Il caffé a Londra

Life · · 33 commenti

[questo post è offerto da Caffè Vergnano]

Quando mi sveglio non sono una bella persona. Esteticamente nun me se pò guardà – per dirla senza giri di parole – e il mio caratteraccio si palesa in tutta la sua orridezza. Brutto anche il pigiama, ché di notte prende vita e mi si arrotola al ginocchio, quindi sembro una coi pantaloni alla zuava e le pantofole. Un bijou.

Dunque mi alzo, anzi mi trascino a fatica ai fornelli e traggo speranza dal riempire la moka e metterla sul fornello. Quando esce il caffè sto meglio. Quando lo annuso mi tiro su. Quando lo bevo torno umana.

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Parliamo di caffè. Che io vi vedo, voi che appena arrivate a Londra cercate Starbuck’s. Vi conosco: ero uguale. Alla ricerca del più elaborato Frappu-moka-ccino con latte di mammut vergine, tripla panna neozelandese e sciroppo al cioccolato della valle dell’Eden con polvere di zuccacannella. Come un inglese. Perché gli inglesi lo fanno. Voi non avete idea delle litrate di caffè, latte e intrugli caldi che si bevono durante il giorno.

Eccomi quindi a raccontarvi alcune delle lampanti differenze fra Italiani e Inglesi quando si tratta di caffeina:

– il caffè: chiedi ‘un caffè’ a Londra e ti arriva una simpatica brodaglia nera capace di causarti ustioni di terzo grado sulla lingua. L’inglese medio ha sempre con sé una bella mug, una tazza, di caffè lungo – spesso solubile – che lo accompagna nella sua giornata. Finito il caffè, se ne fa un altro, o lo alterna con del té. Inspiegabilmente, la dose massiccia di caffeina non altera il classico aplombe british. Come ciò avvenga è un mistero che ancora non mi spiego.

– il sapore: sì, è diverso. Lo è per la provenienza, ma anche perché viene tostato in maniera differente. Se il caffè Italiano ha un sapore più ‘bruciato’, quello inglese è più acido. Lo noterete specialmente se ordinate un espresso nei coffee roasters, in quei locali cioè dove arrostiscono loro il caffè. Piace così. A loro.

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l’espresso: se per l’italiano l’espresso come-Dio-comanda è una religione, è raro l’Inglese chieda un ‘espwresooo‘. Non usa né conosce, né trova particolarmente attraente la Moka se non come curioso artefatto italiano. Anzi: lasciato solo con una Moka, se l’Inglese è hipster, ci sono buone probabilità che la metta in posa sulla mensola tra un vinile e un pupazzo vintage di Topolino. Giuro che comunque, ormai, quasi tutti i locali chiedendo ‘un espresso’ portano qualcosa di simile.

il litro di latte: se il nostro cappuccino non conosce misure, nel senso che è una ‘taglia unica’, qui lo puoi chiedere fino alla taglia Large. Che è quasi mezzo litro di latte. L’Inglese medio lo beve volentieri al mattino, ma anche dopo pranzo o a metà pomeriggio. Immaginate che gioia il suo stomaco, che paradiso per l’ultimo enzima rimasto a difendere la digestione delle proteine casearie – povera creatura.

– le varianti: noi abbiamo espresso, cappuccino, macchiato e mokaccino. Mi sembra di averli nominati tutti, i più comuni. Qui c’è: il cappuccino, il flat white (doppio caffè), il latte (meno caffè), la moka (a dispetto del nome, con cioccolata), vari macchiato  – pronunciato rigorosamente macìato – e ovviamente espresso, decaffeinato e americano. A dirvela tutta, se come varietà di latte vincono loro (in quasi tutti i bar hanno anche quello di soya, in alcuni anche quello di mandorla), non ho ancora mai trovato un locale che offra caffè d’orzo.

– i virtuosismi: ad Ottobre il Pumpkin Spice Latte, a Natale il Cinnamon o il Praline o il Nutmeg o il Gingerbread Latte, d’estate il Frappuccino alla fragola o al cioccolato. Amano prendere i loro drink e trasformarli in una bomba calorica. Zucchero, sciroppo aromatizzato, latte, panna, aromi, cioccolato, vaniglia, chi più ne ha più ne metta. Giuro che sono buonissimi. Giuro che di caffè ne resta veramente poco.  E giuro che si piazzano tutti sui fianchi che è una bellezza.

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Commenti

  • Clara

    Ospite di una mia amica a Londra che mi ha portata da Vergnano vicino al London Eye e io… presi un americano! Ahah!

  • hermione

    Secondo me non diventano nervosi perché un loro caffè lungo equivale a metà di un nostro espresso.
    Comunque il caffè (in ghiaccio) con latte di mandorla si beve anche nel salento.

    • Deborah Cornwell-Kelly

      mi sa invece che è proprio l’inverso – la quantità di caffeina aumenta piu tempo il caffe viene lasciato a contatto con l’acqua. Nel caso del cafetière francese, così popolare in GB, puo arrivare a livelli da tachicardia istantanea. Però la caffeina, un po’ come l’alcol, crea tolleranza – ti serve una quantità sempre maggiore per ottenere lo stesso effetto.

      • GG

        più che tolleranza crea dipendenza 😉

  • Mi prendi per la gola! Per me il caffè é un’istituzione. Rigorosamente solo per sempre moka! :p

  • anche se ammetto che sarei curiosa di provare tutte queste “varianti” però la moka è la moka …buona serata Chiara

  • Elena

    Ok, vado a farmeno un altro, di caffè! 🙂 Buona giornata!

  • the_shadow

    Io non bevo latte vaccino, e in questo senso per me l’Inghilterra è stata un paradiso, altrochè l’espresso bruciacchiato del bar sotto casa, dove se nominavi il latte di soia ti guardavano strabuzzando gli occhi. Grazie a dio negli ultimi anni anche in Italia i gestori dei bar si sono resi che la platea degli aficionados del latte di soya e vasta e merita considerazione.

  • violetta

    forse sono l’unica italiana che all’estero non cerca starbucks e non trangugia i beveroni che hai descritto, neanche per curiosità. Io amo il caffè italiano e se mi trovo a Londra preferisco assaggiare ottomila tipi di thé che quì posso solo sognarmi!

  • mirtilliepois

    Noi a Torino abbiamo il marocchino: tazzina da caffè, solitamente in vetro, ricoperta internamente di cioccolato o nutella con dentro sostanzialmente un caffè macchiato…e poi c’è il Bicerin, bevanda storica che dicono fosse la preferita di Cavour: un bucchierone da vino con dentro cioccolata calda, caffé e crema di latte, praticamente il bisnonno del caffè di Starbucks!
    Io con Starbucks ho un rapporto difficile: vorrei che mi piacesse ma alla fine, indipendentemente da quello che scelgo, arrivo a metà del bicchiere small e lo butto… in compenso colleziono le loro tazze con i nomi delle città… e preferisco un nostro cappuccino! 🙂

  • Cecilia Signorini

    Per me il caffè con la moka è il migliore del mondo, non fosse altro che per il rumore, l’aroma che si sprigiona piano piano… un rito! E il caffè è buonissimo. In moltissimi bar è imbevibile (uccidetemi)

  • guarda: 5 giorni ad Edimburgo, mio marito li ha provati tutti, Starbucks, Costa, tutti…e dove troviamo un caffé buono? in un caffè aperto da italiani di seconda generazione 😀 se Dio vuole che mi trasferisco lì, ci portiamo la macchinetta automatica proprio della Vergnano e relative capsule. mio marito ne va matto, non potrebbe svegliarsi altrimenti 😀

  • Live from Hamburg

    Quando mi trasferii qui qualcosa come 9 anni fa, regalai ai miei suoceri (tedeschi) una moka. La trovarono “carinisssssima”. Da allora è intonsa in bella mostra sullo scaffale della cucina, lol.

  • Deborah Cornwell-Kelly

    Come inglese trasferita in italia da ormai piu di 15 anni, mi sento in dovere di difendere i gusti britannici. Noi in casa abbiamo la moka, e risiede nell’angolo piu lontano dell’armadietto di cucina (sai, dove finiscono i ceci secchi e quel pachetto di spezie comprato in vacanza e mai aperto), insieme alle tazzine (troppo piccole per essere utili – ma come fate con così poco? un’assaggio bollente, amarissimo, abbastanza da far digrignare, ed è già finito). Io uso la cafetière, una caraffa di vetro con un filtro che si spinge giù quando il caffè è pronto. Contiene esattamente mezzo litro, e lo bevo tutto ogni mattina. Evito con cura i bar italiani, perché prendo il caffè rigorosamente senza zucchero o latte, e trovo il caffè imbevibilmente amaro, scottante, e servito in tazzine spesso ancora bagnati di acqua di lavastoviglie (seriously?? caffè aromatizzato al detersivo?). Evviva starbucks, coffee republic, cafe nero & co! Come mi mancate!

    • Francesca

      Mi chiedo in che bar tu sia stata Deborah…mai trovate tazzine bagnate o che sanno di detersivo!
      Poi “amarissimo”.. che caffè hai assaggiato?! E più di una tazzina a volta, cosa credi, che faccia bene alla salute?! (Mezzo litro di caffè, ma stai scherzando?!)

    • adriano

      sei un tantino svampita: tieniti pure gli sturbucks, please!!!

  • Sascha

    Io amo il caffé alla follia – quello italiano soprattutto ma certo anche i beveroni di Starbucks e Costa Coffee. Cosa che odio invece è il caffè solubile, cosa che tutti gli inglesi hanno adottato come ‘normale’, soprattutto in ufficio. È assolutamente disgustoso e sa di polvere. Meno male nella mia nuova azienda abbiamo la macchina Nespresso.

  • elena

    Ma nn ci sono bar italiani che fanno caffè espresso all’italian?

  • nonchiamatemiBorgia

    Trasferitami a Londra, trovo nel mio appartamento la mia nuova coinquilina francese. Una parigina doc. Fatto sta che mi vede stremata e mi dice se voglio un caffè perchè “l’ho appena fatto”. Ebbene, con un’ingenuità pari a quella di Bambi mi ritrovo a dire sì, perchè in fondo in Francia si beve l’espresso e le loro colazioni non distano così tanto dalle nostre….E’ così che ho avuto la mia prima brodaglia-experience in terra albionica, ed è così che mi sono votata al the come unica fonte di energie di primo mattino.
    E comunque, se vuoi saperne di più sul caffè, ti invito a leggere questo mio post: si parla di caffè a Trieste, un’istituzione, un emblema, e soprattutto un casino per quando vai al banco per ordinarlo

    http://lapprendistastachanovista.blogspot.it/2011/12/comunicare-trieste-questione-di-caffe.html

  • elena

    Scusami deborah..ma è un po’come voi che andate in giro con 2° e I capelli bagnati..o I piccoli senza calzini..noi nn lo comprenderemo mai così come voi nn capirete mai cosa è per noi quel caffè così forte e profumato che beviamo la mattina per riconciliarci col mondo intero..ognuno ha le sue stranezze e se le tiene care.

  • eleonora

    Caffè all’americana: un amico capita in una famiglia americana e la mattina, trovando una moka in un pensile, si fa un caffè (pur usando il solubile). Il suo ospite sopraggiunge nel frattempo e si illumina: ecco a cosa serviva quello strano oggetto tra i due blocchi, a mettere il caffe!! lui abitualmente versava il solubile nella pancia con l’acqua e aspettava che salisse il liquido caldo!

  • elena

    Dei miei primi soggiorni di lavoro a Parigi (dove mi recavo in treno per via dei bagagli) ricordo con tenerezza il thermos del caffé che avevo preparato la sera prima, condiviso con gli ospiti delle altre cuccette, all’alba, nel mezzo della campagna francese e la moka che scoppiettava sul fornellino elettrico nella stanzetta in albergo a Chateau-rouge, prima di trovare una sistemazione definitiva. In quella solitudine dei primi tempi, era l’odore di casa 🙂

  • Loro credono che il caffé della cafetiere sia caffé. È meglio di quello solubile ma io bevo volentieri un bellissimo espresso in una pizzeria VERA che ho scoperto nei paraggi. Starbucks non si può bere, non sa di niente a meno di provare le pasticciatissime varianti ( credo, mai fatto) . Tra i coffee shops io preferisco Costa e Cafe Nero questo ultimo un po’ più roasted dell’ altro. La Moka a comprarla qui una decente di Bialetti costa £45 per 4-5 mica tutto il palazzo. Sono disperata e distrutta, una donna finita

  • Emanuela

    The same in Brussels …. hai descritto benissimo la situazione del caffé in Nord Europa 🙂 ciao Emanuela

  • the_shadow

    Comunque tra gli high street per me il migliore è Pret a Manger 🙂

    • Francesca

      Anche secondo me!

      • Sascha

        …dite…? io lo evito come la peste, preferisco Costa quando non c’e Starbucks.

        • Francesca

          anche costa è buono!

        • the_shadow

          Io costa lo odio, Starbucks solo se devo. Pret mi piace perchè ha anche i sandwich veg e le bibite senza zucchero 🙂

          • hai ragione! è l’unico posto dove trovo panini vegani! Peró il caffè non mi fa impazzire.

  • Alice

    A Milano (ma non solo eh, credo sia diffuso un po’ ovunque in Italia) ci sono caffè che hanno delle macchinette per fare il caffè ginseng e/o caffè di guaranà.. il ginseng si può scegliere in tazza piccola (come un espresso) o grande (un po’ meno di un cappuccino).. il bello è che il sapore cambia a seconda del bar (ovvero della marca della macchinetta).. di solito è molto dolce e sa di nocciola con retrogusto di cioccolata, ma a volte può anche essere amaro.. comunque avendo assaggiato la radice del ginseng, il gusto non centra niente!

  • lalu

    Quindi gli inglesi sono un pò come i newyorkesi?

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