Le caramelle della nonna

Life · · 41 commenti
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Sono arrivata a Roma per Pasqua e mi fermerò più del previsto, anche la settimana prossima. Oggi mi sono svegliata molto presto per un appuntamento. Nel sole ancora freddo del mattino ho lasciato la macchina a un certo punto e poi, a piedi, ho percorso la decina di minuti che mi separavano dalla mia destinazione. Il quartiere era di quelli periferici ma brulicanti, densi di persone, traffico, carrellini della spesa, scarpe da ginnastica e vigili di ronda.
Ad un centinaio di metri dalla mia destinazione sono passata davanti a un bar e ho rallentato il passo per sbirciare dentro la qualità dei cornetti. Essendo la colazione il mio pasto preferito della giornata, sono piuttosto esigente in fatto di cornetti. Per me, l’ideale é morbido e gonfio, con pasta più lievitata che sfogliata, un ripieno equilibrato e lo zucchero glassato sopra. Ora: questo bar non aveva cornetti di questo tipo, tuttavia sono rimasta a fissarne la vetrina perché qualcos’altro aveva catturato la mia attenzione.
Le caramelle.
Scatole colorate di caramelle in vetrina. Non ho opposto alcuna resistenza quando il tempo é sembrato tornare indietro e io mi sono ritrovata inghiottita dalle emozioni del passato.
Le caramelle.
Ed é subito nonne. Le caramelle sono quella cosa che tua nonna aveva sempre in tasca oppure a casa, da pescare in ciotole di vetro spesse e quasi sempre sbeccate. Le caramelle erano al tempo stesso tutte schifose e tutte buone, specialmente se erano l’unica cosa dolce a disposizione. A fare la differenza, come per la pasta, era il formato. A me piacevano quelle a forma di spicchio d’arancia, perché strofinate sui denti avanti e indietro (di quanti dentisti all’ascolto ho causato lo svenimento?) facevano un piacevole rumore vibrato. Non amavo quelle tonde, noiose, con la carta trasparente “da sala d’attesa”, e ho avuto la mia fase Rossana – che non mordevo mai, so che ci sono due scuole di pensiero come per il Ferrero Rocher. Poi le Polo, che se eri abbastanza bravo nella tecnica riuscivi a incastrare la lingua nel buco. Le Alpenliebe che sapevano di mou. Le gocce di zucchero con dentro il liquido (che schifo quelle all’anice). Le Tic Tac. Le Saila. Le Morositas. Ma quella della nonna era sempre lei: la caramella di zucchero dura, l’hardcore del bon bon.
Chissà perché anche negli anni ottanta, trionfo del primo junk food infantile fatto di merendine confezionate e barrette di cioccolata, per la nonna la caramella restava il non plus ultra del vizio al nipote.
Ti dó una caramella.
Ci sono le caramelle.
Ti ho comprato le caramelle.
Che oggi, nell’epoca del no sugar, no carbs, no gluten, no stocazzo, sarebbe un’eresia. Come dire “amore, vieni da nonna che ti dà una sigaretta”.
Eppure. La caramella per la nonna era una certezza. Tutto cambiava, tranne le caramelle in tasca o in quella ciotola di vetro (probabilmente sul serio: erano lì dal 1974 e potevi riconoscere quelle fresche dal fatto che la plastica veniva via facilmente, al contrario di quelle ormai appiccicate al loro stesso incarto). Mai che la nonna c’avesse i cioccolatini nella ciotola. La caramella era il feticcio. La ricompensa. La fast track per il cuore del nipote.
E guardando quelle scatole in vetrina mi sono sentita al tempo stesso fortemente nostalgica della mia infanzia e incredibilmente triste per quelle vecchine che ancora comprano le scatole di caramelle e le offrono ai nipoti, che forse nemmeno le mangeranno o che forse biascicheranno un ‘ah, grazie’ distratto mentre giocano sullo smartphone.
Penso alla volontà di entrare in un bar e scegliere una scatola di caramelle, al sentimento che ci si avvolge intorno.
Mi toccano sempre il cuore le cose fatte con amore e poco apprezzate.
Come sono le caramelle. Che mia mamma, per la cronaca, ancora ogni tanto compra a Viola. Che mia nonna aveva in casa per me e per sé. Quelle pastiglie Valda nella confezione di latta che io diligentemente succhiavo fino a consumare lo zucchero e poi rimettevo nella scatola appiccicose. Non mi sgridava mai.

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Commenti

  • Mafalda

    Che tenerezza! Hai ragionissima w le nonne e i loro pensierini dolci per i. Nipoti che a qualsiasi età li aporezzano

    • Eli

      Quanti ricordi… mi hai fatto commuovere ripensando a mia nonna. Lei aveva costantemente un vaso di cioccolatini della Witor’s ed ogni volta non si poteva lasciare quella casa senza averne preso uno. Quando mi sono fidanzata me ne faceva prendere uno per me e uno per il mio attuale marito. Ripenso a quanto affetto c’era in quel gesto <3

  • Cavolo sto piangendo dopo questo articolo. Il mese scorso è morta la mia nonnina (novantenne) e anche lei aveva sempre in tasca una Rossana (si, probabilmente del ’74). Le caramelle e le nonne, niente di più vero. Un gesto d’amore poco apprezzato, ma sempre presente.

  • cannella

    Anche mia nonna aveva quella ciotola… Da cui pescava mentre faceva ai ferri. Io invece rovistavo doviziosamente tra gli incarti multicolor (ricordi la scatola Sperlari??) cercando prima fragola poi nell ordine arancia limone ultime banana.
    Per me devastante è stata la fase Golia…. Ovunque nelle tasche di cappotti e giacche solo microcartine Golia appallottolate!!
    ️cannella

  • sere

    I tuoi post toccano sempre al cuore.
    MCD è il primo blog che ho iniziato a seguire, e l’unico che continuo a leggere.
    Sei una vera blogger dei sentimenti!

  • Yleana

    Mi scaldi il cuore coi ricordi con le tue parole.
    Sempre meravigliosa, grazie.

    Yle.

  • cialdina19

    Verissimo! 😀 anche se mi hai fatto venir i brividi descrivendo lo strofinamento della caramella sui denti.. Θ_Θ Alternativa alle caramelle era il cioccolato Kinder, quello con tanto latte e poco cacao! peccato che io elemosinassi tutto il pacco .. XD

  • gynepraio

    Secondo me le nonne consideravano la caramella il non-plus-ultra dei treats perché durante la guerra i dolciumi scarseggiavano. Il libero servizio dalla ciotola, le dimensioni ridotte, l’involucro pregiato, parlano di un piacere nobile, moderato, d’antan.
    Ovviamente io volevo la Nutella.

  • Ale

    le pastiglie VALDA nel comodino del nonno. Intoccabili… neanche fossero dei medicinali. :)

  • Pillow

    oddio, che amore. il mio nonnino. nonno e le sue mille lire, tutte in monete da 100, grandi e lucide, che così sembravano di più.
    le odiose caramelle alla menta.
    le zigulì. le rossana, certo. e quelle rotonde di zucchero con la carta colorata, che appena toccavano la lingua diventavano sabbia e sparivano via.
    quando c’era qualcosa di cioccolato, le monete o avanti di uova di pasqua, era una festa paragonabile ad un gol ai mondiali.
    nonnino. perso troppo presto, e troppo poco lucido. però le cose più belle che mi ha insegnato sono quelle che non mi ha detto.
    grazie, chia’!

  • cla

    Adoro quando scrivi così!! Sei dolcissima!
    Io…quando sento il profumo delle caramelle MONKS menta e liquirizia…mi viene in mente mia nonna! SEMPRE!
    Mi piace proprio il tuo modo di scrivere e di fotografare! continua così!!!
    Buon SOLE di Roma! Un bacione!

  • Paola

    Mia suocera ha ancora la ciotola di caramelle in salotto, con cui ci riempie le tasche prima di un viaggio:)

  • Hermione

    Mi hai fatto ricordare anche la mia di nonna. Quando veniva a stare da noi mi faceva trovare una volta al giorno, sempre alla stessa ora, una caramella nel cassetto del tavolo bianco del corridoio. Lei mi diceva che l’aveva portata l’uccellino. Di solito era una fondente Perugina doppia menta o, in alternativa, un a
    After eight. Che poi erano i dolci che amava e mangiava anche lei.

  • Per sempre (o quasi)

    In questi giorni MIA SUOCERA ha dato ai bambini delle ovette di cioccolato: “mettile in tasca che gliele dai dopo”. Mi ha detto.
    Ma le ovette di cioccolato, con il caldo che fa in questi giorni, sapete che fine hanno fatto nella tasca del mio trench NUOVO?!?! Ecco, meglio le caramelle. Incartate però.

  • Aui

    E il sospetto che le mettesse di proposito nella ciotola di vetro, proprio nel ripiano più basso del tavolino del salotto, per poi fingersi stupita di non trovarne più… dove lo mettiamo? :)

  • Cristina

    E le galatine dove le metti?!! (che ai miei tempi erano quadrate, buonissime, poi hanno cominciato a farle tonde e ciao!)
    Mia nonna era Rossana munita. Solo, sempre, quelle :-( Non mi piacevano ma le mangiavo lo stesso, anch’io succhiandole solo perché il ripieno non mi piaceva quindi più tardi ne sentivo il gusto meglio era…

  • I lucciconi, m’hai fatto venire.
    Buona Pasqua e viva le Nonne.

  • francesca

    E le galatine?!?!

    • Vedo molti fan delle Galatine, è vero: me le sono dimenticata insieme alle Golia! 😀

  • Dulcistella

    Ecco, grazie… adesso ho voglia di piangere ;-(
    Mio nonno. Mio nonno buonanima, aveva sempre una caramella in tasca per me. Anche superati i 25. O, nel caso di mia cugina, anche superati i 30. E io la mangiavo, sicuro. Erano caramelle tonde allo zucchero che ignoro dove comprasse (forse aveva un rivenditore specializzato) e che se vedessi di nuovo forse mi metterei a piangere davvero. Poi me ne mangerei una.
    è morto da poco, ma mi hai fatto salire la commozione.
    Mia zia invece mi regalava sempre le galatine. Ma zia è viva per fortuna :-)

    • Googla ‘stock di caramelle tonde, fornitura decennale’ forse le trovi 😀

  • ilaria

    Entrambe le nonne dei miei figli comprano e regalano con gioia caramelle.. e io memore della mia infanzia e di quanto amore c’è in quel gesto lascio fare… l’amore delle nonne anche per loro avrà un gusto dolce e appiccicoso nel ricordo

  • Marta

    Oddio Chiara quanti ricordi dei miei adorati nonni mi hai fatto affiorare!!! Quanto mi mancano!!! ;(
    Ricordo un contenitore giallo a cui mancava il coperchio (perché l’avevo rotto io :) ) pieno di caramelle alla menta. Io le odiavo, ma mio nonno ci andava matto!!! Doveva essere sempre ben rifornito altrimenti impazziva…ricordo come se fosse ieri un giorno che trovandolo vuoto ha detto:”questo contenitore dev’essere sempre pieno perché io devo essere messo in grado di mangiare una caramella ogni 30 secondi!!!!”
    Un mito!!!! :)
    Grazie x questi ricordi!

  • Valentina B

    Chiara, grazie! Un viaggio nei ricordi, quasi come una fialetta nel pensatoio! 😉

    • Awww… la fialetta nel pensatoio, che bel complimento <3

  • Eh già! Le caramelle della nonna (o delle zie nel mio caso)… Quanti bei ricordi! Il periodo migliore era Carnevale quando mascherati di tutto punto andavamo di casa in casa a chiedere dolci ricompense per poi trovarsi a fine giornata e fare a gara a chi aveva il bottino più ricco!! E pensa che ora ci lavoro con le caramelle….

  • elena

    Che bel post chiara..ci hai tutte riportate ad un epoca dolce e piena d amore..le nonne..io la mia la adoravo..anzi la adoro..anche se è morta da tanti anni nn smetto mai di pensarla ed avere nostalgia di lei..in queste sere precedenti la Pasqua la penso sempre con maggiore intensità..proprio per l atmosfera che creava intorno alle feste sacre lei che era molto credente..ci raccontava la storia della morte e risurrezione di Gesù come fosse una favola ed io quando vedo quei film antichi tipo il re dei re o la tunica mi commuovo da morire..e spero di riuscire a trasmettere ai miei figli la stessa sacralità e tenerezza che ci faceva provare lei per il dolce giusto amorevole guerriero che è stato il nostro Signore

  • alem

    Le galatine, che andavano succhiate fino alla fine 😀 E le ambrosoli al miele che facevo finta di avere il mal di gola 😀 Bellissimo post!

  • Pat

    Io ancora impazzisco quando entro in quei bar che le vendono sfuse e hanno tantissimi cassetti trasparenti, ritorno indietro di trent’anni. Che bella sensazione!!

  • Bianca

    O.T.: ho visto la foto di te e tua sorella: ma quanto siete belle!!!! ricordo che molto tempo fa scrivesti che, secondo te, NON vi somigliate… secondo me invece siete fatte nello stesso stampo, la struttura facciale è identica, mento, fronte, ossatura…. lei se posso permettermi è ancora più bella di te, ma faccela vedere meglio! fate un vlog insieme. Chissà come sono orgogliosi i vostri genitori, due splendide figlie come voi. Un’altra cosa volevo dire, noto da molti mesi che nelle foto tue su Cosmopolitan sei particolarmente ben vestita e ben calzata: ma quelle foto te le fai tu a Londra con i vestiti tuoi, oppure è un servizio che hanno fatto loro? con un look studiato da loro?

  • violetta

    Mia nonna è una fan delle mitiche bonelli gelées, che la mia piccola adora… tanto che anch’io in casa ne tengo un bel po’, nella mia ciotola non ancora sbeccata, ma ben nascosta nel ripiano alto del mobile della sala…
    Altra caramella mitica? La fruittella e le fruit joy… io ci andavo a ruota!

  • lens & anything else

    Io le Valda ce l’ho sempre in borsa, le adoro!
    Mi è sembrato di camminare per Roma con te… sempre un piacere passare di qui ;)!

  • Che dolce quest post ❤ tra le caramelle e i ricordi di mia nonna mi hai fatto venire una nostalgia pazzesca….

  • Claudia

    Ahhh le pastiglie Valda verdi con lo zucchero sopraaaaa!!! La mia nonna le teneva sopra il suo comò, e io ci arrivavo in puntissima di piedi LOL 😀

  • federica

    Mai nonna aveva svariate ciotole in salotto, io andavo a cercare I cioccolatini, ma ce n’erano pochissimi (li mangiava lei!) e rimanevano le caramelle, quelle a forma di spicchio al limone o arancia, che non mi piacevano, e le Rossana, che succhiavo con pazienza fino a sentire uno scricchiolio e poi il liquido denso e dolce che usciva….
    ma le mie preferite erano quelle palline di puro zucchero, tonde e dure, che a pensarci adesso mi viene il diabete! Che bei ricordi, grazie Chiara di questo bel post!

  • Titti Minini

    Io le caramelle sono tornata a comprarle, dopo anni di astinenza, per mia figlia che ora ha tre anni e mezzo. Le piacciono eccome, soprattutto le gelatine (in realtà le do solo quelle perchè sono morbide e non si ingozza…). E la nonna usa il premio delle caramelle per farla uscire in fretta di casa al mattino quando deve andare all’asilo.

  • Eleonora

    la mia bisnonna, ogni volta che veniva a trovarmi, mi portava le banane perugina. non proprio caramelle, non proprio cioccolatini. ora io vivo in quella che è stata la sua casa, e tempo fa ho rivisto quelle bananette in vetrina, nel negozio di dolci, cioccolate e caffé dove certamente le andava a comprare. un tuffo al cuore.

  • Francesca

    Il mio ricordo delle caramelle…..sono due e ben diversi,ma che ricordo entrambi con piacere. Il primo è legato al nonno materno rimasto vedovo troppo presto e troppo orgoglioso per lasciare la sua casa. Questo era il quadro di quando si entrava a casa sua: odore di stantio,quel salone immenso sempre chiuso, corridoio lunghissimo e buio reso ancor più tetro dalla carta da parati di un discutibile verde acqua. Quando andavamo a trovare mio nonno mia madre era sempre intenta a cucinare per lui, Io e mio fratello coglievamo la palla al balzo per sgattaiolare via dalla cucina (nella quale avevamo già attinto da una scatola di latta blu e oro biscotti secchi) per dirigerci in quel corridoio ostile nel cui mezzo c’era una bella panca di legno. Con fare alquanto disinvolto immergevamo le manine in una ciotola di argento nella quale c’erano tantissime Golia, quelle piccoline. Ancora oggi non so se quelle caramelle mi piacessero tanto più per il sapore o per il fatto di averle sgraffignate a quel nonno così orso,così burbero. Ora però che sono più grande capisco che di certo lui sapeva che ogni volta noi facevamo razzia,ma non ci ha mai detto niente…..forse era meno scontroso di quanto pensassi. L’altro ricordo é legato ai nonni paterni. Le caramelle must erano le Elah sia quelle alla liquirizia che quelle con l’incarto bianco,bicolore…che poi di che sanno?….buonissime…. ci riempivano le mani di queste caramelle ogni volta che andavamo via da casa loro. Ricordo le corse per le scale,quelle con i gradini alti alti, con un occhio controllavo di non cadere e con l’altro di non perdere neanche una delle mie caramelle dato che scendevo quelle scale alla velocità della luce! Ma il ricordo più bello è legato alla casa al mare. Ci troviamo in Puglia, Ginosa Marina per la precisione, ad agosto!!! Era tassativo il riposino pomeridiano….una noia mortale! Io e mio fratello uscivamo piano piano dalla camera da letto solo quando, da sotto la porta grande e un po’ scrostata, nostra cugina ci passava il bigliettino del via libera! Nel caldo afoso estivo,rammento l’assenza dell’aria condizionata, andavamo quatti quatti nella cucina. Non so come spiegare quella sensazione, la sensazione provata di fronte a quell’armadio maestoso.La stanza era nella penombra per non fare entrare il più possibile il caldo, prendevamo una sedia e aprivamo quel colosso dei primi del ‘900. A questo punto della nostra “rischiosissima” missione infilavamo le mani in una busta trasparente,e vai di Elah come se non ci fosse un domani…fino a quando non sentivamo un rumore e le urla del nonno che rimproverava sempre e solo mio fratello (poverino) al suono di un rombante <> (Nicola per la cronaca). Ogni pomeriggio la stessa storia…ma infondo penso che se anche a mio nonno non fosse piaciuta quella manfrina non le avrebbe più comprate quelle caramelle. O no? :) Questi sono i ricordi che ho,pochi ma buoni! Che poi,io apprezzavo quell’attenzione di farci trovare sempre qualcosa in casa e per lo stesso motivo,per lo stesso riconoscimento mai dissi a mio nonno che le gomme da masticare che tanto avevo desiderato,delle Brooklyn alla fragola, lui me le aveva prese alla cannella….infondo era il gesto quello che contava. Quest’ultimo aneddoto per ricollegarmi a quanto hai detto dei nipoti moderni sempre troppo distratti e un po’ ingrati. Spero di non aver annoiato troppo, sono un po’ prolissa purtroppo. :)
    Francesca

  • Alessia A.

    Mia nonna è andata per la prima volta in ospedale all’età di 92 anni.
    Quando il medico le ha chiesto “Signora, che farmaci assume?”
    Lei, tutta seria, ha estratto dal cassetto una piccola confezione di plastica.
    “Queste. Le uso per il mal di testa, il raffreddore, la tosse e per dormire…dottore, non me le tolga, per favore!”
    Era una pacchetto di Tic Tac alla menta.

  • figliamiainsegnamicome

    Anche io non le mordevo le Rossana!!!!le consumavo lentamente rigirandomele in bocca, piano piano….finché su un lato non si produceva un buchetto da cui poi colava il ripieno delizioso. Infine la caramella collassava su se stessa e potevo masticarne le vestigia… Erano deliziose!!! Ancora oggi la Rossana è sinonimo di infanzia e di nonna Francesca. Grazie, Chiara per aver rievocato questo ricordo; è una dolce nostalgia delle cose semplici e buone del tempo che fu……..