Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Polonia – Lodz, fra arte e street art

Polonia Travel ·

Grazie, in Polacco, si pronuncia qualcosa come GIENCUIE, e lo dimentico sistematicamente. In realtà la lingua mi è un po’ ostile, devo confessarlo, e mi sento un po’ lost in translation come quando ero in Giappone e dovevo ricorrere al linguaggio dei segni. La gente è molto gentile, mi piace soprattutto l’orgoglio che ha per questa città, ancora un po’ fuori dal circuito turistico in senso stretto. Credetemi se vi dico che fra due anni sentirete pronunciare (male) il nome di Lodz (ripetete con me: WUCH!) molto più spesso.Lodz, street view Lodz, città "in cantiere"Qui è tutto un cantiere, tutto viene pian piano ristrutturato. La stessa strada principale, Piotrkowska, è per metà ristrutturata e deliziosa e per metà ancora in lavorazione. Le fabbriche come vi ho già accennato sono tutte in ristrutturazione e gli spazi che ne stanno ricavando, severi e luminosi, con quel fascino da ferro battuto e mattoncini a vista, sono semplicemente meravigliosi. Ma questa città sta facendo qualcosa in più: si sta posizionando, sta forgiando il proprio carattere – quello che prima era fortemente connotato attorno all’industria – verso una nuova direzione, quella artistica e creativa. Oggi ho avuto modo di notare tre cose importanti di Lodz, la prima è il suo inarrestabile sviluppo, la seconda è il deciso incoraggiamento e supporto che la città offre ai giovani artisti e designer e la terza è il modo in cui le realtà artistiche locali non lavorano solo per loro stesse ma per connotare artisticamente Lodz. Sono conquistata, da questa elettricità invisibile che pervade la città e promette di fare fuochi d’artificio in pochi anni. Zdroliska ParkZdroliska Park Ma partiamo dall’inizio della giornata. Passando per un parco molto bello, Zdroliska Park, mi reco a visitare un’altra ex fabbrica chiamata Mulino del Prete (Ksiezy Mlyn), il più grande complesso postindustriale di Lodz appartenuto nel dicannovesimo secolo a Karol Scheibler, il più ricco imprenditore della città. Lungo il percorso passiamo davanti alla rinomata Scuola di Cinema di Lodz dove hanno studiato, tra gli altri, Polanski e Kieslowski. Dunque il Mulino del Prete era un complesso totalmente autonomo, ovvero oltre alla fabbrica e agli alloggi per gli operai (i più meritevoli) si trovavano negozi, una scuola, la stazione dei pompieri, il medico etc. Mulino del Prete (Ksiezy Mlyn), complesso postindustrialeMulino del Prete (Ksiezy Mlyn), complesso postindustrialeMulino del Prete (Ksiezy Mlyn), complesso postindustriale Oggi il vari edifici del Mulino del Prete sono in via di ristrutturazione, alcuni sono abitazioni e loft, altri spazi dedicati appunto ai giovani creativi. Il Comune, in pratica, ha indetto concorsi per assegnare questi meravigliosi spazi a creativi, artisti e designers. Ho avuto il piacere di incontrare Natalia Kalisz una giovane artista che ha qui il suo studio e ho avuto modo non solo di apprezzare le sue opere – mix di fotografia, pittura, stampa e litografia – ma anche di vederla all’opera. Natalia Kalisz, giovane artistastrumenti di lavorostrumenti di lavorostudio di Natalia Kalisztemperestudio di Natalia KaliszNatalia Kalisz al lavoroNatalia Kalisz al lavoro Insieme a lei, in loft adiacenti, il comune ha dato spazio ad altri cinque artisti e altri cinque ne seguiranno. Una volta al mese fanno una mostra insieme, e vendono i loro lavori. La zona di Mulino del Prete, nei piani del Comune, diventerà una sorta di Montmartre di Lodz, area di creativi e atelier ma anche di workshops e art incubators. Scopro che il supporto del Comune ai giovani creativi non termina qui: ci sono molti concorsi per ottenere spazi a Piotrkowska, la strada principale, ad ottime condizioni economiche. La cosa importante è che il tipo di idea, commercio o galleria proposta sia appunto di tipo creativo. Creativi di tutto il mondo, o almeno d’Europa, segnatevelo. Mi sposto quindi a EC1, luogo che mi conferma come in pochi anni la città subirà un’incredibile sviluppo le cui basi sono ora davanti ai nostri occhi. EC1 è un centro polifunzionale di scienza e tecnologia ospitato nei locali della vecchia Centrale Elettrica di Lodz, seconda più grande della Polonia, costruita nel 1906. EC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologiaEC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologiaEC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologiaEC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologia In questo spazio meraviglioso, inondato dalla luce delle grandi finestre industriali e pieno di riferimenti storici al passato industriale, sorgerà un planetario, il museo della scienza e tecnologia, due ristoranti di cui uno ospitato nella maestosa sala dove un tempo risiedevano i grandi generatori, sale congressi, sound theatre, jazz club, sale per banchetti, cinema, pub, area bambini e molto altro. EC1 inaugurerà nella primavera 2015 e ho avuto l’onore di vederne in anteprima gli spazi e salire sulla terrazza panoramica. EC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologiaEC1, centro polifunzionale di scienza e tecnologia E indovinate cosa c’è sotto? Un altro cantiere! Questa volta si tratta della nuova stazione perché siamo effettivamente a due passi dal centro. La guida mi racconta anche che un progetto comunale prevede la restaurazione di cento case ogni quattro anni, e infatti anche se molti edifici restano in disuso, di impalcature se ne vedono molte. Mentre proseguiamo chiedo alla guida qualcosa in più sulle condizioni di vita e sul costo della vita in Polonia. Dice che negli ultimi anni è molto migliorata, ora il tasso di disoccupazione è del 12% (contro il 20 di dieci anni fa) e il costo della vita, in particolare a Lodz, è sostenibile. Uno stipendio medio è sugli 800-900 euro al mese mentre una casa con due camere da letto è sui 300 euro d’affitto. Fashion Week Poland E’ quindi il turno di un incontro che mi fa dubitare della mia mise con shorts, maglietta e sneakers, quella con la direttrice della Fashion Week Poland Magdalena Christofi. Esatto: la fashion week Polacca si tiene proprio qui, a Lodz, due volte l’anno. Anche durante questo incontro, parlando, emerge come la stessa Fashion Week non abbia come obiettivo solo quello di mostrare sfilate e show-room, ma voglia essere anche il punto di riferimento dei giovani designer polacchi con conferenze educative, seminari, formazione che li aiuti a muoversi meglio nel mondo della moda. A questo punto della giornata, già piena di stimoli interessanti, sono ancora ignara che il bello debba ancora arrivare. E arriva con Urban Forms, un meraviglioso, oserei dire eccitante progetto di street art per valorizzare le aree urbane, aggiungere colore alla città, portare artisti di valore a Lodz ma soprattutto spingerla nella giusta direzione: quella della creatività. Urban Forms, street art “Non abbiamo mare o montagna e i nostri edifici sono per lo più industriali, ecco perché è importante puntare sulle grandi risorse creative che abbiamo, per il turismo ma anche per i cittadini, sempre felici quando viene dipinto un nuovo muro” racconta il responsabile della fondazione, Michal Biezynski. “Volevamo una collezione di arte ma pubblica, in città e per la città. E abbiamo scelto generi diversi in modo che ogni cittadino possa discuterne e scegliere il suo muro preferito.” Urban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artUrban Forms, street artSolo i migliori artisti, solo i migliori muri, capaci di resistere nel tempo. Ecco la ricetta per rendere Lodz un luogo capace di sorprendere letteralmente ad ogni angolo. Tra gli artisti che hanno dipinto qui, Etam Crew, polacca, con artisti come Sainer Aryz, spagnolo, poi Inti, cileno, Os Gemeos, brasiliani, Tone, polacco, Roa, belga, Remed, francese, e molti altri (presto anche un Italiano!). Oggi questa galleria d’arte a cielo aperto conta 30 muri, e molti seguiranno. Tempo di scenari più classici, anzi istituzionali come il Museo della città di Lodz, ospitato nel palazzo appartenuto all’industriale Poznanski, secondo più ricco dopo Scheibler e molto attento alle apparenze. I mobili non sono originali dell’epoca ma l’atmosfera che si respira parla di lusso, grandi feste, dame in abito lungo, uomini con tuba e sigaro in bocca. Molto suggestivo. Museo della città di LodzMuseo della città di LodzMuseo della città di Lodz, capitello Nel Museo, anche due stanze dedicate al famosissimo poeta locale Julian Tuwim e una al celebre pianista Arthur Rubinstein su cui ho scoperto due cose divertenti. Non solo era un gran viveur, compagnone, gioviale e pieno di amici (famosi), non solo a ottant’anni lasciò la moglie per mettersi con la segretaria 40enne, ma ad un certo punto era così impegnato e richiesto che iniziò a suonare solo dietro il conferimento di onoreficenze. Una volta sul palco trovava ‘casualmente’ un piano, quindi acconsentiva a suonare qualcosa. Nella sala c’era qualcosa come un centinaio di croci onorarie, stelle di cavalierato e quant’altro. Museo della Città di Lodz, stanze di Julian Tuwim Ho scoperto anche la figura di Karski, diplomatico polacco che divenne spia contro i Nazisti durante la guerra, rivelando al mondo le atrocità dell’Olocausto dopo averle sperimentate di persona, volontariamente, prima nel Ghetto poi in un campo di transito. NotForYouMuseo della Città di Lodz Ultima fermata della giornata: il museo di arte moderna di Lodz, il MR. Tre piani di arte del 20simo secolo in un percorso atipico e interessante. Curioso scoprire come molte delle opere siano finite a Lodz per merito di un gruppo di artisti locali che si erano ribattezzati AR – Artists of the Revolution – utopisti, radicali e coinvolti nel sociale che iniziarono a scambiarsi opere con i loro corrispettivi francesi collezionandone ben 111. Questa raccolta non era solo a fini artistici ma anche educativi. Organizzavano infatti mostre alla portata di tutti, mostrando quadri di avanguardia e modernismo anche a lavoratori senza alcuna cultura. Diedero molta attenzione al movimento razionalista, presentandolo come apice dello sviluppo artistico. Nel museo anche molti quadri di propaganda e opere più recenti. Colgo l’occasione anche per sbirciare il bellissimo hotel Andal, ospitato in uno degli edifici della fabbrica di Manufaktura. Uno splendido mix di passato e presente. museo di arte moderna di Lodzmuseo di arte moderna di Lodzmuseo di arte moderna di Lodzmuseo di arte moderna di Lodz La mia giornata termina dov’è cominciata, in Piotrkowska, mentre il cielo si tinge di nero ma le tante persone sedute ai cafè e nei ristoranti con i tavoli all’aperto non accennano a tornare a casa. ,Piotrkowska, street view C’è un po’ di arte anche nel modo in cui il cielo violetto si tende sulle cime dei palazzi, nelle gonne colorate delle ragazze che svolazzano con i loro passi, nelle luci dei ristoranti.

 

All photos above have been shot with the Samsung Galaxy NX30, which has been provided by Samsung Electronics C. Ltd

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