Riflessioni di Settembre

Life · · 61 commenti
meyellow

Vedo quasi ovunque selfie sorridenti accompagnate da didascalie che più o meno inneggiano all’inizio di Settembre, alla voglia di rispettare i buoni propositi e a quella di lavorare sodo sui nuovi progetti – evviva, evviva.
Mi chiedo come faccia a ste altre blogger ad andare sempre tutto bene – anzi, mi correggo: sicuramente non va loro ‘tutto bene’, quindi mi chiedo in che modo riescano a frenarsi dal condividere i momenti down, visto che quando il blog nasce dalla necessità di condividere questa non si manifesta solo nei momenti bellissimi, in cui ami la tua vita (#ilovemylife) il tuo lavoro (#ilovemyjob, che per altro io stessa ho usato su Instagram qualche giorno fa), e sei tutta uno #smile e un #behappy – accompagnati o no da una foto dove si vedono un gran bel culo e le mani alzate verso il mare.
Io ho questo problema di multidimensionalità della condivisione e, se da una parte davvero vorrei condividere solo il bello per essere un modello di positività e non uno di quei blog che, al pari di certi status di Facebook, hanno l’effetto di un’incudine sui coglioni, dall’altra parte quando poi mi siedo alla tastiera e ho un altro umore mi sembra scemo fingere. Per questo vado poco d’accordo con i post programmati, che magari c’è un post riflessivo e quel giorno sto a tremila e voglio parlare di minchiate o, all’opposto, magari oggi sto sotto a un treno e mi si piazza sul blog un post scritto la settimana prima dove sono la regina dei buoni propositi e del pensiero positivo.
Ecco, gnaa faccio.
Dunque eccomi qui a dirvi: questo Settembre sarà una lotta.
Da una parte, è vero, ci sono tonnellate di progetti in cantiere – alcuni bellissimi! – e lavori in corso, idee e buoni propositi, corsi da iniziare, passioni da scoprire e altre da coltivare. Ed è bello, oggettivamente. Ho tante possibilità e quel che è meglio devo ringraziare solo me stessa per averle davanti, che non è poco.
Dall’altra ah, eccomi, ci sono io. E se ricordate un post di qualche mese fa che fece molto scalpore ecco, no, non ho risolto tutti i miei problemi, anzi direi che si sono annodati sempre più profondamente al mio quotidiano come maglie strette. Sono nella fibra della mia pelle, tra le mie ciglia, in ogni sgraziato battito del cuore (l’aggettivo al momento non è scelto a caso).
Le cure ci sono, e dopo una serie piuttosto lunga di fallimenti sono ancora decisa a trovare quella giusta. Ma intanto.
Questo Settembre sono alla guida di me stessa come in sella a un cavallo pazzo.
Certi giorni va tutto bene, fa quello che decido, lo riesco a guidare e fargli fare una vita sensata, regolare.
Altri giorni fa il cazzo che gli pare. Questo vuol dire che potrebbe decidere di buttarsi a terra e non far nulla, ma proprio nulla – a malapena respirare – per tutto il giorno, schiacciato da un dolore che arriva da tutte le parti e che al tempo stesso non esiste.
O potrebbe mettersi a correre come un forsennato senza sapere esattamente dove andare, con in petto quella foga e quell’angoscia tipica di chi sta perdendo un treno, ma nemmeno il treno a dire il vero esiste.
E’ una sfida, stare dentro questa testa.
Che accoglie e respinge con la stessa intensità, che si ama e si odia con veemenza.
Può sembrare bizzarro, forse, il mio modo di porre la questione. Ma il fatto è che questa sono io, e che se c’è una cosa che detesto è farmi fessa. Mi dico sempre la mia (distorta) verità, per questo tendo ad avere scarsi mezzi di autocelebrazione – per quanti selfie possa pubblicare – o forse le cose sono concatenate?
E allora, visto che questo blog ormai è una parte di me e mi interessa espormi nella misura in cui qualcuno possa riconoscersi, e certi tabù possano cadere e certi difetti uscire allo scoperto, troverei stupido non iniziare questo nuovo Settembre – capodanno morale – parlandovi della mia confusione.
Al momento, la mia testa è una giungla e col tempo sto più o meno imparando a conoscere le bestie feroci che la abitano – non che questo mi salvi dai loro attacchi.
Si fa per gradi. Ferendo molte persone e sé stessi prima di tutti.
Sbagliando.
Esponendosi.
Scoprendo la propria assoluta vulnerabilità.
Verificando che i difetti che hai sono spesso esattamente quelli che credi di avere.
Cercando comunque di respirare.
Quindi, ecco il mio Settembre. Sopravvalutando i rischi, sottovalutando me stessa, eppure buttando le carte sul tavolo.
Se vi raccontassi la paura che ho dovrei scrivere un altro libro.
Ma come dirvi che in tutto questo caos, con i demoni che mi tirano giù fortissimo e la consapevolezza di non poter ritirare le scelte sbagliate, credo in fondo che questo vivere in sella alla follia, è in qualche modo il mio karma, la mia avventura.

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Commenti

  • Non per tutti è facile condividere i momenti giù. Cerchiamo sempre di mostrarci invincibili, ma non tutti riescono/vogliono fingere quando le cose non vanno.
    Personalmente non ci vedo nulla di male a condividere un momento triste o difficile, anzi, magari scrivere e chiacchierare può dare una mano. Quando ho i miei momenti giù non riesco a scrivere, o meglio non ne ho proprio voglia, o meglio ancora, non sono pronta a condividere anche questo. Mi sento ancora una principiante, ho poca confidenta col mondo dei blog e mi serve tempo.
    Bye!

  • Ska

    Safari, dentro la mia testa.. ci son più bestie che nella foresta.

  • Giulia Benotto

    Grazie.
    Per le tue parole. Perché mi hai fatto sentire come di fronte a uno specchio. Perché non sono mai riuscita a spiegare come mi sento, ma l’ho appena visto scritto nero su bianco. Perché “è una sfida stare dentro questa testa”, proprio come dici tu.
    Un abbraccio, con l’augurio di vincerla entrambe, questa sfida!

  • Francesca

    Dico la verità, non capisco molto di quello che dici perché mi sento diversa ma lo apprezzo molto e credo che chi ti segue lo faccia anche per questa tua capacità di mostrare tutte le facce.
    Cerca di star bene, io faccio il tifo.

  • Settembre è un giro di boa, non c’è dubbio. In effetti questo inizio è per me un caos calmo che so già andrà in crescendo dato che attorno al 20 ci sarà un evento molto importante a cui sto lavorando e poi c’è Bimba quasiragazzina che inizia la scuola media e un sacco di tante altre cose che mi fanno sentire a volte su a volte giù come se stessi su un’altalena che scricchiola, mi piace l’altalena, ma quello scricchiolio e se si rompesse d’un colpo? Leggere il tuo post mi è piaciuto perchè condividere la fragilità è coraggioso, secondo me e mi piacciono le persone coraggiose. Ti lascio un caffè virtuale di buon augurio e via! Ritorno alla mia quotidianità, con questo rumore di pioggia battente in sottofondo.

  • ilaria

    Coraggio! Coraggio ne hai, lo sappiamo, perciò affronta un momento alla volta, fretta non ce n’è.

  • Chiara

    Mi ha sempre colpito come alcune mie scelte e molti dei miei stati d’animo in questi anni siano spesso combaciati con i tuoi, nonostante sia ovvio che siamo piuttosto diverse.

    E’ veramente strano, a volte.

    Ti seguo da moltissimi anni, probabilmente lo sai. Da quando questo blog nemmeno sfiorava i tuoi pensieri, ma già da allora molte volte mi sono sentita vicina a te in molti momenti difficili e nel modo di affrontare con “meditata pazzia” alcuni episodi e bivi devastanti.

    Ecco, anche stavolta non fa eccezione. Basta dirti che mentre leggevo il tuo post ascoltavo questa canzone: https://www.youtube.com/watch?v=Jaha10-onPE

    Sospetto persino che la scelta sbagliata sia la stessa.

    Ed ho i brividi.

    In bocca al lupo, Chiara.
    A tutte e due noi.

  • Stella

    Personalmente i post tutti sorrisi sempre e comunque innervosiscono.. mi sanno di truffa.. Tu (mi) piaci per questa trasparenza e la condivisione anche delle cose normali come i momenti down. Già per come ne parli sembra che la bestia sia ben sotto controllo e se a volte scappa è solo per ” distrazione”.
    Parlarne è già risolvere dicono…Ciao.

  • Federica Bertuzzi

    Condividere i momenti down per me è difficilissimo!
    La mia migliore amica quando ha un pensiero o qualcosa che va storto riesce a sfogarsi completamente e a parlarne con me, io invece ZERO!
    Tengo tutto dentro e rimugino anche settimane…
    Quando proprio arrivo al limite l’unica persona con cui mi sfogo è mia madre perché è l’unica che di certo non andrà a raccontare il mio sfogo a nessuno.
    Quest’estate qualcosa dentro di me è cambiato, ho deciso di creare una famiglia col mio ragazzo e questo mi ha portata a giudicarmi a rendermi vulnerabile ai miei occhi e a quelli degli altri. E’ stato un momento di cambiamento molto bello e tremendo allo stesso tempo: ho perso ogni sicurezza e allo stesso tempo sto trovando nuovi equilibri. Ho fiducia in me stessa però, quindi avanti tutta!
    Un abbraccio Chiara!

    Fede

  • Cricetina

    Ci sono passata anche io….la mia si chiamava depressione con crisi di ansia e somatizzavo tutto sul piano fisico.
    Se ne esce? Diciamo che si impara a conviverci, a domarla, ciclicamente ritorna e si sprofonda per pii riemergere, per noi mamme poi e’ ancora piu’ dura perche’ siamo lo specchio dei nostri bambini.
    Ti abbraccio forte forte

  • pensieri condivisibilissimi. spero che nella tua capoccia si faccia chiarezza, anzi no, siamo umani, è giusto che siamo confusi su alcune cose. ma il mio augurio è che ogni giorno riesci a trovare qualcosa di bello per cui ringraziare. e so che non bastano le persone che te lo dicono da fuori che sei fortunata ma lo devi sentire tu. in bocca al lupo per tutto, mi offrirei come sempre per una parola in privato ma sono una come tante che magari ha come te lo stesso “male” e magari non ne hai voglia :) un abbraccio

  • Anna Pisoni

    Ti ringrazio. In qualche modo, anche se la mia giungla è meno fitta e somiglia di più ad un boschetto, leggere le tue parole mi ha aiutato molto. Un abbraccio dalla stessa Londra, di sostegno.

  • elelam

    è quel sopravvalutare i rischi e sottovalutare se stessi che impolvera scientificamente tutto. soffiare forte e darci dentro…qualcosa -per fortuna- succederà! Comunque questo è IL POST DI RIFLESSIONI SETTEMBRINE, se volevo tirare fuori le gengive e i denti parlando di dieta e iscrizione in palestra mi bastava fare un giro in qualche ristorante giapponese qui a Milano.

  • shaula

    io scelgo consapevolmente di filtrare quel che entra nel blog. ci raccolgo cose belle, momenti semplici, ma sereni, colore. a volte qualche riflessione, ma cercando di star ben lontana dall’angolo dell’opinionista della domenica, che no grazie. poi certo qualche ombra traspare comunque, non è certo facile tenere i due mondi completamente separati, come compartimenti stagni. e la vita qui fuori non è certo tutta rose e fiori, anzi. però mi sono resa conto che è proprio quando va peggio che cerco rifugio in quelle pagine, per distrarmi, per allenare l’occhio a vedere il bello, nonostante tutto. e allora può sembrare che nelle mie quattro mura tutto sia bello,yuppi e felice. e no, non lo è. ma non si tratta di un inganno, di una falsificazione, di negare qualcosa. decido semplicemente di tener per me problemi, ansie e preoccupazioni, soprattutto le più private, che condivido solo con persone “in carne ed ossa”. alla fine mi son resa conto che è comunque un approccio che ho anche nella vita di tutti i giorni e quindi mi viene naturale così. resta sempre vero che un blog, e la condivisione che ne nasce, “serve” e dovrebbe fare bene prima di tutto e soprattutto a chi lo scrive. e a chi legge non resta che accogliere le parole, gioirne assieme e congratularsi, dispiacersi e rammaricarsi, confrontarsi e a volte offrire uno spunto, uno stimolo, un diverso punto di vista. e augurare sempre il meglio.
    buon settembre, quindi, anche se ci sarà da lottare.

  • violetta

    Non è mai facile affrontare i giri di boa con leggerezza anche per chi è stabile, figuriamoci per chi è in sella a un cavallo pazzo! Io credo che le sensazioni che tu descrivi le proviamo tutti o quasi, chi in maniera più forte chi meno. E’ che siamo una generazione in preda allo sconforto e solo il vivere quotidiano presuppone la necessità di affrontare tutta una serie di paure angoscianti. Ma noi ce la faremo, e anche tu!

    E poi tra pochi giorni Porpi compie gli anni, ti vogliamo in forma!

  • Ciao Chiara,
    così come penso sia bello leggere post di gente felice e positiva (che ti contagia con la loro carica), allo stesso modo penso sia utile leggere anche dei momenti di down, perché in alcune di quelle situazioni ci si può riconoscere e soprattutto perché aiutano a realizzare che la vita di nessuno è perfetta – perché altrimenti dove sarebbe il divertimento?! 😉
    Sto affrontando un periodo di grandi cambiamenti in cui spero di prendere delle decisioni giuste (o almeno non troppo sbagliate!), nel frattempo cavalco anch’io il cavallo impazzito della mia vita, sperando che le lezioni di equitazione prese quando ero giovincella in qualche modo mi aiutino!

    Enjoy your ride! Un abbraccio :)

  • Ale B. R

    E se ti facessi un giro nella mia testa ti metteresti a ridere per le paure che ho, perchè per gli altri sono stupide e assurde, per me sono orribili e inaffrontabili quando arrivano. Ma cerco subito la lucidità e so che le paure non sono reali e mi distraggo, le domo. Così da 10 anni. Sempre meglio però, perchè adesso le mie paure le conosco e so che non sono razionali. Per quanto riguarda il mio blog o i miei selfie…scrivo e scatto solo quando sto bene, altrimenti non riuscirei. Ecco spiegato lunghi periodi di assenza 😉 . Ciao Chiara, ricordati che tu sei più forte delle tue paure!

    • nessuna paura è assurda.

  • MISSLORETTA

    Cercavo un modo per raccontare a me stessa il mio settembre. Cercavo le parole per raccontarmi la verità su questo inizio, e ho trovato le tue, e sono identiche a quelle che avrei voluto raccontarmi e che a leggerle da qualcun altro risuonano ancora più forti e ancora più chiare. Pensavo di essere la sola a cui dentro questo settembre apparisse come una giungla al tramonto, quando i suoi abitanti fanno un gran chiasso nell’attesa di trovare un posto in cui abbandonarsi prima del calar del sole e invece scopro che la paura che ho io, che l’agitazione che certi giorni ti prende all’improvviso è anche di tutti e di chi comunque ha il coraggio di guardarla negli occhi, tra un selfie ed un altro. Un bacio chiara! E buon inizio, a te e a me! Fingers cross!!!

  • Ti ricordi cosa ti scrissi, vero?
    Torno a ripeterlo: il tunnel ci sta portando da qualche parte. O, come diceva Bilbo, «la via prosegue senza fine».
    C’è chi cammina senza stare a farsi domande e c’è chi cerca di dare un senso al percorso.
    Andiamo, con fiducia.

    • andiamo con fiducia – mi piace.

  • Camilla

    Mi dispiace per come ti senti, ognuno di noi ha i suoi momenti no, ma ora tu mi sembri prorio incasinata.
    Forse chiamare le cose con il proprio nome (Depressione? Tristezza? Solitudine? Panico?…) e spiegartele un po’ meglio (il post questa volta è una bella frittatona) potrebbe essere un piccolo passo per iniziare a capire…
    Sperando che dentro di te si faccia chiarezza, un abbraccio.

    • so esattamente come si chiama, il post è incasinato di proposito per riflettere un certo casino mentale :)

  • Stefania Di

    Ho un blog e in genere scrivo quando sono contenta.
    Questo non significa che non capitino anche a me giornate storte, ma in genere ne scrivo e poi lascio il post tra le bozze perché mi rendono conto di avere la brutta abitudine di piangermi addosso e non lo sopporto. Ci sono volte, poi, in cui scrivo comunque di cose allegre perché mi aiuta a concentrarmi e non sto lì a rimuginare e a rendere i casini ancora più grossi (e i casini che si aggiungono ai casini, di cui l’ultimo oggi – e non ce n’era bisogno, te l’assicuro).

    Oggi per esempio è un giorno molto nero, forse il più nero degli ultimi mesi, eppure mi sono alzata alle 7.30, ho scritto, poi sono andata al lavoro, sono tornata e mi sono rimessa a scrivere un post sui buoni propositi, di quelli che tutti si aspettano in questi giorni. Così forse mi passerà anche la voglia di piangere. :)

    • brava :) anche io a volte riesco a fare così, altre no. forse lascio da parte i problemi più specifici, dei quali non mi lagnerei mai sul blog, ma quando anche la big picture è un casino sento la necessità di condividerlo.

  • Alessia

    Non so cosa consigliarti perchè anche io mi giostro tra una vita bellissima – amore, viaggi, lavoro bello per cui ho studiato – e un qualcosa dentro, un sottofondo di tristezza, una malinconia innata anche se faccio cose bellissime e sulla carta ho tutto per essere felice. Il mio segreto è dirlo il meno possibile in giro perchè con tutte le fortune che ho, e ne sono consapevole, non è accettato che io possa anche essere triste o avere un piccolo demone che non riesco a scacciare.

  • Paola

    Ho smesso di leggere i blog di chi ride sempre e sembra non abbia mai un gradino da salire, ma sia tutto in discesa. Dici “e’ una sfida, stare dentro questa testa”, lo dico anche io. Cosa ho? Non lo so, alterno fasi, desideri, istinti. Ieri ero al mare, facevo la solita camminata fino ai camping, mi ripetevo non voglio tornare! Voglio restare qui, da sola, godermi il silenzio , il mare, la pace della pineta. Ma sono tornata a Roma, al lavoro,alla routine, mi sembra surreale. Sai cosa mi salva? Fare programmi, sono già via con la testa e col naso nel calendario, Napoli dalle mie radici, i miei affetti, Londra e Bruxelles, dalle mie amiche del cuore e piccoli altri spostamenti, piccoli altri impegni. Tu sei più brava di me,accetti il disagio, prendi il buono quando c’è, ti fermi quando è il momento di fermarsi. La testa è così, ingovernabile, dovrei accettarlo anche io. Un caro abbraccio. Paola

  • ari

    Chiara, ti rendi conto di quanto tu possa essere un’ancora per le altre persone? Ho letto questo post e immediatamente ho pensato: grazie al cielo esiste qualcuno che si sente come me!
    Durante la tua gravidanza ti sei messa a nudo raccontando al mondo che essere mamme non è solo sorrisi e carezzine e “quanto bellobravobuono è il mio pulcino”.
    Adesso fai la stessa cosa nei confronti della vita. Ci sono momenti buoni, ci sono momenti cattivi. A volte sono così i giorni, a volte gli stessi minuti nell’arco della medesima giornata.
    Non sono madre, sono ancora troppo giovane per esserlo, però sono viva e in balia dei miei pensieri come te, come tutti. Quindi, ecco, GRAZIE per essere vera come noi.

  • Cris75

    Per noi che ti siamo affezionate il fatto che tu condivida anche i momenti bui rafforza solo l’empatia e la voglia di seguirti. Per quanto riguarda la questione specifica, non è molto che certi strani pensieri cominciano a frullare anche nella mia testa. Mi chiedo: ma cos’è che fa di una persona, una persona soddisfatta? E a me cosa manca per esserlo? Perchè non lo sono? Perchè non mi viene in mente niente, niente al mondo che potrebbe farmi stare bene, o almeno meglio? Perchè i momenti belli sono appunto solo momenti, mentre il resto della vita mi appare così faticoso? E ti assicuro che di tutto questo fuori non si vede niente, anzi vengo considerata una persona equilibrata, soddisfatta, serena e portatrice di serenità! Tutto quelli che non sono…

  • federica

    Chiara , chiara, leggo e tremo, perché mi sembra che le parole che ho sotto gli occhi siano inchiostro della mia penna.un bambino di un mese e mezzo, la prima di quasi 5 anni.io distrutta psicologicamente ( fisicamente no, tie’ :-) . Un lavoro che amo, e che so con due bimbi, anche avendo la tata o una mano da mia mamma, che non potrò più fare come vorrei – niente viaggj di lavoro per un anno e più- .una confusione in testa che parte dai sentimenti contrastanti cge mi legano al mio compagno, la mia vita in una centrifuga adesso, e la consapevolezza che ci vorrà del tempo per riequilibrare il tutto, si ma quanto? Insomma sei in buona compagnia, oltretutto mettici anche il senso di colpa per solamente pensarle queste cose ( e te lo scrivo mentre sto guardando il piccino che dorme)io ti leggo da quando hai scritto il primo post sul tuo blog.ti adoro..un abbraccio grande.federica

  • Paoletta

    Un sagittario e il suo cavallo pazzo. Per anni ho provato a governarlo, inutilmente. Sono passata da yuppie a hippy con congelata nonchalance. Neanche emigrare è servito. Karma it’s a bitch.
    Leggi Beckett se non lo hai già fatto: ” Ce n’era uno in grado di mettersi al mio posto, di sentire quanto poco, in quel momento, ero quello che avevo l’aria di essere, e in quel poco che potenza c’era, di gomene tese da spezzarsi?”. Ti abbraccio da lontano, sorella di segno!

  • rossella

    Chiarina siamo donne! Non c’è niente di patologico. ..siamo in balia degli ormoni! Il tuo stato è tipico dell universo femminile ed è questo il nostro punto debole e la nostra forza!
    Come diceva rossella: ” domani è un altro giorno”

  • Barbara

    Incredibile provare le stesse emozioni, Le stesse paure, le stesse inquietudini di una persona che neppure conosci ma che leggi ormai da anni? Incredibile si, e allo stesso tempo rassicurante. Ti auguro di trovare una tua pace interiore, io la sto ancora cercando, tra giornate positive e molte incerte, tra sedute di psicoterapia, prove di forza su me stessa e giorni che se ne vanno così come sono arrivati.. Nel caos..
    dalla “ipersensibilita’” (come la chiamo io) non si guarisce.. Ma si impara a conviverci.. Così mi dicono.. E io voglio crederci. Quindi forza! Sei in buona compagnia! :)

  • annaelle

    Ciao Chiara,

    Io invece no. Non mi unisco al coro per dirti che condivido e che avrei potuto scrivere le stesse parole. Non oggi, non ora. Forse qualche anno fa, quando le relazioni erano incerte e non c’era sicurezza nell’amare o nell’essere amata, non c’era fiducia nel mio futuro e nella mia carriera, allora si.

    Ricordo che allora fu difficile attraversare il percorso, e le parole di qualcuno molto saggio mi rimbombarono per la testa per mesi interi.

    Fai le tue scelte. con coraggio, e a testa alta:

    “Chi salta salta perchè sa che ha troppa voglia di farlo, non perchè non ha più paura. La paura è un’emozione intensa che ci fa percepire che rischiamo sempre qualcosa nel fare una scelta. Non avremmo bisogno di farne, di scelte, se non ci fosse la paura. Saltate quel fosso. Sganciatevi da quello che è stato e correte incontro a tutto quello che ancora deve venire.’

  • Elena Tee

    ah ecco! Se ti può consolare non sei l’unica! Penso sia questo che ci rende donne al 100%, il riconoscere e ammettere la propria vulnerabilità, combattere quotidianamente contro le nostre paure, a volte sentirsi smarrite, ma poi schiacciare il tasto reset. Cancellare tutto e ripartire!
    Ele

  • violetta

    non ho l’account su nessun social, incredibile ma vero, quindi posso farlo solo qui… Auguri Viola!!!!

  • Silvy

    ciao Alice, una bella riflessione, in cui – al di là di questo “mondo” virtuale di un blog di successo – si legge tanto di ciascuno di noi, e della propria vita on e offline.
    Tutto è verità.. o meglio, un blogger è tanto più autentico quanto si impegna a tradurre per iscritto la PROPRIA VERITA’, con spontaneità, ma consapevole del fatto “sto scrivendo il mio diario o ne sto facendo anche un lavoro”? è un confine sottile.
    La vita vera, comunque, è là fuori. In un modo o nell’altro, LO SAPPIAMO TUTTI.
    Ciao, un bacio. Silvia

  • sara

    Scusate la franchezza, ma solo a me l’inizio di questo post ha veramente infastidito? Con che coraggio critichi gli altri blogger e quello che scelgono (scelgono!) di condividere? Tra l’altro, sei stata criticata molte volte anche tu, dovresti sapere cosa si prova! Tu che pubblichi solo foto riuscite bene e studiate? Tu che hai instagram con tue foto piene di selfie tipo adolescente con le facce più ammiccanti? Tu che per mesi hai condiviso solo cose belle e che (come tu stessa dici) non condividi tutto della tua vita, ma solo quello che scegli? Tu che vivi da edonista alla perenne ricerca del bello, degli eventi mondani, dei posti fighi, a volte rischiando di passare per superficiale, cosa di cui spesso ti hanno accusata, come tu ora stai accusando altri? Tu che condividi da mesi foto di cibo bello buono e grasso quando avevi detto di non poterne più mangiare…ma son più belle le foto di muffin che le foto delle carote…? Tu che da anni ormai non racconti quasi più niente della tua vita quotidiana, delle sue sfumature, della difficoltà di avere una figlia, di come la gestisci, al massimo racconti qualche episodio divertente? Se gli altri vogliono condividere momenti belli e scrivere #ilovemylife perchè in quel momento la loro vita la amano… perché vuoi giudicare? E quando la stessa critica viene fatta a te, perchè te la prendi?
    Devi tutti i tuoi successi a te stessa? Io non lo so, forse anche alle centinaia di persone che hanno seguito il tuo blog, letto i tuoi articoli e comprato il tuo libro.

    A parte questo “infastidimento”… Il mio consiglio, come già ti dissero in molte tempo fa, è smettere di prendere la pillola. Noterai enormi miglioramenti! E magari iniziare a pensare meno a te stessa, al tuo successo personale e alla tua apparenza, e sono sicura che questa “depressione”, come l’hai impropriamente definita (come sicuramente ti avranno detto, la depressione è un’altra cosa), inizierà a migliorare.
    Scusa la schiettezza.

    Sara

    • Veramente non era affatto una critica, mi chiedevo solo come facciano, poi se vogliamo fare la filippica anche su questo ooook.

      • sara

        Fanno esattamente come fai tu! Scelgono cosa condividere, che hashtag usare, eccetera.
        Non sai quante volte io e altri ci siamo chiesti perchè tu, pur essendo depressa, condividessi solo post belli e divertenti…. e quando te lo chiedevamo, puntualmente rispondevi che sta a te decidere cosa pubblicare.
        E ora ti chiedi come facciano gli altri… vabè.

        • Ma io ogni tanto ci ricasco.. nel senso, mi sforzo ovviamente di condividere più cose belle, ma penso sia naturale che trapeli anche qualcos’altro della mia vita. Fortunata chi riesce a far vedere sempre e solo il bello, che ti devo dire.

          • roberta

            Ma a me chiara, leggendo quello che scrive, non sembra depressa….è normale a volte nella vita avere alti e bassi…è umano! E poi mi sembra scontato che decida lei cosa pubblicare, fino a prova contraria il blog è suo.

          • Stiletto and cheesecake

            Ma spiegatemi per favore che cavolo c’entra la pillola in tutto questo!

          • Laura

            Nulla, è solo che pare essere uno dei consigli social-medici che fanno tanto figo. E allora famolo crede.

      • roberta

        Ma perché devi criticare chiara in questo modo? Scusa se ti danno così tanto fastidio le cose belle che scrive di sé e le sue belle foto non seguirla più. …a volte l’invidia, soprattutto quella femminile, fa brutti scherzi

        • Alessia

          Sì ragazze però che palle questa invidia. Invidia di cosa? Delle foto dei posti belli, dei viaggi, del fisico? Non è l’unica ad “avere” queste cose. Non si può fare una critica che si viene subito tacciate di invidia, con l’annullamento della possibilità di ogni tipo di confronto.

          • Arancie

            Concordo con Alessia. Al di la’ dei meriti della critica (che mi sembra un po’ eccessiva per la verita’), trovo davvero pesante che appena si dica una parola diversa la si etichetti come invidia. Esiste anche una cosa chiamata opinione che non ha niente a che vedere con l’invidia…..

    • Laura

      Bella l’era delle social-diagnosi. Oserei dire, tanto per farne una io, che hai ‘na bottarella d’invidia. Ma tranquilla, se riprendi la pillola passa. “Scusa la schiettezza”. (Cit.)

      • Mizviolet

        Eccola, l’apologia della solainvidia. Ad un’analisi ben fatta e ben posta sai rispondere solo così? Poratcha che sei…

        • Laura

          Non mi sono presa la bega di rispondere in modo più approfondito a quella che ritengo un’analisi estremamente superficiale. Chiara viene rimproverata perchè si impegna a mostrarsi ottimista quando può -e quando non puó no, e rimproverata perchè si chiede come altri riescano ad essere sempre ottimisti senza mai vacillare. Grande analisi, eh. Ben posta.

          Inoltre confesso che, da medico, mi altero lievemente quando leggo consigli “sanitari” dispensati ad cazzum. Perdona la poratcha, Mizviolet; la prossima volta avrò cura di usare il bisturi anche per commentare (nel senso di accuratezza, eh. Poratchamme, non vorrei si fraintendesse).

    • Scusami Sara ma con quali strumenti tu con certezza affermi non si tratti di depressione? Non ci si può basare solo su ciò che appare sui social. Mi pare tu abbia tratto una conclusione un po’ affrettata. (Senza polemica, era solo una constatazione)

  • Sebina Anna

    Ti leggo sempre, pur commentando poco, e giusto qualche giorno fa mi chiedevo come fosse finita quella faccenda! Mi dispiace che tu ancora non sia a posto, ma d’altronde chi lo è veramente? 😉 è importante che tu ci stia lavorando su.

    Poi volevo chiederti, la faccenda del plagio come si è conclusa?
    In bocca al lupo,
    Sebi

  • Ciao Chiara,
    non so quali siano le strade che tu hai già provato a percorrere per affrontare meglio i “tuoi mostri”, quello che mi sento di consigliarti col cuore è trovarti un bravo psicologo italiano lì a Londra (esprimersi nella propria lingua madre è di certo meglio). Avere una figura di riferimento competente della quale fidarsi e alla quale affidarsi è un grande sollievo.
    Un abbraccio e grazie della condivisione: sempre terapeutica, per chi scrive e chi legge :-)

  • francescabianca

    ma più che altro la domanda che mi viene da farti è: ma perché dovresti pubblicare solo i momenti belli? a me un blog piace di più se è “vero”, se condivide i momenti belli ma anche la vita di tutti i giorni momenti no compresi.

  • naive

    ” ho tante possibilta’ e quel che e’ meglio devo ringraziare solo me stessa…”
    Ecco secondo me e’ da questa tua riflessione che iniziano i problemi.
    Se imparassi ad apprezzare il ruolo fondamentale che la fortuna (e la sfiga) giocano nella nostra vita, magari inizieresti la giornata un po’ piu’ spensierata. Sapendo che il tuo destino non e’ completamente nelle tue mani e prendendo la vita cosi’ come viene.

    Purtroppo il “problema” non e’ solo tuo, ma delal maggior parte delle persone che hanno un lavoro di successo: sicuramente sono bravi, ma altrettando sicuramente hanno avuto una bella dose di culo.

  • Manu-genitorialmente

    Eccomi per la prima volta sul tuo blog e devo dire che il tuo post è tosto, ma lo sono ancora di più i commenti a seguire.
    Non ti conosco e quindi mi limito a dirti che sono d’accordo con te su molte cose, ma che ti do un consiglio che sicuramente ti farà stare meglio se avrai il coraggio di seguirlo.
    Vai in un ospedale, magari nel reparto pediatria, e quando guarderai negli occhi delle mamme dei bambini ricoverati tutto troverà la giusta collocazione, e capirai il senso della vita, e forse un modo per sentirti davvero utile e felice
    Non lo dico a te, lo dico a me e a tutti noi che alcune volte ci “distraiamo” da cose inutili e futili.
    Avrai il coraggio di farlo?

  • Veronica Benini

    La vera forza sta nel saper mostrare fragilità e debolezza. Brava!

  • luca

    buongiorno a tutti, anzi a tutte, in quanto scrivono solo donne apparentemente. ho trovato il blog, alla ricerca di persone che condividono la mia passione per londra. da qualche mese ci vivo anche io ma, sara’ solo per un anno scolastico.
    vorrei scrivere tanto e rispondere a tanti commenti ma, per ora mi limito a questa considerazione in un certo senso divertente: cara chiara, un colpo neanche tanto forte nei coglioni provoca un dolore lancinante, un incudine sugli stessi potrebbe uccidere un uomo; il paragone non ha le giuste proporzioni….;-)