Acqua salata

Life · · 171 commenti
London Southbank bubble

Preferisco pensare che quando piove la strada si lucida.

Ed è più bello tornare a casa.

Le pieghe del divano diventano un rifugio per masticare i pensieri insieme a briciole di biscotto. Poi a un certo punto il divano apre la bocca e ti inghiotte. Nascondono più vita le pieghe del divano che i libri di testo, o la televisione.

Ecco perché non ci si deve stare molto, a casa.

Sarebbe meglio chiamare un’amica, o forse tre, e fare un brunch in quel locale dove la gente è hipster e la musica languida. Ho scoperto l’avocado, io che non l’avevo mai considerato: sta benissimo spalmato sul pane nero abbrustolito insieme a due poached eggs, che sarebbero le uova in camicia. Certi giorni pensi che il pane abbrustolito possa davvero guarire tutto. Quello, e una tazza di caffé bollente, di quelli che i polpastrelli bruciano tanto da concentrare la testa solo su quel mezzo centimetro di impronte digitali incandescenti. Bisognerebbe trovarne di più, di sensazioni del genere.

Inutili ma acute – e larghe, per riempire spazio.

E possibilmente senza calorie.

Sarebbe ancora meglio uscire senza una destinazione, e trovare qualcosa per caso. Ma qualcosa che faccia bene. Perché il vizio è questo: glorificare il caso. A me hanno insegnato che le cose trovate e raccolte per caso portano fortuna, invece no: sono le mani ad essere fortunate. Quelle, e il non curarsi di ciò che si trova. Come se si potesse sempre proseguire senza. Come se, davvero, niente fosse importante. Mai.

Ma l’altro giorno ero in un negozio e ho visto questo abito anni trenta, di paillettes color argento (se hai bisogno di una nuova pelle, che sia almeno di paillettes). C’è una me, in un mondo parallelo, che sta passeggiando per le strade di Londra vestita di quell’abito e una tuba nera. Forse ha anche i guanti al gomito. Ora che ci penso, non è necessariamente a Londra.

La luna di miele è finita, adesso la solitudine di questa città mi entra in circolo insieme al vento gelido sulle scale mobili della metro. Gli sguardi non si incontrano. La gente si porta tutta la sua storia dietro gli occhi, puoi intravederla a malapena se ti interessa molto. Figurati se non te ne frega un cazzo.

Comunque stasera compro le mie prime scarpe da Flamenco.

C’è qualcosa di bello nel pestare quei piedi in terra e tendere il collo e le braccia a quel modo, mentre un vecchio con la postura curva strimpella una chitarra usata. Fuori piove sempre, o fa quel freddo umido che è come se piovesse.

E non c’entra col Flamenco, ma chissà poi perché ultimamente non faccio che ascoltare queste canzoni.

Credo che la mia pelle porti ancora tracce di acqua salata.

Commenti

  • Francesca

    La luna di miele è finita, adesso la solitudine di questa città mi entra in circolo insieme al vento gelido sulle scale mobili della metro. Gli sguardi non si incontrano. ..

    per me, che vivo a londra, questo post ha molto senso!

  • buono l’avocado. buonissimo.
    le lune di miele finiscono sempre, ovunque.
    e il giorno dopo giorno non è detto che sia sempre splendente e dolce.
    ma ciò che conta, ciò che vale davvero, è sapere dove si sta andando, e soprattutto volerci andare.
    anche a passo di flamenco.

  • Mancavi. Bentornata! 🙂
    È sempre un piacere leggere tra le tue righe.

  • ma cosa non è la foto con la bolla colorata!?!!? sei bella e brava anche in mood malinconico.
    🙂

  • Vivo all’estero da più di 10 anni, posso azzardare che tu ti sia presa una bella batosta di shock culturale?
    Cerco spesso di spiegarlo a chi è arrivato da poco, ma i più pensano che spostandosi “solo” in Europa non succeda…
    http://www.nonsolosissi.com/lo-shock-culturale/

    • Bel post, e dato che ho vissuto a Vienna pure io (sono stata nel tuo negozio, una volta!) ancora più interessante. È che a volte se uno è cazzaro e cialtrone, è difficile vivere in mezzo a facce serie, indecifrabili, posate (almeno nei luoghi pubblici e prima di una birra!) A Vienna non ci sono più, ci stavo abbastanza bene prima di partire… Eppure, ora, dopo un anno via, non sono certa di voler tornare alla mia vita viennese. E so che è perché parte di me si sente come Chiara con Londra, anche dopo anni, anche parlando la lingua, anche avendo amici, locali e non. A forza di girare, inizio davvero a pensare che alcuni temperamenti stiano meglio in certi posti che in altri. I problemi che ho avuto con Istanbul erano di tutt’altro tipo, per me lo shock culturale da una sponda di Mediterraneo all’altra è stato molto minore che oltralpe. Anche se a Vienna parlavo la lingua, e a Istanbul no. Mistero 🙂

  • Paola

    Bentornata chiara, mi mancavi!

  • Bentornata. Hai ragione. Tutto vero. Solo che a me l’isolamemto londinese piace. Ogni tanto ho bisogno di non DOVER socializzare e non DOVER condividere sorrisi e pensieri. Di stare solo con me. Ma il punto è questo. OGNI TANTO.
    XOX

  • Mi piace leggerti e mi mancavi. Non ci crederai, ma ieri ero in riva al mare, il mare mosso di una giornata grigia. Una giornata di pioggia, con l’umido e il salso che ti si appiccica ovunque. Una delle persone cui ho pensato sei stata tu. Pensavo alla mia estate finita e ho ricordato il tuo post, quello in cui lasciavi trapelare un po’ del tuo stato emotivo, che spesso è simile al mio. Pensavo a te e ad altre amiche blogger sparse per il mondo che, grazie a internet ho conosciuto. Pensavo a quando vi avrei ritrovate in questo settembre, perchè di te, ad esempio, non avevo molte nuove. Ed eccoti. Ed è sempre un piacere. Bentornata!

  • chiara m.

    Vai a comprare le scarpe, usale per pestare quella solitudine che a volte è così opprimente da togliere il fiato. C’è sempre un modo per scacciarla….
    baci
    Chiara

  • non è vero che non ha molto senso. è spontaneo. e più vero e sensato della spontaneità non c’è nulla. Hai voluto imprimere i tuoi pensieri e le tue sensazioni a cos’altro serve la scrittura personale?
    Keep on writing and go for your dreams.

  • Mica un post qualunque, qui c’è della poesia (anche in queste foto, che belle)…
    “Le pieghe del divano diventano un rifugio per masticare i pensieri insieme a briciole di biscotto. Poi a un certo punto il divano apre la bocca e ti inghiotte. Nascondono più vita le pieghe del divano che i libri di testo, o la televisione.
    Ecco perché non ci si deve stare molto, a casa.”
    Grazie.
    Questa me la tengo come si tiene un buon consiglio.
    E, si, mancavi, davvero… (se si può chiedere) come mai scrivi così di rado?
    Alla prossima allora!

  • Chiara, leggere queste parole, dopo diverso tempo e dopo che hai pubblicato un sacco di articoli piena di entusiasmo e brio… come se non ci sarebbe mai stato un down… mi fa pensare tanto a me.
    A me che sono stata all’estero e capisco benissimo cosa intendi per sentirti fuori di casa, in mezzo al freddo.
    Parli del divano e delle sue pieghe come il posto più rassicurante. Parli di pericolo di perdersi nella propria solitudine e mi ricordi tantissimo la Machedavvero dei primissimi tempi, quando la sola vita dentro le pareti di casa con la bimba strillante non ti bastava e bramavi per mettere il naso oltre tutto quello… per vedere un po’ di cielo e guardare le altre persone negli occhi.
    Sei giunta all’esperienza di essere madre con una preparazione non sperata: non sei caduta nel tunnel perché erano mesi e mesi che pensavi “io non diventerò mai come quelle mamme tutta cacca e pannolini”, ma ogni esperienza della vita sembra portarsi dietro lo stesso rischio: se non teniamo strette con mano noi stesse, ci perdiamo dietro l’abitudine e il mondo che corre sotto i nostri piedi.
    L’esperienza all’estero sembrava meno destabilizzante, a guardarla da lontano, e ci sei giunta meno preparata… oggi ti senti persa e chiusa come quando la vita ti costringeva a stare nel tuo appartamento di Roma con la bimba neonata e nessuno sbocco.
    Forse dico castronerie…
    Ma quell’acqua salata ha un tipico sapore di casa.
    E’ una sensazione molto familiare… quando vivevo in Germania mi mancava moltissimo il mare, la spiaggia. Anche d’inverno. Sognavo il panorama marino, le onde, la sabbia, il venticello, il blu, l’acqua, il sale.
    Casa mia era quello, nel mio immaginario. Quando sono rientrata ho fatto tante di quelle passeggiate sul lungomare…
    Siamo fatti di acqua e terra dorata, è una mia fortissima convinzione.

  • Come è strana la vita. Io, che dopo un certo peregrinare mi ritrovo nel paesone di provincia in cui sono cresciuta, guardo a Londra come all’Isolachenoncè, e al bambino che mi dorme accanto come a un altro, a parte me, al quale viene negata un’opportunità per il solo fatto che è natto quaggiù. Tu – che a Londra ci vivi, mica ci sei stata solo qualche giorno per cazzeggio come me – racconti un’altra storia, più vera del mio sogno. E mi fai capire che, probabilmente, non sarei davvero felice neanche lì. Neanche nell’altrove più lontano. Forse la verità è che, come il sale sulla pelle, la luce ce la si porta dentro, che si stia nella swinging London o in una insignificante cittadina di provincia. Se quella luce non si accende (più), forse c’entra poco il posto in cui si vive, la strada su cui si cammina. Bentornata e in bocca al lupo.

  • Un ritorno malinconico e carico di tanti significati disseminati tra parole che non scegli a caso, parole che bucano e grattano l’anima di chi sa cosa significhi la solitudine, lo smarrimento, la delusione, di chi si chiede “E adesso?”…
    Ti abbraccio

  • antonia

    mancavi. anche malinconica e pensierosa. mancavi. forse scrivere ti ha emozionato ancora come prima.. tieniti stretta quest emozione. un abbraccio.

  • Alessandra

    Bello rileggerti 🙂

  • Tu il flamenco, io la salsa.
    Tu torni a Londra, io rimango a Roma (che – nonostante sia sempre Roma – con la pioggia neanche lei mostra il meglio di sé)

    L’abito di paillettes va indossato. Respirato. Vissuto.
    Magari mentre balli il flamenco.

    xx un grandissimo abbraccio!

  • …ma quest’estate a Londra mi sono divertita come una pazza a girare con la mia tazza. Hai visto? Forse l’indifferenza della gente mi ha dato coraggio. Loro mi ignoravano e io mi divertivo. Tanto !
    … Non ho trovato le coffee question….

  • Elleanna

    Ciao Chiara,
    bentornata.
    Lo leggo tra le righe, che con la solitudine sono tornate le ossessioni alimentari, la voglia di esssere sempre piu’ magra e leggera, piu’ bella.
    E’ uno sfogo a questo mondo inadeguato che continua a illudere e poi a deludere. Non e’ la tua malattia, ma il sintomo di quanto ti senti insicura.
    In bocca al lupo, cerca di non farti troppo del male.

    Annaelle

  • Possibilmente senza calorie.
    Non se ne esce mai del tutto, purtroppo.
    Le lune di miele finiscono dappertutto, ma cadere in due, dalla luna, fa un po’ meno male.

  • Bentornata Chiara!! Mentre tu inizi con il flamenco, io provo il tango 🙂

  • Magari ti comprerai quell’abito anni trenta scintillante, oppure rimarrai fra le pieghe del tuo divano con le briciole, comunque sia nella vita ci sono tante lune di miele. Intanto pesta forte i tuoi piedi, il rumore potrebbe rendere quel silenzio meno assordante….almeno fino quando le tue ali ritorneranno a farti volare (bella musica comunque)

  • Sara

    Bentornata Chiara.
    Usa Londra o qualsiasi altra terra come trampolino di lancio per il mondo. Chi ha un’animo irrequieto non si placa se non per pochi istanti. Rassegnati 🙂 Non stancarti mai e mai di portarti a nuove esperienze. Vivi sempre con un progetto in testa e non conformarti a quello che non vuoi essere!
    Un abbraccio

  • Giada

    L’unico pensiero e’ “non può piovere per sempre”! Associati guidare dai profumi, dai suoni e spalanca l’anima tutto passerà, tutto scorre.un abbraccio.

  • Eli

    Sto leggendo un libro, si chiama “Quattro etti d’amore, grazie”, parla di due donne che si osservano al supermercato, e ognuna immagina l’altra come più vincente, più appagata, più adeguata. Invece tra le proprie quattro mura ciascuna di loro sperimenta la fatica, la delusione, l’impegno per andare avanti, invidiando segretamente l’altra, la sconosciuta del supermercato, che di sicuro ha una vita da invidiare.
    Ecco….la tua ricchezza è permetterci di vedere anche quello che succede tra quelle quattro mura, il fatto che non rimani solo quella che fa esclusivamente cose fighissime e che magari ci farebbe sentire più sole nelle nostre difficoltà, perchè lei conduce una vita perfetta. Ti abbiamo ammirato, un po’ invidiato (diciamolo!!), ma abbiamo accesso anche al “backstage” di una vita tanto perfetta, e così continuiamo tutte a seguirti come se fossi un’amica di sempre, una sorella.
    Un abbraccio fortissimo, e grazie per le emozioni che regali con la tua scrittura.

    • Chiara

      Grazie mille Eli.
      A me non interessa la perfezione, e non la voglio nemmeno qui sul mio blog.

      • milokud

        no la perfezione no, ma qualche congiuntivo in piu’ si dai 🙂

        Preferisco pensare che quando piove la strada si LUCIDI…

        • Chiara

          ho scelto il colloquiale, mi suonava molto meglio. Grazie comunque.

    • Già. Era proprio questo che volevo dire.

  • I post di noi expat negli ultimi giorni traspirano lo stesso malessere, lo stesso disagio, sia che siano expat da 1,2,3 o piu’ anni.
    Sara’ il mio terzo inverno a Londra, so gia’ cosa mi aspetta, nessuna sorpresa ormai. 2 figli a scuola, e uno piccolo a casa. Il freddo, le malattie, le domeniche da soli, o con qualche amica…ma niente famiglia. E poi conti i giorni per riabbracciare qualcuno a Natale, ancora con la pelle calda che sa di sale…come dce una mia amica argentina, “I don’t want to grow up old here…”ma i miei figli la penseranno come me fra qualche anno?e’ questo il dilemma, non ora…quanto ancora?

    con affetto
    A

    • Mo’

      Malessere? Perche’ espatriati? Davvero? Ma perche’? Anzi, ma perche’ ve ne siete andati allora e perche’ non tornate adesso? Onde evitare, la mia e’ pura curiosita’. Cosa trattiene una persona che piange, sta male, non mangia, o mangia troppo, non sorride, non vive, dal tornare indietro? Da dire basta io non ce la faccio? L’orgoglio? Un lavoro ben pagato? Un mutuo? I figli? Non sono queste, in parte magari, soltanto scuse? Io ho fatto delle scelte in passato e mi sono incaponita a restare in posti dove piangevo e basta. tutti i giorni, possibilmente piu’ volte al giorno. E me ne pento. Perche’ alla fine non so cosa mi hanno portato di buono. Se del buono c’e’ stato. E anche se so che siamo tutti gay con il culo degli altri, vorrei dire a chi sta male che non e’ mai troppo tardi per tornare indietro. Perche’ le lacrime non ce le asciuga nessuno. il compagno, il marito, la moglie, i figli, gli amici, il lavoro. Se stiamo male c’e’ poco da fare. E’ come dice la Cocchi, che London is not for dummies, ma puo’ essere Londra come una qualsiasi altra citta’, tutto dipende da come lo viviamo noi. Mi dispiace davvero tanto per Chiara, ho provato varie volte a invitarla a uscire, o fare qualcosa insieme, ma capisco piu’ che bene che ricevera’ inviti del genere giornalieri e ci sono un po’ troppi matti per strada, quindi non mi sono mai aspettata una risposta. Spero che stai meglio presto e che il tuo compagno ti aiuti. In qualunque modo ti serva (anche pagando uno psicologo privato se e’ questo che ti serve).

      • Chiara

        Mah onestamente a me espatriare ha fatto solo un gran bene. Non credo sia Londra la causa del mio malessere, forse piuttosto la distanza dal passato mi ha fatto realizzare alcune cose. Alcune avrei preferito non saperle, ma meglio così.

        • Mo’

          Da quello che scrivi non sembrava, tutto qua. Probabilmente male interpreto!

        • Alessia A.

          La distanza dal passato…
          Colpita ed affondata, cara Chiara.
          Anche a me, in questo periodo, è capitato lo stesso: il compiere 33 anni e il mio cucciolo che inizia la scuola…bhe, mi hanno riflettere su passato/presente/futuro, facendo dei bilanci, ‘realizzando’, come dici tu, alcune cose…giuro, avrei preferito rimanere nel limbo, ora il velo si è squarciato e anch’io vorrei dire ‘meglio così’, ma ho paura….

      • non posso parlare a nome di tutti gli espatriati ma posso parlare a nome mio. da 5 anni a bruxelles e solo dopo 5 anni sono riuscita a farmi un’idea un po’ chiara della situazione. che è la seguente.
        bruxelles non mi piace. è bruttarella, tolta la grand place. è sporca. è abbastanza pericolosa, soprattutto se come me vivi in centro. l’amministrazione è una cosa agghiacciante. il tempo fa schifo.
        la mia vita a bruxelles tutto sommato mi piace. intanto ho un lavoro e mi pagano, cosa affatto scontata. ho un ragazzo con cui vivo. ho il giusto numero di amici. e sono abbastanza lontana dalla mia famiglia in italia, che vedo spesso ma non così spesso e questo per me costituisce l’equilibrio perfetto.
        di bruxelles amo il melting pot di razze (fosse solo per il cibo!) e l’ampia offerta culturale.
        ci sono dei pro e dei contro. ma di certo di bruxelles non sono innamorata e ci sono un sacco di città che mi piacciono di più e quando mi faccio un weekend in italia col caldo, il sole, il cibo e la bellezza e poi torno in belgio e piove e all’aeroporto ci sono solo patatine e sul tram per tornare a casa cercano di scipparmi con nonchalance, beh, un po’ il c***o mi gira.
        allora perché non torno, o non mi sposto?
        perché tornare (o spostarsi) non è così semplice.
        intanto molleremmo (visto che almeno in teoria io e il mio ragazzo ci muoviamo insieme!) due lavori a tempo indeterminato.
        poi. città completamente nuova per entrambi, saremmo completamente soli e senza amici almeno all’inizio. so che è una cosa che può cambiare ma concedetemi che possa spaventare.
        alternativa italia. io ritroverei i miei amici, lui che non è italiano dovrebbe partire da zero. io che sono madrelingua italiana troverei forse un contratto del cavolo a durata determinata, lui che italiano madrelingua non è molto probabilmente non troverebbe un bel niente.
        il caldo e il sole sono belli, ma al di là del fatto che non ci sono sempre (nella mia città d’inverno può piovere forte per settimane, cosa che invece non succede qua), il caldo e il sole non bastano.
        quando torno adesso è una festa, ma se tornassi in maniera definitiva come sarebbe? quando torno adesso bruxelles non mi manca, ma se la abbandonassi la vedrei alle stessa maniera?
        non so se ho reso il concetto. quello che voglio dire è che partire (o tornare) non è affatto così semplice. le cose non sono solo bianche o nere, c’è un sacco di grigio.
        io in questo momento non so cosa voglio fare, e finché non lo so piuttosto che prendere una decisione a caso preferisco restare qui. e siccome mi conosco, so che prima o poi capirò cosa voglio, e allora mi muoverò di conseguenza. ma solo allora. nel frattempo resto qui e vorrei avere il diritto di avere nostalgia senza immediatamente sentirmi rispondere “perché non torni?”, che è una cosa molto facile a dirsi ma con molte più implicazioni di quel che può sembrare.

        • Che bel commento, davvero. E hai ragione. Tutto il diritto di avere nostalgia senza che nessuno ribatta subito:”perchè non torni?”A me non viene mai in mente di dirlo a un’amica che abita proprio a Bruxelles, quando anche lei si lamenta. Perchè so che qui lei e il suo compagno e le figlie non avrebbero mai le stesse opportunità di vita che hanno lì. Ed io, che pure abito in un bel posto, pieno di bellezza e di cultura, vicino al mare, a volte guardo mia figlia e penso che lei dovrà partire se vuole una vita migliore, con più chances. E’ triste, ma in Italia, per il momento, è così. E il sole e il mare te lo vieni a prendere in vacanza.

        • Mo’

          ma io parlavo della gente che sta male, che proprio non ce la fa. io mi sono gia’ spostata 5 volte, due all’estero, e so bene le difficolta’ che si incontrano, comprese quelle lavorative. Quello che sembra dai post, dagli ultlimi almeno, e’ che Chiara non sembra stare bene qua, vuoi perche’ la figlia sta spesso male e la sanita’ infantile e’ quello che (non) e’, vuoi perche’ il tempo pure e’ quello che e’ (anche se io ho passato 7 estati in UK, le utlime due qua, e qua la puoi davvero chiamare estate, se paragonata al nord, ma come vedi e’ tutto relativo!!), vuoi per altri motivi che nessuno conosce. Quindi la mia domanda era piu’ una curiosita’ su cosa spinge le persone a rimanere in una realta’ da dove cercano di fuggire con la mente costantemente. C’e’ questo detto del sud: Chi si punge esce fuori. E lo trovo molto vero, e penso che alla fine uno cambia quando si stufa di essere stufo. Non vuole essere un consiglio il mio, ovviamente, e ripeto che mi sento molto simpatetica con Chiara, anche se non glielo posso dimostrare.

        • Quanto hai ragione. Allo stesso modo, vorrei poter dire “l’Italia fa pena” senza sentirmi subito rispondere “Allora vattene!”…

      • Talvolta gli espatriati non tornano perché non vivono in una bolla, non prendono decisioni da soli, a volte si sono trovati ad essere espatriati perché la vita ce li ha portati. Non perché si sono seduti e hanno deciso a tavolino di farlo. Se il tuo compagno è straniero, ad esempio, la cosa si fa complicata, soprattutto se quando lui ti dice “vuoi tornare a Milano?” a mo’ di battuta, tu ti senti dire una cosa come “Giammai!”, serissima. E ti stupisci da sola. E il passo successivo è: ordunque, dove si va? Quando non ti va di tornare in Italia, ma neanche di vivere dove vivi, o non riesci a goderti dove vivi, come sembra essere il caso di Chiara al momento, sono pane e cazzi amari per pranzo. Relativi, ovviamente, perché avere una scelta è meglio che non averla, e mica vengo dall’Afghanistan. Però non è semplice, e non puoi nemmeno andare dalla mamma a farti un caffè e due chiacchiere di riflessione, perché sta a una o undici ore d’aereo da te. Ecco 🙂

  • Leggo il tuo post e mi sa tanto che sono in buona compagnia.
    Qualcosa di simile, ma scritto un po’ Più’ Peggio di te.
    (Anche se mal comune mezzo gaudio un cacchio.)
    solidarietà invece, quella tanta.
    darling

  • Alba

    Vivi vivi vivi! anche il dolore della fine di un’illusione, it doesn’t matter, c’e’ tanta tanta vita ancora, non ti risparmiare, lascia che i venti freddi rinforzino il tuo spirito… vedi come i bimbi qui indossano i sandali anche a novembre? l’acqua salata ristora ma impigrisce lo spirito. Non lasciarti andare!!!!!!!!!! Get your self back, tutta intera, barcollante, ma intera. la malinconia non e’ una colpa, i sentimenti negativi non si soffocano o respingono, vivili tutti, ma non guardare troppo indietro. impara da tua figlia, che di certo ha sparso le briciole di biscotti per indicarti la via verso “casa”.
    <3

    • Chiara

      🙂

    • “l’acqua salata ristora ma impigrisce lo spirito.” Sono d’accordo, anche se adoro l’acqua salata.

  • Alessia

    Anche a Roma il cielo può essere grigio per chi di Roma non è. ..come mi ritrovo nelle tue parole. .. Ho scoperto il tuo blog grazie al tuo libro che mi era stato regalato da mia sorella proprio perché avevo appena affrontato una gravidanza in pieno stile “ma che davvero? “…la mia piccola ha la stessa età della tua e ciò che scrivi fa sentire me e tante altre meno sole…guarda al passato ma soprattutto per realizzare quanto sei cresciuta e cosa hai costruito in questi anni per te stessa, la tua famiglia e anche per noi “amiche sconosciute”…e non è poco!!! Un abbraccio

  • Foto molto belle, Chiara, come al solito. Mi spiace per lo stato d’animo malincunioso, ma, credimi, magari c’entra anche Londra, ma è la stagione che lo porta con sè un po’ dovunque. Tranne forse ai tropici. E se poi riesci a sublimarlo in questo dipanarsi di pensieri pieno di poesia, direi che non tutto il male vien per nuocere (sì, va bene, mandami pure i culo!) E trovo tante note positive e allegre, tanta voglia ancora di vivere e fare cose in questa tua malinconia.

  • Emma

    Oh poverina, quanta sofferenza. In effetti con la vita che fai, e’ facile cadere in depressione.

    • Chiara

      HAHAHAHA.

    • bitri

      Ma quanto sei stronza????
      Astieniti dal commentare piuttosto che fare una presa in giro cosi maleducata.

  • violetta

    l’ho letto tutto di un fiato, perchè mi mancava troppo la tua scrittura, e poi l’ho riletto con calma, per capire come stai, ma ancora, confesso, non ho metabolizzato del tutto il post, ci vorrà ancora un pò.
    Per il momento cosa posso dire? Non posso che associarmi a chi ti ha suggerito di stringere i denti, resistere e andare avanti.
    Sai, rileggendo il blog dall’inizio si riesce a seguire in una prospettiva di continuità il percorso che hai fatto da quando è nata Viola, le paure, le crisi e le difficoltà che hai superato. Non posso e mi rifiuto di accettare di pensare che una ragazza con gli attributi come te, che si é fatta da sola professionalmente, che ha saputo trovare, tirare fuori e mostrare il bello da esperienze critiche della sua vita non possa farcela ora.
    Hai scritto poco sopra che la distanza dal passato ti ha fatto realizzare alcune cose che avresti preferito non sapere. Beh, il passato é passato indietro non si torna.
    Pertanto ora, per favore, prendi una spugna, insaponala bene e dai un colpo ben assestato a ciò che ti fa male, indossa le tue scarpe nuove, esci a ballare e guarda avanti.

    P.S. Lo so che non c’entra molto con il post, e non dovrei chiederlo, che non siamo mica a far la spesa qui, ma mi manca molto il reportage sul porpleanno…

  • Ma quando lo scrivi un nuovo libro?
    Magari che non parli di bambini o gravidanza. Non che abbia nulla contro eh, però mi piace leggerti al di fuori di questa sfera che non è mia, che -almeno per ora- non posso comprendere.
    Forse per te sarà un “insulto”, ma le parole che imprimi sulla pagina bianca del web sono pensieri che mi colpiscono il cervello perchè mi ritrovo in non sai quanti tuoi pensieri.

    “Ecco perché non ci si deve stare molto, a casa.”
    Semplici sante parole che dovrei incidermi non sulla pelle, ma direttamente nella carne.
    Ma è una vera sfida; un po’ come dire allo stronzo del liceo che là fuori è pieno di altre persone e cose che meritano più di lui…
    Comunque tu sei forte. Si capisce.

    Un abbraccio

    Alice

    • Chiara

      Non ho intenzione di scrivere ancora di maternità e bambini: il periodo è passato :))) Scrivo, scrivo… Vedremo che succede 🙂

  • Quanto ti capisco, Chiara.

    Anche io scrivo, anche io sono una freelance a Londra, sono venuta qui un anno fa (da Milano, anche se non sono italiana) e la amo alla follia, questa cittá. La amo ancora, e non solo il centro e le case vittoriane e i mercatini e i musei (magari gratis). Amo anche le strade sperdute, le periferie un po’ brutte, la piogga che non finisce piú, i Starbucks con “quel caffé che non é caffé vero”, il freddo gelido che ti entra nelle ossa. Amo Londra ogni giorno, sto vivendo una storia d’amore con la mia nuova cittá.

    Peró poi la solitudine si fa sentire.

    “Un caffé con un’amica”, “un brunch con amiche”, “quel film da donna, vai a vederlo con le tue amiche”, come mi dice il mio fidanzato. Il mio unico malessere peró sta nel fatto che le mie amiche, quelle vere, sono tutte a casa mia (a Stoccolma, io vengo da lí) e mi mancano ogni giorno. Certo, non manca mai gente con cui uscire. Peró non devo stare qui a spiegare la differenza fra “persone con cui bere una birra al pub” e “amiche”, vero?

    E mi amareggia chi mi dice “vedi che non tutto é perfetto, lí nella tua Londra?” Non ho mica cinque anni. Lo sapevo anche prima, che non sarebbe stata perfetta. E non torno indietro, neanche se questa situazione non cambierá. Perché amo la mia vita, amo la passeggiata da casa mia fino a Westminster (20 minuti a piedi), amo lavorare col mio PC in un Costa Coffee quando voglio io senza orari, amo i sabato pomeriggio al Portobello Market e le serate a sentire musica dal vivo in un pub. Amo le possibilitá e opportunitá che Londra mi sta offrendo tutti i giorni, amo la creativitá che tira fuori in me.

    Peró la solitudine é vera. È palpabile. E questo tuo post mi ha davvero aiutata: mi ha fatto realizzare che non sono l’unica. E allora, in qualche senso, non sono sola.

    Se mai avrai tempo e voglia di prendere un caffé, fammi sapere – magari ti mando una mail.

    • ah e un’altra cosa: la foto con la bolla enorme di sapone? Geniale. Anche l’altra é molto bella, ma la prima é proprio stupenda.

    • Commento off topic, ma è deformazione da prof di italiano: Sascha, in italiano scrivi DA DIO! Chapeau! Hai imparato a Milano?Gli studenti come te mi commuovono.

  • Sara

    Bentornata 🙂

  • Sharon

    E qui casca l’asino. Nei post precedenti c’era troppa allegria forzata, troppo esibizionisco. Era tutto un “Io sto a Londra e voi siete sfigati” “Io vado a Oxford circus e voi no” e via discorrendo. Era tutto amzing, funny, incredible! Lo facevi per celare una scelta che hai fatto, evidentemente, non con convinzione ma per altri motivi.
    In effetti faresti meglio a tornare a casa, anche il tuo blog ne ha risentito del tuo esibizionismo a tutti i costi. Ti rimpiango per quella che eri!

    • Chiara

      Ogni volta che leggo questi commenti senza senso penso che il mondo è proprio un posto brutto, fatto di gente con una grandissima rabbia inespressa dentro.

      • Marco

        Non conoscevo e non conosco questo spazio.. sono passato per caso ed è il primo post che ho letto.
        Le immagini sono stupende e le parole scorrono meravigliosamente.
        Sharon, credo che siano molte le cose che rimpiangi.

      • Sharon

        Rabbia per cosa, di grazia?
        Valutavo il primo e dopo Londra e basta. In base a quello che scrivi, ovvio.
        Non giudico mica te come persona, mi baso su quel che condividi e sul tuo “personaggio”.
        E basta con la storia della solinvidia, su!

        • Chiara

          Invidia? Chi ha parlato di invida e soprattutto cosa ci sarebbe da invidiare?
          Credo che dietro alla voglia di lasciare un commento così sgradevole e sarcastico ci sia solo rabbia. Sì, lo penso.

    • HIWHI

      Penso che Chiara sia capacissima di difendersi da sola da queste insinuazioni inutili e fatte sulla base di…nulla (che tu ci sei mai uscita con Chiara?hai mai vissuto con lei?)… ognuno vede ciò che vuol vedere…tu quanto brutto vedi?

      E’ mai possibile che chi pensa queste cose passi ancora di qui a leggere? Chi ve lo fa fare? Scusate se mi intrometto, ma mi sento chiamata in causa in quanto pura lettrice del blog (che non ha mai commentato una virgola). I post di Chiara si sono diradati molto, forse a causa anche di queste cattiverie…e chi trova sempre beneficio a leggere le sue parole (come me) ha quasi “paura” che lei smetta del tutto, e commento solo ed esclusivamente per questo motivo. Torno nel mio silenzio augurandomi che queste caxxate non ti tocchino minimamente, Chiara. Buon tutto.

      • Sharon

        Parlo del “personaggio” non della persona di Chiara. Io commento il personaggio in base a quello che leggo sul blog.
        E’ bello che una blogger abbia così tanta empatia con le sue lettrici, ma non confondiamo la Chiara vera da quella di Ma che davvero.

        • Chiara

          Eh ma i commenti al “personaggio” arrivano alla persona, non a una sagoma di cartone.

        • Marco

          Io invece mi riferivo alla persona Sharon e non al suo personaggio.

          • violetta

            Personaggio non mi piace. Ovvio che Chiara in questo spazio mostri solo alcuni aspetti della sua vita, o della sua persona, ma non credo che siano “finti” o costruiti, tutt’altro. Mi spiego meglio, chi di voi avrebbe mai accettato di parlare con tanta schiettezza di problemi e difficoltà personali come sta facendo lei, esponendosi così tanto, consapevole che le sue parole arriveranno ad amici, familiari e conoscenti? Sì é una scelta, e qualcuno dirà che é dettata dall’esibizionismo. Soltanto? Qusto blog è nato con l’intento di condividere ed esorcizzare le difficoltà della maternità, e Chiara ha sempre parlato con sincerità delle sue difficoltà e delle sue crisi, anche quando dietro al nick Ma che davvero non c’erano un volto, una persona e soprattutto opportunità di lavoro. Chi ci dice che anche ora lei non parli di queste difficoltà per cercare un confronto o per offrire un conforto? Perchè doverla attaccare in questa fase di manifestata debolezza?

            Ho scritto questo non allo scopo di difendere Chiara, sa farlo benissimo da sola ed esprimendosi anche meglio di me. Ma l’ho scritto con un interesse, quello di tutti quelli che, come me, amano questo blog. Io penso, come ha scritto già qualcun’altro, che ultimamente i post si siano così diradati per mille motivi, ma sicuramente anche perché Chiara non ha più piacere nel postare, visti tutti gli attacchi che , qualsiasi cosa scriva, riceve. In ogni cosa si trova il pretesto per attaccarla, anche in momento così delicato in cui mostra apertamente il fianco.
            Ed ho scritto che amano questo blog. Non cominciate a dire a me, a noi, “ancelle” o ” vi ergete a sue amiche, ma siete solo numeri che la fanno guadagnare” ecc. So benissimo che parte del reddito di Chiara deriva da questo spazio, (non tanto da doverci campare, altrimenti avrebbe continuato a scrivere e zitta, a dispetto della depressione o cos’altro).
            Io non mi reputo amica di una persona che nemmeno conosco, e non sento bisogno di difenderla. Io non vengo quì per farmi i cazzi suoi e alla fine dire “oh, povera amica mia, come stai?”.
            Io vengo qui perchè mi piace quello che vi é scritto e come é raccontato. Che sia un episodio di vita quotidiana, un viaggio narrato tramite foto, un aneddoto, un angolo di città inesplorato, un’esperienza personale o i retroscena di un party per bambini.
            Vengo qui perchè quello che leggo il più delle volte mi smuove, mi sprona a riflettere su me stessa, sulla mia vita, a cosa fare per diventare migliore o apprezzare quello che ho, che apparentemente é meno di ciò che a lei, ma, chissà per che, non sono io quella in down.
            Vengo qui per il Mio puro piacere, non per compiacere lei.
            Leggo questo blog come il buongiorno di Gramellini, magari con un pizzico di empatia in più per cui, in questo brutto periodo, con un commento cerco di spronarla e tirarla su, non dovrei?
            Ora chiudo, non volevo prorpio scrivere questo messale, ma dopo tanta astinenza me dovevo sofga’!

          • Chiara

            Grazie di cuore Violetta. Dopo questo commento mi sento un po’ più compresa.

      • francesca

        quoto, completamente. nemmeno io ho mai commentato ma ho sempre letto e ultimamente mi sono molto preoccupata che questi potessero essere gli ultimi post. per quanto la mia vita non abbia nulla praticamente in comune con quella di chiara, leggerla è sempre un piacere, forse ancor di più proprio perchè mi fa vedere la vita da un punto di vista nuovo e diverso

        • HIWHI

          quoto Violetta, era esattamente ciò che volevo dire ma spiegato mille volte meglio ..

  • Ti vedo come un neonato nella fase travaglio. Credo Londra sarà proprio la tua rinascita. Tieni botta. Balla, respira. Scrivi, fotografa. E vedrai che arriverà, la tua nuova vita. Arriverà la nuova Chiara.

  • “C’è una me, in un mondo parallelo, che sta passeggiando per le strade di Londra vestita di quell’abito e una tuba nera. Forse ha anche i guanti al gomito. Ora che ci penso, non è necessariamente a Londra.”

    Eh, non ti so spiegare bene cosa queste righe mi abbiano aperto dentro…riassumo tutto con “Meraviglia” e tengo per me il resto.
    Penso che la bellezza della capacità di scrivere stia anche , e forse soprattutto, nel far breccia nella mente o nel cuore di chi ti legge, permettendo loro di cadere dentro se stessi per scoprirsi un pò di più.
    Questo post è stato così per me, e di questo ti ringrazio. E sì, perchè sono convinta che se qualcuno ci fa emozionare bisogna ringraziarlo!
    Per il resto, bentornata Chiara, e in bocca al lupo per tutto!

  • GG

    secondo me è solo la differenza del climai…
    …questo continuo tempo instabile che muove i nervi…per chi è nata a roma “il nord” è ogni giorno un nuovo inverno…
    …quanta sicurezza dà andare a dormire e sapere che domani ci sarà sicuramente il sole….e anche dopodomani…e così via, per tutta la stagione…
    GG

  • Sai cosa? Bisogna raschiare il fondo per potere risalire. Me lo dico sempre ogni volta che sto male.
    Se l’essere lontana non è il problema (dici che espatriare ti ha fatto bene, E CI CREDO), ha ragione chi scrive che la soluzione è dentro noi stessi.
    Sai quando devi resettare la bussola dell’iphone facendo movimenti “a 8”? Beh occorre fare qualcosa di analogo anche con la propria testa, intesa come somma di cervello+sensibilità. Perchè se non ti resetti poi finisci che il divano ti mangia, e dopo sono ca77i. Uscire da quelle pieghe si può, ma la soluzione non credo si trovi solo uscendo: si deve uscire dalla porta del proprio tunnel, poi da quella di casa. Sennò cammini per Londra (Parigi New York, Roma, Bologna, Cesano Maderno, Cervia) con un macigno che manco alzi bene i piedi.
    Come fare, dici? Boh. Lo scopri tu. Psicologo, dicono più su? Perchè no, se uno ne ha bisogno non è una vergogna, anzi. Che sia uno psicologo, un caffè bollente, o qualcosa di più radicale puoi scoprirlo solo tu stessa.
    Io ti auguro tanta tantissima fortuna perchè non dimentichiamo che anche una bella botta di ass talvolta non guasta! 😀

  • Anna

    Scusa ma parli di divano e poi su instagram è un profluvio di party, discoteche e divertimento?
    E non gloriarti della pancia piatta. Svilisce la tua intelligenza.

    • Chiara

      Mi sto impegnando a non starci, sul divano. Ti dà fastidio?

      • Chiara

        Mi sa che a questa je rode di più della pancia piatta.

      • Elleanna

        Dai Chiara,
        in fondo e’ facile rimanere confusi davanti a tutte le tue foto che mostrano quanto sei bella (e *sai* di essere), le pose mostrando la pancia piatta, i clubs, la danza ecc e poi leggere di questa galoppante tristezza. Ognuno reagisce al proprio male come puo’, ma una foto ogni due giorni in posa sensuale o mezza nuda gridano di tanta voglia di esibirsi, forse per colmare la tristezza, non lo so… ma capisci che lasciano un po’ di sconforto in noi poveri mortali…

        A me tornano in mente le prime fasi delle anoressiche, prima che arrivi la vergogna della magrezza eccessiva e la vera depressione… che postano foto di se ogni minuto, per fare vedere che ce l’hanno fatta.

        • Chiara

          Mi spiace ma purtroppo per me le cose non si contraddicono.

          • Elleanna

            Non parlo di contraddizioni, ma semplicemente cerco di interpretare cosa la commentatrice ha visto confrontando le tue parole con le tue costanti streams di foto in esibizione.
            Io non la trovo una contraddizione il fatto che posti immagini di te nel modo piu’ figo che trovi, solo un chiaro sintomo del tuo malessere e anche della tua solitudine.

      • Zuccaviolina

        Io ho fatto molte più feste e foto sceme nel periodo successivo alla morte di mio padre che in tutto il resto della mia vita. Tristezza e vita sociale non sono necessariamente in contrasto, e credetemi, è meglio così.

  • mapi

    Ci sei mancata Chiara!

  • Come mi mancavano i tuoi commentatori! Riesci a calamitare qui il meglio del meglio, sai? 😀
    Comunque, dai, il weekend scorso quando c’ero io a Londra il tempo era ottimo!

  • Babuska

    Mi viene in mente ciò che mi disse la mia amica psicologa: ‘Devi incanalare la tua genialità’. Io non ci sono ancora riuscita, davvero non credo di aver poi tutta sta genialità :-), ma magari a te questo consiglio parla di più… Ti abbraccio!

    • Chiara

      Ahaha magari.

  • Anna

    io i commenti li filtrerei e basta, il blog è tuo non è scritto da nessuna parte che tu debba pubblicare tutti i commenti

    • Chiara

      Beh a me arrivano lo stesso, filtrati o no. Li devo ahimé leggere per forza, anche i più beceri.

  • Anna

    p.s. non sono anna del post a cui chiara ha risposto 😀

  • Anna

    quello è vero però magari se non si vedono pubblicati si divertono meno ^_^

    • Chiara

      ahaha ora metto qualche filtro e vediamo 🙂

  • Eccoti qua…ben tornata…con un post dall’atmosfera autunnale che mi ha fatto venire voglia di uno di quei pomeriggi sul divano, a leggere un libro, con una tisana in mano…o di cuocere dei biscotti…di fare una di quelle cose che ti fan sentire caldo dentro anche se fuori piove…anche se c’è un po’ di malinconia…
    Le tue foto sono spettacolari…
    Non so perchè, ma il tuo titolo mi ha fatto venire in mente una foto vista su FB con la scritta ““The cure for anything is salt water: sweat, tears or the sea.”

  • sara

    Io direi che il velo malinconico che ci accomuna in questo periodo ti rende ancora più profonda, io non sono expat anzi vivo vicino a chi voglio e a chi mi vuole bene nel mio paesello di sempre eppure ti dirò che io esco senza destinazione e cerco quella cosa che per caso mi faccia stare bene…ma ultimamente non riesco a trovarla!
    Bentornata
    Sara

  • milokud

    l’unico modo per sopportare e godersi l’espatrio e’ quando e’ basato su un forte, coraggioso, ed avvincente progetto di vita.
    Che mi sembra che sia esattamente quello che ti manca.
    Partire “solo” per stare vicino al padre di tua figlia, ahime’, non e’ abbastanza.

    La butto li’ (senza conoscerti affatto), ma io fossi in te mi riempirei le giornate iscrivendomi all’universita’. Probabilmente avrai una laurea italiana, ma fatti un giro ad un universita’ londinese giusto per renderti conto dell’offerta formativa che a Roma ti saresti solo sognata ed iscriviti ad un corso che ti piace. Qualcosa che puoi fare solo a Londra. Non per il lavoro o la carriera. Solo per te.

    • Chiara

      Devi conoscermi davvero bene per sapere che mi manca un progetto di vita. Non sapevo fossimo amiche intime.

      • Chiara

        Chiara, mi inserisco in questo commento perché io ne sono la prova vivente: io seguii il mio Lui all’estero convinta di avere un solido progetto di vita a due, per poi rendermi conto che vivere all’estero non era il mio progetto, ma solo il suo.
        Mi sono rinchiusa in casa senza lavoro e con a volte quasi il terrore di uscire, senza prospettive, senza leggerezza e senza gioia.
        Adesso che ci siamo separati ho ripreso in mano la mia vita, che non è semplice, ma perlomeno è mia e decido solo io dove indirizzarla. (Tra parentesi: ho deciso di rimanere all’estero).
        Questa è la mia esperienza e forse milokud del commento qui sopra voleva solo spronarti a riflettere su questo aspetto.
        Se a me avessero detto che il mio progetto di vita non era tale, non ci avrei creduto e ho dovuto per forza sbatterci il muso per capirlo.
        Ti auguro di trovare la tua strada e di stare bene, così come lo auguro a me e a tutte le persone che sono “alla ricerca”.

        • Chiara

          Se dopo esservi separati hai deciso comunque di rimanere all’estero mi sa che il problema non era tanto l’estero peró…

          • Chiara

            Infatti. L’estero ha fatto probabilmente da cassa di risonanza a un problema di fondo che in Italia non vedevamo. Oppure semplicemente abbiamo reagito a velocità diverse ai nuovi stimoli, alle difficoltà e alle bellezze dell’espatrio e il progetto, che prima era comune, si è incrinato e alla fine del tutto rotto.
            Volevo solo farti vedere questo aspetto, che, ripeto, è la mia esperienza, ma potrebbe anche essere quella di molte altre persone.
            In bocca al lupo Chiara!

  • Che bello rileggerti Chiara, ben tornata.
    E in quella malinconia che ci racconti, credimi, c’è anche nutrimento. Per te, si.
    Eh lo so che sembra impossibile ma secondo me è così. Perchè sono i momenti così, quelli di cui si farebbe proprio a meno, che ci fanno poi vivere pienamente la gioia, la leggerezza, il benESSERE.
    Tornerai a sentirti come quella bolla di sapone, colorata, leggera. Perchè tutto cambia. E’ l’unica cosa certa.

    Coccolati, lasciati coccolare.

    E metti quel cacchio di filtro ai messaggi. E quelli che ti fanno male, perdio, cancellali.
    Te lo devi. In questo periodo almeno. Si, li hai letti va bene. Una volta basta!
    Premi Cancella e vai a rileggere subito un commento che sa di avocado e pane abbrustolito.

    Ti abbraccio forte.

    Ah. Hanno parlato del tuo “personaggio” , io sono un’attrice e sai cosa penso? Il tuo è un personaggio della madonna 😉
    Poi un conto è l’invidia, quella può anche restare positiva, e un conto è la cattiveria. Anche se, dopotutto, anche dietro a quella, c’è solo il desiderio di essere Visti, Ascoltati. E Amati. Per la propria imperfezione.
    Ecco forse, perchè tanto astio verso chi sembra migliore.
    Metti uno scudo. Sai, come da bambini “specchio riflesso”? La negatività può rimbalzare e tornare al mittente.

  • Da Londinese adottato, capisco totalmente il feeling che si nasconde dietro questo post. E pensare che fino ad una settimana fa mi trovavo con la mia famiglia in riva al mare nella mia amata/odiata Sicilia. Provare nostalgia si puo’ e si deve, ma la realta’ e’ a volte molto piu’ cruda di quanto ti aspetti. La mente si nutre di ricordi che reali non sono. Solo il frutto delle proprie percezioni modificate per appagare un qualche bisogno di appartenere a qualcosa. Mi capita ogni giorno. La vita quotidiana non e’ tanto bella quanto le ormai occasionali visite a casa dei parenti. Per ora sto’ lontano. Domani si vedra’.

  • Cla

    Questo post è poesia pura… letteralmente da brividi! Hai un dono nel trasmettere le emozioni a chi ti legge, complimenti!

  • Annali

    Che poi in una vita, qualsiasi vita, ci sono semplicemente giorni si e giorni no..tutto qui!
    Up up cara Chiara..domani è un altro giorno!
    Un abbraccio

  • Erika

    Vorrei chiederti un consiglio. Secondo te, iniziare un corso di danza da adulti è più difficile se non si è mai studiata questa disciplina da bambine/ragazzine? Se non sbaglio te già avevi le basi..

    • Chiara

      Eh certo che è più difficile, non solo per le basi ma perché il corpo di un adulto è meno flessibile e adattabile di quello di un bambino, ma certamente non è impossibile.

  • michela

    Chiara, ti ho scritto qualche mese fa per il problema dei commenti maligni e ho voglia di scriverti di nuovo.
    ti avevo raccontato della mia abitudine di bloggare dal 2005, per sette anni circa, e su più piattaforme man mano che le chiudevano. Ovunque andassi, ero immancabilmente bersagliata prima o poi da cattiverie assolutamente gratuite. Soprattutto i primi anni, quando ero molto benestante. L’invidia che mi è stata vomitata addosso, è inimmaginabile. Quando invece avevo periodi con gravi rovesci, nessuno mi accusava di mentire o di vantarmi di essere fortunata, avere soldi, cose, viaggi ecc. Questo la dice lunga sulla mentalità dei fake. Te ne devi solamente infischiare, metti anche tu la moderazione come ho dovuto mettere io, lo so che in ogni caso sei costretta a leggere le schifezze che ti scrivono ma almeno sei dispensata dal rispondergli e non ci tocca vederle pure noi, che abbiamo simpatia per te e ci restiamo male.
    Ricordati sempre, molti nemici molto onore! se nessun fake ti cagasse, vorrebbe dire che il tuo blog è insipido!!!
    ciao bella chiara, saresti stupenda in lamè argentato, tuba e lunghi guanti neri!
    Michela.

  • Avevo allentato la lettura dei tuoi post, hai scelto la tua strada e semplicemente mi prendeva meno. Poi mi capita questo. Scrivi che arrivi dritta al cuore, quando ti togli la pelle. Forse é questo che tante persone non colgono. Che in un post cosi sei nuda, negli altri forse no. Immagino che scrivere per mestiere presupponga scelte e non solo ispirazione, presupponga anche di tenere la pelle, e tenerci le emozioni dentro. E allora chissene di tanti commenti, tieni duro, lascia che anche il dolore e la malinconia ti passino dentro, e lasceranno spazio a una Chiara più forte e più grande. E qualche spazio qui, in questo blog che ti ha accolto tante volte, qualche spazio per togliertelo la pelle conservalo. Ognuno di noi ne ha bisogno. Tale care

  • Nana

    Rispondetemi con tutta l’onestà di cui siete capaci. Come potete dire di invidiare una che ha scritto questo grido d’aiuto, fagocitata da una realtà-Londra- di cui non riesce del tutto a far parte, con i disordini alimentari che sono riemersi e troppo tempo libero a disposizione? il tempo libero è una bruttissima bestia, la culla dei pensieri negativi.
    Egoisticamente vorrei sapere anch’io della dieta di Chiara, ma poi penso a tutto quello che tale dieta “””””IMPLICA””””” e me la metto via.

  • mich

    …ma come mai negli ultimi tempi più che in passato piovono commenti critici, acidi e quant’altro? OK, il mondo è brutto e la gente fa schifo. Ma sappiamo tutti che non è solo questo. Poi. A me non viene in mente di star qui ogni giorno a ogni post a dirti perché secondo me il tuo blog ha perso ciò che lo rendeva unico nel suo genere. Leggo meno e penso che peccato. Però a qualcuno va di farlo. Questo è il rovescio della medaglia della notorietà. Se tu fossi la casalinga di Voghera che pubblica le ricette del minestrone a quanti importerebbe se sei up o down, se vai a una festa o ti tagli le vene? Credimi, quelli fatti al tuo blog possono essere commenti poco piacevoli, ma pur sempre garbati frutto di un’opinione personale, giusta o sbagliata che sia. In questo momento forse hai bisogno di circondarti solo di persone positive, che ti sostengano ma purtroppo, cinicamente, ti dico che questo non è un compito che puoi dare al tuo blog pubblico. Non voglio darti un consiglio, ti dico il mio pensiero: apri un altro spazio, che ti rappresenti di più almeno in questa fase. Circondati solo delle persone che ti possono dare quello che ti serve in questo momento. Macheddavvero x me non lo è più. Fortunatamente io non sono Dio e questo è solo il mio modesto pensiero.

    • Chiara

      …garbati??? WTF. Per il resto: non mi interessa più di tanto, finita la fase “facce ride” potete andare a cercarne altre è il bello della rete. Adieu.

  • Giuliq

    Eh niente Chiara, è colpa di sto tempo…
    Non se ne può più!! 🙂 vogliamo un pô di luce londra, pleaseeee! 🙂

  • Giada

    Ciao Chiara.
    Io ho vissuto e lavorato a Londra per 3 anni.
    Capisco esattamente quella sensazione. Quando la luna di miele finisce la realtá diventa amara ma posso anche dirti che puoi ritrovare energia anche quando piove e vuoi sprofondare nelle pieghe del divano.
    So che non è questione di dove andare e cosa fare ma di stato d’animo peró mi sento di consigliarti un bell’aperitivo con amiche da sanctuary a covent garden.

  • Onestamente non riesco prorpio a capire xchè tanta gente ce l’ha con te. Perchè ha bisogno di scaricare la sua acidità su qualcuno. Forse hanno una vita insoddisfacente e sbagliano bersaglio. Io invece ti volevo ringraziare. Non commento mai, ma ti leggo spesso. Mi piace come scrivi, a prescindere dal contenuto. E, visto che farò una scappata a Londra prossimamante (I adore!) grazie anche per le dritte su posticini nuovi da vedere.

    • Moony

      Ma perché una persona che critica viene considerata frustrata? Non capisco l’automatismo

  • Dunque, se ho capito bene: una persona benestante, bella, in salute, che viaggia molto, che ha una bella vita NON PUO’ avere dei momenti tristi, bui o depressi. Altrimenti è solo una che si lamenta e stop.
    Poi: se questa persona si macchia del terribile delitto di farsi qualche foto carina, guai! Perché uno che sta male non si fa le foto, soprattutto in bikini. Ah, ovviamente le foto servono solo per dire: “Io sto a Londra e voi no!”, “Io vado a Oxford circus e voi no”.
    Ma state scherzando spero?! A prescindere che CHIUNQUE può passare dei momenti bui, dalla Regina Elisabetta al più povero dei poveri, e non è certo uno status sociale che legittima se una depressione è più giusta di un’altra. Vi informo che le malattie e il malessere in generale sono due cosine molto democratiche, e possono colpire chiunque.
    Personalmento trovo molto antipatico questo modo di aggredire le persone, perchè non diciamo balle: è aggressività, punto e basta. Verso una ragazza che non si conosce di persona, e che sceglie di mostrare quello che le pare di se stessa e della sua vita.
    Ognuno può avere un’idea di questo blog: a chi piaceva di più “prima”, quando Porpi era piccola, chi lo preferisce ora, perchè magari si era stufato di pannolini e biberon; ma questo non giustifica certi commenti, che trovo acidi e cattivi. Si, proprio cattivi.
    E pieni di rabbia e invidia.
    Io non ho mai preso un aereo in vita mia, ma quando leggo dei posti bellissimi che Chiara visita non penso mai: “Ecco, mi posta questa foto per sottolineare di come lei si gode la vita e io no”: intanto mi godo la bellezza delle foto, e poi casomai penso che sarebbe ora di fare un viaggetto. E se economicamente non me lo posso permettere, pazienza, guardando queste immagini sarà un pò come essere lì.
    Perchè di fondo ci sono due tipi di persone: chi trae dagli altri spunti per migliorare la propria vita e chi, invece, preferisce sputare addosso a chi ha di più, perchè è più facile.

    Mi scuso per la lungaggine, ma ci tenevo. Spero che Chiara riesca a farsi scivolare addosso il più possibile certi commenti, e le auguro centomila post, che siano di viaggi, bambini, minestroni o patchwork non mi importa; a me piace come scrive, mi piace lei per quel poco che vedo. E poi mi sono affezionata, ecco. L’ho detto.
    Baci

    • Che bel commento, Marta, sono d’accordo con tutto e la penso proprio come te!

      Mi colpisce e intristice molto l’atteggiamento di chi scrive certi commenti. Mi dispiace molto per queste persone, devono avere una vita cosí vuota per sentirsela di sputare critiche ovunque. Mi fa tristezza anche la mancanza di empatia per una persona che sta attraversando un momento difficile.

      …per il resto, io vado in Oxford Circus quasi tutti i weekend ed é un po’ una palla, troppo affollato. Ci vado per comprare delle cose che mi servono (tipo vitamine che trovo solo in alcune farmacie, mica shopping sfrenato!). Quindi non capisco proprio cosa ci sarebbe da invidiare, é una via piena di negozi e turisti, come ce n’é almeno una in ogni cittá.

    • Chiara

      Marta grazie mille :*

  • niki

    ho passato una vita a cercare di riempirmi le giornate per stare fuori casa e non perdermi tutto ciò che avveniva “fuori” e “altrove”.
    A 40 anni comincio a capire che il segreto è stare bene anche sul divano della propria casa, non forzandosi ad uscire, ballare, passeggiare, fregandose delle occasioni mancate e perse, godendosi una birra con il proprio compagno, un gelato con i propri bimbi, un caffè con un amica…
    Sto finalmente ammessettendo con me stessa che l’affannosa ricerca di qualcosa fuori serve spesso solo a coprire il vuoto dentro, ma è su quello che si deve lavorare…

    • Chiara

      Pensa io invece credo il contrario: solo se trovi il tuo equilibrio fuori, allora stai bene anche dentro (casa).

      • Esattamente quello che penso anche io. Ormai prenoto il viaggio successivo mentre sono ancora nel mezzo di quello precedente, alla ricerca di un equilibrio che regga almeno un po’. Però non sta funzionando. E se mi mancasse qualcosa dentro? Forse capisco il modo in cui ti senti in questo periodo (anche se la tua vita è molto meno sfigata della mia, ma questo non vuol dire), e mi dispiace tanto. Per me stessa, ma anche per te. Stai bene.

    • D’accordo con il commento di Niki.
      Sto vivendo un blocco personale. Come Chiara, non scrivo tanto da tempo immemore… e vivo all’impazzata, esco, faccio tardi, vivo, parlo, vedo persone. Non mi fermo un attimo.
      Non sto un secondo in casa.
      Se mi fermassi un secondo, ho paura di cosa sentirei sulla pelle…

  • vlae

    Ciao!
    sono una tua lettrice silente (almeno fino ad oggi).. ho piacere nel leggere i tuoi post e mi mancano quando passa molto tempo tra l’uno e l’altro… ho piacere di leggere anche altri blog, perchè in qualche modo si stabiliscono affinità elettive quando ci si riconosce in parole, immagini e racconti… ma leggo anche blog lontanissimi dal mio modo di essere per curiosità e per forzarmi a vedere le cose in tutt’altro modo..

    quello che succede sempre (per la mia piccola esperienza da lettrice) è che arrivi un momento di questo genere: pioggia di cattiverie, giudizi mal celati sulla persona, persino correzioni sulla lingua italiana (tutti lavorano all’Accademia della Crusca, evidentemente)… e io a questo punto mi paleso (si rischio di finire nel novero dei “molestatori”…) perchè credo che le energie positive e l’empatia sana faccia bene! ho visto la tua pancia piatta su instangram (tassello imprescindibile del giudizio… e a proposito complimenti!!), ho visto il tuo bel viso, i gesti della tua bimba.. e a me tutto questo piace sempre e avevo voglia di dirtelo!

    non so se in certi lettori scatti un meccanisco di perversa affezione, che fa credere loro di poter dire tutto e giudicare tutto della persona che scrive solo perchè… scrive pubblicamente!! non lo so e non voglio scivolare in psicologia da quattro soldi, posso solo dirti che il passo successivo che hanno fatto tutti (dopo essere rimasti male, mortificati dalla gratuità di certe parole) è di mettere filtri. Mettili anche alla tua sensibilità, se riesci… perchè in questo mondo tutti reputano il proprio parere di importanza vitale per il resto dell’umanità (in fondo lo sto facendo anche io 🙂

    Al prossimo post.. è sempre un piacere!
    Vlae

  • knin

    Chiara, spesso ti leggo in silenzio. Non voglio alimentare la polemica, ma solo dirti “complimenti” per il tuo coraggio. Coraggio di scrivere. Coraggio di condividere pezzi di te, belli o brutti. Coraggio di accettare/pubblicare tutti i commetti senza filtri. Coraggio di continuare a scrivere nonostante i commenti, e di continuare a scrivere solo quello che tu desideri, non quello che gli altri si aspettano. Coraggio di far notare che certi commenti ti arrivano a fondo e non rimangono al “personaggio”. Coraggio di fare cose nuove.
    Un grosso in bocca al lupo.

  • Alessia A.

    ‘Pensa io invece credo il contrario: solo se trovi il tuo equilibrio fuori, allora stai bene anche dentro (casa).’

    Hai ragione! Altrimenti la casa diventa una gabbia sempre più stretta e sempre più soffocante…
    A me passeggiare senza meta, confondendomi fra persone e luoghi semi-sconosciuti ha spesso aiutato a fare un pò di chiarezza dentro…e a tornare dentro casa un pochino più serena.

    E sottoscrivo anche il messaggio di Violetta. Anche a me il blog di Chiara ‘sprona’ a dire/fare/baciare e trovo molto bello il fatto che una persona che non conosco ma che mi ‘arriva’ attraverso un monitor riesca a farlo. Vuol dire che sa scrivere col cuore, che sa toccare certe corde, che riesce, attraverso immagini evocate da scritti o da foto (splendide, peraltro! :)) a farmi emozionare…

    E’ c’è sempre riuscita con me (io ho letto prima quello e solo dopo sono passata al blog) , quindi apprezzo il suo essere ‘non monotematica’ perché, per fortuna, la vita non lo è ed il suo esplorarla da punti di vista diversi (non solo la maternità, non solo la danza, non solo il lavoro, ma un misto di tutto quello che la vita le pone davanti, più o meno felice, più o meno comico, più o meno umorale) mi piace!

    Come dice lei stessa, se non vi piace potete sempre cambiare blog! 🙂

  • Perché non ti dedichi seriamente alla fotografia? Cioè, magari già lo fai, ma io intendo proprio, FARE LA FOTOGRAFA.
    Per il resto, dalle mie parti si dice “Chi non caga, sciòpa” ed effettivamente secondo me ce n’è pareccia di gente che dovrebbe provvedere magna cum celeritate, senza contare il fatto che, magari, è proprio per questo che uno si mette ” a dieta” senza bisogno di complesse dietrologie.
    Io ne sono un esempio.
    Ma qua c’è gende che stanno più stitici de noaltre, mia Cara!

  • Ciao Chiara,
    prima di tutto ben tornata … e poi io concordo e sottoscrivo con tutto quanto riportato nel “messale” di Violetta!
    Ti abbraccio forte!

    • violetta

      Sì, e tanta era la roba scritta che mi é sfuggito “a lei” verbo avere senza h… sto morendo di vergogna!

      • ah ah, no dai Violetta! Fai finta di niente!

  • bitri

    Ci tengo a specificare che il mio commento era una risposta a quello, molto indelicato, di Emma..

  • Valeria

    La bellezza di seguire un blog è la possibilità di “conoscere” qualcuno, che diventa parte della tua vita come se lo conoscessi di persona, perché ti “regala” un po’ della sua.
    Piacerebbe a tutti vedere solo il lato bello della vita – per questo si leggono i romanzi rosa! (e ci sarebbe ben di meglio da leggere) – e forse per questo si leggono certi blog?
    Nessuno più di me sa quanto sia pesante la contraddizione di condurre una vita apparentemente perfetta e nonostante questo non sentirsene appagati, di vivere un malessere inquietante.
    Ma la vita non è un film e probabilmente Chiara stessa vorrebbe postare altro: vive però questo momento e noi lettori non ci possiamo fare nulla se non mandarle conforto, consigli (per chi ne ha) e coraggio. Perché è così che si fa con gli amici. Se invece siamo lettori che frequentano solo per ritrovare il rosa della vita, possiamo cambiare blog. Inutile rifrangerle la delusione per il finale del romanzo: non è colpa sua.
    Forza, Chiara, continua così!

  • Lucia

    ma il tuo Lui?! io sto così quando non sto bene con la mia metà..e tutto sembra andare male..allora 2 chiacchiere, perché sei sempre via per lavoro, i bimbi me li smazzo io bla bla bla..2 coccole e torna il sorriso. Te lo auguro!

  • Credo che nessuno dovrebbe permettersi di giudicare. Vivere a Londra con una bambina piuttosto piccola e con la famgilia e gli affetti lontani, non dev’essere facile come si può pensare.
    E poi sappiamo quali sono i pensieri che turbano Chiara? Qualcuno di noi conosce davvero la sua vita così in profondità? Avere un blog seguito, aver pubblicato un romanzo, avere un compagno e una bella bambina e vivere a Londra sono la formula della vita perfetta? Non mi risulta.
    Io per esempio, che amo Londra, ora come ora se mi ci trasferissi con marito e figlia, sarei sola come un cane. Sì forse potrei riagganciare un paio di amici…ma poi?
    Detto ciò, la foto con la bolla di sapone è fantastica!

  • Cate

    ciao Chiara, dico anche io la mia..
    ho scoperto che non riesco a leggere i blog che parlano troppo delle vicende personali di chi scrive.. per dirti, io odio quei libri che non danno spessore a personaggi e luoghi, amo i sottointesi e i “non detto”, ma più quelli dei pensieri che delle azioni. una descrizione che non riesco a “vedere” mi lascia insoddisfatta. quindi i blog troppo personali non riesco a seguirli troppo.. mi rendo perfettamente conto che ognuno ha il diritto di dividere con i suoi lettori solo la parte di se’ che in quel momento vuole e può raccontare.
    perciò il tuo blog lo seguo per i reportage fotografici e per i post come questo: scritti molto bene e pieni di poesia. ma non per cercare di conoscere te e la tua vita, se fosse questo il mio scopo diventerebbe frustrante non “sapere di più”, e dato che questo non è un libro ma la tua vita le cose da sapere sarebbero sempre di più, e poi di più ancora..

    alla fine credo che il motivo della rabbia che e volte emerge da molti commenti, sia il fatto che non si riesce a capire, contestualizzare e incasellare la tua vita (expat depressa? no. adesso è felice.. che figa fa’ parapendio! e allora perchè si lamenta..?) è un esercizio sfinente e molto inconcludente a parer mio.. ma pare che molte persone non riescano a farne a meno.
    quindi io ti leggo perchè mi piace come scrivi: provo empatia in certe situazioni, altre non riesco a capirle e a volte non condivido alcune delle cose che dici.
    quindi ti ringrazio per i momenti di riflessioni e buona lettura che mi hai regalato.

    Cate

  • InScrivo

    Questo sta diventando un caso di voyerismo. Onestamente io non ce la farei a reggere il peso di 119 commenti che spiano la mia vita attraverso un blog credendo di conoscermi. Fossi in te mi verrebbe la nausea alla sola idea di aprire il blog e controlalre i commenti. L’arma a doppi taglio del blog e della popolarita’ si sta manifestando con tutta la sua potenza.

    • Chiara

      Si spia quello che io decido di mostrare. Detto questo, sì: fa parte del gioco ma alcune persone diventano pesanti, parecchio. Ed evidentemente non hanno di meglio da fare.

      • InScrivo

        Certo, si spia solo quello che chi scrive lascia vedere, non voglio dire che ti esponi, ti metti in mostra e devi accettare quel che vine e bla bla bla, no. Sto solo osservando questo fenomeno un po’ spaventoso e un po’ istruttivo, nel quale – come illustra benissimo Laura S. nel commento qui sotto, tu diventi quella da invidiare e schiaffeggiare a suon di commenti acidi. Insomma, potrei metetremi a fare una lunga analisi di come appare e quali sembrano i meccanismi da qua, ma te la risparmio 😉 dico solo che per lunghi anni hai abbozzato sempre, mai una risposta che non fosse diplomatica e tutto sommato gentile. Adesso ti sei rotta ampiamente le scatole e finalmente ti ribelli! Per come sono fatta io sbatterei semplicemente la porta in faccia a tutti e gli direi tanti saluti. Mi chiedo ogni tanto perche’ tu non lo faccia, e allo stesso tempo mi dico che mica facile… il blog e’ anche lavoro e poi e’ giusto dover abbandonare una cosa a cui si tiene perche’ c’e’ gente a cui piace fare la iena? Azz… l’analisi poi l’ho fatta…

      • InScrivo

        Vorrei aggiungere una cosa..
        “tu diventi quella da invidiare e schiaffeggiare a suon di commenti acidi”, oppure quella da idolatrare e farsi amica, perche’ abbiamo l’illusione di conoscerti, ma siamo troppe e tu – comprensibilmente e giustamente – ci tieni alla debita distanza. Schermo e platea non vengono a contatto.
        Beh, insomma, tutto questo e’ un fenomeno davvero interessante da osservare. Spero che non ti schiacci, e lo dico con affetto.

  • e se fossimo noi a proiettare la nostra solitudine tra le gocce d’acqua e permettere al vento gelido di penetrare tra le pieghe della nostra vita?
    e se quelle gocce nascondessero liquidi attimi di serenità e il freddo portasse voglia di calore e di abbracci?
    e se fossimo noi a gettare scintille di felicità e di amore appagante ovunque e comunque? io ci sto provando….
    un bacio

  • Queste foto mi trasmettono un profondo amore per la vita!

  • Complimenti per la foto!Veramente bella!

  • Laura S.

    Sarò una veterofemminista retrograda, ma sapete cosa penso? Che Chiara, se fosse un uomo, non verrebbe presa di mira in modo così spietato da certi commentatori, di entrambi i sessi. Una donna giovane, bella, intelligente, spiritosa e piena di interessi, talenti e idee oltre a suscitare invidia fa paura, vero? Perciò, quando i suoi post sono brillanti ed entusiastici il leit motiv è “ma quanto te la tiri”, e quando invece sono venati di tristezza inizia il coro dei “piantala di lamentarti, cosa vuoi di più dalla vita?”. Lo scopo ultimo è sempre lo stesso: svilire, umiliare, come se le offese e le intromissioni virtuali non potessero e non dovessero ferire, perché tanto “scegliendo di metterti in vetrina te la sei cercata”. Nella sintetica e dolente frase di Chiara “i commenti al ‘personaggio’ arrivano alla persona, non a una sagoma di cartone” c’è tutto. Chi entra in un blog entra simbolicamente “in casa” di qualcuno, perciò sono a favore della moderazione dei commenti e credo che Chiara dovrebbe adottarla. Un conto è esprimere un parere in toni civili, un altro gettare fango in modo sistematico. Un abbraccio Chiara, spero che questo autunno ti porti cose bellissime.

    • Chiara

      Grazie Laura, lo spero tanto anche io 🙂

  • Alessia A.

    Chiara, con la foto della focaccia mi fai venire una fame!!! 🙂
    Chissà che buona…yum!

  • Dannibenni

    Chiara, fin dagli inizi del tuo blog, ti leggo, non ho mai commentato, mi sei stata di grande aiuto alla nascita di mia figlia, certi post mi hanno fatto ridere, altri mi hanno fatto piangere… Da espatriata posso rivedermi in certe tue parole, é un momento, passerà, non preoccuparti.. bisogna passare da questa fase per riassaporare di nuovo la gioia di vivere in una città sconosciuta. E di momenti come questi ce ne saranno tantissimi, spesso al ritorno delle vacanze… Passerà ne sono sicura.
    Apro una piccola parentesi sui commenti maligni, che ahimé provengono sempre e soltanto dal gentil sesso… mi fate pena, e fatevi una vita, se Chiara non vi piace andate altrove, cercatevi il blog, della racchia, che vi farà deprimere tutti i giorni, cosi vi sentirete le piu belle, le piu intelligenti e le piu cool… Ma quanto vi rode??? Astenetevi, e lasciate spazio alle lettrici che vogliono lasciare un messaggio a Chiara…. continua a fare quello che vuoi, quando vuoi e come vuoi. Sorridi Chiara!!!

  • abbi pazienza, non c’entra niente col post, ma lo scorso weekend ero a londra e sono andata a borough market (che non conoscevo) perché ne avevo sentito parlare da te sul blog, e mi è piaciuto tan-tis-si-mo!!! quindi grazie 🙂

  • Inizio a pensare che sia davvero colpa dell’autunno, siamo in tante a sentirci “strane” in queste settimane.
    Io sto leggendo un libro che vorrei segnalarvi, me lo regalarono anni fa ed é rimasto tutto questo tempo abbandonato nella libreria, lo trovavo noioso e pesante, l’ho ripreso fra le mani in questi giorni e ora quel che leggo mi sembra che abbia un senso. Si chiama “Donne che corrono con i lupi” , di Clarissa Pinkola.
    Un abbraccio da Barcellona cara Chiara, le storie di donne come te, capaci di mettersi in gioco, mi mettono sempre di buon umore, anche in autunno 😉

  • knin

    Chiara, scusa se mi permetto, non c’entra niente ma forse ti tira su di morale… so che sei una fan di Creamy e ho appena scoperto che al Romics di Ottobre a Roma festeggiano i suoi 30 anni con tanto di autrice, lungometraggi e concerto 🙂

  • Joanne

    dov’è tua figlia?

    Perché la tua luna di miele è finita, ma forse lo è anche la sua, o forse la sua luna di miele sei tu. Eppure non c’è (più) traccia di lei: non c’è traccia di lei nel divano che accusi, nelle lezioni di danza, nei tuo vagabondare in una Londra che non è la tua città. Cerchi la tua cura in un fisico perfetto, in un nuovo locale, nel frequentare gente, eppure magari la tua cura è lei. La tua maternità, non scelta, ti aveva resa viva, lo si vedeva nei primi anni del tuo blog. Quindi, dov’è lei? perché non cerchi la tua pace (non so quale altro termine usare) nei momenti passati con lei e il tuo Lui?
    un passante che leggesse per la prima volta il tuo blog, negli ultimi post, penserebbe ad una donna sola, che vive in una casa vuota. Perché non c’è traccia di condivisione. Siete in tre in quella casa, eppure tu vuoi scappare da lì, perché “ti divora”. Io ci tornerei invece, e ripartirei da lì.

    • Chiara

      se parlo di me, parlo di me e basta.

  • Joanne

    Una volta parlare di te voleva dire parlare di Voi. Io ho una bambina: se parlo di me, parlo anche di lei, è inevitabile. Come parlo di mio marito, della mia casa, del mio lavoro. Non siamo isole.

    • Chiara

      dipende molto di cosa parli, e come ti senti. no, per me parlare di me non é necessariamente parlare di altre persone, anche se queste sono parte della mia famiglia.

    • Yu

      Condivido spassionatamente.

  • Holly

    Ciao Chiara,ti leggo sempre e a volte ho anche commentato (non sempre con parole dolci,me ne rendo conto).
    Mi piacciono molto questi tuoi post in cui ti metti “a nudo”-fermo restando che si tratta di un blog e che quello che ci mostri lo filtri sempre un pò-perchè secondo me sono pieni di poesia. Hai un modo di scrivere che fa “vedere” le cose,e trovo che sia una dote rara.

    Detto questo,permettimi di farti una domanda:che cosa ti aspetti,quando pubblichi questo genere di post,così personali?Sicuramente vorresti della comprensione,cosa che non sempre arriva,magari dei consigli..ma ho l’impressione che tu accolga con fastidio l’idea che gli altri si facciano domande sulla tua vita “privata”. Capisco che chi ti si rivolge in tono aspro non meriti una considerazione particolare,ma anche chi come Joanne qui sopra,si interroga sulla tua condizione,riceve risposte quasi “piccate”..probabilmente mi sbaglio,ma questa è l’impressione che ho.
    Forse non ha senso che ti abbia esposto il mio pensiero,ma prendilo per quello che è,ovvero l’opinione di una persona che non ti conosce affatto e che legge il tuo blog.
    Buona fortuna per tutto.

  • Rossella

    Chiara balla balla balla…io cerco di correre …solo così faccio chiarezza!

  • Cristina

    Puoi nominare Violetta e Marta amministratrici del tuo blog?

  • Cara Chiara
    e’ da qualche mese che ti leggo
    sono una tra le ultimissime
    non conosco gran parte delle cose che hai scritto su questo blog negli anni passati
    diciamo che mi sono persa la “te” alle prese con una maternità improvvisa
    ma ti ho letto parecchio sulla parte dei viaggi, che sono la mia più grande passione
    adesso sono in Malesia, su un’isola del Borneo dove regna il silenzio
    viaggio ormai da un anno e, spesso, i tuoi articoli mi hanno tenuta compagnia
    perche’ per me SEI BRAVA!!! BRAVISSIMA!
    hai talento e non lo dico per compiacerti
    e se anche in questo momento tu non riesci a vederlo … lo sei!
    anche il lottare con questo tuo non stare bene e’ anch’esso segno di positività
    di volercela fare
    il tuo futuro puo’ essere MAGNIFICO
    ci devi credere
    negli ultimi giorni qui con me, sull’isola, e’ arrivato un musicista di Cracovia – una persona eccezionale
    quello che mi dice sempre e’: “essere felici e’ una scelta, certamente non facile … ma di questo si tratta”
    in bocca al lupo
    ti abbraccio
    ANTONIA

    • Chiara

      Grazie infinite Antonia 🙂 Che bello dev’essere il Borneo! Un grande abbraccio!

  • Che bello questo post!
    Adoro quando la vena bhomienne si impossessa di te!

  • Elisa

    Bellissimo post e bellissime foto!!

    Ho letto i commenti… mi sembra che la rete sia un “posto” libero, quindi a nessuno viene imposto di passare da queste parti! Se da tanto fastidio quello che scrivi e le foto che decidi di pubblicare qui o in instagram possono sempre fare a meno di seguirti ed evitare certi commenti che a mio parere sono del tutto fuori luogo! FREGATENE di certa gente!! (so che è più facile dirlo che farlo…)

    Un abbraccio

  • Cristina

    ho paura che certi commenti ti allontanino da questo spazio. Tu pensa alla differenza tra la mole di messaggi positivi e alla “pochezza” (non solo numerica) di quelli negativi. Io volevo solo dirti che ho prestato il tuo libro (con la tua dedica – sì, me la sto tirando!) a mia cugina, al nono mese di gravidanza, all’estero e spesso da sola, in un periodo un pò complicato…. e si è fatta un sacco di RISATE. grazie da parte mia e sua.

  • Il tuo Chiara è in assoluto il mio blog preferito. E’ vivo, colorato, il tuo stile è piacevolissimo, ironico e poetico nello stesso tempo.
    Mi sono riconosciuta molto nei post che riguardavano la maternità e trovo che quando Viola sarà grande e leggerà questo blog scoprirà un diario tenero, appassionato e reale… sarà un bellissimo regalo per lei.

    Hai detto che hai voglia di scrivere non solo di Viola e della maternità ed hai ragione perchè i tuoi numerosi post sui viaggi e sulla vita da expat hanno dimostrato che … sai scrivere… punto!

    Io non voglio perdere la possibilità di continuare a leggerti e dal momento che alcuni commenti sulla maternità, sul rapporto con il tuo compagno o peggio ancora sulle difficoltà che stai attraversando mi sembrano offensivi ed inaccettabili io prenderei seriamente in considerazione l’idea di attivare una moderazione.
    Certo all’inizio dovrai leggerli lo stesso, ma poi vedrai che a forza di non vedersi pubblicati si stancheranno, ne sono sicura.
    Un grosso in bocca a lupo 🙂
    Antonella

  • Iaia

    Hey Chiara, dal sito di A cup of Jo:
    http://www.huffingtonpost.com/2013/09/16/happiness-habits-of-exuberant-human-beings_n_3909772.html
    Secondo me tu ce le hai tutte, per lo meno io le ho viste tutte in te in un post od in un altro.
    Quindi rimettiti su e sono sicura che ce la farai.
    Iaia

  • Silvia

    Chiara – bentornata!
    Sei bravissima e quello che scrivi va dritto al cuore.
    Purtroppo c’é gente che invidia i tuoi talenti, non ti meravigliare se si mostra con commenti cattivi ed inutili. Tu sei la padrona di casa di questo magnifico blog. Butta fuori chi non sa comportarsi bene. E fregatene dei commenti di tutta sta gente maleducata e invidiosa.

    Un in bocca al lupo dalla Svizzera.
    Silvia

  • Blu

    E lasciatela in pace.
    Se trovate che la natura del blog sia cambiata significa che è giusto così.
    E’ il suo spazio, il suo mondo, e non è corretto invaderlo con tanta acidità.

  • francesca_Valencia

    Vabbe che non.capisco i commenti acidi….
    Io.sto in spagna da anni, dico Valencia anche se ho lasciato la ciudad da tre anni per la campagna…per amore, vivo in un paese di provincia, a 12 km dalla vita, altro che movida….e solo adesso che mio figlio ha due anni mi sto riprendendo poco a poco i miei spazi, non ho mai voluto rassegnarmi alla vita da città.
    Il problema poi non è la città in sé ma l’ idea mitica che ci siamo fatti, io adesso su Valencia e la spagna ho un punto di vista molto critico e penso che la crisi se la siano proprio cercata, non mi aspettavo che la spagna risolvesse i miei conflitti interiori, come molti che mi scrivono pensano che sia. Ci sarebbe da ragionare sulle proprie aspettative e le sovrastrutture della società e cercare di fregarsene e farsi aiutare da un esperto.Abrazos Chiara

  • Gnegnegne

    Non c’entra niente ma volevo farti i complimenti per i MIA13. Io t’ho votata e, a quanto pare, molti altri l’hanno fatto. Sei brava, nello scrivere e nel condire i tuoi post con foto e altre piccole sfiziosità grafiche (prendendo spunto da te ho allestito meravigliose feste di compleanno!), e leggere questo blog è sempre un piacere, qualsiasi piega abbia preso in questi anni. Speriamo che questa inaspettata vittoria ti serva per mettere un punto e ripartire, magari con la consapevolezza che tanti sconosciuti ti apprezzano e, diciamolo, si sono anche affezionati a te…debolezze comprese.

  • Complimenti per il mia 2013 🙂
    arrivato al momento giusto…nonostante le pieghe del divano… 😉
    darling

  • Pingback: Il meglio della settimana #38 | MammaMoglieDonna()

  • sonia

    mi sei mancata Chiara!!
    felice di tornare a leggere i tuoi post in cui spesso molti di noi si ritrovano

  • Erika

    E intanto, tra tutte queste critiche è arrivato un bel premio! Congratulazioni!! Questo significa che quelli che vengono qui a criticarti sono molti molti molti meno di quelli che ti apprezzano. Capisco che anche se ti avessero eletta a presidentessa delle galassia, le critiche negative non farebbero cmq piacere (ma almeno potresti spedire su un’altro pianeta coloro che non ti apprezzano!), pero` il bel premio è un motivo in più per lasciarsi scivolare addosso questa cyber-negatività!
    E per l’altra negatività per me l’unica soluzione è la terapia (psico-, psichia-, direi, non maghi o agopunture).
    Non ho capito se già lo fai, a ma ha aiutato davvero!

  • Laura

    Ed è per questo che ti ho votata e continuerò farlo, ma è sopratutto per questo che continuerò a leggerti: perchè trovi la poesia nelle piccole cose.
    La poesia, che può essere piena di allegria e colore, ma anche cupa e malinconica. Perchè nei dettagli si nascondono intere storie che aspettano solo occhi capaci di coglierli e poterli sviluppare e raccontare e i tuoi lo sanno fare benissimo, con un acume che pochi hanno.

    ” Gli sguardi non si incontrano. La gente si porta tutta la sua storia dietro gli occhi, puoi intravederla a malapena se ti interessa molto. Figurati se non te ne frega un cazzo.”
    La sintesi di una grande città, che a seconda del proprio umore può essere una benedizione oppure un masso pesantissimo sul cuore.
    Un abbraccio forte…

  • bentornata alla grande, questa sei tu! e quando dici “glorificare il caso. … le cose trovate e raccolte per caso portano fortuna, invece no: sono le mani ad essere fortunate. Quelle, e il non curarsi di ciò che si trova. Come se si potesse sempre proseguire senza” mi ci ritrovo tanto anche io!

    sento sempre di più che è questo lo spirito giusto… seguiamo l’intuito e scarpe nuove ai piedi per una nuova passione! (io ho vissuto in Andalucia, il flamenco è una cosa davvero potente!)
    un abbraccio

    roberta

  • Mi sono trasferita a Londra da 5 mesi; io, fidanzato, lavoro nuovo per lui e scuola nuova per me.
    La mia luna di miele è già finita, anche se, forse, non è durata molto perché il divano, un po’ delle mie estremità fragili, le ha masticate.
    Mi è capitato di leggerti a sprazzi, forse qualcosa in comune, in sottofondo, lo sentivo.
    Mi chiamo Chiara, ho 25 anni, danzavo con borse di studio, mi vedevo a lavorare nell’editoria per l’infanzia e, invece, qui studio fotografia dopo essere passata attraverso tutta una serie di tira e molla con la materia in questione, perché l’immagine, secondo il mio severissimo super Io, non ha la stessa dignità della parola, e allora, come diavolo mi sono permessa di abbandonare il mondo dell’editoria /blablabla/ e aver assecondato la mia parte più superficiale?
    Cazzate, chiaramente.
    Ma le cazzate che ci raccontiamo ogni giorno sono le più difficili da smontare.
    Dico questo perché mi rendo conto che la maggior parte del mio malessere deriva dalla mia continua severità, dal non concedermi la comprensione e il tempo adeguati alla situazione in cui sono ora.
    Ho (abbiamo) cambiato routine, lingua, città, cultura, strizzacervelli-personalmente-, ci siamo inserite in contesti completamente nuovi, e guarda un po’, sentiamo la fatica, subiamo l’ansia dei mezzi, gli attacchi di panico nei momenti in cui la metro, sovraccaricata di miasmi e accenti diversi, si ferma ai semafori e quei secondi di attesa si dilatano come una tortura nel tempo.
    Maledizione, un’altra volta, che fallimento, che amarezza.
    Aggiungerei anche un che palle.
    Che palle questo continuo giudicarsi, che palle questo non riconoscere che oh, abbiamo stravolto la nostra vita e non siamo in grado di mettere in conto che l’adattamento è qualcosa di concreto, che si fa sentire come spilli sulla pelle, ogni giorno, per le cose più banali.
    Parlo per me, non conoscendo nulla di te, ma, fra tutta la serie di fattori e fatiche tra malinconie e voglia di rese, non dimenticarti che sentirsi a pezzi, è qualcosa che fa assolutamente parte del processo di cambiamento e adattamento.
    Non c’è niente di male nel sentirsi stanchi, malinconici, fragili, con la voglia di cedere alla tentazione di diventare un’estensione del divano, e, tutto questo, non è per forza sintomo di un meccanismo che si è rotto, ancora una volta.
    A volte, bisogna riacquistare lucidità, fare bagni di razionalità e non lasciare che il filtro nero prenda il sopravvento trasformando fatiche naturali in nuovi periodi di depressione.
    Lo dico a te così lo dico anche a me stessa.
    Magari non riconosci niente in quello che ho scritto, ma accoccolarsi in una vasca nera di ansie, paure e malessere, è una cosa, anche attraente alle volte, che conosco bene.
    Certo è, che anche tentare di scappare a tutti i costi dalla tristezza, cercando cose da fare in continuazione, è un’altra bella bega, che non porta a una vera risoluzione.
    Avere un progetto è di vitale importanza, ma non è una cosa che si trovi dall’oggi al domani.
    Qualcuno ha scritto di equilibrio interno, io penso che la via di mezzo stia nel trovare un equilibrio tra interno ed esterno: non fuggire a tutti i costi dal nido per il terrore che diventi gabbia, rosicchiando la funzione sana e piacevole del nido, ma rispettare sempre i piccoli obiettivi della giornata, così da non trasformare in gabbia il nido.
    Perchè oh, anche la maratona di Downton Abbey su itv, è una cosa giusta e meritata.
    (Ah, io consiglierei la terapia a tutti, sempre e comunque; un bel mondo di consapevoli che non cacano il cazzo con i pregiudizi stupidi e ottusi)
    In bocca al lupo!

    • Sarà destino. Mi chiamo anche io Chiara e sto attraversando gli stessi problemi. Non sono una expat, ma mi sento come se fossi tale (mi sono trasferita dal sud al nord Italia). E neanche io sono sola, con tanto di fidanzato al seguito. Un nuovo lavoro (non il lavoro della mia vita, ma finalmente un lavoro ce l’ho anche io). Dovrei essere felice. Appunto dovrei. Ma non lo sono. Penso a quello che mi sono lasciata alle spalle, alla mia famiglia, al mio meraviglioso mare, al mio paesino, alle mie abitudini e sicurezze e mi sento tremendamente sola, persa, smarrita. Sono sensazioni bruttissime, che mi fanno sentire debole, piccola, incapace. Eppure so di non essere così. Ed è per questo che resto, che lotto, ogni giorno, per cercare di stare bene, di essere felice, almeno un pò. Hai ragione, forse non avevo messo in conto il cambiamento. Forse non avevo messo in conto che il nostro progetto sì c’è, ma è ancora in fieri, perché siamo ancora molto giovani. Cerco di portare qui le nostre abitudini, di crearne delle nuove, per sentire questa città un pò più mia, per non sentirmi sola. Ma è difficile. E non pensavo di sentirmi così fragile.