Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

Riflessioni di Settembre

Life ·

Vedo quasi ovunque selfie sorridenti accompagnate da didascalie che più o meno inneggiano all’inizio di Settembre, alla voglia di rispettare i buoni propositi e a quella di lavorare sodo sui nuovi progetti – evviva, evviva.
Mi chiedo come faccia a ste altre blogger ad andare sempre tutto bene – anzi, mi correggo: sicuramente non va loro ‘tutto bene’, quindi mi chiedo in che modo riescano a frenarsi dal condividere i momenti down, visto che quando il blog nasce dalla necessità di condividere questa non si manifesta solo nei momenti bellissimi, in cui ami la tua vita (#ilovemylife) il tuo lavoro (#ilovemyjob, che per altro io stessa ho usato su Instagram qualche giorno fa), e sei tutta uno #smile e un #behappy – accompagnati o no da una foto dove si vedono un gran bel culo e le mani alzate verso il mare.
Io ho questo problema di multidimensionalità della condivisione e, se da una parte davvero vorrei condividere solo il bello per essere un modello di positività e non uno di quei blog che, al pari di certi status di Facebook, hanno l’effetto di un’incudine sui coglioni, dall’altra parte quando poi mi siedo alla tastiera e ho un altro umore mi sembra scemo fingere. Per questo vado poco d’accordo con i post programmati, che magari c’è un post riflessivo e quel giorno sto a tremila e voglio parlare di minchiate o, all’opposto, magari oggi sto sotto a un treno e mi si piazza sul blog un post scritto la settimana prima dove sono la regina dei buoni propositi e del pensiero positivo.
Ecco, gnaa faccio.
Dunque eccomi qui a dirvi: questo Settembre sarà una lotta.
Da una parte, è vero, ci sono tonnellate di progetti in cantiere – alcuni bellissimi! – e lavori in corso, idee e buoni propositi, corsi da iniziare, passioni da scoprire e altre da coltivare. Ed è bello, oggettivamente. Ho tante possibilità e quel che è meglio devo ringraziare solo me stessa per averle davanti, che non è poco.
Dall’altra ah, eccomi, ci sono io. E se ricordate un post di qualche mese fa che fece molto scalpore ecco, no, non ho risolto tutti i miei problemi, anzi direi che si sono annodati sempre più profondamente al mio quotidiano come maglie strette. Sono nella fibra della mia pelle, tra le mie ciglia, in ogni sgraziato battito del cuore (l’aggettivo al momento non è scelto a caso).
Le cure ci sono, e dopo una serie piuttosto lunga di fallimenti sono ancora decisa a trovare quella giusta. Ma intanto.
Questo Settembre sono alla guida di me stessa come in sella a un cavallo pazzo.
Certi giorni va tutto bene, fa quello che decido, lo riesco a guidare e fargli fare una vita sensata, regolare.
Altri giorni fa il cazzo che gli pare. Questo vuol dire che potrebbe decidere di buttarsi a terra e non far nulla, ma proprio nulla – a malapena respirare – per tutto il giorno, schiacciato da un dolore che arriva da tutte le parti e che al tempo stesso non esiste.
O potrebbe mettersi a correre come un forsennato senza sapere esattamente dove andare, con in petto quella foga e quell’angoscia tipica di chi sta perdendo un treno, ma nemmeno il treno a dire il vero esiste.
E’ una sfida, stare dentro questa testa.
Che accoglie e respinge con la stessa intensità, che si ama e si odia con veemenza.
Può sembrare bizzarro, forse, il mio modo di porre la questione. Ma il fatto è che questa sono io, e che se c’è una cosa che detesto è farmi fessa. Mi dico sempre la mia (distorta) verità, per questo tendo ad avere scarsi mezzi di autocelebrazione – per quanti selfie possa pubblicare – o forse le cose sono concatenate?
E allora, visto che questo blog ormai è una parte di me e mi interessa espormi nella misura in cui qualcuno possa riconoscersi, e certi tabù possano cadere e certi difetti uscire allo scoperto, troverei stupido non iniziare questo nuovo Settembre – capodanno morale – parlandovi della mia confusione.
Al momento, la mia testa è una giungla e col tempo sto più o meno imparando a conoscere le bestie feroci che la abitano – non che questo mi salvi dai loro attacchi.
Si fa per gradi. Ferendo molte persone e sé stessi prima di tutti.
Sbagliando.
Esponendosi.
Scoprendo la propria assoluta vulnerabilità.
Verificando che i difetti che hai sono spesso esattamente quelli che credi di avere.
Cercando comunque di respirare.
Quindi, ecco il mio Settembre. Sopravvalutando i rischi, sottovalutando me stessa, eppure buttando le carte sul tavolo.
Se vi raccontassi la paura che ho dovrei scrivere un altro libro.
Ma come dirvi che in tutto questo caos, con i demoni che mi tirano giù fortissimo e la consapevolezza di non poter ritirare le scelte sbagliate, credo in fondo che questo vivere in sella alla follia, è in qualche modo il mio karma, la mia avventura.

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