Per lo spazio di una canzone

Life · · 27 commenti
image (2)

Sotto la mano, che scivolava sulla crema, la pelle sembrava fatta di seta calda.

C’è chi il corpo se lo vince alla lotteria genetica, io me l’ero sudato. Avevo guadagnato ogni centimetro di quegli addominali e quelle gambe tornite, ogni curva appuntita delle ossa e la valle tesa del bacino. Allora avevo paura a dire che fossi bella, ma ora no, ora che è passato del tempo posso dirlo: ero bella.

E poi all’epoca non so, avevo una luce addosso. La emanavo. Ero talmente piena di passioni, talmente ebbra di infatuazioni a ripetizione, così determinata nel prendermi quello che volevo, che lo sentivo, quel campo magnetivo che mi portavo intorno, egualmente autodistruttivo e attraente.

E quel talento per l’autodistruzione si amplificava in modo così glorioso, d’estate, quando ero con le amiche. Una, due, non di più. Non ho mai amato i grandi gruppi e, infatti, l’unica volta in cui ho viaggiato con dieci donne ho quasi fatto a botte con una. Una stronza. Che prima mi voleva fregare il ragazzo e poi una maglietta, e io je stavo a mette le mani ar collo per la maglietta.

Mangiavamo poco, bevevamo tanto. L’alba non la facevamo quasi mai, ma si andava a letto tardi e ci si alzava a metà mattina per non perdere il mare, e dopo la giornata al mare c’era il momento della doccia e quello della crema doposole, quando vedevo la pelle scurirsi e il segno del costume diventare sempre più netto e pregustavo la serata, che avrebbe potuto portare qualsiasi cosa.

C’era una cena da qualche parte. C’erano amici. C’era gente che non si faceva problemi a ordinare bottiglie su bottiglie e le donne pagavano sempre un po’ meno, si usava così. Non ricordo di aver mai pagato per entrare in nessun locale. Si conosceva sempre qualche organizzatore. Si pagavano le consumazioni e a volte nemmeno quelle. Si ballava. Io non andavo a ballare per rimorchiare, o per ubriacarmi: io ero una di quelle che ci andava veramente per ballare. Scuotermi di dosso tutti i pensieri, sentire solo il mio corpo muoversi, lasciare che i bassi delle canzoni mi risuonassero nelle vene. Mi guardavano, e io bevevo più gli sguardi dei drink.

E poi c’era sempre quel momento. Quello in cui iniziavano le prime note della canzone preferita del momento e allora si prendeva un sorso di Gin&Tonic, si chiudevano gli occhi, forse si abbracciava un’amica e si cantavano le prime parole, e quando i bassi iniziavano si alzavano le braccia al cielo e…


Mi manca da morire. – Quello che facevo. Quello che ero. Come mi sentivo.

Soprattutto quando l’estate arriva.

Oggi immagino di chiudere gli occhi e ballare fino a scuotermi di dosso tutto. Anche quello che sono diventata. E tornare me. Per lo spazio di una canzone soltanto.

Related Post

Commenti

  • Chiara Simonini

    Bella lo sei ancora.
    Non so se a quei tempi eri consapevole di quanto stavi bene.
    Ma non ti perdere quello che vivi adesso rimpiangendo il passato o tra qualche anno rimpiangerai anche quello che fai adesso.
    Goditi l’oggi. Tutti i giorni.
    Per me la cosa più bella del crescere è l’acquisizione di una consapevolezza che prima non avevo e che mi fa davvero gustare ogni momento. Quando sto bene ne sono consapevole e mi godo il momento.
    Per me oggi andare a Primrose Hill è stato bellissimo…
    Enjoy.
    Chiara

  • Esattamente così. Così dolorosamente trascorso, il passato mi si appiccica alla pelle come sabbia bagnata. Non sarà mai più.

  • Marianna LaSciampista

    Eh.
    Io in questi giorni mi sto spingendo ancora più indietro nel tempo per recuperare quel sentire e un certo modo di stare al mondo che mai come adesso mi manca da togliere il fiato.
    Sarà l’estate, sarà l’età, sarà che a volte non ci si rassegna a ciò che siamo diventati (anche quando non ci dispiace affatto, in fondo) ma non si riesce davvero ad allontanarsene se non per lo spazio di una canzone.
    Qualunque strada deciderai di prendere, ti auguro che sia quella giusta. Giusta per te.

    l’Antifèscion

  • Maddalena

    Mah, io nonostante tutto sto molto meglio e sono molto più felice adesso. C’era questo, è vero, ma c’era anche una caterva di insicurezze e lati oscuri e risvolti della medaglia che sono ben felice di essermi lasciata alle spalle.

  • Monica

    io penso che il passato ci piace piu’ del presente perche’ ci scordiamo un sacco di cose. perche’ siamo indulgenti con il nostro passato. Il periodo che ricordo con,credo, gli stessi tuoi sentimenti, risale ai primi 3 anni di universita’, quando dormivo sui tetti e stavo sempre su una bicicletta, e arrampicavo, e come te ero bellissima (non conto le volte che mi fermarono per strada per chiedermi di andare a fare provini per fare la modella). solo che non tornerei indietro, perche’ in me c’e’ sempre quella voglia di andare solo avanti. Buone vacanze!

  • Laura

    Ecco così è come mi sento adesso anch’io….voglia di sere d’estate all’aperto, amici, risate e bicchieri ghiacciati…intanto stasera la bimba va dai nonni e noi facciamo un mojito party! Inviterei anche te! Un bacio

  • francesca

    Io sono a quel punto lì: dopo 3 anni di maternità pelle a pelle mi sto riprendendo i miei spazi: sono appena tornata da 4 giorni di festival raggae vicino a Barcelona, devo dire che sono in piena forma, ho tirato tranquillamente fino alle 10 del mattino ogni sera ballando per poi farmi un barcelona-casa (a Valencia) senza aver dormito, doccia e via a lavorare che era lunedì. Non ci posso fare niente, sono fatta così, sono io. Il mio compagno non è assolutamente scandalizzato, visto che ci siamo conosciuti in piena estate e con un vodka lemon in mano.
    Siccome qua in spagna le serate iniziano dopo mezzanotte, è inevitabile tornare a casa alle 6 del mattino quando va bene, poi le feste in spiaggia, il clima che accompagna sempre, musica, a base di tapas riesci a mangiare bene e spendere meno…per un momento ho avuto paura che con la maternità avrei perso tutto, e invece tutto torna e di qualità come prima, senza sentirsi patetica con le amiche ancora senza figli, senza orari, responsabilità. Certo è uno sforzo arrivare a casa alle 7,30 e alle 8 sentirsi chiamare “mammaaaaaaaa, mi vesti??” ma come ti dicevo il mio compagno, che ha 10 anni più di me, sa che io sto vivendo adesso, ed è un mio diritto, fare quello che farebbe qualunque ragazza di trent’anni e che lui ha fatto senza impedimenti né sensi di colpa

  • Alessia

    Fase ovulatoria???? 😀

  • Mamma in Oriente .

    Non ho malinconia per quel periodo della mia vita, però mi piace molto questo tuo modo di scrivere e raccontare.

  • il filo di arianna13

    cara chiara come ti capisco e come vivo anche io le tue stesse emozioni….peccato che indietro non si può tornare e lo si capisce sempre tardi….quando quello che vuoi fare non è piu’ possibile farlo….un abbraccio

  • Silvia

    Non so come ma ultimamente quando scrivi post come questo mi toccano in maniera impressionante e mi ci rivedo. E mi ritrovo con le lacrime agli occhi. Però grazie. Ti capisco, anche non ho proprio provato le stesse cose.

  • lumiargo

    cara Chiara, bellissimo post, sei riuscita a dire con parole perfette quello che anche io ogni tanto sento. Pur essendo una 38enne felicemente sposata, senza bimbi e quindi molto libera, anche io spesso mi perdo nei ricordi delle mie estati tra i 20 e i 25 anni, quando, con la mia amica a cui sono più legata, ho passato le estati più belle della mia vita girando in tenda le isole greche e le baleari. Ci sembrava di avere il modo in mano: quel senso di libertà estrema e potenza allo stesso tempo, sono sensazioni che non ho più riprovato. E anche noi, così belle e così inconsapevoli di esserlo.

  • Kalheesi

    Un sabato di di inzio giugno, Circolo Magnolia a Milano, una serata di musica e pura energia, sono tornata a casa stanchissima e felice, per aver semplicemente ballato, saltato e cantato come una pazza con amiche altrettanto pazze.
    E soprattutto perchè ho sentito una canzone che da qualche anno a questa parte, cioè da quanto il mio Lui storico, dopo 11 anni, un giorno si è svegliato e mi ha detto di non amarmi più, non riuscivo più a sentire. Invece me la sono ballata tutta e finalmente mi sono sentita libera.

  • Fioly

    io uguale. parola per parola.
    la vita è bella anche adesso, in modo diverso. ma che voglia, a volte, di essere quella di quei tempi là

  • volevofarelarockstar

    Io andavo a ballare, facevo anche l’alba, ma tornavo a casa con un senso di vuoto, forse non bevevo abbastanza. Poi ho cominciato a bere di più e mi divertivo di più, ma poi al mattino di nuovo quel vuoto. Le mie amiche vanno ancora, io raramente, sono felice di essere diventata più o meno adulta in maniera quasi spontanea…di non essermi preclusa cose perché sono diventata mamma a 22 anni. Se ho voglia di fare l’idiota la faccio, ma il bello è che ora ho voglia di altre cose. O forse è semplicemente che non ho mai ballato bene.

  • Alessia A.

    Sei sempre tu, anche ora.
    Puoi sempre ballare sino a scrollarti tutto di dosso…in maniera diversa dai 20 anni, certo, perché sei maturata, hai camminato tanto, hai acquisito esperienze…
    Anche a me a volte viene una malinconia pazzesca delle estati che furono, roba che piango senza accorgermene talmente vorrei tornare indietro…ma poi guardo quello che ho. E decido di uscire a generare nuovi e bellissimi ricordi! 😉

    “Credo che un’INTER come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.”
    Io non seguo il calcio, ma credo che questa frase possa essere applicata a qualunque frangente della vita. Tutto sta a trovare “la maniera diversa”.
    Good luck!

    • test

      inter? suarez? aiutoooooo

      • Alessia A.

        E’ il “credo” di Freccia, alias Stefano Accorsi! :)

  • Pingback: TOP Post dal mondo expat #14.7.14 | Mamma in Oriente()

  • francesca

    La mia estate dei 18 anni non tornerà mai, è un dato di fatto. Non serve tornare su quella spiaggia dove lui mi aveva scritto “Ti amo”, non serve percorrere le stesse strade, gli stessi passi, cercando di rintracciare un ricordo sbiadito dal tempo, da altre strade, da altre storie, da un matrimonio, da due figlie. Sono momenti miei, cose vissute ad intensità tale da averle come tatuate sulla pelle, ma che so che non torneranno… i ricordi rimangono lì, a farci vedere quant’è dannata la nostalgia e quanto stupidi, nel bene e nel male, siamo stati….

  • kikka

    Cara chiara io ho quasi 41 anni e un meraviglioso pupo di sei, e io ero
    quella che fino a sei anni fa faceva le sei del mattino, andava in giro
    per festivale e concerti con amici o con il mio amore….. ohhhh se era
    bello… era bello partire il ven pomeriggio e tornare la domenica sera o
    il lunedi mattina, stanca ma felice, ma forse nemmeno stanca, solo
    felice piena di musica nella testa e di bei ricordi nel cuore….
    era
    bello avere solo la responsabilità di noi stessi dove dormire ballare
    uscire lavorare amare erano gli unici verbi importanti …… era bello
    non dover “pensare a…” ci si alzava si lavorava si rincasava ci si
    preparava e si usciva….. saltavo cena, un caffè a pranzo e poi via
    …..si mi ricordo tutto ed era tutto bello

    anche la mia vita di
    adesso è bella perchè ho scoperto che cosa vuol dire amare ancora prima
    di conoscerlo… ho scoperto che sorride come me, ho scoperto che ha gli
    stessi occhi meravigliosi di suo padre, ho scoperto che disegna male
    ma parla benissimo, e ho scoperto che “pensare a….” è si impegnativo
    ma piacevole, ho riscoperto l’entusiasmo tipico dei bambini e ho ri
    scoperto la curiosità del guardare, sai quegli sguardi lucidi la bocca
    spalancata di chi guardando dice: ohhhhh che meraviglia! mi sono
    commossa sentendolo leggere per la prima volta e mi commuovo tutte le
    volte che mi abbraccia e mi dice ti amo, questa vita è bella? si chiara
    lo è!!!

    Secondo me il punto non è che ci manca e preferivamo
    quella vita di prima….. il punto è che siamofattecosi, siamo cosi e
    saremo cosi sempre io credo che (per citare brachetti) non faremo mai
    sparire il bambino di nove anni che è dentro di noi, che ci permette di
    essere leggere incosapevoli e “ridicole” (nell’accezione positiva del
    termine) e poi a noi peterpan cipiace…. e come lui non abbiamo tutta
    qs voglia di crescere e fare gli adulti seriosi…. a noi ci piace
    essere così un po’ cazzare un po’ ballarine un po’ buffe, un po’
    incosapevoli un po’ mamme un po’ s&tc un po’ tutto quello che
    eravamo prima unito a tutta la meraviglia che siamo ( e che abbiamo in
    più) adesso

    ti confesso che abbastanza spesso facciamo “iscemi”
    (come dice mio figlio) e musica a manetta e si balla in salotto,
    preparando aperitivi e mangiando con le mani…..(si da noi si mangia
    anche con le mani)
    e altre volte portiamo pupino dai nonni, e
    iniziamo a vivere il nostro essere cazzari: aperitivi dalle 16 e
    seratona fino alle 7 del mattino…..

    vivere la somma di quello
    che sono, non è la cosa più facile del mondo…. ma l’unico modo che ho
    per tenerle in vita è farle divertire crescere e ballare tutte le volte
    che posso!!!

    kikka

  • S.

    Vedere i miei pensieri messi nero su bianco da qualcun altro mi ha quasi scioccata.

    Se io fossi brava con le parole, magari sarei riuscita a scrivere anche io un post del genere. E magari non mi sentirei così male dopo aver letto il tuo, che parla anche un po’ di me, di tutto il tempo che ho perso a chiedermi, anche io, se fossi abbastanza bella.

    Non ci pensare, Chiara. La mia ricerca della perfezione, della bellezza, dell’essere brava in tutto (per accontentare poi chi, mi chiedo) mi ha portata all’autodistruzione. Ho cercato così tanto che alla fine ho perso solo il tempo che avrei potuto impiegare ad essere felice.

  • Francesca

    Credo che tutte ci siamo sentite così a quell’età, è una cosa assolutamente normale, anzi, mi sembrerebbe anomalo il contrario! Io di anni ne ho quasi 29 e mi sento ancora così, e voglio continuare a sentirmi così, e anche per questo non ho figli per scelta e non ne voglio. Voglio godermi ogni istante della mia vita e dell’estate, che adoro, in santa pace, senza il pensiero di dovermi occupare di qualcuno che dipende da me, senza entrare nel giro nonni-suoceri-oddio chi ce lo tiene se vogliamo uscire stasera?! Voglio continuare a decidere di partire il giovedì per il venerdì e tornare la domenica sera, arrivare al mare in moto, prenotare un volo all’ultimo minuto, saltare da una barca all’altra sulle isole greche, dormire dove ci pare, mangiare quando abbiamo voglia. So che il tuo post non si riferiva necessariamente all’avere bimbi piccoli ma parlavi di quello stato d’animo in generale, però io credo che con i figli, a vedere le mie amiche che li hanno, si debbano mettere da parte per sempre queste sensazioni, perchè sono oggettivamente inconciliabili con l’essere genitori, la maternità lascia poco spazio alle sfumature in questo senso. Io vedo le mie amiche che per stanchezza o organizzazione, perchè, testuali parole “e chi ce la fa con una 10mesenne al seguito ad allontanarsi più di 50 km?!”, alla fine ripiegano sul mare coi nonni, io morirei, sarebbe come tagliarmi un braccio. Sono appena tornata da 3 giorni a Barcellona con un gruppo di amiche, prenotato un aereo al volo e dormito in ostello, senza orari, colazione a pranzo, caffè in spiaggia, ora riparto per andare a trovare una mia amica, poi Grecia con lui, all’avventura, a fare quello che ci pare quando ci pare, non voglio cambiare la mia vita, non ci penso proprio.

  • C.

    queste cose le penso spesso anche io. Ho una bella vita e una bella famiglia eppure sogno che un’amica venga a prendermi per mano e mi dica: dai andiamo a ballare, spassiamocela come ai vecchi tempi, quando eravamo le reginette del dancefloor e non due signore a cui dare del “lei”. Certe volte questo sentirmi “fuori dai giochi” è dolorosissimo, perchè io ancora vorrei esserci “dentro ai giochi”. Ma sono, appunto, una “signora” ormai, non una ragazzina. Oppure forse no, forse non appaio così tanto “troppo-vecchia-per” ma il problema è anche che sono circondata da persone che mi guardano come fossi matta se propongo di folleggiare come a vent’anni. Mio marito, le mie amiche… sono tutti stanchi e schiacciati dai loro ruoli. Non hanno più voglia di ballare. E io mi adeguo a loro per non sembrare stupida e ridicola. Poi leggo qui che ci sono tante mamme che, almeno a parole, verrebbero in discoteca con me a ubriacarsi, mettendosi pure in tiro per farsi ammirare, sì. Peccato che non le incontri, allora. Un tramonto sulle Baleari, un paio di aperitivi, la testa che gira un po’, una bella canzone e ballare scalze, ridere, sudare un po’…. sentirsi leggera leggera leggera e ancora “centrata” nel momento. Non ai margini a guardare con rimpianto, ma sulla pista, ancora un po’ reginetta.

  • Francesca

    Wow Chiara! Io a volte mi sento esattamente come te…ma il tempo di una canzone a volte lo si riesce a trovare, a conquistarselo. E se ci sono le amiche del cuore diventa un po’ più facile. Balla, balla con le braccia alzate e in quel momento senti tutta la tua vita. Io lo faccio (a volte) e dopo mi sento così fortunata di quello che sono stata e di quello che sono, perchè non è da tutte e dopo aver ballato vedo intorno a me tante donne che neanche a 20 anni sanno godersi questi momenti e liberarsi di tutto…

  • Pingback: In cerca di idee - ilSole24ORE()

  • Laura

    Ciò che mi manca di più è la pelle fibrillante per i chissà onnipotenti: esisteva solo nella fascia oraria del pre-cena di luglio. Era il contare le nuove lentiggini, il non avere bisogno di correttore, la finestra aperta e la voce di quello talmente tanto ex da essere stato attuale per una decina d’anni, arrivare dal piano di sotto. Non ballavo, non tiravo tardi, non mi alzavo tardi, ma respiravo possibilità, salsedine e libido in egual misura. E mentre scrivo sto portando mia figlia in questo posto del cuore, nel posto dove potevo essere tutta me stessa, senza sconti e senza riserve. Ogni volta che mi manco penso a quando quei brividi saranno suoi, e mi manco un po’ meno. Ma sempre troppo.