Multitasking: 4 regole che vorrei seguire

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multitasking: 4 rules

Spesso mi sento come se non riuscissi a fare niente se non faccio tutto. Lavoro da sola e non posso delegare a nessuno, e in questo ultimo anno non ho avuto alcun aiuto con Viola. Oggi, per esempio, sono praticamente esaurita. Dopo una settimana fuori casa (si è allagata e l’impianto elettrico ne ha risentito), impegni vari e fallimentari colloqui con tate (ne provo una prossimamente, incrocio le dita) mi ritrovo ancora una volta con una montagna di cose da fare, mail arretrate, progetti da impostare e realizzare, Viola da considerare, la sua lezione di nuoto nel pomeriggio, un incontro di lavoro, due lavatrici da fare, stendere, stirare, il mio armadio che scoppia perché non lo metto a posto da settimane, un’amica da vedere per un caffè che dovrò rimandare per la seconda volta, e potrei continuare all’infinito. Vita normale. Come tutte le mamme che lavorano, probabilmente, e che si perdono i pezzi per strada. Che vanno a dormire con le to-do list del giorno dopo in testa e poi si dimenticano qualcosa. Che le ore di sonno non bastano mai. Che sembrano riuscirci tutte tranne te. Ecco perché ho pensato di buttare già qualche piccola ‘regola’ da ricordare, che ancora non riesco ad applicare al 100% ma che probabilmente mi salverebbe la vita, in questo caos di lavoro multitasking e variegato, caotico e incredibile, soddisfacente ed esasperante.

1. Fare ‘tutto’ è un’utopia

La donna perfetta che fa la madre amorevole, la lavoratrice indefessa, la dea dei cupcake decorati, corre la 10km in quaranta minuti ed è sempre perfettamente depilata non esiste. Cioè: se esiste non la voglio conoscere. Se c’è una cosa che i social hanno fatto è quella di metterci costantemente in confronto con una moltitudine di persone, amici e non, che mostrano il meglio della loro vita. Nel complesso, siamo bombardati da talmente tante informazioni su come ‘dovremmo essere’ e ‘dovremmo vivere la vita’ che non sentirne la pressione è impossibile. Apro la bacheca Facebook la mattina e vedo: quella che ha appena fatto un’ora di yoga e ora si riesce a portare gli alluci sulla nuca e farci il fiocchetto, quello che ha parlato al festival della Scienza, quella che ha costruito Elsa in marzapane scala 1:1, quell’altra che ha perso 20kg in due mesi, l’articolo su ‘le 10 cose che dovresti fare per i tuoi figli’, quell’altro su ‘perché meditare un’ora al giorno cambierà il tuo cervello’, le ’30 cose da fare prima dei 30′ e scopro pure che ne ho mancate la metà. No, non è un mondo perfetto, è un mondo dove ognuno cerca di fare il massimo e raccontarlo al meglio. Io ho smesso di voler fare TUTTO. Se ho lavorato molto ho la casa in disordine, se ho la casa ordinata ho dimenticato di fare la spesa, se ho il frigo pieno e una torta in forno ho duecento mail a cui rispondere, e se improvvisamente mi sembra tutto perfetto scopro di aver dimenticato mia figlia a scuola.

2. Chiedi aiuto

Vi dirò, prima sottovalutavo quanto la mia vita fosse facile con mia mamma e la suocera, e mia sorella e gli altri parenti pronti a darmi una mano e a tenere Viola se avevo troppo da fare o se dovevo uscire. Qui sono sola, ho avuto saltuariamente l’aiuto di qualche tata ma per la maggior parte del tempo ho dovuto cavarmela da sola, il che significa che la mia giornata di lavoro finisce alle 3 quando la vado a prendere o prosegue se riesco ad organizzarmi con qualche mamma. Ecco, sì: chiedo aiuto. Un sacco. Non solo per Viola, adesso ho iniziato a farlo anche con il lavoro e mi piacerebbe cercare collaboratori. Potrei fare tutto da sola? Oggettivamente no. Non bene, quantomeno. E allora ho mollato quella incrollabile coperta di Linus chiamata ‘posso fare tutto io’ e sto iniziando a cercare supporto. Sono ancora ben lontana dall’avere aiuto in modo costante e dal potermi organizzare la vita con più respiro, ma almeno ho fatto un primissimo passo.

3. Rallenta qualcosa

Let it gooo… let it gooo! Ci sono cose che sono semplicemente troppo. Io vorrei lavorare full time, giocare con Viola, allenarmi tutti i giorni, uscire la sera, leggere un libro al mese e anche cucinare cose stupende. Alla fine lavoro quanto posso – spesso di sera, quindi niente libro – gioco con Viola un pochino ogni giorno ma di più nel weekend, esco meno spesso di quanto vorrei (anche perché c’ho sonno) e provo una ricetta nuove alla settimana, se riesco. Palestra? Aehm, potrei fare di più, ma lenta e imperterrita proseguo nel mio cammino di donna con futuri (2016?2018?) addominali laterali. Ho semplicemente capito che potevo anche fare ‘quasi tutto’, ma non alle condizioni che chiedevo a me stessa. Ho rallentato. Mi sono data obiettivi più piccoli. L’importante è non mollare, darsi una tabella di marcia più umana e non colpevolizzarsi troppo se non si riesce a seguire il piano. Predico bene e razzolo malissimo, sappiatelo, ma mi sembra un consiglio sensato.

4. Sii ordinata

La vedete la foto? Ecco, la mia scrivania non è quasi mai così ordinata, e la ragione è che la mia scrivania è in realtà in tavolo del soggiorno, ovvero tavolo da pranzo, e se mi dimentico di sparecchiare qualcosa dalla colazione è lì, e se devo poggiare qualcosa è lì, e tutto bene o male finisce per passare lì sopra, unica superficie disponibile della casa. Io sono molto disordinata. Sto cercando di migliorare ma, per dirvi, solo quest’anno ho avuto tre agende e tutte abbandonate. Ultimamente mi aiuto con App tipo Google Calendar e Evernote, dove butto dentro di tutto, ma la migliore archiviazione che conosco è ancora il tasto ‘Cerca’. Mi rendo conto di quanto io sia effettivamente produttiva quando le cose sono in ordine e quindi ‘un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto’ dovrebbe diventare un mantra per tutte quelle che lavorano da casa, o in generale hanno bisogno di organizzarsi in modo più efficace.

(e per finire…) Fatti un pat-pat

Il pat-pat è quella cosa che si fa ai cavalli quando sono stati bravi, hanno faticato, tu riconosci il loro sforzo e gli fai un bel pat-pat di incoraggiamento e fiducia sulla spalla. Carino, eh? Ecco: fatti un pat-pat ogni tanto. Io sono bravissima a buttarmi giù, proprio, una professionista dell’autocritica e della perenne insoddisfazione. Lo sei anche tu? Ferma. Stop. Riconosci tutto quello che di buono hai fatto fin ora e fatti un pat-pat. Se serve, scrivi una lista. A volte è facile, per stanchezza o per mania di perfezionismo, focalizzarsi solo su ciò che non riusciamo a fare invece che su quanto siamo già riusciti a conquistare.

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Commenti

  • E’ curioso leggere questo tuo blog in questo periodo dove io, non mamma, cerco di darmi un metodo per non soccombere e dove io, sorellona, cerco di dare consigli alla sorellina che sta per farmi diventare zia.
    E’ curioso, perché l’imparare a delegare, il rallentare talvolta e la sensazione di non fare abbastanza è comune. Anch’io sono in fase di uso compulsivo di Google Calendar (meglio ancora aCalendar) e Evernote.
    Al pat-pat finale non ci avevo ancora pensato! Lo vado a dire alla futura mamma: lei sì che se lo merita!
    PS Non parlo dell’ordine, perché io ho il mio ordine, che nessuno capisce 🙂

    pat-pat
    Google Calendar e Evernote,

    • Vale

      Chiara,scusa,tuo marito ogni quanto viene a Londra?

  • Natalia

    Sono i miei pensieri ricorrenti di questo periodo, su questo argomento centri il bersaglio di noi tutte, proprio a tappeto credo. Perché ciascuna ha urgenze diverse, e tutte tendiamo a riempire il tempo con cose dettate da bisogni, doveri, ruoli, voglie, sollecitazioni. Personalmente ho delle liste infinite, aggiornabili man mano, e un piccolo trucco: ci sono le voci che valgono doppio, quelle cose faticose cui la tua mente si oppone, a volte resiste per giorni, ma devi farle. Una volta spuntate quelle, ci si concede un premio, pacca o dolcetto o coccole ai gatti, cose così. E comunque finisci e ricominci daccapo. Il pat-pat finale mi ha quasi commosso…

  • Paola

    Quanto hai ragione!!!!!!!!

  • Pamela Sau

    Davvero cerchi collaboratori?? 🙂 E come ci si candida?

  • Vanja

    Quanto è vero…Ciao Chiara, non ti ho mai scritto ma ti seguo spesso.
    Questo post è verissimo, lo condivido appieno.
    Noi giovani donne abbiamo un carico di responsabilità immenso… Un po’ ci viene affidato dalla società, un po’ ce lo creiamo gratuitamente noi.
    A volte è necessario darsi uno stop e non mettersi alla prova in continuazione, siamo noi ad essere le prime fonti di stress di noi stesse!
    I social network possono essere deleteri. Dobbiamo sempre ricordarci che la gente cerca di mettere in mostra sempre e solo il bello della sua vita, sicuramente non i problemi.
    E allora che senso ha confrontarci con questo falso mondo virtuale?!
    Io sono la prima a farlo … La prima a buttarmi giù quando non riesco nella 150ma cosa che mi prefiggo.
    Ma dobbiamo guardarci indietro, tutte abbiamo fatto passi importanti e siamo meritevoli di soddisfazione e gioia!
    Perciò colgo con positività il tuo post e dico: brindiamo a noi!
    Un abbraccio
    Vanja

  • Stefy73

    Fantastica Chiara, mi ritrovo nelle tue parole. E mi incoraggi. Non siamo bioniche, dobbiamo riconoscerlo, ma abbiamo una testa piena di idee e voglia di fare tutto. Anch’io ho imparato a delegare molte cose. Un abbraccio

  • Patrizia

    … dopo questi consigli, mi sento in pace con me stessa. Durerà poco ma grazie, grazie di cuore!!!

  • Simona

    Ecco il post di cui avevo bisogno proprio oggi!
    Oggi che ho mollato sul tavolo la tazza di latte avanzato dalla pupa, con tanto di tovaglietta piena briciole di biscotti; oggi che non ho rifatto i letti; oggi che ho dimenticato di portare giù i quintali di spazzatura che mi ricordano quanto sono incasinata e quanto la mia casa avrebbe bisogno di un miracolo.
    Oggi che sono uscita di casa pensando a tutto quello che ho da fare, da sistemare e da organizzare, ho deciso che approfitterò di questo bel sole per portare la treenne al parco dopo la scuola, e io farò i conti con la mia frustrazione e il caos che mi circonda in un secondo momento. E il pat-pat che mi farò oggi sarà perché avrò regalato a mia figlia del sano divertimento con i suoi amichetti, invece di un triste pomeriggio a casa con una mamma brontolona.
    Simona

  • LaCuochina

    Io non sono mamma ma ho lo stesso problema con un’aggravante: lavoro praticamente senza sosta e ad orari assurdi perchè le cose da fare, tra lavoro, vita privata e cazzi e mazzi vari si accumulano e quelle che pretendo e voglio fare diventano sempre di più.
    Io ancora non ho imparato a delegare ma ho imparato a non paragonarmi mai a nessuno perchè tanto alla fine, come la giro la giro, sono sempre io quella che perde.
    Manco le app per organizzarmi utilizzo, pensa te. L’app che va per la maggiore sulla mia pseudo scrivania è un foglio a caso che può essere uno scontrino o un post-it scarabocchiato.
    Ma va bene così, ce la caviamo dai 🙂

  • Monia Braga

    Bellissimo post che leggerò più spesso. Adesso mi faccio subito un pat-pat 😉

  • katia

    uhh! mi candido io per aiutarti nel lavoro!! 😉
    un bacino a Viola!

  • claudia

    io a volte ho talmente tanto da fare che alla fine mi setto sul minimo. e non e’ bello neanche questo, perche’ quando avresti voglia di fare 200 cose (anche per te stessa soltanto a volte) rinunci in partenza. le volte che riesco a fare qualcosa di extra rispetto a lavoro, lavatrici, stiro, cura di bimba, casa (tipo anche solo fare delle ricette nuove) sono rarissime proprio perche’ nn mi ci metto proprio tanto nn ho tempo e quello che ho magari riposare nn e’ male…

  • AMEN !!!! Ora mi voglio un po’ piu bene…pat pat a me :)) Ps: se faccio una foto alla mia scrivania attuale e te la faccio vedere ti piglia un sintomo 😀

  • Grazie di averlo scritto proprio oggi questo post.
    Arrivo da una serata malinconicissima (esiste?), passata a colpevolizzarmi sulla qualunque e a passare in rassegna tutte le cose che in questo periodo non mi piacciono di me, che sto sbagliando, che vorrei fare ma non so come.
    Mi ci vuole un pat-pat GIGANTE così, e poi via a trovare i lati positivi (la scrivania, quella la tengo in ordine!)

  • Laura

    Brava Chiara! Sai in quante ci sentiamo esattamente così? E’ bello sapere che siamo tutte umane allo stesso modo, o quasi 🙂 Thank you for sharing, come si dice dove vivi tu!

  • Nico Vair

    Son quei post motivazionali che io adoro e che tu sai scrivere con un tocco di ironia e “minchiafaccioschifismo” che mi piace molto. Per circa 15 minuti senti che non sei sola e che ce la puoi fare… Non è che me ne scriveresti uno al giorno, se puoi eh…
    Per quanto concerne l’ordine, se hai due ore da investire nella lettura, (sì, ehm… immagino tu abbia cosa più fighe da leggere) ti consiglio “Il Magico Potere del Riordino” di Marie Kondo. Fondamentalmente (e con tono molto giapponese e zen) ti dice che la parola d’ordine è BUTTARE!: fare ordine fuori per fare ordine dentro. Io ho buttato sacchi e sacchi di immondizia, dentro sono ancora un casino ma il libro ha un suo senso, giuro.

  • Emanuela

    Chiara bella, io sono nata multitasking e tale rimango, come ti capisco! Condivido tutti e 5 i tuoi punti, compreso e soprattutto incluso il Pat-Pat “sei stata brava” perché è così e non devi mai dimenticare di ripetertelo! E sono certa che Viola apprezza tantissimo questa Mamma così creativa, impegnata, che ama scoprire cose e posti nuovi, viaggiare e soprattutto trasmettere il suo entusiasmo per la vita e anche lei diventerà una ragazza e una donna solare e splendida come te 🙂

  • Slawka

    Grazie mille per aver scritto questo post! Coincide punto per punto con la mia lista dei buoni propositi per quest’anno ed è stato un perfetto promemoria. Da rileggere. 🙂

  • AleMassiMatteo

    No vabbe’, sei semplicemente IL MIO MITO!!!

  • Jane Pancrazia Cole

    Io sto messa come te e non sono neanche madre, quindi il pat pat te lo faccio io, e pure i complimenti!

  • Milkfree

    Credo che il punto più importante sia il n.5, il “pat pat” sulla spalla. Spesso ci guardiamo con occhi talmente critici che non riusciamo nemmeno a vedere tutte le cose belle che ci circondano e che abbiamo realizzato. Io, che sono una ipercritica di natura, ho deciso di annotare tutte le cose belle e positive che mi succedono. Mi sforzo di notarle, di scriverle, e di ricordarmi di quelle invece che delle mille altre cose che non sono andate come avrei voluto.

  • valentina chiaradia

    allora forse siamo tutte umane! mai post fu così azzeccato per me. Grazie per questa splendida riflessione. ps: dubito che tu sia più disordinata di me…. 😉

  • Silvia29estop

    Ottimi spunti di riflessione! Anche io ho l’assurda pretesa di riuscire a fare tutto ma con la mamma a 600 km, la suocera che se non vai a prenderla non viene, 2 figli piccoli e un lavoro dall’altra parte di Roma…altro che utopia! A casa mia sembra sempre che sia passata un’orda di vichinghi incazzati e intorno a me vedo solo persone con case enormi e perfette. Un aiuto mi servirebbe ma non ho mai il coraggio di chiederlo e il pat-pat… Le rare volte in cui me lo concedo, ha un effetto brevissimo. Trovo subito qualcosa da fare, non la riesco a fare e si ricomincia! Riuscirò’ mai ad uscire dal loop?

  • Lilium

    Chiaraaaa è la seconda volta che mi succede: anticipo i contenuti dei tuoi post!
    Un giorno ho avuto una giornata di m…e tu hai pubblicato un post sulle tue giornate di m….
    Ieri sono crollata sul divano alle 20.40 per eccesso di multitasking e oggi…un post giusto per me!
    Che dire…io sto applicando (o almeno cerco) i punti 3,4,5 ma ancora fatico a chiedere aiuto.
    Ho una coscienza “bastarda” che mi impone di fare, impegnarmi, usare il mio tempo anche per gli altri.
    Poi oggi succede una cosa: incontro una mamma della mia classe (di cui sono rapprresentante), e parlandole viene fuori che non lavora. E mi sono cadute le braccia. Perché alla riunione con le insegnanti, quando bisognava eleggere il rappresentante di classe, NESSUNO e tantomeno lei, si è offerto di ricoprire questo ruolo.
    Quel giorno la mia coscienza bastardina mi ha sussurato: “candidati tu che hai 3 mattine libere”. E così ho fatto.
    Solo che adesso sono incasinata che più non posso, riunioni ogni settimana, corse, incastri oltre il mio lavoro.
    Così quando oggi questa mi ha detto :”io sono a casa” avrei voluto controbattere: “E perchè non ti sei proposta?!”
    Non so…mi sono sentita prendere un pò in giro. Però anche questo è servito: sono arrivata a casa, ho guardato il salotto in condizione pietose e disumane, e sai che ho fatto? Invece di riordinarlo mi sono stesa sul divano e ho letto un pò.
    Chiuderò un occhio (meglio due) sul casino ma magari sarò più rilassata!

    • Virginia

      Neppure io lavoro, e a propormi come rappresentante di classe non ci penso nemmeno. Non ne ho voglia, non mi interessa, quando le bimbe tornano da scuola voglio essere tutta per loro. E allora? Perché secondo te quella mamma “doveva” candidarsi? D’altronde una buona parte del mio tempo è dedicata a fare i conti casalinghi che non tornano mai, quindi a ciascuno i suoi problemi.

  • silvia rossi

    Io vorrei aggiungere una regola: il tavolo da pranzo NON è la tua scrivania, non mangerai più con il bicchiere sul touchpad e gli occhi su word, la “z” bloccata da una settimana causa briciola. PRENDITI un bureau. Non hai spazio? Cambia il tavolo da pranzo, sposta la libreria, e PRENDITI questo stramaledetto bureau! Non hai spazio comunque? Ehhh, mi sa di no. Hai mai pensato al coworking? Io ci rifletto. Bisou

    • Monticiana

      ciao! posso chiederti cosa si intende per coworking?Poi sono d accordo sul fatto di non lavorare sul tavolo da pranzo… finisce che non ne esci. Bisognerebbe avere, se non una stanza, un angolo lavoro. Un Bureau, come dici tu! 🙂

      • Erika

        Il coworking significa prendere in affitto una scrivania o una stanza in grande immobile, ove operano altri professionisti. Di solito è un modo per abbassare di molto le spese, anche perchè ci sono coworking che offrono le postazioni anche solo ad ora, con tutte le utenze incluse, compresa la pulizia.
        Esistono anche coworking più evoluti dove ad esempio sono offerti anche dei servizi complementari (ad es dal nido al collaboratore che ti va a far la spesa).
        Quanto sopra in base alla mia esperienza (MIlano).
        I coworking base (del primo tipo, affitto di postazioni/stanze) stanno fiornedo anche in ciottadine di provincia (per la mia esperienza: Novara ed Udine).

        • Monticiana

          Dai, davvero interessante. questo anno di vita in Bulgaria mi ha trascinata un po’ fuori dal mondo… appena rientriamo a Roma mi informo…ma immagino che coworking del terzo tipo nella capitale siano come degli UFO! 🙂 grazie per le info e la disponibilità e in bocca al lupo per tutto! a rileggerci..

          • ilaria wwm

            Ciao! A Roma c’è il coworking si chiama l’Alveare, in zona Centocelle. Hanno aperto da pochi mesi… 😉

          • Monticiana

            grazie mi informerò! 😉

          • grazie! darò un occhiata volentieri! 🙂

  • PAT

    Mi sto facendo un pat pat…speriamo funzioni!
    Sulla mia scrivania di casa troneggia il cartello “L’ordine è la virtù dei mediocri”, così mi rincuoro del mio disordine 😉

  • Giulia

    Condivido pienamente quanto hai appena scritto…È bello sapere che non sono sola! PS: cerchi davvero dei collaboratori? Posso candidarmi?

  • Isotta

    Chiara ma cerchi collaboratori?
    Io sarei interessata.
    Giusto per avere un’idea, a quanto ammonterebbe il salario? E’ a pezzo o all’ora?

  • stefania

    Confermo l’essere ordinati anche se non si lavora da casa. Rientrare e trovare quasi tutto al posto giusto è un gran risparmio di tempo e fatica. Oltre aL beneficio che ne ha la vista.
    Nel mio caso bisogna essere in due a essere ordinati e così non è. Mettere a posto per 2 vale un pat-pat al quadrato?

  • annaelle

    Bellissimo post Chiara, sono con te in tutto.
    Anche io faccio fatica ad accettare i miei limiti! E anche io soffro della mancanza di una rete di appoggio per mia figlia…
    Pat yourself on your shoulder, you deserve it 🙂

  • Gemma

    Chiara, nel caso non fossi fortunata con la prossima tata che vedrai, posso fornirti il numero della mia che mi aiuta quando sono li’ a Londra: e’ semplicemente splendida (come molti tuoi post)..

  • Monticiana

    massù… che bello!! oggi mi faccio un pat pat!! si ssi!! 🙂

  • Angela Ercolano

    Ciao Chiara per il riordino ti consiglio di leggere questo libro:

    http://supermamma.mammacheblog.com/2014/10/24/il-magico-potere-del-riordino/

    ti aiuterà tantissimo a mettere la casa apposto e forse ti succederà come a me di renderti conto di essere meno disordinata di quello che credi!
    Per il resto concordo con te facciamoci aiutare! Ad esempio a me oggi pomeriggio viene un’amica a pulirmi la casa 15 euro benedette, potrei farlo da sola? Certo! Ma perché devo arrivare la sera esaurita? Per risparmiare 15 euro? No, grazie la mia salute fisica e mentale vale molto di più 🙂

  • patrizia

    uh, grazie a dio non sono l’unica allora!

  • Alessandra

    Bellissimo, avevo tanto bisogno di leggere una cosa del genere. E il pat-pat finale mi ha dato un sacco di fiducia!

  • Aline Mammanontiarrabbiare

    Hai scritto un post in cui ritrovo il mio pensiero, ti condivido a pieno e prendo i consigli che ci hai saggiamente lasciato.

  • Roberta

    eccomi…mamma lavoratrice full time…che fa salti da gigante per poter seguire il figlio quattrenne, la casa perennemente in disordine e un marito poco collaborativo. Ho un blog di cucina che cerco di aggiornare appena posso…ho tante amiche che vorrei vedere più spesso…ma poi a volte passano mesi prima di rivederci. Ogni tanto mi faccio un pat pat da sola sulla spalla…ci vuole. A volte vado a letto alle 21…distrutta mentre leggo una storia al pupo…e crollo con lui con il marito in salotto che si guarda la tele fino alla UNA…e io dormo. A volte chiudo un occhio se ho la casa sottosopra perché preferisco dedicare un’ora di gioco in più al mio bimbo piuttosto che avere i pavimenti luccicanti. A volte chiudo pure 2 occhi invece che uno solo…perché sento che mi manca il fiato a correre come una matta. Vorrei avere una dozzina di mani…come i poliponi per poter far tutto…ma non ci riesco e a volte mi sento pure in colpa.
    Siamo donne…siamo mamme lavoratrici. e ogni tanto dovremmo prenderci una giornata di FERIE da tutto e da tutti e come dico io…andare su un cucuzzolo di una montagna a guardare l’infinito…
    Pat pat anche a te cara Chiara…

  • violetta

    già un auto pat-pat ci vorrebbe più spesso! Chissà perchè sappiamo esseretanto concilianti con gli altri e quanto severi con noi stessi?

  • Roberta

    Io i tuoi consigli li ho trascritti sull’agenda, come un mantra. In questo momento, con un bimbo in arrivo, l’imperante voglia di non fare nulla, gli impegni lavorativi e personali che si accumulano, ne avevo proprio bisogno. Non posso far tutto, ma impegnandomi, pianificando, e soprattutto rispettando le infinite to do list che preparo compulsivamente, posso far meglio.
    Grazie Chiara.

  • Erika

    Scusate ma sono solo io che ho un compagno che collabora tantissimo in casa? Lava, stira, spolvera, cucina, riordina, si è pure comprato la scopa a vapore per pulire i pavimenti! E quando sarà il momento credo sarà anche molto collaborativo coi figli. Che dire…ennesima dimostrazione di quanto sia stata fortunata ad incontrarlo.

    • hottanta

      Hihihihi! Non sei la sola! A casa mia, i ruoli sono invertiti: lui casalingo (e non puoi immaginare quanto sia piaciuta a mia figlia la canzone “Mio papà è un casalingo” dello Zecchino d’oro) e io fuori a lavurà, barbùn! E gli piace pure stirare! Ma devo dire anche molti miei colleghi sono molto collaborativi, specie il mio collega di stanza.

  • Cristina

    Ciao Chiara, sono Cristina una ragazza di 24, quasi 25 anni e ti ringrazio di queste parole, perché io mi rivedo in tutto quello che dici…w la normalità!!!!! è bello ricordarsi che la perfezione non esiste perché appena si apre internet ti appare quel mondo che sembra una gabbia da cui non si può più uscire. Ti ringrazio perché finora il tuo è l’unico blog, che mi appartiene e che appartiene alla vita reale di noi donne con il lavoro, le corse, la disorganizzazione e la cellulite 😉 un abbraccio