Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

Polonia: primo giorno a Lodz

Polonia Travel ·

La prima cosa che ho imparato su Lodz è che si pronuncia WUCH. Non ci sareste mai arrivati? Nemmeno io. Me lo ha detto la mia guida quando, fresca come un fiore dopo la sveglia alle cinque e certamente radiosa dopo la pennica in aereo, mi sono presentata all’aeroporto di Varsavia.Lodz, Via del centro

Da lì, subito in macchina verso Lodz, il nuovo polo creativo e artistico del Paese, méta ideale del mio itinerario di lifestyle e design, infatti mentre scrivo sono seduta in un ristorante super trendy a OFF Piotrkowska, una ex fabbrica riconvertita oggi centro dedicato ad atelier creativi, negozi, ristorantini e locali. Un posto che ti dà l’impressione che il meno creativo abbia disegnato tre collezioni. Ma dunque lasciatemi condividere con voi la bellezza di questo e di altro luoghi che ho visto oggi a Lodz. Intanto queste ex fabbriche sono di mattoncini rossi, tanto economici al tempo quanto affascinanti oggi, specie se lasciati a vivo negli interno degli edifici. E poi le finestre. Prendete un momento della vostra vita per dedicare un’ode alle grandi finestre industriali perché lo meritano e sono troppo spesso sottovalutate. Lodz - OFF Piotrkowska, facciata esternaLodz - OFF Piotrkowska, Interno

Dunque dicevamo *momento Piero Angela*: Lodz nasce nel medioevo, la si conosce già dal 15 secolo ma in seguito rimase a lungo organizzata come villaggio. Nel 18-19 secolo è quasi tutta in mano ai preti, a seguire subisce la dominazione Prussa poi diventa semi indipendente e per garantirsi la totale indipendenza che fa? Si riempie di fabbriche, per lo più tessili. E quindi diventa un enorme agglomerato di fabbriche e alloggi per gli operai, e ovviamente di servizi. Durante quell’epoca la parola chiave era gescheft – commercio, e infatti il mix culturale polacchi, ebrei e russi vivevano in armonia perché finché si facevano affari erano tutti contenti. Poi arriva la Prima Guerra Mondiale, i russi scappano e la Polonia è sotto i Tedeschi. E con la Seconda Guerra Mondiale arriva la piaga atroce dell’Olocausto, di cui questa città porta ancora tracce. Non solo la zona del Ghetto, ma anche la stazione dalla quale gli ebrei vennero mandati nei vari campi di concentramento sparsi nel Paese.

Voltata questa triste pagina, per anni Lodz è rimasta una città ferma dal punto di vista architettonico e culturale, finché alcuni anni fa le tante, grandi e splendide fabbriche sparse in giro hanno visto una nuova vita. È tutto iniziato otto anni fa con il Manufaktura, in passato la più importante fabbrica tessile della città e oggi centro ricreativo, creativo e di shopping con un centro commerciale, vari locali, moltissimi ristoranti, una palestra e molte altre attrazioni (per dire, stanno mettendo su una spiaggia artificiale nel piazzale principale).

Manufaktura - ex fabbrica tessile, oggi centro ricreativoManufaktura - ex fabbrica tessile, oggi centro ricreativo

Visitando il museo di Manufaktura ho però scoperto qualcosa in più anche sul passato della fabbrica e sulle terribili condizioni di lavoro: 15 ore al giorno con sale piene di macchinari rumorosissimi e polveri sottili. La morìa di lavoratori certamente non scoraggiava i padroni, era quasi considerata parte del gioco. Manufaktura - macchinariimage

OFF Piotrowska ha seguito lo stesso stile ma era una fabbrica più piccola (relativamente) ed oggi é un ritrovo artistico, culturale e sociale tra i più vivi di Lodz. Oggi, accompagnata dal quintessentially hipster Kamil Wasiak, giovanissimo direttore, ho esplorato le varie sale usate come atelier e showroom da giovani creativi polacchi come quelle dei brand di stampe Minimalling, i gioielli Mokave, le ceramiche Indygo, gli abiti Rowk, gli accessori per la casa Flokett e Rabose. OFF Piotrowska, showroomOFF Piotrowska, showroom, esternoOFF Piotrowska, cafè, esternoOFF Piotrowska, cafè, internogioielli MokavePola Chrobot, designer Mokavegioielli Mokavestrumenti di lavoroI'll start my diet tomorrow

Durante la giornata ho avuto anche modo di passeggiare lungo Piotrkowska, la strada dello ‘struscio’ piena zeppa di negozi, ristoranti e bar all’aperto ma anche di palazzi storici (perché ogni proprietario di fabbrica aveva il suo palazzo).Piotrkowska, la strada dello "struscio"

Notevoli i cortili laterali dove, nascosti dalla vista, si trovano tanti localini e negozietti come quello dove abbiamo pranzato, un piccolo bistrot gestito da una cooperativa chiamato Zaraz Wracam (torno subito). I 30 gradi mi hanno dissuasa dall’ordinare la zuppa tipica che invece era fredda e buonissima, l’ho assaggiata. Base di panna acida e verdure miste, tra le quali spicca la barbabietola.

Zaraz Wracam, zuppa di verdure

E ora eccomi qui, stanca ma carica e pronta alla nuova giornata. Ma prima mi godo questa cena da sola. Osservo, scrivo, mangio, bevo un bicchiere di bianco ghiacciato. Non credevo, ma viaggiare da soli può essere anche un gran lusso!

All photos above have been shot with the Samsung Galaxy NX30, which has been provided by Samsung Electronics C. Ltd 

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