Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

La volta che ho respirato l’alba

London ·
Alba a Hampstead

Ho teso i piedi oltre la coperta. Perché la coperta si era sollevata, e i piedi freddi sono qualcosa che la notte mi sveglia. Come i rumori, come un lamento di Viola, come certi sogni. Ho il sonno leggero, io. Ve l’ho detto, no, dell’insonnia?
C’era il buio intorno e non lo sapevo perché avevo aperto gli occhi, ma perché la luce del mattino la senti sulle palpebre e addosso. E’ una sensazione prima che una luminosità. Un respiro diverso dell’aria, che cambia con l’alba. Ti soffia addosso, ti dice che c’è.
Sapevo quindi che era ancora notte, e quando ho aperto il primo occhio – punto di non ritorno, per gli insonni – ne ho avuto la certezza.
Buio, col suo respiro fondo e gli uccelli ancora addormentati. Non un rumore.
Sabato. Con tutti i giorni della settimana che ci sono, perché devo svegliarmi all’alba di Sabato?
Eppure ero in pace. Qualcosa, in quel momento che precedeva l’alba, mi rassicurava.
Avrei potuto tentare di riaddomentarmi. O alzarmi e lavorare. Andare a correre. Uscire a fare colazione fuori, che è una cosa che amo. Ma poi ho pensato: tutto sta ancora dormendo. Devo andare a vedere com’è. Voglio salire sulla collina, vedere il sole che nasce su Londra.
Poetico. Assurdo. E, quando mi sono alzata ho anche scoperto: freddo, sonnolento, poco pratico.
Ma poi mi sono messa quei jeans, e sì: ho infilato la felpa sulla maglietta del pigiama e sono uscita così, stropicciata di sonno, con addosso il giaccone, qualche pound, la Canon. Io e me, sospese in un angolo di giorno che non era ancora giorno ma non era più notte. Ed era tutto mio.
Nessuno a casa era sveglio. Nessuno nel palazzo, nessuno per le strade.
Alba su Londra
Londra era vuota e lucida di mattina. Le luci dei lampioni ancora accese.
Qualche passo tra le case silenziose e poi mi sono addentrata nel parco con una luce spettrale e le grida di qualche uccello.
Hampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London park
Una nebbiolina opaca saliva dalla terra, ferma a mezz’aria fra prato e cielo.
La brina rendeva l’erba gelata croccante – certo, ti potevi mettere delle scarpe più adatte che con queste di tela hai i piedi bagnati dopo due minuti.
Oh, shut up.
Il prato, i fantasmi della notte che lo lasciano per entrare nel bosco.
Gli alberi con i rami come spettri.
Hampstead Heath at dawn - London park
I cigni che si svegliano – c’è la nidiata, guardali come escono tutti in fila.
E poi su per la collina, provo a far svelta per non perdere il sole che sorge ma qui sta sorgendo tutto… le fronde degli alberi, gli animali, la terra e il su odore. Impossibile non fermarsi ad ogni passo.
Hampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London park
E infine la collina.
La luce che abbaglia e mi fa tirare su il cappuccio – non ho portato occhiali da sole perché era notte e allora…
Una nuvola di vapore appena sotto la città e appena sopra il bosco. La skyline con i grattacieli e lo Shard e i tetti delle case.
Hampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London park
Le gocce di brina che si sciolgono, le prime persone che fanno jogging e portano fuori il cane.
Sono le 7.15 di un Sabato e la città si scongela dal sonno – Dio che motivazione per correre a quest’ora.
E poi indietro. Indietro mentre la luce adesso è un manto dorato che rende amabile quello che prima era spettrale, caldo quello che prima era gelato, promette. Sorride.
Hampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London parkHampstead Heath at dawn - London park
Mi salutano, quelli con il cane.
Non sapevo questa cosa: che la mattina si saluta. Tutti dicono un goodmorning, lo schioccano in aria allegro mentre inspirano l’aria fragrante dalle narici.
Hampstead Heath at dawn - London park
Sono stata al parco più di un’ora, adesso è il momento di una meritata colazione.
Il cibo ha un sapore più buono quando porti addosso tutta quell’aria fresca, quando l’hai guadagnato.
Incontro i cani del parco, coi loro padroni aggrappati a grandi tazze di té.
E una lumaca, che se la prende comoda e si è svegliata più tardi di me.
Dogslumaca
Prendo due pain au chocolat extra e torno a casa intorno alle 8.30
Loro ancora dormono.

Le foto di questo post sono state caricate via Canon Irista.

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