Devo imparare a fare i conti con.

Life · · 63 commenti
Machedavvero.it

Devo imparare a fare i conti col fatto che a volte non funziono. Si blocca il sistema, il mondo sembra un posto difficilissimo e persino respirare sembra insensato. Quando passa, le cose ripartono a velocità supersonica, come per recuperare il tempo perduto, e sembro e sono una persona così efficiente, con il polso fermo e deciso sulle redini. Il cavallo che monto, però, quello è folle.

Devo imparare a fare i conti col fatto che sono molto più imperfetta di quanto la parola imperfezione possa riassumere, lo sono in un modo che può danneggiare gli altri e soprattutto me stessa, e su questa tendenza all’autolesionismo potrei scrivere romantici capitoli, ma sarebbe autolesionismo anche quello – così come lo è scrivere un post simile.

Devo imparare a fare i conti con i miei sbalzi d’umore e le mie ipocondrie, come diceva quella canzone di Battiato che paragonava in qualche modo l’amore a una cura e invece col cazzo: ti serve uno che le tue ferite manco le veda, non uno che si metta lì a disinfettarle. E, fiera delle banalità vvenghino ssiori venghino, in ultima analisi l’unica persona in grado di curarti è te stessa. Che insulto alla propria dignità delegare la propria salvezza a qualcun altro.

Devo imparare a fare i conti col fatto che sono facilmente abbindolabile, seguo le luci come le falene, e più mi accecano più io gli vado dietro. Il finale puzza sempre di bruciato (sono io).

Devo imparare a fare i conti con la noia e le insofferenze tipiche della mia costituzione emotiva, e imparare l’arte di una perseveranza fiduciosa. Fidarsi ancora mi viene difficilissimo. Non mi fido del futuro, delle persone e soprattutto non mi fido di me stessa perché mi sono vista cambiare troppe volte – e in realtà sarebbe anche un bene.

Devo imparare a fare i conti col fatto che avendo un animo tendenzialmente generoso e presuntuoso, me la prendo con chi non riesce a farsi aiutare alle mie condizioni. Quindi devo fare un passo verso una generosità più umile, che significa aiutare gli altri entro i loro recinti, quelli che ognuno si costruisce e che, per quanto assurdi, possono essere discussi ma non divelti.

Devo imparare a fare i conti col fatto che ero una ragazza, ora sono una donna e un giorno sarò una signora e poi una vecchia, e questo è tanto più evidente quando hai un figlio che ti cresce davanti agli occhi. Lui conta gli anni in avanti, tu li sconti al tuo futuro.

Devo imparare a fare i conti col fatto che mi torna difficile usare la giusta misura dell’amore. Ho sempre amato le persone più di quanto avrei dovuto o meno di quanto avrei dovuto, consapevole che il verbo amare  e il verbo dovere sono letali se usati insieme.

Devo imparare a fare i conti, soprattutto, col fatto che la vita è ORA. E’ in questo stesso momento in cui scrivo e non posso delegare al futuro (che sarà soltanto un altro ORA) la mia felicità. Quindi così com’è, con tutto il casino che c’è, con tutte le imperfezioni che ha, la mia vita è questo esatto istante e in questo esatto istante, se non sono felice, io sto sprecando la mia vita.

 

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Commenti

  • Giada

    uno dei quei post che mi piacciono nonostante tutto… perché dovrei dire a me stessa le cose che tu scrivi. La vita è ORA e non domani. A presto 😉 Giada

  • Jane Pancrazia Cole

    Ti leggo da anni. Non mi hai mai colpita così tanto come con questo post. Ti auguro di riuscire ad imparare almeno la metà delle cose che ti sei ripromessa.
    In bocca al lupo!

  • Fede

    Tanta stima. Per te, come persona. Condivido buona parte del tuo pensiero. Ma questo “dover fare i conti” significa che ancora non ti sei arresa. A te stessa e all’imperfezione. Credo che tu possa essere entrambe le cose: imperfetta e combattiva. E, se devo dirla tutta, sono entrambe caratteristiche stupende in una persona =)

  • enrica

    un post molto vero, ci vuole un sacco di tempo per accettare le proprie imperfezioni, sono modi di essere non difetti…..

  • Ska

    Ora. È quella la vera salvezza. Fosse facile.
    Sei bella.

  • valentinavk

    a me sei parsa una donna molto assertiva e concreta. e questo post di auto analisi cosi’ crudo me lo conferma

    • Ci credi che assertiva e concreta non me l’avevano mai detto? Evviva!

  • Questo post riassume in parte quello che sto vivendo io ora…per colpa di alcune mie paure ed ansie mi sono bloccata, il mio “sistema” non è ripartito come avrebbe dovuto e ho rinunciato a qualcosa che mi avrebbe potuto dare gioia. Ho deciso però di curarmi, di accettare e superare i miei limiti perchè, come hai scritto tu, la vita è adesso e se non si è felici si sprecano tante, troppe cose.
    Grazie. :)

  • Alice

    Ti leggo da molto tempo e mi piace davvero il modo in cui scrivi,questo entrerà a far parte dei miei post preferiti.Hai dato forma e parole a ciò che sento e che penso.
    Vorrei affidare la mia salvezza solo a me stessa.Ci provo,ma mi sembra sempre troppo,come se arrivassi fino a un punto da cui poi potrei iniziare a stare bene,ma poi mi fermassi o peggio,tornassi indietro.Penso che sia perchè devo accettare ancora che mia sorella non ci sia più,ma se rimango “ferma” i miei vent’anni non me li ridarà nessuno,come nessuno li ridarà a lei.
    È una scelta essere felici e provare ad esserlo,ma è volte sento che è così difficile.Sembra che sia tutto troppo,come se ci si trovasse in un mondo a parte da cui non si riesce a tornare.

  • Ilaria81

    Ho la tua stessa età e sono come te: alti e bassi da paura. E tu non potevi descriverlo meglio: io mi blocco. Grazie per averlo scritto, grazie per averlo condiviso perchè io a volte mi sento così sola, strana e diversa dagli altri che peggioro la situazione. Sapere che anche persone belle e brillanti come te ammettono quanto gli accade è fonte di sollievo…non sono l’unica. Forse insieme riusciremo a sconfiggere questa ansia. In fondo siamo soltanto umani…dovremmo ricordarcelo di più. Un abbraccio forte.

  • Milena

    Ero in ospedale quest’inverno accanto a mio figlio ricoverato per un brutto incidente con il motorino…..puoi immaginare il mio umore in quel periodo…..eppure leggerti mi faceva star bene, mi allontanava da tutta una serie di emozioni negative! E’ vero Chiara, tu non sai quante volte hai aiutato e aiuti molte di noi con i tuoi post,con ciò che scrivi! Smettila di fare i conti e continua a essere imperfetta…..e’ l’imperfezione che crea empatia, e’ nell’imperfezione che ci riconosciamo

    • Beh, che dire, commenti così valgono tutti e sette gli anni del blog. Grazie di cuore.

      • Mo’

        Mamma mia! 7 anni ha già polpetta? Mi ricordo del dizionario polpetto-italiano e del suo Tenerosauro!!!

  • Notte d’oriente

    Il tuo post cade a pennello in un momento difficile per me dove mi sento esattamente come hai descritto. Le tue parole mi hanno aiutata tantissimo, prima credevo di essere l’unica pazza a sentirsi così, ma vedo che è più comune di quanto penso…e la vera cura da tutti i pensieri negativi o dalla paura è “Ora, adesso”. Grazie Chiara, non sai quanto mi hai sollevata!

  • cialdina19

    Ammettere di essere imperfetti o di vivere qualcosa di imperfetto e saper essere autocritici con sè stessi è la chiave e il dono delle persone come te, me e tutte le altre capaci di ammettere l’imperfezione stessa. Implica umiltà, coraggio, osservazione attenta.. e lascia spazio al cambiamento, alla voglia di sistemare,aggiustare,rivedere, perfezionare.. Contrariamente a chi SI CREDE (perchè onestamente alla PERFEZIONE non credo più di tanto. Che ci si riferisca ad una persona PERFETTA, o ad un RAPPORTO PERFETTO.. quali sarebbero i canoni precisi, esatti..?!) tale, che non considera neppure cos’altro potrebbe essere o diventare. Quando m’imbatto in certi personaggi all’inizio li invidio pure, perchè non si faranno ore ed ore di paranoie, vivono con più leggerezza e autostima, ma poi..?! Quando gli si fa vedere le cose da un’altra prospettiva sono incapaci di coglierne le sfaccettature e l’idea stessa di non sentir la necessità di evolversi e mettersi in discussione .. brr! A quel punto l’invidia diventa incazzatura (quando la loro PERFEZIONE si scontra con i sentimenti altrui) e poi ancora soddisfazione personale: BEATA IMPERFEZIONE!:D
    Ps. carpe diem, sempre! E.. sognare, delegare al futuro anche, quel tanto che serve a darsi la carica come un carillon prima che finisca di suonare la melodia e rimanere in silenzio :)

  • Sembrano stralci della mia ultima seduta dallo psicoterapista. Dall’inizio alla fine.
    Mi ha sempre fatto piacere leggerti ma questa riflessione è un di più. E la mia stima nei tuoi confronti è aumentata ancora.

  • kikka

    “Devo imparare a fare i conti col fatto che avendo un animo tendenzialmente generoso e presuntuoso, me la prendo con chi non riesce a farsi aiutare alle mie condizioni. Quindi devo fare un passo verso una generosità più umile, che significa aiutare gli altri entro i loro recinti, quelli che ognuno si costruisce e che, per quanto assurdi, possono essere discussi ma non divelti.”

    quoto in pieno

  • Bisogna imparare ad amarsi sempre. Bellissimo post: i miei complimenti!

  • Non sono d’accordo che se non si è felici si sta sprecando la propria vita. Le più grandi meraviglie di cui godiamo sono state create da persone profondamente infelici, e certo non possiamo dire che la loro sia una vita sprecata ;-P. Non si può essere sempre felici, e anche se (forse soprattutto se) tormentati possiamo fare grandi cose, basta non cedere all’immobilità.
    La vita è adesso, ma anche domani (si spera!!): io, quando piombo in un brutto periodo, invece che angustiarmi vivo serenamente il momento senza considerarlo tempo sprecato, ma tempo che mi forgia e mi renderà più forte per un domani che certo sarà migliore. Peraltro, il segreto della felicità credo stia nel non farsi troppe seghe mentali, accettandosi per come si è, e apprezzando ciò che si ha

    • Mmm… però la loro vita non è stata sprecata agli occhi degli altri. Ci sono grandissimi artisti che hanno vissuto una vita purtroppo miserabile, e da quella disperazione sono nati capolavori ma chiedendolo a loro, chissà se avrebbero preferito essere felici e non produrre nulla o fare gli artisti ma soffrire come cani. Comunque sì, forse ‘sprecata’ non è il termine esatto, ma credo abbiate compreso cosa intendo.

  • LaCuochina

    I “conti” sono il momento di passaggio che, nel bene o nel male, porta alla consapevolezza su ció che si ha e ció che si vorrebbe avere.

    Se trovi la formula perfetta per far combaciare conti e realtá o per farli avvicinare hai trovato (forse) la felicitá quindi ti chiedo gentilmente, se la trovi, di condividerla perché io a forza di sbagliare somme, divisioni e moltiplicazioni i conti manco con la calcolatrice so farli

    • Spero di poterlo fare prima o poi!

  • Silvia

    Non so se è corretto, ma io in questo post leggo la parola separazione…

    • Scusa se mi viene da sorridere ma, appena scrivo un post un po’ più personale, qualcuno da qualche parte scrive che mi sto separando…

      • Silvia

        Eh non lo so, io ho avuto quella sensazione lì, leggendo le ultime righe. Ma sono felice di essermi sbagliata. :)
        Spero comunque che il periodo passi. Personalmente non vivo un periodo felicissimo: non credo che sia uno spreco ma una fase verso qualcosa di più felice. Io la vedo così.

  • Gabriella Carofiglio

    Il tuo presente, è solo quello che conta (banale anche questa? ma vera); e magari poi costruisce il futuro, ma concentrarsi sul presente, sul minuto-secondo che vivi, può dare grandi soddisfazioni.

  • diariod1travelholic

    (*standing ovation*)
    E a partire da adesso devi imparare a fare i conti con me che sarò una tua nuova piccola stalker bloggosa :-)

  • Riru

    Bellissimo questo post. Sono sempre piacevoli ma questo ha sfondato una porta da qualche parte dentro di me. Giuato stasera pensavo a una canzone dei Pearl Jam, Present Tense, per ricordarmi di vivere il qui e ora invece di … vabbe diventa lunga, ma grazie del post.

  • Monticiana

    Viola.
    E’ la soluzione!
    Certe volte le cose ovvie vogliono essere messe nero su bianco! :)

  • Ilenia

    Post capitato a faggiuolo, come si suol dire. uff

  • grazie. ci leggo le parole: bellezza, verità, profondità, palle, acqua, fuoco e vaff… dobbiamo solo cercare di essere felici. ah, e vaff…. la perfezione. bellezza dell’asperità, della ruvidezza, delle prime rughe perché abbiamo tanto sorriso. love

  • Arianna

    Tu sarai anche imperfetta, ma questo post è perfetto! E scusa il giro di parole.

  • barbara

    quell’ultima frase, letta in questo particolare momento della mia vita, mi uccide… ma grazie per questo bellissimo post.

  • Ecco il confine tra donna e signora non l’ho mai capito. Comunque mi sono accorta che riuscire a sorridere subito dopo le tempeste aiuta ad affrontare le successive.

  • Alessia A.

    “Che insulto alla propria dignità delegare la propria salvezza a qualcun altro.”
    Verissimo.
    Noi siamo forti, noi siamo imperfette e bellissime. Noi cadiamo e ci rialziamo. E sorridiamo.
    E non possiamo davvero mettere la nostra vita, la nostra felicità e la nostra essenza nelle mani di un’altra persona. Non è giusto per noi e per lui/lei.
    “La Cura” è una canzone bellissima, un abbandonarsi all’amore altrui, come un neonato con la sua mamma, dipendente in tutto e per tutto da lei. Ma noi non siamo neonati, io desidero il supporto che l’amore sa dare, ma non la dipedenza fisica e mentale, che di per sé è sempre patologica.
    Come hanno detto altre lettrici, questo post casca al momento giusto, Chiara. E mi fa sentire capita. Grazie!

  • Claudia

    42 anni, separata da uno, depressione esaurimento, una figlia di 4 che ha dovuto affrontare anche questo e il dolore della separazione di una famiglia…………e lei che invece necessita di aiuto non lo può chiedere…………sono imperfetta come donna e come mamma, in terapia insieme stiamo ricostruendo una vita: ORA, sempre ORA, ogni attimo minuto secondo senza sprecare nulla, siamo imperfette e orgogliose di esserlo io e la mia bimba provando ad essere felici!
    Vai avanti così che sei bravissima Chiara!

  • Bellissimo post, complimenti. Capisco benissimo questo tuo stato d’animo. (Quello che non capisco è per quale assurdo motivo, se una donna scrive delle cose un po’ più intime o personali, la gente, automaticamente, deve sempre, e sottolineo SEMPRE, pensare che c’è di mezzo un uomo, o una separazione o una crisi coniugale. Ma perchè? Ma per quale motivo? Come se nella vita esistesse solo quello, o solo con una storia d’amore stabile uno possa essere felice e soddisfatto…)

  • sabrina

    Cara Chiara, come direbbe mio marito ( lo psicologo ipnotista, dal quale devo aver assorbito qualche elementare nozione..:)) ), ma ti sei mai fatta seguire da qualcuno qualificato, che possa aiutarti a superare questi momenti down? Sai, a volte bastano veramente un paio di chiacchierate anche informali per risolvere, ti può indirizzare su un determinato percorso e ti può sciogliere qualche nodo…l’importante è che sia una persona con la quale entri in sintonia, altrimenti può risultare inutile. E cerca di stare su,distraiti, divertiti, ridi con quel fenomeno di tua figlia, che da quanto ci racconti farebbe resuscitare i morti !!!
    grandi baci

  • yliharma

    “la mia vita è questo esatto istante”
    verissimo!
    “e in questo esatto istante, se non sono felice, io sto sprecando la mia vita”
    ecco questo no, non vero. Abbandoniamo il mito che bisogna essere felici “per forza”, la vita non è mai sprecata se riusciamo a vivere davvero pienamente “questo esatto istante”, bello o brutto che sia. Dobbiamo (io per prima…) imparare a smettere di giudicare ogni momento della nostra vita e provare a viverlo senza “filtri”, “as is” :)

  • gloria

    Restare nel presente, nell’ora, nell’adesso.
    Quanto è difficile da fare davvero.
    Al di là e oltre alle teorie (e ne conosco tante…) e alle parole (e ne ho dette sempre tante) ma le azioni concrete sono proprio un altro film. Quello vero.

  • GG

    in realtà no, non è sprecata.
    non è scritto da nessuna parte che la vita sia una costante ricerca della felicità.
    non è un OBBLIGO essere felici.
    si può stare bene anche se si è così così
    che la felicità sia quel senso di euforia da luna park è un’invenzione, così come l’idea che l’euforia debba essere costante
    perchè non è obbligatorio riempire la vita di ubriacature di adrenalina da novità

    abbiamo sempre paura di tralasciare qualcosa, se adesso mi annoio o sono un po’ triste ODDIO sto sprecando la vita, no non è così, anche saper ‘giocare’ con le emozioni negative è vivere, se sei sempre su non puoi apprezzare nulla, è la giostra tra alti e bassi che ci rende vivi

    come quelli che fanno sport estremi e non gli basta mai, sempre più pericolosi, perchè non vogliono accettare che nella vita c’è anche il momento di tranquillità e serenità, sono sempre proiettati su qualcosa di più

    non è la felicità lo scopo, l’obiettivo, la vita è un’insieme di emozioni, tra cui anche la felicità, ma non solo ed esclusivamente.
    è come se un pittore facesse quadri di un solo colore

    basta chiedersi: sono felice? è una domanda senza senso
    accetta quello che viene, lascia passare.
    è come la gravidanza, hai accettato tanti momenti bleah, tante cose nere, ti sei chiesta come sia possibile che una cosa fatta da tante cose anche negative alla fine tanto negativa non è.

    GG

  • Marcella

    “Che insulto alla propria dignità delegare la propria salvezza a qualcun altro”
    Si la penso come te e vivere nell’imperfezione fa parte della mia vita. Tramutare i miei difetti in caratteristiche del mio essere mi aiuta a vivere meglio ma la strada è lunga e tortuosa.
    Ma il mio essere mamma mi rende perfetta nell’ imperfezione e va bene così.
    Un abbraccio

  • serena

    un colpo diretto al cuore..potrei aver scritto io ogni tua parola (ma non bene come te….)

  • violetta

    sta arrivando l’estate, vietato incupirsi! Lo so, nella vita non dovrebbero mai esserci periodi no, però sono importanti nella misura in cui ci aiutano e ci consentono di rimettere un po’ di cose nella giusta prospettiva… Hanno il dono di fare apprezzare di più le cose belle, di rendere più consapevole quella felicità tanto agognata, per cui tieni duro!

    Posso aggiungere una cosa? Negli ultimi tempi questo blog sta tornando ad essere un luogo speciale, cosa che si era persa un po’ nell’ultimo anno (a mio parere, e forse c’entrava qualcosa il discorso della depressione di cui ci hai parlato lo scorso anno …) e mi fa piacere!

  • Credo che questo sia il tuo post più condivisibile da tutti, escluso qualcuno con il suo vero Io già tra le mani – e sono convinta siano persone che si conoscono poco.
    Siamo in molti a sentirci “mal funzionanti”, ma in pochi lo capiamo.

    Io ho la sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento. Chi ne soffre viene definito “different mind”, perchè il cervello ragiona in maniera diversa.
    Avendolo scoperto da pochissimo tempo e già in età adulta, vengo aiutata da una psicologa; e sai su cosa ha sempre insistito? Sul fatto che io mi sia resa conto che qualcosa in me non andava, senza nascondermi dietro a difetti e difficoltà altrui.
    Alcune persone vivono la vita non accorgendosi di un problema, o peggio ancora non riuscendo ad accettarlo; e accumulano rabbia, rancore e fatica, una discarica che potranno sopportare a 20-30-40 anni, ma che oltre un limite inquinerà la loro esistenza.
    Certo, ora che conosco il mio problema non è che la vita sia rose e fiori: è strano essere autistica ma apparire come una venticinquenne normalissima, e lo è altrettanto essere vista come una pazza quando in realtà i tratti Asperger sono cose lontane mille miglia dalla follia.

    Però lo so. E posso stare meglio.
    Meglio faticare che ignorare.

    Un abbraccio.

    • Laura Chignoli

      stavo scrivendo una risposta a Chiara e invece ho letto questo meraviglioso commento e mi sento di rispondere a te per questa tua forza che deve essere di esempio per tutti!
      siamo tutti PERFETTI a nostro modo, nessuno mai può dire il contrario…

    • Claudia

      come è vero quello che dici, condivido pienamente!!! bisogna accettare l’essere imperfetti in tutte le sue forme!!! in bocca al lupo………………..

  • Francesca

    Alcune righe di questo bellissimo post poteri averle scritte io..ma credo che questa sia una cosa piuttosto diffusa tra noi donne, quella di sentirci imperfette, e credo anche che questo contribuisca a renderci persone uniche. Però arrivo ad una conclusione diversa dalla tua: è vero che la vita è qui ed ora, e il passato e il futuro non esistono, ma secondo me il cercare di essere felici ogni momento è il primo passo verso l’infelicità. Pensare che se una persona non è felice abbia buttato via la vita secondo me è un ossimoro, sappiamo benissimo che felicità e infelicità sono 2 lati della stessa medaglia, e fanno entrambi parte della nostra vita. Senza di uno non esisterebbe l’altro e viceversa. Preferisco dire che voglio essere presente ad ogni momento, bello e brutto che sia. Un abbraccio.

  • Cristina

    mi sorge un dubbio… perchè periodicamente, dopo centinaia di post che sottintendono il messaggio “ammazza quanto sò figa”, te ne vieni fuori con post a tuo dire “particolarmente personali” dove ci racconti malesseri di vario tipo… Lo so… sarebbe perfettamente normale, ma vedendo quanto sei “sgamata”, il dubbio è: o sei in realtà così, particolarmente “lunatica”, o è una trovata di marketing che io leggo come segue: dopo tanti post pubblicitari che evidentemente PIACCIONO MENO, ci piazzi uno che da persona intelligente quale sei, sai benissimo attirerà molta più empatia…

    • visto il contenuto di questo post, è un commento veramente squallido.

    • Bloom

      La penso nello stesso modo…

  • Antonietta

    Ma anche delegare la salvezza ad una di cui non ti fidi non é il massimo. Chiara, la salvezza é sempre in un rapporto con un Tu perché nessuno si salva da solo. Un abbraccio.

  • Alessia A.

    Everyday is so wonderful
    Then suddenly
    It’s hard to breathe
    Now and then I get insecure
    From all the pain
    I’m so ashamed

    I am beautiful
    No matter what they say
    Words can’t bring me down
    I am beautiful
    In every single way
    Yes words can’t bring me down
    Ohh no
    So don’t you bring me down today

    To all your friends you’re delirious
    You’re so consumed
    In all your doom
    Trying hard to fill the emptiness
    The piece is gone
    Left the puzzle undone
    That’s the way it is
    Questa è per te, Chiara, e per tutte le lettrici che si sentono un puzzle non finito.
    Lasciamolo splendidamente da farsi, quel puzzle, coi pezzi qua e là, alcuni incasinati di brutto, altri divisi per colore e bordi, altri a posto e perfettamente incastrati…
    Forse è questo il modo.

  • coccolatime

    ti leggo da un pò…trovo interessanti i tuoi post e mi piacciono le tue foto…trovo che sia bello leggere una persona intelligente che ha qualcosa da raccontare…credo che il rapporto a due non sia facile…ma è l’essenza della famiglia con la F maiuscola…i tuoi figli te ne saranno grati….e no..non leggo cose troppo personali come ci vedono le altre…leggo una donna intelligente..introspettiva…volubile come solo noi donne sappiamo essere…una donna in divenire…e vivadio anche in crisi….perchè solo dalle crisi si rinasce più forti creativi e positivi…vorremmo sempre fuochi d’artificio…ma la quotidianeità spesso è banale e arrugginita…le responsabilità…i doveri…non è sempre tutto splendido…ma…se vuoi …proprio se vuoi la vita è bella lo stesso…e più sono ‘cresciuta’ più ho trovato equilibrio e un senso della vita che risiede nelle piccole cose…una caffè caldo al mattino…un raggio di sole…una canzone gasante in macchina mentre vado al lavoro…piano piano…crescendo mio figlio mi ha lasciato più tempo per me..e ne faccio tesoro…sono spazi miei…dove faccio quel che mi va…che c’entra..anche io delle volte son gi..ma combatto il mio sentirmi depressa…delle volte vinco la battaglia altre no…e cerc di convivere con il senso di vuoto o di malincoia.o di rabbia che mi viene…so che passerà…ecco ..se sai che passerà vivi più serenamente anche i momenti out…e comunque non è facile alla tua età essere sempre pimpanti e sereni…io non lo ero…è come se ci fosse stato un gap fra quello che avrei voluto essere o che mi aspettavo e quello che avevo o che avrei voluto avere…col tempo tutto ha assunto dimensioni diverse…e miracolosamente il tempo ha mitigato tutto….anche le priorità…tipo la salute..la serenità..sentirmi bene nei miei panni…riuscire finamlmente ad essere più menefreghista di un menefreghismo ed egoismo sano..mettere dei paletti…fra me e gli altri…e sono stata improvvisamente più serena…ti volti indietro e te ne fregh di quello che eri….ma ti guardi adesso e ti piaci…e non saresti stata quella di adesso se non passavi quel passaggio passato obbligato che non ti piace..ed allora ti accetti e sei clemente e paziente con te stessa…ti accarezzi la testa dolcemente e ti vuoi bene…in fondo ho un lavoro che mi piace…delle persone che mi vogliono bene e che mi danno sicurezza…una famiglia unita….e un figlio che spero mi stimi e mi ami per come sono e non per come dovrei essere…spero di esserti stata utile….da una che ci è passata prima di te…perchè l’irrequietezza…il non accontentarsi…fa parte della natura umana intelligente e in divenire…accetta i tuoi momenti bui…li conosci ..fagli una liguaccia….assecondali…e poi riparti….risorgendo dalle ceneri più pimpante ed energica che mai!
    a presto
    Enrica

    • giacomo

      Enrica, ma come cazzo scrivi??

  • Michela

    Mi ritrovo soprattutto sul concetto di ricerca di una generosità più umile, del rispetto dei recinti, per me incomprensibili, che gli altri si costruiscono.
    Anch’io, delle volte, mi intestardisco nell’aiutare altri a condizioni che a me paiono normali e d’obbligo e che per loro così normali non sono. Anzi, sono irraggiungibili, complesse. E ci resto male, della serie “si và beh, allora arrangiati” Mia madre me l’ha sempre detto, che sono una perfezionista ma non credo che sia proprio quello, il concetto. Maniaca del controllo, forse. Perfezionista, no.
    Mi ritrovo invece meno, nella chiusura edonista della felicità ad ogni costo, del senso del “vivere ora” imprescindibile in ogni attimo. Credo che non siamo fatti per essere sempre “a mille”, che non ci gusteremmo certi attimi se non andassimo ogni tanto in down. E che tu con questo stato di cose ci stai venendo a patti. Che è poi la strada per la serenità e l’accettazione.

  • Chiara

    Non condividiamo solo il nome. Hai messo per iscritto tanti pensieri che mi girano in testa da un pò, ma con tutta la chiarezza (!! sic !!) e lucidità che in questo periodo mi manca. Sei forte (una constatazione, non un complimento).

  • Lo hai scritto tu, ma altre centinaia di volte l’ho scritto anche io. Possiamo salvarci da tutto e tutti, ma non da noi stesse. Noi donne abbiamo una marcia in più, riusciamo ad incastrare tutto e a far quadrare le cose con estrema capacità e semplicità, ma poi all’improvviso la bomba ad orologeria che custodiamo dentro scoppia ed implodiamo. Saranno gli ormoni, non l’ho mai capito! Poi passa, per carità…dura al massimo qualche ora, ma in quei momenti sono guai neri!
    Bella e brava…ciao Chiara!

  • Ecco! 😉