Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

10 consigli per aprire un blog

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how to start a blog

Era un po’ che pensavo di scrivere qualche post condividendo con voi quello che ho imparato in ormai sette anni di blogging, iniziando quando sti cosi, i blog, non se li filava (quasi) nessuno, cavalcando l’onda del mummy blogging per un fortuito caso di tempismo, evolvendo poi verso altri temi e notando il fenomeno a cavallo fra due Paesi, Italia e UK.

Mi arrivano sempre un sacco di email e messaggi di persone che vogliono aprire un blog e cercano consigli, quindi ho pensato di radunarli in una serie di post sperando che rispondano ad alcune delle vostre domande.

1. Decidi il tuo argomento.

Prima di aprire un blog, è importante capire DI CHE COSA vuoi scrivere. Cucina? Molto bene: sarà un Food blog. Moda? Sarà un Fashion blog. Politica, ambiente, sport? Ogni argomento ha la sua nicchia. Sì, perfino questo blog che è nato come mummyblog e adesso è un ‘cose che faccio/che mi piacciono’ blog ha una sua nicchia, si chiama Lifestyle. La nicchia di riferimento può essere molto ampia, ad esempio se parlate di Lifestyle o Food, argomenti che prendono un pubblico abbastanza trasversale, meno ampia se decidete di dedicarvi ad un argomento molto specifico, che so, il ciclismo, i cambiamenti climatici, il punto croce alla rovescia. Detto questo, sappiate che di qualsiasi cosa vogliate scrivere, sicuramente c’è già qualcuno che l’ha fatto prima di voi. A meno che non vogliate aprire un blog interamente dedicato alla zampa posteriore sinistra dello scarafaggio stercorario, ma anche lì, non sono sicura. Fate prima una ricerca su Google. Perché è importante scegliere un argomento? Primo: cominciare sapendo dove volete andare a parare è più facile. Secondo: un argomento ha il suo stile, il suo look, le sue regole. Ad esempio, se parlate di cibo o viaggi vorrete scegliere un template che dia rilevanza alle foto, cosa che viceversa non serve se parlate di politica o se avete un blog letterario. Terzo: vi identifica agli occhi delle potenziali aziende con le quali in futuro potreste (ma non è detto) voler collaborare.

2. Ricerca.

Come dicevamo, a meno che il blog non abbia come tema quella zampetta sinistra, ci sarà sicuramente qualcuno – stimiamolo in decine di migliaia – che avrà già fatto quello che vuoi fare tu, magari anche meglio. Cosa fare? Abbattersi? Ma no. Studiare! Che significa fare una bella ricerca su Google e capire chi sono i tuoi ‘compagni di argomento’. Non chiamiamoli concorrenza, please. Se lavori bene al tuo blog, per quanti possano trattare il tuo stesso argomento, il tuo sarà unico, ti rispecchierà, e sarà seguito per questo, non perché è stato l’unico a postare la ricetta della torta a otto strati con cascata di platino aromatizzato al merluzzo. Trova i blog che ti piacciono di più, leggili ogni giorno, cerca di capire perché ti piacciono e quali sono i loro punti di forza. Che argomenti trattano? Come? Quanto scrivono? Ogni quanto? Che grafica hanno? Come usano i social? E via dicendo. Il che non vuol dire COPIA quello che fanno loro – anzi ti prego non farlo perché di solito le copie sono brutte copie – ma cerca di trarre ispirazione dalle ‘best practice’, dai migliori esempi, e poi adattali al tuo stile. Che, appunto, dev’essere TUO e di nessun altro.

3. Studia.

Andresti a fare il contabile senza sapere nulla di matematica? Credo di no. Il blogging è sicuramente più facile e spontaneo di tanti altri mestieri, ma ha le sue regole che vanno imparate, specialmente se lo si vuole trasformare in un lavoro o in parte del tuo lavoro. Studia, quindi. Cerca in rete post come questo, leggi le infografiche relative all’uso dei social network, informati su quello che sta succedendo nel mondo della blogosfera. E – last but not least – fai un ripassino di grammatica.

4. Scegli un nome.

Che sia memorabile. Che non sia troppo lungo. Che non contenga parole delle quali puoi pentirti. Ad esempio, avendo iniziato come mummyblog, se invece di Ma Che Davvero? avessi chiamato il mio blog Mamma Blog o Viva La Mamma o Pappe e Pannolini adesso avrei un serio problema, avendo ‘esaurito’ l’argomento neonato. Considera che magari, in un futuro, il tuo blog potrebbe evolvere (anche ) in qualcos’altro. Quindi: se sei sicurissimo/a dell’argomento che hai scelto, chiamalo pure Cavoli a Merenda, o Tutto sul Cucito. Se, al contrario, sei aperto a future possibilità, scegli un nome che sia più generico. Qualche consiglio? Il TUO nome, oppure un mix di parole/aggettivi che diano un mood al tuo blog senza circoscriverlo troppo. Qualche esempio? Famosi blog come Cupcakes and Cachemire, A Beautiful Mess, A Cup of Jo.

5. Scegli la piattaforma giusta.

Le principali piattaforme per il blogging sono due: Blogger e WordPress. Lascia stare tutte le altre. Se sei completamente digiuno di come funziona un blog, scegli Blogger, ma solamente perchè è più facile da avviare. Io ero su Blogger e sono passata a WordPress, ed è proprio questo che ti consiglio, anche per cominciare. Nella migliore delle ipotesi, il tuo blog crescerà e vorrai gestirlo tu al 100%. Il primo consiglio è quindi quello di aprirlo su una piattaforma, come WordPress, che ti consenta di esportarlo, modificarlo, upgradarlo facilmente.

6. Compra un dominio.

Non serve nessun investimento all’inizio, se non quello – molto piccolo – per un dominio. Nulla è più facile da ricordare, professionale e – sì , ormai anche economico! – di un bel .com o .it Almeno all’inizio, non hai bisogno di spazio hosting quindi acquista solo il dominio. Lo registri su Google, su Gandi, su Register. Consiglio il rinnovo automatico se non vuoi rischiare che alla scadenza qualcuno lo registri al posto tuo.

7. L’occhio vuole la sua parte.

Se non lo fai di professione, abbandona le velleità artistico-digitali e scegli un template minimal e pulito tra quelli disponibili gratuitamente presso la tua piattaforma o a poco prezzo su siti come Themeforest. Non cedere alla tentazione di iscriverti a milioni di gruppi di blogger e pubblicare i loro badge del tipo ‘Sono una Fit blogger’ o ‘Tenerissimo Award blogger’. No. All’inizio è un no anche Google Ads: l’unica cosa che rende è una: rende la pagina più bruttina.

8. Conosci i tuoi lettori.

Installa da subito Google Analytics, il più popolare, affidabile e richiesto strumento per conteggiare le visite al tuo blog, i dati demografici e l’andamento nel corso del tempo. Per le funzioni di base è gratuito. Se vuoi essere un blogger senza impegno, ‘della Domenica’ diciamo, sarà bello sapere chi ti legge e da dove, se invece vuoi dare vita a un blog più strutturato sarà un tool indispensabile per capire chi ti legge e quali sono i contenuti più apprezzati.

9. Ti prego, non farlo per soldi (almeno, non subito).

Né per i regali. Né per i viaggi gratis. Né per essere invitato agli eventi. Può sembrare che un blogger riceva prodotti e servizi GRATIS, ma dietro a quel GRATIS ci sono mesi, spesso anni, di lavoro non retribuito, fatto per passione. Se ti presenti ad un’azienda dicendo ‘ciao, ho appena aperto un blog posso avere quelle scarpe per recensirle?’ e hai duecento pagine viste al mese (credimi, anche ventimila sono poche) non ci fai una bella figura, né con l’azienda, né con i tuoi lettori. Prima di farti avanti con le aziende, ASPETTA. Aspetta che il tuo lavoro come blogger per passione sia consolidato: sì! anche se stai aprendo un blog con l’obiettivo di farlo diventare un lavoro. La passione deve venire prima di tutto. Aspetta di avere credibilità. Aspetta sopratutto perché all’inizio anche le piccole offerte lusingano – oh! si sono accorti di me! – e si è tentati di accettare la qualunque mentre la cosa più importante è la selettività. Scegliere sponsor e prodotti che siano giusti per il tuo blog e che seguano il tuo stesso percorso.

10. Divertiti!

Nessuno ti obbliga ad aprire un blog. Se lo fai, fallo con passione, amando quello che fai e… divertendoti nel farlo! Perché il segreto è tutto lì.

Spero che queste regole vi siano state utili, o che possano essere spunto per le vostre idee online.

Se questo post vi ha interessato e vi piacerebbe parlare un po’ più approfonditamente del blogging e di come lavorare online fatemelo sapere, sarei felice di condividere un po’ del mio percorso con voi.

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