Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Polonia – lasciando Lodz, trovando Varsavia

Polonia Travel ·

Mi faccio largo fra piatti dall’apparenza prelibata ma dall’aspetto decisamente troppo saporito per le otto e mezza di mattina: insalate russe, torte salate, formaggi, pasticcio di verdure, mignon salati che vedrei benissimo ad un aperitivo ma che accompagnati da un cappuccino mi risultano un tantino indigesti. colazione a Lodz

E’ la mia terza ed ultima colazione a Lodz, questa sera prenderò il treno per Varsavia, e ho del tempo libero fino a metà mattinata. Cosa ho deciso di fare? Hahahah. Indovinate. Come NON fare shopping in un Paese dove una tshirt di design ha sul cartellino il numero 60 e scopri che si tratta di circa 12 euro? Abituata in UK ad essere io dell’Euro quella con la moneta debole, adesso mi sento esaltata e in pieno possesso e diritto delle mie facoltà di shopaholic. Torno ad OFF Piotrkowska e mi faccio tentare dai gioielli di Mokave e dalle tshirt dal design vintage-comunista di Pan Tu Nie Stal. OFF Piotrkowska, gioielli MokaveOFF Piotrkowska

Prima di fare il check out passeggio per il mio piccolo hotel, nato da appena otto mesi e pieno di atmosfera. Si tratta dello Stare Kino (vecchio cinema),che come suggerisce il titolo ha come tema la celebrazione dei classici film polacchi. Vi ricordate quando vi ho parlato della Scuola di Cinema di Lodz? Polanski e Kieslowaski hanno studiato qui e la tradizione cinematografica polacca è tuttora particolarmente sentita. Stare Kino, "vecchio cinema"Stare KinoStare KinoStare KinoStare KinoStare KinoStare Kino, dettagli arredamento

‘hotel è piccolo ma estremamente affascinante, con un mood tutto vintage. Ogni camera è dedicata ad un diverso film classico Polacco (vi direi i nomi ma non li conoscereste, comunque potete sbirciare il sito). La cosa più carina è che in ogni stanza l’arrendamento prende ispirazione dal film, con tanto di dettagli come quadri o oggetti presenti nelle scene. Mi sposto quindi al Fotofestival di Lodz, una manifestazione che ogni anno richiama molti visitatori e che appassiona la giovane popolazione (molto hipster a mio parere). La mostra si tiene in 35 diverse location in giro per la città e comprende anche seminari, workshop e afterparty. Fotofestival di Lodz

Ho avuto modo di visitare la mostra principale, dove sono anche esposti i vincitori del premio Gran Prix Fotofestival, e l’ho trovata davvero meravigliosa. Tutti i progetti proposti – si partecipa a questo festival tramite concorso – hanno temi profondi e toccanti, raccontati tramite fotografie meravigliose. Fotofestival di LodzFotofestival di LodzFotofestival di Lodz

La mostra si tiene in un palazzo meraviglioso. Ovviamente si tratta ancora una volta di un’ex struttura industriale, facente parte della grande fabbrica tessile di Schiebler di cui ho parlato ieri.

ex fabbrica tessile di Schieblerex fabbrica tessile di Schieblerex fabbrica tessile di Schiebler

Questo palazzo, ristrutturato grazie ai fondi della Comunità Europea, è anche la sede di Art Inkubator, incubatore di startup per progetti creativi. I progetti selezionati hanno a disposizione uno spazio lavorativo a un prezzo molto contenuto (50 euro al mese), mentorship, supporto, consulenza e spazio espositivo per mostre, concerti, eventi e quant’altro. Se invece non hanno bisogno dello spazio, il resto è gratuito. Al contrario degli startup incubator che conosco, che in cambio del loro servizio prendono equities, qui questo non succede. Art Inkubator non entra in nessun modo nelle startup nè chiede soldi o equities in cambio. Possono candidarsi per questo incubator progetti da tutto il mondo. Prossima tappa, lo studio di animazione Se Ma For, famosissimo tra i bambini polacchi. Da qui infatti sono usciti tutti i cartoni animati (anzi, è meglio definirle serie tv visto che solitamente sono pupazzi in stop motion) della loro infanzia, come Teddy Sloppy Ear, il gatto Bonifazio, l’orso Barnaby, il pinguino PicPoc e, recentemente, il coniglio Pasauszec – Flapper in inglese.

studio di animazione Se Ma Forstudio di animazione Se Ma Forstudio di animazione Se Ma For

Lo studio lavora con diverse tecniche: stop motion ma anche animazione classica, loose material tecnique e pixellation. Con quest’ultima tecnica hanno vinto il primo Oscar nel 1983 con il corto Tango, mentre il secondo è arrivato nel 2008 con Peter and the Wolf. Questo corto in stop motion ha un’atmosfera creepy e dark, nulla da invidiare a Tim Burton!

Peter and the Wolf, modelloPeter and the Wolf

Ho avuto modo di vedere la scenografia, splendida, e anche le foto della Siberia alle quali l’autore si è ispirato per realizzarla. Ma la cosa più assurda che ho visto da Se Ma For è stato sicuramente uno dei suoi primi corti animati, quello di Starevich, appassionato di insetti. E indovinate cos’ha usato per il suo film in stop motion ambientato in una sala da ballo? Esatto: insetti morti. Scarafaggi, cavallette, deliziose formiche volanti passate a miglior vita e fatte muovere con dei fili. La cosa più schifosa, divertente, assurda che io abbia mai visto. Così surreale da affascinarmi estremamente. Interessante anche Danny Boy, un corto di cui mi ha colpito molto la storia e il messaggio: in un mondo di persone senza testa, l’unico ragazzo con la testa decide di tagliarsela per conformarsi alla massa. E per amore di una ragazza. E’ sottinteso quindi che anche se siamo speciali, alla fine finiamo per eliminare, censurare i nostri punti di forza se questi sono troppo diversi dalla massa. Anche se siamo gli unici ad avere la testa, decidiamo di perderla.

pranzo da Brednia, ristorante e forno su Piotrkowska

Tempo di un delizioso pranzo da Brednia, ristorante e forno sulla via principale Piotrkowska insieme alla mia guida Milena, che mi racconta che in realtà pur essendoci tutti questi progetti creativi molti giovani faticano a trovare lavoro e sono costretti a muoversi, verso Varsavia o altre destinazioni. Le versioni delle mie due guide sono un po’ discordanti: ieri vi dicevo che lo stipendio medio è circa tre volte tanto il costo di un affitto, oggi Milena mi dice che molti giovani restano coi genitori perché il loro stipendio è UGUALE al costo di un affitto. Sono confusa. Mi resta però un po’ di amarezza nel constatare come i giovani polacchi abbiano ad esempio meno possibilità di viaggiare per la debolezza della loro moneta in confronto agli altri Paesi. Penso che qui con 40 ho pagato una cena in un bel ristorantino con due piatti e vino, ed erano 10 euro. A Londra, forse, ci faccio un pranzo di street food. Ma confido nel futuro turistico di Lodz, a partire da questi post! Tempo di saluti, e prendo il treno per Varsavia. Lodz comunque rimarrà nei miei pensieri e sono convinta che in un paio d’anni sarà sulla bocca di tutti, nuova destinazione da visitare per la sua scena artistica e creativa. Intanto è già sulla buona strada, e piena di locali, ristorantini, luoghi e spazi meravigliosi e una cultura creativa underground da far girare la testa. Varsavia, Stare MiastoVarsavia

Arrivo a Varsavia al tramonto e niente, dieci secondi ed è amore. Lascio il bagaglio in hotel e vado a cena con una mia lettrice, Valentina, che vive qui da un anno e mezzo e mi racconta – entusiasta – di come ami vivere qui, del fermento culturale di questa città e della gran voglia di vivere e di festeggiare che hanno i Polacchi dopo tempi piuttosto duri. Assaggio finalmente i famosi e deliziosi Pierogi, incrocio tra un raviolo e un dumpling asiatico ripieno di carne o verdure, oppure dolce (mela, uvetta e cannella il mio preferito).

Pierogi, ravioli tipici

Tempo di fare altri due passi per la città vecchia e di tornare in albergo… domani inizia la scoperta di Varsavia e non vedo davvero l’ora! Varsavia by nightVarsavia by night

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