La ricerca disperata

Mummy · · 13 commenti
Keep calm and Call Mary Poppins

Allora: parliamone. L’annosa questione babysitter.

Arrivata qui pensavo ingenuamente che ci sarebbero state frotte di ragazze inglesi, italiane e non, magari studentesse o lavoratrici part-time con qualche ora libera e voglia di fare qualche soldino in più, pronte a candidarsi per fare la tata. La cosa brutta o anzi, bella di Londra è che quasi tutte queste ragazze all’inizio yeeah, sembrano proprio voler tantissimo fare la tata – è perfetto, sono poche ore, coi miei orari e i miei impegni si incastra benissimo – ma poi trovano un lavoro full time dopo tipo un mese quindi arrivano, facciamo il colloquio, iniziano a lavorare e conoscere Viola e poi… adieu! Buon per loro, male per me. Che non ho bisogno di molto, qualche pomeriggio a settimana, eppure non trovo nessuna ;__;

Quanti colloqui avrò fatto da quando sono arrivata? Cinquanta? Diciamo cinquanta. E’ che proprio con certe ragazze non ce la posso fare. Tipo.

Quella del prezzo unico

“Io prendo 12 pound all’ora.”

“…” (credo di aver fatto *la faccia*)

“Beh anche dalla sua amica F. prendevo 12.”

“Ma quella ha tre figli di cui uno di otto mesi!”

“Beh, io non posso mica abbassare la tariffa a seconda dei figli.”

 

Quella del prezzo un tot al chilo

“Senti, oggi insieme a Viola dovresti prendere anche la sua amichetta B. e portarle a casa a giocare…”

“Ah, quindi c’è un’altra bambina.”

“Hm, sì.”

“E questo mi sarà economicamente riconosciuto?”

(ora, per dirla tutta, quando Viola è con le amichette si lavora la metà perché si auto intrattengono per i fatti loro e c’è solo da controllare che non si uccidano o non rompano niente, ma vabbè, punti di vista – comunque la frase successiva è stata senti, non preoccuparti, resta pure a casa)

 

Quella new age

“Perché tua figlia è una bambina indaco come tutti i bambini di questa nuova generazione…”

“Beh, in effetti è Viola ha-ha” (buttandola tragicamente sul ridere)

“No, forse non ci siamo spiegati: INDACO.”

Per la cronaca: i bambini indaco dovrebbero essere una generazione di bambini con sensibilità e doti particolari. Viola ha esercitato la sua dote di smaterializzazione per tutta la durata del colloquio, chiaro segno di intesa fra lei e Indaco Nanny.

 

Quella timorosa

“Scusa E., come mai non mi hai chiamato subito quando Viola è caduta?”

“Aehm… avevo paura che ti saresti arrabbiata.”

(vedi alla voce: come farmi incazzare di bruttissimo)

 

Quella molto inglese

“D. please, quando Viola torna dalla piscina i capelli…aehm, dovresti asciugarglieli. Sì, so che a te sembra una cosa assurda ma ti prego, fallo per me che sono Italiana. E please, se fa freddo magari portale la giacca quando andate al parco. No: non può mangiare le patatine a merenda e un sandwich per cena. Sì, la pasta. No: non fredda, calda. Scusa, che vuol dire ‘abbiamo giocato con la colla ma non si preoccupi ne è rimasta SOLO UN PO’ sul tappeto’?”

 

Quella che fa proprio come dici tu

“Allora V. ci sono i regali del compleanno di Viola, ne ho nascosto qualcuno qui sopra perché sai, arriveranno i mesi invernali ed è bello che ogni tanto ne possiate tirare fuori uno nuovo quando proprio vi annoiate o non c’è niente da fare… capito? (strizzatina d’occhio complice)”

“Sì, sì, ah, bello!”
Torno: quattro giochi nuovi aperti.

 

E comunque, posso dire una cosa? Ho fatto la babysitter per svariati anni quando ero al liceo e all’università. Non so, io cercavo sempre di essere allegra e sorridente col bimbo/a, di instaurare un bel rapporto con lui/lei, di fare giochi interessanti e creativi, di rassicurare la mamma quando era via, di seguire le sue regole, di essere una figura per lei affidabile e di essere al 100% responsabile. Più di una volta invece ho trovato tate musone, mosce, incapaci di inventarsi un gioco o di stimolare mia figlia, che facevano come pareva a loro e non come avevo detto io, che trovavano una giustificazione per tutto, che si presentavano in ritardo, che addirittura piazzavano Viola davanti ai cartoni per stare al cellulare (no, perché lei ora mi riferisce tutto per fortuna). Ma… sono strana io? No: anche se sono poche ore, la tata è una di quelle persone sulle quali non ci si può accontentare.

E poi, non chiedo molto: che sia…’normale’!

 

 

Commenti

  • the_shadow

    Io in compenso quando ha fatto la baby sitter mi sono ritrovata con dei bambini stile esorcista – che si arrampicavano sui lampadari e facevano pipi dalla finestra del primo piano e cacca nel mezzo del giardino per intenderci. Ps. Peccato che me sia andata (anzi scappata) da Londra, ti avrei potuto
    dare una mano anzichè fare dei lavori che…emh…lasciamo perdere -.-” Comunque io andrei per quella indaco, sembra la meno peggio…

  • Sophie

    Io sono cresciuta in Francia dove ho fatto la baby sitter per un anno, e i genitori mi hanno sempre incoraggiata a fare come sentivo (nel rispetto delle regole comuni) compreso scegliere quando mettere i cartoni e cosa dare a loro per cena. Anche perché non sempre i bambini hanno voglia di creatività ma anzi, dopo la scuola, spesso i miei avevano solo voglia di buttarsi sul divano per una mezz’ora, e se per cena era prevista zuppa che alla piccola non piaceva preferivo darle pane e burro che mandarla a letto digiuna e piangente. Io non vivevo nel terrore di fare qualcosa di sbagliato che facesse incazzare i genitori perché sentivo che si fidavano di me e loro erano sicuri che c’è la mettessi tutta. Ora che vivono negli Emirati vado a trovarli ancora regolarmente!

  • hermione

    Io invece ho trovato spesso la tata ‘coprifuoco’ che ‘la sera dopo le otto proprio no’ ovviamente non volevamo andare in discoteca fino all’alba, ma solo goderci un paio d’ore di libertà. Ma anche le tate hanno i loro programmi serali…

  • Titti Minini

    Lasciamo stare il discorso baby sitter…io ne ho una che è sempre stata tanto carina e brava finché mia figlia è stata non deambulante…poi il panico! “Oggi siete uscite in giardino a giocare? Mah no sai…c’era una bava di vento e poi io ho il ciclo, oggi sono a pezzi”(notare che il giardino è quello di casa mia, non c’era bisogno di fare molta strada). Ora che ho due bambine poi…”per caso puoi lavorare dalle 16.30 alle 20.30, invece che fino alle 20, così mentre ceniamo mi aiuti con la piccola in preda alle coliche? Ok ma non più tardi perché mi viene un buco allo stomaco se non mangio”(fare merenda prima di venire costa troppa fatica…). E poi…vorrai mica riordinare i giochi prima di andare via? Io quando lavoro esco di casa alle 7.30 e torno alle 19.30 e devo pure riordinare la cameretta. E mica la pago poco, ho scoperto che molte mie amiche pagano meno. Ma alla fine me la faccio andare bene così, conosce la casa e le nostre abitudini e le bambine le vogliono bene, non ho voglia di ricominciare tutto da capo con una persona nuova.

    • Patrizia

      Ahem…scusa se mi permetto, forse la merenda o la cena dovrebbe consumarla a casa tua…

      • Titti Minini

        Certo…infatti quando è capitato che venisse a lavorare la sera ha sempre cenato da me, ma se lavori 3-4 ore e finisci alle 20.30-21 puoi anche cenare dopo, soprattutto se abiti a 10 min da casa mia. Non stiamo parlando di una che passa la giornata intera a casa mia. Inoltre quando fa fare merenda alle mie figlie è libera di mangiare con loro quanto vuole.

  • Sara

    e be….io ci provo allora!!!
    In che categoria mi metto però?
    Io posso essere classificata come tata del fine settimana!
    Sono Sara ho 30 anni…31 a dir la verità, e sono una studentessa di Arte Terapia al secondo anno di Master presso la Goldsmiths university.
    Ho esperienza con bambini di un po’ tutte e età Inglesi, italo-inglesi, italiani, indiani!
    Sono libera il Giov- ven- sab- domenica…giorni che probabilmente non coincideranno con i tuoi, ma nel caso…eccomi qua! Sono una tata alla mano, a cui piace giocare (e lo dicono tutti, ma per il lavoro che faccio devo avere un onesta passione di base) e ovviamente colorare e pasticciare! Detto questo forse è meglio puntualizzare che do anche una pulitina dove si pasticcia un po’!

    Se la cosa può interessarti, fammi sapere!
    Email lasarasimon@gmail.com

  • Clò

    ma secondo me in molti pensano che il lavoro di baby sitter sia un lavoretto che più o meno sono in grado di fare più o meno tutti… da quando sono diventata mamma mi sono resa conto che stare dietro a un bimbo con 1000 esigenze è tutt’altro che un lavoro semplice, anzi con certi bambini ci vogliono 2 OO così!

    • Titti Minini

      Sono d’accordissimo. Dev’essere una persona di grande fiducia e responsabile, soprattutto se deve curare dei bambini piccoli. Annunci di persone che cercano lavoro come baby sitter ne trovi ovunque e secondo me molti credono che sia un modo facile e poco faticoso per guadagnare qualche soldino. Invece è tutto il contrario. Infatti è uno dei motivi per cui anche se coi suoi difetti mi tengo la baby sitter che ho.

  • roby

    ..hai mai provato con un Tagesmutter ?;)

  • Cristina
  • Silvia

    Ciao Chiara, allacciandomi all’argomento baby sitter, posso farti una domanda?
    Immagino che nelle giornate normali quando non puoi stare con Viola tu faccia affidamento sul papà, amiche, baby sitter, ecc, ma quando vai via da sola per qualche giorno, come ad esempio per il viaggio in Polonia, come ti organizzi? Mi sembra complicato senza nonni/zii vicino che possono aiutarti con la bimba, per questo sono curiosa.
    grazie
    un abbraccio
    Silvia

  • Ehi! Nell’elenco manca La Tata Maschio!!! Mai provato?!