Un giorno nella mia vita.

Life · · 108 commenti

Mi arrivano sempre un sacco di email curiose su cosa significhi davvero ‘fare la blogger’ o comunque lavorare nel modo in cui lavoro (blogger + freelance), quindi ho pensato di scrivere questo piccolo post di curiosità sulla mia giornata. ‘Un giorno nella vita di una blogger’ o meglio: un giorno nella mia vita, perché se chiedete ad altre blogger ognuna vi dirà una cosa diversa al riguardo e ognuna – a seconda di impegni e temi del blog – struttura le sue giornate in modo diverso. Conosco blogger che come me lavorano spesso da casa, blogger che sono sempre in viaggio (ma proprio SEMPRE) e altre ancora che trascorrono le giornate partecipando ad eventi e party e devono smazzarsi il lavoro di notte o nei weekend.

Il luogo comune è che la blogger/freelance stia tutto il giorno a farsi selfie o foto su sfondo bianco per il profilo Instagram, la verità è che dietro il blog c’è un sacco di lavoro. L’unica differenza è che si lavora per sé stessi e il brand è la propria persona, e probabilmente ci si diverte di più! Detto questo eccoci, prego accomodatevi nella mia giornata tipo.

ore 7.45 – sveglia. Colazione (a volte va bene e a volte no), ci vestiamo e poi o io o Lui accompagniamo Viola a scuola.

ore 9 – torno a casa e sono al computer. Inizio con il controllare le email e rispondere, controllo i social media e anche lì rispondo a commenti o domande. Do un’occhiata all’agenda per capire gli appuntamenti della giornata. Se ho fatto colazione poco o di corsa scatta un ‘rinforzino’.

ore 10 – se sono stata tanto brava da prepararlo la sera o il giorno prima, pubblico un post, altrimenti inizio a lavorarci. Quando si tratta di un post discorsivo servono solo due cose: ispirazione e dedizione. La prima per avere qualcosa da dire, la seconda per farlo bene. Se invece si tratta di un foto post c’è da scaricare le foto, selezionarle e infine editarle per correggere eventuali sovra-sottoesposizione e ridurle di dimensione. Se servono immagini o grafiche, idem: ci lavoro con Illustrator o Photoshop. A questo punto le carico, aggiungo le didascalie e scrivo il post. O viceversa.

Per scrivere un post discorsivo impiego un tempo variabile tra i venti minuti e le due-tre ore. Per i post fotografici servono dalle due ore in su, ma di solito ci metto molto di più. Immaginate quando torno da un viaggio con un migliaio di foto nella digitale! Per i post con grafiche particolari fatte ad hoc, ad esempio un’infografica, disegni o scaricabili, impiego anche una giornata o due. Ovviamente in mezzo ci sono intoppi tecnici (tipo ora che non riesco a mettere due foto sulla stessa riga!), mail urgenti, Skype calls, reminder di varia natura o cose diverse da fare e quindi può capitare che interrompa il lavoro e passi a qualcos’altro. E’ tutto un mix. Riesco a darmi una disciplina e finire quello che ho iniziato? Ma cerrrto che no! Ho cinquecento tab e programmi aperti e saltello da uno all’altro come un coniglio impazzito. Il dramma di non avere colleghi o un capo che ti cazzia!

ore 12 – se ho finito con il post, tre volte alla settimana cerco di andare in palestra. A volte riesco a starci solo una mezz’ora ma, che dire, meglio di niente. E’ che a forza di stare seduta al laptop ti viene la gobba e il culo quadrato, bisogna correre ai ripari finché si può!

ore 13 – se sono a casa la pausa pranzo la trascorro da sola a guardare il muro o, se sono incasinatissima, davanti al Mac. yay! che bello -.- Se invece ho appuntamenti di lavoro cerco di metterli a pranzo, un orario che mi torna sempre piuttosto comodo. Di solito cerco di concentrare più appuntamenti insieme in modo da non perdere troppo tempo con i trasporti, e di solito gli appuntamenti sono al centro di Londra, cosa che puntualmente mi affascina e mi fa perdere più tempo del previsto perché… ma che, non te li fai due passi??

ore 13.30 – se ho pranzato a casa, torno a lavorare. Se ho pubblicato il post questo è il momento di tutto il resto del lavoro ‘dietro le quinte’ del blog. Purtroppo non ho una ‘crew’ come ora va di moda chiamarle, ma lavoro da sola e quindi mi smazzo tutte le fasi e i vari compiti, il che è faticoso e non sempre i risultati sono buoni come vorrei ma vabbè, ci provo, e poi è davvero bello lavorare e creare qualcosa con le proprie forze. Queste attività includono scrivere mail, occuparsi delle pr, postare contenuti sui social, moderare commenti, elaborare proposte per progetti di comunicazione, pensare ad attività di new business, lavorare alla grafica, risolvere bug, scattare foto, cercare informazioni, monitorare gli altri blog, ideare nuovi contenuti, sollecitare risposte o follow up, studiare le analytics ma soprattutto pensare, pensare e pensare a tutte le cose belle da poter fare!

ore 15.15 – se non ha playdate da altri bimbi o se non ho la tata (sì, habemus tata finalmente!) questa è l’ora in cui chiudo tutto e vado a prendere Viola, per poi stare con lei il resto del pomeriggio. Se invece posso lavorare continuo fino alle 18 circa e a un certo punto, non avendo interagito con alcun essere umano per tutto il giorno, è possibile che scatti lui: il selfie della disperazione. Detto anche: giuro, anche se oggi non mi ha vista nessuno io ESISTO e se non mi sentite per un par d’orette preoccupatevi. Ci sarebbe da aprire un capitolo ma sorvolo. Gioie e dolori del lavoro indipendente!

ore 15.30 – Intorno a quest’ora, sempre refreshando di tanto in tanto le pagine social e dei commenti, mi occupo del resto del mio lavoro. Di solito esco – anche per sgranchire le gambe e fare quattro passi – e vado in qualche cafè. Ordino un litro di English Breakfast tea con latte di soya, o un cappuccino di soya, e mi metto a scrivere per le varie rubriche e collaborazioni giornalistiche che ho in questo momento. In alternativa lavoro a progetti di comunicazione o new business per il blog oppure scrivo.

ore 18 – se c’è qualche evento serale questa è l’ora in cui, qui a Londra, iniziano. A questo punto quindi mi sono cambiata e sono sulla metro diretta verso qualche inaugurazione, evento o cena, ma rispetto ad altre blogger che si occupano ad esempio di moda, makeup o food non mi capita tanto spesso (e dico anche tanti NO, a dire il vero). Se invece è una giornata qualsiasi, Viola è già super affamata quindi inizio a preparare la cena, che lei mangerà fra le 6.30 e le 7 (a seconda di cosa c’è da fare: compiti, bagno etc) e spesso anche io con lei, visto che Lui latita o comunque torna sempre più tardi.

ore 20.30-21 – Viola dorme e io torno brevemente sul pc per controllare email e finire cose, oppure ci resto se c’è qualche lavoro da terminare. Onestamente rendo veramente poco la sera quindi salvo eccezioni cerco di smettere di lavorare per le 22-22.30 (al prossimo troll che quando commenta una blogger dice ‘vai a lavorare’, una PADELLATA).

Questa ovviamente è una giornata di routine. Può capitare che io sia in viaggio e in quel caso ovviamente cambia tutto, ma il ritmo quotidiano per me è questo e come potete vedere ha poco di glamorous e molto del lavoro d’ufficio… con la differenza che sono sola. Buon proposito: trovare uno spazio dove lavorare e stalkerare con violenza i vicini di scrivania per estorcere chiacchiere e lamenti, e forse ne ho trovato uno di cui vi racconterò…

Allora, cosa ne pensate? La mia routine è simile a quello che immaginavate o totalmente diversa?

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Commenti

  • involtinidipeperone

    A costo di sembrare banale e anche un pó ingenuotta: grazie!! Il tuo post è stato illuminante! Si perché sto sempre a chiedermi come fanno gli altri a fare tutto e a farlo bene (molto molto meglio di me) e finalmente ora ne ho la certezza: quello della blogger è un lavoro vero e proprio, a tempo pieno. Ok, ora sono più serena e continuo nella mia dimensione da passatempo senza farmi venire troppe ansie da prestazioni!! 🙂
    Ps: che poi, per inciso, complimenti davvero!!

  • Alessia

    7.45 sveglia? Beata te!

  • Alessia

    Tanto non pubblicherai il mio commento, ma posso dirti che di faticoso nella tua vita non c’è proprio nulla e io mi vergognerei a scrivere un post del genere facendo pure sembrare che la tua sia una vita intensa e impegnativa. Prova a fare la pendolare e/o a lavorare a 100 km da casa, oppure a tornare a casa alle 19 senza passeggiate-eventi-tata-break-the-cappuccino. Poi ne riparliamo.

    • No, la mia vita non è faticosa, è molto bella e sono una privilegiata ad essere stata tanto fortunata da potermela costruire! Però, come tutti, lavoro.

  • Saeki

    ehm…sono onesta…non so come la pensavo la tua giornata ma penso alla mia e mi dico…io sono in ufficio le stesse ore che tu sei a casa e che produci per te stessa….io i mestieri me li sparo il sabato e la domenica è dedicata allo stiro.,..tu invece hai qualcuno che ti aiuta in questo o tra un post e l’altro stendi boxer e mutande…e rifai i letti?
    Non è polemico ne’ solo che sono leggermente stanca e forse non articolo bene le frasi, ma spero tu abbia capito
    Ciao!
    Sabrina

    • Ho una cleaner per una pulizia settimanale più intesa e il resto sì, faccio io. Non di rado stendo lavatrici, lavo padelle e modero commenti allo stesso tempo 🙂

  • Giulia Marchesan

    uguale alla mia vita da blogger, solo sveglia alle 6.15 O.o

  • matilde

    a me invece ha fatto un po’ tristezza. come giornata tipo non è tanto diversa dalla mia (dottoranda in consegna della tesi, lavoro tutto il giorno al computer circondata da libri bellissimi senza che nessuno lo consideri un lavoro) e so quanto la domanda “ehi, ma io ESISTO?” possa riempire il cuore di tristezza.

    • EH già. La solitudine è veramente un prezzo molto alto da pagare. Mi sto organizzando.. .speriamo di riuscirci a trovare sto spazio per lavorare 🙂

  • Francesca

    Perdonami Alessia, ma Chiara non ha mica scritto un post dicendo che va in miniera tutte le mattine ed e’stravolta di stanchezza. Di che cosa si deve vergognare?di fare la blogger?non capisco questo accanimento sinceramente.

  • Io non capisco quelli che criticano il lavoro altrui…se lo consideri così facile e oh povero te che invece sgobbi, fallo anche tu, no? Tanto, è facile! Provaci un po’ e vediamo quanto ci metti a zoppicare 😛

    Io a dir la verità ammiro sempre le blogger full-time, perché non credo avrei il rigore per riuscire a fare tutto da sola, motivo per cui il mio obiettivo nella vita è stare in un team. Che non è facile, ma per come mi conosco io so che è il mio ideale. Blogger full-time o freelancer per me proprio è no, a meno di volermi trovare sotto un ponte.

    Complimenti per la giornata piena che tieni, anche se la mia invidia sta tutta nell’essere a Londra, quello sì che dico, beata te! 😉

    Eithne on the Moon | Lifestyle, books and travels!

    • Ah quanto vorrei un team 😀

      • Antonia

        mi offro volontaria ad aiutarti!!
        se vuoi ti faccio da inviata speciale da Roma 🙂
        ciao Chiara!
        sei la più brava di tutte

        • grazie della stima ma nooo: ce ne sono a palate più brave di me 🙂

      • Cinzia

        Io ci sono!

  • ChiaraLeggeTroppo

    Da piccola blogger in erba, che non ha fatto del blog il suo lavoro ma ci dedica comunque un sacco di tempo, non stento a credere che i ritmi siano questi. Non sembra, ma anche quando sono un hobby questi piccoli angoli di web risucchiano tempo, energie e idee in maniera incredibile! Però se piace, cavolo, è un sogno 🙂

    • E’ vero! In bocca al lupo per il tuo!

  • carla7

    Haters gonna hate, dicono.
    Beh, io mi sono un po’ stufata di leggere commenti del genere. Al mondo c’è gente che per lavoro pulisce i wc degli autogrill o fa turni durissimi spaccando pietre e gente che sta seduta ad una scrivania o dipinge o scrive poesie. Fatevene una ragione! Tutto è relativo.

    Detto questo, grazie per aver condiviso Chiara! Sono sempre stata curiosa di sapere cosa c’è dietro un blog come il tuo.
    E sono sicura che le make-up blogger se la passano meglio di te 😛

    • Haha decisamente 😀

  • molto simile alla mia da web designer, solo che ho la bimba ancora piccola e non posso permettermi l’asilo nido. vorrei poter spostare tutto sul mio secondo lavoro di blogger, ma per ora non mi frutta molto e devo aspettare tempi migliori in cui potrò dedicarmici anima e corpo.
    mi sento meno sola 🙂 grazie!!

  • Martina

    A me non piacerebbe un lavoro come il tuo ed amo il mio.Anche se questo vuol dire sacrifici/orari assurdi e commuting.Siamo nati liberi di scegliere quindi non capisco perchè criticare sempre quello che fanno gli altri.Certo,oltre la scelta ci vuole anche il talento 😉

  • sabrina

    Ma Chiara, sei proprio sicura sicura sicura che non ti serva una segretaria ? Guarda che sono brava, efficiente, discreta e faccio un caffè’ ottimo….

    • Hahah magari! Il mio sogno è la PA, l’assistente personale. Io mi scordo tutto! 😀

      • sabrina

        Allora è perfetto, anche io mi scordo sempre tutto! Magari de due capocce ne famo una bona…se vuoi mi trasferisco da Roma anche domani, basta che mi trovi un posticino!
        P.S. Il mio sogno invece è l’estetista personale, ti immagini che bello? tutte le mattine ti fa i capelli, le mani, i massaggi.. 😀 😀

      • Theodora L

        Guarda che PA e segretaria sono la stessa cosa;)
        Così come editorial assistant è la segretaria di redazione.
        Comunque, pagheresti eventuali collaboratori?

  • Francesca Sfiligoj

    Parlare “di sé” o di argomenti vari con toni personali, e per di più stare gran parte del tempo a casa richiede un SACCO di equilibrio! Io credo mi sentirei sola anche sapendo che il mondo mi sta leggendo. Il silenzio che c’è a casa, quando ci resto, è spesso assordante… e io non sono neanche una che cede alle paranoie! Per me lavorare come freelence da casa è un sogno ed un incubo al tempo stesso e stimo tantissimo chi ce la fa.

    • Infatti a volte sono abbastanza squilibrata 😛 🙂

  • Theodora L

    Chiara se ti servono collaboratori e traduttori, specialmente per la versione inglese del sito, metti un annuncio e mi candido! Vivo in USA da tre anni ormai e quindi sono 100% fluent in English

  • maidannutengaracasteddu

    Scusa chiara, se irrompo in casa tua con un argomento decisamente fuori tema, ma ho appena finito di leggere l’articolo che trovi nel link qua sotto che mi ha colpito talmente e mi sei venuta in mente tu, il tuo blog e tutte noi madri con l’ansia da prestazione…
    http://www.huffingtonpost.it/diana-whitney/il-giorno-in-cui-a-nove-anni-mia-figlia-mi-ha-detto-che-ero-una-madre-tremenda_b_6471500.html?utm_hp_ref=mostpopular

    La prima volta che te lo senti dire ti fa un male pazzesco….la cosa brutta è che, cinque minuti dopo che si è scusato piangendo, ho capito che quel primo “Ti odio” non sarebbe stato l’ultimo….

    • Secondo me rientra nei limiti della normalità. Anche io mi ricordo tanti ti odio detti per rabbia e mai veramente pensati.

  • Chiara

    Bel post Chiara! Dedicato a tutti quelli che non capiscono che, anche se lavori da casa, comunque lavori! Non ci sarà la stanchezza fisica del pendolare ma di sicuro quella mentale data dal multitasking, per non parlare di tendiniti da mouse e cervicali assassine :D.
    Grazie davvero, mi sono sentita confortata dal sapere che anche tu saltelli da un illustrator a un photoshop passando tra cappuccini di soia e biscottini, è stato come averti vicina virtuale di scrivania ;)!!!

  • Karen Broz

    Hai descritto un lavoro bellissimo. Pure io sono “in proprio” con un negozio on line e sto cercando di crearmi una routine. È davvero stancante ma davvero soddisfacente. Ammiro la dedizione che metti nel tuo lavoro e il troll “vai a lavorare” beh, che ci vada lui! 🙂 In ogni caso penso che in Inghilterra sia un po’ più ben visto il lavoro di blogger/freelance, no? In Italia non so, ma qui in Spagna sono indietro mentalmente, ma proprio tanto. Nel mio caso, sono rimasta senza lavoro e mi sono buttata, eppure c’è gente che ancora ti dice “ma non è meglio un lavoro vero?”. Mi danno tanta tristezza.

    Un bacio e in bocca al lupo per tutto!

    • Sì è un bel posto dove stare 🙂 In bocca al lupo anche a te!

  • Chiara

    Caspita! La tua to do list è davvero lunga ed impegnativa.. Ma mi viene solo un dubbio… Da madre lavoratrice quasi semi-disperata che sarei io… Come fai per le faccende domestiche? Cioè, intendo fare la spesa, lavare, stendere, stirare, pulire casa e rassettarla? Le deleghi a qualcuno oppure hai dei super poteri che non vuoi confidare? 😉

    • Ecco, mi chiedevo la stessa cosa.. Come fai a gestire la casa?

      • Non sempre è perfettamente pulita, a volte sì. Non sempre stiro, a volte sì. Quasi mai è in ordine. E con Lui ci dividiamo equamente i compiti, quando possibile. Non mi sembra difficile, lo fanno tutti.

  • Lilium

    Ciao Chiara!
    Che dire, io ti invidio:
    1) la sveglia alle 7.45
    2) la possibilità di fare un lavoro creativo in cui sei pagata per scrivere ( parola di scrittrice mancata!!)

    Secondo me fai un lavoro bellissimo e gratificante, detto questo per come sono fatta io ( procrastinatrice, disorganizzata) mi sarebbe credo letale lavorare senza un ufficio, degli orari… Quindi se anche tu sei un po’ come me da come intuisco e’ dura!
    Comunque grazie per questo spaccato di vita, ci si fa un’idea più precisa del mondo blogger!!
    Un bacio a te e alla sempre unica Porpi

  • ablondearoundtheworld

    Grazie per aver condiviso la tua giornata con noi! La mia vita da blogger è molto simile alla tua, solo con un lavoro a tempo pieno in mezzo! Lavoro dalle 9 alle 18, poi torno a casa e sto davanti al pc a fare tutto questo fino a mezzanotte .. Fra un po’ mi rinchiudono! Ed è anche per questo che alcuni giorni fa ho deciso di licenziarmi, che dio me la mandi buona 😉

  • claudia

    Il tuo lavoro è molto bello e mi sembra assurdo criticare perché c è gente che fa una vita più dura. Se fai questo lavoro è perché ne possiedi le capacità. Io sono farmacista quindi sono a contatto con colleghi e clienti tutto il giorno e devo dire che in qualche giornata storta vorrei avere un lavoro un po più “solitario”.;

  • Ciao Chiara, dopo questo post mi viene spontaneo scriverti per farti i miei complimenti…soprattutto per la tua attività del “pensare”, dell’elaborare contenuti che da sette anni tengono i lettori incollati al tuo blog, magari per criticare ma pur sempre incollati! Da poco ho iniziato anche io a tenere un blog (di ispirazione fu un tuo recente post!), collaterale alla mia attività di freelance..essendo mamma anche io, ammiro la tua costanza e capisco la tua routine, pur mancandomi gli eventi mondani! 😉

  • k.

    Ciao Chiara, anche la mia giornata non è dissimile alla tua. Sono una traduttrice, quindi gobba e chiappe quadrate a go go. Brava che riesci a ritagliarti le mezzorette in palestra. Io non riesco a staccare così anche se vorrei…mi sembra sempre che non sia il momento, che ho altro lavoro da fare… come fai tu a dire: OK adesso stacco e per 30 minuti e faccio un po’ di esercizio/palestra?

  • Martinina

    Ti ammiro.
    Per il coraggio che hai avuto per aver intrapreso la TUA STRADA.
    Non aggiungo altro!

    E a quelli che ti dicono “Vai a lavorare!” fagli una bella pernacchia, invidiosi!!!!!

    • Grazie al cielo a me personalmente non l’hanno mai detto, ma è una cosa che leggo spesso sotto alle foto Instagram di alcune blogger, per lo più fashion, che hanno blog seguitissimi dietro ai quali c’è veramente tanto ma tanto tanto lavoro. Mi dispiace perché la gente non si rende conto che se su quei blog trova contenuti nuovi ogni giorno, e contenuti di qualità, non cadono dal cielo ma c’è gente che lavora sodo. E non è ‘colpa’ loro se il loro lavoro è più glamour, più facile e più gratificante di altri, o se lo fanno con passione e sono entusiasti di farlo, o se gli fa girare il mondo: sempre di lavoro si tratta. E’ un peccato sminuire chi è riuscito a conquistarsi dei BEI lavori grazie alla propria passione e alla giusta intuizione perché invece è una tendenza che dovrebbe essere apprezzata, incoraggiata, imitata, qualunque sia il tuo sogno.

      • Martinina

        Hai stra ragione…. oggi ,purtoppo, ci ritroviamo in un’Italia mediocre dove chi va avanti sono sempre i soliti e chi lavora seriamente, con passione e serietà viene martoriato, prima con orari estenuanti e salari minimi, dopo, quando ti hanno spremuto bene ti licenziano…. Non comprendo i cattivi giudizi delle persone (inette) che giudicano il lavoro altrui solo per esprimere un’opinione… tanto vale stare zitti! O metter su un blog di lamentele :p
        Siete persone con un lavoro come tutti gli altri che si autogestiscono e solo da apprezzare! E poi tramite le vostre “confessioni” ci fate respirare novità e curiosità in ogni ambito… sta all’intelligenza delle persone, ma smetto di scrivere sennò sarebbe da starci tutta la notte!!!!
        In bocca al lupo per il tuo lavoro e procedi a gonfie vele, che vai benissimo!
        M.

      • mirtilliepois

        Fai un lavoro effettivamente molto bello, che ti premette di vedere bellissimi posti, vivere esperienze stupende e questo dà fastidio! È molto più facile criticare un blogger perché il suo non è un lavoro ma un hobby piuttosto che chiedersi perché il nostro lavoro, la nostra vita ci renda così tanto frustrati da spingerci a insultare uno sconosciuto nascosti da uno schermo. Sicuramente hai anche avuto fortuna ma credo che dietro a tutto questo successo ci siano anni di sacrifici, di porte sbattute in faccia, di momenti in cui magari desideravi un lavoro meno figo ma molto più sicuro e soprattutto tanto, tanto, tanto lavoro. Quello che vediamo noi è solo la parte divertente, la punta dell’iceberg dove tu vai di qua e di là, scatti foto a posti stupendi o sei invitata a feste meravigliose… ma ho un blog da un annetto e riesco a capire tutto il lavoro che ci sta dietro.
        Poi hai anche la sfortuna di essere brava a fare questo lavoro, simpatica e pure bella… e questo ti rende un’enorme calamita per tutti i rosiconi! 🙂

      • Pollyanna

        Brava Chiara! Analisi perfetta. Il problema e’ che la maggior parte della gente oggi in Italia sceglie solo “la sicurezza” magari a vent’ anni, la casetta vicino ai genitori, e non hanno il coraggio di rischiare, di investire nel proprio lavoro. Quando io ho iniziato a fare la giornalista (non ho blog, scrivevo sui giornali) facevo due lavori insieme perché i primi anni con gli articoli non mi mantenevo, intervistavo medici a mezzanotte quando finivano la guardia, per esempio e tornavo a casa da sola alle tre di notte. Altro che cena con fidanzatino, per dire. Sabato e domenica? Se il caporedattore voleva il dossier il lunedì chiusa in casa a lavorare. E se dovevo partire dall’ oggi al domani per un’ inchiesta partivo. Eppure venivo considerata una “privilegiata” da chi magari da sola non avrebbe viaggiato manco morta, il sabato e la domenica doveva averli liberi o il fidanzato si incazzava ecc. Certi lavori, come il tuo, come il mio, richiedono impegno, fatica, una grande passione e anche la capacità di essere veramente indipendenti. E per favore, iniziamo non ad invidiare ma ad ammirare chi le ha.

  • Francesca

    Io dico la verità, ti invidio la sveglia alle 7.45!! sono anni che mi alzo alle 6.00….

  • Lucia

    Io anche lavoro e studio da casa, ma non mi sento sola. A me piace stare da sole e non ho bisogno di chiedere se esisto. Trovo comodo lavorare da casa perché mi sento più a mio agio, posso tenere le faccende sotto controllo e non devo stare a sentire ordini altrui. Non devi sentirti sola. Ti sei costruita un bel mestiere e una bella famiglia e questo è ciò che conta di più. PS: potresti dirmi cosa c’è in quella gustosa insalata oltre alle arance? Sa molto di salutare! Baci e continua così le tue giornate che sono perfette!

    • Zucca butternut arrosto, arance, noci e insalata 🙂

  • Squitty

    Interessantissimo post. Il mio blog è recente, per nulla famoso, ma occupa comunque un sacco di tempo. Un hobby gratificante, però! Fare un’attività deve essere magico!

    • 🙂 in bocca al lupo con il tuo blog!

  • roberta

    Mi fanno sempre sorridere i messaggi “criticosi” … ognuno sceglie di vivere la propria vita come vuole…giusto? complimenti per la tua organizzazione e per il bellissimo lavoro che fai. Io ho un blog di cucina che aggiorno nel tempo libero (anche di notte…perché di giorno lavoro…bado al pupo, alla casa e tutto il resto)…solo con il blog non ci camperei quindi mi tocca fare altro…e il blog rimane solo un semplicissimo anche se pur faticoso hobby. Salutami la meravigliosa Londra e continua a scrivere per noi…ciao Chiara!

    • Grazie! E tu continua col tuo blog 🙂 La passione è una gran ricompensa!

  • naive

    si ma la domanda principale alla quale dovresti rispondere e’: ci si campa??
    Intendiamoci, non voglio farti i conti in tasca e non voglio neanche criticare il tuo lavoro. Come tu stessa dici sei una privilegiata ed immagino nella tua vita abbia giocato un mix di bravura e di fortuna. Ed e’ ovvio a tutti che non stai tutto il giorno a farti selfie.
    Ma se dal tuo conto in banca togliessi lo stipendio di Lui (o di chiunque altro contribisca, la mamma il papa’ o lo zio d’America, non ce ne frega…), il piatto caldo per tua figlia ci sarebbe tutte le sere?
    Non e’ una domanda pretenziosa, perche’ sinceramente non ne so la risposta. Ma dubito fortemente che ci si campi.
    Nel qual caso piu’ che un lavoro il tuo lo chiamerei un hobby, un passatempo, uno sfizio. Al quale dedichi molto tempo e lo fai bene e con passione. Sei daccordo?

    • No, non sono d’accordo.

    • Francesca

      Anche io mi chiedo se ci si possa campare, non è una critica assolutamente (di che si dovrebbe vergognare poi?!) però anche io mi faccio la stessa domanda.. Ci si può campare di questo lavoro? O cmq ci vuole un “salvagente” ?

      • naive

        infatti non capisco la reticenza a rispondere in modo chiaro!
        se non ci si campa vuol dire che hai un salvagente… buon per te!
        se ci campi vuol dire che il blog e’ sufficientemente famoso … buon per te!

        non mi sembra che Chiara ci voglia illuminare…

    • Scusa se mi intrometto, però anche chi lavora in un call center difficilmente riesce a mantenersi da solo, idem chi ha un assegno per il dottorato di ricerca in un’università italiana. Questo vuol dire che il loro è uno sfizio? Non credo.
      Io per anni ho lavorato come redattore, assunta, 8 ore al giorno e busta paga a fine mese (fortunatissima, lo so), ma se avessi dovuto campare solo sul mio di stipendio, pagando affitto, bollette, spesa eccetera non ce l’avrei fatta. Quindi, nonostante tutto, dovevo comunque contare sul fatto che dividevo quelle spese con il mio compagno. Questo non rende ciò che facevo un hobby.

      • naive

        uno che lavora in un call center o che fa il dottorato in Italia o tu che hai lavorato come redattore fa un lavoro sottopagato. Firma un contratto in cui gli viene detto quanto prende ogni mese. Decide che va bene cosi, o che non ha speranze di trovare di meglio, o che ha bisogno di quei soldi anche se pochi, o che il lavoro e’ particolarmente bello che non importa, ecc. Per quanto lo stipendio sia misero, e’ uno stipendio e permette di fare piani sia a lungo che breve termine. Ad esempio permette di fare due conti e decidere che e’ fattibile vivere con il tuo fidanzato. Oppure ti permette di decidere che sabato sera non vai a managiare la pizza. Quindi, si. Quelli sono lavori. Sottopagati.
        Chi un mese prende 2000 euro e quello dopo ne prende 200 e quello dopo dio solo lo sa, ed e’ completamente o in gran parte aleatorio, bhe’ si puo’ anche spaccare il culo dal mattino alla sera, ma mente a se stesso se pensa di fare un lavoro. Coltiva un interesse (che magari a lungo termine puo’ anche trasformarsi in un lavoro).

        Non c’e’ niente di male. Ma non tutti possono permetterselo.

        E nessun blogger e’ molto chiaro su questo punto. Per lo stesso motivo per cui nessun blogger ti dira’ mai quanti click beccano in un mese!

        • Ma la domanda che sorge spontanea è: saranno cazzi del singolo blogger quanto guadagna o non guadagna, se ci si mantiene o meno?

          • vai chiaraaaaa e diciamogliene quattro a sti troll XD

          • Rosy

            Vabbe’ Chiara non e’ che devi dire quanto guadagni, ma non mi sembra la fine del mondo se ti chiedono se riesci a vivere bene con questo lavoro. Magari e’ una cosa a cui aspirano in tante e vorrebbero capire quanto sia realistico pensare di poter vivere con un blog. Come non trovo niente di male nell’ammettere di essere fortunata a poter fare la freelance perche’ si ha un compagno con un buon lavoro. Io non ho problemi ad ammetterlo. Dopo il mio secondo bimbo ho deciso che lavorero’ come libera professionista ( in UK ) ma col cavolo che lo potrei fare se mio marito non avesse un buon lavoro solido, e aggiungo se non fossi in un paese che aiuta molto i freelancers e non li fa sentire dei lavoratori di serie B. Ammetto di essere fortunata, ma non mi sembra neanche giusto doversi sentire in colpa per questo no? Come non ci si deve sentire in colpa a fare un lavoro piu figo degli altri. Nella vita ognuno ha le sue fortune e le sue sfortune. Che poi cio’ non toglie nulla alla bravura e al mazzo che comunque ci si deve fare per rimanere a galla.

        • MarySt.

          Ma questo è un discorso di MERA partita iva (architetti, giornalisti, psicologi, idraulici, blogger etc etc etc etc). Non è un mistero che al giorno d’oggi quasi NESSUNO riesca più “a campare”con le partite iva, specie per quanto riguarda i lavori creativi (editoria, giornalismo, traduzione, grafica etc) proprio perché siccome le consulenze non sono miliardarie e i clienti vanno e vengono – a meno di non avere 20anni di esperienza e di “network” – le fluttuazioni mensili difficilmente permettono una programmazione familiare adeguata (parlo ovviamente di chi ha famiglia soprattutto con figli). Tant’è che si sente sempre molto più spesso di gente che la partita iva se la vuole chiudere, piuttosto che aprire, perché tra tasse e varie altre sono spesso dei buchi neri da cui poi si fa fatica a uscire. I guadagni con la partita iva li vedi spesso dopo 10 anni e più – prima è come dici tu, un mese mille, l’altro mese cento. Ci sono delle professioni che indubbiamente necessitano di un background economico un po’ più forte di altre, specie per i primi tempi di “avviamento”, ma è così dagli albori dell’esistenza delle partite iva….. è il rischio di impresa che si prende un “imprenditore” di se stesso allo stesso modo di come un industriale ci mette dei soldi per tirar su i muri della sua fabbrica e pagare i primi dipendenti.

  • nonsonoBorgia

    Le mie giornate, invece, si dividono tra il lavoro di giornalista freelance, il mio blog e il lavoro a stipendio fisso che sono riuscita a trovare (io non sono Scajola – la casa non me la regalano) ed è parecchio difficile far combaciare tutto questo e una vita sociale decente.
    In molti credono che essere freelance sia bello “perchè ti gestisci tu gli orari”… purtroppo non è proprio così, le scadenze ci sono anche per noi. Mi è capitato migliaia di volte di scrivere pezzi alle due di notte sapendo che quattro ore dopo avrei dovuto svegliarmi per andare al lavoro.
    A questo punto propongo di scrivere un libro a quattro mani “Gioie e dolori del Freelance”

  • Gianna

    Sono una libera professionista, lavoro in ambito editoriale, mi piace molto e se questa crisi non avesse bloccato tutto il mercato, ci ho sempre campato, e anche piuttosto dignitosamente!
    Ma quando ho deciso di licenziarmi e gestire la mia vita in maniera un po’ più attiva, il leit motiv di amici e parenti è stato “sì vabbhé… ma di lavoro vero cosa fai?”, quando ho semplicemente continuato a fare ciò che facevo prima, senza dover chiedere il permesso di fare figli a un capo o alla collega egocentrica…
    I facili commenti sono fastidiosi e fuori luogo, perché è tanto pesante presentarsi ogni giorno sul posto di lavoro quanto motivarsi a essere rigorosi nella “solitudine” della propria casetta.
    Ogni realtà richiede la sua dose di coraggio, impegno e organizzazione, e nonostante le difficoltà, i salassi fiscali e gli sguardi biechi di chi si sente superiore perché ha una busta paga, non cambierei nulla delle mie scelte!
    Sguardo fiero del guerriero e vai avanti, perché ho la sensazione che hai imboccato proprio a strada giusta 🙂 – Gianna

  • francescabianca

    Non me la ero mai immaginata quindi non ti so rispondere. 3 commenti mi vennero in mente!
    Uno, in effetti anch’io mi sono chiesta se ci campi.
    Due, ma veramente Viola alle 21 dorme?
    E tre, un plauso per l’uso del congiuntivo!

    • Sì. A volte anche alle 8.30

  • Alicina

    Bel post, davvero! Ti stimo soprattutto per la palestra.. sforzo micidiale ma hai ragione, noi che lavoriamo alla scrivania abbiamo assoluto bisogno di muovere il culo. Io ho comprato un tapis roulant!;-)
    Comunque non ti invidio, perché dev’essere davvero difficile darsi degli orari e della disciplina. Sicuramente lo fate in tanti, ormai è un lavoro diffuso, ma a me proprio non piacerebbe. A me piace tornare a casa la sera e dimenticarmi del mio lavoro. Poi ovvio che non è sempre così, a volte sogno il mio lavoro, e devo lavoricchiare da casa anche quando ho l’influenza. Però ricordo con orrore gli anni dell’università: non sono mai riuscita a darmi una routine per lo studio. Mi ha salvato infatti lo studiare in biblioteca con gli amici. Detto questo, tanta stima ragazza, noi ti seguiamo davvero con interesse, quindi spero che la tua faticaccia sia sempre ripagata!

  • Alice

    Lavoro da casa non per scelta ma perchè l’azienda informatica ha deciso così (per ridurre i costi), ho una domanda da farti: io spesso per riempire la solitudine e compensare la poca socialità mi “consolo” sul web, e perciò ho sviluppato una certa internet-dipendenza, sembra che sia comune per chi lavora da casa sul web.. anche a te capita? hai dei consigli al riguardo?

    Complimenti per il blog!

    • annaelle

      Alice, io ho il tuo stesso problema (lavoro in ufficio ma potrei spesso lavorare da casa).
      E’ una tristezza immensa, secondo me. Odio la mia dipendenza.
      Chiara, grazie per aver condiviso il tuo giorno. Io ho pensato a un paio di cose:
      1. grazie per l’onesta’ (immaginavo giornate più’ glamour anche io)
      2. in effetti io non credo che tu abbia ritmi pesantissimi… io me la sogno la passeggiata, il cappuccino e la palestra a mezza giornata (fortunata”), quindi capisco chi solleva gli “eyebrows”. 3. la cosa pesante e’ probabilmente il fatto che non sembri includere niente di sociale (telefonate ad amiche, pranzo con Lui occasionale, caffe’ con qualcuno ecc..) Ecco questo secondo me prescinde dal lavoro che fai, e’ una questione di rapporti sociali.

      • Ma non è la mia vita sociale il tema del post 🙂

        • Alicina

          io lavoro in ufficio e dal lunedì al venerdì la mia vita sociale è zero assoluto. Ah no, ci sono instagram e whatasapp! ahahah!! 😉

        • annaelle

          No certo, ma non nascondi la solitudine pesante che ti circonda. E’ una solitudine che può’ essere certamente vinta con delle relazioni sociali, che non devono essere professionali. Mi sembra di capire che non cerchi collaborazioni per motivi lavorativi, ma principalmente per colmare quel vuoto causato da giorni da solitudine. Ecco perché ho sollevato questo aspetto.

    • Silvana – Una mamma green

      Eccomi qua, giornalista e blogger (da casa) e mamma di due figli piccoli. Il web a riempire la mia solitudine. Che fare? 🙁

  • cialdina19

    Condivido tutti i commenti di stima e ammirazione che evito di ripetere 🙂 Ci vuole tanta, ma proprio taaanta autodisciplina nel fare costantemente quello che fai, senza cadere mai nel banale (cosa che non hai fatto!) e nella ripetizione. Sii orgogliosa di te stessa, perchè in 7 anni non ti sei mai fermata, perchè da quanto ho capito, sei un’autodidatta.. e va bene la passione e le doti naturali, ma se non fossi una mente aperta e una persona umile, tante cose non le avresti imparate, tanti salti di qualità non li avresti fatti e sarebbe stato facile mollare o lasciarsi sopraffare dagli aspetti negativi che, effettivamente .. ci stanno. Come hai detto te: non è tutto rosa e fiori, ma questo un pò per tutti e per tutto 🙂

  • bellissimo post come al solito Chiara complimenti…purtroppo non tutti quelli che hanno un blog possono permettersi si seguire solo quello, in un certo senso i tuoi sacrifici ti hanno fruttato qualcosa…io anche avendo un blog devo lavorare e quello resta solo ed esclusivamente un passatempo… ancora complimenti a presto

  • Alessia

    Io non sono né pendolare e né lavoro a 100 km da casa. Posso dire di non fare salti mortali nemmeno io, eccetto che in alcune giornate più impegnative, ho comunque un lavoro che amo e colleghe stupende, sono fortunata. Non sto parlando di me. Se un post di Chiara mi lascia perplessa penso di poterlo scrivere, no? Ho scritto questo commento solo perchè sembrava che l’intento del post fosse mostrare una vita impegnativa, per fortuna poi Chiara ha chiarito che non è faticosa, ci fossero per caso dei dubbi. Detto questo, tutte quelle che si intristiscono per Chiara e la sua solitudine, secondo me non hanno ben chiaro cosa significhi trovarsi a lavorare in un ufficio dove può andarti male e puoi trovare colleghi farabutti, che ti fanno “le scarpe”, che ti fanno delle malignate dietro e davanti, che detesti ma coi quali devi passare la maggior parte del tuo tempo. Purtroppo è così nella maggior parte dei casi. Conosco gente che sta bene sul posto di lavoro, io tra queste, ma la maggior parte delle persone che conosco ha subito o subisce quotidianamente mobbing, falsità, carognate, antipatie. Per questo rimango basita quando chi lavora da casa si lamenta della solitudine (che poi solitudine di che? Ha un compagno e una figlia, che sono a casa quasi tutte le sere salvo impegni di varia natura). La solitudine, poi, si può non essere d’accordo, è meglio di tanta gente str**** che ti ucciderebbe per fare bella figura col capo. Sono punti di vista.

    • Francesca

      @Alessia sul discorso della solitudine sono d’accordo con te. Davvero mi lasciano basita quelli che si dispiacciono per la solitudine di lavorare da casa. Come hai detto tu, anche io per fortuna mi trovo bene dove lavoro, ma pensate che sia sempre così?! No perchè è un attimo ritrovarsi in ufficio o azienda o in qualunque altro posto di lavoro in mezzo a persone false, invidiose, meschine, maleducate, cialtrone e zozzone, con cui appunto non vorresti mai ma sei costretto a passare 8 ore al giorno. Sinceramente 10 volte meglio lavorare a casa per conto proprio! Poi anche io mi chiedo ma solitudine di cosa?! Appunto ha un compagno e una figlia, mica vive da sola, la sera con qualcuno parla santo cielo! Perchè davvero mi sa che molti non sanno cosa sia veramente la solitudine!

    • Pollyanna

      Mah…Alessia penso ti possa servire sapere che scrivere e’ faticoso, così come e’ faticoso studiare , lo e’ mentalmente e, se fatto per tante ore e dopo i trent’anni lo è’ anche fisicamente perché non è’ “naturale” stare sedute tante ore al giorno a fissare uno schermo. Per quanto riguarda la solitudine non significa solo “lavorare da sola” ma smazzarsi tutti i problemi da sola, comprese le frustrazioni di quando qualcosa non va. In ufficio per esempio le condividi con altri. Io preferisco mille volte la solitudine e la tranquillita’ di casa mia quando lavoro, ma sono punti di vista.

  • leparoleverranno

    Non hai specificato ogni quanto vai in bagno e per quanto tempo…

  • mirtilliepois

    Tu non hai la collega che ti parla TUUUTTO il santo giorno dei suoi bambiiiiiini… e per questo ti invidio molto, moltissimo!

    • io ne avevo uno che apprezzava i caffe portati in ufficio tanto quanto disdegnava offrirli lui!!! che soggettooooo!!!! quando ero ai primi mesi di gravidana ormai dichiarata non mi ha mai risparmiato un faldone!!! se ci penso, guarda… :D!

  • Sascha

    Bel post, Chiara. Io sono stata freelance per due anni – ci si campa eccome, non so in Italia ma in generale come freelance si vive. Alla fine ho optato per il ritorno in ufficio – perché mi piace la mia nuova azienda, ma anche perché non ne potevo piú di clienti che non pagano in tempo (“la persona che si occupa dei pagamenti é in vacanza, ci dispiace”), delle proposte scandalose (£20 ad articolo!) e della SOLITUDINE che mi mangiava viva tutti i giorni. E no, andare in uno Starbucks non aiuta, non aiuta neanche andare in un “freelance hotspot” o comesichiama. Mica le conosci, quelle persone, non sono il tuo team. Fare “due chiacchiere” un giorno non é come vedersi tutti i giorni, parlare del weekend, prendere la metro insieme, conoscersi. Penso che siamo tutti diversi, e io, per adesso, preferisco la vita da copywriter in azienda.

    Per il resto anche io non sopporto chi dice che le blogger “non lavorano” – per quanto alcune, soprattutto fashion, non mi piacciono, riconosco il lavoro che sta dietro i contenuti. Io gestisco un magazine online nel tempo libero e so che per gestire un sito fatto bene c’é bisogno di tanto, ma tantissimo lavoro.

  • patou

    ciao, sono capitata sul tuo blog per caso, cercando esempi di persone che sono andate via dal l’italia per vivere al estero, io sono francese e vivo in italia…molto furba hein….in realtà voglio tornare nel mio paese, perché qui non c’è nessuno aiuto in niente, ho 3 bimbi e solo mio marito lavora.
    Non ho tanto tempo per leggere il tuo blog ma cercherò di prenderlo da l’inizio, perché mi piace.
    Buon lavoro, a quanto pare non ci si ferma mai o quasi

  • silvia rossi

    ma com’è che io l’anticafé l’ho scoperto due settimane fa e adesso ne parlano tutti dappertutto?!? meno male che non mi occupo di lifestyle, che sono troppo OUT!!!

  • Io non potrei farlo, a me l’autogestione dà alla testa. Non combinerei un bel niente, starei tutto il giorno ad aggiornare la home di un social network a caso. Invece quando vado a lavoro (io sono una farmacista) io faccio un salto in un’altra dimensione, dove non ci sono figlie, non ci sono incombenze domestiche, non ci sono smartphone né social. E a me questa cosa – un poco alienante, un poco soddisfacente – mi acquieta.

  • makeupraimbow

    che fantastiche foto che bel post….devo dire che l’unica volta che mi è capitato nella mia vita che fossi autogestita ero più produttiva…rispetto al normale tran tran che adesso sono a seguire… questo perché potevo utilizzare il mio tempo come meglio volevo e quindi trovavo il momento di fare tutto…senza lasciare indietro nulla e nei momenti giusti.

  • Elo

    Io sono curiosa e mi é piaciuto curiosarti un po’ nella vita

  • Pao

    ma..quindi…TU NON PRANZI?
    E io che cercavo tra le righe di carpire i segreti della tua forma fisica…

  • mirtilliepois

    La vita inizia alla fine della nostra zona di comfort… è una frase che non riesco a mettere in pratica perché ci vuole un coraggio pazzesco a mollare tutte le sicurezze per seguire i propri sogni… ma quanto saremmo tutti più felici se applicassimo questa massima!

  • Maddalena

    noi siamo sposati, non abbiamo ancora figli, lui è più bravo e solerte di me nelle faccende ma lavoriamo dalla mattina alla sera entrambi e quindi, dopo molte discussioni, abbiamo deciso di prendere una donna delle pulizie che viene tutti i giorni. Lo so che non è molto normale per due neo trentenni senza figli, ma sinceramente nessuno dei due, rientrando in casa alle 8 di sera, aveva voglia di pulire a destra e a manca o di stirare. Il weekend è l’unico momento in cui possiamo godercela un po’, quindi non volevo trasformarlo nel “cleaning-day”. Per il momento possiamo permettercelo, stiamo dando lavoro a una persona che ne ha bisogno quindi…perché no? Ora rientro in casa e trovo il letto fatto, la roba stirata, gli armadi in ordine, la cucina pulita…un’altra vita, davvero. E basta poco, farla venire un paio di ore al giorno, non di più, la nostra signora è molto brava e le basta…anche come costi è fattibile, se si lavora in due e si sta un poco attenti ad altre spese. Solo un consiglio, ma credimi, le cose migliorano di un bel po’ 😉

  • Elena

    su 12 foto in 6 c’è del caffè… XD

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  • elisa

    grazie per quanto condividi.
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