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Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei […]

La Great Ocean Road in Australia: il road trip

Australia Travel ·

Terzo giorno in Australia: ora di partire per la Great Ocean Road! Amo i road trip e tutto di essi mi piace, mi entusiasma: aprire la mappa e vedere la strada, scegliere la musica, inforcare gli occhiali da sole e andare. Fermarmi dove vogliamo, per tutto il tempo che occorre, sia un attimo o tre ore, cercare destinazioni lungo la strada, nuotare con le braccia nell’aria fuori dal finestrino, cantare, chiacchierare, guidare. I migliori viaggi che ricordo sono stati road trip.

Nella radio le canzoni della classifica Australiana, negli occhi tutto ciò che passando con un volo da una destinazione all’altra non puoi vedere: il verde, i campi, le case, quartieri periferici e piccole cittadine di mare, ville fronte mare con la tipica architettura ariosa e fresca, vetro e acciaio, strutture fatte per sentirsi già fuori, onde sulla pelle e vento fra i capelli.

La nostra prima tappa è una veloce ricognizione della Bellarine Peninsula, una penisola a Sud di Melbourne dove piccole cittadine di mare si susseguono su una costa oceanica appena ventosa, dove i golf club e i porticcioli si confondono uno nell’altro e in primavera ed estate mercatini e ristoranti all’aperto rendono l’atmosfera spensierata e vacanziera.

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Ci fermiamo brevemente a Geelong, per una foto con i classici pali in legno dipinti, e proseguiamo verso la nostra prima destinazione, una vigna.

Jack Rabbit (che a me fa pensare subito a Pulp Fiction) è un produttore di vino locale. La manager ci accoglie in un ristorante che sembra uscito dalla perfetta fantasia di una giornata all’aperto: domina una collina verdissima affacciata sul mare, si intravedono i filari di uva da entrambi i lati, il sole è caldissimo e il vino bianco che ci offre, un Sauvignon prodotto da loro, è fresco e buonissimo.

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Nonostante le (debolissime) proteste (“ma no, non c’è bisogno, dobbiamo ripartire, non vi disturbate”), ci portano anche dei platters e un piatto di cozze appena pescate, convincendoci senza molto sforzo a restare per pranzo.

Il sud dell’Australia è molto noto per le sue valli del vino. Le più famose sono la Yarra Valley e la Barossa Valley, dove andremo in seguito.

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Il pranzo e l’atmosfera rilassata di Jack Rabbit ci fanno perdere un po’ la concezione del tempo e quando guardiamo l’ora ripartiamo in fretta. Qui è autunno, fa buio piuttosto presto – intorno alle 17.50 – e vogliamo goderci al massimo la strada verso la Great Ocean Road.

Passiamo due celebri destinazioni per surfisti: Torquay e Lorne. Si tratta di due villaggi sulla costa affacciati su splendide spiagge di sabbia, selvagge quanto basta. Il tempo è incerto e vedo solamente un kite surfer fra le onde. Mi immagino questi luoghi in estate, con il sole, e so quanto possano essere belli. La costa sabbiosa è piatta e si estende per chilometri mentre guidiamo lungo la strada verso Anglesea, dove la GOR ufficialmente inizia.

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Qui ci aspetta una sorpresa. Prendetelo come un ‘insider tip’ non autorizzato. Il Golf Club di Anglesea è uno dei luoghi ideali lungo la costa dove avvistare canguri in libertà. Pascolano nel campo da golf in gruppi, sono tantissimi e affatto spaventati dagli uomini. Parcheggiamo e ci infiliamo un po’ abusivamente nel campo da golf. Pochi passi ed eccoli: piccoli canguri dal colore chiaro, arruffati e molleggiati, che camminano lentamente strisciando le zampe o saltellano per il prato. Avvicinarli è facile, fotografarli ancora di più.

Sono molti, intenti a farsi i fatti loro e di una dolcezza estrema. Cerco di non disturbarli troppo e al tempo stesso di ammirarli da vicino.

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Soddisfatta dall’esperienza con i canguri di Anglesea iniziamo la GOR mentre il sole inizia a scendere. Ci dirigiamo verso Kennett River, uno dei luoghi dove è più facile avvistare koala selvaggi ma ahimé arriviamo col buio e tutto quello che possiamo fare è riprometterci di fermarci in qualche altra destinazione simile. Arriviamo intorno alle sette in un b&b con una vista mozzafiato sulla costa – che vedremo la mattina dopo – il Chris’ Beacon Point, famoso per la sua posizione e per il suo ristorante di influenza greco-mediterranea. Cena con vista sulla foresta e una notte di sonno profondo per affrontare la giornata successiva, che inizia prestissimo perché non vogliamo perderci nemmeno un attimo di luce.

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Sono io che inauguro il ristorante per la colazione al mattino dopo. Cappuccino di soya e toast con la marmellata, sono pronta e felicissima di proseguire il road trip. A Londra non ho la macchina quindi, anche se qui la guida è la stessa, non sono molto pratica. Ci vuole poco a prendere la mano sulla GOR, in fondo basta seguirla 🙂

Al Chris’ Beacon Point ci hanno consigliato un altro luogo di avvistamento koala poco distante: la strada che conduce al faro nero di Otway. In questa strada sterrata fiancheggiata da gum tree ed ecaulipto faccio il mio primo incontro ravvicinato con gli orsetti pelosi dal grande naso, gli Stitch originali.

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Non so dirvi l’impressione di tenerezza e morbidezza dei koala. Lasciatemi però dirvi un paio di cose che ho imparato durante questo viaggio. La prima è che sono meno coccolosi di quanto l’immagine possa dare ad intendere: se avvicinati tendono a graffiare e mordere, non amano intrusioni sul loro albero. Mi pare anche giusto. La seconda è che sono anche molto meno attivi e ‘smart’ di quello che ci si aspetterebbe: quello che il koala fa è banalmente ‘esistere’. Mangia foglie di eucalipto per la cui digestione impiega tutta la sua energia, quindi è sveglio e attivo – se di attività possiamo parlare: sali sul ramo, prendi la foglia, mangia la foglia, mastica la foglia – solo 4 ore su 24. Il resto del tempo sta lì che dorme. Non è inusuale avvistare un koala che dorme su un ramo, ripassare ore dopo e ritrovarlo nella stessa identica posizione.Insomma, il poco brillante, pigro, letargico koala è universalmente amato solo perché è carino. Poi dici che l’aspetto non conta.

Io ne avvisto due, uno molto in alto e uno piuttosto vicino, che sembra piuttosto infastidito dall’averci intorno quindi sospende il sonno solo per imbruttirci un paio di minuti. Ma che tenerezza.gor13

Si prosegue sulla GOR, adesso arriva il pezzo forte: di seguito a poche centinaia di metri l’una dall’altra ci sono le attrazioni più famose, i panorami più amati di tutta la costa, forse dell’intero Paese dopo quelli del Red Center. Capolavori terrestri, rocce erose che sono diventate monumenti alla potenza e alla bellezza della natura. Credo che le immagini in questo caso parlino da sole.

Gibson’s steps, con i suoi 56 scalini a picco sulla scogliera che scendono su una spiaggia enorme, dove le mie impronte diventano piccole come granelli di sabbia e il rumore di onde e gabbiani risuona tra le rocce.

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I Twelve Apostoles, dodici pinnacoli di roccia erosa che si ergono maestosi e solenni dal mare. Il mondo è meravigliosamente pieno di luoghi capaci di levarci il fiato, e questo rientra sicuramente ai primi posti.

La sensazione di essere piccola rispetto al mondo, di percorrerlo senza mai averlo, di dovermi solo inchinare di fronte a certi capolavori del tutto estranei e indipendenti dall’uomo è fortissima, così come il senso di gratitudine per essere davanti a questo incredibile spettacolo naturale che tante volte ho visto sui libri, su foto lontane, su cataloghi di viaggio. Immaginando, sperando, che un giorno sarei andata a vederlo.

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Infine The Arch, un arco naturale dove le violente onde dell’oceano diventano una poetica e potente immagine ipnotica. Acqua che arriva, copre, si ritira e di nuovo sbatte con violenza sulla pietra alzando schizzi altissimi. C’è profumo di sale, di piante aromatiche, di vento dell’oceano.

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Ma i luoghi da vedere lungo questo tratto di costa sono tantissimi, tutti simili e al tempo stesso tutti unici. Vale la pena spendere almeno due giorni guidando sulla GOR, è uno di quei luoghi che rimangono istantaneamente impressi nell’anima. Un perfetto equilibrio naturale di pace e violenza, colori e nebbie, silenzi e rumore. Sarei rimasta a fissare quelle onde infrangersi sulle scogliere per ore ed ore.

 

INFO

La Great Ocean Road

Jack Rabbit

Anglesea Golf Club (per i canguri)

Otway Coast (per i koala)

Chris’ Beacon Point