oggi sono una persona tendenzialmente piu ottimista di prima, sicuramente piu felice (anche se ho iniziato anche io una dieta.. e bisogna sforzarsi un po di piu per vedere i lati positivi!!!)

  • Se non hai voglia di leggerti il libro ma sei curiosa c’è anche un documentario intitolato sempre The secret. L’ho visto, a parte alcune cose veramente assurde (tipo assegni milionari spuntati dal nulla) ho trovato interessante il concetto di “essere positivi porta positività” viceversa pensa negativo e verrai innondato di sfiga, che è tra l’altro una cosa che ho sempre pensato a prescindere dal documentario.
    Io nei momenti difficili mi dico sempre di tenere duro, che è solo un momento e che passerà e quando sarà passato sarò di nuovo serena. Con me di solito funziona. In bocca al lupo

    • Chiara

      sì ma poi se cascano sulla storia dell’assegno a me crolla tutta la filosofia, sorry.

  • giada

    credo che il collegamento tra il benessere del corpo e quello della mente non sia una scoperta recente.
    Se sei interessata a Londra ha il contatto di un collega psicanalista molto bravo.

    • Chiara

      sì grazie.

  • chiaralechat

    non sono un’esperta in merito ma so che ci sono delle terapie di counselling che si focalizzano sull'”imparare” a essere positivi. una mia amica che si sta qualificando come psicologa clinica mi ha consigliato il libro “the happiness hypothesis” che parla di questo tipo di terapie (la cognitive behavior therapy o CBT e’ la piu’ usata). dal momento che sei a londra, se vai dal tuo gp ti puoi fare prescrivere un tot di sessioni di counselling gratis, e usano la CBT, e magari tu puo’ essere utile. spero che ti senta meglio presto!

    • Chiara

      sì, l’ho richiesta a febbraio (sono passati appena 6 mesi).

      • chiaralechat

        ah, l’efficienza dell’NHS…:-(

  • Chiara, per molti versi siamo spiriti affini e viviamo situazioni simili. Ti dico solo una cosa: sapere cosa si deve cambiare per essere felici è la metà del percorso. Avere le palle per fare il cambiamento è dote di pochissimi.
    So che mi capisci.

    Ti abbraccio!

    Mx

  • LadyChiara77

    Si sente dal tono del tuo post che stai male…
    Anch’io ho dovuto affrontare una dieta per problemi di salute, e credo sia una pietra sul buonumore. Ma poi ci si abitua a cercare nei menù quello che è concesso. E si riesce perfino a farselo piacere! Oddio, piacere… Farselo andare!
    Ho un’indole ansiosa, e leggermente pessimista, e The Secret l’ho iniziato. Forse ho letto tre pagine. Poi l’ho mollato. Ho avuto la tua stessa impressione, che sia decisamente tirato per i capelli, nonostante tutte le testimonianze. Ma i libri così impegnati non sono proprio per me, quindi forse non faccio testo.
    Però sul “penso positivo” ho dovuto ricredermi. Certo, bisogna sforzarsi in ogni momento, non è che venga naturale, ma forse funziona. O forse era scritto che le cose dovevano andare così. Però quando riesco a fermarmi, a respirare a fondo, e a dirmi che “Chiara, dai, stai tranquilla, va tutto bene, va tutto come deve andare, tu stai facendo il meglio che puoi, quindi stai in pace con te stessa” e sento che sto un po’ meglio… Il cielo torna azzurro.
    In conclusione io credo che ci si possa lavorare, e modificare la personalità. Ma non è facile. Per niente.
    Spero tanto che ti passi questo momento, perchè la tua leggerezza nello scrivere è un colore nelle mie giornate.
    Un abbraccio.

  • Elisa

    Penso che sia possibile modificare il nostro essere, andando anche contro la nostra natura, la nostra genetica. Sono convinta che questo sia possibile solo se proviamo dentro di noi, se ci rendiamo conto che imporci di essere diversi ci fa stare meglio. Ovvio che non puoi stravolgerti, secondo me cambi leggermente l’angolazione da cui vedi le cose. Almeno per me è stato così! Dubito però che 7 settimane siano sufficienti.

  • Credo anch’io che una mente felice risolva molte cose.
    Mio marito dice che io sono incosciente e che lui invece è realista. Questione di punti di vista …
    Ma è capitato anche a me di vedere tutto nero. Eccome !
    Non è facile, in realtà non è mai facile niente… sorridere in primis.
    Ripropongo un caffè la prossima settimana. Per te corretto con rescue Remedy dei fiori di Bach
    xox
    C

    • Chiara

      Scrivimi!

      • Lo farò.
        E se mi dirai di no ti vengo a tirare per i capelli.

  • Io

    Io penso che ottimisti o pessimisti si nasce, poi ovviamente gli eventi della vita fanno il resto. Negli eventi della vita ci metto non solo quello che ti capita da adulto ma anche il clima emotivo che respiri da piccola. Anzi ti dirò che quel clima è importantissimo, così come la sicurezza in te stessa che viene coltivata con l’educazione che i genitori ti impartiscono e il supporto che ti danno durante infanzia e adolescenza.
    Io sono stata fortunata in questo senso. Perché poi negli ultimi anni ho avuto una serie di SFIGHE gravi che mai avrei pensato sarebbero capitate. Sai quando ps siche queste cose capitano, ma mica a te.
    Anche io ho sofferto nell’apparato digerente e ultimamente vedo che alcuni disturbi “normali” si stanno moltiplicando.
    Non ti nascondo che ho periodi bui bui bui.
    Ma poi mi guardo allo specchio e non mi piaccio con le occhiaie e quella faccia che non è la mia. Non voglio darla vinta alla sfiga.
    E reagisco. Ognuno ha il suo modo. Io prendo la mia Nikon e scatto scatto scatto. Oppure faccio kg di pane. Osservo e faccio le piccole cose per vedere quanto sono piccola anch’io e quanto è grande il cielo su di me.
    A me serve. Non credo ci sia una “cura” definitiva ma è una sensibilità da incanalare, come un’arma potente da usare con cautela
    Scusa la lunghezza, anche parlarne fa bene :)

    • Chiara

      Grazie delle tue parole, spero di trovare anch’io il mio ‘pane’ da fare.

      • Antonella

        Chiara. Io non riuscivo ad arrivare dal portone di casa alla buca delle lettere per prendere la posta. La mia mente era inondata dall’ansia e dalla depressione. Ho fatto arricchire tanti pscanalisti. Ma un po’ andava fatto. Alla fine pero’ la parola magica era una sola, semplice, inesorabile, necessaria: crescere, dovevo crescere. Smetterla di fare i “capricci, e di pestare i piedi per terra”. Purtroppo crescere e’ una ” scelta” la vita da sola non te lo fa fare. Non bastano figli compagni citta’.
        E per crescere devi cambiare pelle. E cambiare pelle fa male.
        Ma credimi dopo davvero ma davvero vivere diventa una passeggiata.
        I problemi una sfida per sentirsi in gamba. Per sentire la vita.
        Si, sono una di quelle che come ha scritto queen father ha avuto quella dote. Mi e’ costato lacrime e sangue. Adesso vivo qui a Londra. Ma ci sono venuta da “grande”. E ogni giorno e’ un’avventura destreggiarmi fra i problemi che ho.
        Ma mi “diverto” e credimi mi e’ successo di tutto.
        A Roma mi ha aiutato una pscanalista molto in gamba, fa le terapie via skype. Se puo’ interessarti. Ma cerca quella dote dentro di te. Non sprecare tempo.

  • Anche io come te credo più nel “viceversa”, e cioè che sia il benessere della mente a riflettersi sul corpo. Del resto, le malattie psicosomatiche esistono da sempre no?
    Non so cosa siano questi problemi che ti impongono una dieta, ma così, per fare psicologia da 4 soldi, mi viene da pensare che faccia parte della autopunizione che vuoi infliggerti… Mangiare fuori ti piace, ti creo una gastrite/ulcera/quel che è, per dover fare una dieta così da poterti deprimere ancora un po’.
    O, peggio, pensando ai disturbi alimentari, magari il tuo “Inconscio” vuole farti fare una dieta, così sei legittimata a non mangiare fuori, quindi a mangiare meno/diverso/nascosta , insomma a seconda del disturbo che c’è stato e, si sa, resta latente.

    Per il resto, non so se la personalità si cambia e, se si cambia, credo sia possibile solo con una psicoterapia…
    Magari, per continuare questa “terapia di gruppo”, puoi scriverci (o scriverti…) cosa ti pare che ti manchi, cosa potresti avere per sentirti davvero felice… sono certa che nero su bianco non sia niente di che. Nulla a confronto di quanto hai ottenuto.

    Oppure, ricollegandomi alla fine del post, magari ti può consolare sentire le sfighe degli altri? se vuoi inizio eh, forse può portarti “all’accoglienza” di quel che la vita ti ha offerto finora! ;-).

    • Chiara

      Ahahah no, dài, non facciamo di questo post un elenco di sfighe :)
      Terapia di gruppo l’ho fatta una decina d’anni fa e non mi ha convinto per niente.

      • ma no scherzavo ;-). Che poi io, nelle sfighe, divento ottimista e positiva, sia per la forza del vecchio, classico “peggio di così…” , sia perchè sono un’occasione di sfida, di rinascita.
        Paradossalmente, si sta peggio quando tutto va apparentemente bene.
        O forse ci sono persone (tra cui io) che non stanno bene nella quiete, che hanno bisogno di casini da affrontare, ostacoli da superare, per sentire “il senso”.

  • Gli occhiali neri sono un peso. Enorme.
    Se dico che ti capisco dico una cosa ovvia? Forse sì.
    Perchè so che quando cliccherò “invio” ci saranno una serie di post con scritto “ti capisco”. Ci saranno anche quelli che ti diranno “di che ti lamenti” e altri che continueranno a dirti che sei bellissima così come sei 😀
    Non sempre anche se dall’esterno sembra che le cose vadano bene ci sentiamo bene. Lo so.
    Sembra di essere ingrate non stando malissimo, ma malino, non essendo senza lavoro o cos’altro dire di non star bene emotivamente sembra assurdo e invece accade. Come quando diventi mamma e secondo i più dovresti essere la felicità personificata. Io non lo ero. Per niente. Lo ricordo anche nel mio post di oggi.. E’ che a volte capita. E non capita a tutti nello stesso momento o nelle stesse circostanze e non è facile uscirne.
    Non ho consigli o rimedi della nonna da proporti..
    Io cerco di conquistarmi granelli di positività ogni giorno. Ci sono giorni che ne raccolgo tanti, altri che va tutto storto e ne perdo 3/4.. Ma faccio un bel respiro e vado avanti perchè perdincibacco la vita è unica! E’ questa. Non ci sono vite di ricambio.
    E sì mi piacerebbe offrirti un caffè o qualsiasi altra cosa che tu possa bere e chiacchierare con te o non parlarti affatto, come preferisci.
    Ecco questo sì. Perchè anche se tu penserai “ma che scrive questa?? ” visto che ti leggo da un bel po’ mi piacerebbe fare questo, che ogni tanto mi capita di fare con le mie amiche reali.. Perchè le amiche servono anche a questo a capire gli occhiali scuri anche stando semplicemente in silenzio :)

    • Chiara

      Ma grazie :*

    • rossella

      però…

  • Bianconiglia

    Che il benessere del corpo sia fortemente influenzato dallo stato psichico è ampiamente dimostrato. Invece, che per farsi passare la depressione (perché di quello si parla) basti volerlo mi sembra una grandissima stupidata, e pure pericolosa. La depressione è una malattia, e come tale va curata: se uno ha tutto e vede comunque nero, o non è vero che ha tutto (ovvero, quello che ha non è quello che veramente vuole), o ha delle difficoltà personali che gli impediscono di godere di quello che ha. In tutti i casi, un colloquio con uno bravo – che parli con me, e di me, non il guru di turno che propone miracolose soluzioni pret-à-porter che vanno bene per tutti, e quindi per nessuno – lo farei. Non c’è niente di sbagliato nel chiedere aiuto, se si sta male.

    • Chiara

      Ma infatti l’ho chiesto. Solo che il cazzo di NHS ci mette una media di otto mesi a rispondere alle richieste.

      • Abbattimento dei costi. Sperano che la gente guarisca da sola, o scopra di avere problemi più gravi, o si suicidi.

        Black humour.

        • chicca

          perche’ se fossi tu a dover gestire le risorse limitate di un servizio sanitario pubblico e perlopiu’ gratuito metteresti davvero la depressione in cima alla lista delle priorita’ ??

  • Io sono profondamente convinta che sia possibile lavorare su se stessi e cercare di trovare la chiave giusta per cambiare atteggiamento. E’ fondamentale l’atteggiamento per affrontare la vita e le sfighe che capitano. Sarà che io ho sempre ben presente tutte le cose per cui ringraziare, ma davvero faccio fatica a deprimermi e lamentarmi.

  • Paola

    Tempo fa proprio a causa di un problema di salute sono entrata nel pozzo nero della depressione, dalla quale ero faticosamene uscita già dopo la gravidanza, però da sola. Ho capito subito che se volevo vivere avevo bisogno di aiuto e così spontaneamente sono andata in un centro dove un pool di psicoterapeuti praticano la terapia cognitivo/comportamentale e grazie e loro ne sono venuta fuori, accettando anche il mio defict fisico. E’ stato un lavorone durissimo, la mia famiglia era distrutta insieme a me, ma io ce l’ho fatta. Ceerto ricadute ne ho a gogò, ma ora so come affrontarle, loro mi hanno insegnato come fare. Non temere l’approccio con gli psicoterapeuti, del resto se hai un male fisico vai dal medico, se hai un male dell’anima (quindi della mente) vai dallo psicoanalista. Paola

    • Chiara

      Ma non lo temo affatto, sono già stata in cura varie volte.

  • Io credo che ad essere positivi si possa in qualche modo “prendere l’abitudine”. L’ho sperimentato sulla mia persona e – per ora – funziona alla stragrande. Un libro come The Secret può dare un impulso, non è un libro “settario”, ma sicuramente è semplicistico al limite dell’infantile cosa che, secondo me, non è necessariamente un male. :)Che tutto dipenda dalla mente è qualcosa in cui sto imparando a credere e, sinceramente, nella mia esperienza personale, sembra proprio vero. Ti consiglio un sito inglese che si chiama Action for Happiness. Parla di piccolissime cose, ma a mio parere ha un suo perché. :)

  • Chiara

    Cara Chiara, io credo che, se sei malinconico e insoddisfatto di fondo, é complicato pensare di cambiare e diventare ottimisti e non cedere ai buchi neri, a quel loop che ci rende ancora più furiosi con noi stessi dato che siamo consapevoli di avere tutto ma al tempo stesso impotenti nella reazione.
    Peró…. C’é sempre un peró….
    Tu hai studiato marketing…una debolezza può diventare una forza: questa insoddisfazione latente, usala a tuo favore, per migliorare, per porti obiettivi sempre maggiori. Sbagli? Non ci riesci? Pazienza, si ricomincia. É l’immobilismo che rende cupi. Quando ti muovi, gli occhiali neri neri neri cadono, senti a me! :-)

    Forse devi trovare stimoli nuovi? Forse é la ricerca di un lavoro londinese al 100% che ti manca? ( scusa, sto buttando a caso..).
    A volte l’idea che vogliamo di noi stessi, se non ci arriviamo, ci distrugge..

    Io, se stessi nella tua situazione, mi rileggerei il tuo post push your luck.
    Tu non hai idea cosa é successo dopo quel post… Forse un giorno te lo racconteró.
    :-)

    Un abbraccio e, scusa l’ovvietá, ma la vita é una, sola, irrecuperabile. Mangiatela. Quella, ti assicuro, male alle budella non ti fará.

  • Florinda

    Dopo tanti anni di studio ed esperienze, personali e lavorative (sono una psicologa in itinere) ti posso dire che sì, il temperamento di base nasce con te, ma per la maggior parte noi siamo quello che abbiamo vissuto, soprattutto nella primissima infanzia, e tutte le esperienze, in particolar modo quelle negative, ci spingono ad imparare a difenderci in un modo o nell’altro. Spesso il cambiamento si può raggiungere lasciando cadere queste difese, ma certamente non è un percorso breve e semplice, ci vuole tempo e forza di volontà, perché il cambiamento si può ottenere, ma solo se lo vuoi davvero, a prescindere che tu ti rivolga a un professionista o voglia lottare con le tue sole forze, tutto dipende da quanto realmente lo vuoi!
    In bocca al lupo cara Chiara, migliorare si può sempre! :)

  • Elisa

    Cara Chiara, purtroppo conosco bene questa situazione ( disturbi alimentari inclusi ), e ritrovo in tutte le tue parole situazioni in cui sono già passata ( e da cui per fortuna sono uscita, anche se, come dici tu, il ricordo di simili esperienze ti rimane sempre sotto la pelle, a portata di mano ). Quello che ti posso dire – ma per ogni persona è diverso e ognuno vive la sua strada a modo suo – è che per me è stato vero che il benessere della mente influenza con grande forza quello del corpo; può sembrare il contrario perché i problemi del corpo sembrano molto più facili da risolvere, all’apparenza ( come nel caso dei disturbi alimentari: in teoria, che ci vuole a fare una dieta?! È quando dietro c’è qualcos’altro che anche questi rimedi ” pratici ” si complicano ). Parlando di possibilità, io ho letto i libri di Louise Hay, che mi hanno molto aiutata ( oltre ad essere andata dallo psicologo per anni ): sì, anche loro dicono che se dici una cosa come se l’avesse già, quella si avvererà ( anche se personalmente l’ho interpretato come un ” dico di avere tutto quello di cui ho bisogno, e all’improvviso mi accorgo che tutto quello che ho è davvero tutto quello di cui ho bisogno ” ), ma niente assegni milionari o sciocchezze simili. Comunque, mi è stato molto utile. Non credo ci siano molti altri consigli da dare – né triti ” passerà, vedrai “; la tua strada è la tua, posso solo augurarti buona fortuna. Auguri!

  • LaFra

    Ciao,
    mi chiamo Francesca, di secondo nome faccio Ansia e di terzo Attacchi di Panico. Volendo come quarto nome faccio pure pessimismo cosmico.
    Soffro di colon irritabile e prima di capire e convincermi che si tratta di una malattia che al 95% è correlata con la mente, ho girato 6348389769 medici e ho fatto 53297529037527. Nel mezzo dei medici, pure alcuni psicologi spesso fuffoni, fino ad arrivare a colui che mi letteralmente raccolta e rimessa in piedi quando ero ormai una larva che non usciva più di casa. Non ho mai preso un solo antidepressivo grazie a lui. Tra l’altro lui si occupa anche di disturbi alimentari.
    Coincidenza numero 1: sto leggendo in questi giorni proprio il suo libro (lasciamelo finire a brevissimo e ti do i riferimenti).
    Coincidenza numero 2: proprio oggi che tu scrivi questo post io mi sono trovata catapultata indietro di alcuni anni e di nuovo in preda all’ansia (prima di leggerti eh…). Questo a conferma di quello che hai detto tu: da certi disagi psichici si guarisce, ma mai del tutto. Quello che è cambiato è il modo di affrontarli. Tempo fa sarei rimasta a letto e assolutamente non da sola in casa. Oggi sono tranquillamente al lavoro (sono arrivata tardi, ma sono arrivata!) e sono uscita da sola.
    Per inciso, nemmeno lui crede alla famosa teoria del volere é potere. Se c’è un problema nella mente, puoi volere al massimo una cosa, ma non puoi ottenerla.
    Non ho mai parlato sul web di questa cosa per bene. Aspettavo di farci un post… a dire il vero un libro ci potrei scrivere, ma solo allo scopo di poter aiutare chi si trova in mezzo a questa merda e non sa che strada prendere.

    • Mi sono ritrovata molto nelle tue parole. Adesso, si è più fortunati…se ne parla di più di questi disturbi, si scambiano opinioni e ci si confronta Quando avevo io vent’anni era un discorso tabù e mi sentivo davvero sola al mondo…in un pozzo nero senza fine.

    • valentina

      Ciao ho bisogno davvero di fare un percorso tipo il tuo..
      puoi dirmi di piu’?

      Ciao
      M.

  • ilaria

    io sono sempre stata ottimista per natura, ma a un certo punto ho cominciato a vedere tutto nero. era un cosiddetto periodo di transizione, in cui ti mancano i punti d’appoggio vecchi e i nuovi ancora manco li vedi. in realtà non mi ricordo molto di quello che è successo, tendo a dimenticare le cose brutte (la mia memoria interna è piccola, e mi serve per le facce!), ma quello che mi ricordo è di aver realizzato a un tratto che le cose su cui mi impuntavo, le cose che non riuscivo a raggiungere, le persone a cui mi ostinavo a cercare di piacere, in realtà per me non contavano niente, erano solo i desideri degli altri e le aspettative che gli altri proiettavano su di me. e aggiungo anche un’altra cosa: c’è molta differenza tra leggerlo, e capirlo. la potenza emotiva dell’epifania personale non ha paragoni.
    a quel punto ho cercato di conoscere di più me stessa, e di capire cosa volevo veramente. mi sono osservata, e mi sono accorta che negli anni sono cambiata, che reagivo alle cose in modo diverso, ho visto persone (mia mamma, ecco!) sotto un’altra luce e le ho comprese meglio, o per la prima volta.
    adesso sono di nuovo ottimista, nonostante tutto. quando mi hanno licenziata da un indeterminato che mi stressava ma mi piaceva, dopo il rifiuto è arrivata la rinascita, e ora sono convinta che sia stata una botta di culo, così posso venirmene in uk a migliorare la nostra situazione.
    e a proposito, domattina appena alzata, truccati un po’. che anche non dovesse essere johnny depp, fosse clive owen, mica lo lasci fuori dalla porta. e se lo lasci fuori dalla porta, digli almeno che arrivo a settembre, non deve aspettare tanto! 😀

  • io sono una persona forse depressa di base ma che tende a guardare tutto in positivo. un vero pessimismo cosmico l’ho avuto a causa del bombardamento ormonale di inizio gravidanza. ma non mi pare il tuo caso. appurato ciò eh, la mente ha sempre bisogno di nuovi stimoli. Londra dovrebbe essere un bello stimolo, ma credo che se si parla di depressione, bisogna “solo” trovare la via di uscirne, aiutati in qualche modo. se la dieta ti priva di gioie no, non sei sulla strada giusta.
    sicuro il corpo fa quello che la mente le dice, però mi sfugge sempre perché ciò possa succedere anche quando si hanno motivi per gioire. hai tutta la mia solidarietà però.

  • SImona

    Sono esattamente come te, mi piacerebbe leggere altri post come questo e eventuali consigli e suggerimenti se riesci a migliorare! Sono molto interessata.

  • cowdog

    io vedo molto nero quando un qualcosa di non ben identificato non mi soddisfa, e rimango tale fino a che non ho individuato di cosa si tratta. poi divento iperattiva mentre macchino per cercare di cambiarlo. poi magari non lo cambio nemmeno, ma il solo processo di mettermi in moto per mutare mi risveglia. durante il primo anno e mezzo-due di espatrio ci sono passata ciclicamente numerose volte (eppure ero senza marmocchi, con totale liberta’ di movimento), fino a che ho trovato un semi-equilibrio (che poi ho scassato quando sono ri-emigrata e ri-emigrata e ri-emigrata, con marmocchi al seguito)

  • Sabrina

    Ciao Chiara…su pessimismo e depressione non sono molto ferrata…ma volevo condividere con te una cosa che ho letto sul l’ultimo libro di Veronesi “la dieta del digiuno”…sembra un’ovvietà ma per me è stata illuminante…ovvero il fatto che il cibo abbia troppa importanza nelle nostre vite, l’importanza sociale, come quella di cui tu parli…che in realtà non ha…magari è un punto di partenza per il resto…

  • Chiara, dipende che persona sei. Non esiste un unica soluzione a quello che tu scrivi, che noi psi chiamiamo disagio – emotivo, psicologico, esistenziale, quello che sia. The Secret, io ho visto il video su youtube e mi e’ sembrato possa funzionare, perche’ credo molto nella autodeterminazione. Per altri la psicoanalisi, quella ortodossa per intenderci, e’ molto meglio; per altri funziona la terapia breve, ma anche i fiori di bach, la musica, dipingere, insomma, ognuno ha la sua strada che non sempre e’ facile trovare.
    Mi dispiace leggere questo post, ti seguo da tantissimo e ho sempre letto post di altro tenore, percio’ un po’ mi spiazza e mi “stona” con l’immagine che mi ero costruita di te, o quella che offrivi. Immagino percio’ quanta sofferenza ci sia se proprio per questo decidi di parlarne pubblicamente. Per quello che puo’ valere, se ti va, scrivimi. Un abbraccio.

  • Non hai idea di quanto ti capisco. Di quanto anche se cerco di guardare oltre, di pensare alle cose che voglio e che spero potrò fare, l’ansia mi assale e mi dice che invece non arriverò a toccare nulla. Ultimamente ho mal di testa continuo perché non riesco a smettere di pensare, ho avuto in passato anche problemi allo stomaco, e spero di non ripassarci. Per ora mi tengo il mal di testa perenne… Bisogna stringere i denti, e penso che cmq le persone che amiamo in questo aiutino molto. Bisogna battere l’insoddisfazione a piccoli passi.

  • Erika

    Chiara, scusa se mi permetto, per usare una frase nota “stai guardando l’abisso” troppo da vicino. Ne parlo con cognizione di causa: ho passato ben due anni con depressione e panico.
    Dal mio canto, ti suggerisco quello che ha fatto bene a me (i medicinali non mi hanno aiutato per niente): non la seduta classica dallo psicanalista che non serve a niente (e lo so, mi prenderò le bestemmie di tutti gli psicologi in ascolto), ma una terapia strategica (come quella di Giorgio Nardone) che serve proprio a destrutturare i pensieri negativi. Ecco, te, scusami ancora se lo dico, sei sul ciglio del baratro, proprio come me prima di cadere all’inferno.
    Se vuoi ti scrivo in privato, un abbraccio sincero

  • Alessia

    Anche per me ci sono stati e ci sono momenti bui. ..sono sempre stata una sorta di “alice nel paese delle meraviglie” poi un giorno mi è piombata addosso la malattia e la morte tragica di mio padre. ..infinito dolore. ..mentale che è diventato anche fisico…non riuscivo a risalirne fino a quando mia figlia non ha preso in mano una mia vecchia foto e ha detto ad un amico “questa è la mia vecchia mamma, quella che sorrideva sempre e mi voleva bene”…a volte bastano poche parole, quelle giuste dettedalla pepersona giusta nel momento giusto per darti la spinta iniziale e poi tanto lavoro ogni giorno. In bocca al lupo!

  • Sara

    Personalmente io, che ho avuto un incidente d’auto come era successo a te, nei momenti bui mi fermo a pensare a quanto sono fortunata ad essere ancora qui coi miei cari. Acciaccata, imperfetta, ma ci sono! Non so se aiuterà anche te ma te l’ho voluto dire. Certo fare avanti e indietro dagli ospedali non è una bella vita, ma ci sono persone che hanno bisogno di noi!
    Ciao!

  • C.

    Io odio sentirmi dire che la mia testa e’ la causa dei mie mali fisici…lo odio…mi fa sentire impotente…che dovrei fare…non ho un pulsante per cambiare/spegnere…o almeno io non lo conosco. Ho una mente scientifica e pratica, sono brava a prendere decisioni a gestire cose complesse con determinazione, lo faccio benissimo nel lavoro…mi conoscono così….ecco che mi immobilizzo… Io mi sento così. E non mi piace

  • Erika

    Per il resto, così scherziamo un po’, oggi ho fatto il test delle intolleranze alimentari e bye bye a tutto ciò che mi piace buuuu che vita grama!

  • Cri

    Io ho avuto un periodo brutto e buio per 5 anni, dopo il primo anno di università. Mi sono imbattuta nei primi voti mediocri dopo un’infanzia passata a credere di dover essere perfetta. Poi mi sono innamorata di uno che non mi ricambiava, ma comunque non me lo diceva. Poi è iniziata l’emicrania cronicizzata. Poi l’insonnia. Poi andavo a dormire alle 6 del mattino e mi svegliavo alle 2 del pomeriggio. Sono diventata così stanca che non avevo neanche più le forze di parlare con gli amici perché non mi venivano le parole più facili. Figuriamoci all’università! Ho iniziato a essere bocciata, a fare scena muta. La cosa mi ha sconvolto così tanto che ho iniziato a non presentarmi più.
    Ho iniziato uno psicofarmaco per l’emicrania che mi ha fatto capire quanto stessi male, ma dopo un po’ va smesso e sono tornata al punto di partenza. Nausea, emicrania, svenimenti, stanchezza cronica. Secondo gli altri esami medici andava tutto bene, ma ero stressata. Piangevo tutti i giorni, avevo crisi di panico. Volevo andare dallo psicologo, sono finita nel posto sbagliato e mi hanno prescritto degli antidepressivi. Che ho smesso perché dormivo una cosa come 15 ore al giorno. Poi sono riuscita ad andare da una psicologa, una ragazza in gamba. Ho cambiato abitudini ed è stato difficile. Pensavo di non potermi staccare dal pc, poi mi sono imposta di limitarlo e il risultato è stato che adesso non ho proprio voglia di starci. Mi ha imposto di ricominciare a leggere, di trovare un hobby, di regolarizzare il sonno. E’ passato meno di un anno, mi sveglio alle 9 (anche se rimango mediamente stanca), dall’hobby ho ricavato un piccolissimo business per avere i soldi per andare dal fidanzato, ho passato un esame con un bel voto dopo anni che non ne davo e sono riuscita a studiare per un’intera settimana senza emicrania. Non piango più tutti i giorni e non mi sono serviti psicofarmaci per questo. Sorrido, addirittura!!
    Tutto questo per dire che è difficile dire cosa venga prima, se il malessere della mente o quello del corpo, a un certo punto tutto si mescola e si autoalimenta e anche se stai male non sai come uscirne e a volte uscirne ti fa quasi più paura, perché ti sei abituata a vivere nel tuo dolore-comfort. Per me la svolta sono stati mettere a posto il ciclo sonno-veglia e gratificarmi. Non mi gratifico da quanto sono nata! E’ una cosa bellissima. Quindi secondo me è un po’ un cambiamento parallelo, mente e corpo, ed è duro e doloroso e forse non è mai totale… però i giorni in cui stai meglio sono troppo belli! Però ecco, con me il pensare positivo non ha mai funzionato, non fa proprio per me. Penso sempre il peggio e sono ansiosa. Io ho modificato abitudini e ho notato che ha modificato me e la mia percezione delle cose e i miei rapporti con gli altri. Mi arrabbio meno, li do meno per scontati e invece di sentirmi sempre sola, penso che in realtà amici ne ho. E mi stimano, mi spronano e mi spingono a realizzare cose che non avrei mai pensato di fare. E respiro profondamente ogni volta che sento arrivare il panico e prendo la vita con un po’ più di calma. Se mi sembra che il mondo mi remi contro, mi fermo un attimo e canto una canzone e trasformo quei momenti in coda allo sportello in un momento per me. Ne ho così pochi che anche quelli contano.
    Però oggi ho mal di testa e sono incazzosa XD
    Un grosso in bocca al lupo!

  • patrizia

    Ciao chiara, bruttissimo leggerti così. ..e non poter far nulla. Però da una che ha fatto parapendio son sicura che verrà fuori la forza necessaria per riprendersi da questa situazione! Credi che tu sia una donna forte e dalle infinite risorse. Come si dice, ammettere di avere un problema è già essere a metà della guarigione. In bocca al lupo!

  • Mi ci vorrebbe un intero post, forse altrettanto o ben più lungo, per scriverti cosa ne penso.
    Ho avuto a fianco una persona con disturbi analoghi ma ad un livello patologico piuttosto grave e, quasi di riflesso, li ho assorbiti parzialmente.
    Sono stato sotto psicanalisi, sono sotto una particolare dieta e sotto farmaci.

    Ogni mattina ci si alza e ci si sforza in tutti i modi di sentire qualcosa.

    Non so quanto possa interessarti, davvero, l’opinione di qualcuno che c’è dentro fino al collo.
    Fossi in te, cercherei di non interessarmene :-)

  • Michela

    L’anno scorso stavo attraversando un periodo molto ansia-paranoia-angoscia. Un mio caro amico mi ha prestato “The Secret” e da allora, anche se piano piano, ti giuro che le cose sono parecchio cambiate. Così, al primo impatto, la legge d’attrazione è un tema che genera un certo scetticismo, ma studiando ed informandomi su internet e leggendo molti altri libri, la mia mente ha iniziato ad aprirsi a queste possibilità. E oggi, dopo un anno, la mia visione del mondo è totalmente cambiata: magari adesso alcune cose non mi stanno andando molto bene, ma mi alzo ogni giorno col sorriso e con un’enorme gratitudine per ciò che ho e che avrò. La Legge funziona (coi suoi limiti, quindi purtroppo niente Jhonny Depp!) se ci si crede davvero, sennò no e allora come diceva Henry Ford: “Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”. Io, nel mio piccolo, posso testimoniare un grande cambiamento..che poi magari si riduce semplicemente al fatto che se uno vive senza lamentarsi in continuazione, ringraziando di quello che ha, emanando per primo energie positive che poi gli tornano indietro, se ha fiducia che le cose andranno bene e che ci aspetta sempre qualcosa di migliore, allora la vita non può che migliorare!

  • Liv

    “The mind is everything. What you think you become.” Buddha (capito, sì? The Secret è un po’ cheesy ma l’idea sotto… beh, ci sta :) )

  • valeuk

    Chiara i momenti neri capitano proprio a tutte…Sono proprio loro che devono darti la spinta per andare avanti e tu sei davvero in gamba!non lasciare che il momento ti faccia perdere i tuoi obbiettivi!Non ti fermare!

  • Erika

    Ciao Chiara, per anni ho vissuto quel senso di vuoto di cui parli e che nessuno pare comprendere (hai tutto, che ti manca, non sai neanche tu cosa vuoi…). Certo, perché quando stai male, quando neanche tu sai dare un nome e un volto al tuo disagio, anche la vita più perfetta non ti basta. Non basta nulla, ed è un circolo vizioso in cui più pensi di dover star bene e più è grande il senso di inadeguatezza (e di colpa e di rabbia) che ti risucchia. Finché arrivano le crisi di ansia e il panico, per cui la sola idea di uscire di casa ti immobilizza.
    Io ancora non ho capito cosa non va o, meglio, ho capito tante cose, dopo dieci anni di terapia ma, soprattutto, quattro anni di yoga e tai chi.
    Ho imparato a respirare, a lasciar andare, ad accettare o, almeno, ho imparato che si può fare. Poi, ovvio, ci riesco a volte, altre zoppicò, altre ancora cado e non ne voglio sapere di rislzarmi ma almeno ogni tanto quegli occhiali neri non mi annebbiano più la vista e un senso di assoluta leggerezza si impossessa di me.
    E solo allora mi sento felice, serena, grata a qualcuno di quello stato di grazia…
    Secondo lo yoga e la medicina cinese il benessere del corpo passa dalla mente e dalla nostra capacità di liberarla dalle negatività, dalla rabbia, dalla tristezza, dalle inquietudini….la meditazione che svuota la mente, scioglie i nodi del cuore, ti fa piangere e rallenta il battito del tuo cuore. Questa è la strada che ti consiglio con tutto il cuore!
    Due letture per cominciare: 101 racconti zen e il libro del tao (tao te ching di lao tzu)
    Baci

  • Io sono fermamente convinta del fatto che la mente possa influenzare il corpo, perchè a me è capitato e ti potrei dire anche il giorno e l’ora esatti in cui è successo. E’ stato come se qualcuno avesse girato un interruttore: mi sono svegliata di soprassalto in piena notte , spaventata pur senza un motivo preciso e con l’irrazionale convinzione che prima o poi mi sarebbe successo qualcosa di tremendo. E da persona allegra, positiva e spensierata, sono diventata ansiosa, pessimista e anche un pò musona. Ovviamente da quella notte sono iniziati anche tutta una serie di disturbi fisici , piccoli per carità, e forse anche normali per molte persone ma che ogni volta che si presentano mi fanno subito pensare al peggio. Non sò quale sia stata la causa precisa di questo cambiamento; in parte credo che sia stata la nascita di mio figlio a farmi cambiare, a farmi scoprire paure che prima non avevo, ma sicuramente questo “seme” era già dentro di me. Fortunatamente il mio stile di vita non è stato influenzato da questi malesseri e , a parte i miei familiari, nessuno si è accorto del cambiamento, anche perchè non è semplice parlarne. Specialmente, come dici tu, quando dall’esterno può sembrare che la nostra vita sia perfetta (o quanto meno invidiabile), e c’è il rischio che le persone possano non capire e considerarci delle sciocche o peggio ancora, delle ingrate che non si rendono conto della fortuna che hanno avuto.
    Per il momento continuo così, alternando momenti sereni a momenti decisamente bui. Il mio antidoto sono i viaggi, (caso strano quando sono in viaggio ogni disturbo sparisce magicamente, così pure ogni pensiero triste), abbracciare forte mio figlio e, molto di recente, lo Yoga, che ho deciso di voler praticare con costanza.
    Ti abbraccio e spero che tu riceva al più presto l’aiuto di cui ai bisogno.

  • Cara Chiara, mi spiace davvero per questo periodo buio.
    ho vissuto vari momenti in cui il controllo del cibo era la mia ossessione, sempre in correlazione i periodi stressanti o particolari.
    e ho vissuto anche un periodo in cui non sentivo piu’ il mio corpo come mio, a seguito di un aborto spontaneo, e ho letto un libro che mi ha un po’ salvata di T.Terzani, Un altro giro di giostra.A me ha insegnato tanto, davvero.
    Anche io vorrei mangiare ogni briciola della mia vita, non lasciare niente, ma non sempre si puo’ fare (cit.di B.Brecht), pero’ e’ anche vero che un uomo che si acContentA e’ un uomo felice (cit.T.Terzani)…
    un abbraccio forte
    darling

  • Sto leggendo un libro sulla meditazione. Sono solo all’inizio, ma quello che mi ha colpito è che con la meditazione sia possibile potenziare il lato del cervello che ci fa essere ansiosi, stressati e depressi. E’ proprio un fatto fisico. Una volta si pensava che fosse possibile solo nei bambini molto piccoli, adesso pare che anche da adulti sia possibile. Il presupposto della meditazione è quella di accettarsi anche quando si vede neroneronero. Solo con un pizzico di distacco. Questo non vuol dire essere ottimisti o felici o positivi tout cour: significa distaccarsi quel tot per dire “passerà”, come tutto nella vita passa. E accettarsi anche con quegli occhiali scuri, calati sul naso.
    Ok, l’ho sintetizzato molto e non sono un’esperta.
    Un abbraccio di cuore.

  • Carissima Chiara,
    lascia perdere The Secret e parte delle ricerche americane sulla psiche, non che esse siano errate (infondo è scienza!) solo che in momenti di debolezza (del tutto normali) non sono di grande conforto.
    Sai, proprio adesso ho pubblicato un post sul benessere e il coraggio: http://valigiadicaffe.wordpress.com/2013/07/15/a-volte-quando-si-perde-si-vince/
    Magari leggerlo può aiutarti. Una delle soluzioni migliori in questi casi è distogliere lo sguardo da se stessi e pensare agli altri, essere solidali, così da riconoscere e valutare meglio i propri veri bisogni.

    Buona serata.
    Flavia.

  • Bb

    Chiara hai ragione, sono con te nella più totale depressione e nel più nero malessere. Io personalmente, sto cominciando seriamente a desiderare di lavorare in un vivaio tanto per cominciare…… Aggiungo che mi hanno cresciuta con stereotipi borghesi falsi o giusti per un Paese che non esiste più, quindi sbagliati al momento. Sai cosa…. maledetto denaro punto e basta.

  • alessandra

    ciao :) ti leggo da anni e mi sono fatta un’idea di te spero verosimile per quanto limitata dato che è venuta fuori solo da quello che scrivi.. ho pensato molte volte che mi piacerebbe avere un’ amica simile a te.poi dopo qualche tempo è stato possibile vederti ,foto, video,interviste, progetti,sei diventata sempre più “social” e sono rimasta molto sorpresa dalla fragilità candida che emerge nel tuo modo di parlare.ma in fondo me l’aspettavo. mi hai sempre dato l’idea di una donna intelligente, creativa, dolce, ma anche sveglia e piena di spirito critico. Ho sempre pensato che le persone fragili e buone vedano le cose con occhi diversi. Per fotografare la delicatezza,devi avercela negli occhi, e tu in questo ormai sei maestra. Purtroppo questo accade per le cose belle ,ma anche per quelle brutte. E’ come avere la sensibilità aumentata, si è più suscettibili a entrambi i tipi di stimoli. Ora stai attraversando un periodo buio ,puo’ capitare, la vita va così, ci sono i momenti sulle vette e quelli negli abissi, lo sai benissimo perché te ne sono capitati di diversi. Tu sei stata nelle condizioni di fare una grande scelta, che ha condizionato il resto della tua esistenza, questo blog è la testimonianza dei tentativi che fai per conciliare il tuo modo di essere e la condizione che hai scelto. Sicuramente questa vita qui ti ha dato tante gioie e soddisfazioni, lo possiamo leggere tutti, ma il dubbio ti resta, dove sarei adesso se avessi continuato a fare la “cojona” a trastevere ? chi puo’ dirlo. cosa siamo, in fondo,noi?
    Spero tanto che non ti lascerai pervadere troppo dai dubbi,dalle domande,purtroppo hai tutte le carte in regola perché questo avvenga,mi sembri tremendamente consapevole dei tuoi stati interiori, secondo me sei una di quelle persone che ,purtroppo,non se la sanno raccontare. prima o poi le budella rivendicano i loro diritti ed è difficile convincere la testa ad andare d’accordo col corpo. non si fanno collage, deve incastrarsi tutto alla perfezione. cerca di farti aiutare subito, c’è gente che studia anni per fare questo nella vita, aiutarci a cambiare occhiali, in fondo quelli per vedere il mondo come attraverso un caleidoscopio ce li hai, ce l’hai dimostrato innumerevoli volte. Oddio non devo dirtelo io, che scema, lo stai già facendo…non lo so allora perché commento questo post. Mi è sembrato un grido di aiuto, di una persona bella alla quale mi sono virtualmente affezionata. se ti succedesse qualcosa di brutto mi dispiacerebbe tanto Non lasciare che la situazione si aggravi, la depressione è un cancro della mente e procrastinare serve solo a pagare un conto più salato dopo…ti auguro buona fortuna, spero di tornare presto a leggere i post della Chiara con gli altri occhiali 😉 ti abbraccio, Alessandra

  • Ludo

    In realtà credo che la tua depressione sia incrementata dalle risposte acide a chi ti commenta i post del blog. Sei diventata scontrosa e burbera e questo nn incrementa il buonumore, ti sentì aggredita qualunque cosa ti si dica. Sinceramente dovresti correggere questo aspetto in primis altrimenti smetti di scrivere. Inoltre credo che il tuo compagno nn ti sia vicino quanto tu necessiti, cosa che provoca nn poche frustrazioni. Beh vedi te. Non credo che girovagare per una città mezza sola sia avere tutto. Quindi secondo me di motivi ne avrai pure per passare un periodo così ma non li dirai mai.

    • Chiara

      Ma esattamente cosa spinge una persona a commentare in questo modo un post del genere? Empatia zero.

      • mah, si vede che soffre di acidità di stomaco, o è pesantemente stitica…

      • Oh Chiara, va’ che bello. Grazie a te Ludo ha avuto la possibilità di sfogarsi. Magari vorrebbe fare così con tutti, tutti i giorni, ma non ha il coraggio di farlo. Tu sei così accogliente che da te si è sentit* a casa e ha trovato lo spazio per lasciarsi andare.
        Vabbè.
        Mò finisco di lavorare poi sotto commento seriamente :)
        Intanto un abbraccio, se ti serve e non ti fa schifo da una sconosciuta

    • Potrei rispondere che sbagli a relazionarti così con le persone che ti stanno attorno e con i problemi degli altri (che forse sono prima di tutto i tuoi) ma mi limito a scrivere che manca, di fondo, il senso di comprensione, di altruismo, di umanità nelle tue parole. Quando leggo commenti del genere non riesco a pensare che si riescano a proferire poi in prima persona a un’essere umano qualsiasi che potrebbe anche essere una tua amica che sta attraversando un periodo poco felice e che non aspetta altro che ascolto e parole di conforto.

    • secondo me anche: stitichezza acuta

  • Laura

    È possibile cambiare ma ci vuole volontà, coscienza, e un gran lavoro su se stessi, che per me è arrivato sotto forma di terapia di analisi. E ancora sono all’inizio del percorso. E a volte mi sembra di annaspare e di nn muovermi. Il piu’ delle volte, devo dire…
    È un lavoro quotidiano e ogni minuto, ogni secondo mi devo ricordare di pensare nella maniera giusta. A volte ci riesco. Altre no….

  • Ciao Chiara,
    capisco molto bene quello che dici. Ti giro un video di un mio collega, molto interessante, sul punto di vista negativo sul mondo, ossia sulle profezie che si autoavverano:

    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gDlVh_lts7U

    http://youtu.be/gDlVh_lts7U

    fammi sapere!

    • Comunque i momenti di pessimismo, depressione o qualsiasi altra forma di disagio possono anche essere letti in chiave positiva: un campanello d’allarme che ci dice che le cose non stanno funzionando, da qualche parte nel verso giusto.
      E mettendo a posto le cose, anche il disagio regredisce.

      Sono certa che se guardi dentro di te lo sai cosa c’è che non sta andando nella direzione giusta. Un abbraccio.

  • Chiara…mi spiace molto per come ti senti, purtroppo immagino e (in parte) capisco…
    Oggi, in una giornata di sole che piu’ sole non si puo’, un sms inaspettato e’ bastato a cambiare (in noir…) la mia normale giornata …
    Come al solito ho scritto…ne e’ risultato un post che se riusciro’ a digerire del tutto pubblichero’…
    Nel caso se ti va magari te lo segnalero’… forse in qualcosa ti potrai ritrovare…
    Non lo so se la mente cambia il corpo, se e’ il contrario o se semplicemente alcuni di noi hanno un’anima inquieta che si agita dentro…
    Non so nemmeno come si fa a cambiare le cose… The secret me l’hanno regalato e l’ho letto… no comment…
    Forse semplicemente certe persone “pensano troppo” come diceva mia nonna e i loro pensieri si ingarbugliano nella loro anima facendoli inciampare… ma poi ci si rialza eh!questo lo dico per rassicurare te e me stessa!:)
    Ti mando un abbraccio, a te che tante volte mi hai fatta sorridere, e spero passi presto!
    Fra

  • Marta

    Ciao Chiara ti capisco eccome.. Da un anno lotto con continui mal di gola, a volte da antibiotico altre no, ho fatto undicimila esami ed è tutto perfetto. Io però vivevo spesso sotto ansia per questo, tendo ad avere piccoli pensieri ossessivi quindi per una come me tutti queste malattie da una parte sono continue ricadute nel panico, dall’altra però sono continue fonti di ricerca personale. Perché se il mio corpo mi dice che mi sto ammalando spesso significa che la mia mente sta cercando di comunicare qualcosa che non riesce a dire. Il lato positivo e’ che sto smussando, livellando, tantissime parti di me che non andavano più bene, sono più positiva e soprattutto più rilassata. Con questo non significa che abbia finito il mio cammino, e comunque di fondo rimango una pessimista cosmica, ma a piccoli passi procedo. Ed e’ come togliere un sacco di zavorre dal mio cammino…
    Ho letto the secret e l’ho trovato una boiata pazzesca, ti consiglio “quando il corpo ti dice di amarti” di Lise Bourbeau.
    Coraggio… Io credo che tutto capiti per un motivo, e che tutto porti ad un’evoluzione personale quindi (citando un titolo di un libro di cui hai parlato in un recente post) ” un giorno questo dolore ti sarà utile”.

  • CRI

    Cara, come ti capisco…sto vivendo la stessa cosa…è mi sento un’ingrata…e il nervoso mi assale…ti mandò un abbraccio solidale…speriamo ci passi presto…sarà l’età che avanza?!?;)

  • Il tuo post mi colpisce molto, per come con tanta semplicità ti apri e chiedi. Io disturbi alimentari non ne ho mai avuti, ma quando si parla di pessimismo mi sento chiamata in causa. Che poi è sostanzialmente una forte sensazione di malinconia, per quello che, parlo per la mia esperienza, il mio cuore chiede rispetto a quello che la realtà mi da.
    Per anni ho pensato che fosse un mio difetto, che avere una personalità così fosse un errore. Poi l’incontro con determinati amici mi ha fatto sentire abbracciata e voluta bene proprio per come ero e ho capito che se “sono stata fatta” così, allora sono fatta bene. Altrimenti al mondo ci sarebbero persone giuste e persone sbagliate, invece siamo tutti giusti. Sta alla nostra libertà cercare la vera felicità. Stare di fronte ai propri limiti , senza censurarli, come occasione per vivere a pieno la vita.
    In fondo anche Leopardi era così. Mica pizza e fichi.
    Così vorrei abbracciarti e dirti: vai bene così, sta di fronte alla tua fatica, guardala bene in faccia e sfruttala come occasione per capire dove sta veramente la tua felicità.
    Ciao!

  • mad

    sono momenti in cui tutto quello che viene detto può dare solo più fastidio e sembrare retorico
    sono momenti in cui tutto quello che viene detto può essere la cosa più preziosa del mondo
    quindi che dire… vabbè forse è inutile … ma queste cose capitano proprio quando si ha “tutto” perchè noi strani esseri umani siamo fatti per l’infinità felicità…

    Mio piccolissimo contributo e spero regalino per te, una citazione di Ildegarda di Bingen (una donna da conoscere. davvero… nel caso ti lascio qualche titolo di libro, in mezzo a tutta quella psicocosicalogia qualcosa di “nuovo”, magari…):

    “La malattia non giunge mai per caso. Il corpo non mente mai ed è il soldato più fedele dello spirito, la sua veste più bella. Quando invece succede che si ribella come una bestia nell’ira o un bambino che si incapriccia, è l’anima che cerca di parlarci comunicandoci una verità più profonda e semplice. Certi dolori sono quelli che ci schiumano la testa e ci fanno cadere i denti, ci scippano tutti gli anni residui di giovinezza. La vocazione alla felicità è forse la cosa più difficile da assecondare. La mia legge è quella delle donne, che combattono non per azioni straordinarie me per le cose necessarie.”

  • Ahi…’sto discorso mi tocca molto, in quanto pessimista/tristona/fatuttoschifomivatuttomale.
    Per prima cosa: non sei sola. Capisco alla perfezione “oggi/nella mia vita va tutto bene ma non mi basta”.
    Ricordo tempo fa che eri stata attaccata perchè ti lamentavi in un periodo (apparentemente per noi) rose e fiori. E anche lì capivo cosa provavi.
    Ma forse lo può comprendere chi nasce un po’ “leopardiano”. Come gli estroversi che criticano gli atteggiamenti dei timidi: se non ci nasci non li accetterai mai.

    Da qualche anno sto cercando di comprendere (per comprendermi) le sfaccettature della personalità; ma non sto facendo grandi progressi; ogni tanto sono convinta che ognuno di noi possa stravolgersi totalmente, più spesso credo che sia troppo difficile riuscirci da soli, senza un aiuto “specialistico”.

    E poi, non servirà, ma le due volte l’anno che per un paio di giorni riesco a tenermi con il cibo, dopo mi sento molto meglio. Maledizione a noi che troviamo conforto e piacere nel mangiare…
    Comunque spero che si presenti qualche opportunità che ti dia una botta a quegli occhiali nerinerineri facendoli cadere e spezzare.
    Magari un viaggio(e se mai capitassi a Torino e volessi una guida pessimista -ma buongustaia- tienimi in considerazione :) )
    Un abbraccio.

    Alice

  • Chiara… ti abbraccio.
    Mi ha spiazzato questo tuo post sai? Nel mio immaginario sei bella, solare, coraggiosa, “arrivata”… che scema che sono, come se ognuno di noi non avesse mille sfaccettature. Come se ognuno di noi non avesse i suoi momenti difficili. Come se ognuno di noi non avesse le sue insindacabili incertezze e fragilità.
    Grazie per questo post, per esserti fidata di chi ti legge.
    Anche io navigo nelle sabbie mobili di una “stanchezza” post trasloco e post arrivo della seconda pupa… Tutti a dirmi che ho tutto, e lo so pure io che è così. Ma a volte non basta avere tutto. A volte è dura comunque.
    Per me hai fatto benissimo a chiedere aiuto e ad esporti, condividere è il primo passo per cercare la soluzione. Adesso che si spiccino ad aiutarti però! Ti abbraccio

  • Chiara,
    da bambina ero sempre triste e ho delle foto con gli occhioni sempre mogi mogi.
    Poi mi sono stancata e ho deciso di migliorare la mia vita. Il cambiamento è stato frutto di un lavoro su me stessa che mi ha portato ad approfondire allcuni temi e a certificarmi Counselor e coach in PNL.
    E’ vero quello ch e dicono alcuni, che ci sono tanti che sfruttano il malessere degli altri per fare soldi (succede purtroppo anche tra alcuni medici) ma esistono tanti professionisti, psicoterapeuti, coach o conselor molto competenti e io ho avuto la fortuna di incappare in alcuni di loro.
    E’ interessante la tu a descrizione degli occhiali da sole, rendono benissimo l’idea. di come a volte rendano tutto scuro.
    D’altra parte sotto il sole forte hanno una loro utilità anzi necessità.
    Ti è capitato qualche volta di essere in pieno sole e di entrare magari in casa e non vedere più nulla perchè non hai tolto gli occhiali scuri prima tanto utili? e cosa hai fatto? li hai tolti pronta a rimetterli quando sei di nuovo uscita alla luce forte?
    Forse questi occhiali virtuali ti servono quando devi un po’ smorzare l’energia di emozioni forti, hanno un loro perchè.
    Ricordati di levarli quando senti meno energia in te, riponili in una custodi a pronta a riusarli al bisogno.

    E’ difficile cambiare personalità, però alcune volte quello che noi chiamiamo carattere è solo un insieme di cattive abitudini e le cattive abitudini si possono modificare.
    Richard bandler dice “è difficile sì, ma è fattibile”.

    Buona serata!!!

  • Giuly

    Ti leggo da un anno chiara e il tuo blog è bellissimo! Tu non sai quanti stimoli positvi hai trasmesso a noi e quanto abbiamo imparato da te! Una persona come te troverà SICURAMENTE la forza di superare questo momento e di andare avanti. Nella vita le onde ci saranno sempre, bisogna imparare a cavalcarle. Forza Chiara!!!!!!!

  • Gaia

    Colgo la palla al balzo (e scusami Chiara se sfrutto così i commenti al post). Qualcuna ha il nome di una psicologa con le contro-ovaie a Bologna, meglio se esperta di attacchi di panico? offro birra ed eterna gratitudine in cambio.

    • Erika

      Chiunque faccia Terapia breve strategica (scuola Giorgio Nardone)
      gli psicologi classici quelli del “parlami di mamma, fratello e papà” lasciali nel loro brodo. Ti ci vogliono delle strategie per sbloccarsi, appunto. Io conosco solo su Firenze. Però prova a digitare “terapia breve strategica Bologna” e vedi un po’

  • Cara Chiara,

    conosco la sensazione di infelicita’ di cui parli e il malessere e la frustrazione di sentirsi dire “ma di che ti lamenti che hai tutto?”.
    Il “tutto” espresso dagli altri non necessariamente corrisponde al tuo “tutto”, la graduatoria di appagamento e’ soggettiva e spesso cosi’ intima che nemmeno noi ce l’abbiamo chiara in testa.

    Su queste teorie “vivi sereno che la vita ti sorride” sinceramente dissento.
    Non importa quanto tu possa ignorare le sfighe e pensare positivo: cmq le cose negative succedono, anche se sei il guru della felicita’.

    “Mal de vivre” lo chiamo io, e mi consolo sapendo che tanti artisti e geni ne hanno sofferto senza trovarne rimedio.

    Quello che aiuta tanto me in questi momenti e stare con le persone che mi fanno sentire bene, ascoltare musica, leggere un libro, respirare l’aria fresca al mattino, guardare le nuvole fluttuare nell’azzurro, osservare i giochi di luce al tramonto… insomma fare cose che mi fanno stare bene e tagliare, dove possibile, tutto il resto. Chimicamente produci endorfine e per un po’ stai meglio.
    Le medicine e i dottori per questo problema non servono ad una mazza.

    Un abbraccio <3

  • Cristin

    credo che si possa essere felici a tratti, a giorni. É dimostrato da molti studi che la mente influenzi il corpo. Che la PROPRIA mente influenzi il PROPRIO corpo. Non che la mia mente influenzi il corpo di Robbie Williams.

  • Sissi

    Ho sempre creduto nella capacità della mente di influenzare positivamente e/o negativamente il corpo. Ne ho avuto esperienza diretta sia al 5 superiore che negli ultimi 2-3 anni: la prima volta ero convinta di avere una qualche malattia strana e dopo esami su esami il risultato era sempre lo stesso, cioè ero perfettamente in salute. Dopo questi risultati, frutto di esami medici accurati, ho capito che forse la prima diagnosi era quella giusto: era SOLO ansia! Solo??? non potevo crederci: mai stata ansiosa. Eppure era così e dopo averne preso consapevolezza ho deciso che da quel giorno sarei guarita e grazie a qualche farmaco che andasse a curare i sintomi, a fatica, sono guarita! da quel momento ho avuto tante ricadute ma subito riconosco i segnali e corro ai ripari e soprattutto chiedo aiuto a chi mi sta accanto: chiedo comprensione e pazienza per il tempo necessario a stare meglio. funziona ma è il mio modo di affrontare le cose negative! ad esempio questo è un altro periodaccio e pur avendo tutto non ho nulla! come se ne esce?? ci provo fissandomi degli obiettivi a breve scadenza e di giorno in giorno vado avanti: a volte sto benissimo, altre volte sto così così…
    Chiara non sei sola, non mollare e soprattutto condividi qui con noi per sentirci tutti meno soli in questo periodo buio che stiamo attraversando ognuno con le proprie vite!! se ce la fai tu, allora posso farcela anch’io…e se ce la faccio io, allora perché non dovresti uscirne anche tu?!
    un abbraccio…..

  • RR

    @machedavvero Ciao Chiara, possiamo leggere il tuo blog come una richiesta d’aiuto?Secondo me nn bisogna cercare la soluzione di volta in volta ma la strada maestra per imparare a convivere con se stessi e accettarsi…ti consiglio l’analisi con uno psicoterapeuta serio.Attenta ai cialtroni e alla medicina!!!!In bocca al lupo

  • se posso aggiungere un’altra cosa, cerca di capire cosa nella tua vita non ti soddisfa del tutto, e cerca di fare subito qualcosa che desideri tanto, che sai ti fara’ stare bene..un we con il compagno, un viaggio a tre, un’uscita da sola….giusto per dare un aiutino alle medicine..
    quando c’e’ un malessere, c’e’ sempre un motivo vero, che magari per qualcuno non conta nulla, ma invece per te e’ importante.
    farsi aiutare si’, ma il tuo migliore medico sei tu.
    darling

  • Cara Chiara, ti seguo da tempo e leggo con piacere tutto quello che scrivi. Il post di oggi mette in luce un aspetto che fa parte di te e che convive insieme a tutte le tue risorse. Il corpo e la mente sono un tutt’uno, la dicotomia è superata da tempo ed è vero che emozioni qualificate come negative possono esprimersi nel corpo se non vengono tirate fuori diversamente. Un percorso di psicoterapia può aiutare (ne ho visto i risultati su di me e sui miei pazienti), dipende molto dalla relazione che si instaura con il terapeuta e dal livello di motivazione al cambiamento (tutt’altro che facile). È vero che non si può cambiare radicalmente, il che significherebbe snaturarci e cambiare la nostra storia, ma è anche vero che possiamo migliorare alcuni aspetti della personalità, acquisire nuove competenze e potenziare le risorse che spesso noi stessi non sappiamo di avere.
    Ti auguro buona fortuna e ti abbraccio virtualmente

  • Cristin

    Il commento sopra mi é partito a metá.. Boh!
    Dicevo che anche nel privato ci sono liste cosí lunghe? Dovresti affidarti a qualcuno che conosci e che ti consigli un professionista serio, italiano. Nel frattempo, non ti aiuta scrivere? Intendo al di lá del blog. Scrivere per te. Fare delle liste. Priorità e cose che possono aspettare. Pro e contro. Ti auguro una buona ricerca.

  • Elisa B.

    Cara Chiara,
    ho pensato molto a come rispondere, essendo toccata sul vivo da questo post. Ho fatto di questo tema, la riflessione della mia vita.
    Forse non è importante raccontarti la mia storia, ma il senso che ne ho tratto: definisci e decidi cosa vuoi veramente (esser onesti con se stessi è la cosa più difficile). Chiarisci il tuo obiettivo, e realizzalo con tutte le tue forze, a costo di andare contro corrente e al prezzo che tu deciderai di esser disposta a pagare. Quando ti chiederai perchè non sei ancora riuscita a realizzarlo, chiediti se l’hai voluto veramente.
    Parti da quello che sei e sii fiera.
    Quello che gli antichi greci chiamavano sacrificio (rendere sacro), la vestale chiama ‘fuoco’, che Epicuro chiamava piacere (non parlo di edonismo), che Epitteto chiama ‘ciò che dipende da noi’ , …, è la realizzazione del proprio obiettivo, di sè.
    La strada per realizzarlo può esser dura, difficile, entusiasmante, emozionante … : è la scelta che hai fatto, e che non può che farti sentire bene se è stata fatta con onestà.
    La realizzazione va da sè, e un giorno ti sveglierai e ti accorgerai che ce l’hai fatta, e chiederai di più, per perfezionare ancora te stessa, con le tue ambizioni e i tuoi sogni.
    La volontà può veramente tutto. Ora ne sono certa, e fiduciosa di questo, io ho imparato a essere felice.
    Un abbraccio,
    Elisa

    • Chiara

      grazie Elisa è una bella riflessione, forse peró la parte più difficile è chiarire a sé stessi cosa si vuole davvero.

      • Elisa B.

        « […] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,

        sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.

        Codesto solo oggi possiamo dirti,

        ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. » (E. Montale)

  • Cat

    Ciao Chiara, in tutto ciò che scrivi io leggo chiarissimamente che tutto dipende dal fatto che tu vorresti essere assolutamente più magra. È un concetto totalmente assurdo per me,nel senso che anch’io sono perennemente in lotta con la bilancia e ogni santissimo anno ho sbalzi di 5-6 chili che per me sono un’infinità.Il problema è che prima mi bastavano due settimane a giorni alterni per perderli, mentre ora, a 32 anni e due figli, ci metto due mesi (sempre a giorni alterni direi di digiuni e abbuffate). Penso di avere una delle menti più contorte che esistano, io voglio fortemente rimettermi i jeans taglia 26 eppure, quando i 27 mi iniziano a ballare, la mia mente mi dice di stare meglio in quelli e di “aspettare” per i 26… Che qualche altro gelato e cucchiaio di nutella sono il massimo che si può volere in certi momenti. Boh guarda io è da quando ho 15 anni che penso continuamente solo al cibo e penso sia la sfiga più grande che una persona possa avere. Un incubo diventato realtà e per questo ti dico che non ne vale davvero la pena, che il me ne vado sempre fin che posso in giro con i nostri amici con le altre famiglie a cena al mare in vacanza e questi infingardi disturbi se ne dovranno andare prima o poi. Chiara tu sei un ramoscello sei perfetta ma a cosa aspiri???????????

    • Chiara

      tesoro magari fosse solo questo.

  • (voglio iniziare subito con i pensieri ottimisti. adesso scrivo due righe di simpatia piena e zacchete! un sacco di mamme correranno a vedere il mio shop su etsy e si innamoreranno dei miei capi e faranno a botte per accaparrarseli)

    ciao Chiara, io non sono una gran ottimista. ma sono così orribilmente romantica da pensare che ogni nuovo lunedì e ogni nuovo settembre ‘cose’ cariche di significato, emozioni e inaspettati cambiamenti mi travolgeranno. giuro!

  • Chiara, non sai come mi ritrovo nelle tue parole.. Anche io ogni tanto mi ritrovo quegli occhiali neri sul naso e non riesco a sfilarli..come te ho sofferto di malattie alimentari (ho iniziato a 9 anni) e solo ora a 25 ne sto uscendo ( forse)…sembra assurdo ma sai cosa mi ha aiutato a dare un calcio a quegli occhiali? La nascita di mio nipote, un biondino sdentato di 3 mesi che mi ride in faccia (probabilmente perchè dirà ‘Se rido magno?’) e mi convince di essere uno dei pilastri del suo mondo… Ora vivo meglio, anche grazie all’aiuto di qualche medicina ‘magica’ e non mi vergogno a dirlo, anzi… Per me tu sei un esempio: la tua scrittura,! Il fatto che tu abbia preso bagagli e marmocchia e sei partita per darle una famiglia e per seguire chi ami, i progetti che hai e che stai realizzando, le,tue fotografie, e molto altro…

    Vedrai è solo un momento, quegli occhiali cadranno grazie ad un abbraccio super vigoroso di Viola..ne sono certa! Parola di coccinella..

    • Chiara

      ma grazie :)

  • l.

    succede che sono rimasta incinta quando tu hai postato la prima volta. che ti seguo da allora. nel frattempo ho aperto un blog (commentato tanto da te :-) ), fatto un’altra figlia, mi sono separata. no, non è vero, lui ha deciso e io ho subìto.
    “è perché ti lamentavi, avevi tutto, che due coglioni che sei, che palle, ma tira fuori i coglioni” and so on.
    ho chiuso il blog, chiuso i contatti col mondo virtuale, mi sono curata.
    ho preso 25 kg.
    forse sono i coglioni che ho dovuto tirar fuori, che pesano così.
    non lo so se sia educazione, attitudine personale, influenza ambientale, sfiga o che.
    so che ho imparato che tutti hanno problemi, pure noi che avevamo/abbiamo tutto.
    ho imparato che i miei occhiali neri a volte diventano fumè. mai rosa. neanche rosa pallido. ho fatto un grosso sforzo su me stessa. la mia vita si sta riprendendo. ho sfanculato quelli che “hai tutto”, e accolto quelli che “ce la fai”.
    forse è stata questa la scelta giusta.
    giusta per me, intendo. perché loro possano essere le lenti colorate che io forse non avrò mai, e accettare di poter vedere anche con occhi altrui me stessa, per apprezzarmi.
    per quanto riguarda i disturbi alimentari… non ne verrò mai fuori, ma spero almeno di perdere i 25 kg di coglioni che qualcuno mi ha fatto crescere :-)
    ti abbraccio.

    • Chiara

      “forse sono i coglioni che ho dovuto tirar fuori, che pesano così” –> MITO.

      • l.

        (scusa le parolacce, ho scritto di getto)

  • Chiara guarda sono così ottimista che pur facendo il medical copywriter ho aperto uno shop su etsy di abiti per bambini :-)

  • Ma da quanto ti senti così? Perché magari è un caso ma noto un “declino” (senza cattiveria inteso) simile in molte ragazze che sono andate a vivere all’estero, in particolare al nord, per seguire qualcuno. Magari avendo qualcosina di piccolo ma estremamente soddisfacente in patria e pensando che l’importante in fondo fosse cavarsela e stare insieme. Ho visto alcune letteralmente annullarsi di fianco al successo dell’altro e capire che il ruolo di ombra non è proprio il massimo, soprattutto quando si sa di valere e che solo il caso ha voluto che la fortuna (per esempio lavorativa) toccasse all’altro rappresentante della coppia. Condiamo tutto con un tempo di m e la nostalgia. Come la mettiamo? Cmq più che Buddha, meditazione e 7 settimane io ti consiglio di correre, correre più che puoi!

    • Chiara

      No, è una situazione che ha radici passate. Correre mi inizia ad ispirare sai.

  • tortughita

    ti seguo da moltissimo, ancora da alf….
    ti ho letta farti le paranoie per il peso in gravidanza, ti ho letta arrivare fino all’ultimo e ancora non avere deciso bene il nome da dare alla porpi, ti ho letta perdere le ore di sonno e dare il malox alla nana che piangeva quasi ininterrottamente (mi sembra di ricordare malox e spero che la memoria non mi stia tradendo), ti ho letta orgogliosa per la forma ritrovata poco dopo il cesareo, ho comprato il tuo libro e l’ho prestato a molte amiche (mi ha fatto piangere e ridere allo stesso tempo!)….
    purtroppo ultimamente ti seguo meno ma mi riprometto di invertire la tendenza 😉
    ti conosco come una persona ottimista e solare, che trasmette gioia di vivere, che sa descrivere esattamente ogni sentimento con parole scritte (per questo non sai quanto ti ammiro!)….
    il mio pensiero spicciolo è che in te, come in tutti noi, convivano due personalità opposte: una è la bellabiondabrillante Chiara e l’altra è la piccolaenera Calimera. tu non saresti tu senza il tuo lato un po’ oscuro anche se purtroppo ogni tanto prende il sopravvento. trovare e mantenere un equilibrio è peggio che camminare sopra un filo a 15 metri di altezza ma di certo non è impossibile visto che in fondo l’hai fatto altre volte. so che dentro di te saprai trovare la via di fuga.
    immaginati di vedere la vita come attraverso l’obbiettivo della tua reflex: messi a fuoco gli elementi giusti la foto diventerà stupenda ed indimenticabile ed in quello che ad un primo sguardo può sembrare noioso e normale, tu saprai trovare quello che lo distingue da tutto il resto. non sarà ciò che vedi ad essere diverso, saranno i tuoi occhi a vederlo unico.
    Ti abbraccio Chiara
    p.s. x me sarai sempre wonderlandgirl però <3

  • Sono un po’ troppo a nord per un caffè, ma una telefonata lamentona, pure quella, mica sarebbe male…
    E a parte l’nhs (che poi dallo psicanalista in inglese per me la cosa non funziona bene…) cerca un privato.

  • Cat

    E comunque sono proprio i manifestarsi di questi tuoi lati umani a far si che ti amiamo così tanto…. Ps: ma con il tuo Lui è tutto a posto? Non è che hai perso la testa per un bel moretto londinese?????

    • Chiara

      ahaha ma io frequento il Google Campus dove sono tutti irrimediabilmente nerd occhialuti e gobbetti, magari ci fossero bei moretti!

  • E’ che Chiara è tante e tante… Coraggio, non so che dire, se no dico banalità. Forza e coraggio! Un tuffo nel cielo, uno nel mondo, tante parole possono farci una doccia, ma poi siamo noi? raccogli un asciugamano delicato, prezioso, e cullati nell’affetto che noi cerchiamo di darti.

  • Ciao Chiara, allora anche tu sei terrena. Anche tu hai quegli irrisolti che ti trascini come delle zavorre per la tua vita. …e io che ti pensavo con una vita luccicante come the blonde salad…Non ho consigli. Solo l’augurio che tutto passi…e alla fine passerà.

  • My sharona

    Le tue sono paturnie. La depressione non lascia scampo, non scherziamo. Sai che la depressione conduce al suicidio? Qui si parla di seghe mentali e basta. Un argomento serio del genere merita tutt’altra considerazione

    • Chiara

      dal momento che non mi conosci se non per il poco che scelgo di condividere, le tue sono indelicate supposizioni.

      • Giada

        ciao Chiara…
        so che combattere con questo tipo di problemi è davvero dura… sopratutto perchè sei sicuramente tu in primis a non voler essere cosi ma senti quasi di non avere scampo, di non riuscire ad essere diversa da quella che sei…
        io posso solo dirti che ho avuto e ho due genitori estremamente ottimisti… che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno e mai e dico mai mezzo vuoto… che hanno sempre affrontato i mille problemi della vita con grande grinta e positività. Beh noi siamo in 3 figli, ormai adulti e tutti e tre con caratteri diversi ma siamo cosi… ci hanno trasmesso una tale forza che anche noi siamo ragazzi solari, ed estremamente equilibrati. quindi credo, che al di là di una certa predisposizione genetica che sicuramente incide, tanto tanto dipenda da ciò che ti è stato trasmesso, e dalla forza e dalla positività che ti è stata d’esempio… tu provaci, piano…. un passettino alla volta… senza pretendere grandi risultati subito… ma fai piccoli sforzi, ogni giorno per cambiare la tua visione… come degli esercizi di ginnastica… i primi giorni ti dirai che non ce la farai mai, e che non ne sei capace, poi diventeranno sempre più semplici da affrontare e parte di te… e lo devi fare x tua figlia, altrimenti lei con molta probabilità assorbirà questo tua parte e la farà sua… e tu devi mettere tutta te stessa per evitarlo.
        ti abbraccio
        Giada

      • Chi parla in questo modo non ha mai provato la depressione, Chiara… lascia perdere, che hai cose importanti a cui pensare piuttosto che a commenti senza senso.

        • Ovviamente mi riferivo a due commenti sopra…

  • Chiara, hai mai letto qualcosa di Giorgio Nardone? È davvero illuminante!
    Leggilo che è un valido aiuto.

    • Erika

      Esatto!

  • Giulia

    Cara Chiara,
    Anche io ho conosciuto la depressione, molto tempo fa. E dopo, diversi periodi bui. In uno di questi, mi sono presa un giorno per leggere il tuo blog di nuovo, da capo, tutto di un fiato: è incredibile vedere come sei partita, insicura, sperduta, dubbiosa, e vedere cosa hai realizzato finora, come ce l’hai fatta, come te ne sei uscita. E mi ha dato speranza! Ci hai mai pensato? Hai mai riletto i tuoi primi post o quelli del postpartum e allattamento? Hai visto quanta strada hai fatto?
    Non intendo dire che ora hai tutto, ma dico che hai una forza dentro che non ti immagini nemmeno, e che forse noi lettrici riusciamo a percepire meglio di te. Non voglio minimizzare il tuo brutto periodo di adesso, assolutamente, ti assicuro solo che con il tuo spirito, la tua ironia, e la coscienza dei tuoi limiti ce la farai sicuramente. Pensa solo a quante persone si nascondono dietro “sarà lo stress” o “ho problemi con il lavoro”. Tu lo dici forte e chiaro, in un blog, non ti nascondi: aver capito e ammesso che hai un problema ti mette già sulla buona strada per uscirne. Non hai paura delle varie terapie convenzionali e non, dai commenti che posti già si vede la tua grinta…
    You are so cool, ripetitelo infinte volte, perchè tu ora con gli occhiali neri non lo vedi, ma noi che ti conosciamo lo vediamo chiaramente e siamo qui tutte a ripetertelo a gran voce: you are so cool, take care, you will handle it and you can count on us!
    Credici, sul serio, hai più forza di quanta ti immagini!

  • Gnegnegne

    Non aspettare la seduta dallo psicologo. Questo post è il segno evidente che hai ammesso con te stessa che si, c’è un problema, e che stai per raggiungere il limite massimo di sopportazione. Reagisci, ora e subito. Inizia un lavoro su te stessa, quotidiano e costante, nei limiti di quelle che sono le tue possibilità fisiche e psichiche. Vai a correre, iscriviti a 1000 corsi, vai a fare beneficenza o qualsiasi altra cosa sia in grado di farti stare bene con te stessa. Riscopri le gioie della vita dietro le ombre della malinconia. E vai a mangiare fuori! Io sono allergica a 10000 cose eppure riesco a mangiare fuori senza problemi (oddio senza problemi no, ogni tanto capita che qualcuno tenti di uccidermi dimenticando delle noci nei piatti…)…il tuo rapporto col cibo non ti permette di poterlo caricare di così tante “rinunce sociali” senza subire conseguenze. Sei già stata in cura, quindi il percorso un pò dovresti conoscerlo. Anche perchè lo psicologo può aiutarti ma, dalle malattie della mente, si guarisce solo con un’infinita forza di volontà e tanta tanta pazienza. La vita non è mai perfetta ma dipende anche da che punto di vista la guardi: il bicchiere è mezzo pieno solo se lo decidi tu. Coraggio, hai tutto il nostro sostegno seppur “virtuale”…

  • Chiara,
    non ti conosco, quel poco che so di te lo so perchè leggo questo blog quotidianamente, e se c’è una cosa che ho capito che non sei, quella è debole. Tu non sei una persona debole.
    Sei una persona fallibile, come tutti quanti. Come tutti quanti hai dei momenti davvero NO (so di cosa parli, sia quando dici dei disturbi alimentari sia quando dici del sentirsi inappagata pur avendo tutto).
    La depressione scorre nelle vene della mia famiglia, ma con tanto tanto tanto impegno siamo tutti (anche mia madre, una testona impertinente capocciona di 62 anni) riusciti a sconfiggerla, un passo per volta. il primo è stato allenarsi ad essere felici.
    Siamo stati seguiti da un luminare (Amedeo Maffei, fa I MIRACOLI, ma quelli veri) e ci ha indirizzati verso il cammino giusto. Ci ha detto che, in linea di massima, è vero che pensiamo quello che diciamo. è VERISSIMO che una mente sana mantiene un corpo sano. E’ vero che se ti svegli la mattina e pensi che andrà tutto male, le probabilità che vada tutto male si alzano esponenzialmente.
    Quando tutti questi piccoli passi non funzionavano e mi sembrava di ricadere nel buco nero, c’era una cosa che mi dava sempre un po’ di speranza, e te la consiglio sotto un milione di punti di vista: ascolta l’album “Safari” di Jovanotti. I miracoli non li fa, ma dopo a me il nero sembrava un po’ più tendente al grigio.

    Ti lascio con una frase che mi ha cambiato la vita:
    Whether you think you can or you can’t, you’re probably right.

    Tanto amore.

  • Ciao Chiara
    anche secondo me un approccio positivo alla vita ti aiuta a vivere meglio
    pero’ penso pure che sia molto difficile modificare il proprio modo di pensare
    di vivere
    di approcciarsi agli eventi della nostra vita
    non so i test e gli esercizi mi sanno tanto di americanata
    ma magari, speriamo, mi sbaglio :)
    un abbraccio

  • Un po’ di tempo fa, dopo aver sentito della doppia mastectomia della Jolie, lanciai sul mio FB personale una domanda. La domanda era se questo tipo di approccio fosse davvero da considerarsi “prevenzione” o se invece, sotto questo termine, era più corretto che rientrasse tutta una serie di analisi e controlli, ovvero diagnosi precoce.
    La maggior parte dei commenti era favorevole al secondo approccio ed una mia amica lasciò una riflessione che mi fece pensare a lungo. Anche lei era più propensa alla diagnosi precoce, ma essa non doveva limitarsi solo a controlli clinici sul corpo, ma anche sulla mente (alcuni la leggerebbero anche come anima). Perchè il punto è che mentre per il corpo sappiamo, in linea generale, quando stiamo male, per la mente così non è. O meglio, ci accorgiamo del suo stato di salute (anzi, di malessere) spesso troppo tardi e dopo che ci siamo trafitti le membra.

    Tutto questo per dire che anche io, come la mia amica, credo che il “potere” della mente sia vero ed un aspetto da non sottovalutare. Certo, da qui a credere che “se desidero intensamente e fortemente qualcosa essa arriverà” ce ne passa, ma insomma non riesco a pensare a mente e corpo come due realtà scisse.
    Insomma, per farla breve, credo fermamente che il il più delle volte, e soprattutto riguardo certi disturbi, il corpo parli perchè sia la mente a dargli voce.

    Tornando un po’ nel personale, condivido pienamente l’approccio che hai scelto sul counselling (sempre che il sistema sanitario anglosassone se dia ‘na mossa) ed ammiro enormemente la tua coerenza, il tuo aver “chiesto aiuto” che è un po’ la chiave di lettura di questo blog (e del tuo pensiero).

    Vorrei poterti dire le parole giuste, aiutarti davvero a toglierti questi occhiali neri che hanno messo le tue budella sotto assedio, ma non ne sono capace.
    Però sento, e spero che non la leggerai come l’ennesima esortazione al blando “pensiero positivo” (che cmq alle volte ce sta tutto), che ce la farai. Ne uscirai. E questo sia che raggiungerai, una volta messi a fuoco, i tuoi obbiettivi sia che questo non accada.

    Ce la farai perchè sei una donna in gamba, che cade ma sa rialzarsi, che è in grado di ascoltare ed ascoltarsi, che sa avere slancio (anche se adesso ti senti pesante come un macigno).

    In ogni modo io, dalla metropoli subafricana che è anche la tua città, faccio il tifo per te.

    Un abbraccio fortissimo
    Saretta (dadodabrodo)

  • Io, semplicemente, ti abbraccio.
    Conosco i tuoi pensieri perchè sono anche i mei.
    Dal nero si può uscire, con fatica e dolore, ma si può.
    Circondati di cose belle e di carezze.
    Riempi le tue giornate di piccoli piaceri e riconquistati, piano piano, tutto ciò che meriti.
    E tu meriti TUTTO.
    Eli

  • è una questione ampia, complessa, difficile da commentare.
    estremamente delicata.
    mi dispiace non poterti dire ti capisco.
    ho avuto una vita mediamente felice, con tanti momenti bui, soprattutto nell’infanzia, fino all’adolescenza.
    ma anche tanto di bello, per quanto semplice.
    potevo perdermi. non è successo.
    e ora, con due figli meravigliosi, un marito fantastico, un mutuo trentennale un po’ meno entusiasmante, non posso che essere felice.
    non posso proprio farne a meno.
    quello che temo sono gli imprevisti, gli ovvi, ahimè, inconvenienti del futuro.
    per cui ora mi godo tutta la serenità di questa quotidiana normalità.

    ci tengo solo a precisare una cosa: verissimo che esistono disturbi psicosomatici, più o meno duraturi e destabilizzanti.
    ma attenzione però alla correlazione “mente-benessere fisico”: c’è chi parte da questo presupposto per poi sfociare in teorie pericolose e fuorvianti , secondo le quali se ti viene un tumore è perché c’hai qualche trauma irrisolto o simili, giusto per citare un esempio “forte”.
    e ex buddhisti che fanno i life coach, anche no.
    se c’è qualche problema serio ci sono ottimi specialisti, anche di diversi orientamenti.

    scusa la lunghezza di questo “blablabla”.
    auguroni e mille cose buone.

  • Non ho letto tutti i commenti per una questione di tempo, ma io ho trovato illuminante i testi di Louise Hay. Di una semplicità disarmante, ma molto facili da mettere in pratica. Sulla depressione ho appena letto “Il codice della guarigione” uno degli autori è Lipton, l’altro, ora mi sfugge. Se non sbaglio Lipton è anche coautore di The secret, che, però, non ho mai letto.
    La mente influenza eccome il corpo. Io studio medicina e quando vedi le ulcere gastriche indotte da stress tu capisci come la mente possa davvero far ammalare il corpo: è in grado di rodere la mucosa gastrica! Ovviamente il processo è complesso, ma il risultato è questo.
    Studio agopuntura e ti assicuro che nella medicina cinese questo è spiegato benissimo. Cambiare si può, non magicamente, ma lentamente e con uno sforzo preciso. Un abbraccio

  • Barbara

    Ciao Chiara, ovviamente non ti conosco di persona, ma ti seguo da sempre.
    Per questo azzardero’ un analisi e magari un consiglio e tu sentiti libera di mandarmi a quel paese: noi siamo persone entusiaste e proprio per questo entusiasmo se non troviamo niente intorno che ci interessi entriamo in un pessimismo cosmico. Quindi per ovviare a questa mancanza di basilare entusiasmo buttati su questa dieta, falla parte di ta, studia un metodo, compra un libro di joga, insomma immergiti in questo mondo e cerca di diventarne parte attiva. Magari riteoverainl’entusiasmo di “studiare” di sentirti parte di un processo,l e per questo il
    Peso sembrera’ minore.. Almeno quello fisico.. Per quello mentale ci vorra’ piu’ tempo.. Ma tutto parte da li. Dall’entusiasmo!!
    Scusa se mi sono permessa.
    In bocca al lupo. Ci manchi :)

  • elena

    Sai quale è stata la mia epifania quando, pochi giorni fa, camminavo sotto la metro per recarmi all’universita a sotenere un esame che mi stava scatenando un attacco di panico per lo stress/stanchezza?
    “Io sono resistente, io volo. Io sono resistente, io volo. Io sono resistente, io volo…”
    Mi ha spiazzato, tant’e che mi si sono riempiti gli occhi di lacrime non appena mi sono tornate alla mente quelle parole. Avevo letto il tuo post del parapendio pochi giorni prima, non pensavo di averlo assimilato in quel modo e che mi sarebbe tornato “utile” cosi inaspettatamente. Quella cantilena ripetuta a mente mi ha un po’ tranquillizzata.
    Questo per dire che nessuno ha la ricetta per l’equilibrio di cui hai bisogno, sei tu che devi fare i conti con i tuoi mostri o mostriciattoli che siano.
    Ma ogni tanto, quando ti capita il momento no, attaccati a qualcosa, a qualcuno: vicino, lontanto, conosciuto, sconosciuto, concreto, astratto. Non importa, basta che ti faccia del bene.
    Ad esempio a me, che siamo “sconosciute”, sei servita :)

  • Silvy

    Chiara, dolce.
    Questo è un post corale, in fondo. Quello che hai scritto tu e tutti i commenti. Commenti che in fondo ti dicono una cosa sola: in un modo o nell’altro, ci passiamo e ci siamo passate tutte. Se volevi il nostro parere, quello delle tue lettrici…eccolo! No, non è “mal comune mezzo gaudio”, è solo la bellissima riprova che siamo tutti vivi per “lavorare”, per portare avanti una grande risoluzione e trasformazione di noi stessi. Siamo tutte in lotta Chiara. Ma deve essere una lotta luminosa, senza la pretesa di avere subito le risposte. Non ci conosciamo di persona, ma ho l’impressione che sia una questione di Fiducia. Negli altri, in te stessa, in ciò che ti circonda. Cerchi la concretezza e le conferme, ma da fuori non arrivano, non possono arrivare. “Il cuore umano è una porta che si apre solo dall’interno.”
    Forse hai solo bisogno di rientrare un pò di in te stessa, di vivere una dimensione intima, privata, lontana dal parere di te che possono avere gli altri. Cercati Chiara.
    Consiglio di lettura per la questione corpo/mente: “Salute e guarigione nello Yoga” di Mère. Sembra un mattoncino filosofico new age ma non lo è per niente.. E’ un punto di vista estremamente interessante (e scritto benissimo, con narrazione e ritmo molto “visivi”) su come ognuno sia profondamente responsabile delle sue cellule, per farla breve. Non c’è niente di magico in mezzo, è solo la testimonianza di una persona che si è affidata per tutta la vita, puoi leggerlo anche a spizzichi e bocconi, per trarne quello che può farti sentire bene.
    Un abbraccio..facci sapere :)

  • Emanuela

    Chiara mi spiace leggerti così …. anche io sono in un periodo simile, non per il cibo ma per altri motivi, guarda quello che faccio e che ho fatto anche in passato in momenti analoghi, è occuparmi di chi sta peggio e c’è sempre qualcuno credimi! Ad esempio ora sono intenta ad occuparmi di due amiche lasciate dai mariti a breve distanza di tempo, oppure ho dei colleghi depressi e li aiuto sul lavoro, insomma, cerco di non pensare alla mia anima solamente, o quanto meno a trarre da quest’anima un po’ appannata delle energie positive che aiutino gli altri e chissà che a lungo andare non aiutino anche me! Ti abbraccio di cuore Emanuela

  • Marina

    Ciao, io non ti conosco veramente, è chiaro. Ti leggo spesso, non commento quasi mai e, onestamente, ogni tanto mi piaci e ogni tanto no. Prendi quello che scrivo come pure suggerimento e basta, se ti va ovviamente. Io oscillo tra ottimismo e pessimismo, a volte anche nello stesso giorno, quindi non posso darti una cura non avendola trovata per me stessa. Posso, però, consigliarti una cosa? Non smettere di scrivere, quella è sicuramente una valvola di sfogo utile sempre, ma non farlo qui, non farlo pubblicamente. Fallo solo per te senza ricevere commenti, né positivi né negativi. Prova a staccarti dai rapporti legati a social network e blog, parla di te ma di persona a chi vuoi tu, sfogati ma non qui dentro o tramite un tweet, fai mille foto di quello che vuoi ma non pubblicarle, guardale tutte le volte che vuoi e con chi vuoi ma non con tutti… la mia impressione è che tu sia troppo legata a questo mondo, che ti ha dato tanto ma che forse ora non è il mondo giusto in cui vivere questo momento buio.
    Vedi tu se può essere una soluzione per la tua persona, fare pace con se stessi non è mai facile, né se si ha tutto né se non si ha niente, perché non dipende dalle cose materiali.
    Un bacio, Marina

  • Alice

    Cara Chiara, non sono mamma (per scelta), sono expat a tempi alterni con grande entusiasmo e ti seguo da quando, per puro caso, mi sono imbattuta nel tuo blog e mi è piaciuto il tuo modo di scrivere ……..e le tue foto!
    Bando alle chiacchiere, andiamo al sodo.
    Non ha importanza se si portano le lenti scure o quelle fotocromatiche, se si condivide un libro scritto da una setta o se si facciano test da settimanale, la cosa importante è che il tuo corpo parla per te e in questo momento sta dicendo abbastanza chiaramente: “mi sento a disagio, ho una figlia splendida, una situazione a contorno che altri invidierebbero ma a me non sta bene!!!” e tocca a te riconoscere l’emozione che si cela dietro il mal di pancia/stomaco o altro sintomo fisico.

    Lo so che non è facile, vengo da un’esperienza di disturbo alimentare e potrei consigliarti mille letture ma credo che la cosa più onesta da dire, dopo aver letto questo tuo post, sia: vai in terapia!!!! Scegli un buon terapeuta della scuola “Cognitivo Comportamentale”, che nel tempo si è affermata come la più valida in queste situazioni, e inizia un percorso …. Credimi, hai voglia di far diete, se non riconosci ed elabori cosa c’è dietro il malessere “psicologico”, non c’è dieta che tenga!!!
    Vabbe’ sono stata un po’ troppo dura???? 
    Con affetto

  • allegra

    cara chiara, è brutto leggerti così si sente dalle risposte che non stai bene (non sei incazzosa …!)
    non ti aiuterà, ma non c’è niente al mondo che ti farà stare meglio, perchè non è un obiettivo che ci fa felici, ma il percorso per raggiungerlo.
    la vita è una, non sprecarla cercando di capire cos’altro puoi fare, cos’altro puoi avere, altrimenti ti volterai indietro e vedrai che il tempo che potevi passare a essere felice l’hai passato cercando sempre altro.

    —–
    hai mai letto ‘oceano mare’ di baricco?
    “- a volte mi chiedo cosa stiamo aspettando…”
    “- che sia troppo tardi, madame…”

    ciao

  • Bia

    Purtroppo l’ho conosciuto anch’io quel buco che è la depressione. Quel sapersi l’ombra di sé stessi e il sentirsi sempre schifosamente in colpa. Verso te stessa in primis, per la vita che ti vedi sprecare.
    Chi ti sta intorno c’entra fino a un certo punto: c’è chi non capisce un cazzo e ti fa solo sentire peggio.
    C’è chi ti capisce, ma non sa (e non può) aiutarti.
    Ognuna qui ha trovato un suo modo di venire a galla.
    Quello che ha aiutato me è stato sentirmi dire da un medico che la depressione è una malattia e che io ero malata. Che la colpa non era la mia. Che sarei guarita, ma ci voleva pazienza, esattamente come per far guarire una gamba rotta: il dolore c’è, è reale e per un po’ devi rassegnarti a sopportarlo. Poi piano piano, quando senti che sei pronta, puoi provare a ricominciare ad appoggiare il piede, poi a camminare, poi a correre. Poi certo, capita che quando cambia il tempo, anche dopo anni, la frattura torni a fare male…ma quello è un dolore che si impara a riconoscere e e che smette di fare così paura.

    Io ho fatto esattamente così: ho smesso di colpevolizzarmi e ho rivendicato il mio diritto a stare di merda, ho mandato a fare in culo chi mi diceva di reagire e ho concentrato tutte le mie forze sulla sopravvivenza. Ho eliminato alcune cose che mi creavano solo ansia (l’università, nel mio caso), mi sono presa del tempo per scoprire cosa mi faceva stare bene, anche solo nell’immediato. Sono partita con l’idea che non avevo nulla da perdere, perché peggio di così non potevo stare.
    Piano piano sono risalita, ho trovato una nuova strada, nuovi interessi, cose che mi restituivano soddisfazione e fiducia in me stessa.
    Ci sono voluti un paio d’anni, per me. Ma già dopo qualche settimana dalla ‘presa di coscienza’ stavo meglio.
    Ho smesso di pensare di dover dimostrare qualcosa a me stessa o agli altri. Ognuno vive per sé e deve fare i conti con i suoi scogli e i suoi problemi: la partita è diversa per ognuno, quindi è inutile fare confronti.
    Il buco rimane lì…ci sono momenti in cui sto così bene che me lo dimentico, momenti in cui devo camminare cauta lungo il bordo. Una volta che ci sei caduta dentro però, impari a fare attenzione. A vivere con distacco certi pensieri per non rischiare di finirci impigliata.

    Stringi i denti, Chiara. Stacca la spina per un po’ e dedicati a te stessa. Quello che posso garantirti è che passerà. :)
    Sei una persona che ha fantasia e creatività da vendere: sono risorse preziose che ti aiuteranno sempre, anche se magari non sai ancora come.
    Un abbraccio stretto.

  • LaD

    Ti capisco fin troppo bene.
    Io ho 33 anni. Sono stata anoressica e ne sono guarita, secondo la gente. Eppure noi non guariamo da queste malattie. Non posso non guardarmi allo specchio e vedermi grassa, nonostante sappia che per 163cm di altezza indossare una taglia 42 non significa essere grassa. Ma c’è quell’angolino nel cervello che non se ne sta zitto un momento e ti fa sentire dannatamente sbagliata.
    Sto guarendo ora dagli attacchi di panico che facevano parte della mia vità da almeno 16 anni. Ho trovato la cura giusta e ci spero. Ma una parte di me ha paura. Una paura pazzesca. Paura di non essere capace di essere felice. Nonostante gli obiettivi raggiunti, che comunque non mi sembrano mai abbastanza. La perdita di mia madre, pochi mesi fa, non ha aiutato…ma a volte mi sembra solo una scusa per crogiolarmi nelle mie sfighe. Reagire è difficile, ma sono sicura che non sia impossibile. Soprattutto per te, che hai un compagno e una figlia per i quali vale la pena combattere contro i nostri demoni. Forza e coraggio! Ti abbraccio.
    LaD

  • betta

    Non ho particolari insights o perle di saggezza da proporre oltre a ciò che già ti hanno scritto, ma ho un caro amico che fa il counselor a Londra, anche in italiano, anche CBT. http://vincenzoperri.co.uk/ Hai visto mai…

  • Sara Fiorenza

    Ciao Chiara sono una tua seguace e anche una Psicoterapeuta specializzata in Psicofisiologia Clinica(V. Ruggieri). Cosa vuol dire questa “parolaccia”? La psicofisiologia e’ una branca della psicologia che studia i rapporti mente corpo. Noi pensiamo che essi sono legati in modo circolare, come 2 facce di una stessa medaglia. Semplicemente, se siamo arrabbiati ( mente) il cervello manda del segnali all’organismo che si modifica( aumento di tensione, morso bloccato, motilità intestinale, respiro corto, innalzamento pressione etc). Il corpo dopo aver messo in atto la “rabbia” come un attore che esegue una scena manda quindi l’ok al cervello per dire “modalità” attivata. A volte pero’ questa modalità diventa stabile… Mood on… Per cui tutto l’organismo si sente arrabbiato anche quando il motivo per arrabbiarsi Non esiste piu’. Queste modalità stabili diventano delle vere e proprie metafore concrete che alterano mente e corpo. Per cui “vediamo tutto nero” ” non digeriamo una situazione” ” ci sentiamo appesantite” …creando così disfunzioni organiche e disturbi psicologici!
    Se il corpo riesce a smontare questo modo di “stare al mondo” rilassandosi e modificando le tensioni “rabbiose” puo’ inviare alla mente messaggi(fisiologici) positivi( per la serie se il corpo si rilassa la mente anche). E allo stesso modo se riesci a smantellare le gabbie mentali che non ti permettono di vedere altri punti di vista e modi di gestire la vita e le emozioni ,anche il corpo esegue nuovi modi ( la mente e’ positiva e propositiva e il corpo ne trae beneficio).
    Questo doppio vincolo tra mente e corpo e’ valido sempre.. Per tutte le emozioni e azioni:gioia, piacere, vergogna, paura, ansia, quando guardiamo un quadro, quando culliamo, quando mangiamo appunto…etc etc.
    Ovviamente questo commento non ha la pretesa di spiegare una teoria cosi complessa ma vuole solo confermare quello che tu hai letto negli articoli e nei libri e magari dare una speranza!
    Ti abbraccio Sara Fiorenza

  • Questo è il rovescio della medaglia della tua sensibilità, della tua capacità di tirare fuori il bello dalle cose, di regalare agli altri il bello. Chi sa fare questo proprio perché è comunque reale passa inevitabilmente dei periodi in cui tutto riviene messo in discussione. Che tu ci creda o no è segno della tua intelligenza, del tuo non essere una fatina buonista convinta che il mondo è solo bellezza e felicità. Restare al mondo significa prenderne consapevolezza e volgerlo a proprio favore. Mi conosci e quindi sai che parlo con le prove in mano. Fidati di chi si mette dall’altra parte e ti suggerisce la giusta via di mezzo, anche se ti sembra impossibile, anche se ti sembra “fanno presto loro…”. Quelli no, quelli non fanno presto. E’ solo il loro turno di regalarti una strada di uscita in cambio di quelle che tu hai regalato loro. Riconosciti questi momenti, fatti aiutare, perché, sì, da soli ci si salva ma con un aiuto si prende fiato. E l’aiuto può venire in modo serendipico non solo da un bravo terapeuta o dal libro giusto (dammi retta leggiti Le francesi non ingrassano) ma anche da una voce effimera, da uno solo di tutti questi commenti [ecco io quando vedo la risposta alle tue riflessioni – e soprattutto la qualità delle risposte (troll a parte che fanno il loro mestiere ma poi si fottano) mi dico allora non sono io la pazza, allora c’è differenza tra le persone] da cui ti farai illuminare e spingere. Toccare i fondi (plurale) è necessario per distinguere, per riprendere la spinta. Tu per me non hai tutto, tu hai le risorse. Ti abbraccio.

  • Io non ho avuto disturbi alimentari (ma soffrivo di ipertiroidismo e siccome magnavo costantemente ed ero secchissima, mi dicevano tutti molto gentilmente che ero proprio bulimica neh, professori compresi) e ho passato gli ultimi anni a elaborare il mio equilibrio per risolvere due cose che per me erano le mie zavorre della depressione: la mancata carrierona da avvocato o professore per la quale avevo pazientemente studiato per anni e il trovare il senso di casa dentro di me, dovunque sia espatriata. ci ho messo cinque anni e due figlie per arrivare allo zen, che eeffettivamente ha coinciso con la decisione di fare la seconda., quando e’ nata Alice ho avuto la sensazione che le mie conquistate certezze non mi avrebbero piu fatto lo scherzo di sparire…e infatti sono ancora qua, mi basta guardare lei per sentirle. Forse questa seconda gravidanza, perche’ non avevo da imparare a diventare mamma, ma mi sentivo sicura di tutto il know how, mi ha permesso di compiere un passo successivo nella mia individualita’, anche se paradossalmente lagravidanz ae’ un momento in cui non sei una ma due
    non saprei cosa consigliarti, se non di tenere duro lungo la dieta, quando i primi risultati positivi saranno nero su bianco ti sentirai piu’ forte e ricomincerai, come facciamo sempre tutte da milioni di anni :-)

    • Giada

      ciao Chiara…
      so che combattere con questo tipo di problemi è davvero dura… sopratutto perchè sei sicuramente tu in primis a non voler essere cosi ma senti quasi di non avere scampo, di non riuscire ad essere diversa da quella che sei…
      io posso solo dirti che ho avuto e ho due genitori estremamente ottimisti… che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno e mai e dico mai mezzo vuoto… che hanno sempre affrontato i mille problemi della vita con grande grinta e positività. Beh noi siamo in 3 figli, ormai adulti e tutti e tre con caratteri diversi ma siamo cosi… ci hanno trasmesso una tale forza che anche noi siamo ragazzi solari, ed estremamente equilibrati. quindi credo, che al di là di una certa predisposizione genetica che sicuramente incide, tanto tanto dipenda da ciò che ti è stato trasmesso, e dalla forza e dalla positività che ti è stata d’esempio… tu provaci, piano…. un passettino alla volta… senza pretendere grandi risultati subito… ma fai piccoli sforzi, ogni giorno per cambiare la tua visione… come degli esercizi di ginnastica… i primi giorni ti dirai che non ce la farai mai, e che non ne sei capace, poi diventeranno sempre più semplici da affrontare e parte di te… e lo devi fare x tua figlia, altrimenti lei con molta probabilità assorbirà questo tua parte e la farà sua… e tu devi mettere tutta te stessa per evitarlo.
      ti abbraccio
      Giada

    • Anche per me è stato così. Quando il primo ha avuto un anno e mezzo sono esplosa. All’improvviso. Ho smesso di mangiare (mi odiavo, mi vedevo grassa e deforme, invece ero solo un po’ morbida) ho smesso di sorridere, vedevo tutto come un peso, una trappola, una prigione, pensavo quasi di separarmi. Sono andata in terapia breve. 6 sedute.
      Mi è servito, molto.

      Poi ho sbagliato a fare i conti e una sera che stavo cercando un riavvicinamento con marito zac! Incinta.

      Trauma. Ero appena rientrata in una taglia 40. Eppure mi ha aiutata. Sono serena, adesso, mancano due mesi alla nascita e sono un’altra.

  • RaffaellaT

    Tempo fa mi sono imbattuta nella lettura di un pdf scaricabile gratuitamente. L’ha scritto un fotografo italiano, Roberto Tomesani: ‘Felici.info’.
    Prova ad assaggiarlo qua e là. Curiosa delle tue impressioni.

    un abbraccio giallo 😉

  • rosso corallo

    Ciao Chiara,
    mi spiace per questo momento no.. ma forse perchè dentro di te alberga un piccolo ‘Ulisse’.. e come ogni Ulisse cerca la sua Itaca anche tu la stai cercando… Forse non l’hai ancora trovata o forse si, solo il tuo cuore può saperlo, ma penso che quando la riconoscerai questa sensazione di malessere passerà!
    Penso che la miglior cura, oltre a sentire i medici, è far venire un’amica/o, quello che ti ha visto al top e nei momenti down, chi cioè ti conosce realmente ma non ti ‘vive’ tutti i giorni.
    Un augurio di ‘pronta guarigione ‘e vedrai che tornerai più combattiva di prima!

  • Eleonora

    Sono sempre stata una pessimista convinta di essere sfigata. Una ragazza perennemente insoddisfatta che aspirava sempre ad ottenere di più. Poi mi sono resa conto di non avere tutto quello voglio, ma di avere comunque molto più di quello che la vita ha dato ad altri e da quando ho imparato a godere delle piccole cose sono una persona più serena. Ogni tanto un momento di sconforto arriva, ma tutto sommato ho imparato ad accogliere la felicità. Ti auguro di fare lo stesso.

  • monia

    Dolcezza…ti dico solo che se stai attraversando questa fase e’per fare ancora un passetto in avanti nella tua “evoluzione”… non e’facile. ti abbraccio. ed intanto ti consiglio di dare un occhio al lavoro di Bruce Lipton – Scienziato che dimostra che addirittura i GENI possono esser influenzati e modificati con la mente ed il pensiero… siamo piu’potenti di quello che pensiamo…

  • Tosca

    Ciao Chiara,
    non ti conosco ma provo a lasciarti la mia opinione su quel che hai scritto. Si capisce il tuo disagio e l’hai analizzato benissimo, avere questa consapevolezza di sè è già una grande ricchezza e l’inizio della “cura”.
    Mente e corpo si parlano e si compensano, secondo me per provare a leggere ancora meglio te stessa devi accettare le tue paure e i tuoi limiti, cosa che sono sicura non avrai problemi a fare.
    Io personalmente ho passato un periodo buio e ne sono uscita da sola, i vari gruppi e anche lo psicologo (mai accompagnato da medicine però) non mi hanno aiutato; mi ha aiutato lo studio però, mi sono presa dei libri sulla Gestalt e in particolare sull’enneagramma (gli autori più accreditati sono Naranjo e la Palmer); in pratica è un sistema che cataloga (con ampi margini) le personalità in nove tipi e ad ognuno assegna una passione e tutta una serie di caratteristiche.
    Ti dirò non so se sia stata la distrazione di buttarmi su una nuova disciplina (io sono laureata in Economia quindi lontana anni luce dalle materie umanitarie) o la reale consapevolezza di me che ho avuto con questo studio… però sono stata meglio, ho capito tanti miei atteggiamenti sbagliati e ho fatto delle mie debolezze dei punti di forza. Forse mi sono semplicemente amata di più.
    E in ultimo, manda a cagare per direttissima chiunque ti dica “ma di che lamenti?!” TUTTI abbiamo il diritto di lamentarci e stare male, non c’è una classifica delle sfighe o dei dolori! A te consola sapere che c’è chi sta peggio di te? A me mette solo una tristezza infinita… ognuno sente i suo dolore che, solo per definizione, è SUO: per chi ha avuto disagi alimentari una dieta è una tegola sul capo, per un altro sarebbe solo una scocciatura.
    Quindi accetta il tuo dolore, vivilo e vedrai che gli troverai un senso!

  • Francesca

    Ciao Chiara,

    l’attitudine al positivo è qualcosa che richiede un allenamento costante, nonchè un carattere di base di un certo tipo. E pensa che credevo che tu fossi una persona più ottimista che pessimista! Lo deducevo dai tuoi post dove comunque sei in grado di vedere il bello delle piccole cose e ti sai entusiasmare molto spesso per quello che offre la vita.
    Per quanto mi riguarda ho moltissime buone intenzioni ma riesco a starci dietro come ad una dieta: dopo i primi giorni di energia ed entusiasmo subentra l’alter ego pessimista e mi prende a calci riportandomi giù giù a terra.
    Mi rincuoro pensando che l’essere umano è fatto per voler migliorare, per non essere mai appagato da quello che ha, mai tranquillo. Spesso mi sento sulle montagne russe e agogno una vita più tranquilla, ma credo che il mio carattere non mi permetterà mai questa stabilità.
    Ho provato la psicoterapia, con una fantastica dottoressa che è un pò la sorella che non ho mai avuto. E’ stata un’esperienza che ho apprezzato molto, ma come le migliori creme anticellulite (concedetemi la battuta!) alla fine della scatola l’effetto sparisce presto. Dopo due anni con questa dottoressa non ho risolto il motivo principale per cui ero andata (riuscire a comandare un muscolo del mio corpo per fare una certa visita), ma ho capito che l’approccio che avevo alla vita era dato dall’imprinting che i miei genitori mi avevano dato. E quindi ho capito che quel 50% di me, quella genetica, quella formazione familiare era qualcosa con cui dovevo sia convivere che combattere, ma più convivere.
    Mi auguro sempre che a prendere il sopravvento sia l’altro 50% di me, ma so che anche il 50% pessimista fa parte di me e devo accettarlo per dargli sempre meno peso e cercare di dimenticarmene! Discorso contorto??
    Un abbraccio
    ps ad agosto sarò a Londra tutto il mese per un corso d’inglese! non vedo l’ora!

  • Ho letto qua e la qualche commento, e credo ci sia bisogno di fare una distinzione, per poterti dare un consiglio:
    – quella di cui parli è depressione? se è così tutti gli ottimi consigli che ti hanno dato, e che potrei ripetere anche io, possono solo essere di contorno a una terapia seria, perchè con la depressione non si scherza;
    -quello di cui parli è “solo”un periodo negativo, in cui magari ansie e malumori si sono concentrati facendoti sentire scoraggiata e pessimista?allora ci sono molte cose che puoi fare per star meglio, per esempio leggere tutti i bei commenti che persone che ti conoscono appena scelgono di postarti.
    Anche io ho una personalità un po’problematica, come la tua, e ho passato periodi neri..ma proprio neri (compresi i disturbi alimentari; come è vero che non si guarisce mai del tutto!)
    Mi sta aiutando a scendere dall’altalena del pessimismo e dell’ansia il pensiero zene quello buddhista..pensare che in realtà non c’è nessun obiettivo da raggiungere, nessun cambiamento da fare, nessuna scelta che poi ti porterà alla serenità, ma che la serenità puo’essere qui, adesso, mi da sempre un gran sollievo; vedendo le cose con questa prospettiva riesco a togliermi dalla logica del “se avessi/facessi questo..allora sì che sarei felice” e ad abbassare le pesanti aspettative che ho nei confronti degli altri, ma soprattutto di me stessa.
    Prova a leggere, se ti va, “buddhism for mothers” di Sarah Nahptali…è straordinario!

    • RR

      Grande!

  • Oggi pomeriggio, con calma, ti scrivo una email.
    Nel frattempo, prenditi un mio abbraccio, se ti va.

  • Giada

    ciao Chiara…
    so che combattere con questo tipo di problemi è davvero dura… sopratutto perchè sei sicuramente tu in primis a non voler essere cosi ma senti quasi di non avere scampo, di non riuscire ad essere diversa da quella che sei…
    io posso solo dirti che ho avuto e ho due genitori estremamente ottimisti… che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno e mai e dico mai mezzo vuoto… che hanno sempre affrontato i mille problemi della vita con grande grinta e positività. Beh noi siamo in 3 figli, ormai adulti e tutti e tre con caratteri diversi ma siamo cosi… ci hanno trasmesso una tale forza che anche noi siamo ragazzi solari, ed estremamente equilibrati. quindi credo, che al di là di una certa predisposizione genetica che sicuramente incide, tanto tanto dipenda da ciò che ti è stato trasmesso, e dalla forza e dalla positività che ti è stata d’esempio… tu provaci, piano…. un passettino alla volta… senza pretendere grandi risultati subito… ma fai piccoli sforzi, ogni giorno per cambiare la tua visione… come degli esercizi di ginnastica… i primi giorni ti dirai che non ce la farai mai, e che non ne sei capace, poi diventeranno sempre più semplici da affrontare e parte di te… e lo devi fare x tua figlia, altrimenti lei con molta probabilità assorbirà questo tua parte e la farà sua… e tu devi mettere tutta te stessa per evitarlo.
    ti abbraccio
    Giada

  • Emmepì

    Ti segnalo il lavoro di Bruce Lipton, promulgatore di una teoria scientifica discussa ma decisamente affascinante: http://www.macrolibrarsi.it/speciali/la-mente-e-piu-forte-dei-geni-parola-di-bruce-lipton.php
    http://www.youtube.com/watch?v=7USLTAjYoKQ

    A me piace pensare che abbiamo un potere profondo e una grande libertà anche nei confronti del nostro corpo…. :-)

  • Io sono di natura piuttosto ottimista ma ho sofferto di ansia, panico e depressione per tanti anni. The Secret: ho provato a leggerlo…giá dall’inizio sentivo che non mi convinceva. Cioé se mi parli di felicitá e realizzazione non puoi parlarmi di diventare milionario. Non c’entra niente uno con l’altro. A una persona realizzata e felice non gliene frega niente di diventare milionario a tutti i costi (beh se poi uno lo diventa lo stesso fa niente eh! 😉 ) Questa roba di “soldi facili senza sforzo” l’ho sempre trovata lontana da me: io voglio guadagnarmi da sola quel (poco) che ho. E non farmi parlare degli assegni nella posta! Roba da matti.

    Quello che invece mi aiuta molto é la meditazione. Pratico yoga quasi tutti i giorni e faccio delle meditazioni guidate. Mi hanno aiutato ad arrivare a uno stato mentale tutto nuovo. Davvero.

    • Chiara

      Non sei l’unica a consigliarmi yoga e meditazione, a settembre inizierò. Cos’è la meditazione guidata? mi interessa.

      • allegra

        si è vero è una gran figata !
        poi dipende da chi la fa, ma la mia insegnante di yoga è stupenda ! ti porta il sole nel cuore !

        • anche la mia, a parte che ti fa davvero SUDARE…altro che correre! E i soldi non ci vogliono, ci sono mille app gratis con programmi di yoga da fare a casa. Io vado in studio una volta a settimana, poi il resto lo faccio a casa.

      • Erika

        risparmiati i soldi. Investili in un paio di scarpe e vai a correre

      • ahahah forse in italiano non si chiama guidato 😀 guided meditations comunque (scusate, sono straniera) cioé NON che tu stai lí da sola e cerchi di “ripulirti la mente” (non so voi ma io allora inizio a pensare a cosa mangeró stasera oppure che scarpe mi metto domani), ma con l’aiuto di qualcuno che ti “guida”. Io uso quasi sempre delle meditazioni che scarico con le varie app (ho uno che si chiama Omvana, é ottimo) e me le ascolto. A volte ti dice di ascoltare il tuo respiro, di immaginare delle cose, oppure ti insegna solo a rilassarti. A me piace molto e mi aiuta tantissimo.

  • Milla

    Chiara,

    Convivo con la depressione dall’eta’ di cinque anni, e non scherzo, non a caso ci sono diversi casi in famiglia, perciò penso che sia una vera e propria malattia con una discreta base genetica.
    I fatti della vita poi, e non è vero che si sceglie TUTTO quello che ci succede, di certo non si scelgono i lutti precoci e le famiglie altamente disfunzionali, non possono che peggiorare una personalità / carattere già saturnino di suo innestando, e in questo son d’accordo con la teoria che la mente ed il corpo si influenzano a vicenda, un circolo vizioso dal quale diventa molto difficile uscire.
    Però ogni situazione e’ diversa, ogni persona e’ diversa. Non mi sembra questo il tuo caso ad esempio, un’infanzia dolorosa ed un imprinting non dei più felici, per tua fortuna.
    Certo solo tu puoi saperlo.
    Nel mio caso specifico sono convinta, dopo otto anni di psicoterapia che non sono nemmeno certa sia servita a qualcosa, che siano più le contingenze non facili della mia vita a rendermi depressa che non la genetica. Perché davvero, credimi, so godere delle piccole cose e gioie quotidiane in maniera sana e salutare, e ho sempre tanti sogni e progetti e cose che faccio con passione. Come seguire dei blog intelligenti di persone interessanti.
    Ma non è che non pensi, anche troppo spesso ultimamente, che forse l’unica soluzione sia quella di togliersi di mezzo. Avrei almeno un po’ di pace e tregua dai calci in culo.
    Tutto questo per dirti, se posso permettermi un consiglio, che il primo lavoro che devi fare su te stessa e’ escludere che davvero non ci sia, e nel concreto, qualcosa che realmente non ti piace della tua vita, della tua situazione, di quello che fai, della gente che frequenti, o del tuo passato.
    Quest’analisi è anche la parte più difficile, e dolorosa, e non te la cavi in due giorni come per leggere un libro, che si, perché no, può anche aiutare.
    A volte si scoprono delle cose che non si vorrebbero.
    Adesso che ci penso forse e’ per questo che mi è servita la psicoterapia, per vedere e leggere i dati reali, gli eventi, senza il filtro o paraocchi dell’educazione ricevuta.
    Ti auguro che sia solo una cosa passeggera e perciò fisiologica, e che non si tratti di depressione clinicamente accertata.
    Nel secondo caso so che non consola ma saresti in buona compagnia, è una malattia sociale, una pandemia, tre quarti delle mie amiche ha famigliarità con psicologi, dosaggi serotonina, libri di auto aiuto, scazzo costante e permanente (passami il termine), insoddisfazione profonda, insistente, tenace, mordente, velenosa, e con quel senso di vuoto pneumatico che ti fa chiedere ogni giorno “ma cosa ci faccio qui” e “ma a che scopo tutto questo?”.
    Certo, guarda caso succede alle persone più sensibili, infatti meno agli uomini (mio parere, ma credo che i dati statistici lo confermino). Certo, nemmeno il periodo che stiamo vivendo aiuta, certo che spesso ci son mezzo degli uomini, ma non necessariamente.
    In bocca al lupo, con sincerità.

  • Fabiola

    Ciao Chiara,
    mi dispiace per questo brutto momento : (
    Personalmente credo che un professionista ne sappia molto piu di noi e che le persone che ti stanno vicino possono solo sostenerti ma non risolvere il problema.
    Detto questo, quando sono giu’ (di solito perche’ non accetto di essere qui a Londra per tenere unita la mia famiglia ed aver dovuto modificare in toto i miei sogni/progetti lavorativi, oltre a non avere la mia rete di amiche super fidate) cerco:
    1. di non stare chiusa dentro casa;
    2. di mangiare sano;
    3. di correre;
    4. di frequentare thelifecentre ad islington (e fare tanto yoga);
    5. di stare con il mio bambino;
    6. di leggere al parco;
    7. di buttarmi a capofitto in qualcosa di pratico, tipo pulire/stirare/fare qualcosa di artistico/fare dolci etc/volontariato
    Non sono soluzioni, lungi da me dare consigli, specialmente quando non conosco bene ne’ la persona, ne’ la situazione.
    Nell’incontrarti di persona mi sei sembrata super sensibile e questo, al giorno d’oggi, e’ un pregio di cui andare fieri.
    Spero che torni presto il sereno, e che questo blog, nel suo piccolo, ti dia (commenti di persone meschine a parte) la prova che sei riuscita a costruire qualcosa di cui andare fiera!

  • Per caso sei della vergine o dei pesci? :)

  • twitter_Brunhildeswelt

    Abbi pazienza se, arrivando tardi, non leggo i 146 commenti precedenti (vorrei, ma con un occhio devo pure controllare che combina Siegmund) e vado al punto.
    Secondo il mio umile punto di vista, le persone più sensibili sono anche maggiormente esposte al rischio della depressione. Detta in modo più prosaico: più sei tonta e meno problemi (e domande) ti fai. A proposito di libri, forse l’hai già letto – e magari una rilettura ci sta bene: ne «Il lupo della steppa» Harry si fa un milione di pippe mentali, anche motivate, alcune, ma alla fine è in un vicolo cieco. E poi. Se l’hai letto, sai che succede. Sennò, ti ho dato uno spunto. Quando tornerò dai Nonni prenderò la mia copia in tedesco e me lo rileggerò, perché ne ho bisogno anch’io.
    Tutti attraversiamo a volte dei tunnel, ma mi piace pensare che: 1) prima o poi finiscono; 2) ci stanno portando da qualche parte, ed anche viaggiare è bello se non si ha paura del buio.
    Un ululato affettuoso. Non mollare.

    • Chiara

      grazie mille, ricambio l’ululato :) Mi piace la metafora del tunnel che porta da qualche parte.

  • Valentina

    Ehi, Chiara…
    Ti seguo da più di un anno ormai, ma in effetti non ho mai commentato (eccetto che nel blog del Wild Purity Project) e, anche se ti conosco solo tramite ciò che scrivi, sei una persona che stimo molto.
    Ho 21 anni e purtroppo anch’io convivo con l’ansia quotidianamente da ormai 3 anni, che uniti a vari disturbi ormonali di sicuro non mi rendono la vita più facile (ovviamente mi manca il progesterone, “l’ormone della calma”… quando la sfiga non ha limiti!), in quanto mi è praticamente impossibile distinguere il confine tra i problemi psicologici e quelli del mio corpo.
    Non ho consigli, dato che non sono ancora riuscita a capire quale sia la strada più adatta per uscire da questo tunnel che pare essere infinito, e soprattutto COSA FARE per ritrovare la calma.
    Tempo fa ho letto uno dei tuoi post in cui parlavi della paura, di come superare i propri limiti possa aiutare non solo a capire se stessi, ma anche a modificare la concezione che abbiamo di noi, e l’ho trovato very inspiring . Non so se sia questa la chiave, non ho davvero idea di come stare tranquilla come la maggior parte dei miei coetanei è. Forse devo solo accettare di essere diversa, o forse sono semplicemente la nuova Leopardi del 2013, anche se tutto ciò che voglio è cambiare. Essere felice.

    Mi dicono che il mio desiderio di migliorare la mia situazione e di non restare a crogiolarmi nella sofferenza sia già un buon risultato. Mi dicono che la strada è lunga e lenta da percorrere, ma che esiste una via d’uscita, che il benessere arriverà anche per me.
    In questo momento, tutto ciò mi sembra molto difficile da credere, ma magari hanno ragione loro.
    Probabilmente la vera frustrazione dipende dal non riuscire ad ottenere l’UNICA cosa che vogliamo. Lottare e pensare di non riuscire.
    Forse non ce la facciamo davvero. Ma forse ce la faremo.

    A me sembri una persona forte – cosa che, purtroppo o per fortuna, i miei amici pensano anche di me, sebbene io mi senta in tutt’altro modo. È una continua lotta con e contro se stessi, e io credo davvero che non esista nulla di più duro da affrontare. Il nostro riflesso, sia fisico che mentale, può apparire come la cosa più spaventosa del mondo.
    Perché? Ah, boh. Come ho già detto, non ne ho idea.
    Ti auguro solo di trovare la forza, o debolezza, o cibo, o “attitude” che ti spinga letteralmente ad andare avanti, a stare bene.
    Te lo auguro davvero.

    Dobbiamo farcela.

    Un bacio a te e alla meravigliosa Viola <3

  • Francesca

    “La vita e’ uno specchio. le ansie,le paure i disturbi sono la polvere che vi si deposita sopra. Lo yoga e’ quel soffio di vento che spazza via la polvere.” Le parole del mio insegnante di yoga quando in lacrime gli ho chiesto aiuto. Un abbraccio, Francesca

  • Emiliailim3

    Poco tempo fa ho comperato un libro di Claudia Rainville, in cui si parla proprio di questo rapporto. Secondo questa Dottoressa, i nostri problemi fisici sono direttamente collegati al nostro modo di vivere, di pensare, e al nostro stato d’animo in quel momento.
    All’inizio non ci credevo, poi ho cominciato a cercare quali fossero per la Dottoressa le cause di dolori che avevano colpito me, la mia famiglia e i miei amici.
    Non so esattamente come sia arrivata a scoprire tutto questo, ma l’anno scorso ho avuto dei problemi di salute e la spiegazione della Dottoressa coincideva con il mio stato emotivo di quel periodo.
    Adesso che la situazione sta cambiando infatti il problema va molto meglio.
    E poi sono dell’idea che “L’energia segue il pensiero”.

  • Sara

    Scusate ma ad una che ha avuto problemi alimentari e ora è a dieta io non consiglierei affatto la corsa o altre attività, il rischio di ricadere nella spirale e diventare scheletrica (partendo già da una elevata magrezza a quanto ho visto) è reale. Come dice Chiara non se ne esce mai da sti problemi. Consiglierei lo yoga, quello sì.
    Ciao

    • Chiara

      Mah non credo consiglino la corsa per dimagrire ma come sfogo.

      • Sara

        Sì certo, ci mancherebbe. Però non mi piaceva lo stesso come consiglio da dare, perchè leggendo che parlavi di disturbi alimentari, certi meccanismi si riazionano con attività come la corsa, o il nuoto, se praticate in un periodo di restrizione alimentare. Comunque ben venga se ti serve a sfognarti, figurati.
        Ciao!

  • Luce

    ciao chiara sono luce, ti ho scritto giorni fa perché quando ero a letto malata in gravidanza (e avevo mille restrizioni alimentari per diabete, e non potevo uscire di casa perché ero a riposo forzato e totale) mi aiutava sognare e leggere il tuo blog. che dire.. lo yoga aiuta, lo faccio da anni. lascia stare il pensiero positivo e the secret, leggi invece i libri di raffaele morelli. lui dice l’opposto: non temere i tuoi momenti neri, amali, abbracciali, dai un nome e un volto ai tuoi sentimenti negativi, attraversali, falli sedere accanto a te, accoglili semplicemente osservandoli e solo così, piano piano, se ne andranno dopo averti portato dove devono portarti. la depressione arriva quando qualcosa dentro di noi ci spinge a cambiare, a diventare noi stessi veramente, dando voce alla nostra natura. e guarda viola, tua figlia, vivi come i bambini. io sto elaborando il lutto della mia bimba persa in gravidanza avanzata, è difficile accettare la morte, ma anche la tristezza serve a trasformarci. ho una bimba di tre anni e stare con lei è la vera medicina. i bimbi accettano la vita con sorpresa, disincanto, non si preoccupano se sono tristi o felici perché tutto è passeggero. fra un anno rileggerai queste righe e penserai a come ti è servito questo periodo, per condurti verso una strada nuova.

  • Non vorrei fare un trattato, anche perchè non ne avrei i titoli. Ma, secondo me:
    È inutile dar retta a quelli che ti dicono: “sei fortunata, di che ti lamenti”, sono idiozie che fanno solo stare peggio. Mica una persona “vuole” stare male.
    Se hai bisogno di aiuto, come mi par di capire da quello che scrivi, chiedilo e fai di tutto x ottenerlo. Con qualunque mezzo e a qualsiasi costo. Anche in questi casi serve un po’ di “fortuna” nel trovare la strada giusta.
    Cerca di fare qualcosa ogni giorno che ti faccia “stare bene” , che ti dia soddisfazione, che ti regali un po’ di serenità.
    Le diete sono una iattura agghiacciante per l’umore, anche quelle imposte x motivi di salute, a me è capitato un paio di volte (x fortuna x periodi abbastanza brevi) e in entrambi i casi ero diventata una furia.
    Il tunnel ha una fine: credo che questa debba essere la consapevolezza più grande. Prima o poi il buio finisce. Non ho letto il libro che ti hanno consigliato, ma ne ho vagamente sentito parlare: al di là del marketing e americanate simili, credo che la convinzione intima che ci sia una positiva via d’uscita dalle difficoltà, dal dolore e dal disagio sia di molto aiuto. Il “problema” è che a ciascuno spetta trovare la propria. Un grande in bocca al lupo e un abbraccio

  • Francesca

    io sono sicuramente della specie “tristone-ansioso-pessimista”, sicura al 100%. e prima di avere i bambini ho passato anche un brutto periodo in cui avevo strani sintomi che mi avevano fatto credere di avere qualche tremenda malattia nurodegenerativa… niente, poi è passato, ho preso solo qualche blandissimo antidepressivo che ho presto smesso in quanto era più forte il desiderio di diventare mamma…. secondo la mia esperienza sono periodi che passano, mi sembri bella tosta e sono convinta che lo supererai… ti dico solo una cosa, accertati che valga davvero la pena di fare quella dieta, non aggiungere giramento di scatole inutile alla situazione….

  • Chiara

    Dopo aver letto questo tuo post inusuale sono entrata e uscita dal blog almeno dieci volte prima di decidermi a scrivere.
    La depressione è una brutta bestia e tante volte quando si è nel periodo più nero riuscire a tirare fuori quel nodo che ti preme sulla gola e ti da sempre l’impressione di volerti soffocare non è affatto semplice e scontato. Ci sono passata due volte nella mia vita, in periodi che non erano propriamente facili, ma gli eventi scatenanti entrambe le volte sono stati episodi finiti bene ma che mi hanno fatto rendere conto di quanto poco abbiamo il controllo sulla vita e sulla morte.
    Io per carattere sono sempre stata una iper-organizzata e ho sempre programmato tutto nel minimo dettaglio (cercando di tenere conto degli imprevisti). La vita non mi ha risparmiato delle batoste ma fino a un certo punto sono andata dritta per la mia strada credendo di essere una “tosta “, facendo molto spesso scelte non facili e cercando di costruirmi un futuro che mi calzasse a pennello. Questo fino a qualche anno fa… un incidente in cui è rimasto coinvolto mio padre mi ha scombinato completamente testa e anima. Lui non si era fatto nulla, solo un grande spavento, ma io da quel momento in poi sono entrata in questo loop vizioso del “e se fosse andata diversamente…”.
    Non so cosa mi sia saltato nei meccanismi che fino a quel momento avevano funzionato, ma sta di fatto che ho iniziato a soffrire di attacchi di panico; in quel periodo poi vivevo da sola e il mio ragazzo si era appena trasferito a Londra per lavoro per cui ho iniziato a spiralizzare e ci son finita dentro fino al collo. Non volevo ammetterlo nemmeno con me stessa, tanto è vero che quando mi è stato proposto di venire in Norvegia per lavoro, non mi sono fatta fermare dalle mie paure (e questo è positivo) ma non mi sono nemmeno fermata ad analizzarle a fondo per cercare di capire cosa le generava nel profondo. Dovevo essere più forte… che gran cazzata! 3 mesi dopo essermi trasferita ero nella disperazione più cupa e l’inverno norvegese era alle porte. E’ stato tremendo e se ripenso a quei periodi sento ancora l’ansia che mi risale dallo stomaco. Per non stare da sola ero tutti i week end a Londra dal mio ragazzo (quando non poteva venire lui). Vista da fuori la mia vita era perfetta: vivevo in una bellissima casa tutta per me, avevo un lavoro molto soddisfacente con uno stipendio altissimo, un ragazzo favoloso che era a meno di due ore d’aereo e che vedevo tutti i fine settimana. Peccato che tornare a casa dopo lavoro per me fosse come andare al patibolo.
    Ci ho messo dei mesi a trovare me stessa e a capire che tutta quell’incertezza sul lavoro mio e del mio ragazzo (tutti e due espatriati con possibilità di essere mandati nello stesso posto pari a 0) e sull’incapacità di programmare un futuro che ci vedesse insieme mi stava logorando.
    Poi lui si è trasferito qui con me, mollando il suo lavoro e trovandone uno qui, abbiamo iniziato a costruire il nostro futuro insieme e anima e mente si sono calmate un bel po’. Ho ricominciato a vedere la vita con occhiali che hanno vaghe sfumature rosa, ma ciò non toglie che ci siano ancora momenti difficili, nonostante la sua vicinanza.
    Nel frattempo ho capito che essere forti non significa non sapere che esistono gli occhiali neri e vivere sempre felici e contenti, ma accettare che esistono e capire che dentro di noi ci sono delle risorse per trasformarli in occhiali rosa. Me lo ripeto ogni singola volta che sento che l’ansia sta per assalirmi. E poi ho deciso che inizierò a fare un po’ di terapia, per conoscermi meglio e sviscerare tutte le cose irrisolte che mi porto dietro dall’infanzia: non sarà facile, probabilmente mi costerà un sassata sia in termini economici che emotivi, ma sono sicura che mi aiuterà… che ora sono nel periodo rosa, ma quando i periodi neri ritorneranno voglio avere dalla mia dei mezzi per affrontarli.
    Quello che conosco di te attraverso il blog e il tuo libro mi fa pensare che tu sia una persona con una elevata sensibilità e questo forse ti rende più predisposta a vivere questi momenti. Lo so che non è facile, ma a me aiutava un sacco alzarmi e fare un elenco di tutte le cose non brutte (che belle al tempo era troppo) che vedevo e sentivo intorno a me tutte le mattine. Delle volte questo elenco aveva un punto solo, altre volte due, altre di più, ma scriverlo nero su bianco era un modo per dirmi “Non abbatterti!”. Ti mando un abbraccio grandissimo!

    • Chiara

      Grazie mille del tuo commento Chiara, è bello leggere altre storie di persone che hanno superato momenti bui. Ricambio l’abbraccio.

  • Mamma Italiana a Boston

    Avete mai provato ad usare gli SSRIs per equilibrare gli ormoni? Il mio dottore me li ha consigliati ed io a due/tre settimane da quando ho iniziato a prenderli mi sento gia’ meglio. E le infiammazioni che avevo si sono ridotte. E poi consiglio a tutte la vitamina D ed il calcio per le ossa. Un abbraccio a tutte voi! Valentina

    • Chiara

      E che accidenti sono?

      • LaFra

        Sono antidepressivi… io ne starei alla larga il più possibile. Se da un lato fanno bene, dall’altro creano dipendenza. Sempre.
        Meglio risolvere in altre maniere, se è possibile, e la maggior parte delle volte lo é…

        • Mariaterea

          Gli Ssri non creano nessuna dipendenza. Mai. La falsa informazione invece fa danni sempre. Mariateresa buongiorno. Neurologo.

          • LaFra

            Non sono un medico, ma metà della mia famiglia è stata in cura per problemi di ansia, attacchi di panico, depressione, manie ossessivo compulsive.
            Io ho sofferto di attacchi di panico, ma non ho mai preso un farmaco e ho risolto i miei problemi, ma io sono stata in cura da uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale (a cui farei una statua), quindi da uno che (per fortuna) non può prescrivere farmaci.
            Altri parenti tipo mia zia invece erano in mano a psichiatri, che in quanto medici, hanno la ricetta facile… ha iniziato anni fa blandamente con la Fluoxetina (il famoso Prozac) che è un SSRI e ora non solo non ne può fare a meno, ma non può neanche tardarne l’assunzione di un’ora perchè si sente male.
            A casa mia si chiama dipendenza.
            Mi spiace sembrare aggressiva, ma preciso che non ce l’ho con nessuno, ci mancherebbe.
            Mariaterea, tu sei un medico quindi vedi le cose da un punto di vista esterno (seppur professionale), io invece sono stata dall’altra parte della barricata quindi l’ho vissuta sulla mia pelle e puoi immaginare quanto passare anni in mezzo a queste sofferenze possa segnarti a vita. Sono e sarò sempre convinta del fatto che si può guarire da buona parte dei disagi psichici senza farmaci, ma con un’ottima psicoterapia e il supporto della famiglia. Almeno ci si può provare prima di affidarsi alle medicine. Invece quello che succede di solito è che vai dal medico di base (che magari è specializzato in ortopedia) e subito ti prescrive ansiolitici e antidepressivi e le persone entrano in circolo vizioso assurdo da cui difficilmente usciranno.
            Che poi io sia agguerrita contro le case farmaceutiche e il business che ne deriva c’entra in parte col mio discorso.

          • Faith

            Ho preso antidepressivi per due anni e li ho smessi in poche settimane. Senza crisi di astinenza vi giuro! Non ne prendo piú da 7 anni. Questo se il prarere della neurologa non fosse sufficiente 😉

  • The CyberDeaf

    WARNING: Non avevo tempo ne’ voglia di leggere gli altri commenti, quindi forse quello che sto per scrivere potrebbe essere anche una marea di ovvietà.

    1) il sistema di educazione della nostra generazione ci ha condizionato a considerare la “stabilità” come una cosa positiva e a considerare il concetto di “cambiamento” come l’opposto di “stabilità”.
    2) Non abbiamo nessuna prova certa dell’esistenza di qualcosa prima della nascita o di qualcosa dopo la morte, nè della possibilità di rinascere. Indi, fino a prova contraria, abbiamo solo una vita sola da vivere. Questa.
    3) Troppe pippe mentali fanno male.
    4) Reprimere la voglia di urlare “MA STI GRAN CAZZI?” fa male :)

    A me sembra normale che si reagisca male ai cambiamenti non voluti, non cercati e non scelti e che ci si metta molto più tempo ad accettare questo tipo di cambiamenti, proprio perché non li abbiamo cercati noi.

    Ma la vita vera è appunto fatta di cambiamenti. Micro e macro cambiamenti.

    Penso che quello che puoi fare ora come ora sia di reimparare ad essere contenta. Ma in maniera deliberata e consapevole.

    Cominciando col prenderti 5 minuti al giorno per chiederti prima di tutto “cosa posso fare per coccolarmi, oggi?” “cosa mi farebbe felice oggi?”, ed altri 5 minuti, alla fine della giornata, per farne una specie di sunto/bilancio, cercando di essere prima di tutto obiettiva con te stessa. E, quando arrivi alle cose che ti rendono infelice, puoi usare una delle due strategie: “come posso riderci sopra? Ci sarà pure un qualche aspetto ironico” oppure “come posso evitare che si ripeta?”

    E, scusami, ma penso che tu stia ingigantendo il problema della dieta. Vivi nella civilissima Londra, ecchestracazzo. Vivi in un paese che, bene o male, si sta aprendo a tutto ciò che devia dalla dannata curva gaussiana della “normalità relativa”.

    Qui a Roma non è facile trovare posti che vadano incontro anche ai bisogni alimentari dei celiachi e/o allergici a qualcosa (lattosio/lieviti/eccetera). Se chiedi aiuto ai tuoi amici nel cercare locali che possano prepararti piatti anche per questo genere di intolleranze, qualcosa di sicuro trovate!

    Tra l’altro sei appena agli inizi, non sei ancora abituata ed è ovvio che la vedi in maniera tragica. Riparliamone dopo tre mesi :)

    E comunque, parlarne, sfogarsi, o anche solo rifletterci sopra assieme a qualcun altro aiuta.

    Tenersi tutto dentro fa male. Molto male.

    Scusa se effettivamente erano delle ovvietà. Ma come ho imparato sulla mia pelle: “Mai dare niente per scontato: potresti prenderti una tavanata in fronte” :)

  • Quella parte oscura l’ho conosciuta, anzi posso dire di conoscerla tutt’ora, ed è un bene, perché non se ne va mai del tutto, ma se impari a riconoscerla e hai uno strumento per gestirla allora la riconosci e la rimandi indietro. Non credo sia qualcosa che se ne va mai, anzi è sempre lì che aspetta che ti indebolisci un po’ per venirti a prendere e portarti dove vuole lei, dove vuole la tua mente di cui si impossessa. E sì, ti prende anche se hai tutto dalla vita, perché è qualcosa che ti porti dentro, a cui sei più incline, come le persone cagionevoli di salute. Noi siamo cagionevoli di mente…
    Ti posso dire che si impara a tenerla lontana con cure adatte. Ti dico quello che ha funzionato per me, ma mi rendo conto che è soggettivo: un bravo terapeuta che mi ha insegnato un metodo per gestirla, e non si sia limitato ad ascoltare o ad intervenire con medicine. E poi mi sono lanciata nello sport: corsa, palestra, lunghe passeggiate, qualsiasi cosa mi consenta di sfogarmi. La cosa che cerco di non fare più è di trattenere tutto dentro, fa crescere dei mostri…
    Per il mangiare, ti cito una mia amica che doveva stare attenta a seguire dieta particolare, e allora pur di stare insieme a cena si portava quello che doveva mangiare dietro. Certo, rosicava a vedere noi che mangiavamo cose che le piacevano, ma almeno stavamo insieme.
    Ecco tutto quello che so

  • Emanuela

    Cara Chiara,
    i periodi bui sono terribili, ma necessari. E’ come cambiare pelle, è un momento in cui si tocca il fondo e poi si riemerge diversi, come la protagonista di Lezioni di piano. Segnano le varie età delle donne (o degli essere umani, se vuoi). Ho trovato illuminante “Donne che corrono con i lupi”, che in sostanza dice che piombiamo nella depressione quando ci allontaniamo dalla nostra parte selvaggia, istintuale, da quello che siamo davvero e che ci siamo “dimenticate di essere”. Ma se ne esce, con cicatrici e fatica…
    Sei una grande donna, e lo sarai ancora di più tra qualche tempo…
    Emanuela

  • Beatrice

    Cara Chiara,
    Conosco bene quello di cui parli.
    Questo weekend tornerò in uno dei miei luoghi del cuore, e l’idea di immergermi nei profumi della Liguria e vedere il tramonto li mi ha fatto tornare il sorriso.
    Cambiare città per il lavoro del proprio Lui è una delle scelte più dure, almeno per me lo è stato: una città di 20000 ab, mi sento sola. Mi impongo di uscire, andare al lago con l’unica amica che ho qui, cucinare, leggere, e lavorare su di me.
    Fatti invitare dagli amici,e che cacchio, sarà una cena vegetariana (per quel che vedo su ig) ma la compagnia degli amici e fondamentale!! Se viene il mio migliore amico che non mangia,per religione, maiale o certi abbinamenti, mi adatto. Perché in compagnia e tutto più lieve. Ti consiglio il blog labna dove troverai tantissime ricette leggere e veg: jasmine e stata così carina (l’ho conosciuta e raccontato dell’intolleranza di Ale al lattosio) da scrivere ricette senza lattosio che ho subito usato!
    Ti abbraccio fortissimo.
    Beatrice

  • Tom

    Ciao Chiara,
    giusto per condividere la “mia” esperienza: anche mia sorella ha avuto un periodo così, dopo che, appunto, le fu diagnosticata una forma di intolleranza alimentare acuta (che le causava un’orticaria molto forte che a sua volta ha necessitato un lungo soggiorno in ospedale e via dicendo) e le fu prescritto un regime strettissimo: niente pasta, pizza, pane, niente sale o altri condimenti ecc. Insomma, era molto difficile.
    Poi però ne è uscita. Piano, piano, passo dopo passo. Ha ricominciato a mangiare quasi tutto (carboidrati con moderazione, ma ora ha quasi un’alimentazione normale). Ancora oggi non sa bene cosa le sia successo e i medici non hanno una spiegazione chiara. Ora, non so se sia il caso tuo, ma da ciò che intuisco, la tua situazione si avvicina molto a quello che lei ha passato.
    Quindi non disperare, le cose piano piano si aggiustano. Pare scontato ma è così. Sei forte, hai grinta e carica da vendere, hold on! E non esitare a chiedere aiuto, a chiunque.
    Tom

  • Margot

    Ti capisco perché seguire una dieta esclusiva è faticoso e depressivo! Ma se ben ricordo hai avuto un problema di intolleranze alimentari, quindi forse non è solo la dieta a metterti giù di morale, ma come accennavi il fatto che non stai proprio in forma. Quindi per prima cosa AUGURI di star meglio prestissimo e poi per quel che dice circa l’indole credo che di base si possa parlare di tono dell’umore. C’è chi ce l’ha buono (si sveglia cantando) e chi meno buono (se sveglia elencando mentalmente bestemmie improbabili) Ecco io credo che sul tono dell’umore non ci si possa far niente, ma sui pensieri negativi in generale sì. Tipo distrarsi e trovare cose piacevoli anche se constano un po’ di energia. Adesso sono incinta e ad esempio credo anche per la grande botta ormonale sono diventata ansiosa per quanto riguarda le spese. Ma moooolto ansiosa. A volte entro in dei loop micidiali. Con mega fatica mi sforzo di fare altro e in effetti funziona, ma il pensiero resta di sottofondo. Ho praticamente conosciuto l’ansia (come preoccupazione tutto sommato aspecifica e perenne) sono in questi mesi… non ci credo proprio che in 7 settimane distruggi i pensieri negativi di una vita!

  • Hai coraggio a scrivere sul tuo blog riflessioni e stati d’animo così personali… Credo che le esperienze degli altri siano utili per capire che non si è soli ad affrontare le difficoltà.. Ma ognuno deve trovare la sua strada: ciò che è buono per me può non esserlo per te, insomma.. Bella la nuova home del sito!

  • gingi

    Chiara se senti che la meditazione può essere la tua strada ti consiglio con tutto il cuore e tutta la certezza che mi deriva da decenni di pratica buddista http://www.sgi-uk.org/ cerca di andare già a un meeting questo giovedì, ci sono gruppi ovunque, è un buddismo laico e diffusissimo – poi anche correre va bene, anzi benissimo, e la psicoterapia è fondamentale, e l’alimentazione anche… ma quello di cui tutti abbiamo bisogno è di una rivoluzione profonda nelle nostre vite. Con affetto

  • LucyintheSky

    Dimmi che non prendi la pillola anticoncezionale. Oppure dimmi di sì e smettila al più presto.
    La maggior parte delle donne pensano che gli effetti collaterali siano solo la cellulite o la ritenzione idrica. Ma direi che è molto peggio (oltre a cose gravi come trombosi&co) la depressione e il calo della libido (= voglia di vivere), oltre poi al fatto che ti fa passare anche la voglia di fare l’amore, che dovrebbe essere il motivo per cui una la prende…

    Un abbraccio <3

    • Chiara

      Sì la prendo…

      • LucyintheSky

        Ok, hai in mano una carta in mezzo alle altre che deciderai di giocare.
        Questa però è facile, non ci vuole troppa fatica o troppa forza di volontà.
        Se vuoi ti passo link e testimonianze di ‘survivors’…

        • Chiara, confermo per quanto possa essere utile. So che può sembrare una stupidaggine…l’ho smessa dopo 9 anni e ho ricominciato a vivere: meno ansia, meno momenti bui, più libido ma soprattuto niente più gastriti e problemi di stomaco

          • Eli

            confermo. io sono rinata, e non riuscivo a crederci!

          • Chiara

            Sottoscrivo in pieno. Senza pillola le cose migliorano notevolmente! Se sei una persona ansiosa magari non va via del tutto però aiuta!
            La mia ginecologa mi aveva consigliato di prendere magnesio o folina ma dopo un paio di mesi mi sono arresa: senza pillola è meglio!

          • Io ero depressa a 16, molto più di adesso, e prendo la pillola. Non vedo le cose collegate!

          • Per quanto può valere, la mia esperienza invece è opposta, in quanto i miei disturbi sono iniziati quando ho smesso di prendere la pillola.

  • Erika

    Ciao Chiara,
    ti leggo con frequenza da più di tre anni e questo è il mio primo commento (ho qualche problema?!).
    Anch’io ho dovuto fare varie diete per intolleranze alimentari e, per quel che può aiutare, cerco di concentrarmi su quel che POSSO mangiare, cercando di non pensare a quel che mi tocca rinunciare… non è facile, ma è lo stesso discorso di concentrarsi sulle cose positive che facevi anche tu.
    La mia insegnante di danza diceva sempre che siamo fatti di mente, anima e corpo e quindi, quando stiamo male, è sbagliato curare solo una di queste tre parti, perchè il benessere è proprio l’armonia di tutte e tre. Per questo motivo anch’io credo che la positività della mente influenzi la nostra salute fisica.
    Ti abbraccio.

  • Tutte queste persone , tanta solidarietà , tanti abbracci , tanti sorrisi …
    Non sei sola
    Io credo che voglia dire tanto
    Anche se il lavoro da fare è tanto e quello lo devi fare tu

  • Laura

    Ciao,
    ho letto The Secret e non mi ha convinta, per ottenere qualcosa non basta visualizzarla (purtroppo! 😉 ). Quello che dice di buono, secondo me, è che effettivamente ciò che pensiamo influenza il nostro modo di vedere le cose e di agire e immaginarsi in un futuro preciso e bello aiuta a ritrovare un po’ di speranza e fiducia, che va sempre affiancata dall’impegno.
    Ti posso consigliare due libri di Roberto Re (uno dei più importanti lifecoach italiani), Leader Di Te Stesso e Smettila Di Incasinarti!, e un blog, http://www.efficacemente.com/, che dà sempre consigli “semplici” e soprattutto pratici ed immediati da mettere in atto.
    Spero ti possano essere utili, io ci trovo molti spunti interessanti!
    :)

  • Camomilla

    Chiara se sei in cura per i problemi fisici che hai al Royal Free Hospital (e te lo consiglio perche’ sono bravi) puoi richiedere allo specialista che ti segue di riferirti al reparto psychology services dell’ospedale. Quel reparto consiste proprio in un servizio di psicologi che ti seguono aiutandoti a superare/accettare/correlare gli effetti psicologici legati o causa dei disturbi fisici rilevati.

    http://www.royalfree.nhs.uk/psychology.aspx?top_nav_id=1&tab_id=1169

    Per quanto riguarda il counseling NHS, io fossi in te non mi aspetterei troppo anche perche’ non so tu ma io mi troverei veramente in difficolta’ a spiegare certe cose in inglese, per quanto fluente tu possa essere non sara mai la tua madrelingua e certe sfumature sono difficili da spiegare.
    E poi Chiara, per ultimo ma non in ordine di importanza, goditi questi bellissimi giorni di sole che un’estate cosi’ la rivedrai forse tra 10 anni. E per prossime nove estati si che avrai un buon motivo per essere depressa ( e’ una battuta!).

  • Erika

    No lo yoga no! L’ansia va liberata e basta, con lo yoga si cerca di domarla, ma l’ansia si scatena ancora di più. Bisogna conoscere la logica dell’ansia.
    E non è quella del “fai qualcosa che ti piace e goditi il gelato che stai mangiando”

    • Milkfree

      @erika: non sono d’accordo. Nella mia esperienza cercare di dare una spiegazione all’ansia, (sto parlando di ansia esistenziale, non di ansia da esami o cose del genere) non porta a nulla, se non a ingrandire l’ansia. Lo yoga, come molte altre discipline orientali, non ti insegnano a reprimere le emozioni, ma a governarle e a non esserne schiava.
      C’è una bella differenza!

    • Monia

      Erika, non è esattamente così. Il fine ultimo dello Yoga è il distacco da tutto ciò che si può possedere (e di conseguenza perdere). Nello Yoga non si cerca affatto di dominare l’ansia, si cerca solo di distaccarsi dalle cause dell’ansia. E’ molto diverso!

      • Erika

        A me consigliarono di praticare yoga proprio nel mio periodo nero (ansia e panico). La più grande cazzata che mi potessero far fare.
        Lo yoga domina, non distacca dall’ansia. La terapia distacca. Ma una terapia seria! Piuttosto, meglio far sport (tipo la corsa) che respirare con il culo a pecorina su un tappeto

        • Milkfree

          Ognuno ha la sua esperienza, e non è detto che cio che va bene per me vada bene per un’altra persona. Io comunque corro anche!
          Comunque la tua espressione finale “respirare con il culo a pecorina sul tappeto” mi ha fatto morir dal ridere!!!me la scrivo!:D

    • non so dove hai fatto yoga tu, ma “domare” le ansie? Non é per niente quello che mi é stato insegnato e tra tutti i libri e testi sullo yoga che ho letto, da nessuna parte c’é scritto di “domare” le tue emozioni. A me lo yoga e la meditazione hanno insegnato a capire i miei sentimenti, ad ascoltarmi, a entrare piú in profonditá. Per me funziona tantissimo, oserei dire che mi ha cambiato la vita! Poi non sará per tutti, chiaro. Come andare a correre non fa per me, per esempio. Non mi aiuta per niente.

  • Pingback: Di donne | guarda che è normale()

  • Zuccaviolina

    Ciao Chiara, ti consiglio questo libro http://www.ibs.it/code/9788817864848/dyer-wayne-w-/vostre-zone-erronee.html
    Fa ragionare su come noi diamo sempre per scontato che la nostra condizione psicologica e la nostra vita dipendano sempre da qualcosa che si trova fuori da noi. L’autore, ovviamente, sostiene che non sia così e argomenta molto bene. Credo anche che sia una persona seria e che non prenda soldi a caso nè cerchi di evangelizzare nessuno. A me era stato consigliato dal mio psicologo in un momento di crisi. :)
    Fatti coraggio!
    Marta

  • Ciao chiara, pare che mi si presenti una seconda occasione per consigliarti un libro ben lontano dall’impastata di neuroni che fa The Secret. Si tratta di un testo che a me personalmente ha permesso di trasformarmi da pessimista cosmica quale ero ( e lo sono stata davvero per tanto,
    troppo tempo) a ottimista endemica con una visione del futuro più rosa di una Big Babol. Parlo di “il budda nello specchio” edizioni Esperia. Buona lettura e buona scoperta della tua vita 😉 p.s. Ecco a cosa mi riferivo su Twitter 😉

  • Oltre al benessere del corpo e della mente serve anche il benessere dell’anima. Vai in chiesa (a Londra ce ne sono di carine) e di’ una preghierina, per te e per la tua famiglia. Ti sentirai già meglio. E poi è gratis. Provare per credere 😉

    • Monia

      In Chiesa? A pregare? Hai preso forse in considerazione la possibilità che le persone a cui dai questo consiglio non siano credenti?

  • Ho letto pochissimi commenti, quindi magari ripeto, scusa. La pillola anticoncezionale mi aveva mandato in estrema tristezza: pianti, mood-swings, aumento di peso che tutto lo sport che facevo (e ne ho sempre fatto tanto) non cambiavano nulla. Magari tu la prendi anche per altri motivi, e non la puoi smettere, ma da quando l’ho smessa le cose si erano messe a posto. (non voglio generalizzare ne’ sminuire la tua situazione, sia ben chiaro)
    Poi volevo anche dire che se vuoi compagnia per fare qualche sport io vivo qua, anche se mi hai gia’ detto canottaggio no (e’ una figata!), pero’ faccio anche free climbing (bouldering in particolare) e magari vuoi provare =). Bacini.

  • Valentina

    Non so se può essere il tuo caso ma mia cognata una volta traferitasi in Olanda durante il primo anno ha avuto una forte depressione…..i dottori l’hanno imputata alla scarsità di luce solare che c’è lì rispetto a quella a cui lei era abituata essendo nata e cresciuta in Italia fino al momento del traferimento. Però poi è andata meglio, ora è felice e per nessun motivo tornerebbe indietro……
    Valentina

  • Monia

    Non sono una psicologa ma credo di poterti tranquillizzare dicendoti che non sei depressa: chi è depresso non esce di casa, non riesce a finire un libro, non ha prospettive, non vede il senso di fare le cose, nemmeno di truccarsi o fare shopping. La depressione è mancanza di prospettiva, di entusiasmo, di voglia di volersi bene. Un depresso soffre nel vedere gli altri felici (ma non per invidia, solo perché non crede che esistano motivi per essere felici).
    Un depresso è convinto che la felicità altrui sia un’illusione temporanea, perché SA che la felicità NON ESISTE.
    Nel tuo caso parlerei di insoddisfazione. E hai ragione, chi ti diche che hai tutto è fuori luogo: ciò che hai e come questo ti soddisfa lo sai solo tu. Anzi, lo sa solo la tua mente, che porcatroia è l’organo più potente che abbiamo.
    Vai per la tua strada, non chiedere troppo a te stessa, goditi la vita che fai, fatti aiutare, non rinunciare a quello che vuoi diventare.
    Un bacio.
    PS
    Il Counseling lo sconsiglio vivamente: è una soluzione superficiale e dannosa, e i counselor che mi è capitato di conoscere erano degli invasati.

  • half a brit

    Confermo i benefici dati dal sospendere la pillola anticoncezionale. Avevo sindromi premestruali che non finivano mai e davvero drammatiche. Ho smesso e adesso sto molto meglio, tutto più naturale insomma. Magari non sarà la soluzione alla tua situazione ma magari una differenza la fa. Del resto quella piccola pillolina produce effetti molto radicali sul nostro corpo, impedendoci di rimanere incinta. E mi sembra ragionevole pensare che per ottenere questo risultato si vadano a toccare anche equilibri legati all’umore e alla psiche.
    Poi mi sono anche detta: perché se come coppia non vogliamo altri figli devo essere io, con il mio corpo, a somministrarmi una medicina chimica che mi altera i naturali cicli del mio organismo? Preservativo e via andare.
    Forza Chiara. Noi donne siamo forti e abbiamo le risorse per fare cose grandissime, non ultima dare la vita. Hai tutti gli strumenti per gestire la tua situazione. Il tuo blog mi ha aiutata tanto, spero che il mio piccolo imput possa darti una mano.

  • Alessia A.

    Ciao Chiara,
    posso solo dirti di lasciarti coccolare/amare/viziare dal tuo Lui e dalla Polpetta, lasciati andare al loro amore…
    In un momento difficile ho trovato un estremo conforto nelle coccole e nell’amore INCONDIZIONATO di mio figlio (e ha solo due anni!).
    Ho sofferto di disturbi alimentari e concordo sul fatto che la completa guarigione non esiste…adesso amo il mio corpo e le sue trasformazioni, non c’è più l’ossessione, ma il cervello, davanti ad un dolce, calcola in automatico le calorie e pensa ‘magari dopo faccio una passeggiata a passo spedito per smaltire…’
    A me è servito uscire, andare a correre (o semplicemente passeggiare), viaggiare, leggere un libro in un luogo diverso dalle 4 mura di casa, vedere gli amici, fare foto alle cose che mi trasmettevano emozioni, scrivere…sì, chiamala pure ‘distrazione’…ma fossi stata chiusa in casa mi sarei autodistrutta.
    Il tuo blog mi ha sempre aiutata/ispirata/fatto sorridere e piangere a seconda dei casi…tu sai descrivere benissimo la vita, sia quello che ti si agita dentro (come il post sul volo!) sia il fuori (con foto meravigliose)…non smettere, please!
    Ti abbraccio.

  • Arianna

    Chiara, prima di tutto un abbraccio. Poi non voglio darti consigli. La depressione si cura con un medico essendo una malattia seria e con i farmaci adeguati. Punto. Non si scherza. Servono. La volontà non c’entra proprio. Non ce la fai ad alzarti dal letto, non vedi senso nelle tue giornate, nell’amore, nell’amicizia. In niente. Stai male e basta.
    Le medicine iniziano a farti distaccare dal buco nero. Che ti ha inghiottito se sei depressa. Poi la terapia o la strada che scegli per ricominciare puoi affrontarla.
    Però quando devi metterti a dieta per motivi di salute e hai altri motivi di scontento, ecco forse è pessimismo, indole o attidute. Chiamala come meglio si adegua ai tuoi sentimenti. E’ questione di distacco. E quello lo puoi raggiungere in vari modi. Trova il tuo. Quello con cui ti senti meglio.
    Io ex depressa, ex anoressica, ex bulimica, ex paranoica… io sono in psicanalisi da 12 anni. E ancora ho giornate nere, inadeguatezza a mille e senso della persecuzione sviluppato. Però so che sono così, va bene, passerà.
    Ho 3 figli, ti immagini come a volte può essere dura? Lo è. Loro sono i miei figli, hanno ombre e luci. L’unica cosa che voglio imparino nella vita è che vanno bene così come sono. Per il resto a tutto o quasi esiste una soluzione.
    Che poi nella tua vita tu abbia tutto e non ti possa lamentare, scusa Chiara, ma chissenefrega di chi esprime queste perle. Repressi.
    E anche chi consiglia di fare altro. Il malessere rimane, non sparisce se ha motivazioni radicate. Va lavorato.
    Chiara in bocca al lupo, per tutto. Non sarà facile. Sarà però un cambiamento e ogni cambiamento porta aria nuova, ventate fresche e nuove stanze da conoscere e da esplorare. Daje. Se pò fà. Ah… l’unico consiglio compra due bei tappi per le orecchie e ignora i commenti di chi “sa cosa è meglio per te”.

  • Paola

    Come ti capisco Chiara, leggendo il tuo post sembrava come se qualcuno avesse scritto leggendomi nella mente…
    Per la prima volta nella mia vita l’ansia e l’emotività hanno avuto il sopravvento sulla mia ben nota razionalità…
    Dopo anni di studi, master, abilitazioni (credo di aver sostenuto più di un centinaio di esami nella mia vita), l’esame della vita, quello che forse avrebbe dato una svolta mi ha mandata in crisi più totale (non perché non avessi studiato o non fossi preparata) e ho dato forfait, ad un’occasione che nella vita non mi si ripresenterà mai più in queste che erano condizioni ottimali.
    Non capisco cosa mi sia successo ma il mio cervello è andato in black-out e l’agitazione, l’ansia e lo stress mi hanno mandata in tilt…ora come dici tu mi sembra di indossare occhiali con delle lenti nere spesse ma così spesse da non riuscire a vedere oltre.

  • Senti, io non so se questo mio commento possa tornare utile, però magari sì, quindi ci provo. Non ti sto neppure a dire quali sono state le mie infelicità e i miei dubbi, mi sentivo sola, infelice, ma soprattutto al centro del mio universo. A un certo punto c’è stato in me un cambio di prospettiva. Non so se è perchè ho superato i 40 anni e sono diventata improvvisamente saggia..mah! I libri che ho letto o le persone che ho visto soffrire per eventi reali, come la perdita degli affetti più cari, la nascita di un bambino malato..oppure perchè anche la globalizzazione ha portato gli esseri umani più disgraziati tanto vicino a noi. Ma ora, quando guardo mia figlia crescere in grazia e bellezza, quando realizzo che tutte le persone a cui voglio bene stanno bene, quando mi rendo conto che la maggior parte degli uomini che abitano sotto questo cielo devono lottare per sopravvivere, beh, ora, io mi sento una privilegiata. Anzi, ti dirò di più. Sento quasi una colpa metafisica per il mio privilegio, per essere , almeno per ora, scampata alla vita quando si presenta nella sua maniera più cruda. Non so spiegare meglio di così. Solo, siamo tutti sotto lo stesso cielo. Siamo tutti soli e nessuno è solo, alla fine. Sposta la tua prospettiva dall’IO al NOI, perchè l’Io ha un senso solo se in mezzo al Noi. Il Noi mitiga tristezze ed euforie. Senza il Noi, per il povero Io, tutto solo, si aprono le voragini dell’esaltazione e della depressione. ..E in ogni caso, dopo questi insulsi discorsi, ti consiglio comunque di iniziare a correre. Meravigliosa droga naturale le endorfine! Alla prossima Wonder e Sursum Corda!

  • Claudia

    Ciao Chiara,
    non ho letto i commenti precedenti, però penso che già esternare il problema e riconoscerlo sia un passo importante! non so se qualcuno lo ha già citato, hai mai letto il libro ‘Il metodo France Guillain’? per me è stato illuminante, non si tratta o guru o quant’altro, è difficile definirla ti direi un ingegnere chimico francese di origini polinesiane mamma di 5 figliE che con i suoi metodi naturali generosamente descritti nella moltitudine di libri (molti in francese non ancora tradotti) è riuscita ad aiutare tante persone, uomini e donne; metodo comunque non sostitutivo ma integrativo.
    io è un anno circa che seguo i suoi consigli e che faccio i bagni derivativi e i risultati li ho visti eccome, fisicamente (e lo so che non quello il problema) sopratutto a livello di spirito e voglia di fare; sono stata molto costante. prova a leggerlo è un punto di vista interessante diverso, entusiasmante
    a riguardo troverai molte testimonianze positive in rete.
    Ciao
    Claudia

  • sunny

    Cara, non ci conosciamo e quindi non so cosa ti faccia star male davvero, ma lo sai tu e sei donna intelligente e colta. Tu sai di che hai bisogno. Fatti aiutare.
    Io so di cosa parli, ma la mia storia è la mia storia e non la tua. Empatia e comprensione a parte, non c’è nulla che io ti possa consigliare (la psicologa mi faceva stare peggio, yoga l’ho mollato dopo la prima lezione….insomma, non sono proprio un bell’esempio!).
    Ho imparato a conviverci e a combatterlo. Ho imparato a prendendomi una “pausa dalla vita”, basta una giornata dove esisti solo tu e fanculo tutto il resto… Ho imparato a volermi bene, e in alcuni momenti a volermi più bene del bene che voglio agli altri. Ho imparato che davvero “la vita è quella cosa che ci accade mente siamo impegnati in altri progetti”. Ho imparato a ridimensionare le cose e concentrarmi sul “qui e ora”. Ho imparato che indietro non si torna e che quello che accadrà non lo sappiamo perché non dipende solo da noi. Ho imparato che se oggi è tutto nero non mi spaventa, ho superato tante cose supererò anche questa. Ho imparato che un modo per uscirne fuori c’è sempre, basta fare un passo alla volta, anche piccoli.
    Ho imparato a respirare. Ho imparato a vivere.
    Ho imparato a perdonarmi.
    Ti abbraccio forte.

  • Anna Barison

    … Ah è Saturno contro!!!! Non si fa mai i fatti suoi….

  • Bys

    195 commenti..impossibile leggerli tutti. Forse mi ripeto.
    Chiara ma non ho capito, quello che tu chiami “depressione” è diagnosticato?
    Forse il succo è che tu eserciti un enorme fascino sulle persone, un ascendente forte..forse ti trovi solo in una posizione in cui non vuoi essere. Forse hai solo bisogno di “intimità”, di non essere sempre specchio di qualcosa, per ritrovarti. Non voglio essere presuntuosa, dò un parere solo perchè lo hai chiesto.
    Ti auguro davvero di essere quella che vuoi essere. Baci, Bys

  • Diana

    Ciao Chiara,ho sempre problemi a scrivere e commentare ma sono un po’ di giorni che non sto bene con me stessa e con la mia meravigliosa nana di 7 mesi e ti volevo dire che oggi ,grazie alla rilettura del tuo libro, sono riuscita a togliere gli occhiali neri,farmi una risata e affrontare la giornata con tranquillità.
    Spero che sapere di avere aiutato qualcuno a cambiare occhiali ti faccia sorridere almeno un po’ .Grazie!

  • Ciao Chiara,
    di depressione ne so.
    Sinceramente più di quello che vorrei.
    Ho capito che non dipende da ciò che hai intorno in quel preciso momento (la dieta, problemi di salute, una delusione ecc.), ma dalla strada che hai fatto per arrivarci. E’ una somma di cose, che a volte arrivano da lontano. Pensare positivo in questi frangenti ti sembra piuttosto cretino, quindi non lo fai. Invece di pensarlo, lo sforzo è stato, per me, vederlo davvero tutto sto lato positivo, quello che gli altri fanno in fretta a dire (hai tutto, che ti manca, sei fortunata e altre stupidaggini), così in fretta che a te viene voglia di tirare schiaffi, a caso.
    E’ utile informare le persone che ci stanno intorno di come ci sentiamo e chiedere di non tentare di salvarci con cose facili e inutili, tipo le pacche sulla spalla.
    Trovo, però, sia più utile concentrarsi sulle cose che si amano davvero. In frangenti di depressione o pessimismo non è semplicissimo, per cui bisogna scegliere una cosa, una sola e concentrarsi su quella. Capire come quella cosa riesce a renderci più sereni, contenti, in pace e cercare quella sensazione anche in altre cose, un passettino per volta, senza fretta. Ripartire da ciò che è noto, per sconfiggere sensazioni fin qui poco note o semplicemente per riordinare le priorità. In un tempo variabile, ma ci si riesce. Con non poca soddisfazione, peraltro.
    Cambiare poi, non è una scelta. Tutto cambia, sempre. Anche noi e i nostri pensieri. Anche se non vuoi, anche se ti trovi benissimo lì dove sei e vorresti che tutto restasse immutabile.
    Quindi: non ti abbraccio; non ti faccio coraggio; non ti dico che io per esempio e non ho consigli saggi, se non quello di fermarti un attimo, guardare bene e dentro e ripartire da lì :)
    Ciao ciao
    Barbara (@LaWising).

  • Mamma Italiana a Boston

    Ho rifiutato l’idea di prendere antidepressivi di qualsiasi tipo per tutta la vita fino al momento in cui mi sono trovata con infiammazioni croniche ai tendini e agli occhi, causate molto probabilmente dallo stress di fare la mamma full-time che lavora part-time in una citta’/continente dove ancora non mi sento integrata, e soprattutto dagli ormoni, pillole anticoncezionali comprese. A quel punto sono stata costretta a scegliere tra (1) continuare a stare male ogni due o tre settimane (2) provare gli SSRI. Ho deciso di provare gli SSRI e la vitamina D e sono contenta perche’ ho iniziato a sentirmi molto meglio, meno ansiosa e worry free. Me li hanno consigliati molti dottori, compresa la direttrice del centro di ginecologia per donne in uno degli ospedali piu’ famosi nel mondo: Mass General. Qui sotto puoi leggere qualcosa in piu’ sugli SSRI:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Selective_serotonin_reuptake_inhibitor
    Un grande abbraccio!
    Valentina

  • elleanna

    Ho cercato di leggere tutti i commenti, ma non c e l’ho fatta… Ti parlo per il discorso disturbi alimentari… anche io li ho avuti in gioventu’ e tanti (7 anni di anoressia conclamata) con tanto di terapia di gruppo (ABA) e molto altro… cosa mi ha salvato? me stessa, sono scappata dalle situazioni stagne e dolorose (e anche dalle persone) che mi scatenavano questo problema.
    capisco che il discorso dieta ti incasini la testa, ma anche io credo che cada a “fagiuolo” per te… periodo nero, ti vedi grassa e vecchia e ole’ ora hai la “scusa” per punirti di tutto quello che non va nella tua vita… e siccome e’ dieta imposta, non e’ neanche un problema spiegarlo ad altri e a te stessa.

    Lo so che c’e’ molto di piu’ dietro, posso immaginare ma non oso azzardare, ma per quanto riguarda il fattore cibo, forse devi solo trovare un altra valvola di sfogo, che non sia l’ossessione della spesa healthy (“ora la posso fare senza essere vista come una fole”, dice la mente, “e’ richiesta dalla dieta”) o il fatto che devi ridurre il junk food.

  • Ho avuto grandi periodi di depressione, legati ad alcune difficoltà, sono sempre stata una pessimista cronica, e il pessimismo è peggiorato di volta in volta dopo ogni sconfitta. Il pessimismo è comodo, immagino, ho sempre pensato che se una cosa gira nel verso giusto allora mi sentirò fortunata, in caso contrario posso sempre dire :”lo sapevo!” e sentirmi un po’ meglio… È un pensiero decisamente fatalista, però, e io al fatalismo non ci ho mai creduto, è strano! Alla fine la mia natura depressiva mi porta a crogiolarmi nella mia disperazione, mi sento sempre sfortunata e questo mi porta sempre a invidiare gli altri. Insomma non si vive proprio bene! Ho sempre pensato che la gastrite sia la compagna dell’insoddisfazione e sono sicura (avendolo sperimentato) che questo atteggiamento roda talmente tanto il fisico che molti dei suoi malanni derivano sicuramente dall’atteggiamento negativo nella mia vita.
    Visto che si è parlato di pillola, i miei ormoni comunque hanno sempre giocato un ruolo fondamentale in tutto questo, il metà mese mi rende decisamente vulnerabile soprartutto da quando non prendo più la pillola (10 anni circa) e avendo sperimentato la gravidanza e l’allattamento sono ancora più convinta che i miei ormoni non siano molto collaborativi: finito l’allattamento sono diventata una persona migliore! E non soffro più di ulcere e cistiti, sarà un caso?

  • Premetto che, considerato che in qualche altro post parlavi di categorie, appartengo a quella dei tristoni e uggiosi. Non mi ci è voluto molto tempo per capirlo, ai primi anni di vita avevo i primi sintomi….che in qualche modo mi trascino fino adesso. Ma comunque sono qua, e ho quasi quarant’anni. Insomma si sopravvive e anche piuttosto bene. Dicevi “non si guarisce mai completamente…” è vero ma si convive e l’esperienza aiuta.
    “Ai sette kg in sette giorni” non credo. Anche scindere corpo e mente non mi piace. Penso piuttosto a un insieme armonioso, all’interno del quale si può creare uno squilibrio. Ma abbiamo infinite risorse per trovare il ns. centro. Sono ancora ansiosa, ma adesso non mi sento così tristona. Posso anche essere felice, sicuramente più consapevole. Insomma ognuno ha il suo percorso che non per forza dobbiamo fare da soli, a volte un aiuto professionale aiuta. Anche le medicine, non bisogna demonizzarle. Menomale che ci sono, a me hanno aiutato e non sono diventata dipendente come molti credono. E’ comunque un argomento che mi tocca da vicino e credo aiuti condividere l’esperienza. In bocca al lupo…

  • I.

    Ciao Chiara, ti leggo da anni senza quasi mai commentare, ma l’argomento mi tocca, specialmente in questo momento della mia vita. Non sono mai stata ottimista in modo particolare, non credo che le cose capitino perché siamo in mood più o meno buono, ma in compenso credo moltissimo nell’impegno, nel lavorare sui propri limiti per non dico abbatterli, ma almeno girarci intorno, così da portare la nostra vita nella direzione che vogliamo, quella che ci somiglia di più: per me ha sempre funzionato e mi ha portato quasi tutto quello che sognavo.

    In questo momento però io e il mio compagno siamo alle prese con un lutto orribile, quella strage che i giornali hanno battezzato femminicidio si è abbattutta anche sulla nostra famiglia. All’inizio mi sentivo impotente, destinata a portare la croce di questa cosa terrificante che ci è capitata, poi mi sono arrabbiata, ho deciso di reagire: mi sono detta che avevamo ancora diritto alla felicità e che dovevamo andare a prendercela, quella felicità, ad ogni costo. Così lotto ogni giorno per ritagliare momenti di serenità, per vedere e far vedere al mio uomo che ci sono ancora tantissime cose nella nostra vita per cui gioire, per cui vale la pena alzarsi ogni mattina. Le cose stanno migliorando, giorno dopo giorno, e anche se so che sarà un cammino lunghissimo per lo meno sento di aver trovato l’atteggiamento giusto.

    Tutto questo solo per dirti che siamo tutti combattenti in trincea e che nonostante tutto quello che ci capita siamo noi che scegliamo come reagire e come sentirci. Non permettere a te stessa di smettere di scegliere, fa’ vedere chi è che comanda, sono sicura che hai tutte le risorse per riuscirci :)
    Un abbraccio

  • Vorrei anche aggiungere che se avessi ricevuto quasi 200 post, eccetto qualcuno fuori luogo, mi avrebbero sicuramente dato conforto e coraggio per sentirmi meno sola e più forte per attraversare quel periodo difficile.

    • Chiara

      Infatti mi confortano :) Grazie!

  • Viviana

    Ciao Chiara, leggere il tuo post mi fa proprio capire che certe cose possono davvero capitare a tutti e mi fa sentire molto meno sola il coraggio che tu hai di condividerle con tutti noi. Ti ringrazio per questo, io non riesco nemmeno a dire ad alta voce che ci sono dei problemi.
    Mi pare di capire che questo tuo malessere ha radici lontane. Certe cose, io credo, si possono superare ma restano inevitabilmente per sempre dentro di noi, pronte a riaffiorare. Hai cercato di capire coma mai proprio adesso, adesso che sembri riprendere fiato dopo il cambiamento che hai affrotato?
    Posso chiederti se, a distanza di oltre un anno pensi di aver fatto la scelta giusta? Giusta per tutta la vita intendo?
    Io ho molta paura dei cambiamenti, e questo mi demoralizza molto perchè in questo periodo della mia vita sono certa che solo cambiare le cose potrà farmi stare meglio…
    Ti sono vicina anche da lontano.
    Un abbraccio stretto stretto.
    Viviana

    • Chiara

      Sì, penso comunque di aver fatto la scelta giusta.

  • Wanda

    Chiara, ti seguo da moltissimo tempo (ricordi quando raccontavi dei parchi giochi e di Venceslao? mio padre, del 1914,si chiamava proprio così), sei della generazione dei miei figli (37, 34,27), sono nonna, continuo a leggerti con piacere, trovo che sei una donna speciale, intraprendente, sensibile e audace e penso che questi problemi che hai sono dovuti anche al tuo essere e che sicuramente hai subito danni che noi adulti e genitori facciamo ai nostri figli e che vi tocca cercare di risolvere con una buona analisi e, scusa se mi permetto, ma ho notato che il rapporto con tua madre non e’ semplice.
    Comunque ho voluto commentare perche’ sono d’accordo con Vdp, di non tralasciare l’aspetto religioso, puo’ essere la risposta alla ricerca di significato del vivere.
    Ieri sera ho partecipato ad una messa in memoria della Madonna di Fatima e ho pregato anche per te che virtualmente mi sei diventata familiare, un abbraccio Wanda.

    • Chiara

      Wanda che bello essere letta da una nonna, e grazie mille di avermi pensato durante le tue preghiere.

  • martacci

    Chiara, vorrei scriverti cose piu’ lunghe e sensate e lo faro’ appena ne avro’ il tempo. Per il momento ti scrivo solo una cosa: molla “the secret” immediatamente!
    The Secret e’ fatto per persone gia’ felici e positive. A me e’ solo servito a colpevolizzarmi e a credere che quando mi capitava un dispiacere fosse solo colpa mia che non ero riuscita a convincermi che tutto sarebbe andato per il meglio. In un momento che ero un po’ in corto circuito depressivo “the secret” e’ solo servito a farmi sentire che meritavo di essere sfigaterrima perche’ non ero stata in grado di guidare il mio destino.
    Fa’ un po’ te.

  • L’idea di dedicarsi a una qualche attività che liberi la mente secondo me funziona, ma io lascerei perdere lo yoga, il tai chi o qualsiasi altra disciplina che lasci vagare troppo la mente! Qualcosa di più attivo e più “scaricante” è secondo me, più indicato! Io avrei sempre voluto fare kick boxing, ma col tempo da dedicare alla bimba ho scelto una seduta al giorno di aerobica insieme a lei (e quanto le piace la musica tunz tunz!).

  • Viviana

    Spero che troverai la strada migliore per… trovare la strada.
    Io posso solo dirti che la tua forza suscita ammirazione in molte persone, che la tua sensibilità ha toccato più volte la mia anima e la tua leggerezza ha alleviato molti miei momenti bui.
    Sei forte e, anche se senti la mancanza di qualcosa, sono certa che riuscirai a riempire quel vuoto, di qualunque cosa si tratti.
    Le mie certo sono solo parole e nulla so di te se non quello che tu vuoi condividere dandomi l’onore di leggere i tuoi meravigliosi post, ma, credimi, sono poche le persone della tua caratura.
    Se c’è qualcuno che può farcela, quella sei tu, che sei capace di non nascondere la testa sotto la sabbia.
    Viviana

  • Alessandra

    Ciao Chiara,
    Leggo il tuo blog da tempo ormai, ho un figlio della stessa età della tua splendida Porpi.
    I tuoi post ironici e colorati (sì, le tue parole mi sembrano proprio “colorate”, per la vivacità e la gioia di vivere che esprimono) mi hanno aiutata tantissimo in momenti difficili, per questo ti mando un piccolo messaggio di supporto, come se fossi una cara amica lontana.
    Ti saluto con affetto,
    Alessandra

  • bb

    Ciao Chiara,
    ti seguo e leggo i tuoi post da qualche tempo. Ho sempre preferito leggerti, che scriverti; ma questa volta ho voglia di scriverti due righe anch’io.
    Un anno fa l’agenzia per cui lavoravo ha chiuso. Io, tra i miei colleghi, sono quella che l’ha presa peggio, mi sono cadute addosso tutte le mie certezze e la mia vita professionale… (anche se l’agenzia per cui lavoravo non mi soddisfaceva più e il desiderio di cambiare si era affacciato nella mia mente da qualche anno).
    Io non ero pronta!
    Da qui è andata a rotoli anche la relazione affettiva che avevo, a cui mi ero aggrappata per solitudine, quindi non avrebbe funzionato comunque.
    Mi è piombato addosso un malessere insostenibile, un’ansia che non conoscevo, una paura che mi bloccava qualsiasi pensiero e azione.
    In trappola, così mi sentivo, in trappola dentro me stessa.
    Ho intensificato gli incontri con il counsellor che mi segue da quattro anni, ma l’ansia, la paura, quella sensazione di “essere bloccata” non mi abbandonava; così ho iniziato con i fiori di bach.
    A fine Febbraio ho raggiunto mia sorella a Milano, avevo bisogno di staccare con tutto ciò che avevo nella mia città! Ho persino chiesto la sospensione del mutuo, e lasciare la propria casa, le proprie abitudini, la propria quotidianità non è semplice, come sai.
    i primi tre mesi sono stati duri, il mio malessere non mi abbandonava; giravo e scoprivo una città nuova, piena di stimoli, questo mi entusiasmava, le mostre e il fermento mi stimolavano, ma non sapevo da che parte iniziare.
    Intanto continuavo con i fiori di bach e gli appuntamenti su skype con il counsellor.
    Ho fatto chiacchiere con professionisti per capire a che punto ero della mia professione (faccio il grafico) e come poter inserirmi in una città come questa piena di persone, soprattutto agguerritissimi giovani che fanno questo mestiere e pronti a tutto pur di esser “qualcuno” o di vedersi realizzati in quello che amano e hanno scelto; la loro parole sono state di critica, se voglio riuscire ad essere qualcuno devo “studiare”,molto e nel più breve tempo possibile, considerata l’età! (36).
    Avevo messo in discussione persino la mia scelta professionale. Ma quelle parole rimbombavano in me, ma non negativamente, ma come degli input, devo agire, ma da dove iniziare?
    Poi, tramite conoscenze, sono venuta a contatto con altre figure professionali che, per carità mi hanno detto la stessa cosa, e qui dovevo crollare, io non voglio crollare, sono determinata a voler essere competitiva, a studiare, a faticare, forse come non ho ancora fatto.
    Sono ancora qui, ancora senza lavoro, ma con le idee più chiare e con qualche obiettivo, finalmente, pensavo che non ne sarei stata più capace!
    E mentre lavoricchio per me, facendo disegni, tirando fuori quello che ho sempre e solo fantasticato e per altri, per sollevare un po’ la mia parte economica, aspetto settembre per studiare sodo e tirar fuori la mia parte più creativa e reattiva!
    Nel frattempo continuo con i fiori di bach, che mi hanno curato l’anima, in concomitanza con il counsellor.
    I malesseri dell’anima sono tanti e diversi, io non sapevo e forse ancora non lo so dove andare, ma so che non voglio che essi vincano, questa è l’unica cosa certa che so in questo momento della mia vita.
    Ti abbraccio e spero che tu riesca a curare la tua anima, perché è splendida e creativa!

    • Compagna di sventura! Come mi riconosco in tutto quello che hai scritto! Anche io grafica (33 anni) e anche io ho perso un lavoro che adoravo per colpa del fallimento, dopo aver lavorato per una tipografia come macina volantini però ho deciso di mollare tutto e darmi “all’ippica!”. Tieni duro anche per me 😉

  • Ti segnalo “la mappa dell’anima”…

  • esta

    Ciao ti seguo da quando hai iniziato, ricordo anche io Venceslao. Anche io ho avuto problemi alimentari seri a vent’anni, poi sono riuscita ad uscirne ed ho trovato me stessa, sono rifiorita, dopo anni quando ho scoperto di non riuscire a fare igli sno rimpiombata nella depressine più cupa, poi sono di nuovo riuscita a risolvere, oggi sono in cura da due anni di nuovo per problemi di maltrattamenti subuti sul lavoro. Sono portata alla malinconia, ho una sensibilità particolarmente accentuata, scrivo poesie, i miei fil preferiti sono particolarmente malinconici come le mie canzoni preferite sono abbastanza dark, i cure sono il mio gruppo preferito. Sono d’accordo con chi dice che una parte i noi dipende dalla genetica e l’altra parte dalle esperienze che si vivono, in primis da come i nostri genitori riescono a plasmare il nostro modo di essere e a crearci introno un ambiente sicuro e stimolante che ci renda in grado di credere in noi stessi e spingere in particolare nella fai della vita più difficoltose, che ci sono per tutti. IO ero una bmba particolarmente sensibile, che teneva dentro di se le sue angoscie e le sue insicurezze, i miei genitori si spazientivano per questo mio modo di essere. Nella vita ho fatto un sacco di cose ho compiuto tanti passi, scelto e agito, anche con forza ma l’insicurezza e la sensibilità non mi hanno aiutato ad affrontare i momenti più bui, in cui più o meno regolarmente ricado ogni tot. Mio figlio è identico a me in termini di sensibilità ma io e mio marito cerchiamo di non fare gli stessi errori dei miei genitori. Mi appoggio ad una terapeuta cognitivista, che mi segue dal tempo degli attacchi di panico. Sto meglio, ho risolto gi attacchi da anni però non imparo mai del tutto, opure dopo qualche anno tendo a dimenticare, non credo che guarirò mai del tutto ma l’approccio cognitivista agisce sulla nostra percezione di fatti ed emozioni e permette di lavorare da subito sul comportamento. Prova, il beneficio arriva in tempi abbastanza brevi, anche se non si tratta di un lavoro profondo sulla personalità, ma forse non ti serve.
    Ti auguro di cuore di uscire presto da questa fase negativa, guardandoti da fuori sei una forza, un talento, non farti buttare per terra da qualche evento avverso e rialzati più presto che puoi!

  • Lo so che non conto nulla, l’ho già capito abbondantemente. Io sono anni che soffro le pene dell’inferno e quest’anno mi hanno fatto lo sconto all’incontrario. Qualcuno ha deciso per me così. Sicuramente è colpa mia, ormai ne sono certa. Non mi manca quasi nulla, ma non demordo. Sono una pioniera in tanti problemi, che culo, che orgoglio. Per fortuna vivo a un piano basso. Con le inferriate.
    Coraggio e non sentire le false sirene, ma non so se ti va di sentirmi. Io non sono nemmeno una sirena.

  • Giulia

    Chiara, ti capisco, eccome!
    Lo stress, il malumore e la sindrome depressiva che è iniziata ad ottobre con la SAD mi hanno prodotto non pochi problemi di salute (tralascio i particolari non proprio piacevoli) e ora sto cercando di risollevarmi. Per fortuna qui in Inghilterra in questo periodo c’è tanta luce, a me influenza tantissimo l’umore! Ciononostante, anche io sono a dieta ferrea :( ma se vuoi la facciamo insieme! :)
    Anche io all’inizio mi sono disperata perchè mi precludeva qualsiasi tipo di attività sociale. Risultato: mi sono rinchiusa fra le mura di casa e ufficio e la situazione è peggiorata. Al che mi sono guardata allo specchio e mi son detta: non ti puoi fare questo. Da allora mi preparo dei lunch/dinner-box stupendi e quando andiamo a mangiare con gli amici porto sempre il mio pasto più qualche manicaretto fatto da me in modo da rendere la dieta qualcosa di “sociale”. Sarà difficile smettere quando finirò questo periodo, anche perchè cucinare mi rilassa tantissimo e lo vivo come un’esperienza creativa.
    Vedrai che la soluzione data dal medico ti sarà utile, qui prendono queste cose molto sul serio. Oltre a questo mi è stato utilissimo il counselling e le vitamine (un vero toccasana, non ci volevo credere!).

    Un abbraccio, forza!

    PS se hai bisogno di ricette buone, semplici (praticamente anallergiche) e veloci chiedi pure!

  • Purtroppo conosco bene ciò di cui parli. La prima volta del mio buco nero (io lo chiamo così…è come uno squarcio nella mia vita, un pozzo nero di cui quando ci caschi dentro non vedi il fondo, la via d’uscita) fu 9 anni fa. E capitò in uno dei momenti più belli della mia vita. Tutt’ora non so spiegare se ci fosse UN motivo o IL motivo. Ma iniziai a farmi divorare dall’ansia e dalla depressione, somatizzando…avevo tutti i sintomi della sclerosi multipla, mi fecero vari esami, RMN al cervello, visita dal neurologo…tutto negativo. Diagnosi: ansia associata a una lieve depressione. (alla faccia della lieve, stavo così male che mi chiedo come sia quella non lieve e non voglio proprio scoprirla).
    Mi diedero dei farmaci da prendere, ma poi buttai via tutto e trovai dentro di me la forza e l’energia per reagire.
    Purtroppo l’ansia è una brutta bestia e da allora (ci misi un anno per uscirne) ogni tanto si riaffaccia quando le mie energie scarseggiano, si insinua dentrio di me prima lentamente, sono pensieri che affiorano di striscio mentre faccio altro…poi iniziano i sintomi fisici (vertigini, parestesie alla gamba sinistra, sensazione di gambe rigide…) e poi sprofondo nel buco…e ci metto mesi a risalire se nion faccio subito qualcosa.
    L’utlima volta la più pesante da dopo il 2004 +è stata quest’inverno…e per assurdo ho iniziato a risalire dal fondo quando mi è successa realmente una cosa brutta (un aborto). Ho canalizzato l’energia…mi sono buttata in alcune cose tralasciate “sul comodino” da un po’. E mi sono concentrata sull’oggi. Sulle piccole cose. So già che non durerà . Se io sn predisposta, quando capiterà un altro momento di forte stress e abbasserò le difese (immunitarie, ma anche del cervello) l’ansia mi colpirà ancora…ma più la conosci e più trovi dei “trucchetti”per tenerla a bada. Hai tutta la mia compresione…anche perchè frasi come “hai tutto dalla vita, una famiglia, una figlia, un lavoro, degli amici ecc…” lasciano il tempo che trovano, perchè se non l’hai provata l’ansia (e l’ipocondria e la depressione…) non sai di cosa stai parlando. Un grosso in bocca al lupo…

  • Francesca

    Chiara, stamani mentre andavo al lavoro (come sempre sul filo del ritardo) e, contemporaneamente, gestivo al telefono la imponente (e alquanto stressante) organizzazione familiare che mi permette di lavorare, ho pensato che una cosa più di tutte mi ha “salvata”. Più della terapia, più delle diete. La corsa.
    Sono una del gruppo Runningformummies di FB. Provare per credere.
    Non ho mai corso in vita mia, né fatto grandi attività sportive, ma un anno e mezzo fa un giorno, semplicemente, sono uscita, ho messo le cuffie e ho cominciato a camminare veloce. Il mio secondo figlio aveva sei mesi, ero in piena tiroidite e il cardiologo mi aveva dato un farmaco per bloccare la tachicardia dicendomi che l’avrei dovuto prendere per tutta la vita.
    Dopo mesi di camminata, senza rendermene conto, ho iniziato a correre.
    E sai una cosa? Il mio prossimo sogno nel cassetto, insieme ad altre mamme del gruppo, è di correre a marzo prossimo la mezza maratona. Da Roma a Ostia. Dalla città al mare.
    E sai un’altra cosa? Quando corri metti in circolo le endorfine e gli ormoni migliori che si può, è scientificamente provato. Inoltre, tanto ossigeno in circolo, abbattimento del colesterolo, rinforzo della muscolatura con miglioramento di dolori articolari…e poi, ogni corsa è una prova. Di concentrazione, di resistenza, di forza. Avere davanti a te una salita ripida e riuscire a correrla, rallentando, ma senza fermarti…uscire per fare una lunga di un’ora e mezza e pensare che non ce la puoi fare, per poi scoprire sempre che non è così…altro non sono che prove che poi riporti nella vita, quella “vera”, e che ti aiutano a vedere le difficoltà in modo diverso, ridimensionandole quando possibile.
    Infine, attraverso la corsa ho fatto tante nuove amicizie, con cui condivido stimoli e incitamenti nei momenti bui, quando la tentazione di tornare ad essere immobile si riaffaccia. E sai cosa ho scoperto? Che è una tentazione che hanno tutti. Anche quelli che hanno corso i 100km del passatore (la corsa più lunga che esista!). Un’altro aspetto di condivisione che fa apparire meno sbagliati certi periodi no.
    Su di me ha funzionato. Non so se possa essere così per tutti.
    Ma magari provare può costarti solo un paio di scarpe buone…no??? E ce ne sono di stilose, sapessi…:-))))
    Buona fortuna.
    Francesca

  • silvia

    Ciao Chiara, ti leggo da molto tempo e ti stimo. ma questo post, dopo un primo moto di compassione (oh, poverina..) mi ha fatto anche un po’ incavolare.
    Ma come, sei sopravissuta a un incidente potenzialmente mortale, sei viva, bella, sulle tue gambe, non hai lasciato orfana la porpy o Lui single. Hai avuto il fegato di trasferirti in una città che ami, fai un lavoro creativo che immagino ti piaccia.

    Tienile sempre presenti queste cose, non ti focalizzare sul nero, concentrati sul tanto di bello che hai. Non ti basta, ca@@@?? E dì alla tua testa di abbassare la guardia, e le pretese. Non voglio sembrare semplicistica, nè qualunquista, nè dura. Ma ho maturato la convinzione che sforzarmi di vedere il tanto che ho (prima di tutto un figlio sano e sereno, oltre una a buona salute e la stabilità economica) mi tenga un po’ più lontana dai”problemi da benessere”, come li chiamava mia nonno.
    Non voglio giudicarti, nè tantomeno offernderti. Solo scuoterti.
    silvia

  • Ciao Chiara,
    mi dispiace per questo tuo momento buio e per l’indelicatezza di alcune persone che commentano in modo cattivo!
    Anch’io ho sofferto di disturbi alimentari a partire dall’età delle medie ed ora ne sono uscita. Ed anch’io ho sofferto di depressione, dopo aver provato vari psicologi che non mi hanno soddisfatto ho trovato un’analista molto brava e competente, era una analista junghiana che dava molta importanza ai sogni. Sono stata in analisi tre anni e mi ha fatto molto bene, anche se, dovendo essere sincera, i risultati più veloci si hanno con i farmaci.
    Ho smesso con l’analisi quando mi sono trasferita in Spagna per un problema di lingua, anche se ero in grado di sotenere una conversazione parlando del più e del meno o di guardare un film, non mi sentivo pronta ad esprimere i miei pensieri più profondi e contorti. (Una mia amica italiana residente a Madrid, che ora parla divinamente lo spagnolo, quando si è trasferita è andata da uno psicologo: lei parlava di “compresse” e lui capiva “assorbenti”, mentre compresse si dice “comprimidos”). Spero che la tua padronanza della lingua ti permetta di essere seguita.
    Per tirarti su il morale pensa a quante persone ti seguono sia sul blog che su Instagram, tutte tue grandi ammiratrici.
    Besos

  • silvia

    Ragazza,
    che palle la vita a volte è veramente faticosissima.
    Soprattutto quando gli obiettivi non si possono immediatamente vedere o toccare. Impalpabili nuvolette.
    Positive state of mind?
    una cagata ma aiuta a vivere bene.
    I modi per raggiungerlo?
    boh ognuno trova i suoi. Come vedi c’è chi corre chi medita chi si dexotica chi si intossica probabilmente. Chi prega, chi magna, chi ama (probabilmente). Chi sta da solo e a chi invece serve un bagno di folla.
    Tu sei una sperimentatrice, quindi proverai milleeuno cose, forse.
    Forse la tua sana pigrizia invece ti salverà dal saltellare a destra e a manca. Magari dopo esserti informata su tutto lo scibile :)

    Nel mio piccolo ti giro il mio modo: prima volevo ‘risolvere’ la parte putrebononda e purulenta per portarla ben rispolverata accanto ai miei lati più scintillanti.
    Ora accetto “serenamente” (aehm coRca) di avere parti in avanzata decomposizione, evito situazioni/meccanismi che inneschino troppi mostri, e se succede mi allaccio tipo cozza-scoglio alle cose buone dentro e fuori di me e provo a farmi trascinare da quelle.
    Non sono una roccia,
    non sono onnipotente,
    ma neanche un lombrico strisciante mollo e cieco.
    Quindi faccio il mio, cercando non le iperbole ma le costanti, abbassando i toni, smorzando le luci.
    Insomma, me prendo un poco per il chiulo e solitamente funziona perchè non mi auto-ansiosizzo.

    Una suggestione: forse c’è qualcosa di profondo che non ti convince/preoccupa/confonde. Solitamente se mi sento maluccio c’è un qualcosa che non mi va giù (e il rapporto con me stessa talvolta è piuttosto in differita anzichenò) allora ci penso e ripenso (anche con sconvenienti dialoghi ad alta voce in solitaria) e poi lo individuo.
    A quel punto metodologia affinata in anni è il problem solving, ma a quel punto il problema ha una faccia un nome e un cognome, non è più una impalpabile nuvoletta.

    bisous S.

  • Elisa

    Quanto ti capisco. Ti leggo da tanto, sei un po’ un punto di riferimento (siamo quasi coetanee) perchè ho sempre ammirato il tuo approccio alla vita (ovviamente da quello che si capisce da ciò che scrivi sul blog). Sentirti cosí mi dispiace ma mi fa capire quanto tu sia una persona ancora migliore, perchè non tutti hanno una sensibilità tale da sentire quello di cui tu hai accennato in questo post. Sono a Londra da poco, in cerca di una risposta alle mie domande, e ancora non so cosa fare delle mia vita. Ti sono vicina e ti auguro il meglio. Un bacio :)

  • AnnaL

    Non sai quanto ti capisco. Anche io credo più nel fatto che il benessere del corpo influenza la mente, sarà che ho un passato di DCA pure io (dal quaqle è vero, non guarisci MAI del tutto). Anche io nel mio piccolo “ho tutto”, by the way sono incinta, della seconda bambina (la prima ha l’età della tua) e quindi per il 99% delle persone è uno scandalo manifestare stati d’animo diversi da quelli estatici ed entusiastici previsti per una donna incinta. E quindi che fare? Mettiamoci una bella maschera, fingiamo lo sguardo sognante e andiamo avanti. Certo che lo faccio, anche e soprattutto per la mia bimba. Ma la verità è che sì, ho in testa una ridda di pensieri che fanno a pugni l’un con l’altro, paure e fastidi, tra cui ogni tanto (orrore!!!) la voglia di essere fuori da questo corpo e da questa vita. La tendenza alla negatività fa parte di me quanto le mie braccia o le mie gambe. Sono migliorata negli anni? Sì, ma è un training costante, se molli un attimo riemerge prepotente, preponderante. Questo sproloquio non ti serve a niente, me ne rendo conto e me ne scuso. L’unica cosa che mi sento di suggerirti, e che suggerisco a me, è di non tenere tutto dentro. Io credo tornerò dalla dottoressa che mi ha seguito durente i DCA e grazie alla quale avevo imparato gli strumenti da usare contro la mia metà oscura. Non ho bisogno di una terapia costante, quella l’ho già fatta. Ma rinfrescare certi discorsi può far bene. Un abbraccio, AnnaL. PS: fai been a non prendere The Secret. A me l’han regalato. Una cretinata assurda. La storia degli assegni per posta mi ha fatto decidere definitivamente che l”uso migliore che si può fare di quel libro è di usarlo per accendere il caminetto.

  • Ciao Chiara.
    Ti chiedo scusa in anticipo perché non so nemmeno bene cosa scrivere.
    Ma volevo scrivere ed esserci anche io.
    Io non ho nessuna ricetta, nessun consiglio, nessun rimedio, nessuna storia molto bella o molto brutta da condividere. D’altronde come tu stessa dici, di te conosciamo solo quello che scegli di condividere (giustamente) e mi chiedo anche con che diritto potrei dire “ti capisco”.
    Ho più o meno tutto nella vita eppure sono mediocremente insoddisfatta, e razionalmente non so perché. Quando volevo un figlio e non arrivava, lavoravo molto ma non era quello che in fondo in fondo volevo. Quando la bimba è arrivata, ho lavorato tantissimo con l’ansia che la maternità mi avrebbe penalizzato nel lavoro (e infatti). Quando sono al lavoro vorrei essere con la mia bambina. Quando sono con lei vorrei avere tempo per scrivere e lavorare. Quando sono in vacanza vorrei essere a casa. Quando sono a casa mi sento una sfigata e vorrei essere altrove. Quando vedo qualcuno più bravo di me mi sento una merda. Quando mi rendo conto che faccio delle cose meglio di altri e sono più brava, mi sembra di non essere capace di dimostrarlo. Eccetera all’infinito.
    Ho un dolore allo stomaco costante da anni, è lì con una tensione nervosa e non passa mai. Ho provato a curacchiarmi ma mai seriamente, tanto non mi sento messa poi così male. Non mi sembra di avere il diritto né di lamentarmi né di essere triste né insoddisfatta. E infatti non lo sono molto. Solo un po’.
    Insomma tutto questo per dire che mi sembra di non avere titoli nemmeno per commentare questo tuo sfogo.
    Però vedo che siamo in tante, tantissime. E che è? Che ha la nostra generazione? Perché stiamo così male? Chi più, chi meno, ma perché questa piaga? Perché non riusciamo a essere felici?
    Non ho risposte, solo un abbraccio, sperando che le giornate grigie passino e arrivino quelle di sole, e che il tunnel finisca.

  • Faith

    Ti hanno consigliato di tutto e di piú, ci manca solo il woodo e vanna marchi! Ovviamente scherzo, i commenti sopra sono solo la dimostrazione che ognuno di noi che ha, purtroppo, conosciuto la depressione, ne é uscito in modo diverso. Perché siamo in fondo diversi e viviamo anche la depressione in modo diverso.

    Gli antidepressivi mi hanno aiutato moltissimo nei momenti “acuti”, ma quello che mi ha cambiato la vita é stato l’incontro con una psicologa bravissima. É qui a Londra, ti dovesse mai servire.

    My 2 cents: hai vissuto in questo ultimo anno un cambiamento radicale. Cambiamento che hai scelto e non subito, ma che comunque ha portato grossissimi sconvolgimenti nella tua vita. Non sottovalutare gli effetti che tutto questo puó aver avuto sul tuo equilibrio. Datti tempo e spazio, e sí, parlane con qualcuno :-)

  • FrancyV.

    Ciao. Non ti lascio mai commenti, ma stavolta non posso farne a meno.
    Ti scrive una pazza (ormai mi definisco amorevolmente così) che passa da stati di euforia a stati di depressione nel giro di pochissimo. Sono costantemente a mettermi in discussione, a pensare al passato e al futuro senza mai vivere il presente. Annaspo e arranco alla ricerca del cambiamento lamentandomi se questo non arriva, ma comunque non facendo nulla per cambiare. Sono in un posto, vorrei essere altrove. Faccio una cosa, vorrei farne un’altra. Le ho provate tutte medicinepsicologaomeopata ma a 120 € a botta ho smesso. Ho avuto un figlio da poco che credevo magicamente risolvesse il caos che ho nel cervello e mi desse una certa sicurezza. Zero. L’unica soluzione secondo me è l’accettazione. Accettare quello che sono, vivere i miei momenti di buio fino in fondo puntando verso la luce, sfogarmi con il mio maritosantosubito ed andare avanti. Sono così. Punto. Sono cosi dopo 30 anni di vita. Non posso pretendere di cambiare quello che le esperienze, l’educazione, la genetica (?) mi hanno fatto diventare, con 5-10-15 anni di terapie, coach o corsi. Non ne ho tempo, non ne ho voglia. Sarebbe un percorso troppo lungo, costoso e faticoso. Spesso il ‘prenditi come sei’ è una botta di aria fresca. Scusa lo sfogo. Era per farti capire che non sei l’unica a provare certe cose e che penso ci sia speranza di una vita felice, che vuol dire non necessariamente fatta di momenti felici, anche per noi.

  • Edo

    Ciao Chiara, mi chiamo Edoardo.

    Ti consiglio di scaricare il seguente filmato: Lo Sfidante

    Questo è il link alla pagina di download…. http://losfidante.marenectaris.net/download/
    Puoi scaricare il filmato completo oppure la prima e seconda parte (di qualità maggiore).

    Ho imparato molte cose….che sto cercando di mettere in pratica, ma OVVIAMENTE è sempre tutto difficile. Specialmente quando c’è di mezzo il cervello!

    Ti consiglio anche il libro “Pnl e libertà” di Richard Bandler (c’è anche la versione e-book): lo puoi comprare oppure scaricare tramite emule!

    Visto che hai volato col parapendio devi assolutamente provare il paracadutismo: in caduta libera da 4500 metri per 50 secondi!

    Buon divertimento 😀

  • Edo

    …..dimenticavo: il filmato dura tre ore e ti consiglio di guardarlo senza elementi di disturbo intorno a te….chiudi le finestre, spegni il cellulare e presta molta attenzione ad ogni singola parola!

  • Carole

    Sweet marshmallow,
    per me è un onore immenso scriverti e leggerti. Ti ho conosciuta leggendo il tuo splendido libro l’estate scorsa e da allora ti seguo sul tuo splendido blog. Sei una fonte di ispirazione per me e onestamente sento di doverti dire questo: LE ANIME PURE E PIENE DI CREATIVITA’ hanno bisogno anche di questo. Voglio dire: gli scrittori, i pittori, i cantanti per dare tanto devono anche provare les fleurs du mal, la nausée….(insegno letteratura francese e amo cantare e scrivere…)insomma, accetta le mille sfacettature della tua personalità e vivitele senza avere paura di te stessa. Ho passato anch’io un anno di depressione dove mi sedevo e vedevo tutto nero. Ed ero stanca. e apatica. E vedevo gli altri ridere e vivere ed io non mi sentivo più attrice della mia vita. Certo, ero da poco diventata mamma e dovevo ancora abilitarmi per diventare un’insegnante. La stanchezza era tanta.Me la sono cavata da sola, senza l’aiuto di nessuno e di nessun farmaco. Mi sono detta: lasciati attraversare da quest’ ONDA DI NERO. Passerà ed io rinascerò come fenice DALLE MIE CENERI. Il giorno del primo compleanno del mio primo figlio, ho riaperto gli occhi e la luce calda mi ha fatto tornare ad essere la ragazza solare che tutti conoscono. Quella bionda, solare, piena di energia che io conosco. Momenti così fanno parte della vita di chi è creativo e un po’ speciale, credo. NON AVERE PAURA. Accettalo e ne uscirai più forte. Ti abbraccio principessina!

  • Carole

    Cara Chiara,
    per me è un onore immenso scriverti e leggerti. Ti ho conosciuta leggendo il tuo splendido libro l’estate scorsa e da allora ti seguo sul tuo blog. Sei una fonte di ispirazione per me e onestamente sento di doverti dire questo: LE ANIME PURE E PIENE DI CREATIVITA’ hanno bisogno anche di questo. Voglio dire: gli scrittori, i pittori, i cantanti per dare tanto devono anche provare les fleurs du mal, la nausée….(insegno letteratura francese e amo cantare e scrivere…)insomma, accetta le mille sfacettature della tua personalità e vivitele senza avere paura di te stessa. Ho passato anch’io un anno di depressione dove mi sedevo e vedevo tutto nero. Ed ero stanca. e apatica. E vedevo gli altri ridere e vivere ed io non mi sentivo più attrice della mia vita. Certo, ero da poco diventata mamma e dovevo ancora abilitarmi per diventare un’insegnante. La stanchezza era tanta.Me la sono cavata da sola, senza l’aiuto di nessuno e di nessun farmaco. Mi sono detta: lasciati attraversare da quest’ ONDA DI NERO. Passerà ed io rinascerò come fenice DALLE MIE CENERI. Il giorno del primo compleanno del mio primo figlio, ho riaperto gli occhi e la luce calda mi ha fatto tornare ad essere la ragazza solare che tutti conoscono. Quella bionda, solare, piena di energia che io conosco. Momenti così fanno parte della vita di chi è creativo e un po’ speciale, credo. NON AVERE PAURA. Accettalo e ne uscirai più forte. Ti abbraccio principessina!
    Rispondi

  • Carole

    P.S.: nell’intestino ci sono cellule simili a quelle che abbiamo nel cervello…come dire, la pancia è il nostro cervello numero 2! ( O uno?!)

    • Chiara

      davvero? ecco perché sento tante cose ‘con la pancia’…

  • Ciao Chiara,
    ti leggo da molto e ti confesso che le sane risate che mi hai fatto (e mi fai fare) con le tue avventure mi hanno molto aiutato in un periodo da occhiali neri della mia vita, ora fortunatamente finito. Ti capisco…per molte ragioni. Per i disturbi alimentari che come dici tu non se ne vanno mai del tutto e stanno lí tipo gufo a romperti le padelle..per le budella che si ribellano (a me é andata benissimo una cura ayurvedica che ho fatto come ultima scelta, causa cinismo…ma FUNZIONA!!!)..per la situazione di expa che, per quanto stimolante figa etc etc, é sempre e comunque una fatica qutodiana…e soprattutto per la naturale inclinazione ad usare l’occhiale scuro. Ma sai cosa ti dico? Alla fine, ce la puoi fare a toglierlo! davvero! e non perché ti arrivino Jhonny Depp o una valangata di soldi, ma perché davvero se pensi positivo, se ci credi, se vuoi…puoi farcela! E te lo dico io, che ho passato una depressione post divorzio a 2000km da casa, sola e spesso chiusa in casa senza niente di bello a cui pensare. Ma un bel giorno, dopo tanta c****, capisci che nonostante tutto se ne esce. Se hai voglia, scrivimi. Un forte abbraccio dal Messico

  • Paola

    il tuo post più bello, più vero.

    se hai preso coscienza di questa situazione, sei già sulla buona strada. Ce la farai sicuramente!
    in bocca al lupo :-)

    • Chiara

      Crepi, grazie.

  • Sabrina

    Ciao Chiara, anch’io ti leggo da un po’ di tempo..precisamente da quando sono rimasta incinta (2 anni fa’) e come mi sono ritrovata allora nelle tue avventure pre e post parto, x gioco della sorte (chiamata anche sfiga!!!) mi trovo ora a vivere un malessere simile al tuo..io ho cominciato circa due mesi fa’ ad avere “strani” sintomi fisici come le vertigini (di cui non ho mai sofferto in vita mia) che mi hanno spaventato e mi hanno creato un’ansia che non se n’è andata nemmeno dopo tutti gli accertamenti dignostici (risultati tutti negativi)…sono arrivata al punto al punto di avere anche attacchi di panico con stomaco chiuso, cuore in gola, insonnia, agitazione ecc….che si autoalimentano da soli al solo pensiero che non ne uscirò piu da questo vortice di autodistruzione. Sono sempre stata una persona molto pratica, senza troppe pippe mentali….ed ora mi sono ridotta a pensare (sempre a cose negative ovviamente) 24 h su 24h, non ho un momento di pace e mi sento una merda quando guardo mio figlio di 17 mesi e non riesco a stare bene x lui…Tutti dicono “Passa” “Tutto passa” ma in quei momenti non vedi mai la via d’uscita! Io continuo a seguirti e spero che entrambe ne usciremo presto da questo periodo (anche se un po’ diverso, visto che a te almeno gli attacchi di panico non sono venuti!!) e avremo ancora tante altre esperienze positive in comune.
    In bocca al lupo a tutte e due!!
    Ti abbraccio forte

    Sabrina

  • Chiara……..non so molto di libri/video/commenti/chiacchiere e altro blah blah in materia, non credo nell’autoconvincimento……….. ma ho notato una cosa interessante che hai detto su te stessa “Nota: questo succede anche se hai tutto dalla vita.” Io ho appunto trovato QUI il mio equilibrio, ossia NON mi concedo MAI tutto quello che posso avere, ossia non ho TUTTO nella vita. Mi do’ tempo per realizzarmi a piccoli passi….. potendo comprarmi svariati beni materiali non lo faccio……… non faccio tutti i viaggi che vorrei………non faccio le 1000 attivià che ho in mente…. ecc. Così mi resta la voglia di conquista, ed ho ritrovato me stessa! :)
    Enjoy!

  • Elena Zanzi

    Secondo me è vero sia che la mente influenza il corpo che viceversa. Ti consiglio un esercizio che dà risultati stranissimi e sorprendenti 😀
    In pratica si tratta di comportarsi “fisicamente” come se fossi felice. Nel senso: sederti come lo faresti se fossi felice, muoverti, cucinare, stare in piedi come se fossi felice. C’è infatti una differenza nel modo in cui ci muoviamo e nella nostra postura a seconda del nostro stato d’animo. Per cui se ti “sforzi” di muoverti da persona felice questo ti influenzerà un po’ :)
    E poi ti consiglio di pensare anche che prima o poi la dieta finirà e che facendola sicuramente starai meglio e chissà, magari cambierai anche gusti alimentari come è successo a me che ho dovuto fare una dieta durissima per un problema di intolleranze che non mi dava pace, poi è andato tutto bene! :)
    Baci e in bocca al lupo!

    • Chiara

      E’ un po’ quello che predicano i sostenitori del pensiero positivo, ma a me non riesce, mi sento scema… Forse sono geneticamente impostata così.

      • Daril

        Il consiglio di Elena e’ molto valido, ossia di comportarsi come se fossimo gia’ quello che vorremmo essere.
        I nostri pensieri generano sostanze chimiche che raggiungono ogni parte del corpo e lo influenzano.
        Il “problema” e’ che il nostro corpo tende all’omeostasi, perche’ ogni cambiamento richiede energia, mente il nostro organismo e’ programmato per risparmiare, ed e’ per questo che ogni cambiamento e’ molto difficile da attuare.
        In parole semplici diventiamo dipendenti dalle sostanze chimiche che i nostri pensieri generano.

        Tutto questo e’ ben spiegato nei libri del dr. Joe Dispenza : “Evolve your brain” e “How to break the habits of being yourself”

        Un’altra forma di resistenza ad ogni cambiamento inoltre e’ dovuta all’amigdala, la nostra ghiandola che regola il nostro stato di paura.
        Purtroppo tale ghiandola e’ ancora impostata sulle nostre paure ataviche quando eravamo ancora poco evoluti, quindi, ci fa percepire come “pericolose” anche situazioni che non lo sono, anche ogni cambiamento che vogliamo introdurre nella nostra vita.

        Un modo molto semplice per “aggirare” questi nostri limiti e’ il metodo Kaizen spiegato dal dr. Robert Maurer nel libro : “One Small Step Can Change Your Life: The Kaizen Way”

  • Moony

    Ciao chiara,
    Anch’io ho passato momenti di forte depressione soprattutto a causa di lutti importanti nella mia vita e dopo un’operazione allo stomaco causa proprio ansia ho deciso che non potevo stare più così e sono andata in analisi per 6 anni. Molte persone pensano che sia inutile e che sia solo per i ” matti” ma non è così. Tutti dovrebbero farlo. Faticoso, molto dispendioso e doloroso, ma dopo ti conosci e affronti tutto in maniera diversa. I momenti no ci sono sempre, è normale ma si vive tutto con più leggerezza. Chiara già parlarne ti aiuterà In bocca al lupo per tutto.

  • Francesca

    Nessuno di noi ha tutto dalla vita, proprio nessuno. Devi scoprire se quello che hai ti rende felice. E se la risposta è no, capire il perché.
    Probabilmente un bravo specialista potrebbe aiutarti ad apprezzare ciò che hai, o a guidanti nella ricerca di quello che davvero vorresti ( che non è mica facile, capire cosa si vuole dalla vita).
    Un abbraccio sincero

  • Io sono arrivata a pensare che uno o è felice o non lo è. Non c’entra niente la vita che si conduce, il posto in cui si abita e le esperienze che si vivono (questo tuo post ne è la prova), c’è chi indossa gli occhiali rosa e chi, invece, è nato malinconico e malinconico morirà (inutile dire che io appartengo alla seconda categoria).

  • melissa

    L’unico consiglio che ti posso dare è: cerca di capire che cos’è che ti vuole dire questa tristezza. E’ un campanello d’allarme, ringraziala perché ti sta avvertendo che c’è qualcosa in te che non va e che evidentemente fai fatica ad ascoltare. Cerca di capire che cosa ti vuole dire. E non aver paura.
    Comunque, posso solo consigliarti un libro, THE WAR OF ART di Steven Pressfield, che affronta anche quest’argomento, magari ti aiuta.

  • Ciao cara, the secret non lo comprare è una cacata enorme, io sono una persona molto positiva nonostante una vita non proprio semplice quindi sono convinta che ci si nasce ma ad essere ottimisti si può anche imparare, forse non ti aiuta il clima londinese un po triste, il fisico sicuramente somatizza i pensieri negativi e mangiare un po meglio non potrà farti che bene, ti auguro tanta felicità di cuore Angela

  • Beh, intanto grazie per aver scritto un post del genere: non capita spesso che le blogger (soprattutto quelle “famose”) mettano a nudo le loro debolezze in modo così spontaneo e onesto.
    Io non credo si possa cambiare, ne sono sicura :) Certo, non si può stravolgere completamente la propria personalità, ma si può lavorare su se stessi, cercando pian piano di modificare certi automatismi che fanno nascere ansia, insicurezza, insoddisfazione e pessimismo. Non servono libri o “tutorial” per far questo, solo un po’ di buonsenso e voglia di ascoltare/ conoscere meglio se stessi. Anche io sono (non so se di natura o per influenze familiari, ma il risultato è comunque lo stesso, no?) ansiosa, pessimista e facile preda della malinconia, ma da qualche anno cerco di lavorare sui miei difetti e qualche risultato l’ho ottenuto.
    Altra cosa invece è la depressione: per combatterla è necessario l’aiuto di qualcuno che se ne intenda davvero. Non so come funzioni a Londra ma se le liste d’attesa sono troppo lunghe prova privatamente, piuttosto che aspettare: ogni giorno nero che trascorre è sofferenza inutile che ti carichi sulle spalle.
    Stavo per copiarti una frase che ho letto due giorni fa e mi ha molto colpito, perchè tocca una delle mie personali fonti di infelicità, poi ho pensato di non farlo. Anzi, se posso permettermi un consiglio, non ascoltare troppo i consigli 😉 soprattutto quelli di noi commentatori che non sappiamo nulla dei tuoi problemi, delle tue insoddisfazioni e di quello che ti può far star meglio.

  • Chiara, ti consiglio un metodo potentissimo per scacciare la depressione. Si tratta di correre a perdifiato per 10 km dicendo il rosario, ogni mattina prima di lavorare; arrivata a casa, fai yoga leggendo The Secret e poi butta giù un’estratto di Felicin, un’erba anti-tristezza molto potente. A seguire, una sessione di training autogeno per rilassarti e una di ipnosi regressiva con lo scopo di sbloccare i traumi delle vite passate. Dopo, un salto dal terapeuta psico-cognitivo e, per chiudere, bevi un cappuccino, fai una passeggiata all’aria aperta e abbraccia forte Porpi; e apprezza queste piccole gioie quotidiane! Sarai così impegnata a cercare di applicare questo metodo, da non avere più il tempo di essere giù! 😉 Un abbraccio! E.

  • mikaela

    praticamente questo blog e’ seguito da una manica di ex-depresse, ex-ipocondriaci, ex-anoressiche.
    Io sto bene, grazie

    • Chiara

      Questo blog ha moltissimi lettori. Alcuni di loro, e questo probabilmente ne è un piccolo campione che si è sentito chiamato in causa, hanno avuto problemi simili ai miei. E siamo tutti contenti per te che stai bene, sinceramente.

      • RR

        Sinceramente nn credo che la signora di sopra stia tanto bene!Vai forte Chiara…l

    • Pat

      Mikaela sei “circondata” :-)

  • Daril

    Ciao Chiara.

    Ho qualche suggerimento che spero ti possa essere di aiuto :
    Way of The Peaceful Warrior : http://www.youtube.com/watch?v=qDNobJ-wmPI
    E’ basato sulla storia vera del ginnasta Dan Millman e sull’omonimo libro, a cui se sei interessata, ti consiglio di aggiungere anche “Wisdom of the Peaceful Warrior”, che spiega meglio i concetti del libro originale.

    Poi ti consiglio anche i libri del dr. Wayne Dyer, ne ha scritti diversi, io sto cominciando in questi giorni a leggerne uno.
    Nel frattempo ecco un docufilm che ha girato di recente : http://www.youtube.com/watch?v=A78IJHj9h3o

  • @mikaela tu stai bene? Davvero?
    Un vero peccato non traspaia

  • Lorenza

    Cerca “fibromialgia” su google. Cause ed effetti. Se corrisponde ai tuoi malesseri fammelo sapere, se vuoi, attraverso la mia e-mail.

  • Francesca

    cara mikaela, ci fa piacere che tu stia bene e non abbia conosciuto queste malattie, perché di vere e proprie malattie si tratta, se tu non lo sapessi, che e’ quello che suppongo, vista l’inutilità del tuo commento.

    • mikaela

      si tratta di una malattia ??
      il mio commento sarebbe inutile ?? si hai ragione, era inutile.
      Ma quasi tutti i commenti hanno dato consigli ancora piu’ inutili del tipo leggi questo leggi quello, fai yoga, fai corsa, fai nuoto, fai sesso…
      A davvero pochi e’ venuto in mente di dire: vai dal dottore.
      io mi chiedevo semplicemente se la maggioranza dei lettori del blog sia depresso. Non un buon segno per un blog (o forse si).
      O se, come dice Chiara, queste 300 persone siano solo una piccola minoranza dei lettori del blog ( in Italia il 3% della popolazione prende il prozac, davvero 10 mila persone leggono questo blog ??)
      comunque chiara in bocca al lupo per uscirne…

      • Francesca

        Sì, cara mikaela, depressione e disturbi alimentari sono vere e proprie malattie, cosa pensavi che fossero, dei passatempi perchè uno non ha niente di meglio da fare nella vita?!
        Ah, comunque, anche io sono un dottore, per inciso, non è che dico “malattie” tanto per dire.
        In ogni caso, visto che andare dal dottore ti pareva il consiglio più sensato ( e sono d’accordo che lo sia), non potevi dire direttamente questo?! Magari semplicemente molti passano di qua (anche saltuariamente, non necessariamente devono essere lettori assidui) e condividono la propria esperienza..(senza che per forza debbano prendere il prozac, tra l’altro)

        • mikaela

          guarda che lo sanno tutti che sono malattie.
          avrai la laurea in medicina, ma a leggere tra le righe non sei molto in gamba (forse proprio perche’ hai la laurea in medicina ??
          ho sempre pensato che per far stare tutto un esame di anatomia nella testa bisognasse per forza di cose rinunciare ad altre capacita’ intelletuali, tipo appunto saper leggere tra le righe).
          non ho suggerito di andare dal dottore perche’ anche la nostra Chiara sa benissimo che e’ l’unica cosa da fare ( o forse no visto che parecchie commentatrici hanno gia’ stabilito che non si tratta di depressione ma di noia)
          E invece tutti a suggerire i libri dei santoni…

          • Francesca

            Senti Mikaela, se lo sanno tutti come dici tu ( e comunque non direi, visto che molti continuano a pensare che il non mangiare sia una sorta di capriccio per farsi notare), c’era bisogno di fare quel tuo primo commento?! A me è sembrato offensivo e basta, e mi pare di non essere stata l’unica a notarlo. E continui ad essere offensiva inutilmente, difatti non risponderò nemmeno ai tuoi sottili insulti gratuiti.

  • ziska

    Io non sono una fan del pensiero positivo, perché semplicemente a volte il pensiero positivo non basta. La mente è … una sporca storia. E’ complicata, a volte infida… sembra che giochi CONTRO di noi quando magari invece cerca solo di avvisarci di qualcosa che non va.

    Quando ho iniziato a soffrire di attacchi di panico la gente attorno a me mi diceva “pensa positivo, le cose belle che hai, concentrati sugli amici, su quello che stai costruendo, il futuro, le opportunità”. BALLE. Soffrivo di attacchi di panico perché QUELLI erano il sintomo (come la febbre lo è dell’influenza o di una qualsiasi infezione) di qualcosa che NON ANDAVA. Dovevo trovare la causa per curare il sintomo.

    E a volte DA SOLA non ce la fai a trovare la causa. Vuoi perché dolorosa e quindi la eviti inconsciamente, vuoi perché ce l’hai sotto gli occhi tutti i giorni e per te fa parte della normalità, semplicemente, e non ti accorgi invece che lentamente ti sta stritolando.

    Dopo 5 anni ho interrotto la terapia. Sono guarita? Ni. Non penso che da certe cose si possa guarire e basta. Ormai la mia mente ha trovato una via che mi rende vulnerabile e usa quella via per bombardarmi quando mi devo rendere conto che qualcosa non va. O semplicemente quando sono troppo sotto pressione. O sto perdendo il mio focus.
    A volte semplicemente è il mio modo di manifestare la paura per i cambiamenti della vita. Inevitabilmente ora che sono incinta e che il parto si sta avvicinando, il mostro è in agguato di nuovo. Lo vedo e lo sento e so PERCHÉ è lì, perché sebbene questa bimba sia stra voluta amata e desiderata e non veda l’ora di iniziare una nuova avventura, è qualcosa di talmente grande e pervasivo che FA paura.

    In conclusione. IO penso che la negatività e certi problemi si risolvano solo imparando a conoscerli e a conoscerci e accettando che certi meccanismi fanno parte di noi stessi, per imparare a riconoscerli e a bloccarli quando scattano. E secondo me l’aiuto a raggiungere questa percezione può venire solo da un bravo e ONESTO professionista.

    Ma se ne esce. O almeno ci si impara a convivere bene e con gusto. ALLORA e solo allora il pensiero positivo potrà essere di supporto. Ma è un supporto, non la cura SIC.

    In bocca al lupo Chiara. Non sarà una schioppettata ma sono sicura che ne uscirai vincitrice! 😉

  • Pingback: Il meglio della settimana #luglio 3 | Parola di Laura()

  • Ti hanno consigliato uno dei peggiori libri sulla legge di attrazione.
    Non funziona così: non è vero che se pensi intensamente a una cosa e credi di averlo già ottenuto otterrai l’oggetto del tuo desiderio.
    No, questo è quello che alcuni hanno detto per anni ma non basta.

    La legge di attrazione dice che se pensi positivo, hai emozioni positive e ringrazi per ciò che hai, attrai altri cose per cui essere grato. E accade perchè ti muovi con il minimo sforzo per avere il massimo risultato. Se lo sforzo diventa lotta qualcosa non va.
    Mi occupo da svariati anni di crescita personale e benessere olistico e comprendo la tua diffidenza. Secondo me il ‘prodotto’ più giusto per te è Supera i tuoi limiti di Roy Martina (dvd) che è un medico con un’attenzione particolare alla visualizzazione e al potere della mente.

    Ora la tua mente è focalizzata sulla privazione e capisco la tua difficoltà. Sono a dieta senza glutine e lattosio da vari anni e la limitazione sociale c’è sia con gli amici sia nel viaggiare. Però…ho scoperto un sacco di piatti nuovi, ristoranti carini e cucinare è un atto creativo fantastico. :-)
    Quando sarai pronta troverai la tua personale chiavi di lettura dei segnali che il tuo corpo ti manda.
    Buona domenica

  • Alessia A.

    Sorvolando sul commento fuori luogo di cui sopra…come stai, Chiara?
    Non sono riuscita a inserire un commento su Instagram ma la foto coi capelli sciolti e quella ‘al ballo’, mi sono piaciute moltissimo! :)
    Bella Wonder!

  • Memi

    Come sei bella, Chiara, bella tutta, tutta intera. :-)

    • Chiara

      Come mi ha commosso questo commento. Grazie.

  • Ciao Chiara,
    come stai?

  • Ciao Chiara,
    Questo post tocca corde che tutti noi, purtroppo, conosciamo. Io stessa sono u a pessimista cronica, preferisco usare gli occhiali neri come protezione contro eventuali colpi della malasorte. Così però non mi godo proprio niente, e ho allontanato molte persone da me.
    Credo comunque che quello di cui parli non sia depressione (per fortuna!!): forse sei solo insoddisfatta della vita che stai conducendo adesso. Forse dovresti individuare le situazioni che ti fanno stare così e travolgerle come un panzer. Chiamasi resilienza.
    I miei periodi peggiori erano stati preceduti da rivelazioni, da parte di amici, conoscenti e professori, sul fatto che io non valessi poi tanto. Un caso banale? Essere stata mollata per una bruttina ma alta 180x48kg, oppure critiche pesantissime da parte del mio relatore della tesi triennale, o il fatto di essere 10 kg sopra il mio ideale di forma fisica.
    Dopo il grande sconforto che ne era conseguito, ho sempre cercato di mettermi d’impegno al fine di migliorarmi. Sai cosa c’è? Per quanto io possa aver smussato o migliorato alcuni miei difetti, penso sempre di non essere abbastanza o all’altezza.
    Misembra che anche tu a volte ti sia sentita così, e se conosci trucchi per dare una scossa all’autostima ti inviterei a condividerli.la figura di riferimento è, forse, il famigerato Faust

  • Ciao Chiara ho letto questo post un paio di giorni fa’ e poi ho pensato … scrivo… non scrivo….ma soprattutto cosa scrivo? Di consigli, opinioni, esperienze di vita vissuta qua sopra ce ne sono un sacco. Io ti lascio un abbraccio, forte. Perchè in questi giorni ti ho pensata un sacco.
    Mara

  • Chiara

    Grazie a tutti, immensamente, dei commenti che avete lasciato. Li ho letti attentamente e, anche se non posso rispondere ad ognuno, ci tengo a dirvi che tanti di voi mi hanno dato spunti interessanti, parole di conforto, motivi per pensare, per riflettere su piccole e grandi cose della mia vita. Un forte abbraccio e grazie ancora, appena mi sentirò un po’ meglio tornerò a scrivere.

  • Elena

    Purtroppo il pessimismo toglie anche la voglia di fare e dover fare una dieta aiuta ancora meno. Ti capisco benissimo e forse l’unica soluzione per rialzarsi e’ farsi aiutare.

  • prisca

    Last but least – ci ho pensato e ripensato, scrivo o non scrivo che nemmeno mi conosce! E alla fine eccomi qui a : ringraziarti per aver condiviso questo momentaccio (sei in buona compagnia visto?), dirti che ho copiato alcuni dei commenti che ti hanno lasciato perché devo crescere, smetterla di fare i capricci e capire cosa devo cambiare per essere felice. Devo cambiare io! Facile eh! Dai Chiara, rialziamoci!! Perché il Meglio con la M maiuscola deve ancora venire! Per ora non lo vediamo ma è li…che ci aspetta!
    Lots of hugs!

  • Sono arrivata tardi a commentare.
    Forse lascerai stare il blog per un po’, forse non leggerai il mio commento, ma ci tengo a condividere i pensieri che mi sono venuti leggendo questo post.
    Non so di preciso quali siano i tuoi problemi (nè di salute nè d’umore) e non sono un medico né uno psicologo, quindi anche se li conoscessi non potrei darti soluzioni o cure.
    Però quello che mi è sembrato di capire leggendo mi ha toccato.
    Vedi, non abito in Italia da tempo e ho un blog che è abbastanza letto, anche da conoscenti e amici.
    All’inizio non era così, e il blog era una valvola di sfogo, scherzavo ironicamente sulle c ose che mi capitavano e sulle persone che conoscevo, sugli stati d’animo e sui posti che mi trovavo a frequentare. Mi sfogavo anche quando capitava qualcosa di brutto.
    Era una sorta di diario di bordo, più per me che per gli altri, ma pubblico.
    Può sembrare stupido, ma mi aiutava tanto. Mi aiutava ad essere spigliata e allegra fuori e coltivare le malinconie o lavare i panni sporchi in casa, sul blog. Ogni tanto arrivavano dei commentatori sconosciuti e mi davano due consigli, una dritta etc. Mi piaceva molto ma soprattutto ne avevo bisogno. Sentivo il bisogno di scrivere e raccontare, perché non sempre e non con tutti potevo farlo.
    Un po’ alla volta la cerchia di lettori è aumentata e l’incantesimo si è un po’ spezzato.
    Mi sono trovata sempre più in silenzio quando uscivo (“ma sai che… ” “ah sì, l’ho già letto sul tuo blog…”) e sempre più imbarazzata a scrivere (“ma se scrivo questo poi magari lui/lei penserà che ce l’ho con lei…”).
    Poi si è aggiunto un altro fattore. Finora mi ero spostata in altri Paesi per scelta mia. Da circa un anno il Paese dove abito non l’ho scelto io, ci sono venuta perché qui ha trovato lavoro il mio ragazzo.
    La situazione è molto cambiata, e passati i primi mesi di scoperta e un po’ d’entusiasmo della novità, mi sono ritrovata a rendermi conto un po’ alla volta della realtà. Un Paese nuovo, completamente nuovo (non era neanche nella mia top 100 wish list di posti dove sarei andata a vivere) in cui ero da sola la stragrande maggioranza del tempo. Ma non da sola nel senso più ricco del termine (che bello, vai, esci, fai, incontri gente, conosci gente nuova) ma da sola nel senso più triste (sei da sola mentre aspetti che qualcuno esca da lavoro così le novità e gli incontri li puoi condividere con lui) e scardinato del termine (sei da sola a vivere i momenti di sconforto, sei da sola nel senso che gli amici stretti abitano in Italia o in altri Paesi, con altri fusi orari, sei da sola la mattina alle 9 come al pomeriggio alle 4, sei da sola quando ti viene da piangere ma anche quando ti viene da ridere). Inoltre, il desiderio di non rinfacciare mai niente e di non far pesare a lui che ci fossero delle difficoltà per ambientarmi ed inserirmi.
    E il blog, certo. Non potevo più sfogarmi nel blog come avrei fatto, chessò sei anni fa. Perché poi gli amici a casa si preoccupano, perché poi tutti a dirmi “ma cosa ti vuoi lamentare tu, guarda qui noi, con la crisi, il lavoro che non c’è, l’altra incinta etc etc”.
    Non ho mai pianto.
    Non ho soluzioni.
    Posso dirti che capisco (almeno credo) quello che senti, e che alla fine della fiera l’unica persona che rimane con noi tutta la vita siamo proprio noi stessi.
    E bisogna cercare di auto-renderci la migliore compagnia possibile.
    Un abbraccio molto forte.

  • sunny

    “Qualcosa Che Non C’è” – Elisa

    Tutto questo tempo a chiedermi
    Cos’è che non mi lascia in pace
    Tutti questi anni a chiedermi
    Se vado veramente bene
    Così
    Come sono
    Così

    Così un giorno
    Ho scritto sul quaderno
    Io farò sognare il mondo con la musica
    Non molto tempo
    Dopo quando mi bastava
    Fare un salto per
    Raggiungere la felicità
    E la verità è che

    Ho aspettato a lungo
    Qualcosa che non c’è
    Invece di guardare il sole sorgere

    Questo è sempre stato un modo
    Per fermare il tempo
    E la velocità
    I passi svelti della gente
    La disattenzione
    Le parole dette
    Senza umiltà
    Senza cuore così
    Solo per far rumore

    Ho aspettato a lungo
    Qualcosa che non c’è
    Invece di guardare
    Il sole sorgere

    E miracolosamente non
    Ho smesso di sognare
    E miracolosamente
    Non riesco a non sperare
    E se c’è un segreto
    E’ fare tutto come
    Se vedessi solo il sole

    Un segreto è fare tutto
    Come se
    Fare tutto
    Come se
    Vedessi solo il sole
    Vedessi solo il sole
    Vedessi solo il sole

    E non
    Qualcosa che non c’è

    • Dani

      Questa canzone è meravigliosa e spiega tutto. se solo avessi davvero qualcosa di brutto proprio brutto che sta capitando nella tua vita, allora capiresti quanto è inutile e quanto è ingrato stare così. Così come a volte capita anche a me, invece basta guardarsi, guardare il contorno, guardare gli altri, per essere solo felici.

  • Laura Francesca

    Cara chiara.
    Leggo ora le tue parole. Le ho lette due volte per la verità.
    Allora. Io sono sempre stata molto ansiosa e anche un po’ depressa.
    E anche io come te sono una persona molto fortunata agli occhi degli altri.
    Da sette anni e mezzo io sono molto cambiata. Piano piano ho iniziato a guardare il mondo in un modo diverso.
    Non ho seguito alcuna filosofia o metodo. Ho solo cercato di svegliarmi al mattino sorridendo. Mica facile. Per me che di occhialini neri ne ho credo dieci paia.
    Però funziona. Funziona fare yoga. Funziona correre. Funziona ballare. Cantare. Disegnare.
    Io penso che tu sia speciale. Scrivi in un modo che ti fa leggere tutto d’un fiato.
    Sei bella.
    Sei intelligente. Spiritosa.
    Devi solo imparare a guardarti bene dentro. Ogni cosa che facciamo al nostro corpo lo facciamo per tacere la nostra mente.
    io ti mando un abbraccio. E spero che tu riesca a sorridere di nuovo perché te lo meriti visto che fai sorridere tutte noi e siamo tante.
    Baci.

  • WakaWaka

    Quando eri da sola a Roma con porpi eri positiva e felice, adesso che sei a londra e hai raggiunto il tuo lui sei l’ombra di te stessa. Rifletti sul tuo rapporto con lui, e, se riesci, torna in italia passa ore di fuoco con un maschio sannita. Il tuo Lui attuale non ti merita: lascialo a quelle come G (ti ricordi?? xD)

  • Angela

    “Non farti del male”, Anselm Grun, Queriniana.
    Un libro per la vita. Se esistesse un manuale in dotazione alla nascita, sarebbe questo!

  • violetta

    Sono giorni che apro la pagina per lasciare un commento, ma in realtà non ho molto da dire, né ricette da dare. Alla fine ho deciso di scrivere perchè l’argomento mi tocca molto in questi giorni. Due giorni fa, domenica mattina, un amico di infanzia, quelli di cui si usa dire “siamo cresciuti insieme” si è ucciso, si è sparato un colpo di fucile ad un occhio, ed oggi ci saranno i funerali. Sembra che non accettase il fatto di essere stato lasciato dalla fidanzata, ma io sono convinta che per compiere un gesto così estremo altri problemi e la sensazione di non avere vie d’uscita attanagliassero quel povero ragazzo. Con questo non voglio dire che tu ti trovi nella stessa situazione per carità, però voglio plaudere al tuo coraggio di parlarne, di chiedere aiuto e di guardare in faccia i problemi. Solo così è possibile venirne fuori.
    Credo che sia da molto che covi questo malessere, all’ultimo post che scrissi lo scorso anno, quello precedente il viaggio a Cuba, commentai dicendo che ti percepivo distaccata, che gli ultimi post sembravano scritti per dovere, che si avvertiva una differenza rispetto ai priodi precedenti. Ora il cerchio si chiude e molte cose diventano più chiare.
    Ti auguro che possa superare questo brutto momento, per te, per la tua splendida ragazza e per il tuo compagno, per la tua famiglia, che essendo lontana soffrirà le pene dell’inferno nel saperti così giù e non potere starti accanto, proprio nel senso fisico del termine.
    un abbraccio e a presto.

  • Glo

    …pensa a chi come me ha la celiachia e da sempre vive quello che stai vivendo tu ora (limiti allucinanti, organi interni in disfacimento, occasioni sociali perdute o problematiche, rinunce su rinunce…) e lo vivrà per sempre. Forza e coraggio!!!

  • Aporia

    Chiara. Volevo mollare il tuo blog perchè, e sarò sfacciatamente sincera, spesso rosicavo.

    (poi qui ho scritto tante cose, un sacco di cazzate noiose e ora le cancello. dico solo che:)

    Alla mia terapeuta qualche tempo fa ho detto: “…io ho tutto, ho tutto! io ho il DOVERE SOCIALE di essere felice… mi aiuti!” e mi è venuto tanto da piangere. Che tenerezza mi sono fatta da sola.
    La bellezza che mostri attraverso il tuo blog ora per me prende una prospettiva diversa, mi piace di più: e non perchè mi sei simpatica perchè sfigata, ma perchè la sento più intima. Cerca di capire e non me ne volere….
    Aporia

  • Ciao chiara, eh arrivo con il commento 311 e dopo aver letto gli altri cosa aggiungere? Semplicemente di non aver paura di guardarti dentro. Mi ha fatto sorridere come hai parlato di the Secret! Vedi, ho sempre pensato che di stregoneria ed altre cose parlassero quelle come me, un po’ hippie, che fanno yoga come stile di vita, vegane, etc insomma tutta una categoria di persone Zen che vivono in campagna e vanno ai ritiri spirituali buddhisti… e invece mi guardo intorno e vedo magari “quelle come te”,più alla moda, connesse con il mondo, cosmopolite e dico “,siamo proprio diverse”, e invece no, siamo umane con le nostre sensibilità e magari senti dei pregiudizi verso ste cose alternative, strambe invece ti dico prova…..io faccio yoga da anni ma ho anche affiancato da mesi un percorso in psicoterapia di quelle più formali e ortodosse per uscire dal tunnel dove non sapevo di stare, quello della co-dipendenza che e’ una forma di depressione latente (tipo io ti salverò) in cui si cade quando per anni si vive a contatto con persone malate di depressione quella vera,che manco gli psicofarmaci servono ed e’ tutto un dentro e fuori dai reparti di psichiatria. Insomma ne sto uscendo per il bene mio, di mio figlio e di chi mi ama e amo. Prova con queste terapie ma mettici dentro un po’ di buona e giusta saggezza orientale, senza credere che poi ti ritrovarsi rapita a zero. Prendi yoga per quello che e’ una vera terapia zen basata su millenar tecniche per il benessere psicofisico, ora va di moda ma vabbe, tu va oltre. Per l’alimentazione ti consiglio di leggere qualcosa di macrobiotica, magari senza SCE dere in dettagli di difficile applicazione. Si basa sull’equilibrio degli alimenti, anche qua secoli di studio applicazioni e risultati veri. Non e’ una passeggiata ma mette molto in pace con se stessi. Io senza non avrei mai finito l’univ, un’amica mia non sarebbe rimasta incinta.riposa e facci sapere.

  • Monia

    Ho fatto uno di quegli stupidi test online per capire se sei depressa.
    Il risultato è stato illuminante, ma non per me: lo scrivo qui per te, perché penso che quello che ti sta accadendo sia questo.

    “Non e’ ancora depressione. Nel tuo caso si dovrebbe parlare forse, con il poeta, di “male di vivere”: la percezione della precarietà dell’esistenza; un senso di struggimento, e nostalgia, per qualcosa di indefinito; la difficoltà nell’accettare i necessari cambiamenti che la vita richiede, nel suo divenire; l’aspirazione, talvolta frustrata, ad una condizione di vita superiore. Cerca di non pensare a questo tipo di stato d’animo come se fosse una vera malattia. Certamente -e fortunatamente- puo’ non corrispondere al modello di vita ideale proposto dagli spot pubblicitari. E’ però una preziosa condizione dello spirito che, se sceglierai di non assecondare all’infinito, potra’ guidarti verso livelli evolutivi e maturativi superiori.”

  • Any

    Ho davvero sentito molto le tue parole! Anche io ne so qualcosa di somatizzare! In passato ho detestato la mia sensibilità… La mente e’ potente, strettamente collegata al corpo; forse siamo noi che sbagliano ad interpretare i segnali! Vado a cliccare sul link… E una bella dose di positività per entrambe! Passando per la propria umanità :) bacio!

  • Alessandra

    Ciao Chiara,
    hanno provato anche a me ad affibbiarmi “the secret” e similari (sìììì…ce ne sono a bizzeffe, tutti uguali e a bizzeffe) ed oltre all’ angoscia di fare andare tutto ancora peggio per la mia incapacità di pensare positivo quando invece tutto mi pareva piuttosto grigio tendente al canna di fucile (mai dimenticarsi del fashion) non ho ottenuto niente.
    Poi la vita si sà, è fatta di alti e bassi che sembra di essere sulle montagne russe, specialmente per le persone ingelligenti e sensibili che pensano troppo.
    Adesso sono di nuovo in un periodo come il tuo, e leggendo il post ho pensato di averlo scritto io e non ricordarlo più.
    La mia vita sulla carta è meravigliosa, ho il mio compagno, una bimba di sette mesi…li amo…e ho sempre la costante paura di perdere tutto.
    Sono terrorizzata, infelice, mi sembra mi manchi tutto e nello stesso tempo, sapendo consciamente di avere tutto quello che desidero, mi sento pure in colpa, così tanto per mettere una ciliegina sulla torta.
    Il mio compagno mi dice che sembro sempre triste, mi arrabbio per niente, sono troppo gelosa e a volte quando discutiamo mi dice che sembra che abbia anche le manie di persecuzione, visto che rapporto tutto a me e a qualcosa di male che mi hanno fatto, mi fanno e mi faranno.
    Io di solito sono una persona solare che sta bene con tutti e si diverte, amo i miei amici, il mio lui, la mia bimba, la mia famiglia, ho un sacco di hobby e passioni E adesso mi sento come se avessi una coperta di tristezza ben appiccicata addosso…è assurdo e paradossale per la gente, ma non riesco a scuoterla via. Mi dibatto, ci provo e invece è sempre lì.
    Più ho paura di perdere le cose ho e più sembro infelice nella vita che invece voglio… è così difficile da spiegare…è così difficile da affrontare, tanto che nemmeno le persone che più ci amano capiscono a pieno.
    Via…bisogna trovare una soluzione, siamo troppo in gamba per questa cosa assurda…un abbraccione Chiara.
    Se ti va scriviamoci! ^^

    Ale

  • ciao Chiara, ti leggo sempre ma non commento quasi mai.
    non ho potuto leggere tutto
    quello che mi sento di dirti è di seguire le indicazioni che ti danno i medici, penso che la medicina sia importante, soprattutto in casi di emergenza, ma di seguire allo stesso tempo il tuo istinto e non prendere questa dieta come una prigione, concediti qualche strappo alla regola se questo ti fa veramente sentire meglio. Prova a trovare anche nelle cosiddette medicine naturali possibili alternative. Non dico di affidarsi a chissà quale guru, ma credo che oggi la medicina sia molto frammentata, ognuno cura un pezzetto, una volta il medico guardava tutto della persona, oggi sencondo me tocca a noi fare un po’ i medici di noi stessi, sapendo ascoltare tutte le voci e scegliere cosa è giusto per noi. Io ci credo che la nostra mente può tanto, poi che sia facile è un altro discorso.
    Ti aspettiamo presto!

  • Pitita

    Ciao Chiara,
    ho scoperto il tuo blog da poco, ma mi sembra di conoscerti da una vita, scrivi di emozioni e pensieri che spesso sono i miei, anche se non sempre riesco ad esprimerli in modo così efficace. Può sembrare assurdo ma a volte leggerti mi aiuta a capire un po’ meglio anche me stessa. E sono sicura di non essere l’unica.
    Senza nemmeno accorgertene con i tuoi post hai aiutato un sacco di persone alle prese con situazioni simili alle tue e penso che un sacco di persone come me ti siano grate per questo.
    Ammiro la tua forza, la tua voglia di lanciarti in nuove esperienze, di vivere e lottare per trovare la tua felicità.
    In questo momento per te difficile volevo solo dirti che ti sono vicina e che ti mando un fortissimo abbraccio! :)
    Pitita

  • Monia

    Chiara ma adesso che sei a Roma perché non organizzi un Meet & Greet con tutte noi? Sto immaginando come sarebbe bella questa discussione se potessimo condividere tutte le nostre esperienze a voce, tutte insieme :)

  • Quando si sta male ci si sente soli. (Forse) nonostante i tanti commentatori del nostro malessere.
    Ci ri-troverai qui in ogni momento, Chiara. Tieni duro!
    Bimboa.wordpress.com

  • Leggo solo oggi, mi mancavi, ti ho cercata e che trovo?
    Uno spicchio di me stessa.
    Io ho sempre avuto alti e bassi, ho sofferto di DCA per dieci anni, ho avuto (e ho) tutto, ma certe settimane mi manca qualcosa, tratto chi mi ama a pesci in faccia e mi rendo detestabile, poi non so come ritrovo un equilibrio (spesso basta una caffè con un’amica) e vado avanti serenamente un paio di mesi.
    E poi giù di nuovo.
    Ho una malattia autoimmune della tiroide, dicono che influenzi l’umore, sono in cura ma gli sbalzi d’umore ci sono lo stesso.
    Cerca qualcosa che ti fa stare bene e falla, è brutto da dire ma l’unica terapia la troviamo da sole.
    Ti abbraccio.

  • Cassiera dell’Esselunga sottopagata

    Secondo me se tu vivessi in quartiere operaio, dovessi lavorare per vivere alzandoti alle 6.30 di mattina e prendere i mezzi, magari con due o tre bambini piccoli a casa, dovessi lavare stirare fare letti e tirare la cinghia a fine mese non soffriresti di “depressione”.
    Vai a fare un pò di volontariato, va!

    • Chiara

      Puó essere. Ma non sono nata in un quartiere operaio e non faccio un lavoro che mi obbliga ad alzarmi alle 6.30 Pensi che stare peggio potrebbe essere un rimedio allo star male?

      • Manrico

        Torna a Roma in pianta stabile: che ci stai a fare a LdN finchè non hai un lavoro là?

    • Antonietta

      Sono nata in una famiglia modesta, mi alzo alle 6,30, mando avanti la famiglia e la casa senza aiuti, ma a suo tempo la depressione non mi ha risparmiato……Faccio anche volontariato, ma le malattie sono molto democratiche e non c’entrano nulla con la condizione che uno vive…….un po’ di rispetto per Chiara e per tutti coloro che vivono un momento di difficoltà ??

    • Mariaterea

      Il tuo commento spiega come mai fai la cassiera all’esselunga e sei sottopagata. No anzi, per quello che traspare dalle tue parole, secondo me è già un miracolo che vieni pagata.

      • Monia

        Scusa MariaTere(s?)a ma questo commento è peggiore di quello a cui rispondi.

        • Mariaterea

          Ah si Moni(c)a ? E perché?

  • Ciao Chiara, ti leggo spesso e commento di rado. Oggi scopro questo post, che in qualche modo, si ricollega all’ultimo che ho scritto io stessa, quindi mi sento chiamata in causa. Al di là dei tanti buoni consigli, al di là dei commenti senza empatia e fuori luogo, è evidente che tu, come me, all’apparenza non manchi di nulla e non avresti motivi di essere pessimista. Sei bella, sei giovane, hai una bambina splendida, sana e felice, vivi in una delle città più elettrizzanti del mondo. Questo è l’esterno. Prova a guardare all’interno: cosa c’è che non va? Non ce la fai da sola? Chiedi aiuto, come giustamente hai fatto. Ma non lasciare lì questo sentimento a macerare, a roderti il fegato. Nel frattempo prova a fare quello che faccio io quando passo le giornate NO: prova a soffermarti su tutto ciò che di bello la vita ti sta regalando.
    In bocca al lupo!

  • Mi permetto di dire che è molto brutto (e troppo diffuso purtroppo) ritenere la depressione un passatempo per gente annoiata che ha tutto. La depressione è una malattia, talvolta molto grave, che colpisce indistintamente uomini e donne, giovani e anziani, ricchi e poveri, a qualsiasi latitudine. Uno dei motivi per cui il terzo mondo sembra meno colpito da depressione è, purtroppo, dato dal fatto che una percentuale maggiore di malati finisce per suicidarsi, non avendo accesso a cure adeguate. Non è che avendo “cosa più importanti di cui preoccuparsi” si diventi immuni alla depressione. Magari, sarebbe molto più facile. Ma non è così purtroppo.

  • michela

    scusa, chiara, tu mi piaci molto, e non offenderti per quello che ti dirò. ma la cassiera dell’Esselunga sottopagata non ha tutti i torti. io vengo da una famiglia che si è elevata da una condizione umilissima, e ho avuto la fortuna di poter dialogare con entrambe le mie nonne prima che morissero e quando ero già abbastanza grande da capire e ricordare. Loro mi hanno raccontato le loro vicissitudini e quelle delle loro madri. Mai, mai nessun caso di “depressione” colpiva queste donne che avevano da quattro a otto-dieci figli, che andavano a prendere l’acqua al pozzo, che lavavano i panni nel torrente, che non concepivano neppure di fare una vacanza o di svagarsi con un teatro, un cinema, cosa che già mia madre e mio padre si permettevano ogni settimana. Solo i pannolini dei bambini, che non erano usa-e-getta e non esistevano le lavatrici, impegnavano queste donne che oggi ci sembrano povere disgraziate, in un lavoro INCESSANTE che durava per anni. E la mia impressione è, come la Commessa della Esselunga, che proprio questo le tenesse al riparo dai grilli per la testa. Non avevano, semplicemente, tempo di farsi paranoie e di arrovellarsi su sé stesse piangendosi addosso. Nessuna si suicidava, nessuna fuggiva abbandonando la famiglia e tutto quel lavoro da incubo. Come la mettiamo? Forse erano proprio i problemi REALI E CONCRETI a servire loro da stimolo e da spronarle ad andare avanti, a non mollare, a migliorare le cose: facendo studiare i figli, sostenendoli moralmente e materialmente, migliorando pian piano la vita di casa, pensando alla famiglia invece di logorarsi su sé stesse. Mi domando se molte fisime non spuntino in mente a chi ha la vita troppo facile, dal punto di vista materiale. Scusa se ti scrivo queste cose, ma davvero mi chiedo se qualche problema reale non potesse farti bene.

    • Nina

      A parte che è una stupidata questa che le nostre nonne non soffrivano di depressione, visto che la depressione esiste già dall’antichità e veniva chiamata da Ippocrate “melanconia”.
      Ma poi è di una superficialità imbarazzante rispondere in questo modo a qualcuno che si confida con tanto coraggio su una questione così delicata. E’ difficile parlarne in famiglia, figuriamoci su un blog pubblico. E il motivo per cui non se ne parla neanche con le persone strette, è perché questo è esattamente il genere di risposte che la persona in difficoltà riceve. Se Chiara ha tutto dalla vita e nonostante ciò è depressa, non merita minore considerazione di una persona che invece ha “problemi reali e concreti”. Poi sempre a fare questi paragoni tra la vita delle nostre nonne e la nostra, ma come si fa a confrontare due mondi così lontani? Allora per coerenza la cassiera dell’esselunga sottopagata non ha un problema reale, perché ci sono persone del terzo mondo che non hanno di che sfamare la propria famiglia.
      Chiara ha una difficoltà ed ha tutto il diritto di parlarne e chiedere aiuto. Tra l’altro la depressione porta con sè un sacco di sensi di colpa, ci si sente un peso costante per sè e per la propria famiglia, e non c’è davvero bisogno che qualcuno ti dica che sei solo una stupida viziata.

    • Come fai esattamente a sostenere che Chiara non ha problemi reali? E davvero le donne di cui parli, e altre in condizioni simili, non si facevano paranoie, non rimpiangevano la loro condizione, non desideravano, anche se per poco, una via di fuga? Non e’ che invece prima di certe cose non se ne parlava e basta? La depressione e’ una vera malattia (http://www.nhs.uk/Conditions/Depression/Pages/Introduction.aspx) che fino a pochi anni fa era considerata tale ma una debolezza da cui potevi uscire facilmente e da solo.

  • Giulia

    Da un paio di settimane penso al tuo ultimo post.
    Speravo di trovare un tuo post nuovo, e, cercandone e non trovandone alcuno, mi sono un pochino rattristata. Leggerti per me è diventata la mia consuetudine del venerdì pomeriggio, mentre mi faccio le mie quattro ore di treno per tornare a casa da dove lavoro durante la settimana.
    Ti abbraccio forte come farei con un’ amica che ne ha bisogno.
    Consigli non ne ho nemmeno io.
    Ma voglio dirti quanto mi abbia colpito il tuo coraggio nel raccontare il periodo un po’ buio che attraversi.
    Trovo infatti che sia raro che una giovane donna socialmente “vincente ” come te abbia il coraggio (non pudore) di raccontare la situazione di fragilità che vive.
    Sei una giovane donna saggia e diversa, la tua “specialità” -che adesso ti porta a scavare fin dove altri non sanno arrivare- sarà poi quella che ti permetterà a piccoli passi la ripresa e un più acceso affetto per te stessa.
    Con tanta stima ti mando una carezza e un sorriso.

  • Chiara

    “Some people think mental illness is a matter of mood, a matter of personality. They think depression is simply a form of being sad, that OCD is a form of being uptight. They think the soul is sick, not the body. It is, they believe, something that you have some choice over.
    I know how wrong this is.”

    Estratto di: Levithan, David. “Every Day.”

  • stella

    devi avere la forza di reagire e smettere di lamentarti…moltissime persone stan peggio di te eppure non si lamentano come fai tu…

  • michela

    Nina, ho scritto che è una stupida viziata?
    io stimo moltissimo Chiara e di sicuro anche per chi non la stima, è palese che non è una stupida.
    vedi di non attribuirmi parole che non ho scritto.
    ripeto che – è solamente la mia opinione – qualche problema vero sarebbe di stimolo a farla reagire ed a spronarla ad uscire dalla sua infelicità per lottare e vincere.
    vi sono persone che stanno bene nella routine più placida, altre che vi si macerano. Mi pare lei sia di questa seconda specie.
    In ogni caso sono certa che saprà venirne fuori, o da sola o con l’aiuto di qualche medico.

  • FraFra

    Ciao Chiara, mi colpisce tanto il tuo momento. La mia esperienza è: depressione diagnosticata “galoppante” (più o meno in tema di senso della vita) – 5 anni di psicoterapia – nuovo ascolto della Parola di Dio – felicità totale, pur nelle quotidiane e comuni difficoltà della vita. Descrizione molto semplicistica, visto che qui non è né il luogo né il momento, ma mi ha toccato e mi ha cambiato la vita soprattutto sapere che OGNI cosa ha un senso. E che l’autore della mia vita non sono io, ma Dio. (Quindi me posso rilassa’). Dio che mi ama, fino a morire, e che farà di tutto perché io possa Vivere.
    Non lo sapevo, ora lo vedo, e dopo averci lottato per anni ora danzo con lui. Durante la preghiera di ogni giorno. Durante la vita e le cose di ogni giorno. Finalmente riposo dentro. Anche quando piango. Un abbraccio forte, Chiara. Grazie di stare qui con noi.

  • michi

    Purtroppo la depressione è sempre esistita e i cosiddetti “problemi reali” non la curano e non la prevengono, ne è la prova la nonna di mio marito che viveva nel frosinate durante la guerra … i problemi non le mancavano con tre figli piccoli, e infatti era depressa, e poi depressi lo sono stati anche due dei suoi figli, a riprova che non solo è una malattia ma è anche ereditaria. Spero Chiara che per te sia solo un momento e che passi in fretta, magari con un po’ di aiuto dalle persone giuste che quello non è mai troppo!
    In bocca al lupo!

  • Serenissima

    Mi trovo in una situazione simile alla tua ma ristretta ad un ambito preciso: il lavoro.
    Da qualche anno lavoro presso un’azienda prestigiosa nel settore per cui ho studiato, ricevo un ottimo stipendio, vado spesso in trasferta in bei posti, e vista da fuori potrei sembrare una ragazza in carriera che ha il lavoro dei suoi sogni… e invece sto malissimo, mi occupo di cose che non mi piacciono, sto tutto il giorno al telefono e al computer senza mai staccare, in ufficio ho a che fare con persone che mi trattano malissimo e a volte mi umiliano, abito molto lontano dal posto di lavoro e torno a casa stravolta, sull’orlo delle lacrime o dell’isteria e senza energie da dedicare al mio compagno, l’umore è sempre peggiore, hobby coltivati, tra i tanti che avevo: solo la lettura sui mezzi pubblici.
    Penso spessissimo che vorrei rassegnare le dimissioni ma ho paura di rimanere disoccupata troppo tempo e non potermi mantenere, mando cv e nessuno chiama, tutti mi dicono “sei pazza, cara grazia che hai un lavoro!” e insinuano che io stia male perchè sono una viziata che non ha voglia di sbattersi (quando invece sin dall’università mi sono sempre mantenuta agli studi da sola).
    Il problema è che questa situazione di ansia e nervosismo costanti stanno minando la mia vita privata e soprattutto la mia salute, e mi sembra una situazione senza via di uscita, a parte dare le dimissioni e ritrovarmi disoccupata o aspettare che la mia salute e la mia vita personale raggiungano un livello di sfascio tale da dover dare le dimissioni comunque.
    Qualcuno ha un consiglio?

    • Martina

      Serenissima, tieni duro!!

      Io sono recentemente uscita da una situazione simile alla tua. Dopo una buona laurea presa con sacrifici ho trovato un buon lavoro, ma la mia vita era molto simile a quanto hai descritto tu. Dopo frustranti ricerche in Italia, ho trovato un lavoro all’estero e sono molto più felice.

      Se sei veramente decisa al cambiamento, valuta bene la tua posizione, scrivi un curriculum di ferro e mandalo a più non posso. Se non ti chiamano vuol dire che forse devi puntare a posizioni diverse, adegua le aspettative. Se necessario, potresti valutare anche di occupare una posizione leggermente più junior di quella attuale (valuta attentamente le prospettive).

      Se invece vuoi tornare vicino casa, o restare dove sei, va bene comunque. Di certo però non vale la pena lasciarsi influenzare dal giudizio altrui. In Italia oggi nessuno ha un buon contratto. Il fatto che tu ce l’abbia però non vuol dire che sei costretta a tollerare situazioni in cui non sei serena. Devi esigere di fare cose che ti interessino (almeno nella maggior parte) in ambienti che ti valorizzino e ti facciano stare bene.

      Nel frattempo trova un’attività antistress per quando non reggi più (le mie erano (1) aperitivi con gli amici, (2) invio di cv ovunque)

      In breve insomma… Sta serena 😉

    • Thanit

      Cara Serenissima,

      io ho passato lo stesso tuo momento, anni fa. E avevo deciso di rassegnare le dimissioni. Non stavo bene, era inutile girarci tanto intorno. Mi sentivo piatta, apática, impossibilitata a seguire i miei interessi…e tutto per colpa del lavoro?!? Mi sembrava cosí assurdo. E si, obviamente tutti a dirmi che ero pazza e ingrata, che un lavoro a tempo indeterminato non si lascia…beh, fanculo mi ero detta. A me interessa di piú stare bene. E basta, ho dato le dimissioni e cercato un altro lavoro. Non lo rimpiango, perché da quel cambio li sono venute poi fuori tante altre cose, tante esperienze nuove – non tutte positive ovviamente – ma non rimpiango di aver avuto quel coraggio di lasciare una situazione che non mi faceva stare bene. Solo cosí si va avanti, credo. Avendo il coraggio di scegliere per il proprio bene. Ti auguro di stare bene al piú presto!

  • Alcuni commenti stanno prendendo una piega decisamente acida. “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo?” Queste parole le ha pronunciate un tipo tosto. C’è da fidarsi di Lui. Non giudicate gente, non giudicate… Buona estate!

  • Ciao Chiara,
    come stai?
    spero meglio… :)
    darling

  • Federica

    Non vorrei essere indelicata, ma in tutto questo, Lui dov’è? Non coinvolgo nessuno Lassù, come altre commentatrici, intendo il tuo compagno, Chiara. E’ Lui che lavora a Londra, no? Sei tu che hai messo in discussione la tua vita per seguire un sogno. E perchè esce così poco di Lui dai tuoi racconti, dalla tua quotidianità?
    Buona fortuna
    Federica

    • ale d.

      ho letto il post e ho deciso di commentare spinta dalla tua stessa curiosità..sono arrivata in fondo e ho letto. L’assenza del compagno di Chiara è tangibile in tutto quello che scrive o pubblica, ed è ovvio che se ci sono carenze negli affetti tutto il resto diventa meno solido, così come è poco solido quello che lei ha a londra, a differenza di Lui che invece si è trasferito per lavoro. Ho sempre avuto l’impressione leggendo ogni tanto il suo blog che chiara fosse alla continua ricerca di una sua identità da cercare al di fuori della relazione di cui magari non è felice.

  • michela

    mi ha colpito molto l’intervento di Serenissima.
    Io ho sperimentato brutte tensioni sul lavoro solo per tre mesi (una persona nuova che metteva zizzania) e mi sono bastate, ero disperata! volevo licenziarmi! per fortuna hanno cacciato quella persona e l’armonia si è ristabilita. Non so come si possa sopportare un prolungato periodo in cui la maggior parte della giornata viene trascorsa in mezzo a persone che ti odiano e che odii, a fare cose che non ami, a respirare un’aria venefica….. che orrore.
    Preferirei mille euro al mese come commessa o barista, che duemila o tremila come donna in carriera che però dietro la facciata nasconde di queste cose.
    Quanto a Federica, sul commento che mi precede: anch’io ho pensato la stessa cosa senza avere il coraggio di dirlo. Va bene che tutto il blog è incentrato sul rapporto con la bambina e con la città, va bene che forse Lui non ha piacere di essere nominato -lo capirei- ma l’esperienza mi insegna che quando una è in coppia ed ha “problemi”, spesso questi mascherano la semplicissima verità che il rapporto è arrivato al capolinea e non si ha il coraggio di ammetterlo.
    Ricordo un’amica con un’alopecia devastante, che cessò non appena si decise a troncare un matrimonio di nove anni. Ed un’altra, bulimica, che misteriosamente tornò normale quando scaricò il convivente.
    Quando l’amore va bene, esso cura tanti mali; quando va male accade il contrario. Spero naturalmente che non si tratti di questo, ma ho pensato le stesse cose di Federica.

    • Serenissima

      Teoricamente la penso anch’io come te michela, infatti mi sto guardando intorno e sto per tentare anche l’ammissione a un dottorato (e pure lì il coro dei “sei pazzaaa!”), ma devo ammettere che quando mi ha chiamato un negozio di prodotti per animali per offrirmi un lavoro come commessa mi è mancato il coraggio di buttare tutto all’aria, 5 anni di studi, 2 anni di pesantissima gavetta, per mettermi dietro a un bancone a servire i clienti.
      Ve lo giuro, non è snobismo, vengo da una famiglia operaia, ma non me la sono sentita.

      Per ora, finchè le cose stanno così, sono giunta alla conclusione che dovrei cercare di riempire la mia vita di cose belle, coma ha sempre detto Chiara, cercare di viaggiare spesso, divertirmi, concedermi quello che mi piace e soprattutto trovare le energie per stare col mio compagno, per fare cose insieme, fregandomene qualche volta se la mattina dopo ho la solita sveglia alle 6:15 e sto fuori casa almeno 13 ore.

      Insomma, vivere, come non sto facendo da molti mesi, magari facendomi anche aiutare da qualcuno (e lì sono fortunata, perchè una psicologa adorabile la conosco già, non serve neanche cercare).
      In bocca al lupo anche a Chiara, che ci fa rosicare (pure io rosico, per la storia del Giappone sto ancora rosicando, sappiatelo XD) ma cerca sempre di rendere la sua vita bella e così dovremmo fare tutte.

  • Paola

    Non state troppo a preoccuparvi che la “povera” Chiara è al mare che se la spassa, alla faccia della depressione! Forse per rispetto alle persone veramente depresse dovrebbe iniziare a dosare un po’ i termini. Posso capire un periodo di malinconia e di cattivo umore ma parlare di depressione per una che ogni 2 x 3 sta ad arrampicarsi sulle montagne o a lanciarsi col paracadute mi sembra eccessivo. Una persona depressa non ha nemmeno la forza per alzarsi dalla sedia altro che farsi invitare dalle pro-loco di mezza europa per pubblicizzare il turismo nelle loro zone.
    Con tutto il rispetto per le sue difficoltà mi pare che abbia davvero esagerato, per lo meno nei termini.

    • Chiara

      quindi secondo te i depressi tutti in casa al buio? quindi secondo te a me non capita mai? quindi pensi che io sui social network mostri DAVVERO la mia vita? ….

      • violetta

        a parte che ci saranno dei livelli, dei gradi no? ci sarà un percorso che inizia nel momento in cui si inizia a stare male e finisce quando piombi e tocchi il fondo più cupo, non credo che il decorso della malattia sia passare dallo stare bene oggi all’essere depressi tanto da non riuscire ad alzarsi dalla sedia domani!
        e poi io ti dico, Chiara, che fai bene, magari sei stata anche spronata da amici e familiari a prendere l’ereo e ad andartene al mare, cambiare aria potrebbe aiutarti, il sole e il caldo migliorano l’umore! E poi sei una mamma, hai il piacere/dovere di dedicarti a tua figlia e portarla in vacanza nonostante il disagio che stai vivendo!

    • ale d.

      sei veramente superficiale con questo commento scusa……a tuo dire chi passa un momento di depressione dovrebbe buttarsi sotto un ponte il giorno dopo quindi? a volte fare cose, prendere al volo l’opportunità di farle, è anche un modo per tirarsi su, è la risposta di chi sceglie di agire e reagire!

      • Paola

        Non si passa un momento di depressione. La depressione è una malattia non un momento. Si può passare un momento di malinconia o di tristezza, non di depressione. Iniziamo a chiamare le cose col loro nome per cortesia che c’è gente veramente ammalata e non mi pare sia questo il caso.

  • Chiara, mi dispiace tanto leggerti così. Sono convinta che il benessere del corpo passi per quello della mente, E viceversa. Quando uno dei due non sta bene, puoi chiedere aiuto all’altro. In questo caso cerca di goderti il tuo benessere fisico e di sintonizzare la mente su di esso. Anche io adoro mangiare di tutto ma da quando ho scelto il crudo il mio corpo sta cosi bene che gli alimenti a cui ho rinunciato non mi mancano. Per uscire da questa situazione non posso che consigliarti lo yoga e la meditazione. Ma se ti sembra di non farcela da sola, fatti aiutare da un bravo psicologo. Un abbraccio. Claudia

  • Faith

    Chiara, io non penso proprio che un depresso lo sia solo se sta a casa rinchiuso con le serrande abbassate! Penso che chi ha scritto quel commento non abbia proprio idea di cosa sia la depressione

    Detto questo, la foto che hai pubblicato mi disturba moltissimo. E non perché pensi “oh quella é al mare a spassarsela”! Anzi, mi fa molto riflettere su quanto tu non stia bene. Sei bellissima e magrissima, eppure quella foto mi ricorda troppo quelle di “thinspiration” su siti che anche tu forse conosci molto bene. Pensaci.

  • Monia

    Chiara, non cadere nel tranello delle provocazioni… capisco che possa scattare la mosca al naso, ma cerca di concentrarti su chi ti offre consigli invece di giudicarti con tanto livore ^_^
    (E comunque, ragazze, la depressione non c’entra con le persone che ci stanno accanto. La depressione è qualcosa che nasce DENTRO di noi, e gli affetti – purtroppo – non hanno influenza sulla malattia)
    Un bacione Chiara!

    • Federica

      A me questi commenti da “Psicologi-da-bar-sport” fanno sorridere…amaramente. Tutti dottori e dottoresse improvvisati/e. Non è che se hai sofferto/soffri di depressione questo ti autorizza a diagnosticare i moti dell’animo altrui, tanto più di una ragazza che non conosciamo direttamente, ma filtrata da quello che lei vuole farci sapere. A volte, è meglio una domanda che una risposta/diagnosi. A volte, sono solo momenti blu. Ma tu, Chiara, che ne pensi di tutto questo?
      Ri-Federica

  • Mi rincuoro sempre quando leggo che non sono la sola a pensare certe cose. E me lo voglio vedere questo documentario. E li voglio fare gli esercizi.
    Io ti seguo da prima che Viola nascesse ma ho commentato veramente pochissime volte..vorrei solo dirti di non rispondere alle provocazioni. Nessuno ti conosce meglio di te stessa, lasciali parlare quelli che provocano. Sorridere, andare al mare, lanciarsi da una montagna non sono altro che tentativi per convincere la nostra testa che possiamo farcela, o per distrarla.
    Grazie per aver condiviso questa dolorosa parte di te.

  • Ah, the secret è una cacata immonda.

  • Bys

    Mi sembra che tu non abbia molto le idee chiare, scrivi cose molto in contraddizione tra loro. Quindi quella che leggiamo e seguiamo è o non è la vera Chiara…o almeno una sua parte? Se il blog e i social non mostrano la tua vita scusa…cosa devono mostrare? Spaccati di essa, parti di essa, ma mica te lo abbiamo chiesto noi di avere una vetrina sul tuo mondo. L’hai creata tu, e hai fatto affezionare migliaia di lettori, per poi ora non sapere più che fartene, o almeno così sembra.
    Non voglio sembrare antipatica, ti leggo da tanto (la mia Caroline aveva 3 mesi quando mi hanno regalato il tuo libro) , ho linkato i tuoi post ad altre mamme expat parigine come me, ti ho sempre commentata con sincerità e passione, però ora non capisco più. Beàtrice

  • Matilde

    Chiara, mi dispiace molto che tu non stia bene, ma credo che pubblicare su instagram (e in bella mostra sul sito) quella foto cozzi veramente molto con quest’ultimo post: non ci si capisce più nulla. Tutto appare contraddittorio. Non è per la foto in sé (foto in cui, grazie a pose e filtri, sicuramente aiutati anche dalla tua naturale bellezza, risulti seducente e bella come evidentemente volevi apparire), ma perché sembri (ai miei occhi, chiaro!) un’altra persona da quella che finora abbiamo imparato a conoscere: non si tratta, come qualcuna ha scritto, di sano edonismo (che poi, al giorno d’oggi, godere dell’edonismo pubblicando una foto che l’intera rete visiona, bah, lo trovo quanto meno ridicolo, a più di 30 anni suonati e con tanto di marito che, per carità, magari apprezza che centinaia di persone ti ammirino), ma di puro esibizionismo, di una voglia di sentirsi fare complimenti, voglia che forse sembrerebbe meno strana se questo fosse il blog di una starlette, ma che invece fa profondamente a botte con tutta la sofferenza che sembrava dover trasparire da questo post. Evidentemente è vero che non stai bene.

  • L’altro giorno ascoltanto la radio ho sentito del bel metodo adottato “dalla nonna” che al mattino metteva dei sassolini nella tasca destra e nell’arco della giornata ad ogni momento che la rendeva felice ne spostava uno nella tasca opposta.
    Spesso, a fine giornata, non ci si ricorda delle cose belle che ci sono accadute e si tende a dare più peso alla tristezza….
    … me l’hai fatto ricordare con il tuo post….
    Ti mando un forte abbraccio!!!!

  • F.

    Anch’io mi sono sentita a disagio guardando la fotografia su Instagram, ma non per motivi “etici” (magra, troppo magra, magrissima, in forma.. non lo so): quell’immagine mi ha rimandata immediatamente a questo post, me lo ha fatto capire meglio, ha espresso il senso di disagio più di molte righe.. Insomma, invece di un po’ di sana invidia, addirittura antipatia verso Chiara o al contrario ammirazione per il suo corpo, ho provato tristezza e, per quanto possibile per una persona che non conosco di persona ma che ci ha raccontato la sua storia, preoccupazione.
    Auguro a Chiara di passare un’estate leggera e allo stesso tempo profonda: con i tuoi mezzi e gli strumenti che sceglierai potrai sicuramente venire fuori da questo momento, ma cerca di restare concentrata sull’obiettivo, non lasciarti “appannare” da vecchi spettri..
    Un consiglio forse fuori luogo da chi non voleva commentare, ma d’altra parte il web è anche questo..! 😛

  • Paola

    Chiara sono sempre la Paola di uno dei primi commenti, non quella dell’ultimo commento acido:) Volevo dirti che leggendo random i commenti si evince che molti ti capiscono, alcuni ti criticano e pochi ti si rivolgono con acidità appunto. Io non so se la tua sia depressione o solo un momento no, propendo per la seconda ipotesi, perchè, da ex depressa con ritorni di tanto in tanto, so che la depressione ti porta alla soglia del suicidio. Comunque, a prescindere da cosa tu abbia, sono solidale e vicina in questo momento, i mali dell’anima sono i peggiori, se poi uniti a quelli del corpo, il malessere è insopportabile. Chiedi aiuto al tuo compagno, se non lo hai già fatto, il mio uomo è stato fondamentale nel percorso di guarigione, unitamente alla psicoterapia. Notti intere a parlare, bocconi di cibo somministrati con amore, di cui uno lo ingoiavo e l’altro lo vomitavo, sesso zero, una pazienza infinita, fino alla fine del tunnel. Potrei dirti, se vuoi parlarne sono disponibile, ma so che in questo momento siamo solo figure invadenti. Ciao. Paola

  • Aloise

    Anchio, come Beatrice ( @Bys ) provo un forte senso di straniamento per tutto questo.
    C’è tanto, troppo, che non capisco e non parlo del momento nero di Chiara.
    Parlo di un modo nel quale Chiara si esprime con noi in modo diverso da tanto tempo: quasi cattivo, troppo acido.
    Sembra quasi che diamo fastidio, che siamo di troppo.

  • naive

    questo post e ancora di piu’ l’ultimo commenti di Chiara (pensi che mostri DAVVERO la mia vita ?)
    sono bellissimo a mio parere per un semplice motivo.
    Il re e’ nudo, come si suol dire.
    Mi hanno sempre fatto ridere le miglia di commentatori (commentatrici per lo piu’) che seguendo costantemente il blog e magari avendo letto il libro pensano di aver sviluppato un affinita’, a volte per fino un’amicizia virtuale con Chiara.
    L’ingenuita’ non ha limiti e forse la potenzialita’ maggiore del web e’ proprio di non mettere limiti alla fantasia, di poter pensare che le persone di cui leggiamo 30 righe al giorno esistono davvero, abbiano una vita fantastica, e diventano quindi dei personaggi di un libro che esiste solo nella nostra testa.
    Il re e’ nudo: Chiara e’ una persona che, sfortuntamente, ha dei problemi. E la sua vita vera non ha niente a che fare con la proiezione di se stessa affidata al web, che infatti essendo la fucking rock star della sua vita quasi per definizione non potra’ mai soffrire di depressione.
    Saro’ un po’ cinico, ma e’ una cosa che a me appare ovvia e banale per un semplice motivo.
    Questo e’ un blog commerciale. Chiara di web (blog, twitter, instagram, ecc.) ci campa.
    Non fraintendetemi, questo non vuol dire che non sia brava a fare quello che fa, anzi. Il blog e’ molto bello, le foto sono bellissime. Non per niente ha vinto dei premi.
    Ma noi lettori non siamo di certo amici, conoscenti, confidenti. Siamo moneta di scambio per i suoi sponsor (quelli che pagano per andare a far finta di far trekking in valtellina, per dire). Senza offesa.

    • Chiara

      eccessivo, ma con un suo fondo di verità. anche il più intimo dei blogger non racconta tutta la sua vita. è normale, impossibile definirsi tramite tre post alla settimana e dieci twit. il problema è che sono tutto. sono quella incasinata e sono la fucking rockstar, ma anche molto altro che qui non condivido.

    • F.

      Si può vedere lo stesso concetto, che in parte condivido, anche dall’altra parte: noi leggiamo per piacere e per lasciarci intrattenere, alcuni commentano in modo appassionato ma non per questo credo che la discussione abbia un’importanza per la loro vita, mentre mi pare di capire che influisca di più su quella di Chiara (in termini di fastidio e malumore). Noi saremo pure “strumenti” della sua crescita professionale, ma la parte di vita raccontata qui è diventata uno “strumento” del nostro intrattenimento e lasciar trattare temi così privati da chi non ti conosce è legittimo, coraggioso, ma poi bisogna imparare ad accettarne le conseguenze, oppure iniziare a condividere solo ciò che ha un effetto positivo su di lei, almeno in questa fase difficile..

  • valevalina

    “mi sforzo di fare l’opposto e anche se da fuori non sembra, perché continuo a fare cose “belle” o quantomeno normali”
    la frase che mi ha colpito di più è questa e, anche se te l’hanno detto tutti, ti capisco.
    ti leggo da tanti anni ma non ti avevo mai scritto, in questa frase ho sentito dolore e sofferenza che conosco.
    io un anno fa circa, nel pieno dei preparativi di matrimonio, felice e finalmente arrivata alla serenità di aver conquistato ciò che desideravo, sono stata travolta da un tir, un improvviso tir di depressione, ossessione e ipocondria dal quale non sono ancora uscita, anche se sto parecchio meglio. e la cosa più brutta è stata fare cose belle o normali, avendo dentro la morte, il buio o come si chiama questa sensazione.
    io non so darti un consiglio. mi sembri molto cosciente del tuo problema, ti mando un abbraccio.

  • Sara

    Sono ripassata sperando in un nuovo post, più sereno… e invece trovo che non solo la situazione è la stessa ma è addirittura peggiorata.
    Credo che il 50% di chi commenta non abbia la minima idea di che cosa si parla (è normale, non siamo tutti psicoterapeuti o ex pazienti). Dare consigli o criticare non serve a nulla, Chiara sta passando un periodo difficile e forse l’unico gesto utile è consigliare qualche buon centro, se ne si conosce. Anche il postare foto di una linea scheletrica e compiacersi del sottopeso fa parte del “gioco”, è inutile che venite qui ad avanzare critiche.
    Chiara se vuoi conosco un buon centro, è a Milano ma magari hanno agganci a Roma (non credo Londra).
    Ciao e in bocca al lupo!

  • Mamma Italiana a Boston

    Lo sai che forse la cosa migliore e’ che tu smetta di leggere i commenti che fanno i tuoi lettori ai tuoi post? Se non hai la depressione, i commenti qui sopra, alla fine, la depressione te la danno! Come diceva qualcuno qui sopra, i tuoi lettori non sono ne’ amici, ne’ psicologi, ne’ conoscenti, ne’ confidenti. Sono solo degli altri genitori, italiani, con molti difetti: gelosia, complessi di inferiorita’, coda di paglia, competitivita’, con il senso di autodistruzione, con il desiderio di essere positivi senza riuscire ad esserlo, e con problemi irrisolti sui quali hanno difficolta’ loro stessi ad essere sinceri. Prima ti elevano a rockstar poi ti buttano giu’ e ti calpestano. Non perdere tempo a leggere altri commenti. Goditi i tuoi momenti con Viola adesso che e’ ancora piccina e torna a scrivere quando hai qualcosa di bello da raccontare. Se non ce l’hai, non ci pensare. Arrivera’. Un abbraccione da Boston!

  • She

    Ciao Chiara, ci sono tanti messaggi vedo, quindi la faccio breve: sono d’accordo sul discorso “The Secret”= setta per vari motivi che on ti sto a spiegare. Invece mi sono imbattuta in un sito che non da risposte miracolose e non vende nulla (ci sono dei libri ma sono solo un approfondimento, puoi solo leggere il sito) ma ti fa capire, ti fa diciamo fare autoanalisi arrivando da te alle risposte.
    Non è un vero e proprio “metodo” e per questo mi è piaciuto (non sono tipa da meditazione …. affascinante ma poco realizzabile e troppo spirituale per me). E’ solo una goccia di buon senso, che a me ha fatto stare bene perché mi ha fatto capire
    1. che se stai male il corpo ti sta dicendo che non stai facendo la vita che vorresti/dovresti fare
    2. che posso risolvere la cosa con le mie sole forze ed essere semplicemente, banalmente felice.
    Dacci un’occhiata se ti va http://www.albanesi.it/index.htm (grafica pessima ma concetti interessanti)

    Ho sofferto di gastrite per anni, sto provando a prendere le cose in un altro modo, per ora funziona e qualcosa è davvero migliorato, poi si vedrà.
    Mi dirai se ti sembra interessante (la mail ce l’hai) :)

    Buonanotte Chiara

  • un abbraccio, ma grande grande.
    E giuro che se incontro Johnny Depp, rinuncerò ad invitarlo a casa mia e lo spedirò direttamente a te! :))

  • Gloria

    Scrivo per dire due cose: Chiara come stai? Ci manchi! So vagamente cosa stai provando, non mi è mai veramente capitato, io sono forse fortunata, forse so che la mia famiglia ha avuto vari casi di depressione da evitare come la peste che prenda il sopravvento.. forse veramente solo fortuna.

    Due, per tutti quelli (non ho letto tutti, ma quelli letti mi sono bastati, tipo la cassiera dell’esselunga) consiglio la lettura di Wallace, Questa è l’acqua, il capitolo sulla Cosa Brutta. È illuminante per i profani, con esempi terra terra, di cosa possa essere. Un caso più estremo di quello di Chiara.

    Io spero vivamente che non sia il caso di Chiara e che ne esca facilmente. Ma hai mille risorse, ce la farai! Forza!

  • Bitri

    Ho comprato una maglietta qualche mese fa.. Diceva “last night a blogger saved my life”.. Volevo sapessi che quando l’ho comprata pensavo a quante volte leggerti migliori la mia giornata!
    Ora non avrò la possibilità di leggerti per un mesetto, ma spero di ritrovarti presto in forma..
    Ti auguro ogni bene e di farcela, Chiara.
    Un abbraccio
    Bitri

  • Francesca

    Ciao Chiara, ti leggo da parecchio.
    Mi hai fatto ridere, piangere, emozionare e anche affezionare a questa bella bionda!
    Sei bella vista da qui e credo anche vista da più vicino.
    Ho avuto molti problemi con il corpo, con la mia immagine e con gli occhiali neri e purtroppo certe malattie, non sono come il raffreddore, non vanno mai via e da molti non sono comprese. In ospedale quando stavo per perdere l’uso delle gambe perché il mio corpo stava lentamente morendo sono stata osteggiata da medici e infermieri (ma come tu hai tutto! aridaglie! ).
    Tutto questo per dirti che anche se non posso comprenderti al 100%, posso abbracciarti, sostenerti, tifare per te.
    Sono sicura che il sostegno di chi ti ama non ti verrà a mancare, ma è necessario che tu voglia correre verso il tuo sorriso.
    Immagino anche che Viola stia ‘sentendo’ in qualche modo il tuo malessere, ecco cerca di stare bene anche per lei.
    Forza Chiara!

  • or

    è stato così anche per me. non ho opposto resistenza però, ho deciso che se buio doveva essere, buio fosse. giù fino in fondo nel marcio, nel dimenticato, nella polvere a rantolare. fatto sta che in realtà, e frigno un po’ quando ci penso perché son cretina ma orgogliosa e troppo spaventata ancora per dirmi brava, come ha detto il mio terapeuta: hai iniziato il viaggio e stai viaggiando ancora.
    buon viaggio anche a te dunque, si inizia male a volte, si parte con l’angoscia, il lutto di abbandonare una rete che sembra reale, pulita ma in realtà a volte tolto il velo si rivela inconsistente. e ciò che era inconsistente prende una forma e una forza, amore inaspettati. sicuramente niente sarà più uguale ma ti dico che sono qui e questo non uguale è spesso migliore. mi vedo, mi conosco, mi riconosco. è come se finalmente fossi io.
    un abbraccio forte, come ulisse abbandoni itaca, ma tornerai cambiata e itaca sarà anche lei cambiata, sarà chiara.

  • Emy

    …all’inizio c’avevo creduto ho anche comprato “the Secret” per curiosità…poi quella foto su instagram mi ha fatto pensare: “Ecco un’ altra Sarinsky!”… però se stai meglio…buon per te.

  • Sara

    Ciao WonderChiara, voglio essere sincera, perche’ ti stimo moltissimo (un po’ alla Fantozzi). Perche’ ti esponi cosi’? Perche’ permetti a estranei di darti consigli, anche estremamente sgraditi? Fai il primo passo: affronta la cosa con gli amici, la famiglia…non farti sballottare come una bottiglia nel mare! Fuori ti aspettano meravigliose sorprese: vattele a prendere! Con sincero affetto, Sara

    • silvia

      Beh ma scusa Sara, è un blog! Non so se hai notato gli oltre 300 commenti… è così che finziona! Tutto sommato è il suo lavoro, se non sbaglio, o comunque parte di esso.

  • animapunk

    cara chiara, ti leggo da molto tempo e mi dispiace leggerti così…. i casi della vita sono misteriosi e variegati, so per caso che conosci una persona a roma, una psicanalista eccezionale… rivolgiti a lei, se puoi! meglio affidarsi ad una persona qualificata piuttosto che improvvisare, o finire in mano a gente strana, specialmente se non si tratta di un momento di tristezza ma di qualcosa di più articolato… ti abbraccio :)

  • Lu

    Ciao Chiara,
    Chissa’ se dirti che provo esattamente le tue inquietitudini puo’ aiutarti.
    Devi assolutamente leggere questo libro: Happy for no reason” di Marci Shimoff.
    E’ illuminante.

    Un saluto

  • mai letto Louise Hay? 😉

  • Mimma

    Stai meglio?…e’ che mi manca il tuo umorismo, quello che scrivi..e’ da tanto che non scrivi…non ho consigli da darti perché solo tu puoi aiutare te stessa, sapere che altri vivono quello che stai vivendo tu, che lo comprendono, non consola lo so, sei in fondo ad un pozzo e devi tornare su…o forse devi rimanerci per un po’ per riposare, riflettere, per dire ” stop” per un attimo, tu da sola e gli altri fuori…poi pero’ torna alla vita, alle cose belle della vita che adesso non vedi, torna ad apprezzare le piccolezze della nostra esistenza, quelle cose che solitamente diamo per scontate e che se non ci soffermiamo ad osservare, ascoltare, toccare, odorare ci scivolano accanto silenziosamente. Dopo ti sembrerà tutto piu bello…prima o poi, quando vorrai. Riparti dal ” via”. Tutto tornerà possibile o comunque modificabile.

  • Se non lo conosci, prova a leggere il libro “Come diventare un buddha in cinque settimane” di Giulio Cesare Giacobbe.

  • Chiara
    Pubblicando la foto in costume hai appiattito tutto il senso di questo post. Forse aveva ragione il commentatore che si chiedeva se la tua depressione derivasse dal voler essere magra. Poi io sono la prima a piangere sui kg di troppo ma con quella foto hai fatto un autogoal.

  • Mo’

    Chiaretta! Ci torni domani, a un mese da questo, con un altro post? eddai…. =)

  • Erika

    Oh Naive, grazie di esistere! Prendiamo i blog per quelli che sono: prodotti commerciali.
    Detto questo, ovvio che auguro a Chiara di superare il momento di disagio, ma insomma, basta frenesie

  • Sabrina

    Ciao Chiara, sono quella del commento del 23 luglio se non sbaglio…
    Scrivo solo x ri-commentare la foto del ventre… Ma veramente siete un branco di invidiosi, altro che ti aiuto..
    Anch’io x via di questo periodo (di merda, se si può dire) sono dimagrita un sacco e cerco di tirarmi un po’ su (ma proprio x qualche quarto di minuto!) col pensiero che almeno posso permettermi di vestirmi come mi pare.
    Penso che Chiara preferirebbe essere più in carne ma essere serena e felice.

    • elleanna

      Sinceramente ne dubito, vista la storia personale di Chiara con i DCA e le sue continue foto da simil modella….

    • fra

      ma invidiosi di che??? non è che bisogna essere tutte cozze per forza tranne chiara! inoltre se pubblichi una foto così non è che mi dai tanto l’impressione di preferire di avere una figura più in carne…e poi mica era grassa, poteva permettersi di vestire come voleva anche due mesi fa! la foto è stata tanto criticata solo perchè da parte di una ragazza che HA DATO una visione di sè così diversa finora, quella posa stona tantissimo, poi che in più ci fosse eccessiva magrezza è un altro discorso.

  • Cinica

    Solo io, lettrice piuttosto assidua ma pochissimo coinvolta emotivamente causa carattere cinico e pratico, ho l’impressione che questo post di Chiara sia una sorta di esperimento mass-mediologico? Il suo testo è come sempre avvincente e scritto bene, ma non trasmette il malessere che vorrebbe, è invero piuttosto freddo e didascalico; l’abbocco finale “voi cosa ne pensate” non mi sembra necessariamente una richiesta di aiuto o consiglio, ma riporta a libri e documentari citati da lei e sembra la parola magica per far sì che i lettori espongano i propri malesseri emotivi.
    Data la sua fama di blogger, non mi stupirebbe che stia sperimentando qualche novità in campo internautico.
    Le poche repliche fatte a chi qui l’ha “criticata” non mi sembrano abbastanza “da incazzata”, come potrebbe esserlo chi sta veramente passando un brutto periodo.
    Potrei anche dire che gli aggiornamenti delle foto, che non seguono quelli del blog, danno l’idea di una persona piuttosto serena ed estremamente in forma, consapevole del suo fascino: ma so già che SOLO per questa frase verrò attaccata come arida e ignorante.
    Del resto, se realmente malessere è, posso ritrattare e scusarmi con la diretta interessata.

    • Federica

      E infatti, sai più di 400 commenti come fanno aumentare gli sponsor = guadagni?!

    • fra

      no aspetta, prima ti diranno che non trombi abbastanza!

    • gaia

      a me sembra disperazione e solitudine autentica invece…..non seguo le foto, ma se ha scritto cose come “voi che ne pensate” o altre provocatorie era per smorzar un po’ i toni e sentire esperienze simili!

  • Ti capisco, perfettamente.
    Io sono parecchio giù in questo periodo, ho un lavoro a tempo indeterminato che non mi piace, malumori sul lavoro causa capo, nonostante la tenera età di 28 anni, son costretta a vivere ancora con i miei per un problema legato ai $$, ma smanio per avere un posto tutto mio,ho pochi ma buoni amici, passo più tempo a deprimermi che ad essere felice, ho la mia bella lista di desideri, ma è come se non riuscissi a sbloccarmi per realizzarli, mi sento completamente sola e spaurita.
    Dall’esterno tutto questo nessuno lo nota, anzi, mi dicono quanto sia fortunata ad avere un lavoro a tempo indeterminato e bla bla vari, ma se qualcuno mi guardasse dentro noterebbe il nero più profondo.
    Così ho deciso di aprire un blog, fresco d’apertura, per cercare di scriverci solo le cose belle che ho o mi accadono, ma va a momenti, arrivato l’entusiasmo iniziale, per aprire il blog, non son riuscita a continuare, fatico a sbloccarmi.
    Confido nel futuro, perchè tutto sommato mi sento un’ottimista con cadute maniac despressive.
    un abbraccio gigante!

  • non mi permetto di commentare questo post. ma ne aspetto con ansia uno sul fringe! io sono appena tornata (ma proprio appena appena, preso l’aereo stamattina alle 5 e venuta direttamente in ufficio) e mi è piaciuto tantissimo! hai visto bianco? a me non è piaciuto eccessivamente, della stessa compagnia avevo visto tabù qualche anno fa e mi era piaciuto molto di più. invece ho adorato flown, non so se l’hai visto! vorrei tornarci l’anno prossimo con più con calma, stavolta avevo solo un weekend ma meriterebbe stare più a lungo, sia per il festival che per la città… no??

  • Anna

    scusatemi l’equazione grassa = cozza, magra = figa personalmente mi sfugge un po’ :-S

  • betta

    Ritorno qua a commentare perché stavo pensando… non è che stai soffrendo di una sindrome post traumatica per via di quell’incidente a Cuba?

  • Ma quindi se desidero intensamente di dormire otto ore filate, mio figlio di un mese smette di svegliarsi nel cuore della notte? O se desidero che le ragadi non mi facciano male davvero succede???

    Scherzi a parte io non ho capito bene se eri già pessimista e depressa prima di questa scoperta o è questa scoperta che ti ha reso così.

    Quello che ti posso dire nella mia piccola esperienza personale tra i vari casini che ho avuto nella vita, è che a tutto c’è rimedio se lo si vuole trovare, e questo non vuol dire che trovi un modo per guarire improvvisamente (magari solo volendolo intensamente) ma che trovi il modo per affrontare con filosofia questo problema. Dai compromessi a soluzioni più artistiche e ingegnose. Secondo me solo in questo senso la mente è davvero abbastanza potente da avverare i propri desideri.

    Per cominciare potresti fare una serata a casa tua invitando gli amici per una cena a tema “tutti a dieta”, tanto per sdrammatizzare.. :-)

  • Io credo che con la mente possiamo arrivare oltre i nostri limiti e schemi quindi di conseguenza un approccio positivo non può che aiutare in questi casi. Una mente calma e serena aiuta a trovare soluzioni a predisporsi a eventuali soluzioni. Certo è che la nostra società narcisistica ci convince che possiamo tutto, ora e subito. Questo crea molte aspettative, troppe a volte, e quando l’aspettava non può essere colmata allora nasce la depressione. Quindi io dico sì alla positività ma mai in eccesso a tal punto da arrivare all’illusione di poter ottenere tutto. A volte si vince a volte si perde. Noi dobbiamo solo cercare di limitare i danni e gestire le frustrazioni, magari con un bel sorriso stampato in faccia!

  • E comunque cara chiara, leggo con grande interesse il tuo blog, mi piace il tuo approccio sensibile e scanzonato allo stesso tempo.

  • Sulla mente che influenza il corpo ci sono ormai pochi dubbi: le malattie – spesso – ce le costruiamo lentamente da soli.
    Leggiti “Il potere dell’intenzione”, scritto da Wayne W. Dyer. Nessuna frottola, nessun sensazionalismo, ma per recepirlo devi affrontarlo con la mente aperta.
    Io ho appreso tante piccole nozioni e insegnamenti qui e lì nel corso degli anni. Poi è arrivato questo libro ed ha unito tutti i puntini che avevo nella testa, dando finalmente un senso a tutto.
    Siamo energia (anche il nostro corpo lo è) ed i nostri pensieri influenzano in modo potente la nostra vita.
    Se vuoi aprire gli occhi, leggilo. Nessuna favoletta, te lo garantisco.
    Un sorriso.

  • Michela

    E’ passata qualche settimana, spero che tu stia meglio – di qualunque natura sia il tuo malessere (non trascurerei la tiroide, come insegna Veronica Pivetti nel suo libro – tutt’altro che banale – “Ho smesso di piangere”).

    Però sul tema “corpo che influenza la mente, o mente che influenza il corpo?”, ti consiglierei questo bel TED-Talk : http://www.ted.com/talks/amy_cuddy_your_body_language_shapes_who_you_are.html

    e anche il libro “La dittatura delle abitudini” di Charles Duhigg (il titolo originale è più corretto “The power of habits”, perchè le abitudini sono dei pessimi padroni, ma degli ottimi servi).

    Non lasciare che il giudizio degli altri pesi su di te, in ogni caso: dopotutto, chissenefrega?

  • Gloria

    Arrivo tardissimo. Ho letto qualche commento…poi anche io ho qualche problemino di stomaco/extrasistole e a leggerne certi mi veniva l’ulcera, così ho smesso. Ti dirò, il consiglio di sospendere la pillola PER SEMPRE è quello che trovo più pratico e decisamente sensato! Credici, la pillola può essere una causa dei tuoi problemi o comunque partecipa attivamente. Io sono passata alla contraccezione naturale, funziona e mi fa sentire meglio con me stessa. In tutto questo percorso sono arrivata a scoprire un sito, “psicoterismo” in cui insegnano proprio a vedere il lato positivo delle cose, a cambiare punto di vista nella vita. Veramente non è che nessuno insegni, 2 volte a settimana arriva una “lezione”, tu te la leggi, ci rifletti, provi ad applicare. Non è semplice e devi esserne convinta, altrimenti tanto vale, ma per me funziona. Ci vuole tempo e costanza ma non sono sciocchezze, è davvero tutto collegato e la mente fa…praticamente tutto! Tu sei depressa e VEDI tutto nero…è la tua mente che lo fa perchè sai che se fossi felice vedresti il mondo a colori! Il discorso comunque è ben più profondo e anche andare da un bravo terapista è un’ottimo suggerimento, il mio era solo uno spunto se volessi leggere qualcosa a proposito dell’essere felice cambiando prospettiva. Purtroppo felicità non è essere gnocca, avere tante COSE, vivere in posti fighi, vedere cose nuove tutti i giorni, essere famosi. La felicità è dentro di noi e può averne di più una donna sposata con 5 figli che non ha mai viaggiato che una donna in carriera, bella, simpatica, intelligente come puoi essere tu. Il benessere è dentro di noi. Se non c’è quello tutto il resto serve solo a colmare dei vuoti…finchè funziona. Ma molte persone pensano che sia il contrario purtroppo. Spero tu stia già meglio, comunque un grosso in bocca al lupo!

  • Vendemiaire

    So che il post è un po’ vecchio, ma sono riuscita a leggerlo solo ora e le tue parole potrebbero essere le mie.
    Non posso lamentarmi di (quasi) niente: certo, un po’ di difficoltà nella vita le ho avute, ma in definitiva mi ritengo estremamente fortunata. Nel 2008, per una depressione ignorata, a soli 20 anni il mio corpo ha iniziato a logorarsi; in due anni mi sono trovata con il setto nasale e i denti corrosi, principi di ulcere e coliche croniche. Ho sempre nascosto tutto dietro grandi sorrisoni, e anche quando la bocca sapeva di sangue continuavo a mostrare solo la parte di me “felice”. Mia mamma mi ha trascinata da medici, specialisti, ho preso milioni di medicine, fatto diete, esami, prelievi, ma nulla. Niente cene con gli amici, niente alcool alle feste di laurea, giusto un bicchiere di vino all’aperitivo.
    A maggio mi è stato detto che in qualche anno non avrò più le gengive e bisognerà fare un lavoro immane per riaggiustare tutto. La cosa mi ha fatto veramente incazzare, ho pensato che a questo punto non valeva la pena né prendere farmaci né privarmi del cibo e di tutto quello che ne conseguiva.
    Risultato: improvvisamente mi sono rilassata e la mia gastrite è migliorata moltissimo. Passare la serata a cena da amici a mangiare cibo del discount può non essere sano per il mio corpo, ma l’appagamento affettivo in qualche maniera lo fa funzionare meglio.
    Non dico di essere guarita o di non essere più depressa, sono sensazioni con cui convivo e che combatto ogni giorno, ma se posso darti un consiglio butta i farmaci (eccetto il Gaviscon 😉 ), smetti la dieta, cammina ogni volta che arriva un brutto pensiero (io vivo fra Londra e Venezia, macino km su km e ti assicuro che non esiste terapia migliore!), e vai a cena con i tuoi amici, con tua figlia o anche da sola, il corpo ringrazierà!

  • annabella torelli

    sono al mio quarto parto.
    nel senso che dopo dieci mesi sono tornata a vivere, ed è la quarta volta.
    il buco nero di cui parli lo conosco bene..
    ma questi momenti di sconforto non spuntano dal nulla, almeno per me, ma hanno delle collocazioni oggettive, dati dalle delusioni per i crolli di esasperate ed inconcludenti aspettattive.
    ho capito,che la miglior amica e la miglior compagna di me stessa, sono io…
    e ho capito che dentro di me ci sono infinite qualità e infinite risorse che solo un atteggiamento positivo può far venire fuori.
    siamo noi le artefici del nostro destino, non possiamo metterlo nelle mani di nessuno, perchè nessuno ( tranne ( e a volte(?) ) una madre, un padre)
    ti vorrà bene come tu puoi volertene.
    quindi ragazze su col morale..fatevi aumentare l’autostima mettendovi alla prova con un attività, un hobby un interesse qualsiasi, ma non incaponitevi in una relazione inconcludente, amichevole o amorosa che sia, e investite su voi stesse sui vostri interessi, i viaggi, andate alla scoperta di voi attraverso gli altri.
    e nel sistema di relazioni che ci mettiamo alla prova e possiamo valutare le nostre capacità e i nostri limiti, e scoprire quei lati di noi che non ci piacciono.
    gli altri sono lo specchio di noi stessi!!!
    e frequentate un corso di yoga uno di cucina e uno di ballo.
    vi metterenno alla prova ma vi faranno sentire leggere e piene di entusiasmo!!
    namaste.

  • Valeria

    Sono in una fase depressiva da ormai più di un anno. Sono sempre stata introversa, pessimista e malinconica (anche da piccina!), ma davo principalmente la colpa al lavoro che avevo (e che odiavo), poi lasciato quello mi sono accorta che i motivi andavano cercati da qualche altra parte. .. Sono fortunata, ho un compagno che mi aiuta tantissimo e soprattutto mi sopporta e soffre con me, ma lui almeno è ottimista di natura!
    Proprio lui mi ha regalato “Learned optimism” di Martin Seligman; non gli avrei dato due soldi all’inizio, ma devo ammettere che mi sta facendo riflettere parecchio.
    Non grido al miracolo, eh, sto ancora malino, ma sono più sicura di potercela fare a uscire da questo baratro. E essere felice di nuovo, perché me lo merito.

  • Serena

    Ciao Chiara,
    ho appena scoperto il tuo blog… non conosco la tua storia, non ho ancora letto gli articoli precedenti… Io sto uscendo da una depressione post partum che non mi ha fatto godere molto la maternità… Ho visto che ci sono articoli più recenti quindi forse stai meglio. Ti sono vicina anche se non ti conosco, perchè so che è difficile. Non so se la tua depressione è venuta prima o dopo i tuoi problemi fisici. La mia è venuta così, all’improvviso e ho deciso di prenderla sul serio quando ho iniziato a pensare che stavo meglio prima, senza un figlio. Adesso sto meglio e mio figlio lo adoro. Ti abbraccio

  • Volevo chiedervi un consiglio per chi giustamente ha usato il prozac 20 mg 1 compressa al giorno..
    Allora d estate mi fissa con il mio fisico e da 56 kg per 1.61 arrivai in più di un mese e mezzo a 45 kg con molta fatica mangiando pochissimo e facendo attività fisica tutti i giorni poi però dato che sto attraversando un periodo bruttissimo mi sono come si suol dire buttata nelle abbuffate ed ecco la bulimia nervosa.. Sto seguendo anche una terapia di cognitivo comportamentale e il dottore mi ha prescritto anche il prozac.. Le mie domande sono:
    Mi aiuterà a perdere peso??
    dato che sono arrivata a 61 kg per 1.61 d altezza..
    Se si in quanto tempo? Grazie di cuore

    • Chiara

      Io non so proprio risponderti, ma dal tono del tuo commento sento che stai male e mi dispiace tantissimo per te. Spero che la terapia ti aiuti, davvero. Un abbraccio.

  • miriam

    Ho comprato anche io svariati libri sul pensiero positivo ecc…be io credo che la mente influenzi molto il vivere quotidiano, quindi cerco sempre di visualizzarmi al meglio e riesco ad ottenere ciò che voglio, a plasmare la realtà! Purtroppo non riesco a dimagrire, eppure mangio ma penso di non ingrassare! (Eh no forse così non funziona)!
    Sono ottimista di natura ma lo scorso anno ho cominciato a sentirmi vittima di eventi negativi, pensavo di essere una fallita, che mi sarei ritrovata incinta di uomo che non amavo e per di più da sola…me la sono proprio tirata! Non sono una fallita ma sono incinta davvero e single!
    Non nascondetevi dietro occhiali neri…buona fortuna a tutte!

  • Cristina

    Nella filosofia yogica si dice:- Semina un pensiero e raccogli un atto, semina un atto e raccogli un’abitudine, semina un’abitudine e raccogli un carattere, semina un carattere e raccogli un destino.-
    La mente è uno strumento…e come tale può liberarci dai condizionamenti a cui ci abituiamo…bisogna imparare ad orientarla nella giusta direzione…That’s all!
    Insegnante Yoga :)

  • Pingback: Riflessioni di Settembre | Ma Che Davvero?()

  • Manuela Russo

    È da un po’ che vivo la stessa situazione che descrivi tu, sarà per via di varie difficoltà che spesso come ora non so come affrontare, e mi sembra di essere sola, perché in fondo un’altra persona non può capire come ti senti se non entra nel tuo corpo e testa, nella tua vita vera. Ho quasi 22 anni e sento che la mia vita si stia sprecando dietro queste paranoie, ansie e compagnia bella. Spesso sto anche male fisicamente e ce l’ho ancor di più con me stessa perché vorrei solo affrontare il mondo e vivere tutte le cose belle che posso a questa età anche se necessitano di impegno e coraggio. Talvolta non ce la faccio proprio. Mi illudo che se avessi un fidanzato accanto potrebbe aiutarmi a reagire ma come dice la Yang, noi siamo il nostro sole e dobbiamo trovare quell’energia da dentro. Spero che questo momento ci aiuti solo a diventare più forti e a guarire sul serio senza spegnere le nostre potenzialità. Ammiro il lavoro che fai e spero di trovarne anch’io uno che mi appassioni. Sono arrivata a questo post tramite quello di Settembre e concordo con te, sarà una lotta, ma se riusciamo a capire come calvalcare questo cavallo indomato dici che il resto diventerà sempre più facile da affrontare? Magari dovremmo solo mangiare più fondente! 😉

  • Arianna

    Non capisco perché ti riesca difficile capire che mente e corpo sono strettamente collegati. Penso che il tuo percorso sia appena iniziato. Prova ad ascoltare di più te stessa e il tuo corpo.

    Hai presente le farfalle nello stomaco? Oppure la gastrite nervosa? Oppure il mal di testa? Ci sono una marea di “sintomi” che niente a che fare hanno con malattie come le si intende nel senso comune, ma derivano da malessere mentale. Poi ogni persona hai la sua valvola di sfogo nel corpo, però molto colpito in genere è proprio l’apparato digerente, infatti alcuni ipotizzano pure come il cibo influenzi fortemente anche la mente proprio perché l’apparato digerente sarebbe come un secondo cervello. Io ritrovo tutto questo nel mio corpo e nei segnali mi da, sai la mia valvola di sfogo qual è? Lo stomaco..mi viene la gastrite nervosa…Io affronto tutto questo cercando di sfogare prima che ciò capiti (perché è davvero molto dolorosa a volte) lo faccio principalmente attraverso lo sport. Credimi io senza praticare sport (che può essere anche una passeggiata a passo veloce di un’ora!) divento molto più incline e tristezze e irascibilità. Altra cosa importante per me è lo scrivere, lo stare con le persone e stare in mezzo alla natura.

    Dico tutto questo per dare il mio contributo. Vorrei dirti che non sei sola, siamo in molti e ciò hai fatto, mettere la tua esperienza sulla pubblica piazza, personalmente l’ho apprezzato molto, come il fatto tu abbia voluto condividere le tue fonti, ti ringrazio davvero. Ho voluto anche io dare una parte del mio contributo, quello che col tempo ho apppreso e quello che funziona per me. Non so se possa funzionare, lo so che magari sarà difficile comprendere, scetticismo a manetta e quant’altro, però magari qualche spunto potrebbe darlo, chissà.

    Ti mando un sincero in bocca al lupo perché tu possa andare avanti nella tua ricerca personale e trovare ciò che cerchi.

  • Fabiana

    Ciao quando abitavo a Londra ho frequentato i corsi di meditazione Sahaja Yoga. Andavo spesso ai meeting di Covent Garden e Chelsea che forse sono i più grandi. http://www.sahajayogalondon.co.uk. http://coolcheck.org

    Se ho dei momenti in cui sento arrivare la negatività ora so autoregolarmi provo a mettermi alcuni minuti in meditazione e sento ritornare la tranquillità e la gioia.
    Medicina e psicanalisi falliscono di fronte a questo metodo, ti invito di cuore… a provare!

    Un abbraccio

  • Marco Palomba