Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

I bambini non rispettano l’hangover

Mummy ·

Come direbbe Pink ‘i bambini non rispettano gli hangover’. Vabbè, lei si riferiva ai neonati ma, credetemi, NEMMENO i bambini.

Ve lo dice una che ieri si è bevuta il Tamigi on the rocks e ora guarda il computer con quell’aria sveglia del bradipo e le palpebre che nottetempo devono aver subito un curioso fenomeno di magnetizzazione perché tendono a richiudersi, tipo calamita.

Una volta potevo andare a lavorare, fingermi molto impegnata e fare un pisolino comatoso ad occhi semichiusi davanti al computer. O un power-nap in bagno. O quantomeno scambiarmi (gonfi) sguardi di disperazione con la collega vestita ancora come la sera prima.

Quando sei ggiovane e senza prole l’hangover non è mai piacevole ma:

1. se sei circondato da adulti sei quantomeno compresoa

2. se lo fai capitare durante il weekend il giorno dopo puoi dormire

E dimme gnente.

Un figlio invece se ne sbatte dell’hangover.

Anche se sei andata a letto alle tre con una sbronza epica, serena e felice di aver lasciato – per una volta, che ste serate alla fine le fai due volte l’anno – tuo figlio/a con il papà o con una persona di fiducia, esso/a alle ore 7.00 del mattino (se ti dice bene) deciderà che tu devi svegliarti.

Sì, DEVI svegliarti pure se stai sognando i mostri, ti senti ancora come una specie di borraccetta d’alcol con lo stomaco che fa un sinistro rumore sottomarino e il tuo fegato chiede pietà e sonno per smaltire tutta quella roba infame – che ieri sera però yeeeah sììì prendiamone un altro è buonissimoooo, NOOO NON SONO BRILLA PER NIENTEEE!

Ma per niente.

Il pupo/a ti farà capire che sta storia dell’hangover con lui non attacca, e lo farà in modo delicato e affettuoso tipo ficcandoti un dito nell’occhio, strillandoti qualcosa nell’orecchio o salendoti sopra di peso e poi calibrando i movimenti in modo da assestarti una gomitata sul naso e una ginocchiata nelle budella molli (sinistro rumore sottomarino). ‘Mamma, è giorno, DEVI alzarti’.

Il pupo ti farà anche notare con delicatezza cose come ‘mamma, hai la faccia gonfia’ o ‘mamma, bleah che alito’ o ‘mamma, sei un po’ bruttina stamattina’.

Grazie, gioia di mamma.

A quel punto, se è giorno di scuola, ti metti una tuta sul pigiama e ti trascini fino alla scuola, occhialone nero d’ordinanza e l’aspetto pulito e ordinato di Courtney Love – quel giorno, ovviamente, tutte le madri saranno vestite come Victoria Beckham.

Se invece è weekend evviva! sticazzi, ti devi alzare lo stesso e GIOCARE. In pieno hangover, alle otto di mattina, devi fare cose tipo: le vocine di Hello Kitty e del suo amico Mimmy, il vestito di Elsa di Frozen attaccando paillettes azzurre su un foglio di carta, la clinica dei peluche, il gran ballo di Barbie.

“Mamma, la voce di Kitty non la stai facendo bene…”
“Gnnmmm..mjdnerginergnj…”
“Mamma la devi fare BENE.”

“HmpffkypkgtotkhrCAFFE’.”

“No, Kitty non parla così.”

“JjyoeifewPAPA’ DOV’E’?”

Latita. Non si sa com’è, ma secondo la quinta legge di Murphy applicata alla maternità: quando la madre è in hangover il padre sparisce.

E’ un modo carino per dire ‘te sei divertita con le amiche, huh? Mo’ so cazzi tuoi…”

No, ma grazie.

C’è questa mia amica che ha la figlia (stessa età di Viola) che il weekend si sveglia, si alza, si mangia due cereali e gioca da sola senza svegliare nessuno tipo fino alle undici, quando i genitori riemergono beati dalla camera da letto. La cosa ha sfondato il mio invidiometro.

Intanto sono qui, ormai mi sono svegliata e ormai la mia figura CourtneyLove con le mamme della scuola l’ho fatta e, ricordandomi che le vitamine aiutano l’hangover ho frullato tre kiwi e un limone senza mettere lo zucchero. Immaginate solo la mia faccia al primo sorso.

E buongiorno anche a voi!

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