Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Breaking Bad e altre storie

Style ·

Ho trascorso quattro mattine nella posizione yoga dell’orso in letargo deceduto per inedia. Praticamente ero sul letto, avvolta a più riprese non solo nel letto ma anche nel mio stesso pigiama e nei miei stessi capelli, un bozzolo orrendo e rantolante che malediceva l’influenza in tutte le sue lingue mentre la sua mente, ottenebrata dal dormiveglia, vagava in luoghi a cavallo tra pericolo e idiozia. Cioè la mente non vagava a cavallo, andava a piedi. O forse no. Bisognerebbe capire con che mezzo di trasporto si muove la mente quando vaga, perché può fare una certa differenza.Sono quasi certa che quella di Viola si muova a saltelli mentre quella di mio zio viaggia sull’Orient Express. Ho paura che la mia usi il jetpack, se la bulla quando riesce a sganciarsi da terra per qualche metro e poi otto secondi dopo si schianta. E poi riaccende i motori. E poi si rischianta. Avrà pensato ‘meglio così che Ryanair’. (Adesso ho in mente questa scena della mia mente come un Robbie Williams imbolsito nel video di dove, appunto, usa un jetpack ma senza successo).

Dunque, oggi è il quinto giorno, e il quinto giorno ella si alzò e disse vaffanculo mi faccio due caffè, ed essi aiutarono. Sarà che non bevo caffè da circa sei mesi, quindi mi hanno fatto un effetto vagamente anfetaminico. E a proposito, mi sono convertita a Breaking Bad e me ne sto sparando svariate puntate a sera – NON ditemi nulla. Trovo geniale come gli sceneggiatori siano riusciti a rendere così appealing una serie tutto sommato basata su un protagonista sessantenne. Io comunque, nel dubbio, stanotte mi sono sognata Pinkman. Ero talmente gentile da nascondergli le bustine di Meth, però eravamo in questo resort Hawaiano che.. come ci saremo arrivati? Col jetpack, probabilmente. Comunque non mi piace particolarmente, sto Pinkman. E’ che uno gli ormoni da qualche parte se li deve pur mettere quando guarda un film o un telefilm. Si diceva appunto su Twitter qualche giorno fa che da piccola ero innamorata di Giustino, il capo dei ratti, dello sfortunato cartone di Don Bluth – sconosciuto ai più – Brisby e il Segreto del Nihm. Allegrissimo: parlava di topi da laboratorio. Negli anni Ottanta era così: Georgie si scopava un fratello, Lady Oscar se la faceva con Maria Antonietta, Pollon c’aveva le tette a sette anni e qualcuno diceva ‘facciamo un cartone per bambini dove denunciamo lo sterminio dei topi da laboratorio!’ e c’era un altro coi soldi che rispondeva ‘okkeeei Don, se proprio vuoi’.

In tutto questo ho trovato in vendita su eBay questa meraviglia, che desidero da quando ho sei anni. Ora: se tu sei un mio adorante follower con trecento euro che t’avanzano, io dico che potrebbe essere un buon investimento. Quando sarò ricca e famosa (haha!) potrai dire a tutti: ‘io le ho regalato la bacchetta di Creamy!’ così la gente penserà che abbiamo fatto cose di dubbio gusto insieme.

Son soddisfazioni, in fondo.

Image credits: Loadingpaper

Commenti