Diamo il GPS alla nonna

Life · · 16 commenti
London National Gallery

La nonna è in visita, principalmente per vedere quel tripudio di musica classica, bambini che sbagliano movimenti, tutù taglia zero e letargia della platea che è il ‘saggio di danza’.

Che poi, vi direi le scene quando mia madre dice: “andiamo a danza” – “eh?” – “a danza” – “a ballet!” – “Sì, danza!” – “NO nonna: ballet.” – “Si dice danza.” etc etc etc.

Questo incontro/scontro di lingue è qualcosa di meraviglioso. Per esempio son tre giorni che, foto di classe alla mano, Viola esige che la nonna impari tutti i nomi dei compagni – manco fosse na squadra di calcio. La cosa bella è che Viola ovviamente ha una pronuncia impeccabile dei nomi, molto chiusa, alla british, e mia madre per copiarla pare che parli il Balenese come Dori. Ve la farei sentire quando pronuncia ‘Ronan’ (‘WWRRRUUUUOOOONNNAAAANNN’).

Caruccia, che si impegna. E che coccola Viola alla grande.

Ho però scoperto come fare qualora sentissi il bisogno di sbarazzarmi di lei: la conduco in una città che non conosce, le dico ‘ci vediamo a casa’ e me ne vado.

La crisi nera che prende a mia madre quando si tratta di senso dell’orientamento voi NON LA SAPETE. Per farvi un esempio lampante: l’altro giorno portiamo e andiamo a prendere Viola a scuola, la quale scuola dista un massimo di cinquanta passi da casa. Il giorno dopo mia madre fa: oggi la vado a prendere io, Viola.

Mamma SSSEII SSSICURA (pronuncia: Ser Biss) che ti ricordi la strada?

Mia mamma: “Ma certo! E’ sinistra-destra-dritto!”

“Ok, mi raccomando.”

“Stai tranquilla!” (perché non mi ricordo mai che queste due parole sono l’anticamera dell’apocalisse, e ci casco ogni volta?)

Un quarto d’ora dopo mi chiama la scuola: “aehm, salve, nessuno è venuto a prendere Viola.”

“COSA?” mi infilo le scarpe e in mezzo minuto sono a scuola.

Mia madre, che nel frattempo non so che problema abbia al cellulare perché, come tutte le nonne italiane all’estero, fallisce nelle missioni più elementari come ‘fare una telefonata’, tornerà dopo un altro quarto d’ora. Si giustificherà dicendo che forse ha girato prima a destra e poi a sinistra, quindi non trovando l’ingresso della scuola ha continuato a camminare (perché? ma torna indietro! rientra alla base! arrenditi!) e si è trovata in un posto LONTANISSIMO (probabilmente a cinque minuti da casa) al che si è persa e non sapeva più come tornare.

Per non parlare dell’uso della Metro – questo mostro d’acciaio che ti porta ove tu non vuoi.

“Allora mamma, per andare a Leicester Square devi prendere la Northern Line per Kennington via Charing Cross.”

“Ma io non vado a Charing Cross.”

“Sì, ma è il branch giusto, l’altro ti porta da un’altra parte.”

“Ok, allora scendo a Charing Cross.”

“NON devi scendere a Charing Cross, scendi sempre a Leicester Square ok?”

“Ok.”

(la ripesco mentre tenta di prendere la metro nella direzione opposta)

Che famo, je installiamo un GPS?

 

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Commenti

  • Talisa

    Io ricordo i miei quando sono venuti per la mia graduation. La mattina del loro rientro io lavoravo, per cui dovevano andare in aeroporto da soli.
    io: “massì, è facile: prendete un taxi da qui a Victoria e poi prendete il Gatwick express che vi porta direttamente in aeroporto!”
    Sguardi smarriti per 30 secondi.
    Madre: “no, guarda, prenota il taxi fino in aeroporto, che è meglio.”

    • Hahaha, no pensa invece lei l’ha preso, proprio il Gatwick Express, quindi GRANDE TRAGUARDO!

  • mumblemum

    ahahahahahah! un giorno anche io sarò così, lo sento!

    • ahimé ho paura che sia genetico quindi probabilmente ANCHE IO :O

  • La Fra

    Sono tornata da una vacanza a NY con mia madre da meno di un mese. Altro che GPS, avrei dovuto metterle il guinzaglio per evitare di perdermela tra metropolitana e casino di Manhattan! Lei non sa una sola parola di inglese quindi se si fosse persa non avrebbe potuto chiedere informazioni e se qualcuno le rivolgeva la parola, in inglese, vedevi il panico nei suoi occhi. E peggio ancora ai controlli dell’immigration in aeroporto… c’ero io necessariamente piazzata a fianco che sembravo Olga Fernando!

  • sabrina

    Mia madre era così, mi racconta sempre che una volta si è persa in vacanza al mare e io l’ho riportata a casa, solo che io avevo 3 anni e le dicevo: no mammina, gira di qua, ci siamo già passati prima..:))

  • Chiara

    Forse è una domanda stupidina, ma sono molto curiosa. In che lingua parlate tu e Viola quando siete sole a casa? 🙂 Mi incuriosisce molto la “vita” da bilingue.

    • Parliamo prevalentemente italiano ma a volte anche inglese, specie se si tratta di cose inerenti la scuola 🙂 Ovviamente il suo inglese è meglio del mio ahaha

  • la cri

    Ahaha! Scusa in anticipo per la mia ottusaggine. Ma quando dici “Nothern Line per Kenningtion VIA Charing Cross” che intendi? No perché istintivamente traduco in romano “PRENDI LA METRO A direzione Anagnina” . È quel VIA CHARING CROSS che non riesco a tradurre! Ahaha mi sento vicina a tua mamma.
    Siete fortissime tutte e tre.

    • Sulla Northern line ci sono due branch, ovvero a un certo punto si biforca e poi si riunisce. A seconda di dove devi andare la prendi ‘via Bank’ o ‘via Charing Cross’ ovvero ‘che passa dal lato di Bank’ o da quello di Charing Cross. Detto così sembra difficile ma hai le indicazioni e i cartelli ovunque.

      • la cri

        No hai spiegato benissimo! Non sono ancora stara a Londra (ci andrò se va tutti bene in autunno).
        Comunque… Solidarietà a tua mamma! Eheheh!
        Sempre bello leggeri.

  • Cristina

    quando sono stata a Stoccolma da studentella sono venuti i miei con i miei zii a trovarmi. Lingue parlate dal parentame: italiano e piemontese. Non ti dico lo stress di tenere a bada sta mandria indisciplinata che si perdeva ovunque… Mio figlio mi stanca di meno

  • ahahahahahaahaha

  • Natalia Pi

    Ma povera!! Però non ho capito la confusione sulla metro, scusa, c’è pure a Roma, o no??
    Dai, bello che ti venga a trovare, no? Lo so che magari oggi non la vedi così, ma secondo me è tenero.
    Io ho un solo genitore rimasto e idda mica si fa vedere, mai! In sei anni di vagabondaggi è venuta solo una volta, all’inizio, perché non si era ancora abituata alla figlia partita.
    Sii paziente, dai, e portala in qualche bel posto 🙂 Di sicuro se la porti in un bel parco verde come ce ne sono lì apprezzerà.

    Un abbraccio a tutta la famigliuola riunita!
    Nat
    http://vediamodai.blogspot.com

  • Silvia

    ahahahah grande nonna!! che belli i tuoi post, mi rallegri la giornata!!