L’arte della gentilezza fine a sé stessa.

Life · · 62 commenti
praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso

Appena tornata dal nostro bellissimo viaggio in Portogallo, ho ancora in mente i colori del sole sulle rive del fiume, le casette colorate, il rumore delle voci e il sapore dei Pastéis (potete vedere qualcosa su Instagram). Nonché 8 GIGA di foto da scaricare: aiuto. Ma voglio farvi vedere tutto, è stato splendido e ho scoperto un Paese di un fascino eccezionale quindi presto troverete i miei racconti di viaggio 🙂 Intanto, con quattro ore di sonno alle spalle e già due macchinette di caffè rovesciate vi racconto un’altra cosa.

Dunque, ho fatto un favore a un’amica. Uno di quelli grossi, fatto senza dietrologie semplicemente per un unico motivo: potevo. Forse l’ho fatto con troppa noncuranza e naturalezza e, probabilmente, lei manco se n’è accorta. Siamo, in fondo, abituati a gente che ci fa cadere dal cielo le più piccole gentilezze e, probabilmente, più ci esternano fatica nel concedercele, più siamo lì a ringraziare.

Se si tratta la gentilezza come qualcosa di naturale, i ringraziamenti – in modo del tutto curioso e imprevedibile – arrivano meno.

Se sei una persona gentile, in generale, ti considerano debole.

Forse dovrei iniziare a comportarmi come quella blogger a cui, appena arrivata a Londra, chiesi consiglio su come farmi contatti nella nuova città e se magari potesse presentarmi qualcuno e lei mi rispose: “eh, cara mia! i contatti te li devi guadagnare”, trattando la solidarietà alla stregua di un letale autolesionismo. Mors tua vita mea eccetera eccetera, manco il blogging fosse la lotta di potere di Game of Thrones. Per fortuna mi sono girata dall’altra parte e c’era un’altra blogger americana con dodici volte i suoi follower, che è stata di una gentilezza disarmante. Non è finita con collaborazioni da milioni di euro o ingresso nel favoloso mondo dei blogger londinesi, è finita con un’amicizia. Un tantino meglio, ne converrete.

E insomma, ho fatto un favore a un’amica. E quando glie ne ho chiesto uno io…  vabbè, che ve lo dico a fare.

Quindi ogni tanto mi trovo a riflettere su questa idea della gentilezza, dell’essere – come diceva Pollyanna, ha ha – ‘gentile e generosa con tutti’. Magari proprio TUTTI no, ma almeno con quelli che ci stanno simpatici.

Forse, per chi ci crede, è anche questione di karma. Sapete, la storia del ‘what goes around comes around’, quello che fai ti torna indietro eccetera? Un esempio di gentilezza gratuita che mi viene in mente è stata quella di Andrea, che quando ho fatto il passaggio Blogger-Wordpress mi ha aiutata tantissimo (cioè praticamente ha fatto tutto lui) senza chiedere niente in cambio, e quando ho insistito per pagarlo ha risposto ‘no, è tutto buon karma’. E secondo me ne avrà a palate.

Qual è il vostro rapporto con la gentilezza e con la possibilità di aiutare, fare favori, dare una mano? Siete tra quelli che considerate ogni atto di gentilezza un potenziale ingresso all’inculata epica, o come dice Annie Hebert ‘praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso’? Credete al karma o lo considerate un contentino per tutti gli atti di bontà caduti nel vuoto, tre giri di perle a grassi porcelli? Intignate nella gentilezza indefessa, a costo di sentirvi anche un po’ scemi?

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Commenti

  • Claudia

    Io sto con Annie Hebert! Tanto, la gentilezza-solo-perchè-puoi (come la tua) la fai e basta: se viene capìta e arriva un “grazie”-meglio così; in caso contrario è quell’altro che ha il problema di non comprendere di quale bell’atto è stato oggetto. Con l’aggravante di non potere più sperimentare tanta bellezza, potenzialmente.
    In parole povere, quella che ha il problema è la tua amica, non tu.
    Inoltre: lei non ti fa una gentilezza a sua volta? Quando hai appurato che effettivamente potrebbe ma non agisce (magari vorrebbe ma non può, anche se mi par di capire che tu abbia già escluso questa opzione), ca77i suoi! Tu ti giri altrove e vedrai che qualcuno ti aiuta.
    Perchè, in fondo, la gentilezza è una di quelle cose che fungono da filtro nella vita: ti scremano le persone facendoti individuare chi davvero è carino/gentile/sensibile/ecc. di cuore, e non per mero calcolo. 🙂

    • Alessandro Currò

      Meravigliose creature 🙂 giungo solo ora in questo paradiso della grazia della gentilezza, per ristorarmi nello spirito e sento sia utile dire quanto segue:
      La gentilezza, come attributo, apre più porte della scortesia. Possiede una frequenza di base più elevata (Hz), quindi permette al contenuto, in cui viene imbevuta, di risuonare su bande (Hz) maggiormente variegate, ne consegue una maggiore possibilità di consonare (suonare insieme) al ricevente e/o ai suoi contenuti, in sostanza alla sua essenza. Uno dei suoi effetti collaterali è la simpatia, il piacere senza senso, d’acchito, come anche lo stupore, la sorpresa.
      In un ambiente che evidenza la competizione, vivere la cooperazione è un dono straordinario, che inconsciamente ogni persona percepisce, se non altro in merito alla possibilità che gli si offre di evolvere, in quanto individuo e come specie.
      Namasté 🙂

  • ciao Chiara,
    leggo sempre il tuo blog, ma non commento mai.
    Invece questa volta sì, e con molto piacere.
    Sono un’accanita sostenitrice della gentilezza a casaccio e degli atti di bellezza privi di senso, anche a costo della famosa inculata epica.
    Il principio ispiratore è “se posso, perché no? fa stare meglio qualcuno e tutto sommato anche me”.
    E’ vero che non sempre il gesto viene capito, e tanto meno ricambiato.. pazienza!
    ciao
    Chiara
    ah… ottime le tue zucchine!

  • S.

    Sai, penso che essere gentili fa parte del carattere di una persona. O lo sei o non lo sei, punto. Il problema è che, se è caratteriale, spesso diamo per scontato che la persona dall’altro parte lo trovi naturale come noi. Da qui le delusioni. Detto questo, pratico gentilezza e atti di bellezza non a casaccio, ma mi ci sono voluti anni di inestimabili gioie e cocenti delusioni per arrivarci. E ogni tanto ancora ci casco ;-).

    S.

    • eh ma uno a una certa decide se proseguire o imparare l’arte di trattenersi, nel senso: valutare quando vale la pena di sbattersi e quando no.

      • S.

        Esattamente! E nonostante questo, sapessi quante cantonate ancora prendo perché essere disponibile mi viene naturale!

  • Lilium

    Regina incontrastata delle “grandi inchiappettate” per anni, diciamo tutti quelli dell’adolescenza. Davo, davo, davo, sempre troppo cuore e troppa ingenuità. Credevo di dare gratuitamente, ma in realtà lo facevo per sentirmi amata (ma pensa te..). Di ritorno arrivava poco, di sicuro sempre meno alle mie aspettative.
    Mi ci sono voluti anni e discrete inchiappettate per capire che non era l’atteggiamento giusto; non andava bene neanche così.
    Ora cerco di essere gentile sempre e disponibile quando posso, senza farmi venire i sensi di colpa per un “no”, quindi rispettando me stessa in primis.
    ma soprattutto non mi aspetto più niente in cambio. Se arriva sono serena, se non arriva lo sono uguale, perchè tutto insegna.
    Anche a fidarsi di meno di qualcuno.
    Bentornata!!!!! Fotooo!!!
    Marta

  • maria

    Io di solito cerco di essere sempre gentile, nei limiti dell’umano… Voglio dire, se si tratta di atti di cortesia che non mi tolgono nulla non ho problemi… Se però si tratta di grandi favori che potrebbero portarmi a grandi disagi in favore del benessere altrui, beh, in tal caso lo faccio solo per le persone più care a cui voglio bene (e neanche sempre, mica posso annullarmi per dimostrare che ci tengo a una persona)! Se poi parliamo di scambi di gentilezza lì siamo quasi alla norma… Puoi incontrare benissimo quello che non si fa problemi a chiederti dritte e favori, però quando tu gli chiedi qualcosa accampa scuse o ti manda aff* senza troppi problemi; certa gente proprio non concepisce che le relazioni umane si basano anche su questo tipo di scambi (di favori, di storie, di esperienze), per loro è normale prendere senza dare, a volte neanche lo fanno per cattiveria, è proprio un meccanismo mentale!

  • Io sono una di quelle che , a sue spese, ha imparato che i favori e le gentilezze si fanno senza aspettarsi nulla indietro… son tante le persone che nel corso degli anno mi hanno deluso ma nonostante tutto resto sempre la solita cogliona e se una persona mi chiede un favore , se posso , lo faccio…
    putroppo spesso quando sono io a chiedere aiuto trovo dei bei muri di egoismo
    sui quali batto sonore craniate …
    Ogni volta mi dico :
    ” Da oggi basta! Penso solo per me e fanculo tutti”…
    ma poi non ci riesco quasi mai…( MAI! )
    Faccio parte di quelle sciocche persone che credono ancora al fatto che al mondo esistono persone che pensano anche agli altri e non solo a stesse…

  • Silver Silvan

    La trovo una domanda priva di senso. Uno fa le cose perché le vuole fare. Il resto è solo processo alle intenzioni.

    • pratichiamo commenti a casaccio e post privi di senso? 😀

      • Silver Silvan

        Processo alle intenzioni?

      • Silver Silvan

        Ah, cercherò di tener duro finché posso, in attesa di approvazione del commento. Non so cosa dovrei tener duro, magari chiedo al consorte qui accanto.

  • Presente. Gentile cronica da quando sono un batuffolo. Ho la gentilezza nel DNA, non ci posso fare nulla. Do, faccio e cerco sempre di far star bene gli altri. Credo che il mio sia il tipico comportamento di chi vuole farsi volere bene. E’ un atteggiamento acquisito che non mi abbandona mai ma alla fine ho sempre la casa piena di gente che viene e che si sente accolta. Questo mi fa un immenso piacere e alla fine è quello che voglio e che conta! 🙂

  • anto e bibbi

    Se e quando posso, ok.gentilezza sempre,è tutto buon carma.no agli eccessi.

  • Laura

    …appartengo alla schiera di coloro ke “…ti aiuto/dimmi quello ke ti serve/sn qui”…a volte ricevo un grazie,a volte nemmeno quello…ma,puntualmente,faccio fatica a dire di no.
    Lo chiamano,nel linguaggio dei Fiori di Bach, stato “oak”…lo stato di chi è come una quercia(oak,appunto) e accoglie sulle sue spalle tanto…parecchio.
    …e si,penso anke io ke alla fine sia tutto Karma.

  • Anna

    Pollianna a rapporto, di nome faccio pure Anna, puoi immaginare!! Io sono così un’entusiasta, vivo sulla mia nuvoletta rosa, penso che tutti siano buoni e corretti! Quante mazzate mi sono presa!! E invece di imparare…persevero, sono senza speranze! Ma sai che c’è? Me ne frego, sono fatta così, ti aiuto e puoi contare su di me, sempre, mi sento di farlo, mi fa stare bene farlo e quindi lo faccio!! Un abbraccio Chiara!!

  • Stefania Di

    Credo nel karma e penso che, prima o poi, a certe persone la vita darà quello che loro hanno dato, ossia cento volte quei grattacapi che hanno creato agli altri.
    Sono una di quelle che, a forza di praticare l’arte della gentilezza, gli altri davano per scontata: tanto c’è la Stefania.
    Lo facevo volentieri, e poi mi piaceva essere considerata disponibile e altruista, ma arriva un momento (ci ho scritto un post di recente, “Gli inglesi lo chiamerebbero ‘wake up call'”) in cui ti rendi conto che più che altruista sei quello che noi toscani chiameremmo bischero, che non è esattamente un complimento. Oggi ho cominciato a dire dei sonori no, anche se sono sempre meno di quelli che vorrei, e forse non accumulerò buon karma, ma ne ho guadagnato in qualità della vita.

  • la cri

    «I camerieri francesi sono così: se sei gentile con loro, ti trattano come una merda; se li tratti come una merda, ti adorano”
    Come disse Meg Ryan in FRENCH KISS.
    Frase che vale in generale per tutti.

  • C.

    Come prevedibile, tutti i commenti sono di persone gentili e generose sempre che prendono fregature eppure continuano ad esserlo. Possibile che la stragrande maggioranza degli uomini sia egoista e che le rare Pollyanna siano tutte qui? No. La realtà è un’altra: anche io mi sento una da che da tantissimo e prende spesso inculate (entrambe le cose sono vere) ma siccome ho una personalità schietta e poco diplomatica, risulto spesso, alla gente, scomoda e ANTIPATICA. Sono buona, sono affidabile, sono leale ma sono anche una che STA SULLE PALLE al prossimo. Dunque io credo che la vera svolta nella vita sia essere SIMPATICA ed EMPATICA, perchè in realtà le porte in faccia le prendiamo perchè non siamo poi così “desiderabili” dagli altri.
    Curioso e amaro e vero che un simpatico che non alza mai un dito per gli altri risulti più amato di un gentile e generoso che però ha poco appeal.
    Chi non ha mai incontrato un “amico di tutti” che poi, a ben guardare, non è amico di nessuno e si fa solo gli interessi propri? Io ne ho incontrati diversi. Vincono loro. Sempre e comunque.

  • Va_lentina

    Come mi ritrovo nelle parole di C.!

  • mumblemum

    tu poni proprio delle belle domande, sai? Io credo che la gentilezza e la generosità siano doti innate che si possono anche non avere. Però chiunque può compiere gesti di carità, cioè gratuità totale, ma solo per una sovrabbondanza di gratuità ricevuta, non necessariamente da chi poi ti chiede un favore. ecco, non so se mi sono spiegata bene…

  • Vivere in Irlanda per 10 anni mi ha insegnato che essere gentili e’ bellissimo, a Dublino se un turista si ferma a cercare una via sulla cartina puoi star certa che un irlandese non esitera’ ad avvicinarsi e dargli indicazioni e a volte ti ci accompagnano pure.
    Ora anche io lo faccio, se c’e’ qualcuno in difficolta’ lo aiuto. Con gli amici il discorso e’ diverso. Ci sono amici di tutti i tipi, io so di avere amiche buone come il pane ed altre un po’ piu’ egoiste – non per questo non le adoro – pero’ con i favori ci vado piano, ecco.

    Aspettiamo in grazia il post sul Portogallo ; )

  • Laura Gargiulo

    io credo al karma. non tornano indietro dalla stessa persona cui le hai fatte le gentilezze, ma l’universo in qualche modo te le fa tornare indietro. ecco, tutto finché non si parla di lavoro, i favori non ti fanno mangiare.

  • nonsonoBorgia

    Credo che la gentilezza non debba essere ringraziata, nè tantomeno ricambiata. Deve essere spontanea: forse è per questo che in molti se la prendono se il loro gesto gentile non viene riconosciuto. La verità, secondo me, è che nonostante molto spesso vogliamo dimostrarci affabili e gentili, in realtà (nel nostro subsubsubconscio) abbiamo la necessità di sentirci apprezzati, rispettati e necessari.
    Ma ora, bando alle ciance, io ho raccontato qui una storia di karma, in cui è evidente la mia mancanza di gentilezza.
    http://lapprendistastachanovista.blogspot.it/2014/02/di-quella-volta-che-ho-creduto-nel-karma.html

    P.S. Aspetto con ansia i racconti dal Portogallo, chè ad agosto voglio planarci anch’io!

  • Michela

    Io nel karma ci credo parecchio, ed in generale provo ad essere gentile il più possibile non solo per quello, ma anche perchè fa star bene anche me essere disponibile e regalare un sorriso, specialmente se poi viene ricambiato. In fin dei conti è un gesto piccolissimo che però può migliorare – non dico la giornata – ma almeno un istante della vita di qualcuno, e non è la solita frase fatta perchè in realtà è ciò che succede a me, quando qualcuno mi riserva sorrisi e gentilezze. Poi, anche se non fossi ricambiata, pazienza. In fin dei conti io il buon karma me lo sono assicurata, e preferisco esser gentile senza riscontri piuttosto che una fredda scorbutica 🙂

  • Liliana

    Sono una persona gentile, sempre stata…carattere buono buonino, pronto per beccare delusioni a destra e a manca! In realtà, fino alla veneranda età di 28 anni, è sempre stato uno scambio alla pari, sono stata tra i pochi eletti a godermi molta gentilezza, sono stata fortunata.
    Poi, l’anno scorso, un banale litigio tra mio marito e quello che doveva essere il suo migliore amico, ha scatenato un cataclisma che manco in Beautiful e ci siamo trovati isolati da molte persone, che se dovessimo risposarci avrei risolto il problema del sovraffollamento ai tavoli! So perfettamente di non aver perso nulla, ma la consapevolezza di non aver fatto loro del male aumenta la delusione e il nervoso. Ho cominciato a credere nel what goes around comes around, ma mi sa che il karma ha sbagliato indirizzo, visto che in un anno ho rimediato 3 virus intestinali e una tonsillite!!!! Stupido karma!
    Quello che mi auguro è di non smettere di essere quello che sono solo perché ho avuto la sventura di incontrare brutte persone….

  • Valentina

    Io ho cominciato a dire di no. Arriva un momento in cui bisogna essere un po’ egoisti per vivere meglio. E state in guardia dal “midaiunamano” seriale, quelli che una volta che li hai aiutati una volta, arrivi che gli devi tirare giu’ le brache quando vanno in bagno. Ho imparato a dire “No mi dispiace non posso” e sono moooolto più felice.

  • Vale

    Ci stavo pensando stamane: mi chiedevo se la gente stronza è stronza perché le hanno fatto tante piccole cattiverie, e quindi ha cominciato a rispondere con una piccola cattiveria, poi una un po’più grande ecc ecc e a un certo punto una si ritrova stronza come in una sorta di guerra con il mondo. E quindi è meglio non cominciare a rispondere alle cattiverie e sentirsi fesso o infilarsi in questa spirale di stronzaggine?

    PS: prima volta che commento e ho lasciato Londra appena prima che arrivassi, mi sarebbe piaciuto conoscerti, anche perché veniamo dalla stessa Università 😉

  • silvia

    Ti segnalo gentilmente un errore ortografico: sul se di “se stessa” non va messo l’accento (se avessi scritto “in sé” invece sì.
    ^_^

  • Non credo nel karma – anche se paradossalmente è una delle parole che utilizzo di più.
    Per quanto mi riguarda, ho esempi che posti ad un induista creerebbero non poco imbarazzo nel dare una spiegazione.

    Però credo fermamente nella gentilezza; non che sviluppi karma positivo o altre gentilezze.
    Semplicemente ti fa sentire bene; a me fa sentire bene: più matura, rispettabile, educata.
    Certo, poi mi chiedo perchè ho aiutato la mia collega in difficoltà quando quella fa passare il lavoro per suo, ma tant’è.
    Ma alla fine non sono poi così rare le persone gentili, e quando le cordialità s’incontrano un sorriso nasce sempre.
    Già per questo vale la pena essere sinceramente gentili.

    Alice

  • Disorientata

    Anch’io sono appena tornata dal Portogallo e ne sono innamorata!
    Per quanto riguarda la gentilezza, tendo sempre ad aiutare gli altri quando posso, ma ultimamente cerco di dare la prioritá ai miei bisogni perché ci sono rimasta male troppe volte… mio marito invece é un inguaribile generoso e certe volte non so come proteggerlo da se stesso (ma in fondo anche questo mi piace di lui)! Peró alla fine é con noi stessi che dobbiamo stare bene, e a volte sí, la gentilezza torna indietro nei modi piú inaspettati…
    http://www.dilloconparoletue.wordpress.com

  • violetta

    ok, innanzitutto non vedo l’ora di leggere il post sul Portogallo e vedere le foto. Ai tempi dell’università mi ci ero fissata, volevo anche studiare il portoghese… e pensa ancora non ci sono stata, devo assolutamente rimediare!
    Sulla gentilezza… ecco io non sono proprio Pollyanna. Cioè se faccio un favore deve essere per una persona a cui tengo molto, un amico nel vero senso della parola, non perché pensi che gli altri non li meritino, ma perché, a meno che non parliamo di una banalità tipo prestare il pacco dello zucchero, non credo sia semplice fare un gesto che può essere grande e significativo verso qualcuno che non lo ispira, ecco. Di conseguenza anche di fregature ne ho prese poche, sia perché non tendo a chiedere molti favori, sia perché oso chiederli solo a chi so che non mi dirà di no e non mi deluderà, come farei io nei suoi confronti! Insomma io al tuo posto forse avrei fatto quel favore bello grosso solo se fossi stata sicura che quella persona avrebbe fatto lo stesso per me. Tu lo eri?
    Poi posso essere egoista sulle cavolate, ad esempio una volta mi sono rifiutata di prenotare il mio parrucchiere per un’amica che è poco affidabile. Le ho dato il numero e le ho detto “chiamalo tu”. Ecco, lei ha prenotato e poi all’ultimo non ci è andata. Se lo avessi chiamato io avrei fatto una figuraccia, conoscendola, ho evitato. Di sicuro non mi avrebbe cambiato la vita, ma non mi avrebbe fatto piacere.
    Posso farti una domanda/appunto al blog? Sarebbe possibile rimettere i commenti nell’ordine che avevano nella vecchia versione, cioè cronologico dal più vecchio al recente? Perchè così non mi ci ritrovo molto…

  • violetta

    Oddio… ho appena visto “ordina da…”!!! Sì lo so, è ora di andare in ferie… non infierite su una povera rinco…ita per favore!!

  • anto79

    di natura sono sempre gentile con tutti, difficilmente riesco a fare diversamente. Spesso la mia gentilezza viene corrisposta, altre volte purtroppo no e prendo delle colossali inculate..ma nonostante tutto non riesco a cambiare, tanto tutto ritorna. nel bene e nel male

  • mary

    Io credo fortemente nel karma: dai da una parte, ma non e’ detto ti debba tornare dalla stessa parte. Tu stessa ne hai avuto la prova: sei stata aiutata gratuitamente da andrea e sei stata ricompensata della gentilezza che hai fattoa qualcun altro. Metti amore nell’universo e ce ne sara’ sempre un po’ di piu’ per tutti. E’ energia positiva.

  • Sascha

    Il karma e l’unica cosa a cui credo, ma non faccio atti di gentilezza per questo. Li faccio perche voglio aiutare. Anche chi non mi aiuta a sua volta.

  • Bianca

    Ho provato ad essere gentile e ho provato ad essere arrogante. Ho provato ad essere disponibile e ho provato a rifiutare disponibilità. E questo, dal rapporto fugace col cameriere alla relazione decennale con le amiche. Risultato? se sei stronza ti rispettano. TUTTI. Perfino i genitori! L’ho finita di farmi in quattro per i capricci di mia madre, dell’amica, del vicino di casa. Se faccio una cortesia , ormai è perché fa piacere principalmente A ME o perché in quel momento non ho altro da fare. E non ci crederete, ma ho guadagnato punti nei confronti di tutti quanti.

    • SybinQ

      “Fa’ del bene e scordati, fa’ del male e pensaci!” Dice un proverbio. Io sono d’accordo con te. Essere gentili va bene, ma non essere fessi. Purtroppo s’impara anche ad essere stronzi, ma solo con chi se lo merita!

  • bunny

    io ormai da 9 anni vivo la mia vita secondo un solo ed unico precetto: “non aspettarti nulla dagli altri, tutto arriverà”.
    E si, io semino gentilezza a pacchi, senza un perchè.

  • laura

    Io ho smesso, un po’ come si smette con una dipendenza… ho praticato atti di gentilezza a casaccio per anni, mi sono ritrovata a chiedere aiuto un paio di volte e mi è stata chiusa la porta in faccia per altro in malo modo da persone che non mi sarei mai aspettata. Per cui ora seleziono accuratamente a chi dedicare il mio tempo e la mia gentilezza e non ho mai più chiesto un favore

  • maril_uh

    sono gentile, più o meno con tutti, perché confido sempre negli scambi, nel trattamento gentile da parte di chi lo ha avuto da me. Penso sempre che un amico ricordi un favore, un aiuto, un gesto solidale, un sorriso passato e sia pronto a restituirmelo in un momento di difficoltà, (a volte un semplice grazie di cuore basterebbe), perchè io in quel momento potevo e dopo succede che ho bisogno. Ma ahimè, si, c’è gente che considera la gentilezza altrui come atto dovuto, che fa finta o forse sul serio dimentica. E in quei casi ci rimango così “ma che davvero?”. Eh sì. Davvero.

  • daniela gianoni

    non vorrei dire banalità…. condivido l’opinione che è già stata espressa ….si fa una gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio perché lo si è così inside . Sono probabilmente un po’ acida ma in questo mondo in cui nessuno fa più niente per niente è sempre più una rarità trovare persone gentili : tu continua così vedrai che qualcosa ti tornerà di positivo 🙂 prima o poi….
    che te lo dico a fare: bellissimo il tuo reportage fotografico sul portogallo (visitato mille anni fa e rimasto nel cuore)
    baci grandi

  • Emme – Moms about town

    Uuuhh…Chiara, che bello che hai scritto un post così. Io da blogger recente ho subito qualche, diciamo così, “occasione mancata per essere gentili” e ci sono rimasta male. Lo so, dovrei farmi una corazza e non badare a cose che poi sono delle inezie, ma ogni volta che subisco una mancanza di gentilezza, puntualmente ci rimango male. Che sia riguardo al blogging oppure fuori da quel mondo.

  • Chihaya

    È difficile…se dovessimo soffermarci su un semplice calcolo matematico(io do 1 tu dovresti ridarmi 1 e se non lo fai o sei uno stronzo o non mi meriti come amico) credo che si sminuirebbe il valore di un termine “amicizia” di cui tanto si è scritto e riflettuto.
    Io personalmente non amo la gentilezza troppo sbandierata quella che ha come scopo primario non la felicità del destinatario ma l’autocompiacimento del mittente.
    Non amo neanche la gentilezza di circostanza quella che le regole della società civile, della famiglia ci impongono ma che mancano di sostanza.
    Trovo molto bella quella fortuita in cui persone perfettamente sconosciute entrano in empatia per un breve momento facendoci capire l’universalità delle sensazioni e dei sentimenti.
    Se posso permettermi un consiglio chiama la tua amica, se tu la reputi tale, non una conoscenza, una voce della rubrica e manifestale il tuo disappunto. Potrebbe ammettere un suo errore. Potrebbe non farlo e incazzarsi di come tu possa essertela presa. Potreste litigare definitivamente. In ogni modo ognuna di queste conseguenze mi sembra auspicabile rispetto al continuo mutismo emozionale che spesso portiamo avanti per quieto vivere e che in fondo non fa bene a nessuno.

  • Aristogatta

    Boh alla fine mi rendo conto, come dici tu, che m’intigno nella gentilezza da fessa più che indefessa, sempre prodiga di favori con persone che poi nemmeno se lo meriterebbero… ma diciamo che il bene si fa in teoria senza aspettarsi nulla in cambio giusto? (Magari almeno un grazie sarebbe gradito).
    E speriamo nel karma positivo di ritorno cara Chiara, anche se a questo punto avrei già dovuto vincere tre volte al Superenalotto per bilanciare!!

  • Chiara

    Mia nonna qualche anno fa, dopo essere uscite da un ufficio comunale per trafile burocratiche, mi raccontava che ai suoi tempi ci si meravigliava e restava negativamente stupiti quando si aveva a che fare con una persona scortese. Oggi invece è l’esatto opposto: capita così di rado di trovare quLcuno gentile che si rimane quasi spaesati.. Io cerco sempre di essere gentile quando sono in giro, in un bar, al supermercato, insomma ovunque. Sorrido alla gente, dico grazie eper favore.. Piccole cose che però fanno sentire bene. Penso che se tutti in giro ci si sorridesse di piú già si starebbe meglio..

    Per quanto riguarda i favori agli amici invece ho un’altra idea, e cioè che quando li si fa

  • Chiara

    Ci riprovo.. Quando si fanno favori agli amici secondo me si crea una sorta di “scala di potere” ed è per questo che anche in presenza dell’affetto piú sincero comunque poi i rapporti si sfalsano e uno non solo non è grato ma addirittura risentito.. Anche perchè sotto sotto chi fa il favore trae un minimo di piacere dalla consapevolezza di avere la possibilità di farlo. E non sto parlando di giudizi, ma di mera analisi dell’animo umano e delle sue disposizioni.. Magari sono eccessivamente cinica ma il
    Mio motto era “fare male è peccato, fare bene è sprecato”

    😉

  • Francesca

    Secondo me un atto di generosità è per definizione gratuito, senza aspettarsi nulla in cambio. Altrimenti non si tratta di un “dono” ma di una merce di scambio. Certo non è facile essere generosi con tutti, ma forse dovremmo semplicemente imparare a non avere aspettative. così non resteremo costantemente delusi.

  • Assolutamente a favore della gentilezza a casaccio, che essendo, appunto, a casaccio, dipende dal mio “gut feeling” del momento (non a tutti) e non si aspetta niente in cambio. Non so se questo e’ karma ma mi fa sentire meglio, libera e “empowered” e forse questo traspare all’esterno: ho acquisito buoni amici e clienti e anche se in qs momento sono un po’ depressa continuero’ a farli 🙂 (prendete il numero)

  • MammaS

    Sempre stata gentile e disponibile con tutti fin dalla nascita……e sinceramente ho ricevuto indietro pochino. Come hai detto tu gentilezza=debolezza, motivo per cui la mia disponibilità è stata spesso vista come un invito a mettermi i piedi in testa. Beh, sai? Mi sono stufata. Sto iniziando a diventare parecchio selettiva con gli aiuti da elargire e devo dire che i più cascano dal pero e non capiscono come mai improvvisamente si sentano dire “no”. Il colmo?? Scema come sono mi dispiace anche un po’ aver dovuto cambiare il mio modo di essere ma veramente, tante volte, non ne è valsa la pena…..

  • francesca

    gentilezza tutta la vita…a me fa stare bene, mi sento in pace con me stessa…e pazienza se a volte qualche “amico” se ne approfitta…è davvero tutto buon karma!

  • Monticiana

    si, io intigno nella gentilezza fino allo stremo. Nel rispetto più profondo e aperto per il prossimo. Quando non l’ho fatto, non ci ho dormito la notte. Non lo sopporto. Però pecco un po’ di presunzione e guardo dall’alto chi non ci riesce. come se mi sembrasse più piccolo. La non-gentilezza mi suscita pena. Sono convinta che nasca da altri scompensi. Ma no ho voglia di creare egli alibi ad altri. Ecco. Non so se mi spiego bene… sembra un po’ brutto…ma è sinceramente così. Poi se ne potrebbe parlare ore di cosa ti aspetti, cosa non ti devi aspettare, di alibi, di caratteracci… ma il nocciolo per me è questo: Le persone ingenerose mi fanno una gran pena! poverette. Poi rimuovo l’inconveniente e vado avanti esattamente allo stesso modo. Tanto Infondo non si può pretendere di cambiare nessuno nè di insegnare niente a nessuno. ognuno ha il suo carattere ed in qualche modo, se si riesce, va anche rispettato nel suo modo di essere. ho finito. ecco.

  • ciao. entro senza aver letto tutti i commenti (e soprattutto ti scrivo per la prima volta sul blog dopo 5 anni che ti seguo!). la gentilezza a casaccio è un mio tratto distintivo. ma con gli estranei.
    qualche giorno fa ero in un grande negozio, e una commessa, dopo che mi aveva indirizzata verso ciò che cercavo, mi disse che sarebbe stato bello che tutti fossero gentili come lo ero io, che lei si ricordava di me, perché ogni volta ringrazio e chiedo le cose per favore. ecco, chi è lì che fa un lavoro, soprattutto per servire il cliente, l’utente, deve essere ringraziato il doppio, ci si deve rivolgere con doppia cortesia. è vero, è il suo lavoro, ma perché devo rovinargli la giornata e farmi trattare in maniera acida, quando io per prima calpesto la sua dignità e il suo lavoro?
    invece, con parenti, familiari e amici sto imparando, dolorosamente, a tirarmi indietro. perché va bene non aspettarsi niente in cambio, ma nemmeno essere costretta a trasformarsi in quella che aiuta tutti, ma che solo alza il ditino per richiamare l’attenzione, ha il deserto attorno.

  • annaelle

    Ciao, lancio una domanda. Stiamo parlando di “gentilezze” o di buona educazione? Mi sembra un discorso interessante, ma I due concetti sono ben diversi, a mio parere. Leggo commenti di lettrici che portano esempi di gentilezze che io definerei come pura educazione. Io, come la commentatrice dall’Irlanda, sono rimasta stupita dalla gentilezza degli americani quando mi sono trasferita. C’e’ un senso di comunita’ bello, in cui ci si aiuta ed e’ la norma, non l’eccezione. Non so se sia una questione di gentilezza, di educazione o culturale. Cmq, per me educazione sempre, gentilezza quando ha senso.

    • Martina Fiore

      Per me è gentilezza fine a se stessa: essere gentile fa parte di me e mi fa stare bene, anche se poi prendo delle batoste.

  • Federica Boraso

    Io, per definizione di mia madre, sono quella gentile (e cretina) che se la prende sempre nel c…
    E’ vero, me la sono sempre presa lì, ma ogni cosa che ho fatto l’ho fatta con il cuore, perchè mi sentivo di farla, e non dico che mi devono baciare i piedi, ma almeno un grazie o ripetere il favore, soprattutto da persone che si considerano amiche/amici non sembra un grande sacrificio. per rispondere ad ANNAELLE, sì gentilezza e educazione sono concetti diversi, ma con basi uguali, se sei educato nel modo giusto sei educato e gentile. le cose si fanno senza rancore, ma le persone che i favori li ricevono devono anche cercare di essere meno MERDE!!!
    e CHIARA, per quanto mi riguarda ha ragione Andrea. Io non credo nel karma ma credo nel “what goes around comes around”.
    Tornando ad una pillola di saggezza della mia vecchietta, trovo che si giusto quando dica “FAI DEL BENE SCORDALO, FAI DEL MALE RICORDALO” perchè il bene che fai non viene mai calcolato dalle persone che lo ricevono..

  • Martina Fiore

    A costo di sembrare scema continuerò ad essere gentile sempre e comunque (certo: anch’io ho dei giorni in cui le palle girano vorticosamente e sono meno paziente), ma la mia natura è questa. E quando passo per rincoglionita (mi è anche stato detto – alle spalle ovvio , e in senso spregiativo – amen! ). Karma tutta la vita!

  • betta

    tanto amica la tua non mi sembra…perché realmente alle amiche, non si fanno “gentilezze” o “favori”…se chiedono qualcosa, per le amiche si prende un aereo e in 10 min stai da lei…ma non si può chiamare nè “favore” o “gentilezza”…È AMICIZIA…quindi neanche si sta a pesare se io ti faccio un favore, io te ne rifaccio un altro…cmq mai aspettarsi nulla e passa la paura!

  • Martina

    Io sono la classica scema che mette i bisogni degli altri davanti ai suoi…e lo faccio anche coscientemente!
    Periodicamente mi riprometto di cambiare dopo l’ennesima fregatura ma niente…

  • Sandra

    Se esistesse il Karma significherebbe che devo aver praticato davvero male i miei atti di gentilezza a casaccio! Sono gentile per carattere e se posso do una mano a chi me la chiede, senza pretendere nulla in cambio, neanche un grazie. Però tornano indietro badilate sui denti. Pazienza.

    • Vincenzo Drommi

      vero, quante badilate, ma cambierò mai? spero