Foto racconto del mio weekend con Canon Irista

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Canon Irista and me

Riflettevo, la scorsa Domenica, mentre il salotto era inondato di sole e le mie endorfine si stiracchiavano, che quando vivevo a Roma notavo i giorni brutti “oh, domani piove!” mentre da quando sono a Londra noto quelli di sole “ehi, domani c’è il sole!”. Quella che potrebbe sembrare una sfortuna, ovvero poter contare su un numero piuttosto consistente di giorni di brutto tempo all’anno, si è rivelato anche un nuovo punto di vista. Notare il sole. Godersi il bello. Se penso a quante giornate ho sprecato a casa, a Roma, solo perché erano appena nuvolose.

Adesso invece esco comunque, e quando c’è il sole di più. Armata e pericolosa con la mia fedele Canon al collo, esploro la città con un occhio che forse non è più da turista ma ne mantiene la meraviglia. Cerco di mantenere il giusto equilibrio tra l’essere presente nella scena, e fotografarla. L’obiettivo è un punto di vista e una finestra, il resto va vissuto.
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Non posso più farne a meno, ormai. Lo sa bene il mio computer e lo sanno bene i miei due (due!) hard disk esterni pieni di scatti che non voglio e non riesco a cancellare. Momenti, ricordi, esperimenti. So che un giorno anche quelle foto sfocate avranno un senso, fosse anche solo il senso di buttarle e far spazio alle nuove.

Sto provando un nuovo modo di archiviarle, Canon Irista. Si tratta di una piattaforma creata appunto da Canon – un nome, una garanzia per quanto mi riguarda – dove archiviare, organizzare, condividere ed avere sempre a portata di mano le proprie foto. Mi piace perché non è un social network, la scelta di condividere o meno la foto (per il momento via Facebook e Flickr) rimane a te, è più che altro un tool per chi scatta molte foto o per chi non ha voglia di avere l’hard disk sempre pieno. Una volta caricate su Irista le foto si possono ovviamente riscaricare sul proprio computer o sfogliare come in un album virtuale, organizzate per tag, per luogo o per album. Lo sto provando per queste foto, che infatti ho messo su Irista e poi pubblicato qui via Flickr.

A meno che non si scelga di condividerle, le foto restano del tutto private. Irista è molto sicuro, quindi, anche per archiviare foto di famiglia che volete tenere per voi, ma dalle quali potete aver accesso in ogni momento dal vostro computer, tablet, smartphone. Medito infatti di fare un album e poi farlo vedere ai miei parenti a Roma, a Natale, mostrando tutti i momenti più belli della nostra vita a Londra. In realtà, in generale, vorrei che Irista diventasse lo scrigno di tutti i nostri momenti più belli. Come un album di foto, ma virtuale e sempre accessibile ovunque.

Quindi, grazie anche ad Irista, voilà: un racconto fotografico di una Domenica qualunque a zonzo per Londra. Che sembra bellissima e luminosa, e lo era davvero, ma probabilmente queste immagini le rendono ancora più giustizia.
Viola in scooterIMG_6918p.jpg
Abbiamo iniziato a fare due passi vicino casa. Viola si è voluta portare lo scooter (poi ha messo il caschetto, don’t worry) e noi l’abbiamo seguita a piedi. Abbiamo passeggiato per un po’ di tempo ad Hampstead, la zona è bellissima e ve la consiglio caldamente se state pianificando un viaggio a Londra. Era un’ex villaggio di campagna, poi inglobato nella città durante la prima metà del 1900, e del villaggio ha mantenuto l’atmosfera rilassata. L’architettura di Hampstead poi è adorabile: le strade sono piene di scorci magnifici e angoli in pieno stile Dickensiano.
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Una breve sosta per un ‘aperitivo’ di Viola a base di pretzel poi scendiamo verso West Hampstead percorrendo strade eleganti dai cancelli maestosi, dietro ai quali si nascondono ville e casali di campagna ristrutturati. E’ la zona di Frognal, quella che ti fa sentire un poveraccio se non hai quei tre milioncini cash da spendere in una casa a quattro piani con piscina riscaldata. Eh, beh…
British house
Arriviamo a West Hampstead. Siamo venuti principalmente a vedere un mercatino, uno dei tanti di street food e vintage che si trovano qui a Londra ma scopriamo che è davvero piccolo e nel giro di dieci minuti l’abbiamo visto praticamente tutto. Lo street food però è fantastico..
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Mentre Lui si fa tentare dagli hamburger di un signore Kosovaro dall’aria simpatica, che nel panino ci infila la qualunque – pomodoro, cipolla, melanzana e tocchetti di formaggio – io resto estasiata davanti al banchetto dei dolci. La signora, visto l’entusiasmo con cui scatto foto esclamando “it’s beautiful!” come se non avessi mai visto una torta in vita mia, mi fa assaggiare le sue specialità: torta di cioccolato e rapa rossa e torta di carote e zucchine, tutte e due gluten free. Medito di tornarci molto presto…
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Facciamo due passi nei negozi di Upper Street, si iniziano a vedere le prime decorazioni di Halloween (sì, già. e manco sarà arrivato Halloween che qui inizieranno con gli alberi di Natale, garantito!) e medito di comprare qualche zucchetta da dipingere di bianco e oro come certi DIY che ho visto su Pinterest.
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E dove sono io in tutto ciò? Beh, di solito dietro l’obiettivo. In rari casi, dopo aver accuratamente settato la digitale, la mollo in mano a qualcuno dei presenti e chiedo qualche scatto. Devo ricordarmelo, che c’ero anche io quel giorno. E che ero vestita in modo fieramente zingaro.
IMG_6945p.jpgIMG_6958p.jpgIMG_6956p.jpg(adoro specialmente quelle scattate a sorpresa…)Me in a bar
Spero di essere riuscita a portarvi un po’ a Londra insieme a me. Nulla di speciale, giusto una passeggiata, ma come si dice ‘la bellezza è nell’occhio di chi guarda’. O nell’obiettivo, in questo caso.

Non smetterò mai di fare foto. Di raccontare la mia vita anche per immagini. Di creare scatti che, come un profumo o una vecchia canzone, mi riporteranno per sempre ad un momento, ad una sensazione, ad un sorriso.

Se volete iniziare anche voi ad usare Irista qui potete creare il vostro account mentre qui un video che vi spiega tutto 🙂

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