Expo 2015: cosa vedere, cosa fare con i bambini

Italia Travel · · 20 commenti

Discorsi come “senti allora, ci vediamo in Cina poi passiamo in Thailandia. Pranzo in Giappone e nel pomeriggio direi Brasile.” Whatsapp del tipo: ‘ma che, sei ancora in Korea? Dài, che ti stiamo aspettado in Azerbaijan.’

Anche se assurdo, questo era il tono dei messaggi scambiati lo scorso weekend. Sono stata ad Expo a Milano, e mi è piaciuto molto Al netto delle polemiche, alcune delle quali sicuramente sensate, sono sempre felice di vedere radunati sotto lo stesso tetto i Paesi di tutto il mondo e di sapere un evento di questa portata in Italia, che crea posti di lavoro e porta ulteriore turismo. Mi sono goduta per due giorni l’atmosfera internazionale di Expo, i percorsi sensoriali e concettuali degli stand e le architetture mozzafiato, fiere e imponenti, che chiedevano di essere fotografate da ogni prospettiva. E io non mi sono fatta pregare.

Armata di una Canon 70D e di un 24-70 f/2.8 – se ve ne intendete di fotografia sapete che è uno degli zoom migliori e ora che l’ho provato posso confermarlo: di una nitidezza e una luminosità uniche –  sono stata sguinzagliata per Expo insieme ad altri blogger/influencer a fare fotografie. Praticamente un sogno.

Oggi non voglio solo – un po’ orgogliosamente, dàaaai – mostrarvi il risultato fotografico delle giornate ma anche darvi a mio avviso qualche consiglio per visitare Expo e qualche curiosità che ho appreso in questo weekend milanese.

_MG_6812.CR2_MG_6849.CR2_MG_6934.CR2 _MG_6937.CR2_MG_6926.CR2_MG_6866.CR2 _MG_6917.CR2

1. I padiglioni migliori

Non li ho visitati tutti, ma secondo un rapido sondaggio tra guida, presenti, giornalisti e dopo averne visto alcuni, ecco una non esaustiva ma indicativa lista dei padiglioni migliori: Korea, Emirati Arabi, Cina, Azerbaijan, Israele, Giappone, Qatar, Thailandia.

Il padiglione più divertente: Brasile, con la sua rete dove camminare sospesi e tornare un po’ bambini. Il padiglione concettualmente più valido: la Svizzera, con le sue tre torri piene di mele, caffè e sale disponibili gratuitamente. Le torri scendono di altezza ogni volta che un piano si svuota, a dimostrazione che prendiamo sempre più di quanto abbiamo bisogno e che presto molte risorse termineranno. Il padiglione più coinvolgente: Korea, dentro per come racconta la contraddizione tra obesità/fame nel mondo e la tradizione del cibo koreano, fuori per lo show dei breakdancer. Molto bello anche lo show finale di beatbox del padiglione Germania.

Nota di merito a uno dei padiglioni architettonicamente più affascinanti, e non è di un Paese. E’ quello dell’immobiliare cinese Vanke, lo vedete come immagine di apertura: un edificio che si torce su sé stesso ed è coperto da cangianti squame rosse.

_MG_6988.CR2_MG_6973.CR2_MG_7028.CR2_MG_7137.CR2

2. Le attese

Sì: Expo è affollato, e per fortuna. No, non lo è eccessivamente, lo è il giusto, ma chiaramente nei padiglioni più belli si creano file piuttosto lunghe. In alcuni di essi, come la Gran Bretagna – un nido di ape tecnologico molto bello da visitare – si può prendere un ticket con un orario di visita per evitare la coda (vedi gli Inglesi sempre organizzati, he he). Informatevi quindi prima di mettervi in fila ad un padiglione, chiedendo se esiste questa possibilità. Da notare anche che la coda viene smaltita a scaglioni quindi non spaventatevi se magari davanti avete 50 persone: potrebbero farle entrare di 20 in 20 ogni 5 minuti, quindi l’attesa sarà di 10-15 minuti. Se la domanda è: riesco a vedere tutto Expo in un giorno? La risposta è NO, ma sicuramente puoi riuscire a vedere le sue parti migliori.

_MG_6881.CR2_MG_7053.CR2_MG_6824.CR2_MG_7110.CR2

2. Expo per i bambini

Il decumano, il viale centrale, è lungo 1.2 km ed è impegnativo per qualsiasi adulto. Sì: Expo con i bambini è stancante, sappiatelo, ma con un po’ di pazienza e senza la pretesa di vedere tutto si può fare. Intanto scegliete padiglioni meno affollati e prenotate l’orario ove possibile (vedi sopra). Poi: iniziate dal padiglione Zero, dove viene spiegata la filosofia di Expo in modo da farli entrare nel ‘mood’ dell’esposizione. L’albero della vita è sempre un bello spettacolo per i piccoli. Di giorno, perché ad orari precisi si anima con spettacoli di musica, acqua e luci, o ‘fiorisce’ sotto gli occhi dei visitatori. Di sera, perché illuminato è ancora più bello.

Occhio alle sfilate e agli show: spesso lungo il decumano o davanti agli stand i singoli padiglioni organizzano piccoli spettacoli. L’orario è affisso all’ingresso. Io ad esempio ho visto un ‘musical’ tedesco, una band romena e dei break dancer koreani, ma c’è anche Foodie – la mascotte di Expo – che fa sfilate alcune volte al giorno.

C’è un Children Park nel verde, dove in alcuni padiglioni colorati a forma di cestino ci sono attività, percorsi e giochi per bambini. Perfetto per una pausa gioco.

_MG_6913.CR2_MG_6998.CR2_MG_7083.CR2_MG_7109.CR2

4. Dove mangiare

Ad Expo c’è meno cibo tipico di quanto mi aspettassi, ahimé tanti grossi brand dell’alimentazione, ma possibilità di degustazioni e assaggi in molti stand (alcuni a pagamento). Expo E’ caro, su questo non ci piove. Per una pausa veloce a prezzi contenuti ci sono i vari punti ristoro di Cir Food: Tracce, Chiccotosto, Via Vai e Let’s Toast. Per una pausa più italiana l’area Eataly ospita punti ristoro di varie tradizioni italiane, da Nord a Sud, quindi troverete dalla specialità Siciliana a quella Trentina, inoltre ha un bel giardinetto sia al centro che in fondo al viale ‘via dalla pazza folla’ dove rilassarsi un po’. Altra opzione: i vari chioschi disseminati intorno a Expo, se cercate qualcosa di rapido come un panino o un gelato. Ma secondo me, se la giornata consente, il posto migliore dove mangiare è il padiglione Israeliano: qui infatti potete prendere dei veri cestini da pic nic, riempirli con specialità locali e mangiarli sul prato adiacente.

_MG_7007.CR2 _MG_7013.CR2_MG_7045.CR2_MG_7096.CR2_MG_7119.CR2_MG_7186_MG_7205 _MG_7219

5. Cosa portare

Come in tutte le grosse fiere: scarpe comode. Anzi, super comode. Farete i km a piedi (se avete il fitbit o roba simile batterete il vostro migliore record, ve lo assicuro). Macchina fotografica. Acqua e snack, specie se siete con i bambini. Se minaccia pioggia, ombrelli e cappucci: anche se la maggior parte di Expo è coperta, quando piove (e lo so, perché uno dei due giorni ha piovuto) se ne ha bisogno. Buona visita 🙂

_MG_7056.CR2_MG_7077.CR2_MG_7269 _MG_7148.CR2_MG_7166.CR2

6. Cosa non perdere assolutamente

Secondo me, lo show AllaVita! del Cirque du Soleil. Ne ho visti diversi (recensiti su questo blog: Quidam, ‘O’) ma questo si classifica tra i migliori. Dello show e della mia avventura da fotografa per Canon e Cirque in seconda fila, forse il sogno realizzato della mia esperienza dietro l’obiettivo, vi parlerò in un post dedicato perché le immagini sono troppo intense (e troppe!) per non avere il loro piccolo spazio 🙂

INFO

Expo 2015

Canon

Related Post

canonexpoexpo2015fotomilanoviaggi

Commenti

  • GG

    questa idea del pic nc mi sembra troppo carina, se riesco voglio farlo anch’io !
    GG

    • Io infatti ho rosicato troppo che pioveva, altrimenti l’avrei fatto senz’altro (fra le altre cose, adoro il cibo mediorientale).

  • Claudia

    Ok, mi sono sempre piaciute le tue foto, ma ora con un 24-70 ti sei superata!!! (sì che lo so cos’è un 24-70, e so anche quanto costa, strasob!)
    E grazie per queste info preziose: andrò anch’io a ‘sto Expo prima o poi, e mi chiedevo in un giorno come fare per visitare almeno quello che non si può perdere 🙂
    PS sempre a prop di foto, non ti ho detto che in ufficio sul desktop del mega schermo galattico che mi hanno dato ho messo la tua foto del parco londinese all’alba, quella con il lago e le paperelle, del post “La volta che ho respirato l’alba”. Mi regala silenzio e pace nel mezzo del caos lavorativo.

    • Che bello, mi fa proprio piacere 🙂

  • Claudia

    Onesta come al solito.
    E’ un piacere seguirti. #fangirling

  • cialdina19

    Piacevolissima lettura come sempre 🙂 mi hai trasportata a Milano, in giro per il mondo .. mentre aspetto il bus a Pisa! XD solo tu ci riesci!

  • Giú

    attenzione, ci sono diversi refusi!! Molto belle le foto 😉

    • Grazie, ne ho corretti un paio 🙂

  • vivereincucina

    ciao! rispetto alle degustazioni dici “possibilità di degustazioni e assaggi in molti stand (alcuni a pagamento)”: per quello che ho potuto vedere io era tutto a pagamento, forse si trattava di qualche assaggio offerto solo a voi blogger? oppure non sono stata brava a intercettare gli assaggi aggratis! 😉

    • Ciao! In alcuni stand c’erano anche assaggi gratuiti, vedi la torta di pane Svizzera di cui ho postato la foto.

  • giovanni

    sono l’unico che non ha ancora capito a che serve sto expo’ ?? tu ne parli come una fiera, ma e’ la fiera di che? voglio dire di cosa si dovrebbe occupare o essere interessato uno che va all’expo?

    • Expo: Esposizione Universale. Ti rimando a Wikipedia che facciamo prima 🙂 http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_universale

      • giovanni

        ah ecco, mi sembrava di non essere l’unico … non l’hai capito neanche tu 🙂
        comunque leggendo wikipedia ho almeno capito che il tema di questo expo’ e’ il cibo e la fame nel mondo (cosa che onestamente non si capiva dal tuo racconto…)

  • volevofarelarockstar

    Le tue foto mi piacciono sempre, ma queste sono davvero super (poi di obiettivi non capisco una fava). Expo invece non so se ho voglia di andare…il “troppo” mi mette sempre un’ansia pazzesca, però forse in effetti con le bimbe…è un po’ come dire “io c’ero”, potrebbe diventare un bel ricordo per loro.

    • Grazie mille! Sappi che l’obiettivo più che il corpo macchina fa la differenza e questo era una BOMBA. Tipo guidare una Porsche. Anche io sono sempre un po’ sopraffatta dalle cose ‘troppo’ (grandi/caotiche/estese etc.) ma credo che basti andare lì con la pacifica convinzione che anche fare poco ma bene (e concentrarsi su pochi padiglioni) è abbastanza per godersi Expo.

  • Alice

    Beh dire che “crea posti di lavoro” mi sa un po’ di spot elettorale.. d’accordo ci lavorano delle persone, ma sai a che condizioni?

    Io ho un’amica che lavora a Casa Italia, è tutto gestito da Manpower, hanno iniziato a fare le selezioni circa un mese prima dell’inaugurazione e poi non hanno più fatto sapere niente a nessuno, perchè non sapevano neanche loro di quanta gente avessero bisogno.. quindi hanno richiamato le persone uno/due giorni prima dell’inizio, non sapendo dire neanche quando avrebbero iniziato, nè che turni avrebbero fatto, nè COSA avrebbero fatto all’interno del padiglione.. per poi richiamarli il giorno prima e dire “domani fatti trovare là”, sì, ma a far cosa?! boh! tutti contratti di un mese rinnovabili, senza rimborso spese di viaggio (il biglietto Milano-Rho A/R costa 5 euro), turni 9-18 senza un minimo di ticket restaurant (“nutriamo il pianeta” sì ma non i lavoratori di Expo, che mangiano tutti con la schiscetta portata da casa), per una paga di 1.000 euro circa..

    Certo un lavoro anche temporaneo è sempre meglio di niente, però dato i milioni che hanno rubato fra tangenti e appalti, non è che expo abbia proprio raddrizzato il tasso di disoccupazione.. è solo un lavoretto interinale come un altro, stressante, malpagato, precario, in cui sei solo un numero sostuibile come e quando pare all’agenzia..

    crea posti di lavoro

  • Io pensavo di saltare a piè pari tutto ciò che è italiano, non occorre andare ad Expo per scoprire la bontà dei nostri prodotti, per cui mi concentrerò sugli altri paesi e mi sono annotata la tua lista. Forte l’idea del pic nic al padiglione israeliano, speriamo che a luglio il tempo lo consenta 🙂 Una domanda per quanto riguarda le foto. Leggevo sul biglietto che è vietata la pubblicazione delle immagini e questo mi dispiacerebbe un po’ perchè mi piacerebbe scriverne sul blog. Tu ci sei andata per conto di uno sponsor, oppure come freelance?

  • mirtilliepois

    Hai fatto delle foto pazzesche e di sicuro il merito non è solo della macchina e dell’obiettivo super figo! Bellissime!
    Io a Expo non ci volevo andare perché ero un po’ contraria…ma per colpa di voi blogger 🙂 mi sta salendo la curiosità, anche perché sono un’appassionata di cibo e fotografia!