Lunch break a Camden

London · · 58 commenti
London Camden Town

Questo post è offerto da ASUS – Padfone2.

L’aria inizia ad essere fredda, se penso che potrebbe restare così fino a giugno, com’è stato lo scorso anno – no, dài, emigro di nuovo (al Sud stavolta).

Qualcuno mi abbatta – inizio a lamentarmi del tempo come il classico italiano a Londra. (Ah, ma cos’è che sono io? Italiana a Londra. Molto bene.)

L’altro giorno ho deciso, senza motivi apparenti, di scendere a Camden mentre invece il mio appuntamento sarebbe stato a Kentish Town. In fondo mancava un’ora, e ho pensato di spendere la mia pausa pranzo tra le bancarelle e i colori del mercato.

Non avevo con me la reflex quindi il reportage che segue è stato interamente realizzato con la fotocamera del Padfone2, che sto testando da alcuni mesi e di cui vi ho già parlato qui e qui.

La fotocamera è tra i ‘plus’ di questo smartphone-tablet due in uno. Ha una risoluzione incredibile, tanto che scatto sempre nella minor risoluzione possibile (3 Mega) per non avere file troppo pesanti, ma volendo potete stampare un poster direttamente dal file dello smartphone.

Altra chicca sono le impostazioni: oltre alla modalità (panorama, ritratto, notte etc.) e agli effetti sulle fotografie, come nelle più classiche delle fotocamere (sepia, b/w, lomo etc.) è possibile settare il bilanciamento del bianco, ISO, messa a fuoco (A o M), impostare timer, multiscatto e molto altro. Impostazioni piuttosto sorprendenti considerando le classiche fotocamere da smartphone.

Lati negativi: purtroppo lo schermo non è tra i più luminosi sotto la luce diretta e spesso si ha difficoltà a vedere esattamente la messa a fuoco. La risoluzione, punto di forza, può diventare un problema nel momento della condivisione delle immagini, se non si ricorda preventivamente di settarla al minimo. Soffre un po’ inoltre di quella tendenza che ho notato in alcune point&shoot di tirar fuori immagine un po’ sovraesposte e iper’sharpened’ (non so come tradurlo in termini fotografici… mi aiutate?) a danno della fedeltà e del realismo.

Prendete ovviamente questa come la critica di un’appassionata e non di una professionista 🙂

In generale, comunque, rispetto ad altri smartphone provati, ha davvero ottime prestazioni e si sostituisce perfettamente ad una digitale compatta.

Spero vi sia piaciuto questo mini reportage 🙂

Commenti

  • Seguirti nelle tue passeggiate è sempre un vero piacere 🙂 Buon fine settimana Chiara!

    • Chiara

      grazie Cristina 🙂

  • Manco da Londra da 2 mesi
    Ma almeno la vedo dalle tue foto
    …che sono sempre belle !
    Chiara

  • Devo premettere che di solito non ho un buon rapporto con i post sponsorizzati.
    Ma almeno c’è chi, come te, ha il buon gusto e la correttezza di dirlo fin dall’inizio del post, così uno si regola e decide se leggere o meno.
    A volte mi capita di iniziare a leggere post dal titolo interessante e accattivante, per scoprire, a dieci righe dalla fine, che ” questo post l’ho scritto perché me l’ha chiesto taldeitali ditta/azienda/prodotto”.
    Chè poi magari nel post si parla pure poco o niente del prodotto in questione e quindi boh…resto sempre perplessa.
    Comunque ‘sto post l’ho letto e l’ho trovato onesto.
    Hai fatto una recensione del prodotto.
    Non ti sei messa a ricamarci sopra storie e poesie e chissà quali racconti di vita vissuta.
    E, magari te ne importa poco, ma l’ho apprezzato.
    Anche se io lo smartphone nun ce l’ho, e manco il telefonino con la fotocamera e il touchscreen.
    Però sei stata chiara e concisa.
    Saluti!

    • naive

      e dov’e’ che avrebbe scritto fin dall’inizio che il post parla del tablet e non di Camden (come uno invece crederebbe) ??

      • Chiara

        prima riga

        • gaia

          veramente prima riga no. ci hai informato sul clima, su un appuntamento, sulla pausa pranzo (da cosa? lavori in ufficio ora?) speravo in un post con pranzo fuori, considerazioni su oggetti cibo umanità, senza chi sa quale profondità ovvio, ma stimolante.
          Invece conosco i dettagli tecnici di un oggetto che non posso comprare e che non mi servirebbe perchè ho un’altro smartphone.
          vabbe dai almeno era un post conciso questo è vero!

          • Chiara

            scusa nella prima riga non leggi “Questo post è offerto da ASUS”?

          • naive

            e’ scritto in un grigiolino quasi trasparente su sfondo bianco che infatti io ho dovuto rileggere le prime righe 3 volte per trovarlo.
            Non mi meraviglierei se su qualche browser diventi completamente invisibile. Chiara, sei la stella del marketing !

          • Chiara

            sul mio appare perfettamente visibile.

  • …Ah , e comunque, sì, sovraespone un po’ effettivamente, a veder queste foto, che con quel cielo lì sempre bianco poi non dev’esser facile neanche con la reflex.
    E bella passeggiata, grazie!

  • Chiara, domanda secca prima che partano i commenti Beautiful-style 😉 :
    le foto le hai postprodotte in qualche modo, cioè hai pompato la saturazione o hai usato qualche filtro, o vengono così direttamente allo scatto?
    grazie!

    ps. sono sempre morta dalla voglia di comprare le doctor stile tappezzeria inglese, ma poi chi ha il coraggio di metterle?? soprattutto se stai in italia e non hai 16 anni da quasi altrettanti… eheh.

  • AMBRA

    Ho lasciato un pezzo di cuore a Londra questa estate dopo averci passato quasi 2 mesi…le tue passeggiate mi fanno sentire lì di nuovo!
    Grazie!
    Ambra

  • Gloria

    Sharpen=nitidezza (quando è troppo crea rumore digitale etc).
    🙂

  • Il mio umore in prognosi riservata ti ringrazia per il giretto a Camden..
    darling

  • Reyael

    Che meraviglia queste escursioni assieme a te in giro per Londra.. E poi le tue foto mi piacciono sempre moltissimo, non sarai una professionista ma si vede che ci metti il cuore! E il risultato a me piace davvero molto.
    Un abbraccio forte, spero che tu stia pian piano ritrovando la tua serenità. :*

  • Prisca

    Con la malinconia che ho di Londra in questi giorni questo post mi ha fatto davvero tornare alla mente ricordi nitidissimi del mio periodo londinese…
    Grazie Chiara!
    Ps: se può consolarti sulle montagne intorno a Lugano ha già nevicato…no comment!!

    • Chiara

      Ah… beh qui la neve ancora no (speriamo!!!)

  • Ilaria

    Belle le foto! Rilassanti e serene, sei brava con le foto ma hai mai pensato di farne anche una professione? Tu cogli attimi…… Ciao ilaria

    • Chiara

      Addirittura? Grazie, ma ci sono fotografi molto ma molto più bravi di me 🙂

  • Camden Guitars, ci ha lavorato il mio fidanzato! Venivo sempre a trovarlo. è una delle mie zone preferite di Londra!

    • Chiara

      Davvero? Sì la zona è caotica ma molto carina..

  • Splendida passeggiata, grazie per averci portato con te 🙂 sono molto ma molto invidiosa della foto della vetrina senza il riflesso del fotografo, sei una maga!!! io mi ci specchio sempre

  • Belle foto e bella Camden Town… 🙂 anche a me è un quartiere che è piaciuto tanto quando sono stata a Londra.

  • anna

    Chiara, ciao. belle foto, anche se me ne intendo veramente poco le tue mi fanno sempre un po’ sognare, così come i tuoi racconti (mammeschi e non).ti ringrazio per avermi “accompagnato” e “sostenuto” nei primi mesi post parto. tieni duro, sei una bella persona da quel che si evince da ciò che scrivi.so che forse servirà a poco dirtelo ma tant’è… io ci provo. anna

  • anna

    Chiara ciao, le ute foto mi fanno sempre sognare (anche se non me ne intendo) così come i tuoi racconti mammeschi e non, grazie per avermi accompagnato e “sostenuto” nei mesi post parto. Sei una bella persona, da quel che si evince da ciò che scrivie e da come lo scrivi…diciamo così: mi trasmetti emozioni positive.forse non servirà a molto dirtelo…ma tant’è io ci provo. anna

  • Milkfree

    Io VOGLIO quei grembiulini!!

  • Devo dire che Camden mi piace molto per le foto, molto meno per fare acquisti. Come sempre è comunque un piacere seguirti nelle tue passeggiate. 😉

    P.S.= Se scegli il Sud, scegli bene, che il freddo è arrivato anche qui nel sud della Francia questi giorni Insieme ad influenza, cappotto e pioggia in abbondanza. Non ci si fa mancare nulla. ;-P

  • Any

    Anche io sono amante delle foto. Davvero belle e suggestive.

  • Chiara, tu hai davvero del talento.
    In quelle stradine ci ho passeggiato, lo so, ne sono sicura! Eppure, le foto che ho fatto io sono banali, scontate, senza profondità. Riesci a scegliere i soggetti giusti, le inquadrature perfette e la luce più lusinghiera. Non ne capisco niente di fotografie, né di padfone e smartphone se è per questo, ma mi fai sempre venire voglia di uscire e scoprire qualcosa di bellissimo.
    E per questo ti ringrazio.
    A presto!

  • che bella Camden! Non vedo l’ora di venire a trovare la mia amica che abita a Londra 🙂

  • Prima o poi tornerò a vivere a Londra, e le tue foto mi stanno invogliando a prendere il coraggio a due mani

  • Pat

    Ho vissuto e lavorato a Camden per un anno, sono tornata dopo almeno sei anni e Londra era totalmente cambiata, ma il Camden Lock resta sempre uguale, fuori dal tempo. La sua fortuna è di essere separato da un canale in una città in costante cambiamento.
    Splendide foto davvero!

  • violetta

    Non c’entra niente col post, ma oggi ho letto un articolo sui prezzi delle case a Londra su Repubblica.it, mi sembra, e mi sei venuta in mente tu… perchè tante volte, nel leggere i tuoi racconti, vedere le tue foto, mi dico “ammazza che culo che ha, vivere a Londra”, che è il sogno di quasi tutte le ragazzine, o per lo meno è stato il mio ai tempi dell’adolescenza. Poi mi fermo un attimo a riflettere e mi dico che, oltre che al culo, è necessario uno sbattimento enorme per vivere in una città del genere, ed io che sono pigra a morte, non credo che ce la farei. Tanto più perchè neanche in Italia ho mai vissuto in una “metropoli”, quindi chissà che fatica ad adattarsi.
    Mi smentisci, o è così?

    • Chiara

      sì, ci si sbatte parecchio per vivere qui.

      • Francesca

        anche meno!

      • Antonella

        Ma tanto, proprio tanto! Ma Londra e’ Londra.

  • violetta

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/23/news/ucciso_nel_kent_un_lecchese_di_19_anni_voi_italiani_rubate_lavoro_a_noi_inglesi-69247278/?ref=HRER2-1

    sì ok, lo so che il senso del blog e del post è un altro, ma continuano ad arrivarmi “stimoli” e mi viene spontaneo sottoporli alla tua attenzione.

    Ti capitano mai, a te o a tuoi conoscenti trasferiti, episodi di “razzismo inverso” li chiamo io? Cioè essere l’italiano l’emigrante, ora va di moda la parola expat, che, sia che faccia un lavoro “di lusso” come quello del tuo compagno, sia che faccia un lavoro “povero”, come nel caso dei due ragazzi dell’articolo che ho linkato sopra, subisce episodi di discriminazione, razzismo, anche semplicemente verbali? ad esempio l’essere apostrofato come un rubalavoro a danno degli autoctoni, come va tanto di moda in Italia perpetrare nei confronti dei poveri disgraziati che arrivano quì per il canale di Sicilia?

    Magari quello che ti chiedo è un problema che riguarda di più le realtà interne alla G.B. che non Londra, che è città multiculturale e multietnica per vocazione, e la cosa potrebbe non toccarti, diciamo così. Però mi interesserebbere sapere qualcosa di più, se ti va, chiaro che questo non è un juke box.

  • Ciao Chiara, bel post. Belle foto, bei posti. Sto quasi quasi per acquistarlo anche io, sia per la risoluzione, sia per il fatto che si innesta nel tablet, quindi uso direttamente una sim 3G… Quanto durano le batterie del solo smartphone, usandolo abbastanza?

    • Chiara

      Come quelle dell’iPhone, quindi circa una giornata o meno. Il vantaggio è che portando dietro il tablet si ricaricano a vicenda dividendosi la carica di uno o dell’altro.

  • Mìm

    Seguo questo blog dal suo esordio.
    Ho letto del test, del nome di Viola che doveva essere Giorgia, delle ansie e della panza che cresceva.
    Il primo compleanno di Viola, le sue prime parole, il latte che non digeriva.
    Abbiamo riso e gioito con voi.
    Ho comprato anche il libro per un’amica mamma e poi l’ho letto anche io. Piacevole, molto.
    Ma c’è un ma grandissimo, questo posto non è più quello di una volta.
    E non perché non si parli più di te o di Viola ma perché, semplicemente, è un continuo sponsorizzare qualcosa. Eventi, iniziative, smartphone, aziende di pasta, persino città.
    Mi pare che si sia persa la bellezza di leggerti per leggerti, per farsi due risate con te o per riflettere su qualcosa con te.
    Non ci trovo nulla di male ad approfittare della popolarità ottenuta, attenzione.
    Se ci fosse un bilanciamento tra le due cose, lo troverei sacrosanto.
    Se leggessimo qualcosa che va al di là di due foto in croce con qualche riga per sponsorizzare qualcos’altro.
    Mi spiace perché ho capito che per te non è un bel periodo ma da lettrice affezionata mi sento di poterti dire che qui non è più un posto piacevole dove passare com’era una volta.

    • Sara

      Ma non è vero, che razza di commento. Quanti post sponsorizzati ci sono stati? Due, forse.
      Se anche i posti che visita li consideri come sponsorizzazioni, questo è un problema tuo. E poi ci sono comunque i post dove si ride e i post dove si riflette.
      Io non sono una che elogia Chiara a piè sospinto (personalmente preferirei che rispondesse un po’ di più e un po’ meno piccata) però anche capisco di come si scocci per queste critiche continue e spesso gratuite.
      Capisco, Mim, che tu abbia il diritto di esprimere la tua opinione su quello che ti piace e su quello che non ti piace, ma cosa dovrebbe fare Chiara? Scrivere post su commissione? Fare un sondaggio e vedere quale argomento è il preferito dai lettori e scrivere in base all’esito del sondaggio?
      E poi c’è molta gente a cui piace vedere le foto diciamo “turistiche”, tanto per capirci, che Chiara fa perchè sono spesso molto belle.
      Uno su un blog personale scrive quello che sente di voler scrivere, non sarebbe innaturale l’incontrario?

      • lumi

        Quoto. Il termine “evoluzione” non vi dice niente? Ovvio che il blog non può essere identico ad anni fa, rispecchia la persona che loscrive, e le persone cambiano.

  • DANIELA

    Invece io penso che ai lettori dispiaccia solo il fatto che Chiara si sia fatta voler bene perché la si conosceva quasi.. mentre ora di lei non si sa davvero più nulla. Probabilmente qualcuno si spinge anche a muoverle critiche spesso esagerate proprio perché non sembra di avere a che fare con una persona “vera”. Ok, scrive di non attraversare un bel periodo…ma di lei da troppo tempo è scomparsa ogni traccia di vita familiare o comunque personale.
    Ciao, Dani

    • Sara

      Capisco, ma Chiara cosa dovrebbe fare?

  • Mi intrometto da lettrice assidua (sia del blog che del libro, il quale mi ha accompagnata nei giorni di pancione) e non commentante, ma stavolta vorrei dire la mia. Un blog è e resta una “casa”. Virtuale, certo, ma con un proprietario che ha un nome e un cognome. Peraltro in questo caso un proprietario che rispetto a molti altri ha avuto l’eccesso di zelo di sottolineare: “post sponsorizzato da…”.
    Avrebbe potuto semplicemente dire “mi hanno prestato questo aggeggio e ci sono andata in giro a fare delle foto a Camden. Il risultato mi piace/non mi piace”. Qual è la differenza? Si tratta di essere “regine del marketing”? Se compro un vestito che mi piace e ne parlo faccio una marchetta? I blog non sono telegiornali, sono spazi privati che si decide di condividere. E al limite anche di monetizzare, se si hanno le qualità e il successo sufficienti. Mi trovo d’accordissimo con Shaula e capisco il commento di Mìm. Ma questo pelo e contropelo mi pare invidiosissimo è fuori luogo. Non piace la deriva che ha preso il blog? Basta fare clic sulla crocetta in alto a destra. E’ il bello e il brutto del web…

    • violetta

      Forse ho capito male io, ma a me il commento di Mìm ha solo fatto percepire tanta nostalgia nei confronti di quello che il blog era fino a qualche mese fa, un luogo accogliente, di scambio e discussione, dove la fase “pappe e pannolini” era già conclusa da un pezzo, ma in cui Chiara condivideva comunque vita, pensieri ed esperienze insieme ai lettori. Filtrando e mostrando ciò che voleva, ovviamente, ma interessandoli, coinvolgendoli o per lo meno come accadeva spesso a me, smuovendoli.
      Non si può colpevolizzare qualcuno perchè evolve e cambia, soprattutto se passa periodi poco piacevoli come lei ha confessato, né perchè ricava soldi dalla sua “attività”, sono ben guadagnati perchè è oggettivamente brava a scrivere.
      Però è giusto secondo me, a nome di quell’empatia e quell’amicizia virtuale che si respirava qui nel 2008, che chi ha sempre letto e quindi contribuito a creare il successo di Machedavvero, possa dire la sua, con rispetto.
      E non mi sembra che Mìm ne abbia mancato, magari avrà calcato troppo la mano sul fattore “sponsor”, nè che abbia detto, come si è sentito spesso qui, “non è più un mummyblog” o “non fai più ride’, non mi piaci più”. Io credo che abbia chiesto “Chiara dove sei?”, perchè è vero che il blog è casa sua ed è lei che ci invita, diciamo così.
      Ma se mi inviti in una casa vuota, dove se ti chiamo non rispondi, che mi inviti a fare?

      • Mi trovi perfettamente d’accordo con te. Avevo colto in pieno le parole di Mìm e le comprendo. Non mi riferivo a lei quando parlavo di invidia nera, ma chiaramente alle donne (donne?) messe malissimo che hanno commentato più sopra e più sotto. Infelici. Tristissime. Non si rendono conto di quanto significhi un blog, il suo successo, il suo gradimento, per chi lo ha ideato e lo coltiva. Io odio chi manca di rispetto all’impegno degli altri.

      • Mìm

        No, hai colto in pieno ciò che pensavo.
        Passo di nuovo da qui per caso e leggo solo adesso tutti i commenti. Non credo di essere stata scortese, e se lo sono stata me ne scuso.
        Era solo un’opinione, la mia. Niente d’importante.
        Ha detto bene qualcuno: è un blog e si può anche non leggerlo. E’ vero. Infatti, lo leggo poco ormai.
        Ma ci sono affezionata perché è stato uno dei primi blog che ho letto assiduamente, che ho consigliato alle amiche.
        Ci si evolve e si cambia. è vero anche questo.
        Seguo Chiara anche su twitter e l’ho letta molto spesso lamentarsi di chi le richiedeva collaborazioni a gratis. Una cosa un po’ fastidiosa, secondo me.
        Ero affezionata a un’altra Chiara. E non sto dicendo che era meglio o peggio di questa, che poi è sempre la stessa.
        Semplicemente, io leggo altro e qui viene a leggere altra gente.
        Non muore nessuno e non penso che Chiara smetterà di scrivere solo perché ho detto che non la leggo più.
        Per il resto, le auguro ogni bene perché lo merita e perché ne ha le capacità.
        Magari, ci si “rincontrerà” più in là.

  • Violet

    Ciao Chiara, sei sempre bravissima a fare le foto… e no, non credo che i fotografi professionisti siano più bravi di te, e se sanno qualche trucco tecnico in più non sarà niente che tu non possa imparare in un battito di ciglia.

    Ho visto la foto di istagram , certo che frequentate dei posti veramente in se ti devi agghindare così ahahahaha
    l’abito è bellissimo, e tu lì dentro sei sempre più piccolina.
    ti abbraccio forte e incrocio le dita per te

  • Laqeesha

    Chiara è indubbiamente brava come scrittrice e blogger
    MA
    Adesso SPIEGATE a chiare lettere come si faccia ad invidiare una
    a) rimasta incinta per sbaglio
    b) attualmente depressa, forse clinicamente.
    c) schiava di un personaggio da cui non si riesce a liberare
    d) costretta a seguire il compagno a londra
    e) a dieta per una malattia autoimmune causata dallo stress.

    • Antonella

      Ottima osservazione…

    • naive

      eh vabbe’, costretta a seguire il compagno mi sembra un’esagerazione…
      non le avra’ mica piantato una pistola alla tempia!!
      voglio sperare che sia stata una decisione condivisa…

      e anche fosse stiamo parlando di londra, mica di nairobi: se hai un po’ di soldi e’ una citta’ vivibilissima

      • Chiara

        confermo: non mi ha costretta nessuno, è stata una libera e felice scelta.

        • A questo punto invidio IO il tuo autocontrollo, Chiara. C’è un farmaco per evitare di rispondere alle provocazioni? Perché se è così dimmi subito come si chiama che mi ci dòpo. (Si dice “mi ci dòpo”?)

          Oppure semplicemente non ti senti più libera di prendere (virtualmente) a calci nel sedere chi si intrufola nel tuo commentarium per insultare. E’ così? Mi interessa molto saperlo.

    • lumi

      ..ridicolo…ma come ti permetti?

  • Anna

    Certo che l’invidia fa perdere anche la buona educazione .. Se mai ne avete avuta una.
    Alcuni commenti sono proprio miserabili oltre che astiosi, da non crederci.

  • Camden! Scoperta per caso 5 anni fa, in un viaggetto alla scoperta di Londra, e mai più dimenticata.
    Stupenda, paradossale, caotica e colorata al punto giusto!