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#50sfumature: 3 motivi per vederlo e 3 per non vederlo

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L’altro ieri mi sono infilata in un vestitino azzurro, ho sfidato il freddo Londinese e sono stata alla Prémiere di 50 Sfumature di Grigio qui a Londra,  al celebre cinema di Leicester Square. Ho anche fatto un vlog ma essendo venuto piuttosto scemo sono ancora in dubbio sul postarlo.. vedremo. Intanto eccomi qui per darvi la mia modesta recensione sul film. Proprio come il libro, farà discutere e dividerà le platee. Anche la mia opinione soffre di sentimenti piuttosto contrastanti.

Motivi per vedere 50 sfumature:

1. Ammettiamolo: è sexy. Definirei 50 sfumature come una pippa mentale senza freni, lunga due ore. C’è tutto: bellezza, sesso, lusso, musica, fotografia. E c’è la fantasia suprema di ogni donna insicura: la giovane verginella timida e sfigata che seduce il super gnocco. Pur indossando vestiti da educanda e ignorando le regole basic della depilazione. Pur sacrificando le sue supposte (hm. e nulla, quando parli di 50sfumature tutto acquista un altro senso) teorie su Jane Austen con disquisizioni sul fisting vaginale sì o no. Eppure, nel suo essere eroticamente suggestivo, ostentatamente patinato e leggermente kitsch, è un film che vi farà venir voglia di spogliarvi, quindi andate a vederlo in coppia perché dopo dovrete avere materiale umano disponibile e interessato per rimettere in pratica almeno una delle scene, fosse anche la più soft. Senza contare che non guarderete più una cravatta allo stesso modo.

2. Quantomeno, incuriosisce. Vi spinge ad essere – se già non lo siete – un po’ più avventurosi e creativi. E poi è una specie di corso di aggiornamento per uomini. Non è che non vogliano, è che magari manco ci pensano che un innocuo cubetto di ghiaccio possa far svoltare una serata a quel modo. Ottimo per il pisellocentrico, quello che ‘vivo di rendita perché ho un’appendice funzionante’ e trascura anche il più banale dei preliminari. Dialoghi, sguardi e gesti: questo film è tutto un preliminare.

3. Ana è umana e comica. Io mi sono fatta un sacco di risate. Il personaggio di Ana ha degli imprevedibili risvolti comici. Alcune scene sono venute piuttosto bene da quel punto di vista, alleggeriscono un film altrimenti monotono e danno alla cara e filiforme ragazza qualche centimetro di spessore. Insomma, anche se questa fa quello che fa, alla fine riesci ad immedesimarti abbastanza e a non darle troppo della cretina. Ovvero: le dai della cretina per darlo a te stessa e a tutte le volte che hai accettato situazioni sentimentali frust(r)anti e sbilanciate come quella fra lei e palle-d’oro-Mr.Grey. Anche per questo, in cuor tuo, sai esattamente come andrà a finire*.

*(non è spolier, io non lo so come va a finire…)

Motivi per non vederlo:

1. Jamie Dornan. Oh, che vi devo dire, a me non piace. Ho letto meno della metà del primo libro di 50SDG eppure mi ero immaginata un tipo totalmente diverso. Molto più torbido, intrigante. Dornan è bello, per carità, ma non mi fa sesso. Ha quello che io definisco ‘labbro a orsetto’, ovvero una mancanza del labbro superiore colmata da un solco naso-labiale piuttosto pronunciato. Infatti sta benissimo quando lo copre con baffi e barba e meno senza, come invece è nel film. Per vostra informazione, so che adesso che l’ho sollevata siete interessatissimi alla questione: se il ‘labbro a orsetto’ mi smonta, al contrario ‘narici camelidi’ cioè all’insù – qui un esempio – mi scatenano tutto l’ormone disponibile. A discolpa di Dornan posso dire che ha un culo da standing ovation. Peccato che lei era bendata.

2. Le pessime istigazioni. [lieve SPOILER alert] E’ a tutti gli effetti un film che viaggia pericolosamente su tematiche come lo stalking e quella vocazione da crocerossina in grado di farti sentire legata anche al peggiore, più impunito e meno propenso al cambiamento dei bastardi. In quanto dominante/dominatore, Mr.Grey si sente in diritto di fare intrusioni inaspettate e inquietanti nella vita di Anastasia, cose che se accadessero nella vita reale due conti e una telefonata alla polizia te li farebbero fare. Ma lei no: lei resta. Ci ricasca continuamente. E il tutto è talmente patinato e sviolinato da canzoni d’amore da fare (vedi sopra) quasi il tifo per lei. Bisogna ribadirlo: sottomettersi ad un aguzzino che detta condizioni è sempre sbagliato, per quanto ne siamo innamorate. Se sullo schermo si danno la possibilità di sognarlo, spero che in giro ci siano sempre meno donne disposte a mettersi in adorazione di un Mr.Grey e piuttosto mandarlo sonoramente a fanculo con l’elicottero a quattordici pale rotanti.

3. La trama. Cioé: quale trama? Qua siamo quasi all’avanguardia: praticamente la struttura del film, come quella del libro, si risolve nel passare da un punto A a un punto B. Inutili e superficiali i personaggi secondari. Non un discorso che non verta attorto alla questione sesso. Insomma: se andate al cinema per vedere un film di spessore, scegliete un altro titolo. E’ comunque un film che fa riflettere e porre delle domande. Il confine fra amore e ossessione e fra accettazione e sottomissione è labile, e questo film viaggia su una linea già oltre tale confine, tanto attraente quanto pericolosa.

In ogni caso, vedere 50 Sfumature di Grigio è un’esperienza. E ne parleranno: tutti. Se volete avere qualcosa da dire con cognizione di causa e poi tornare a casa meditando di acquistare il gatto a nove code su Amazon, andate pure a vederlo. Altrimenti, continuate pure a snobbarlo. Però, ecco, io due cubetti di ghiaccio sul comodino fossi in voi inizierei a tenerli. Visto mai…

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