Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Portogallo – Road trip da Coimbra a Óbidos

Portogallo Travel ·

Tempo di lasciare Porto e scendere, in macchina, verso Lisbona. Ci sono tantissime cittadine che vale la pena visitare lungo il percorso.

Ci fermiamo a Coimbra, famosa per la sua incantevole università. Nell’enorme spiazzo circondato dagli edifici delle facoltà, a Porpi viene la saltellite e iniziamo a correre su e giù. No, fosse un cortile capito. Fosse una stanza. Ma questo sarà duecento metri di spiazzo, daje a correre. Infatti dopo c’è il momento ho fame e io, abile e svelta come una faina, tiro fuori dalla borsa cracker e wafer – dandole quindi anche l’opzione ‘dolce o salato?’ manco fossi la hostess Alitalia. Tra le cose da non farvi mai mancare durante un viaggio coi bambini, cibo e acqua credo che occupino la pole position. Non so voi, ma mia figlia quando ha fame diventa più inquieta di un velociraptor in cucina.

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Eccola Coimbra, così candida e affascinante, piena di sale maestose e azuejos che raccontano storie di Santi, navigatori e cavalieri. Vale la pena visitarla per l’atmosfera solenne che si respira tra le sue scalinate, per sbirciare la libreria, le ‘prigioni’ destinate agli studenti ribelli e la magnifica biblioteca, degna del miglior libro di fiabe:

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Una breve sosta per testare il letto dell’ostello, questa volta si chiama Serenata Hostel ed è ospitato in quella che era una struttura medica per donne in gravidanza, quindi le pareti sono interamente decorate da murales che riguardano le buone regole della gravidanza e della maternità. La parola bambino, criança, appare continuamente, e dirla mi diverte moltissimo quindi inizio a riferirmi a Porpi come ‘a criança’ e lei va troppo in puzza (archivia alla voce: divertirsi con poco).

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A criança decide anche per un cambio d’abito e sfoggia l’unica cosina chic che le ho portato, questa meraviglia che in un mare di H&M e Primark si chiama Stella McCartney. Siamo innamorate tutte e due di questo vestitino:

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Facciamo due passi in quel momento dorato che precede il tramonto, Coimbra illuminata da una luce calda e pastosa.

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Passando davanti a una pasticceria notiamo degli strani dolcetti dall’aspetto di involtini di pasta fillo e, ovviamente, chi mi ferma a me quando si tratta di provare cibi nuovi? (Esatto: un giorno mi fermerà la bilancia. Ma per ora…). Ho chiesto il nome alla signora della pasticceria ma non sono riuscita a capirlo, quindi se qualcuno sa come si chiamano questi dolcetti ripieni di crema.. me lo dica.

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Curiosamente, all’ora di cena Coimbra diventa una specie di città fantasma. Nessuno per le strade, pochi ristoranti e turistici, l’unico carino dove volevamo andare già tutto pieno (e sono stati anche parecchio scortesi nel cacciarci via). Finiamo in un ristorante deserto dove però mangiamo discretamente – cascando dal sonno.

La mattina mi sveglio influenzata e con la gola dolorantissima: yeah! Sono riuscita a prendermi l’influenza in viaggio! Per fortuna scopro che le farmacie portoghesi sono molto simili a quelle italiane e una gentilissima farmacista mi rifila medicinali vari. Ripartiamo, questa volta la nostra tappa è la cittadina di Alcobaça.

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La cittadina in sé è piccola e sonnacchiosa, e sembra una destinazione poco rilevante finché non si arriva al Monastero. Che meraviglia. Il Monastero di Alcobaça è veramente tra più belli e interessanti mai visti, nonché il primo edificio gotico del Portogallo. Nel 1989 venne anche nominato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Immenso, perfettamente conservato, specchio della religione del tempo ma anche della vita quotidiana dei preti.

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Nel Monastero scopriamo anche l’affascinante storia del Re Pietro I e della sua seconda moglie, Inés de Castro.

Inés era la dama di compagnia della moglie di Re Pietro, e i due si innamorarono follemente. Il Re iniziò a trascurare la moglie per lei e, quando questa morì di parto, la relazione uscì allo scoperto. Il padre di Pietro, Alfonso IV, tentò di proporgli varie dame di rango adeguato ma lui si rifiutò di sposare chiunque non fosse Inés. Si sposarono in segreto, ebbero dei figli che risultarono più sani e forti del malaticcio primogenito erede al trono. Nel frattempo però Alfonso IV, preoccupato per il sempre maggior potere che l’entourage dei de Castro stava assumendo ai vertici del potere, decide di far uccidere Inés. La sorprese nel Monastero con i figli, lei lo supplicò e lui sembrò inizialmente commuoversi, ma proprio quando pareva aver deciso di andarsene, tre nobili assassinarono Inés a coltellate.

Pietro reagì scatenando una guerra civile contro il padre Alfonso, infine si riappacificarono. Appena salito al trono, Pietro fece comunque giustiziare gli assassini e rese ufficiale il matrimonio con Inés (si parla addirittura di un’incoronazione postuma) dedicandole una meravigliosa tomba tuttora presente nel Monastero. Una tomba molto simile ospita le spoglie di Pietro, e i due sono posizionati in modo simmetrico, come appunto sposi.

Viola ascolta con attenzione, poi ammira i bassorilievi delle due tombe.

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Facciamo quindi una sosta a Nazaré, famosa soprattutto per la sua lunghissima spiaggia – anche se, ahimé, molto ventosa come molte spiagge portoghesi.

La nostra prossima tappa è la splendida Obidos, ma di questo vi racconterò domani… 🙂