Portobello, brunch e montagne russe.

Life · · 81 commenti

E’ effettivamente non dissimile a trovarsi sulle montagne russe. Con la sensazione di impotenza che si prova quando si è leggermente legati o quantomeno contenuti e la certezza che ad ogni salita corrisponderà una egualmente violenta discesa. Abitare dentro la mia testa non è facile.

Sabato mi sono svegliata storta, portando tipo il peso del mondo e delle galassie conosciute tutto addosso. Poi dici ‘te vedo un po’ gobba…’ – e te credo. A descriverlo potresti solo definirlo con ‘niente’, talmente è pieno di roba da sembrare vuoto. E mi spiaccicava per bene in terra, un soffio appena da quella polvere sotto all’armadio che non riesco mai a levare. Quando accade vivo in modalità pesce rosso, ovvero attraverso la mia giornata e faccio le mie cose ma senza che nulla mi arrivi. Come se tra me e la vita ci fosse un vetro e io fossi nella mia boccia piena di acqua tossica. Pauroso, a dirvela tutta. Viene voglia di fare cose assurde, pur di uscire dalla bolla, e quasi nessuna riesce.

Electric Cinema Notting HillPortobello Road

Siamo stati a Portobello Road, che mica pizza e fichi insomma, e nulla. Non passava. La giornata non è andata particolarmente bene nemmeno quando l’ho annegata in due cocktail all’Ace Hotel.

Il giorno dopo, come se nulla fosse, mi sono svegliata contenta. Forse perché mi sono svegliata più tardi e dormire mi aiuta sempre un sacco. O forse per quella mezz’ora in palestra che, si sa, è il migliore degli antidepressivi. Fatto sta che siamo andati a fare il brunch in uno dei miei nuovi posti preferiti, che si chiama Grain Store ed è nei pressi di King’s Cross, precisamente a Granary Square, sede anche della scuola d’arte St.Martins dove nella prossima vita andrò a fare un corso con i capelli lilla come la parrucca di Viola.

king's cross LondonGranary Square

Hanno cose deliziose, quasi tutte a base di verdure di stagione, con un uso molto creativo di sapori, colori, mix. Abbiamo brindato con succhi coloratissimi pieni di cose salutari-borderline-bizzarre tipo germe di grano o spirulina, e mangiato piatti altrettanto deliziosi e colorati. Io ho scelto pancake di ceci e yogurt con avocato e pomodoro.

IMG_1781Grain Store King's Cross menuIMG_1875

A seguire, sotto una pioggia torrenziale, siamo saltati su un autobus per la Tate Modern. Ho un debole per questa galleria. Anche se stavolta non mi ha deliziato con la solita enorme installazione nello spazio delle Turbine Halls mi sono rilassata esplorando con Viola le varie aree espositive. Lei ha anche fatto un disegno con le Wacom a disposizione, poi proiettato sul muro e in vari schermi in giro per la galleria.

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La parte migliore è stata però senza dubbio il té con vista. Al sesto piano della Tate Modern, infatti, c’è il suo bar, che domina il fiume e il Millennium Bridge, con vista sulla Cattedrale di St. Paul. Uno scorcio che rappresenta, insieme, l’anima poetica, moderna, business e malinconica di Londra, e mi fa sempre pensare un po’ a Mary Poppins.

Tate Modern cafèIMG_1894

Siamo tornati a casa sotto una pioggia altrettanto scrosciante, rientrando bagnati fradici. Per un attimo mi sono ricordata di quando tornavo dalle sciate, da bambina, intirizzita e fradicia, e dopo il bagno caldo mettevo dei collant di lana. Una delle rare volte in cui ci era concesso stare in casa solo con i collant. Per terra c’era la moquette e il mio corpo era ancora caldo di bagno. Ricordo il calore di quelle calzamaglie come una delle cose più belle.

 

Forse semplicemente la vita è adesso ed è bella. E devo ricordarmelo. E ripetermelo. E così come ridere rilascia endorfine ma addirittura sforzarsi di ridere, ovvero farsi una risata senza senso, rilascia ugualmente queste endorfine – forse è lo stesso con la felicità e la gratitudine. La felicità è una scelta faticosa ma possibile. Almeno un po’.

Per ricordarmelo, mi sono fatta questo sfondo ‘motivazionale’. L’immagine è di Pinterest, il testo l’ho scritto con l’App ‘Over’. Salvatela e usatela pure, se vi piace 🙂

iPhone sfondo

 

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Commenti

  • cialdina19

    Dolce Chiara.. 🙂

    • Mi fa pensare a Dolce Candy 😀

  • .. succede anche a me, chiara! il vuoto, il peso del mondo – così per niente.. credo capiti a tutti.. in realtà, però, sono poche le persone che ne parlano, come fai tu!

    • non lo so, io sono arrivata a livelli preoccupanti, quindi mi sto curando in tutti i modi che posso… qualcosa prima o poi funzionerà. spero.

      • Chiara Sha

        Nel mio caso sono in totale ostaggio dei miei ormoni :-(, ho notato che dormire di più aiuta e anche mirate scelte alimentari, ma ci sono dei giorni in cui mi posso solo arrendere! Per la gratitudine ho un quaderno su cui scrivo ogni giorno da 3 a 5 cose di cui sono grata, in più ringrazio a voce alta, spesso anche mio marito e le mie bambine, insomma….Ah e’ il mio primo commento, ma ti leggo da anni, mi piaci in tutte le tue sfumature, nonostante all’ inizio non riuscissi a connettermi e volte ero perplessa, adesso ti leggo davvero volentieri, grazie per la compagnia che mi fai la sera, quando leggo alcuni blog prima di dormire!

  • GG

    ma perchè hai questo bisogno imprescindibile di essere SEMPRE felice?

    • Non vorrei facilmente archiviare questo commento con ‘eccone n’artro che non ha capito un c***’ ma mi torna difficile trovare la connessione fra questo post e l’idea che io abbia un bisogno imprescindibile di essere sempre felice. conosci quel vuoto che fa male – tanto – a te e agli altri, specialmente alle persone che ami? se non lo conosci, buon per te. se lo conosci, capirai come la tua domanda sia quantomeno fuori contesto.

      • GG

        lo conosco molto più di quello che sembra dal mio commento
        ho conosciuto e convivo con quel brivido freddo che mi prende ogni volta che mi affaccio ad una finestra
        riesco a capire quanto possa essere terapeutico scriverne
        è che ogni volta mi sembra di leggere tra le righe un certo ‘stupore’, come se fosse inaspettato, forse perchè io lo accetto passivamente e aspetto semplicemente che passi
        ma forse sbaglio io che mi sono abituata a convivere con il peggio

        • Per me sono diventate oscillazioni violentissime e debilitanti, quindi no, non cerco di essere sempre felice, ma sempre ‘funzionante’ vorrei esserlo e devo esserlo per mia figlia.

          • Pollyanna

            Io invece credo che la felicità sia un diritto, e che rassegnarsi all’ infelicita’ e al dolore voglia dire buttare via uno dei doni più belli che abbiamo, la nostra vita! Ok, sembra un po’ melenso come commento, ma quando paragono il mio ” star bene” ( ovviamente non perfetto) di ora con la disperazione provata anni fa ringrazio ogni santo giorno di aver avuto la costanza e il coraggio, oltre che la voglia , di cercarla, la felicità’. O dobbiamo rassegnarci al detto cattolico ” siamo nati per soffrire”? Io no, grazie.

  • Grazie 🙂

  • condivisisssssimo.

  • Elena

    Tanto depressa da farti i selfie e video.

    • Cara Elena, pubblico questo commento solo per farti vergognare. Una persona racconta un momento di difficoltà e tu rispondi con una provocazione perfettamente inutile e ignorante. Scommetto che se fossi uscita a prendermi un caffè con te e ti avessi confessato di questo mio problema, col cavolo che mi avresti risposto a questo modo. Classico esempio di scemenza da tastiera.

    • Mafalda

      Non è che magari una li fa perché le servono Per la sua attività di blogger, perché cerca di non affogare nella depressione e tenersi viva continuando a fare quello che le piace e piace al suo pubblico, perché vuole conservare e condividere dei bei ricordi, perché ha anche dei momenti di energia e felicità oltre a quelli neri, perche … No, eh?! Guarda che non è detto che una persona che mostra agli altri dei bei momenti non ne viva di orrendi. Se posso portare il mio insignificante esempio personale, io ho bellissime foto di me stessa , sia sola che con altre persona, scattate in Un periodo in cui progettavo di buttarmi nella mosella un giorno sì e l altro anche. E non riuscivo a parlare come si deve con anima viva del mio malessere per cui sembravo la persona più felice del mondo e con la vita migliore del mondo a chi non mi conosceva bene. Un racconto sulla prima di Cenerentola o sulla festa per il lancio di un rossetto può oiacere o non piacere ( a me ad esempio annoiano quindi non li leggo), ma questo non giustifica una critica velenosa che credo ognuno dovrebbe tenere per se in segno di rispetto. Passare mesi tremendi come quelli di cui ho raccontato mi ha insegnato a pensare due volte prima di giudicare gli altri e a riconoscere segni di malessere più o meno intenso in chi mi sta intorno. a chiunque ci caschi: coraggio, ce la farete!!! Perdonate la scrittura poco curata

  • Vanja

    Ciao Chiara, ti capisco molto bene e ti mando un abbraccio virtuale!
    Posso consigliarti una lettura, che a me ha aperto molti orizzonti?
    Si chiama “Vivere momento per momento” di Jon Kabat-Zinn 🙂

    • Ma pensa, l’ho letto quest’estate e l’ho anche recensito qui sul blog! molto bello… riuscissi ad applicarlo sarebbe anche meglio 😀

      • Vanja

        Forte! 🙂

  • prisca

    Cara, sei in buona compagnia…qui tra vuoti e voli pindarici!! L’ultima immagine ricorda il motto con cui ho iniziato l’anno “Give thanks with a greatful heart” che mi sono “appiccicata” ovunque. Ci sto provando, leggerlo a volte fa bene, altre non funziona…forse dovrei tatuarmelo in fronte!!

  • Non credo che tutti possano capire perchè non tutti ne soffrono.
    Conosco quel vuoto e conosco l’incomprensione di chi ne è (fortunatamente) estraneo.
    E condivido ogni singola parola, che per me da due giorni a questa parte si è trasformata nuovamente in realtà.
    Solidarietà (anche se non serve…)
    Alice

  • a te 🙂

  • eheh le giornate storte, quando capitano non ci so cavoli! in fondo sai che noia se fossimo sempre super felici? un bacio!!

  • Ale

    Cito testualmente dal film: “Young adult”:
    “Se non sei felice tu con tutto quello che hai…”.

  • Barbara

    Non lo dico con cattiveria o con polemica, ma a volte certi pensieri di infelicità o vuoto sono dettati dall’avere non molto da fare e molto tempo per pensare, oltre a non dover risolvere problemi pratici tipo trovare lavoro, non guadagnare abbastanza, un pericolo concreto e imminente.
    Se hai uno solo di questi problemi il tempo per stare a farsi le pippe mentali non c’è.

    • Lo trovo un commento un po’ offensivo verso tutte le persone che hanno molto da fare o devono risolvere problemi pratici EPPURE soffrono di depressione o gravi sbalzi d’umore. Stai praticamente dicendo che determinate categorie non hanno – o forse non ‘hanno diritto’? – ad avere di questi problemi perché sono ‘già abbastanza impegnati’. Ma certo, definiamo la depressione e i problemi emotivi come i capricci di chi non ha un cazzo da fare, tanto che danno facciamo? Sono basita. Questa è malainformazione, mi dispiace. Sono problemi che non guardano in faccia veramente NESSUNO, a prescindere dallo stile di vita. Mi informerei molto bene prima di sparare a caso su un argomento tanto delicato.

      • Pollyanna

        Certo Chiara, hai perfettamente ragione! Però purtroppo non c’ e’ uguaglianza neppure fra chi sta male. Cerco di spiegarmi: quando ho sofferto del mio ” buco nero” , e non era solo depressione, ho avuto la fortuna di essere sostenuta da due genitori meravigliosi, che mi hanno permesso, in quel momento, di essere tranquilla economicamente. Vivevo già fuori di casa, mi mantenevo da sola, ma per qualche anno ho dovuto ridurre il carico di lavoro che mi permetteva di mantenermi, continuare l’ università e pagare l’ affitto. La condizione economica aiuta, sempre. Non sottovalutare questo aspetto: se fai parte di quelle che possono ” non preoccuparsi” dei soldi, e te lo auguri, sfrutta appieno questa situazione, stare bene e’ un dovere morale nei confronti della vita, e di tua figlia. Penso poi tutti sappiano che i problemi economici possano aumentare i disturbi psicologici ( per esempio in Italia, giustappunto, sono in aumento) quindi, che dire? La mancanza di problemi economici può permettere di curarsi meglio, non possiamo negarlo.

    • Aloise

      Ciao,
      soffro di quello che viene chiamato “generalized anxiety disorder” e anche di “panic disorder”.
      Putroppo è una condizione che mi porto addosso da quando di anni ne avevo 5, ripeto CINQUE e mi facevo venire dei gran malditesta e il vomito, oltre che il pavor notturno che dura fino ad oggi.
      a 28 anni ci convivo con periodi + “facili” e periodi nel quale tutto è pesante, ho paura, mi sento vuota, triste, infelice e mi sento affogare.
      Eppure ho sempre un sacco di cose da fare, poco tempo per pensare ( anche se caratteristica di questo disordine è il continuo e struggente pensare alle cose, qualsiasi cosa.. ) problemi economici.
      Tuttavia non ho un pericolo concreto e imminente anche se la mia “mente” mi dice che è così.
      Ho persone che mi amano, una casa, un lavoro e un compagno.

      Quello che hai scritto è una vera schifezza, di chi non sa, e GIUDICA ed è GRAZIE a persone come te che quelli come noi si devono “nascondere”, perchè non sta bene, perchè voi ci additate sempre.

      non auguro mai niente a nessuno, ma sarebbe bello che anche le persone come te sperimentassero questi disordini, così potreste capire cosa significa non avere il pieno controllo della propria mente.

    • Sascha

      Ciao Barbara! Io esco di casa alle 7.45, torno quando va bene alle 19.30. Lavoro sempre anche di domenica, su dei miei progetti. Ho sempre, per tutta la mia vita, faticato ad arrivare a fine mese. Ho anche un sacco di altri problemi (non di salute ma ciononostante cose poco piacevoli) che qui non sto a snocciolare perché non mi sembra il caso. Sono stata diagnosticata con bulimia, depressione e disturbo di ansia. Secondo te devo solo lavorare di piú? Dormire di meno ancora? Ti svelo un segreto: non serve ‘tempo’ per soffrire di certi disagi. Ti entrano nelle ossa, nei polmoni, sono con te quando suona la sveglia, mentre prendi il treno, mentre ti cucini il pranzo, quando vai a dormire. Sono felice per te che non conosci queste cose. Ti auguro di non conoscerle mai.

    • Stiletto and cheesecake

      Che commento privo di senso. Guarda, non so quanti anni tu abbia, ma mi sembra di parlare con una vecchia conoscente dei miei nonni: 63 anni, zitella, mai sposata, mai figli, mai un titolo di studio, mai un viaggio all’estero, di professione sarta. Una bravissima esperta sarta che ancora oggi se ne va in giro prodigando l’indipendenza femminile. Una volta mi disse: “Ah, sto facendo un vestito a una psicoterapeuta, una dottoressa che guadagna 80 euro a seduta. Una cifra folle! Infatti, chi è che va dalla psicoterapeuta? I ricchi, che non hanno niente da fare tutto il giorno. Le donne mantenute dai mariti che non sanno cosa fare. Perchè se lavorassero… altro che psicoterapeuta!”. Ecco. Quello che dici tu praticamente è lo stesso. E mi chiedo se non ti vergogni nemmeno un po’. Se davvero bastasse avere un lavoro, o un compagno, o mille cose da fare, allora nessuno soffrirebbe di depressione o di disturbi di questo tipo. (Che poi diciamo la verità: non è che una donna che NON lavora, automaticamente, NON ha niente da fare. Mia nonna non ha mai lavorato un giorno della sua vita, ma con quattro figli, ha sempre avuto un gran da fare tra casa, marito, spesa, scuola etc.etc.etc.)

      Tutta questa ignoranza e tutta questa superficialità mi spaventa tantissimo. Mi chiedo fin dove arriverà questa tendenza a “semplificare, giustificare”, fino a fare apparire tutto come “normale”. Viviamo in una società in cui problemi come quello descritto da Chiara sono all’ordine del giorno e ancora c’è gente che risponde con una leggerezza imbarazzante:”Beh, ma sono solo pippe mentali perchè non hai niente da fare. Trovati qualche impegno in più e vedrai che ti passa”.

  • Ely7791

    Bè te lo confesso, un lunedì uggioso, invece di lavorare ho letto tutti i tuoi post dal primo in poi..sono arrivata al 2012! Sei una grande!

  • Alice

    E’ normale passare dei momenti così..
    Posso consigliarti:

    – un sito : somebliss.com
    – un libro: qui e ora di Ronald Siegel (con consigli pratici per affrontare i momenti down)

  • Chiara Zucchi

    Chiara, non perdere tempo rispondendo a commenti tanto insignificanti quanto le persone (davvero piccole) che li fanno.
    Continua s scrivere. Perché fa bene a te, e fa tanto bene a noi.

    • Eh lo so. Ma sono queste persone che continuano a fare malainformazione e stigmatizzare il coming out su tematiche delicatissime come depressione e difficoltà emotive. Rispondergli per me è il minimo. Una goccia nel mare. Ma anche quella forse fa qualcosa.

      • sono solo delle troll invidiose, non perderci tempo chiara

  • Chiara_ki

    non ho mai scritto né commentato nulla finora, nonostante legga il tuo blog da tempo. me lo ha consigliato una collega d’ufficio, uan persona che non definiresti proprio amica ma che mi ha dato l’idea giusta, nel periodo giusto.
    mi fa proprio bene leggerti.
    grazie
    Mi offri spunti di riflessione
    oppure la pensiamo allo stesso modo e mi fai sentire meno sola
    Grazie ancora

  • Sheila

    Ti consiglio i libri di Giorgio Nardone, in particolare:
    -Non c’è notte che non veda giorno
    -Psicotrappole
    Vedrai, ti faranno molto bene all’anima e se puoi rivolgiti ad un terapista che si occupa di Terapia Breve Strategica (la scuola di Nardone, appunto). Se non avevo letto male, ci sono terapisti anche da te.
    Un abbraccio

  • Chiara

    Io invece lo auguro proprio, di stare male, di non avere nessuno con cui poter parlare e di non riuscire nemmeno a capire perché si sta male, a persone così!
    Chiara, scusa il livore, ma mi fa davvero andare in bestia la poca empatia della gente e la volontà di ferire!

  • Valentina

    Cara Chiara

    Capisco il tuo post e il tuo stato d’animo. Non mi sono mai avventurata su montagne russe come quelle che descrivi, ma credo di aver vissuto un’esperienza simile proprio pochi giorni fa.
    Ho aperto un blog da poco e in quel momento ci ho buttato tutti i miei sentimenti…sono alle primissime armi, ma magari ti può interessare leggere questo: https://panebuter.wordpress.com/2015/02/18/tempeste/

    Grazie per il tuo blog, è come un amico che mi tiene compagnia (e non tradisce mai!).

  • Daniela

    Grazie per il salvaschermo e per aver deciso di condividere i momenti down.
    Molti problemi sarebbero più facili da affrontare se sapessimo quanto sono comuni. Invece, toppo spesso nessun ne parla…

  • violetta

    Leggendoti, ho pensato proprio “no, non ho capito”, leggendo i commenti ho aggiunto “per fortuna”. Voglio dire che non riesco a capire la sensazione che descrivi, che credo non sia accostabile alla “giornata storta” o al periodo di merda che tutti prima o poi passiamo. insomma io questa storia del vuoto, o del peso del mondo non la capisco… e meno male per me!
    Vorrei anche dire che, nella mia totale ignoranza in materia, mi fa un po’ ridere la teoria da alcuni proposta secondo la quale la depressione tocca solo chi ha qualche problema di natura materiale in precedenza… in base a questo assioma dovrebbe valere anche il contrario, e per mia fortuna non è così. Lo affermo perchè come tutti, come tanti, ho la mia dose di problemi da risolvere, grane grosse, un marito con problemi di dipendenza ad esempio, ma ancora depressa non sono, ecco. Mi sorprende poi vedere che qualcuno creda veramente che la tua attività di blogger coincida con la tua vita vera, cosa che tra l’altro hai cercato di spiegare bene con quel post sulla vita pinterest che molto mi aveva fatto sorridere.
    Posso aggiungere una cosa, lanciando un suggerimento a te e a tutte le altre divoratrici di libri che leggono il blog? Una mia amica, Vanessa Gaudenzi, ha scritto un libro molto toccante, autobiografico, che non definirei capolavoro, ma che è altresì gradevole da leggere, che si intitola “Il bruco e la farfalla”, Albatros edizioni. Se non ricordo male Chiara, hai detto di aver avuto disturbi alimentari in passato, lei è stata anoressica, a un passo dal lasciarci le penne, e la penna la aiutata ad analizzare la cosa e abuttare tutto fuori, un po’ come fai tu con questi post. E’ stata molto coraggiosa, esponendosi in prima persona nel raccontare tutto, soprattutto rispetto a quelli che, pur conoscendola, non hanno mai saputo tantio dettagli della sua malattia, e sottolineo malattia.
    Si può ordinare anche su Amazon…

  • Dani

    Ciao,ti prego non considerare il mio commento come un’altro che offende e non capisce perché davvero ho la tua età,ho due bambini,un marito che è la mia vita,un lavoro part time che mi piace da matti,soddisfazioni enormi a livello sportivo di mia figlia di ben 10 anni,vacanze di ogni tipo ecc eppure mi capitano molto molto spesso giorni in cui mi faccio pena. Ecco a questo punto ti chiedo davvero semplicemente, e sinceramente senza giri di parole,che cos’è che ti fa stare male?cioè a cosa pensi poco prima di sprofondare nel tuo abisso??? Condivido il fatto che vedendoti praticamente giornalmente su Instagram sorridere e posare a bocca dischiusa per selfie degni di una modella,sia difficile immaginarti giù,però a questo punto se devo essere onesta, non capisco come fai. E comunque hai ragione da vendere a scrivere che purtroppo non c’entra molto lo stile di vita con questa brutta malattia,ma consentimi di dire che la depressione vera non si risolve in un “via che andiamo a fare un vlog tra le bancarelle di cibo”… Mia zia è morta di questo e ti assicuro che forse usi male i termini tu. Passare dall’essere giù di morale perché non ci entrano i jeans o ci affoghiamo nei cupcakes ed avere una vera depressione è un bel po’ diverso. Non dico che non ti capisco,ti ripeto io stessa spesso mi sento un rottame orrenda e senza voglia di farmi vedere in giro,ma poi passi davanti al centro alzheimer ogni mattina per venire al lavoro e vedo ragazzi della nostra età accompagnare genitori ancora giovani oppure vado a trovare il mio nipotino appena nato e noto il piano oncologia infantile proprio sotto alla maternità e capisco che la depressione davvero è un’altra. Si dice che probabilmente le persone messe a dura prova dalla vita in realtà sono le più ricche e affamate di vita ma credimi non farei cambio con le mie paturnie. Questo è ciò che ti direi io se ti confidassi con me a prendere un caffè….
    Daniela

    • Cara Daniela, grazie del tuo commento, però non funziona proprio così. Se tutte le persone che soffrono di questi disturbi dovessero smettere di fare il loro lavoro o fermare la propria vita, credimi, nessuno guiderebbe l’autobus che ti porta al lavoro, nessuno cucinerebbe il pranzo che mangi al ristorante, nessuno reciterebbe per lo spettacolo teatrale che vai a vedere, nessuno canterebbe la canzone che ascolti alla radio. Un blog filtra. Cosa ne sai tu, di cosa succede tra una foto che posto e l’altra? E cosa ne sai, ad esempio, di quando è stata scattata la foto che posto? Di come mi sentivo? Chiunque si permetta ancora di giudicare cosa sia ‘lecito’ e ‘non lecito’ fare per VALIDARE il proprio disagio e vederlo RICONOSCIUTO sta facendo un grande, grandissimo torto all’umanità intera. Non mi stupisco che le persone abbiano tanto difficoltà a fare coming out e cercare cure al riguardo se quando aprono bocca per ESPRIMERE UNA DIFFICOLTA’ sia pieno di persone che invece di cercare di comprendere cercano di ARGOMENTARE con un ‘eh ma mia zia quando era depressa/soffriva di ansia manco usciva di casa’ o un ‘ah però ti fai i selfie’. Vi tirerei giù una lista di attori e cantanti che il giorno prima erano su un palco a saltare e baciare i fan e il giorno dopo morti suicidi ma, onestamente, con voi è fatica sprecata.

      • Dani

        Apprezzo la tua risposta, ed è giusto confrontarsi su ciò che si pensa. Hai scritto una cosa molto importante, ovvero che non ne sappiamo nulla in realtà della tua situazione vista a 360°, mancano tante informazioni fondamentali per comprensibili ragioni. Io dalla mia ho scritto quello che penso puramente in riferimento a quello che ci racconti della tua vita…
        Perdonami se la realtà è molto diversa ma cerca di capire anche noi che ti seguiamo con affetto e che possiamo solo avere un’idea di te filtrata a seconda della tua volontà. Se apprezzi un’interazione tra noi e te, allora accetta anche che se racconti metà della verità, avrai opinioni purtroppo assolutamente non congruenti a quello che ti aspetteresti!
        Daniela

        • annaelle

          Ciao Chiara,
          Anche io concordo con Daniela su questo aspetto… Io ci credo che hai il male “dentro” e che fai fatica o giustamente non hai voglia di raccontare qui. Pero’ se quello che offri e’ un immagine peraltro patinata, oggettivamente bella, e allegra del tuo life style nella stupenda Londra, il tuo lettore si confonde. Quello che offri e’ sicuramente diverso da quello che ti succede, ma le due realtà si scontrano e non tutti riescono a identificare le tue “lamentele” (for lack of better term) in un blog pieno di immagini bellissime, scritte da una donna bella che sa di essere bella e brava, e che ha un lavoro cmq di successo.
          Detto questo, ho vissuto 7 anni consecutivi di anoressia conclamata, con una vita intorno di successo e tanti risultati mentre mi consumavo dentro. Quindi posso immaginare che quello che osserviamo dal blog non rifletta la tua realtà.

          • Accetto la vostra confusione. Se dura un minuto. Passato il quale vi ritengo abbastanza intelligenti da capire che la vita è fatta di ambivalenze, che ‘questo’ può convivere con ‘quello’ e che è anche difficile parlare apertamente di cose simili in rete. Correggetemi se sbaglio (sulla vostra intelligenza).

          • Pollyanna

            Beh Chiara scusa allora io faccio parte di quelle “non intelligenti”. Leggo il tuo blog, quando ho tempo, quindi sicuramente mi sono sfuggite molte cose: ma l’ unica frase che mi ha fatto pensare , da questo tuo post , che la tua non fosse solo una giornata storta ma qualcosa di più e’ stata: Paurosa, a dirvela tutta. Troppo poco, per me, per arrivare a capire che tu stia male “davvero”. E te lo dice una che a 24 anni e’ cascata in un buco nero senza fine, una depressione pesantissima risolta grazie ad un lungo percorso analitico che mi ha permesso di rinascere davvero ed anche di essere ora una persona completa e migliore, oltre che serena. Quindi, di qualsiasi cosa tu soffra, posso capirti. E dispiacermene. Ma non l’ avevo davvero intuito prima di leggere i commenti. Vorrei aggiungere, rispondendo a quella farmacista ( un po’ incoerente, vende farmaci ma pensa facciano male, forse dovrebbe cambiare mestiere, così, come consiglio…) , che, durante il percorso analitico ho preso antidepressivi, o non ce l’ avrei fatta, perché ti aiutano a lenire un po’ il dolore, magari a dormire, per trovare le energie necessarie per ritrovare te stessa . Poi, scalandoli piano piano, ti abitui a non prendere più, mica sono a vita! Ma se soccorri in un incidente uno spiaccicato, che fai, non gli dai l’ antidolorifico? Lo lasci morire di dolore perché ” l’ antidolorifico ha effetti collaterali”? Anche il dolore ne ha, compreso quello Dell’ anima.

  • Alicina

    Ma se sono stanca io di leggere le tue s”piegazioni”, figurati tu di scriverle, Chiara.
    Mio marito soffre di ansia, è una persona splendida, impegnata, realizzata, volontario soccorritore da 15 anni. Ma è ansioso, a tratti depresso, ipocondriaco. Nonostante la nostra vita sia vista da fuori fantastica. Io ti posso dire solo grazie, perché come te, tutti gli altri personaggi “pubblici”, ogni volta che fate coming out sui vostri problemi, ci fate capire che non siamo soli. Ha iniziato Verdone con la sua ipocondria, raccontandola con risvolti simpatici (quando simpatica non lo è..), giusto per fare un esempio. Anche Crozza ha detto di essere ansioso e ipocondriaco. Insomma, tu raccontaci tutto, che fa bene a te scrivere, e fa bene a noi leggerti. Un bacio, Alice

  • Ti prego Chiara, con tutto il bene che ti voglio – nonostante io ti conosca solo per quello che scrivi – ti prego di non cadere nella trappola dei farmaci. Io non so che tipo di rimedi tu stia sperimentando per questa cosa che ha un nome ed è molto più diffusa di quello che immagini (io sono farmacista, ne so qualcosa), prova tutto ma non i farmaci. Io ho sofferto di depressione post partum, tra l’altro contrariamente a te non me ne rendevo conto, sono arrivata a pesare 38 chili (ed ero incinta di 4 mesi della secondogenita), ma mai e poi mai ho ceduto. Eppure qualcuno ci ha provato a darmi le pilloline della felicità, ma io ho resistito alla tentazione e alla fine ce l’ho fatta. Piuttosto parla con uno psicoterapeuta, fa’ qualsiasi altra cosa. Mi rendo conto che parlo di una situazione del tutto differente rispetto alla tua, ma ti prego di voler ascoltare il mio consiglio. So che serve a poco, ma ti abbraccio

    • Grazie 🙂

    • little

      scusa se mi permetto, ma in alcuni casi i farmaci servono eccome, mi sembra un pochino pericoloso dire a una persona che non si conosce “ti prego non prendere farmaci”.

      per alcune patologie servono eccome, a volte aiutano addirittura le persone ad evitare di togliersi la vita o di fare del male (anche fisico) ai propri cari, no mi pare una cosa da poco.

      (è chiaro che parliamo di farmaci somministrati da un professionista e nell’ambito di un percorso di cura).

      “parla con uno psicoterapeuta” e ” prendi dei farmaci se hai bisogno” non sono due alternative, spesso sono due cose complementari che aiutano le persone a stare meglio/guarire.

      buon per te se sei guarita senza medicinali. altre persone non ne hanno la possibilità. non è questione di “cedere”. se ho bisogno di un medicinale LO PRENDO. altrimenti non guarisco. per un’influenza come per qualsiasi altra patologia. volersene privare per non so quale partito preso lo trovo stupido e pericoloso (non parlo di te ovviamente, ma delle TANTE persone che ne hanno bisogno).

      io eviterei di dire “non cedere ai medicinali”, in generale, dato che è un blog che leggono chissà quante persone. alcune persone ne hanno bisogno e basta.

      • annamaria cataratta

        Io sono una farmacista, ho una discreta esperienza, lavoro accanto a un centro di salute mentale e non puoi immaginare quanto facilmente vengano prescritti determinati farmaci. anche a giovanissimi. E ti posso assicurare che difficilmente se ne esce. Senza voler fare stupide generalizzazioni, la maggior parte dei medici prescrive con somma leggerezza antidepressivi e benzodiazepine, perchè risolve in un battibaleno il problema. Inoltre io non ho detto “non prendere le medicine che ti hanno prescritto”, bensì “non cedere subito alla tentazione della strada farmacologica”, perché ce la puoi fare da sola. Ti consiglio inoltre di leggerti il bugiardino di un antidepressivo qualunque e di soffermarti sul capitolo aumento del rischio di ideazione e tentativo di suicidio. Io sono stata fibromialgica per un periodo. Il mio fisiatra mi disse che se fossi stata un’estranea mi avrebbe dato l’antidepressivo, ma visto che ero io mi ha consigliato di iscrivermi in palestra e uscire più spesso. Ha funzionato.

        inoltre, se proprio lo vuoi sapere, io non uso farmaci neanche per l’influenza, né antidolorifici per dismenorrea e cose simili (nonostante la mia famiglia abbia due farmacie).

        Questa cosa del “ci sono persone che leggono, non puoi dire certe cose” mi fa pensare a ben altri scenari di censura e autocensura e di conseguenza mi fa rabbrividire. Il politicamente corretto poi mi dà proprio il voltastomaco. Diciamo che io dico e scrivo un po’ quello che mi pare, soprattutto se sono cose in cui io credo fermamente.

        • little

          ho in famiglia diversi casi di persone sotto antidepressivi e altri psicofarmaci da anni, grazie, ho letto tutti i bugiardini e so purtroppo bene di cosa si parla. queste persone sono anche medici, non farmacisti, quindi sanno molto bene cosa stanno assumendo e perché.

          io non sono stata aggressiva e sgarbata con te, tu invece sì, non capisco perché ma non importa.

          certo che puoi scrivere quello che ti pare, ci manca pure.

          per me passare il messaggio “basta una passeggiata i farmaci sono da evitare” è pericoloso, quindi sì anche io dico quello che mi pare. prova a vivere in casa con una persona che ha, faccio un esempio, un disturbo bipolare, una depressione grave, voglio vedere se ancora vai a dire “non prendete psicofarmaci per carità, cercate di uscirne da soli”.

          buona giornata.

          • Ti sembra che in qualche punto del mio commento io abbia detto che il disturbo bipolare vada curato con una passeggiata? credo che tu abbia qualche piccolo problema di comprensione se hai inteso una cosa del genere. Comunque io non voglio alimentare polemiche, ho risposto a Chiara, non avevo alcuna intenzione di scrivere che gli antidepressivi fanno male in tutti i casi.

          • little

            okay allora c’è stato un malinteso.

            peace and love 🙂

          • Ti sembra che in qualche punto del mio commento io abbia detto che il disturbo bipolare vada curato con una passeggiata? credo che tu abbia qualche piccolo problema di comprensione se hai inteso una cosa del genere. Comunque io non voglio alimentare polemiche, ho risposto a Chiara, non avevo alcuna intenzione di scrivere che gli antidepressivi fanno male in tutti i casi.

          • e sono molto contenta se i tuoi familiari, grazie a antidepressivi e antipsicotici hanno risolto i loro problemi.

          • e sono molto contenta se i tuoi familiari, grazie a antidepressivi e antipsicotici hanno risolto i loro problemi.

        • Glaucoma

          Cara cataratta, non c’era bisogno che tu specificassi che non prendi farmaci per nessun problema…..si era capito benissimo dal primo commento.
          Curati pure la polmonite con il caffè, l’herpes con impacchi di cavolo nero, l’otite con l’olio d’oliva e la depressione con Amici di Maria De Filippi.
          Mi raccomando, non vaccinare i tuoi figli, bevi thè verde matcha e mangia riso integrale. Indossa maglioni di lana di pecora dell’himalaia, affidati all’omeopatia e gira il letto verso nord che dormi meglio.
          Fai quel che ti pare ma lascia stare quello che fanno o non fanno gli altri. Evita di dare consigli su argomenti di cui hai conoscenze approssimative. Possedere farmacie non ti rende farmacista e tanto meno medico.

          • eviterò di alimentare questa polemica stupida e priva di alcun senso logico, ma ci tengo a precisare un paio di cose: Io sono LAUREATA in farmacia e esprimo le mie idee nel modo e nei tempi che più mi aggradano. E ti sbagli a pensare che io sia una di quelle vegan-terroriste da web, ho vaccinato le mie figlie e assumo farmaci QUANDO SERVONO. Se permetti, mastico la farmaceutica da un po’ e so quello che dico. Se poi c’è gente che interpreta le mie parole come assunti, non sono problemi miei. Io non stavo facendo discorsi generali su quanto fossero utili i farmaci in questi casi, perchè, non c’era bisogno che tu me lo ricordassi, so benissimo quando sono necessari. Poi se hai bisogno di sputare un po’ di veleno qua e là per sentirti realizzata, fa’ pure, non sarò certo io ad impedirtelo.

          • eviterò di alimentare questa polemica stupida e priva di alcun senso logico, ma ci tengo a precisare un paio di cose: Io sono LAUREATA in farmacia e esprimo le mie idee nel modo e nei tempi che più mi aggradano. E ti sbagli a pensare che io sia una di quelle vegan-terroriste da web, ho vaccinato le mie figlie e assumo farmaci QUANDO SERVONO. Se permetti, mastico la farmaceutica da un po’ e so quello che dico. Se poi c’è gente che interpreta le mie parole come assunti, non sono problemi miei. Io non stavo facendo discorsi generali su quanto fossero utili i farmaci in questi casi, perchè, non c’era bisogno che tu me lo ricordassi, so benissimo quando sono necessari. Poi se hai bisogno di sputare un po’ di veleno qua e là per sentirti realizzata, fa’ pure, non sarò certo io ad impedirtelo.

      • paola

        Io li ho presi e mi hanno aiutato ad uscire dal pozzo nero della depressione

  • cri ncg

    Ti capisco,eccome. queste “montagne russe” mi accompagnano da che ho memoria. Capita che io faccia qualcosa di molto bello,e appena finisce un filtro nero mi si piazza davanti agli occhi e non ci sono cazzi: finché va via (così come è arrivato: all’improvviso) non c’è cura. Predico sempre bene,sono convinta che si debba apprezzare quello che abbiamo,perché è già nostro,e se lo vorremo nessuno ce lo toglierà mai. Odio lamentarmi e mi da fastidio chi si lamenta continuamente di quello che non ha,quando ha un milione di cose nella sua vita,cose per cui sorridere ogni singolo minuto. Ma razzolo sempre di merda. Purtroppo ho imparato a conviverci,e purtroppo anche chi mi sta intorno. Un abbraccio.

  • leparoleverranno

    Meno male che ho letto i commenti, così ho capito perché sono finita in questo buco nero. Mamma a tempo pieno, mantenuta dal marito… Non c’ho niente da fare e troppo tempo per pensare. Ora è tutto chiaro… Anche tu, di che ti lamenti, eh?!

  • fede

    Sinceramente e senza vena polemica, credo che questi momenti/periodi/giornate no capitino a TUTTI, prima o poi. A me di sicuro. Anche io ho sofferto di disturbi alimentari, sono stata due volte in cura dallo psicologo, ho passato la depressione post partum. Ho un carattere di merda, sono lunatica, mi sveglio la mattina e mi domando come andra’ la giornata: una canzone alla radio puo’ farmi essere euforica, un capriccio stupido dei miei figli puo’ farmi uscire letteralmente di senno.
    Non e’ facile vivere con me (nemmeno per me), ma ci sto lavorando. E lavorarci per me significa anche ACCETTARE DI ESSERE COSI’.
    Un conto e’ avere un carattere lunatico con tendenze depressive, un altro e’ ESSERE MALATI DI DEPRESSIONE. Chi e’ malato davvero spesso nemmeno se ne rende conto, figuriamoci parlarne.
    Questo e’ il tuo blog ed e’ sacrosanto che tu ci scriva come ti senti e tutto quell che vuoi (e’ per questo che ti leggiamo) e capisco che diano fastidio i commenti di chi vuole sminuire tutto con “ti fai i selfie quindi devi essere felice”. Pero’ a volte
    la sensazione e’ che tu cerchi qualcuno che ti confermi quanto stai male, mentre i pochi che si permettono di farti notare che invece forse dovresti “pensare un po’ piu’ in positivo” vengono liquidati come insensibili che non capiscono niente.
    Tra l’altro a mio parere il post aveva un “retrogusto” dolce, come a dire ” in fondo va tutto bene”. O no?

  • tu continua a scrivere perchè fa bene a te buttare fuori quello che hai dentro e fa bene a me leggere e sapere che non sono sola a provare quella cosa che a tratti ti dilania l’anima… e sono d’accordissimo quando dici che la palestra è il migliore (e per me l’unico) antidepressivo…
    e chi ‘non capisce’ è perchè guarda solo la pagliuzza nell’occhio e non vede la trave nel c***…..

  • Lallina

    ciao Chiara, ti leggo da un po’ e ho scoperto il tuo blog per caso…volevo dirti che fai molto bene a cercare di esprimere ciò che provi, perché ogni volta che ne parli lo rendi in qualche modo “accettabile” al tuo stesso giudizio. Noi siamo i giudici più implacabili verso noi stessi, e soffrire di quello che stai soffrendo tu è terrorizzante: non si riesce ad individuare il motivo, arriva alle spalle, ci lascia nudi e esposti ad essere massacrati dall’esterno. Ti voglio dire una cosa che è stata detta a me, tempo fa, e che mi colpì molto: soffrire così va interpretato come un campanello d’allarme salutare, il tuo cervello ti sta dicendo che qualcosa – nel modo in cui vivi o nell’ambiente in cui stai – ti sta facendo del male…e ti avverte, per darti la possibilità di cambiare rotta. Vedrai che prima o poi, nel percorso terapeutico che hai intrapreso,affioreranno delle chiavi di lettura importanti, e che una volta sciolti questi nodi che ora sembrano inspiegabili ed invisibili tu tornerai a respirare. Sarà come nascere una seconda volta, e ti sentirai forte come non ti sei sentita male. C’è una via d’uscita, ti auguro con tutto il cuore di trovarla presto, ma in ogni caso sappi che c’è e cerca di prendere questi momenti come se fossero solo una parentesi, che prima o poi si restringerà. Non soffrire troppo del commento degli altri: a volte chi non ha passato certe esperienze non ha quella minima intelligenza di farsi da parte e sospendere il giudizio. Ma va bene così, perché quando tu inizierai a stare bene, proverai una tale felicità e un nuovo gusto per le cose che queste persone non proveranno mai in tutta la vita. Ti sono accanto, un abbraccio forte

  • Come tante altre, capisco bene cosa significhi vivere delle montagne russe emotive, anche se non posso immedesimarmi completamente, perché per fortuna non conosco personalmente la depressione. Se le cose non vanno, la mia altalena esistenziale si traduce in NERVO, ossia divento particolarmente inquieta, irascibile, insofferente, sarà che ho un caratteraccio, ma posso fare male a chi amo, che è poi un altro modo di ferire me stessa. Eppure principalmente sono un tipo piuttosto dolce e allegro. Succede sai, quando la durezza della realtà non coincide con la sofficità dei propri sogni (o forse sono aspettative?) e per 1000 altre ragioni. Coso, il mio coso, nella sua saggia semplicità maschile mi dice: “Take it easy, no? Una vita c’hai, vivila e basta”. A molti sembrerà banale, ma c’è di che riflettere. Non mi sento di dare alcun consiglio, ma voglio ricordarti una volta di più che in questi anni hai avuto la forza di arrivare al cuore e alla mente di molte persone, un pensiero molto gratificante, credo, nel quale rifugiarsi (non adagiarsi) all’occorrenza, sfuggendo alla tentazione di farselo guastare da un inappagabile desiderio di volere di più, di più, di più… che tuttavia è perfettamente umano.

    Personalmente mi hai ispirato tante volte, tra cui un post che ho scritto, mi hai fornito tantissimi spunti, idee e stimoli, mi metti sempre voglia di viaggiare e alimenti la mia curiosità, mi hai fatto riflettere, ridere, immedesimare e molte altre cose. Mi auguro che tu continui a portare avanti il tuo lavoro di blogger, ma al contempo spero anche che tu stia lavorando a un altro libro, o a un lavoro più organico, perché credo che tu ne abbia la capacità e credo che sarebbe bello. Infine mi piacerebbe che tu ci distillassi ancora altri consigli su come fare blogging, in particolar modo sarei felice di saperne di più su tecniche fotografiche ad esso applicabili, uso dei social, norme di (buon) comportamento in rete.

    Lascio qui il link al mio post, inutile dire che sarei onorata se lo leggessi http://limperfetta.blogspot.it/2014/12/la-schiaccia.html

    Un abbraccio,

    Sabrina

  • Elena

    Solo a me le manine che sembrano sospese mettono una certa ansia? XD
    Un abbraccio.

  • Elisa

    Ciao Chiara,

    ti leggo da quando eri incinta, il mio primo commento fu un “in bocca al lupo” perché eri in ansia per la nascita di Viola.

    Ci vuole un po’ di coraggio per pubblicare il post che hai scritto.
    Mi fa dispiacere che qualcuno possa giudicare l’intera complessità di una persona da una foto postata su un social network, o da altre piccolezze. Siamo esseri umani, tutti, e dovremmo essere capaci di empatia.

    Il secondo “in bocca al lupo” te lo voglio fare ora.
    Perché il tuo sfondo desktop diventi la tua realtà quotidiana 🙂

    Un abbraccio

  • Questa discussione mi ha un po’ disorientata.
    Leggo il tuo blog da quando è nato Polpetta. Mi ha fatto compagnia in vari momenti: quelli felici, quelli sereni, quelli tristi. Alla fine ho aperto un blog anch’io, da un paio di mesi. Per mettermi in discussione, per esprimere la mia felicità anche in giornate tristi.
    A tutti capitano le giornate tristi. Ci sono vari motivi. A volte pesanti, a volte futili. Ma chi siamo noi per giudicare la tristezza di qualcuno?
    Come diceva il sociologo Turner, la vita è un grande palco scenico e noi siamo attori sociali. In ogni contesto che viviamo recitiamo una parte. Mamma, moglie, lavoratrice, blogger, figlia… Ciò che siamo veramente resta solo per noi e nessun altro. Capita che in alcuni momenti mettiamo a nudo il nostro vero io.
    Ci scopriamo e, soprattutto su un blog ci facciamo giudicare, perché chi ci legge ci giudica.
    Io credo che si, sia giusto esprimere le proprie opinioni, ma talvolta sia anche necessario usare un po’ di delicatezza.
    Ci sono momenti in cui Chiara si scopre e condivide sentimenti personali, solo suoi. Chi siamo noi per sapere davvero che c’è dietro ad un post?
    Trovo irrispettosi alcuni commenti letti in questa sede.
    La gente soffre. Tutti soffriamo, chi più chi meno, per i motivi più disparati. Ma non è giusto etichettare le sofferenze. Il succo è che si soffre. Fosse anche per un motivo futile, una persona sta male.
    Punto. Puoi essere anche la persona più ricca ed appagata del mondo, ma l’anima, se decide di soffrire, soffre.
    Non si giudicano le emozioni degli altri.
    Un proverbio apache dice: “se vuoi davvero capire una persona, cammina nei suoi mocassini per tre mesi.”

    Detto questo, Chiara, ti racconto un segreto di pulcinella, che mi ha aiutata la sera ogni giorno, negli ultimi anni, anche quando sono successe cose gravi che mi hanno fatta a pezzi. Pezzi che piano piano sto ricostruendo. Ogni giorno, anche il più schifoso, ti regala almeno tre cose belle.magari sono sciocche, ma ci sono, come il mio gatto che si accoccola sulle ginocchia, un bacino bavoso del mio bambino, un tramonto, il cinguettio di un uccellino, un parcheggio libero quando ne cercavi uno da venti minuti…
    Con mio marito, prima di addormentarci, ce le raccontiamo. Tre cose belle. E la giornata assume un altro aspetto.
    Prova! Il gioco delle cose belle funziona!

    E per il resto, prendi il buono dei commenti, e lascia le cose che non ti piacciono li, dove sono scritte.
    Il mondo è bello perché è vario e la gente è diversa.

    Un bacio grande!

    Silvia.

    P.s. Se volessi sbirciare il mio blog, ne sarei onorata! http://scintilledigioia.blogspot.it/2015/02/pranzetto-sfizioso.html

  • GV

    Oggi mi sono alzata così… ma ho ancora una valangata di cose da fare prima di poter riappoggiare la testa sul cuscino stasera… domani sarà meglio, no!?
    Grazie perchè mi sento più normale..
    ti stringo forte!

  • Hai perfettamente ragione. E anche perfettamente torto. Non ho voglia di ri-ri-ri-spiegarmi. Ti dico però, in tutta sincerità, se una tua amica ti confessa un momento di grande difficoltà e tristezza non liquidarla mai con un ‘MA CHE TI LAMENTI?’. Si sentirà tutto tranne che capita, accettata, aiutata. Riflettici su.

  • Sinceramente, credo che anche se la vita degli altri ci sembra “perfetta”, non abbiamo alcun diritto di dire: ma di che ti lamenti? No, non l’abbiamo. Perché ognuno di noi ha le sue ferite. Ciò che per qualcuno è una sciocchezza, per qualcun altro è qualcosa di doloroso. Ognuno è a sè, ognuno ha il suo modo di reagire alle situazioni, di vivere i momenti.
    Si, la vita di Chiara ci appare bellissima, perché comunque cerca di descrivere ciò che la rende felice. Ma le giornate no capitano a tutti. E in quei momenti, in cui ci si sente tristi e fragili, si ha bisogno di comprensione.
    L’anima è fragile. Ma se trova comprensione vola.
    Non critichiamoci a vicenda. Cerchiamo di comprenderci, di ricordarci che i momenti tristi se ne vanno e che la felicità c’è sempre, che la dobbiamo cercare.
    Séréna, hai ragione, hai detto una cose verissima: la tristezza ha la sua medicina, le persone che amiamo e ci sono vicine.
    Una parola gentile o un sorriso non costa nulla, ma è prezioso per chi è triste.
    Perciò, lo dico a tutte: cerchiamo di essere gentili, non di giudicare.
    E ringraziamo Chiara, che non ci mostra solo una felicità, patinata, ma anche il suo essere persona vera, con i suoi alti e i suoi bassi.

    Scusatemi, ma a me non piace che vengano giudicate le emozioni delle persone. Una persona ci può descrivere quello che prova, possiamo provare empatia, ma per favore, non criticate chi si mette in gioco raccontando di sè.

  • Quanta tristezza nel
    leggere molti dei commenti che seguono l’articolo. Sembra la guerra dei poveri,
    ci si sfida a chi è più depresso, a chi ha il diritto di vedere riconosciuto il
    proprio dolore non considerando vera la sofferenza delle altre persone. Ma chi
    siamo per giudicare chi sta male e chi no? Qualsiasi tipo di sofferenza è tale
    se in quel momento ci fa sentire triste, non a nostro agio, soli, inquieti,
    arrabbiati anche se solo per un attimo. Vediamo le vite degli altri dall’esterno
    e ci si arroga il diritto di conoscerle e quindi di poterle giudicare. A volte basterebbe veramente solo ascoltare e
    tacere, perché spesso le persone hanno solo bisogno di esprimere a parole
    quello che sentono, per liberarsi di un peso che le soffoca, ma si è troppo
    egocentrici per comprendere che tacere spesso è il modo migliore per stare
    vicino alle persone.

    Con affetto,
    Francesca

  • Pingback: TOP Post dal mondo expat  #23.2.15 | Mamma in Oriente()

  • Chiara

    Noi in calzamaglia potevamo stare il sabato sera quando stavamo con papà, ma devo dire che le sensazioni legate al mio ricordo sono molto simili a com’è tu hai descritto le tue.

    Mi ritengo una persona solare, istintivamente allegra e generalmente votata al mezzo pieno.. Ma ci sono i giorni in cui mi sveglio ed è come se avessi perso gli occhiali: è tutto grigio e privo di interesse.. L’apatia regna su tutto, mi sento schiacciata e inizio a temere di avere “ereditato” depressione dai parenti, come dicono accadde a Marilyn Monroe.

    Non sei sola tu e il tuo parlare così ci fa capire che non siamo soli noi. Io resto dell’idea che il tuo blog sia il piú vero tra quelli che conosco, anche per questi post. Un abbraccio Chiara

  • Silvia

    Ciao anch’io vivo a Londra da 3 anni… Proprio ieri pomeriggio passeggiando con il mio bambino di 4 mesi, ero in un vortice di turisti tra il LondonEye e il Tate Modern ma provavo delle assurde sensazioni… Una allegra malinconia in mezzo a tanta folla. Sarà questa città che provoca queste emozioni ?! Sarebbe bello conoscersi ! Silvia

  • Crisalide

    Ciao Chiara ti seguo da molto ma non ho mai commentato.
    Questa volta mi sento di dirti che devi continuare così ad essere vera e a trasmettere tutte le tue emozioni.
    Siamo tutti così a giorni alterni,non si può avere il sorriso stampato (e finto) per 365 giorni all’anno ..quindi Chiara lamentati pure se ti va e sfogati pure.
    Sei una persona splendida e soprattutto vera che non ama celarsi dietro alle maschere e alla facciata della vita perfetta..per questo ti stimo ancor di più.