Lost in British accent

Mummy · · 82 commenti

Essersi trasferita all’età di tre anni e mezzo le evita la parlata italiana in stile Heather Parisi che al contrario si ritrova nei nani italiani nati in UK. Peraltro, la trovo bellissima.

Frequentare la scuola inglese da un anno e mezzo per sei ore al giorno le permette, invece, di avere un accento british che lèvate – te e tutto il British Council.

Praticamente, a volte non la capisco.

No, perché io sono come la madre dei cinesi di seconda generazione a Roma: so la lingua, ma certe volte è mio figlio che mi fa da interprete (in romano). Ecco, chissà la Porpi che accento ha preso, se puro London style o magari del paese di campagna da cui viene la sua maestra.

Solo una cosa so: di non sapere, e infatti certe volte la guardo con gli occhi del terrore. Io no comprendo. Cosa dire tu? Ma soprattutto: coooza esser tuuu?

Tipo: per un po’ di tempo è andata avanti a chiedere questo OOOT BOX. E io che pensavo ma che cazzo è sto hot box? Mai avuto hot box in casa, se mai sapessi cosa fosse un hot box.

“Dài mamma, l’ooot box. Stava qui prima!”

“Ma no, noi non abbiamo mai avuto hot box a casa.” (più lo dicevo più avevo il terrore di scoprire che fosse qualcosa di compromettente, no… hot… e che non ci pensi? Quindi confusione e anche terrore.)

“Amore, che è questo ooot box?”

“Quel coso rosso con dentro la roba.”

Dio.

“Che roba?”
“Per disegnare, i pennarelli, il glitter…. L’oooot box!”

E così ho scoperto che mia figlia parlava dell’art box, cioè la scatola dove teniamo la roba creativa. Art. Che io pronuncio con la ar un po’ arrotolata ma insomma, ooot chi c’arrivava?

Scena numero due.

“I don’t like the dooooc.”

“Ma tutti ci devono andare, ogni tanto.”

“Non è vero.”

“Ma sì. E non bisogna mica avere paura.”

“Io ho paura.”

“Ma no, perché? Non ti fa mica niente.”

“Non ci vedo.”

“…?”

“Non mi fa vedere.”

“….?”

“E’ tutto buio in the dooooc.”

In the dark.

E allora, vittima della sua pronuncia perfettamente british, ho iniziato anche io a chiudere tutto. Diciamo che ero già abbastanza fiera della mia pronuncia di garden, weather, first e fraud. Ora ho un certo aplombe anche quando pronuncio il resto, o almeno mi piace crederlo perché forse anche no.

Pensavo di essere salva, fino ad oggi.

“Amore, quella tua amichetta, Carla…”

Carla eh. Scritto così: Ci – A – Erre – Elle – A. Nome italiano. Italianissimo. E come lo vuoi pronunciare?

“Non si chiama Carla, mamma.”

“Come si chiama?”

“COOOOLA.”

“No. Si chiama Carla.”

“COOOOLA.”

“Senti, è un nome italiano e io LO SO. Si chiama carla come tu ti chiami Viola e Matteo si chiama Matteo.”

“No mamma, si chiama MATIIO.”

Commenti

  • ‘Scia stare che la mia quando parla in inglese pronuncia il suo none e quelli del fratello in modo diverso. Abbiamo Annakiaaaaua e Fedeuicouu.
    L’anno scorso continuava a parlarmi di Cioooolli. Macche amore c’hai un amichetti che si chiama Cioooolli? Mesi dopo ho scoperto trattarsi di tale Charlie ma porc….

  • Porpi è una bambina fortunatissima, parola di interprete 🙂
    (Oh Chiara se c’hai bisogno fai un fischio hahahahaha ;-)))

  • Ahhah favolosa !!! E io adoro il british accent! I film inglesi tutti rigorosamente in lingua originale! Mitica Porpi !

  • Anna

    dopo questo tuo post ho pensato meno male credevo di essere la sola a non capire mia figlia 5 enne che parla inglese meglio di me!!! io rido ancora quando dice “sticaa”, (stikers)!!! e lei a scuola si chiama Michaila e suo fratello Matteio!!

    baci a entrambe e chissa’ magari un giorno ci incontreremo e le bimbe parleranno in inglese e noi in italiano!!!

    Anna

    • Ah ah come ti capisco anche io mi sbellico con lo “sticaa”.
      Poi anche mia figlia si traduce il nome, lei si chiama MaRtina in italiano e Maertiiinaa in inglese!

      • Anna

        sticaaa per tutti!!! Ahah Baci a te Camomilla e a Maertiiinaa!

  • L’accento inglese è davvero fantastico, ma l’accento londinese è diverso. E’ bello pesante…Digerirlo per uno straniero è tosta.

    Nel nostro gruppo qui in Francia c’è un simpaticissimo ragazzo londinese con cui ogni tanto facciamo gaffes micidiali che nemmeno in francese.
    Che uno per anni è convinto di sapere l’inglese poi incontra un londinese e si consuma il dramma. Con un irlandese era andata molto meglio, per dire. Con i londinesi un altro vocabolario proprio. Come la Porpi insomma.

    Bimbi fortunatissimi quelli che hanno l’opportunità di diventare bi o trilingue. L’ho sempre sostenuto.

    Ma sul nome non gliela dare vinta, per carità. Che secondo questa logica, qui in Francia, si sentirebbero in diritto di chiamarmi Sciarà ed io lo so che non mi rassegnerò mai (come il mio amico Michele, che si ostinano a chiamare Michelle!).

  • Ti capisco – perfettamente. Te, ti capisco. A volte i miei nani no. Anche a te corregge la pronuncia?

  • Bello leggere di voi due 🙂

    • Chiara

      🙂

  • Sei troppo ganza! E’ sempre piacevole immergersi nei tuoi racconti, con qualsiasi accento! 😉

  • Che buffo Chiara, pensa io qui in Italia tutto l’opposto: cresco due figli bilingui che nonostante le 7 ore di scuola British quotidiane dall’età dei due anni (totale 11+) e i molteplici insegnanti provenienti da tutto l’ex-Commonwealth, non si riesce a fagli levare questo accentaccio italiano che quando parlano sembrano Luigi dei Simpson… (http://www.youtube.com/watch?v=dCi-esbbGdc). non so che darei per un “oooot box” e un “doooc” ogni tanto! Ciao

    • Ahaha, l’accento alla “Luigi dei Simpson” con annesso video è stato troppo divertente Francesca. 🙂

  • Adorabile e fortunata, non solo per la pronuncia da perfetta royal baby, anche per la favolosa mamma che si ritrova! È sempre un piacere leggere le vostre avventure! 🙂

    • Chiara

      ma grazie:)))

  • valentina

    Fantastica Porpi!

  • HotMama

    Che delizia questa polpetta! Prega che non dimentichi l’italiano. So che tu ti vergogni della tua nazionalità, però ricorda che l’Italia ha anche lati buoni.

    ps: togli il plugin dell’inglese, tanto hai solo commenti italiani, a che ti serve?

    • Chiara

      ma che problema hai? mi vergogno di cosa? e i plugin del mio blog vuoi deciderli tu?

  • Simona

    Haha bellissimo post! Come ti capisco, l’unica differenza è che la mia ora mi parla in norvegese… E mo’ so’ cavoli!

  • Per la R mandacela su, oltre i Borders, vedrai come recupera 😀 Carla ritorna Carla, ma in compenso hai the hoose, the colour broon, i dinnae ken e tante altre simpatiche avventure linguistiche 😀

  • la Cri

    Ahahahahah!!! Grandissime entrambe! Dooc ha vinto! E io che al lavoro (faccio la commessa) mi vantavo di essere in perfetta sintonia linguistica con una cliente del New Jersey, poi quando le chiedo il nome …”LISA PACIOTTI”.

  • Sabina

    Ciao!Porpi e’ una bambina molto fortunata!!!….e anche tu!Ti seguo da un po’ e mi sono affezionata al tuo blog!com’e’bello quello che scrivi sulla vostra vita inglese…anzi,già che ci sono,avrei bisogno di un paio di consigli sul’trasferirsi in Inghilterra’con marito e 2 bambine 11cenni….come ti contatto,please?

  • Che meraviglia!
    Il mio Oliver risponde con “si” se lo chiamo “Oliver” e con “yes” quando lo chiamo all’inglese “Olivar”

  • Chiara

    Questi sono i post che adoro!!!!

  • Caspita… È proprio vero che i bimbi sono delle spugne! Io con le mie 2G e 3G ho intrapreso l’avventura del bilinguismo… Ma finché ascoltano solo il mio pessimo accento, non corro questo rischio! In futuro chissà! Grazie per essere così sincera, come sempre 😉

  • Perle da ammirare, e da amare, queste. Ricordatele bene, perchè un giorno vorrà sapere perchè gli italiani che parlano inglese di solito sembrano Super Mario e lei invece è Kate Middleton.

  • Ahahahahah! Sto ancora ridendo! !!

  • Bellissima la piccola Viola e a parte il terrore di non comprenderla, chissà che spasso che siete quando succedono queste sviste linguistiche 🙂

  • Ahahahahahah! Grandissima Porpi!! Mi sono divertita un sacco a leggere questo post cercando di fare una pronuncia più possibile British!:)
    Life, Laugh, Love And Lulu!!

  • Eccola lei, che mi strappa un sorriso 🙂 Un caffè virtuale per te (da parte mia) e un sorriso reale per me… anzi per te per me e per tutte le bimbe e tutti i bimbi del mondo, che sono davvero la cosa più bella che ci sia!

  • betta

    Pure noi all’asilo londinese avevamo un Matteo! Ma lo si chiamava Matèio 😀

  • Valentina

    Che bello rileggere le vostre avventure Chiara. Non mi fraintendere, mi sono piaciuti anche gli altri post (quello di Londra a Natale poi…), ma i dialoghi tra voi mi divertono tanto! Potrebbero essere lo spunto per un nuovo libro! Mi piace tanto il tuo stile nello scrivere! E brava e fortunata Viola (V I O L A) in italiano però mi raccomando!
    Valentina

  • violetta

    Prendila così, non hai bisogno di spendere soldi per corsi di pronuncia… ci pensa lei!
    A parte gli scherzi, sicuramente l’esperienza di vita all’estero aiuta molto nell’imparare la lingua, ma è normale impararla con gli accenti e le caratteristiche che ha la lingua nel luogo in cui vivi.
    Non avete mai fatto caso a come parlano molti stranieri in Italia, soprattutto quelli emigrati in età post scolare? Io vivo in centro Italia e qui parecchi parlano più in dialetto che in italiano, finali troncate, t e d strascicate… che se incontrano un milanese non so mica se si capiscono! 😉

  • I bambini trapiantati all’estero sempre umiliano i propri genitori a livello linguistico. Comunque noi abitiamo in Germania e mio figlio per mesi l’anno scorso è avanti parlando di un suo compagno d’asilo di nome KALITO. Io che pensavo: “Ma da dove viene questo bimbo con questo nome così bizzarro? Dall’est Europa? Dalla Svezia?”. Conclusione, a fine anno vedo appesi alla parete i disegni dei bimbi e su uno di questi leggo “Disegno di CARLITO”. (in tedesco certe volte la R non si pronuncia). Ho riso per settimane! Per non parlare del bimbo CESSI che poi in realtà era Jessy… Per davvero.

    • Francesca

      Che ridere, quanto vorrei vedere dal vivo ‘ste scenette! Ma il suo nome come lo pronuncia?!

      • Chiara

        In italiano Viola, in inglese ViOOOla, con la O chiusissima.

  • Che meraviglia l’accento londinese…mi ha fatto ricordare quando, anni fa ero ospite in una famiglia con 4 bambini e l’unica vagamente comprensibile era la più grande, di 6 anni, Bianca, ma non sempre! Un giorno viene a trovarla una sua amichetta, nata a Londra da madre italiana e papà croato. Bianca mi parlava e io non capivo NIENTE e devo aver fatto un’espressione talmente intelligente che la sua amichetta mi ha guardata con compassione e mi ha detto: “Dai, te lo dico in italiano…” E son soddisfazioni!

  • Alessia A.

    Amica italiana (napoletana) che vive in Svizzera.
    Bambino di 10 anni perfettamente bilingue (anzi tri-, parla pure il francese con estrema nonchalance!)…soltanto che l’italiano lo parla con uno splendido accento napoletano dovuto al fatto che mamma e parenti di lei gli parlano o in dialetto o comunque con marcata cadenza partenopea!
    Ed è bellissimo sentirlo passare da un perfetto ‘ein-zwei-drei’ a ‘tengo questo gggioco’! 🙂

    Sì, però Viola lo preferisco pronunciato in italiano! 🙂 Suona meglio!

    • ahahahahahah, a “tengo questo gggioco” sono morta XDXDXD

  • Ma quindi, fammi capire, quando Porpi si presenta come pronuncia il proprio nome? VÀIOLA (come su Shakespeare in Love)?
    Troppo avanti.

    P.S. Tra non molto temo che Siegmund mi correggerà le preposizioni. Me lo sento, lo so.

    • Chiara

      Ahaha no, perché tutte le volte che la chiamavano VAIOLA io specificavo VIOLA, ma non lo pronunciano bene, dicono tipo ViOOOla con la O chiusissima e lei infatti quando parla italiano dice io sono Viola, quando parla in inglese dice I’m ViOOOla.

  • Daria

    Anche io sono madre di due bimbe bilingui (italiano e francese) e la mia grande e’ un po’ che mi riprende la pronuncia oppure che mi insegna parole nuove. Per il momento non mi sono ancora trovata nella condizione di non capire di cosa parli, ma so che quel giorno arrivera’ prima o poi. Io ho abitato a lungo in UK e mi ero abituata a dire il mio nome con pronuncia British altrimenti non mi capivano, me lo facevano ripetere 10 volte oppure mi chiamavano come un mio collega con la stessa prionuncia della parola diarrhea che non e’ proprio bellissimo. Ed anche adesso in Francia lo pronuncio alla francese, di solito viene capito al primo colpo.
    Comunque e’ vero che questi bambini hanno una fortuna incredibile a crescere bilingui. Io ho lavorato tanto sul mio accento inglese, per migliorarlo il piu’ possibile. Per fortuna mia non ho la tipica cadenza italiana pero’ quel vago accento straniero me lo portero’ dietro sempre.

  • ahahha mentre leggevo cercavo di capire cosa cavolo era sta hot box … noi siamo passati da roma a trento, quando il nano aveva 3 anni, e ora lui ha tutte queste belle vocali chiuse, e mette l’articolo davanti ai nomi degli amici “il Michele, il Gioele, il Leonardo” … non se po’ sentì !!!

  • ahahaha la invidio!!!

  • Cecilia

    Spettacolo. La prof che ci fa il corso di pronuncia inglese ci diceva che quel suono lì oooor (che c’ha pure una trascrizione fonetica che ovviamente non ricordo) è uno dei suoni vocalici più diffusi in inglese. Noi praticamente non ce l’abbiamo, per quello, Vioooola a parte, finiamo sempre per parlare come le parodie degli italiani dei film. Ciononostante non credo nemmeno sia il caso di preoccuparsi troppo, son poi gli inglesi a far fatica a capirci, col resto del mondo mi pare vada un po’ meglio.

  • Lorenzo

    molto bello questo tuo post, capisco perfettamente il tuo stato d’animo. Io sto pure peggio, non ho figli ma, allo stesso tempo i nani di 5 anni sono delle cime in confronto a me 😛

    • chiara m.

      bellissimo post, mi ha fatto troppo ridere!!! deve essere stupendo per la porpi essere bilingue.
      comunque i nomi italiani pronunciati all’estero sono tutto un programma… perchè non so cosa succede a te, wonder, ma ci fosse stato UNO che abbia azzeccato come si scrive/si pronuncia CHIARA nei posti dove sono stata. new york: CIARA, londra KIARA (che alla fine era il migliore), brighton CARA….. spagna CLARA… a parigi mi chiamavano Sciarà…ormai mi sono rassegnata!!

  • Sara

    ho le lacrime dalle risate ^_^

  • Nel nostro piccolo delle infinite varianti dell’italiano: dopo due mesi e mezzo di immersione nella bergamasca la nostra rampolla già ha assorbito alcune cadenze. Irriscrivibili, chi conosce l’accento bergamasco mi può capire. (maaààmmaaa, smeeèèttilaa). Quando mi dirà “pota” partirà però la censura!
    Ps. Il tcha o ta lo fanno a Londra? = thanks (West Midlands)
    Ppss. Però, e scusatemi voi lettrici e lettori magari cultori del bilinguismo con genitori solo italiani, io mi sbellico quando sento mamme e papà che parlano in inglese maccheronico ai bambini e loro si girano in tutta risposta con rispostacce nel peggio dialetto del posto.

  • Katia

    ma ‘sta cosa degli accenti è inquietante..da un paio di mesi viene a ripetizione da me una ragazzina (italiana eh) che pronuncia tutte le “e” apertissime (tipo “quello” che è quasi un “quàllo” )..e io che invece ho la pronuncia chiusa, anche per influenza del mio dialetto, mi son messa a parlare come lei!! Me l’ha gentilmente fatto notare mia mamma, del tipo “Ma come caz..parli?!” Ahahaha!

  • Sei fantastica!!!giuro sto ancora ridendo!!!

  • Chiara

    Wonder non sai quanto mi sono mancati questo genere di post!un bacio a te e a Viola

  • michela

    stranezze delle famiglie poliglotte: mia madre era francese, mio padre italiano. quando entravo in casa e sentivo parlare loro due in francese, capivo che il discorso lo aveva avviato mamma. se li sentivo parlare in italiano, capivo che il discorso lo aveva iniziato papà. Mia madre chiamava in francese gli utensili da cucina e gli ingredienti per cucinare; questo vezzo ha anche un nome, che non ti so dire: cioè usare una lingua solo per un settore della vita. Mio fratello, che è vissuto molti anni all’estero, parla di soldi, affari e politica in inglese mentre parla in francese di problemi domestici e di giardinaggio; quando c’è da litigare usa l’italiano.

    • zazie

      Questa cosa della lingua diversa per i diversi settori e’ interessantissima. Io parlo giapponese a casa e inglese per lavoro/vita quotidiana (vivo in UK), ma se devo contare riesco a farlo solo in italiano.

      • Chiara

        io lo noto col numero di cellulare: quello inglese, che dico sempre in inglese, fatico a dirlo in italiano!

    • oddio ma sai che penso spesso con orrore al fatto che se mai io e il mio compagno olandese decideremo di avere figli qualunque nome italiano verrà storpiato in maniera orribile? tipo viola diventerebbe viuoooula, da pronunciare con tutte le vocali super chiuse 🙁

  • elisa stocco

    Quando mia figlia aveva tre anni vivevamo in Spagna. Un giorno mi ha detto: “Mamma sai come si dice mono?”. Io le ho risposto di no per darle la soddisfazione di tradurre e mi aspettavo dicesse “scimmia”, invece ha detto “monkey”. Poi ha continuato “coche”, “car”…cioè traduceva dallo spagnolo all’inglese senza passare dall’italiano! Sulla pronuncia anche lei mi umiliava: la j andalusa che si dice come una h aspirata e la j di Madrid che si dice come una c aspirata alla fiorentina. I bambini sono spugne!!!
    PS Buon compleanno!!!

  • violetta

    In ritardo, però, buon compleanno!

  • Alessia A.

    Tanti auguri, birthday girl!!! 🙂
    E ora voglio anche io un cappottino rosso come il tuo!
    Un pò perchè, giustamente, siamo in December e un pò perché oramai son stanca/son stufa di capispalla neri! (infatti il mio ultimo acquisto è verde smeraldo!)

  • ahhaha mi hai ricordato i primi tempi che ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito: io ai tempi parlavo col british accent ereditato da una relazione tempestosa di un anno con un deficiente nato sulle bianche scogliere di dover, lui con accento americanissimo frutto di un anno a chicago..NON CI SI CAPIVA SU NIENTE!!! 😀

  • aahahah fortissimo!
    ed io invidio la tua Porpi!
    Ad averlo un accento così!
    Attenzione.. potresti non riuscire più a starle dietro nei discorsi 🙂

  • Michela

    Zazie, non sei l’unica: ho letto la biografia di Marie Curie la scienziata, scritta dalla figlia, ed anche lei -che parlava francese in continuazione- quando contava, diceva i numeri solamente in polacco, la sua lingua!

  • Michela

    aggiungo una cosa ispiratami da elisa stocco….tua figlia traduceva da spagnolo ad inglese senza passare per l’italiano, io che maneggio valuta di mezzo mondo non riesco a fare le conversioni da una valuta all’altra ma devo SEMPRE, prima, convertire in euro!!!! (quando faccio a memoria, ovvio).

  • emanuela

    O.T.
    Volevo solo dirti che oggi ho comprato il tuo libro come regalo x mia cognata che partorirà il suo primo figlio nel 2014…
    in libreria mi hanno detto che ne avevano ordinate 20 copie e da ieri a oggi ne hanno già venduti 7 !! sti..z..!!
    Complimenti!!
    Tra parentesi io seguo il blog ma il libro non l’avevo mai letto, credo che lo leggerò prima di impacchettarlo cercando di non sgualcirlo….

    • Chiara

      wow, grazie della notizia 😀

  • Silvia

    Che forte Viola!! E’ una bimba fortunata! Ma toglimi una curiosità in casa che lingua parlate? Preferisce che le parli in italiano o è perfettamente bilingue?!

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  • Selene

    Scusa ma più leggo i tuoi post e più m i rivedo in me e la mia Viola…Uguale!!!! Noi ci siamo trasferiti quando lei aveva 2 anni e mezzo…quindi parla bene l’italiano (anche se con qualche errore a volte) e benissimo l’inglese..Accento Super British come la tua….A volte non la capisco nemmeno io…