Perché non metto foto di mia figlia online

Mummy · · 61 commenti
figlionline

Questa mattina è uscito un articolo sul Corriere: “E’ giusto mettere in rete le foto dei figli?” nel quale sono stata intervistata anche io.

Sapete tutti come la penso. Da quando ho aperto questo blog mi sono trovata davanti al dilemma: postare o non postare (il viso di mia figlia online)?

Ricordo il primo post dopo il parto, quello in cui raccontavo i primi momenti insieme. Avevo appena imparato ad usare la Canon e avevo delle foto non perfette ma davvero belle della piccola Viola a tre, quattro giorni di vita. Morivo dalla voglia di far vedere quanto fosse carina e dolce la mia bambina ma poi, al momento di doverle caricare su un blog pubblico, mi è venuto naturale tagliare la foto in modo da mostrare qualcosa, ma non tutto. Forse una mia semplice paranoia, ma darla in pasto alla rete così, piccolina, senza il suo permesso e sapendola ignara era un pensiero che mi infastidiva.

Penso che le foto dicano moltissimo: aggiungono qualcosa alla parola scritta, fanno sorridere, creano un’atmosfera. Ho fatto una scelta, quindi, ‘cauta’: foto sì, ma nessuna in cui Viola sia riconoscibile al 100%. Non giudico chi sceglie diversamente, ognuno è libero di fare ciò che vuole ma, se sono chiamata ad argomentare la mia scelta, queste sono le mie motivazioni, chiaramente dettate anche dalla mia esperienza di blogger oltre che mamma:

1. Le foto pubblicate online sfuggono al tuo controllo – come racconto nell’articolo e come vi ho già detto in un post, più volte le foto che ho postato online sono state usate senza permesso su altri siti. Ultimamente, una foto del mio pancione (vedi qui) è stata ‘rubata’, modificata aggiungendo una scritta e addirittura il watermark (la ‘firma’) di un altro sito e messa su Tumblr, dove è stata condivisa e rebloggata centinaia di volte. Risultato: la foto è mia ma ‘non è più mia’. E se fosse successo con una foto di mia figlia? Magari inserita in un contesto di dubbio gusto o con una scritta del cavolo messa sopra? Tanti pensano che ‘dipende dalla foto che posti’. Mah: la mia era la foto di una PANZA come ce ne sono diecimila, però era una BELLA foto di una panza. Quindi il disclaimer è: posta la foto purché sia brutta, così a nessuno viene in mente di fregartela? Non saprei. Ovviamente parlo anche ‘viziata’ dall’esperienza del blog, ma per quanto riguarda Facebook?  Possiamo raccontarcene quante ne vogliamo sulla presunta sicurezza dei settaggi della privacy di Facebook. La verità è che se sono entrati pure nel profilo di Zuckerberg, tanto sicuro questo Facebook non è. E cosa dire delle decine di App e siti ai quali ‘autorizziamo’ l’accesso al nostro profilo in cambio di un Login? Un social network basato sulla condivisione e sulla ‘rete’ di contatti ai quali una foto/notizia è esposta è potenzialmente un colabrodo. Ne sono uscite molte di notizie al riguardo, ma parlando con amici che hanno lavorato per/con i social, la risposta è sempre “non mettere online quello che non vorresti far vedere al mondo“.

2. Priverei mia figlia della libertà di gestione della sua immagine online – quando siamo nati noi non esistevano i social network e il massimo che i genitori potevano fare era mettere foto in cui siamo bambini o adolescenti sgraziati nella cornice all’ingresso, quella che vedono tutti. Ci sono ancora delle mie foto, in montagna, che mi hanno imbarazzata per anni e medito di sostituire. I nostri figli sono la prima generazione ad avere genitori social, di conseguenza non abbiamo casistica in merito ai possibili danni che una pubblicazione ‘alla leggera’ delle loro foto personali possa fare nel momento in cui vorranno decidere come disporre della loro immagine online. Proprio nell’articolo c’è l’intervento di uno psicologo riguardo a questo punto, che sostiene appunto quanto pubblicare foto dei nostri figli sia una sorta di ‘marchio’, una loro immagine secondo il NOSTRO punto di vista che noi stiamo rilasciando online e che con molta probabilità dovranno mettere in discussione una volta cresciuti. Gli stiamo praticamente fornendo un’identità virtuale prima ancora che abbiamo una reale identità personale. Un problema lanciato anche sul The Guardian. Per me la condivisione delle foto di mia figlia sui social ha molto a che vedere con l’idea di rispetto: rispetto la sua libertà di decidere cosa fare della sua immagine quando sarà più grande e consapevole (anche qui, sarebbe da aprire una discussione sull’età a cui questo avviene, perché non sono sicura che il 13enne con l’account Facebook sia molto consapevole di quello che condivide e di quanto tempo quelle foto potrebbero restare in giro).

3. Tante volte è solo orgoglio genitoriale  – tante e tante volte, per aggiornare i parenti o gli amici su quant’è bello/quant’è sveglio/che carino il pupo, basterebbe una mail. Il fatto che sentiamo il bisogno di mettere la foto a disposizione di tutti i nostri contatti sui vari social (e qui si aprirebbe il capitolo ‘dare l’amicizia in modo random’), spesso è più l’orgoglio del genitore che una reale necessità di condivisione. Lo so perché sono tentata di postare una foto della belliiiiissimaaa Viola almeno una volta al giorno :)

Detto questo, io sono una blogger e ho un blog pubblico dove parlo anche di mia figlia, quindi per me il discorso privacy è molto diverso rispetto ad una mamma che fa un altro lavoro o che non ha questa esposizione online costante e personale. Mi comporterei diversamente se non avessi il blog? Non so rispondere. Il blog c’è, il mio viso compare piuttosto spesso e capita anche che la gente mi riconosca per strada. Chiaramente è un’esperienza che non vorrei mai e poi mai succedesse a mia figlia (ooh ma tu sei Viola di Machedavvero? AAAARGH! Trauma infantile, porella.) La mia è anche una scelta dettata dalla protezione della privacy di mia figlia, effetto ‘mamma leonessa’.

Ovviamente il dibattito è aperto, a voi la parola, sapendo che stiamo parlando di scelte molto personali e che tutte vanno rispettate. Come avete deciso di gestire la questione dell’immagine online dei vostri figli, e quali sono le vostre motivazioni?

 

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Commenti

  • Calzino

    Per noi “normali mortali” è diverso, hai ragione 😉
    Io qualche foto del mio bimbo l’ho postata, niente di esagerato (dio ci salvi da chi bombarda facebook o instagram con foto continue della prole, dalla prima cacca nel vasino alla millemillesima espressione mentre fa colazione per la millemillesima mattina).
    Mi sono posta la domanda tante volte e credo che con un uso moderato (5/6 foto all’anno) non dovrei creare particolari problemi nè a mio figlio, nè alla mia famiglia. D’altronde sono così belli… credo che spesso aiutino a sorridere. E’ il vero motivo per cui ogni tanto mi concedo il lusso di fare vedere il suo bel musino al mondo là fuori.

  • Caterina 79

    Io non ho un blog, non sono un personaggio pubblico ma non ho mai esposto mia figlia mettendo sue foto, se non di alcuni particolari (tipo capelli, mano) o magari di spalle. non ho dovuto pensarci due volte, anche se molte volte sono arrivate richieste di vari amici e parenti che mi chiedevano come mai non pubblicassi foto della mia bimba. Non sono qui per giudicare chi lo fa ma non riuscirò MAI a capire la smania di tanti genitori nel pubblicare con grande facilità e giornalmente foto anche intime dei propri figli ( il primo bagnetto nudo, in costume con pose da vamp/macho,ecc.)

  • Lorena

    Ciao Chiara,
    sono mamma, non blogger, ma bazzico spesso sui social. La tentazione di pubblicare foto di mia figlia mi assale, come a te, più volte al giorno, ma mi contengo. Mai una sua foto in cui possa essere riconosciuta, solo dettagli o foto di spalle. Mi spaventa molto l’eventuale uso indebito che possa essere fatto della sua immagine e ogni volta che vedo conoscenti che postano foto dei loro figli mentre fanno il bagnetto o in altre situazioni del genere mi vengono i brividi. Paranoica? Può essere, ma se ne sentono di tutti i colori e non vorrei dovermene pentire in un futuro.

    Lorena

  • GG

    non pubblichi le foto di tua figlia e fai solo bene
    quale gentore fermerebbe il primo sconosciuto per strada e gli consegnerebbe la foto della propria figlia?
    pubblicare in rete è la stessa cosa
    significa metterla a disposizione di tutti
    e se qualcuno a cui siamo antipatici (o peggio) noi si vendicasse utilizzando la foto dei nostri figli?
    è un evento remoto, ma basta questo per evitare

  • Carlotta

    Sono perfettamente d’accordo con te, Chiara, e ho sempre apprezzato la tua attenzione a non pubblicare mai foto di Viola. Ci tenevo però a farti una domanda: non ti è mai capitato che genitori di altri bambini/amici abbiano scattato foto in cui il viso di Viola era visibile e poi le avessero pubblicate (vedi i genitori che pubblicano su FB le foto dei compleanni dei figli ad esempio). In tal caso, come ti sei comportata o come ti comporteresti? Da una parte sarebbe giusto far notare loro la “violazione di privacy” subita ma dall’altra c’è magari la paura di sembrare pazzi e paranoici (“E che sarà mai una foto su FB?”)… non saprei! Mi farebbe davvero piacere sapere che cosa ne pensi :)

    • momfrancesca

      Ottima domanda. Anche a me è successo che mia figlia venisse fotografata ad un compleanno e poi postata in millemila foto su FB. Però non ho detto niente proprio per questa paura di sembrare paranoica.

    • Avverto sempre amici e conoscenti di come la penso, e fin ora per fortuna non mi è mai capitato. Se è una festa chiedo gentilmente alla mamma di non postare su Facebook le foto dove c’è Viola.

      • violetta

        Anch’io, contrarissima alla condivisione della vita privata su facebook, mi ritrovo, per mia figlia e per me stessa, a chiedere continuamente agli amici “non postarlo su facebook” come un mantra, per le foto e non solo…
        Agli amici lontani, se voglio mandare una foto di mia figlia, lo faccio con whatsapp, così la vede solo il destinatario…

  • mumblemum

    Questa cosa del rischio di creare un’immagine dei propri figli online già preconfezionata senza il loro consenso l’ho sempre sottovalutata, però a pensarci bene è davvero fondata. E sicuramente è una cosa che a loro in questo momento non serve. E’ vero, per noi genitori ingenuamente è solo un modo per condividere la cosa più bella che abbiamo tra le mani, perchè siamo fatti per condividere le cose belle. Però per questo esistono gli amici in carne ed ossa, e devono bastare! Grazie per questa riflessione, ciao!

  • mumblemum

    Questa cosa del rischio di creare un’immagine dei propri figli online già preconfezionata senza il loro consenso l’ho sempre sottovalutata, però a pensarci bene è davvero fondata. E sicuramente è una cosa che a loro in questo momento non serve. E’ vero, per noi genitori ingenuamente è solo un modo per condividere la cosa più bella che abbiamo tra le mani, perchè siamo fatti per condividere le cose belle. Però per questo esistono gli amici in carne ed ossa, e devono bastare! Grazie per questa riflessione, ciao!

  • condivido, ma io non resisto. si è sempre in tempo a togliere le sue foto dalla rete quando diventerà cosciente :)

  • La penso esattamente come te, anzi confesso di essere pure un po’ perplessa. Come ho twittato giorni fa, mi chiedo se fra una trentina d’anni la generazione dei nostri figli userà le nostre foto per guadagnare con le campagne social di pannoloni, colle per dentiere e deambulatori.
    In fondo, ci sono madri che se lo meriterebbero…

  • Ciao Chiara. Io non sono (ancora) mamma, ma la penso come te. Su tutta la linea! Tuttora non pubblico foto personali mie, che non voglio rendere pubbliche e visibili al mondo intero (come spiegano anche i tuoi amici che lavorano nell’ambito web). Non capisco perché dovrei farlo con dei minorenni, anche se fossero i miei bambini: chi tutelerebbe poi la loro immagine? Io non sarei in grado visto che chiunque potrebbe prenderne possesso ( come spieghi in questo post). Meglio che decidano da adulti, autonomamente , se postare le loro foto ai tempi del biberon! Personalmente provo imbarazzo con quelle postate dagli ex compagni di classe, che mi ritraggono da adolescente!

  • Emily

    Secondo me la tua è una scelta giusta. Passi chi posta foto dei figli sul suo profilo Facebook se questo è privato, ma comunque il fatto che i figli non abbiano potere decisionale al riguardo quando sono troppo piccoli è un altro fattore di cui tenere conto.
    Inoltre, devo dire che le tue foto, concentrandosi magari sui dettagli e sui particolari, anche se nascondono il viso, acquistano anche maggiore significato e bellezza.

  • cialdina19

    Sono pienamente d’accordo con te su tutto. Ma penso che anche i genitori non blogger dovrebbero riflettere e porsi i tuoi stessi “paletti”/ limiti.. anche da spettatrice veder lì ogni cosetta che fa il cuginetto 3enne, infastidisce/intristisce un pò.. così come postare ogni cosa che faccio io.. determinate cose vanno condivise SOLO con chi VUOI tu.. un pò sarà carattere, un pò sarà eccesso di paranoia e carenza d’egocentrismo.. boh! :) Complimenti sempre comunque!

  • Chiara io concordo pienamente. Sono mamma e ho un blog (in cui parlo di viaggi non di mio figlio, ma non cambia): lui sul blog e social non ce lo metto anche se in certe foto è talmente adorabile che la tentazione e l’orgoglio di mamma sono tanti… 😉
    Talvolta sono stata chiamata a giustificare la mia scelta, anche ad operatori del settore.
    Quindi ti ringrazio perché hai illustrato molto bene ciò che condivido e cerco di spiegare. La prossima volta invio via mail il link del tuo post! 😉
    Poi ognuno (ovvio) fa ciò che crede! Lungi da me giudicare ma… Secondo me è giusto rispettare le scelte di tutti! :)

  • Ombrosa

    Io posto foto dei miei figli.

    Posto foto molto selezionate, che rendano omaggio alla loro,
    alla nostra gioia di vivere. E alla loro bellezza.

    Oggi si può condividere con più gente, la differenza è solo quella rispetto a mia nonna che
    mandava le foto negli Usa ai fratelli e chiamava il fotografo nelle grandi
    occasioni e appendeva le foto in ogni angolo della casa. Paradossalmente anche
    quelle foto avrebbero potuto essere “rubate”, ammesso che interessassero a
    qualcuno (esattamente come le mie foto).

    Posto solo foto di cui, sono certa, i miei figli non
    potranno mai vergognarsi o imbarazzarsi, a quello sto molto attenta.
    Non credo nè che un pedofilo possa mai farsene qualcosa di una mia foto (sono ben altri i canali in cui si muovono) nè mi sconvolgerebbe la vita un’eventuale condivisione di un loro sorriso (che non avverrà mai, vista la pessima risoluzione di Instagram)

  • Cecilia Signorini

    Sono completamente d’accordo con te.

    Sono persone, e il fatto che siano i “nostri” figli non implica che siano una “nostra” proprietà!

  • Hermione

    Sono d’accordo con quel che dici. Insomma, che faremmo se oggi quella nostra foto imbarazzante fatta a 14 anni, anziché ingiallirsi nella cornice in salotto, girasse sul web fuori dal nostro controllo, magari corredata dai nostri dati “Anna Rossi, Natale 1994”?

  • laura

    Anche io mamma senza blog ma con i vari profili sui social… e per lo più anche io evito di mettere le foto dei miei figli su internet. Al di là della questione del rispetto per il bambino che nemmeno sa di essere una “piccola star” sul profilo facebook della mamma a me spaventa proprio tutto il discorso legato alla pedofilia. Avrò messo 3/4 foto dei miei figli su facebook che sono visibili solo ad alcune persone e mai foto in spiaggia, durante il bagnetto e simili. Sicuramente sono un po’ paranoica 😉

  • Sara

    Quando ero adolescente, mio zio aveva la passione della fotografia,
    ed era anche assistente di laboratorio al mio liceo.
    Una volta gli diedero il permesso di appendere ai corridoi della scuola un po’ delle sue foto migliori.

    Ricordo una bellissima foto in bianco e nero, in cui una ricciola 4 enne era seduta assorta su un water molto più grande di lei, luci ombre grigi, fantastici.
    Senonchè quella quattrenne ero io, e da adolescente mi sarei sotterrata all’istante per quella sovraesposizione mediatica. (si, il corridoio del liceo).
    Pur conscia che nessuno mi avrebbe associato a quella ricciola sul water.

    Tutto questo per dire Chiara che si, condivido in pieno la tua scelta.

  • Elisa

    Sono pienamente d’accordo con te .. Io non sono mamma,ma quando lo sarò .. Preferirò qualche dettaglio ai primi piani.. Sarà lui o lei un giorno,quando sarà in grado di capire cosa sono i social e cosa comportano,a decidere di comparire con la sue foto.

  • Mestessa

    Io pubblico foto di mia figlia su fb. Innanzitutto il mio profilo è chiuso, e seconda cosa ho piacere che amici e familiari la vedano crescere. Ho parenti che abitano lontano e sinceramente non avrei voglia di mandare email a tutti con le foto o addirittura stamparle e spedirle, quindi metto su fb e via, ho risolto. Però ripeto, il mio profilo è completamente chiuso, e fra le amicizie ho solo persone che conosco di persona o poche altre di cui mi fido. Avrò che so, 30-40 amicizie, quindi sono tranquilla.
    Inoltre mi fa piacere vedere le foto dei bimbi delle delle amiche, le guardo e sorrido pensando a quanto siano cresciuti. Non ci vedo nulla di male in questo, da sempre i genitori mostrano le foto dei figli a parenti e amici, l’importante è appunto limitarle a quelle persone lì, senza darle in pasto al web.

  • Sono d’accordo con ogni singolo pensiero che hai espresso, però mi permetto di dirti che in realtà Viola é comunque molto riconoscibile: pubblichi foto a figura intera, si vedono bene i dettagli di naso e bocca, i capelli, le mani…gli occhi chiari…quindi da perfetta sconosciuta che non l’ha mai vista mi sento di dire che, probabilmente, non avrei moltissime difficoltà a riconoscerla comunque.
    Soprattuto ultimamente mi pare siano un po’ meno privacy friendly 😉
    Quindi ecco il mio vuole essere solo un consiglio considerando quanto giustamente ti stia a cuore la sua privacy.

    Un abbraccio!

    • Grazie del tuo pensiero. C’è un motivo per il quale ai minori ‘pixelano’ gli occhi quando la diffusione dell’immagine non è autorizzata: se levi gli occhi, il viso solo da naso e bocca non è riconoscibile. E ho avuto la conferma da persone che hanno visto Viola per la prima volta. Quindi sono piuttosto serena al riguardo.

      • Francesca

        Io non sono per niente d’accordo Chiara, se posso permettermi, visto che se ne parla proprio in questo post. Sono d’accordissimo nel non pubblicare le foto di minori in rete, questo sì, assolutamente, per cui non comprendo, dal momento che anche tu sei contraria, e per tutte le ragioni che hai esposto sopra, il fatto di pubblicare foto di tua figlia in cui si vede comunque di 3/4, o di profilo, è praticamente la stessa cosa che pubblicarla per intera. Davvero pensi che non si riconoscibile?! Io che sto a Roma non penso avrei difficoltà a riconoscerla per strada se me la vedessi davanti, occhi o non occhi. Poi scelta tua per carità, il genitore sei tu, però proprio anche per il fatto che un minore non può scegliere di mostrarsi o no (per intero o per 3/4, poco cambia secondo me), io, da adulta, eviterei di postare foto di mio figlio, che non può scegliere al momento, e lasciargli il diritto in seguito, da grande, di decidere se e come mostrarsi in pubblico, per intero o in qualsiasi altro modo voglia. Chiaramente è solo la mia opinione personale.

        • Julia

          Sarebbe riconoscibile per voi solo se camminasse accanto a Chiara…non bastano capelli e altezza, abbiate pazienza! Di bimbe alte cosí e bionde ne è pieno il mondo! E comunque c’è differenza a mio avviso tra proteggere/mascherare in modo ragionevole e non farlo affatto!

      • Grazie a te, mi sento più serena anche io che adotto le tue stesse precauzioni con mia figlia ma proprio leggendo il tuo post e pensando alle foto di Viola mi erano sorti dei dubbi!

  • momfrancesca

    Ho da poco un blog in cui parlo dei bimbi e a volte anche dei miei figli. Non ho pubblicato nemmeno i loro nomi, e proprio non ci penso nemmeno alle loro foto. Io ritengo che mandarle in pasto alla rete non sia di buon gusto, molte persone potrebbero farne usi illeciti e/o pericolosi. Io lo so che i miei figli sono belli, e me lo dice chiunque incontro per strada, non ho bisogno di ostentarli per sentirmi dire da perfetti sconosciuti “oh che belli” e poi ritrovare le loro foto chissà dove e usate per altri scopi.
    A presto, momfrancesca.

  • joanne

    Ho sempre notato, e stimato molto, la tua scelta. Tanto più che ho notato che non usi la stessa delicatezza, e intelligenza, nei tuoi confronti. Joanne

    • Sai che palle che sarei se fossi 100% saggia!

  • Sybin Q

    Io ti ho copiata para para per la modalità di condivisione delle foto dell’Erede sui social. Lo dico senza problemi: sono stata ispirata dalle tue foto e dalle tue motivazioni. Cosa sarebbe successo se non avessi letto il tuo blog prima di diventare mamma? Probabilmente la stessa cosa, perché ero già allibita da certe foto di bambini pubblicate on-line, tipo quella della neonata nel bagnetto a gambe all’aria o l’altra del bambino sul water con sotto scritto “guardate, la fa come suo padre!!!” (O__O)
    Internet non è un parco giochi: bisogna darsi una regolata con quello che si pubblica.

  • Manu179

    Anche io non pubblico le foto del bimbo! Magari un piedino la manina, ma niente di più…più per il timore di dove possano finire…e’ anche vero che magari le mando nei messaggi privati su fb o whatsapp, e quindi sono sempre in giro per l’etere…

  • Paola

    Io non sono mamma ma sono completamente d’accordo con il discorso che hai fatto.
    Mi chiedo però quale sia la differenza con il postare una foto della bimba e raccontare la sua vita. Non lo dico per giudicarti, lungi da me, vorrei solamente sollevare una riflessione e sentire che ne pensi.
    Come mi arrabbierei se qualcuno postasse una mia foto particolarmente imbarazzante (o che in qualche modo modifica l’immagine online che mi sono creata o ne crea una se non l’avessi), mi arrabbierei allo stesso modo se qualcuno raccontasse un aneddoto in egual modo imbarazzante/connotante per me. Alla fine “l’identità online/pubblica” non si compone solamente di fotografie ma anche di storie e racconti sul carattere, su quello che uno fa e dice.

    • E’ una domanda lecita e ti rispondo subito: penso che la differenza sia che, quando sono molto piccoli, i bambini passano tutti le stesse tappe e fanno tutti le stesse cose. Più crescono, più diventano personcine, più sono unici. Per questo ultimamente, nonostante tutte le critiche del tipo “ah, mi piaceva di più quando parlavi di Viola/ah, non ci dici più niente di Viola”, ne parlo molto meno. Lo avrai notato, no? Proprio perché la rispetto.

  • Gnegnegne

    Condivido in pieno il tuo punto di vista. Ho paura che la maggior parte dei genitori, possedendo un’alfabetizzazione informatica pari allo zero, sottovaluti i molteplici rischi dell’esporre le immagini dei propri figli sul web. Stesso discorso vale per le foto con scollature ammiccanti o sederi in primo piano, fatto salvo che lì ognuno decide per sé stesso…

  • Io le pubblico.

    Sui social ne posto poche, ben scelte, e ovviamente, non condivido nulla che potrebbe domani (o dopodomani) imbarazzare mia figlia.

    Poi, siccome abbiamo nonni e zii sparsi in mezza europa, c’è un blog privato con tutte-le-foto-tutte, anche quelle del bagnetto-

    Qualche remoto rischio che le foto vengano “rubate” a esser sinceri c’è.
    Anche se si impostano con attenzione i filtri della privacy, e se il blog lo tengo privato.

    Ma, una volta prese con intelligenza le precauzioni del caso, bisogna anche accettare che rischio è parte della vita. NON dico di condividere alla cieca, ovviamente.
    Anzi, penso che chi non sa usare i social non dovrebbe condividere non dico le foto dei figli, ma proprio niente.

    Tuttavia, imho, astenersi per paura del “furto” sarebbe come non uscire di casa per paura di esser presi sotto da una macchina.

  • Chiagnc

    Sono totalmente d’accordo con quello che dici. Non ho figli ma ho “amici” su facebook che non ho mai frequentato assiduamente e di cui conosco ogni minimo dettaglio e immagine della vita dei figli dalla 13° settimana di gravidanza in poi.. e questo mi lascia senza parole. Ho foto mie di quando ero piccola che trovo imbarazzanti e sono sugli album dei miei a casa, se in un ipotetico mondo parallelo le avessero condivise su un social anni ’80 mi avrebbe dato molto fastidio. Mi domando soprattutto come possano certi genitori non pensare a dove potrebbero finire le foto dei loro pargoli perché una foto postata può diventare subito virale così com’è successo con la foto della tua panza. Abbiamo grandi strumenti di comunicazione che spesso non sappiamo usare, è come se dessimo le chiavi di una Ferrari a un ragazzino con il foglio rosa.
    Da quello che ci fai vedere di Viola mi sembra davvero bellissima… e nonostante la curiosità sono contenta di non sapere davvero che faccia abbia.

  • Giulia

    Ci pensavo proprio ieri Chiara…non è facile trasmettere così tanto con delle foto in cui il soggetto non è facilmente riconoscibile (occhi tagliati fuori per esempio)…ma tu ci riesci benissimo… Anzi le tue foto sono ancor più belle ed evocative per questo!

    Detto questo io condivido il tuo pensiero e personalmente farei lo stesso…non solo come genitore ma anche come zia, amica, sorella etc

    Ricordiamocene

    Un saluto

  • Ciao Chiara, io ho una bimba di 4 mesi e invece pubblico..e dai commenti inizio a pensare di essere una specie rara! ahah 😉 Uso Instagram con il profilo aperto, ho il blog dove inserisco qualche foto e su Facebook ho il profilo privato ma ne aggiungo circa 1 ogni mese per aggiornare il parentato della crescita della piccola poiché vivo oltreoceano. Hai ragione a dire che di mezzo ci sta l’orgoglio parentale: io l’adoro e ne sono orgogliosa. Al postare la prima foto sono stata assalita da più pensieri, mi sono anche confrontata con mio marito, non l’ho fatto con tutta la tranquillità che poi invece è venuta naturale per le altre. Ho deciso che man mano cresce pubblicherò di meno e sempre scatti dove sarà meno riconoscibile e mai scatti imbarazzanti o in qualche maniera di nudità. Forse sto sbagliando tutto, ma per ora mi sento serena. :)

  • scake

    Ancora più’ radicale: manco la mia di faccia ci metto! Troppa paura di essere raggiunta da qualche squilibrato…

  • maka

    Guarda, qualche mese fa ho pubblicato questo articolo sul mio blog http://makawrites.blogspot.it/2014/01/perche-non-pubblico-primi-piani-di-mio.html …per farti capire quanto sono d’accordo con te!

  • Rotella Storta

    Non ci trovo niente di male ma soprattutto, rimanendo nella decenza e nel rispetto del piccolo, non vedo a cosa possono servire le foto di mio figlio in rete. Sono figlia del mio tempo. Mi chiedo chi è più morboso.

    • annaelle

      Concordo!

  • volevofarelarockstar

    Da quando esiste google plus ho scoperto quanto effettivamente le mie (poche e brutte) foto hanno girato. Alcune sono state viste decine di migliaia di volte (suppongo che google faccia comparire le foto caricate su blogger nelle serp delle ricerche di immagini) e nnaturalmente riutilizzate senza citarmi.
    Le bimbe le ho postate un paio di volte in luoghi dove sapevo che non sarebbero state indicizzate digitando il mio nome. Non ho fatto lo stesso con la mia immagine però devo ammettere di essere piuttosto savia, al limite del paranoide. Che dirti, fai benissimo, google eè più di quello che pensiamo, eppure lo conosco abbastanza bene. Niente allarmismo, solo consapevolezza.

  • Jac

    Purtroppo i motivi non sono solo quelli citati dai piu’… piacerebbe pensarlo…
    in realta’ il fatto che tale condivisione puo’ sfuggire al nostro controllo permette che foto cosi’ preziose e personali finiscano in mano a persone che interscambiano con gruppi di altre persone poco affidabili, per non dire altro..credo sia chiaro.

  • deborah

    mah, al di là di tutto, le foto di Viola che posti sono molto “artistiche”, incuriosiscono e , allo stesso tempo, Viola diventa un simbolo, proprio perchè non è mai sufficientemente individuabile. A me piacciono molto così. Non ho mai postato foto di mia figlia da neonata, soprattutto per un istinto di protezione che le neomamme hanno in genere molto sviluppato. Ora mi capita di farlo, in occasione di avvenimenti, gare etc..sempre con un filo di perplessità, però. Rimanendo su Fb, ricordiamoci che su quelle immagini, una volta pubblicate, perdiamo ogni diritto, almeno con Mr Zuckerberg, o sbaglio?

  • deddy

    A me piace molto guardare le foto della mia infanzia insieme ai miei amici. Se non avessi quelle foto e nessuno avesse consentito a farsi fotografare avrei perso dei bei ricordi.
    Anche a mio figlio piace molto guardarsi le foto delle sue partite di calcio sul profilo facebook della sua squadra.
    In nome della privacy la scuola non pubblica sul giornalino scolastico del mio paesello di 4000 anime le foto dei bimbi che fanno il piedibus e nessuna delle attività che fanno.
    Deddy

  • Ciao Chiara,
    ti lascio un altro commento al post perché ho condiviso questo tuo articolo sul mio profilo personale FB e in un commento mi hanno parlato di un servizio delle Iene in cui si racconta che una volta scattate foto e salvate nel rullino dello smartphone queste anche se non condivise sui social diventano comunque già di dominio pubblico.
    Il servizio si chiama “Quando la tua intimità diventa pubblica” e mi chiedo: è davvero così?
    Qualche lettore o tu stessa ne sapete qualcosa al riguardo?
    Perché se fosse davvero così, aiuto!

    Grazie

  • bianca

    Sono d’accordo, posso ancora capire per chi non è un personaggio pubblico la scelta di mettere una o due foto con i figli, ma ecco, se molti ci risparmiassero gli interi album di ogni cosa che fanno i figli, ogni tanto mi chiedo cosa passa nella testa di chi trova normale pubblicare addirittura su IG le foto del pargolo alle prese col vasino…
    E colgo l’occasione per ringraziarti tanto di aver nominato il libro della Ferrante in quel post di qualche tempo fa, non ne avevo mai sentito parlare, mi hai incuriosita, ora sono al secondo volume e scalpito per finirlo e iniziare il terzo.

  • Come te, cerco di evitare, ora che bimba non ha piu’ il visino paffutello dei neonati, l’inquadratura piena. A volte il narcisismo ha la meglio. Hai perfettamente ragione sui tredicenni, no, non lo sanno che combinano.

  • Maddalena – Pensieri rotondi

    Una volta una mia collega universitaria, parlando di offerte ai senzatetto, disse: “Io do sempre qualcosa. Se poi quello sperpera o beve, non posso saperlo. Ma io do.” Ecco, quando scrivo un post, io utilizzo sovente le foto dei miei figli: non per vanità, ma per il semplice fatto che spesso apporre foto di sconosciuti ad articoli miei mi farebbe sentire meno sincera, sarebbe come dare a metà. I pezzi che scrivo sono sempre volti a dare valore: ai miei figli, al mio amore per loro. Non per niente si chiama Pensieri rotondi: forme d’amore materno (http://ilblogdivicky.altervista.org/). Su alcune immagini appongo il watermark. Su altre no. In ogni caso – avete ragione – la garanzia del loro buon uso non si ha mai. Ma nel momento in cui si fa scrittura, scrittura di riflessione soprattutto, la scrittura chiede generosità. Non ritengo di imprigionare i miei figli in alcun modo, se ciò che scrivo, e le foto che aggiungo, sono un inno alla loro e mia meraviglia.

  • Una volta una mia collega
    universitaria, parlando di offerte ai senzatetto, disse: “Io do sempre
    qualcosa. Se poi quello sperpera o beve, non posso saperlo. Ma io do.”
    Ecco, quando scrivo un post, io utilizzo sovente le foto dei miei figli: non
    per vanità, ma per il semplice fatto che spesso apporre foto di sconosciuti ad
    articoli miei mi farebbe sentire meno sincera, sarebbe come dare a metà. I
    pezzi che scrivo sono sempre volti a dare valore: ai miei figli, al mio amore
    per loro. Non per niente si chiama Pensieri rotondi: forme d’amore materno http://ilblogdivicky.altervista.org/. Su
    alcune immagini appongo il watermark. Su altre no. In ogni caso – avete ragione
    – la garanzia del loro buon uso non si ha mai. Ma nel momento in cui si fa
    scrittura, scrittura di riflessione soprattutto, la scrittura chiede
    generosità. Non ritengo di imprigionare i miei figli in alcun modo, se ciò che
    scrivo, e le foto che aggiungo, sono un inno alla loro e mia meraviglia.

  • Hai perfettamente ragione, io non ho figli ma non metterei mai le loro foto, come cerco di non mettere le immagini di persone fotografate in giro, perché se anche uno accetta di essere fotografato non significa che sia d’accordo a finire su internet. Per quello che riguarda i minori – figli, nipoti, etc – siamo noi a decidere per loro, e nemmeno io lo trovo giusto, di darli in pasto a chicchessia, soprattutto credo ci sia dietro una curiositá morbosa da una parte, e la voglia di ostentare dall’altra, in questo caso di quanto é bello il proprio figliolo. Per quello che riguarda il watermark, bisogna sempre metterlo, anche a costo di perderci un sacco di tempo. A me una volta un tour operator ha rubato diverse foto di viaggio per il suo sito, in cui ovviamente le utilizzava per vendere viaggi e quindi fare soldi! Il watermark va messo in posizione strategica sulla foto, scrivere il nome o mettere il simbolo del copyright a filo del bordo foto, non serve ad una cippa; chi vuole utilizzarla, basta che la rifili un poco, come é successo a te con quella del pancione. Un bel marchio in mezzo all’immagine e vedrai che non le ruba più nessuno! Ciao :-)

  • mammadeinchina

    Ciao Chiara, scrivo raramente qui ma questa volta hai toccato un tema su cui rifletto spesso. A dire il vero pensavo di essere una delle poche paranoiche a non postare foto di mio figlio, ma vedo che siamo in molte a non farlo. Premetto che tempesterei il mio blog con le sue foto, ma poi qualcosa mi ferma sempre. Personalmente, oltre a non voler dare le sue foto in pasto alla rete, è proprio il fatto di non voler usare la sua immagine ora che lui non ha voce in capitolo. Sarò esagerata, ma mi sembra una questione di rispetto nei suoi confronti. Vivendo comunque abbastanza lontano da famiglia e amici, invio le foto su whatsapp o mail. Eppure si, l’orgoglio genitoriale e la voglia di mostrarlo al mondo sono davvero duri da tenere a bada!!!

  • Peggy Sue

    Scusa Chiara, il discorso immagine é corretto e legittimo, ma ti sei mai chiesta cosa penserà tua figlia leggendo il post in cui confessi di aver pensato all’aborto? Senza polemica, ci hai pensato?

    • Tralasciando il tono passivo-aggressivo dei commenti nei quali si specifica ‘senza polemica’ e poi si vomita fuori la domandina più subdolamente crudele che si possa fare (non mi piaci, non saresti mai una mia amica nel ‘mondo reale’) ti rispondo che per i propri figli bisogna essere di esempio. O almeno, cercare di farlo. Il mio esempio, e quello in cui credo, è che le donne abbiano la piena facoltà di decidere se portare avanti una gravidanza o meno. Se mai (speriamo di no) succeda che Viola a 26 anni si trovi incinta senza desiderarlo, sarò l’ultima persona a dirle ‘l’aborto no’. Onestamente, è molto facile portare avanti una gravidanza che si desidera. Non lo è altrettanto scegliere di portarne avanti una che non si desidera. Io l’ho fatto, mi sembra un atto d’amore, non certo una cosa brutta o della quale vergognarmi.

  • annaelle

    Arrivo in ritardissimo… ma io invece non sono d’accordo… c’e’ una differenza tra mettere un album con migliaia di foto in ogni posa e situazione, e qualche bella foto ben “settata” sui social networks. Mi sembra paradossale condividere essenzialmente tutto e poi nascondere occhi e bocca. Non so, al di la’ delle motivazioni, mi sembra poco efficace. Poi concordo con qualche commento di cui sotto che secondo me ste paure dei mostri pedofili sono fondalmente assurde….

    Poi pero’, alla fine e’ una scelta personale – libero arbitrio

  • Nina

    Leggendo il tuo blog ho imparato molte più cose di tua figlia di quante ne avrei imparate in un blog con foto che non riportano dettagli molto particolareggiati di tutta la sua giornata/vita/abitudini.
    Non so se questa si può definire coerenza. Ecco.

  • donatella

    Ciao Chiara, sono perfettamente d’accordo con te, come sempre d’altronde, ahah