La sacra regola

Mummy · · 76 commenti
daffodils

Sabato mi sono svegliata con due tette enormi.

Manco il tempo di ringraziare il Signore che mi ha donato tanta roba ma nessuna gravidanza inattesa che il sole ha iniziato a inondare i pavimenti di casa e le pareti di casa, e il vaso di fiori di casa e la mia faccia, che a Londra è una cosa più unica che rara, quindi le endorfine si sono svegliate e hanno organizzato un rave a mia insaputa.

Mezz’ora ed eravamo spalmati a Regents Park sul prato verdissimo, di quelli che non c’è nemmeno bisogno di spulciarli per vedere se dentro c’è nascosta una cacca, un coccio di bottiglia o un pitone – come a Villa Ada, insomma. Faceva anche caldino, sui quindici gradi, ma non tanto da esporre quelle tette meravigliose in giro. In compenso mi sono fatta dei selfie che non vedrete mai.

Siamo rimasti al parco due ore, con Viola che correva e saltava ovunque e molestava le anatre, e io che molestavo i passanti per scattare le foto – ‘mi fa ombra sul terzo daffodil da sinistra, potrebbe spostarsi?’ – ‘excuse me?’ – ‘la sua capoccia. fa ombra sul terzo daffodil da sinistra.’ – ‘il prato è pieno di daffodil.’ – ‘ma a me serve QUELLO. okey? quello.’ -‘ jakshxdijyerghCRAZY.’

A un certo punto siamo andati al playground, e al playground abbiamo incontrato degli amici e gli amici hanno detto: perché non venite a anche a cena con noi? A mangiare la pizza. Felice dopo un’ottima pizzata di qualche giorno fa con TheQueenFather in regale visita, mi sono sentita ottimista. ‘Vengono anche amici nostri coi figli’ – ‘Ah, ok’ ho detto io, combattendo contro la naturale sociopatia che, ogni volta che si parla di gente nuova, mi porterebbe a reagire così:

grumpyno

Avevo dimenticato la SACRA REGOLA: ‘no alle tavolate di bambini dopo l’ora di pranzo’. I tuoi figli puoi portarli a cena, se credi. Ma se iniziano ad unirsi anche i figli degli amici si galvanizzano a vicenda ed è il panico.

Dunque ci sediamo a questo tavolo di una pizzeria di Portobello che non mi è piaciuta per niente (si chiama proprio Portobello) e siamo sei adulti e sei bambini. Non conta se uno era ancora nella pancia perché mia figlia in partnership con la sua amichetta e un altro bambino italotedesco valeva per cinque.

Nel giro di mezz’ora la stanza diventa una specie di bunker dove le uniche voci che si sentono sono quelle dei bambini che manco urlano sempre, ma hanno una gestione dei decibel chiaramente difficoltosa. Poi c’era questo bambino che prima non voleva niente, poi voleva la pizza la pizza LA PIZZA VOGLIOLAPIZZAAAAA e poi di nuovo non voleva niente niente NIENTEEE ma poi a un certo punto ha cambiato idea e voleva il gelato il gelato ILGELATOOO e lo voleva adesso adesso ADESSO ADESSO ADESSOOO.

Gli altri due bambini avevano ANCORA FAME. La madre pareva terrorizzata dall’idea che avessero mangiato SOLO UNA PIZZA per cena, allora ha borbottato con grande disappunto e ha poi ordinato altre pizze, quindi c’era un casino di pizze ordinate prima, ordinate dopo, ordinate doppie, ma arrivate, bruciate, con la ricotta maquestaèsalatalavolevodolce, con troppa pasta, con poca mozzarella, e VOGLIOILGELATO.

Mia figlia e la sua amichetta sembravano due adolescenti sotto anfetamine che si guardavano allo specchio appeso al muro, bisbigliavano cose e poi scoppiavano in risatine isteriche.

A un certo punto i bambini hanno fatto quello che nella mia religione chiamano ‘educazione alla contraccezione’: hanno iniziato ad alzarsi e correre tra i tavoli, disturbando i vicini (questa è LA ragione suprema per rispettare la sacra regola). Tra costoro, giovani coppie che rimetteranno seriamente in discussione l’idea di riprodursi. Alla cameriera che ci ha servito invece serviranno dai tre ai sei mesi di terapia per riprendersi.

Io ero seduta e allucinata, vivevo un’esperienza extracorporea in cui quei bambini erano figli di qualcun altro e io, seduta al mio tavolo che tentavo disperatamente di godermi la cena, osservavo disgustata i marmocchi urlanti insultando silenziosamente i genitori.

Vivevo la situazione da genitore ma la vedevo con l’occhio da single.

SOFFRO CON VOI, SOFFRO PER VOI – avevo voglia di dire a quei poracci che, un tranquillo Sabato sera, hanno deciso di mangiarsi una pizza a Portobello.

Forse anche io avrò bisogno di un po’ di (ulteriore) terapia – leggi da sotto a sopra:

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Morale della favola: due tette sprecate.

 

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Commenti

  • ilaria

    Non ho capito che c’entrano le tette. Ti serviva un incipit accattivante? Eppure ti leggiamo lo stesso

    • Non ho capito il senso di questo commento. Ti sembrava arguto? Eppure l’ho pubblicato lo stesso.

      • Ahaha sorry, m’è venuto spontaneo 😀 Le tette c’entravano perché scusa vuoi mettere che presa a male che una volta che c’hai due tette stupende sei circondata da bambini starnazzanti invece che fasciata da un abito nero a qualche cena o party? ehehe

        • ilaria

          Aaaaaaaahhhh
          Boh.

      • RaffaellaP

        Grandissima Chiara!!! Lapidaria ed incisiva!!!! Io sono dalla parte dei disgraziati che vanno al ristorante per godersi la cena e si trovano ciurme di pargoli urlanti…. L’altra sera in pizzeria con un’amica quando il cameriere ha chiesto….dove volete accomodarvi? La risposta e’ stata: dove non ci sono bambini!!!!!!

      • chiara

        Ahahhhh fantastica!!!

  • Paola

    Chiara, si fomentano anche tra fratelli, quindi con più di un figlio andare fuori è sempre rischioso! Io ho 2 gemelle ma mi è capitato di stare soltanto con una, ecco prese singolarmente sono 2 angeli :-)

  • Arianna

    invece a me il post è piaciuto, come mi sono piaciuti da morire i tuoi tweet sabato. E capisco anche cosa significhi svegliarsi improvvisamente con delle tette grosse. Sono fortune, ogni tanto capitano anche alle meno prosperose!

  • Uno dei post più bello degli ultimi tempi… Grazie!!
    Vado a ridere ancora qualche minuto

  • rob

    Ma come è possibile svegliarsi con due tette enormi?….dal’alto della mia seconda scarsa sono molto interessata

    • cazzo non lo so! altrimenti mi ci sveglierei tutti i giorni 😀

  • la mia sacra regola mi impone di andare a trovare mio nipote di 3 anni quando mi viene voglia di riprodurmi e , manco il tempo di arrivarci all’ovulazione che mi da sempre 2 tette enormi ogni mese, la voglia di riprodurmi non so manco COSA SIA. Cosi uso le tette per altri scopi.

  • La pizzeria Portobello a me invece piace molto, se è quella che frequento io e vi hanno messi al piano di sotto.. aiuto! Già è un bunker di per sè quella stanza, pensa ancora coi bambini urlanti!
    :(

  • non vedo le ultime tre immagini, può essere?

  • Cristina

    C’é solo una cosa peggiore della tavolata del sabato sera genitori e bambini. La tavolata del sabato sera genitori e bambini nella quale i genitori si dividono così: i maschi da una parte e le femmine dall’altra. (e spesso le femmine madri non trovano di meglio che raccontare dell’ultimo tossone)… che poi se fosse un mercoledì … giá risulterebbe meno peggio

  • Sara

    Sei uno spasso!!!! Io invece, dopo due gravidanze, ho le tette volatilizzate. Non cadenti eh… semplicemente volatilizzate 😀

  • La sacra regola: mai contravvenire. E dire che pensavo di essere io Asociale!

  • maria

    La regola fondamentale sarebbe non portare bambini dove di solito ci sono solo adulti! Tipo la sera a cena dopo le nove… A meno che tuo figlio non sia un angelo, non mi sembra giusto che l’intero locale debba sorbirselo in stereofonia… E il bello è che c’è gente che ha il coraggio di dire che chi ragiona così non vuole bene alla famiglia, odia i bambini e non sa stare al mondo… Bah.
    Ad esempio domenica ero al cinema a vedere ‘La bella e la bestia’ il remake, un film non proprio da bambini piccoli (direi dai 10 anni in su)… Eppure era letteralmente PIENO di 4enni che non hanno fatto altro che parlare a voce alta tutto il tempo, e le madri che non li zittivano mica… In pratica un film rovinato perché mi distraevo continuamente con la mocciosa davanti che giocava a minipony… Ma portarli al parco giochi no eh? Ed è pure gratis, pensa un po’.
    p.s. quindi c’è speranza anche per una 2 scarsa come me di avere tette più grosse senza gravidanze di mezzo! Chissà che succede, forse sono gli ormoni…

  • Uhhh come ti capisco, fino a qualche tempo fa per continuare a trovare posto nella nostra pizzeria preferita di Firenze – e qui quando dico preferita non mi riferisco alla qualità del cibo ma al giardino per far scatenare i pupi – noi “adulti” prenotavamo utilizzando sempre un cognome diverso per paura che ci riconoscessero :-)

  • Roberta

    Cominciando a fare un pensierino all’idea di procreare, ogni volta che mi trovo in una situazione di questo tipo (cene fuori, file al supermercato o simili) con bambini urlanti intorno mi chiedo se sto facendo la scelta giusta… Secondo te?
    Leggerti è sempre un piacere, ti abbraccio

  • hahah io le tette le ho sempre uguali, non cambiano da un giorno all’altro…ma da non-mamma sono d’accordo con te per quanto riguarda la regola sacra! Peccato che le mie amiche mamme non la rispettano MAI.

  • hermione

    Ho avuto un’esperienza analoga poco tempo fa, spronata sa un’amica che ‘ma dai usciamo coi bambini’. Non so com’è ma mi sono ritrovata seduta con bambini a destra, a sinistra e di fronte e sono uscita di lì con la testa che mi rimbombava e il morale di una che aveva finito di fare gli straordinari non pagati. In compenso mio figlio, entusiasta, mi ha chiesto quando l’avremmo fatto di nuovo

  • Elisa

    Chiara quanto hai ragione! Anche io ho un rospetto di tre anni e tutte le volte che viene organizzata una cena con amici e bambini sono terrorizzata. Eppure proprio l’altro giorno sono stata additata come “razzista” perchè in una discussione con altre mamme italiane mi sono ritrovata e dire che, SI, trovo giusto che dei ristoranti possano dire “noi non vogliamo bambini”. Mi sono sentita rispondere che questo è un atteggiamento ottuso e che esistono adulti molto più maleducati di certi bambini e che in fondo questi saranno dei futuri adulti!!! Ma io, confesso, quando vado a cena fuori e mollo il pargolo sto bene attenta a cercarmi un posto “da grandi” proprio per farmi una cena in pace e senza urla. Ma proprio non mi sento una madre degenere. NO.

  • Io da piccola stavo abbastanza buona al ristorante e anche mio figlio sta seduto per un tempo ragionevole (cioè il tempo di una pizza), quando andiamo a pranzo/cena fuori. Quando comincia ad agitarsi (che mica si può pretendere che stia seduto 4 ore) io e il padre ci diamo il cambio, poi dopo un po’ si va via.
    Che c’è anche altra gente che non è detto che debba sorbirsi le lagne dei bambini altrui e soprattutto i camerieri sono lì a lavorare e i bambini che girano intorno ai tavoli rompono molto le palle a chi lavora.
    Quindi volendo, ogni tanto, si potrebbe anche sovvertire la sacra regola (che condivido)e provare ad andare a cena con i bambini, ma questo comporta alzare il sedere dalla sedia e cercare di tenerli buoni. Che ovviamente è un po’ uno sbattimento, ma fa guadagnare popolarità e amore degli altri commensali nei vostri confronti.

    a me sta cosa delle tette non capita mai, mannaggia.

    • Lucia

      Sono d’accordo con Laura!!!

  • naive

    cioe’ le tette ti cambiano da un giorno all’altro?
    avrai mica qualche leggerissimo problema ormonale…

  • …e invece sono in ottima compagnia!

  • non capisco cosa ci sia di male ad uscire con i figli. il destino di chi ha figli è solo quello di stare in casa? certo andare al ristorante con i figli è molto meno “rilassante” che andarci da soli ma per questo non dovremmo farlo? il compromesso potrebbe essere quello di andare in pizzeria prima di quando ci vanno le coppiette per evitare di rompere troppo a chi non pensa di riprodursi.
    ah..dopo due gravidanze anche le mie tette stanno ricrescendo #secondapubertà

    • secondo me i bambini vanno portati in posti adatti ad orari adatti, e vige la regola: la mia libertà finisce dove inizia quella altrui, ovvero sono libera di uscire se so che i miei bambini non iniziano far casino e impediscono alle altre persone di godersi la cena.

      • certo, in questo sono d’accordo. non li porto nel ristorante “fighetto” classica meta di 40enni che non vogliono riprodursi. ma è anche giusto che non mi privo di determinate libertà solo perchè ho dei figli. tutto sta nel trovare la giusta via di mezzo senza dimenticarsi la buona educazione.

        • Guarda, il bambino educato lo gestisci entro i limiti. Per quanto educato è sempre un bambino quindi se è circondato da amichetti chiassosi finisce per far inevitabilmente un po’ di casino. Specie se è sera, specie se è stanco. A prescindere dall’educazione io dico NO ai bambini a cena fuori all’orario in cui dovrebbero dormire o quasi. Salvo eccezioni ovviamente, tipo vacanze etc.

          • concordo in pieno: quando son stanche è l’inizio della fine … e per le tette…beata te che ti capita di avelre grosse qualche volta: io le ho TROPPO grosse e ci convivo da una vita…sigh!!!

          • anna

            sono d’accordo con la tua regola!
            oltre al fatto che come rilevi tu i bambini in certi orari e contesti per quanto educati sono appunti bambini quindi in varie percentuali molesti, a me fanno anche tenerezza quei poveri bimbi ciondolanti dal sonno al ristorante alle 11 di sera mentre i genitori ancora cazzeggiano con il secondo.

            noi a cena fuori andiamo alle 21 inoltrate e in pizzeria verso le 22 appositamente per trovare bambini / tavolate di liceali, però penso che quando si hanno figli si dovrebbe un minimo tenere conto anche dei loro orari e non costringerli ad andare a letto all’una di notte perché noi vogliamo uscire con gli amici e cazzeggiare fino a tardi.

            anche perché appunto o si addormentano con il naso nella quattro stagione o diventano, proprio perché stanchi, molestissimi per tutti. (io non ho figli e i bambini non mi piacciono granché).

  • PAT

    Io convivo con due tette enormi e la sensazione di sprecare la serata ce l’ho tutti i giorni! 😀
    Odio i genitori maleducati che procreano figli maleducati…

  • Ahahha Chiara mi fai sempre morire! Un abbraccio da una affezionata lettrice emigrata!
    Ps.mamma mia certa gente non lo capisce proprio: non ti piace il blog? Ma che lo leggi a fare! Ah, quando noi donne la smetteremo di farci la guerra a vicende il mondo sarà finalmente un posto migliore..

  • Elena

    La sacra regola è una sola: non imporre i propri figli agli altri e non imporre gli altri ai propri figli. Pizza al taglio o fish & chips e magnatevele al parco, che più dei locali kids free da mamma/cameriera vorrei un machete per mozzargliele quelle gambette quando mi corrono per la sala.. (devo specificarlo che nessun nano è stato gambizzato nemmeno per scherzo durante la scrittura di questo post? Massì via, rindondiamo!)

    • hahahah…. no dai il machete magari no, piuttosto io darei due calci negli stinchi ai genitori.

  • Manrico

    Io e tancredi vorremmo tanto un bambino maleducato dai colori ariani ma dal temperamento unno.

  • No a cena fuori coi pupi,a meno che il ristorante non abbia un bel giardino. Anche il bambino più educato con altri suoi simili si scatena.Quante alle tettone, non lo so, c’è anche la possibilità di svegliarsi con un paio di piccole tettine versione sport? Perchè le mie ultimamente mi darebbero noia. Mi sono molto divertita a leggerti!

  • ciao chiara, le tre immagini sotto non si vedono, sono tiff.
    ahah capisco come ci si possa sentire, ancora non ho sperimentato 😀

  • cristina

    Condivido quello che ha detto Antonella, con altri amici andiamo spesso a cena fuori con i figli. Ora la mia ha sette anni ma lo abbiamo sempre fatto da quando erano piccoli, quindi sono abituati…nessuno del branco ha mai fatto scene “nopizzasipizzagelatoadessoooo”….
    Forse aiuta anche il fatto che hanno età diverse, quindi si depotenziano…e poi qualche gioco oppure fogli e colori non guastano…
    Certo non andiamo nel ristorantino romantico o trendy ma scegliamo un posto “per famiglie”, magari con uno spazio all’aperto, così poi a fine serata si possono sfogare di fuori senza dare fastidio ad altri…
    Questo poi non vuol dire che non ci si debbano anche concedere uscite senza figli….

    • grazie Cristina, mi consola sapere che non sono la sola a pensarla così! :)

  • cristina

    ps. Complimenti per i tuoi post, sempre molto divertenti!

  • “In compenso mi sono fatta dei selfie che non vedrete mai.”
    Le selfie a documentare la miracolosa lievitazione. Ottima idea! 😀

    • Sì sì, voglio vedere il giorno che mia figlia smanetta sul cellulare e per sbaglio li manda a qualche contatto di lavoro…

  • Cara Chiara [ti scrivo. anzi no, fa troppo canzonetta antica :D],
    ti seguo e leggo silenziosamente e intervengo poco, oggi capito qui perché mi interessava linkarti dal mio blog per far rafforzare un concetto che sto ‘illustrando’ e che poi sarebbe quello che contraddistingue il tuo personaggio e, più profondamente, l’essenza della tua persona.
    Tutto ‘sto preambolo per dire che, puta caso, arrivo qui solo per copiare il tuo URL e capito su un nuovo post fresco di pubblicazione in cui ricordi perfettamente questa essenza che mi interessava evidenziare di te.
    Proprio in questo post.

    E’ con articoli del genere, che ricordano tanto quelli in cui ci raccontavi le tue paure di futura madre che rischiava di perdere libertà e possibilità di mantenere se stessa anche dopo la nascita del pargolo, che mi piace sempre avere a che fare.
    Nonostante tu non sia più una mammy alle prime armi e hai fatto deliziosamente pace con l’idea di avere una figlia.
    Sei diventata, almeno da ciò che posso leggere, quella madre che hai sempre desiderato essere: ami Viola e la sua presenza, ma non hai mai iniziato a pensare a te come un essere che deve vivere in esclusiva funzione della prole.
    Ho adorato il periodo dei viaggi e degli inviti mondani che è arrivato dopo, o dei photopost anche, ti ho letta sempre e comunque, ma sei nata nel web con il tuo ‘oh-cazzo-adesso-come-faccio-col-pupo-in-arrivo-e-gli-aperitivi-da-dimenticare?” e ti ho adorata per l’immensa profondità del messaggio che mandavi tra le righe.

    Oggi scrivo, per puro caso, un post ispirato ad un momento della mia vita in cui, per ragioni diverse dalle tue, mi è venuto spontaneo voler scrivere una riflessione dello stesso calibro, a riguardo e, leggendo te, o conoscendo altre donne che nonostante la nascita di un figlio sono rimaste loro stesse, comprese passioni e fissazioni, posso essere certa che non sono da sola e che non dovrò sentirmi una degenere perché, in fondo, non baratterò mai la mia parte bambina per nulla al mondo.

    A proposito dei bimbi che non devono disturbare gli adulti sono d’accordissimo con te.
    Non direi la solita frasetta che tutti usano per provare a farmi sentire una cogliona “ahhh, ti piacciono i bambini, ma solo quando sono degli altri e stanno zitti… voglio vederti con un figlio, di notte, quando non dormi… eh eh eh”.
    E anche sticazzi. Se tu hai deciso, o anche no, di fare questo figlio e di vivere i suoi pianti di notte o di giorno, non è detto che devi portarlo anche in un luogo pubblico a frantumare le palle agli altri, in momenti in cui è ovvio che non starà buono.
    Ci sono orari sensibili, per loro, o luoghi troppo affollati in cui è ovvio che gli stimoli li mandino in orbita.

    Mi ricordo la parte del libro – che poi è pure un post, ma ora non saprei trovarlo, tra i tanti – in cui racconti che, poco dopo la nascita di Viola, ti arriva in posta l’emal con il reminder della tua prenotazione del volo per la Sardegna, che prenotasti ai primi mesi di gravidanza per dimostrare a te stessa che non avresti cambiato vita o rinunciato a niente, pur con prole.
    La tua conclusione, alla fine della fiera, fu interessante. Nonostante avessi dimostrato che potevi farcela, hai comunque preso coscienza che ci sono situazioni in cui è meglio non spingersi oltre e forzare la mano, per evitare di impazzire tu e rovinare anche il momento agli altri.

    Un ristorante, un aeroporto, sono luoghi che un adulto sa vivere nel modo giusto, ma un bimbo difficilmente comprende che è sbagliato disturbare la quiete altrui.
    Ed è bene che siano gli adulti a operare questa scelta, perché è giusto educare al rispetto degli altri e a pretendere il rispetto per se stessi, in futuro.

    Una mia cara amica, perennemente impegnata, vive la sua bambina nei ritagli del tempo in cui non lavora e mi racconta sempre della volta che portò la sua nana 6enne in piscina all’aperto, che lei normalmente frequenta da sola per concedersi una siesta nelle pause estive dal lavoro, una domenica che aveva deciso di trascorrere con lei la giornata, pur costretta a lavorare.
    La piscina è divisa in zona bambini e zona adulti, dove c’è l’idromassaggio e una cascata che attira l’attenzione dei bambini più grandicelli.
    La mia amica ha dato, quindi, precise indicazioni a sua figlia circa il divieto di bazzicare nel punto in cui gli adulti rimangono a sfrigolare nell’idromassaggio, per evitare di disturbare.
    La bambina è sgattaiolata un paio di volte nella zona adulti e continuava imperterrita a giocare o entusiasmarsi tra schizzi e tuffi vicino alla cascata… fino a che la madre non l’ha punita sospendendo la serata in piscina.
    Severità?
    Io direi di no. Certo che la bimba si sarà girata di palle, ma un giorno avrà chiara in testa l’idea del rispetto delle cose degli altri e della dimensione che occupano le persone, nel mondo.
    E ne potrei raccontare altre mille, perché sono in pieno accordo con te e con questo concetto.

    I bambini in spiaggia che si rincorrono, tirano sabbia, finiscono per passarti sull’asciugamano mentre fanno i loro cavoli… beh… da me prendono una bella strigliata, anche se chi è con me dice “sono bambini, se vuoi silenzio stai in casa tua!”.
    Ma anche no :) magari prima imparano a vivere, le persone, e poi iniziano a dividere la mattonella con gli altri.

    • Ciao, ma che bello ricevere commenti come il tuo :) Il percorso è stato lungo – perché quando hai il primo figlio non riesci a vedere in prospettiva – faticoso – per motivi sia oggettivi che personali, ma alla fine siamo qui. Non so dirti se sono contenta della persona che sono diventata perché ne sono successe veramente di OGNI, cose che ovviamente ho condiviso solo in minima parte, ma siamo qui. Siamo vivi (alé!). Quando lei sorride sorrido anche io. E quando voglio divertirmi la sera cerco una tata, fine della storia.

      • Ehm… è che c’ho la malattia della blogger prolissa: quando commento, finisco per scrivere un post a se stante 😛

        Ad ogni modo, ho sempre letto e seguito il percorso che hai fatto, compresi i commenti della gente che “macccciairottolepalle adesso che non ti lagni più per la bimba” oppure “maccccciairottolepalle ora che fai la matta perché ti invitano alla festa sponsorizzata Martini”… and so on.

        Boh… continuo a pensare che del percorso di crescita di un essere umano facciano parte tante cose, compreso il rifiuto per le nuove situazioni e la voglia di non perdere se stessi.

        C’è chi trova NORMALE cancellare i piaceri perché arriva un figlio e si crea la famiglia.
        Io dico che non esiste. Come lo dicevi tu, e come penserai anche oggi sicuramente, ma avrai anche plasmato il tutto semplicemente vivendola e superando ogni casino.
        Bel commento questo qui sotto, di Alessia, in cui trovo una frase interessante “Seguo il ritmo del nano, e lui mi ricambia comportandosi in maniera civile!”.
        Applausi. Non è sempre garantito, ma almeno è un buon presupposto.

  • Alessia A.

    Quando ero senza figli e assistevo a ste scene pensavo ‘ma perché andate a farvi l’aperitivo dalle 7 alle 9, come quando eravate pischelli child free, coi bambini urlanti che cercano di minare l’equilibrio di camerieri/avventori e scambiamo la sala per la succursale del kindergarten Ikea (ma senza palline)?!?’
    E lo penso tuttora, con un figlio a carico! :)

    La vita cambia, fatevene una ragione! E meno peggio di quel che sembra!
    Io vado in gelateria alle 4, in pizzeria alle 8, alla caffeteria alle 10 (di mattina però!). Seguo il ritmo del nano, e lui mi ricambia comportandosi in maniera civile!

    Se andiamo in pizzeria con altri nani salta fuori la *magica borsa dei giochi*: un borsone rosso pieno di giocattolini, matite/album/ folgi bianchi. Perlomeno un’ora di tregua fra mangiare la pizza/curiosare nel borsone/disegnare ce la lasciano!

    Se proprio voglio fare un seratone aperitivo/cena/locale/ballo libero lo lascerei alle nonne o alla nanny: perché costringerlo a ritmi che non sono suoi e poi arrabbiarmi se ciondola nervoso all’una di notte gridando GELAATOOO?!?

    • Ahaha no a nostra discolpa posso dire che erano le 8, ma qui i bambini vanno a letto molto presto, alcuni alle 7.

      • Alessia A.

        Azz!
        Ho amici tedeschi e albionici e noto che sì, la nanna è molto presto!
        A me qui in Italia mi perculano perché lui va a nanna alle 9-9:30! :)

        @giornalista chiaccherona Grazie! Sai, io ho fatto aspettato un pò a fare un figlio. Non si è mai pronti, ma io l’ho fatto nel momento in cui mi sono sentita a rinunciare per un tot.tempo a determinate cose (aperitivo che sfocia in cena e dopo cena/dormite domenicali sino all’una/serate a ballare). Ora faccio alcune cose e altre no. Oppure le faccio con modalità diverse, tipo pranzetto/brunch/picnic con luii, al parco…e va bene così! :)

  • Claudia

    Dopo alcune cene dovr dovevi rincorrere i nani che giocavano a nascondino tra i tavoli ci siamo convertiti alle cene in casa cosi loro scorrazzano libeeanente e noi ci godiamo la serata. ..

    • Ve la godete così? Perché io se mia figlia scorrazza mentre ceno non mi rilasso… c’è sempre qualche bambino che si fa male, che litiga, che vuole qualcosa, che rogna… no, per me ‘godermi la serata’ non include bambini che scorrazzano.

      • Sono d’accordo! Io ho un paio di amiche che posso tranquillamente dire di non conoscere perché non sono mai riuscita ad uscire da sola con loro e quindi non sono mai riuscita a fare un discorso completo/sensato!

        • Claudia

          Si fa quel che si può. ..

      • Sono d’accordo! Io ho un paio di amiche che posso tranquillamente dire di non conoscere perché non sono mai riuscita ad uscire da sola con loro senza figli e quindi non sono mai riuscita a fare un discorso completo/sensato!

        • Claudia

          Quando lavori tutta la settimana lasciando i figli ad asilo tate ecc il weekend ti fa piacere che stiano con te.

          • certo, ma se invece passi del tempo coi tuoi figli durante la settimana e il weekend vuoi uscire…

  • Io quando esco lo faccio da sola senza neanche il papà :-)
    E me la godo alla grande.
    Per serate tra amici con figli in genere preferiamo stare a casa però abbiamo un trucco: chiamiamo un animatore.
    50€ diviso 7 e il gioco è fatto.
    I bambini si divertono tra i loro e noi “grandi” stiamo in santa pace.
    Terminate le 3 ore di animazione ci salutiamo e ognuno rientra a casa propria

    • beh noi la tata ormai ce l’abbiamo veramente poco quindi spesso facciamo anche noi così :)

      • ovviamente tra i bambini con l’animazione e gli adulti ci devono essere almeno due camere (se non un piano) di separazione

    • S.

      LoL…State scherzando vero?
      Quando invitate amici con figli chiamate un… animatore??! No… cioè mi state dicendo che i bambini oggi non sanno più nemmeno giocare tra loro in una casa -spesso piena di giochi e pochi pericoli-?!?! Che senza l’animatore farebbero talmente tanto chiasso da disturbare i genitori che parlano?
      Dio mio, non voglio figliare.
      Pazienza, tanto la voglia m’era già passata leggendo questo post 😀

      • Ahaha l’animatore onestamente mi sembra un tantino eccessivo…

  • Roberta

    Che pesantezza però!!!!
    Ho 31 anni e 2 figli di 10 e 4.
    Esco con le mie amiche tutte le settimane, aperitivi, concerti o anche solo per chiaccherare. Ovvio che è tutta un’altra cosa uscire in 4 ma lo trovo bello in maniera diversa, non vedo tutta questa pesantezza della pizza con i bimbi…
    Certo quando erano proprio piccoli evitavo categoricamente anch’io ma dopo i tre anni ci si può ragionare altrimenti cosa gli insegniamo? Dov’è l’educazione?
    A 4 anni, a 6 si può stare seduti a mangiare una pizza senza urlare come pazzi,no??
    Ma che figli avete???
    Usciamo spesso con amici con altri figli di età molto vicina ai nostri ma queste scene, giuro, non sono mai capitate…
    Ovvio che è diverso ma non è bello passare del tempo tutti insieme?

    • Sì. Non il Sabato sera a cena.

  • Elena

    Ma in tutto questo, vista la tua critica, condivisibilissima, ai bambini urlanti e starnazzanti nelle pizzerie: la tua dove stava?
    Non ci vuole molto a tenerli seduti e occupati senza che molestino gli altri. Si chiama educazione.
    E lo dico da mamma.

    • Non hai letto che ho scritto “mai più”? O devi darmi contro per sport?

      • Elena

        Non hai capito che potevi tenerla educatamente a tavola anche lacrima volta. O devi rispondere a caso?

  • “Mia figlia e la sua amichetta sembravano due adolescenti sotto anfetamine che si guardavano allo specchio appeso al muro”

    te ggiuro, so’ caduta dalla sedia squassandomi con fragorosa risata!!!

  • Paola

    Non ho parole, sei una grande!!!!
    Se provi a dire una cosa del genere ad una mamma (ovvero che i marmocchi rompono in certe situazioni) incomincia la solita solfa che i bambini sono la benedizione di Dio e tu sei Satana perché non apprezzi le loro angeliche vocine squillanti!;)
    Quanto sei avanti ragazza mia!

    • Gloria Scott

      Angeliche vocine squillanti?? Se io a quell’eta’ avessi soltanto osato alzarmi da tavola partivano le urla e se mi azzardavo a correre mi avrebbero portato in bagno e dato 2 sberle altro che