L’auto intrattenimento del bambino (se, te piacerebbe)

Mummy · · 65 commenti
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Ora, io non so se voi siate dotati di figli o figlie dalla straordinaria dote di auto intrattenersi.
Io no.

Fin dalla più tenera età Viola ha collezionato record inversi di indipendenza.

Messa in una casa con la me medesima madre, il suo record di resistenza senza chiamare/chiedere/lagnare è di 16,3 secondi.
In tali 16,3 secondi si può certamente svolgere una delle seguenti attività utili alla sopravvivenza come:

  • Fare la pipì e in casi di emergenza anche la cacca- sebbene sia meglio, questa, farla con la porta aperta in quanto scattato il quarto decimo di secondo la bambina avvertirà la necessità di riavvicinarsi alla figura materna.
  • Riempire e bere un bicchiere d’acqua.
  • Mettere a bollire l’acqua per la cena.
  • Ricordarsi tre delle sessantasei cose da fare nella to-do list perché ricordarle è già qualcosa.
  • Rispondere ad un Whatsapp.
  • Rispondere ad una mail in modo stringato.
  • Appuntarsi cose sulle braccia qualora non ci fosse il tempo di cercare l’agenda.
  • Scrivere status deliranti su Facebook che la creatura potrà portare in seguito come prova di problemi relazionali madre-figlia dalla psicanalista.

In tali 16,3 secondi non è possibile:

  • Concentrarsi sul lavoro, cioè lavorare a regime normale, cioè in pratica lavorare.
  • Rispondere ad una mail complessa senza passare per a. Una che non gliene frega un cazzo b. Una che non gliene frega un cazzo e sbaglia pure la grammatica.
  • Ricordarsi le altre sessantatré cose della to-do list e dove si è scritta questa to-do list.
  • Prodursi in una ricetta per cena che non si auto-cucini.
  • In generale comunque: fare cose.

Le conseguenze sulla figura materna, questa specie di colabrodo di cose da fare e cose mezze fatte, sono varie e affascinanti.

Spaziano dal costante moto rotatorio dei mancati attributi maschili alla sindrome di Pellizzari: apnea costante data dalla consapevolezza di avere qualcosa di importante da fare e di stare pettinando le bambole, invece.

Letteralmente, pettinando le bambole.

 

Avere un bambino con l’autonomia di un iPhone alle 7 di sera è frustrante per entrambi. In questo momento sto scrivendo mentre ella, alla quale dalle 4.30 ho fatto: due merende, un face painting, un disegno, un vestito con una mia maglietta, canta arrampicata sulla mia spalla “No-oon, rie-sco più a gioca-a-re da so-o-la” dopo aver giocato da sola per 12,7 secondi.
Se poi viene invitata ad intrattenersi con attività solitarie, ella è capace di tirare fuori 876 domande nel corso del gioco – che non inizierà mai, quindi la annoierà mortalmente.
Es. “mamma ma questo Lego è rosso o rosa scuro?”, “mamma, mi vieni a costruire la base della casa?”, “mamma, ho sete”, “mamma, mi vieni ad accendere la luce in bagno che ho paura”, “mamma, ho fame”, “mamma, mi fai le pareti della casa?”, “mamma, ma i Lego chi li ha inventati?”, “mamma, mi fai il tetto della casa?” fino al “MAMMA, MI ANNOIO.”

E grazie al cazzo, amore de mamma.

E’ cosa ovvia che io organizzi playdate a tutto spiano, eppure nei pomeriggi che sta con me e io devo lavorare nulla: manco tre minuti consecutivi a giocare da sola.
Ditemi, ordunque, come si insegna ai bambini a giocare da soli – che non significa non volerci giocare o abbandonarli o votarli alla solitudine, significa soltanto avere da fare e non disporre di una tata.

Noleggio fratelli: un business con un futuro?
Parliamone.

 

*nessuna bambina è stata maltrattata per scrivere questo post, ma è stata messa davanti ai cartoni dopo 2 ore di infruttuoso tentativo di farla familiarizzare con i Playmobil, i Lego, le Barbie, l’album da disegno, gli attacca-e-stacca, i peluche, le costruzioni magnetiche e quelle di mais, le bambole, il camper dei paciocconi.

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Commenti

  • Oriana Baldasso

    Portala fuori nei posti dove possa imitare gli altri bambini mentre tu chiacchieri con le mamme… così, poi… la perdi! 😉

    • Dorotea

      Tracy Hogg, Il linguaggio segreto dei bambini. Ci sono ultili consigli in proposito. Sono definiti bambini rubatemp…

  • Daniela Gallucci

    Sono morta dalle risate. E sono anche più disperata di prima perché speravo che nel giro di un paio d’anni mia figlia potesse diventare autonoma.. E invece mi sembra la copia sputata della tua, idem per lo starmi aggrappata alla schiena mentre tento di fare qualcosa di produttivo. Ora ti prego scopri la formula magica e poi condividila! 😉

  • Elena

    Aspetto anche io, speranzosa, gli altrui consigli. Per chi ancora non ho capito come si fa. Il mio grande ha la stessa età di Viola e lo stesso tempo di autonomia. E tu assicuro che neanchebi fratelli salvano: il mio piccolo infatto ha quattro anni ma insieme riescono solo a menarsi, dopo cinque nano secondi di gioco insieme. Se i miei figli non andassero a scuola e all’asilo credo che ormai anche in casa co sarebbero i topi, visto che non riesco a compicciare nulla quando ci sono.
    Adesso mi aspettano 3 esilaranti mesi.
    Elena

    • elena

      Mi scuso per i numerosi refusi!!!! Ma per il motivo di cui sopra non ho riletto!!! 🙁

  • Grazia

    Play-date no stop più parchi freqientati da altri bimbi più lasciala anche annoiare un pò chè dal vuoto nascono a volte soluzioni inaspettate.

  • Monia

    ahahahahaha!!! Allora tanto x iniziare BENTORNATA CHIARA! era tanto che non scrivevi un post cosi! 😀 te la faccio breve:mio figlio della stessa età di Viola gioca da solo perché io ci ho sempre giocato poco- per questo mi sento davvero una pessima madre- e lui si è dovuto ingegnare in qualche maniera…

  • Roberta

    Io ho risolto il problema a bomba: ne ho fatti due vicini e si intrattengono da soli. Devo intervenire spesso per separarli e sedare risse, ma sicuramente meno spesso che se ne avessi uno solo. Io sono figlia unica e ricordo che passavo interi pomeriggi a giocare da sola con i lego o con le barbie, non so come mia mamma facesse 😀

  • Noleggi a parte, temo questo sia il motivo principale per cui, spesso, si fa il secondo. Così si tormentano a vicenda 😉
    (senza entrare nel personale, potresti pensarci: non fosse altro che a te i bambini vengono così bene <3 )
    un bacio,
    Noemi

  • Gabriella Carofiglio

    ehi…ma…non è che si chiama Marta questa bambina? no prchè è esattamente come la mia Marta! Pensavo di noleggiare un fratello-sorella per le vacanze, magari cambiarlo se dopo un po’ si stufa. Per carità, a volte da sola ci gioca, ma basta un mio errore stupido a causare la sua distrazione e la successiva rovinosa chiusura dell’attività in solitaria 😐

  • questo è uno dei motivi per cui ho concepito due figlie femmine a distanza di scarsi due anni (nevvero sono state due gravidanze una più inaspettata dell’altra, ma alla fine hanno funzionato). Non che io abbia più di due minuti consecutivi di concentrazione solitaria, però perlomeno ho la speranza

  • Paola

    Leggendo mi è sembrato di vedere mio figlio… A volte, per quante volte mi chiama, sento il suono della sua voce che mi rimbomba nella testa anche quando lui non c’è! L’unica cosa che mi aiuta e’ l’Ipad…lo so sono una mamma orribile ma mi trovo spesso a ringraziare chi l’ha inventato!!!!

  • Cate

    Mi sa’ che si tratta di cxxo, eh no.. Di carattere! La mia bimba ha 4 anni e ha sempre giocato molto da sola, oggi siamo dovuti tornare prima a casa ed è stata quasi 2 ore a farsi le sue cose in camera. Salita e scesa per prendersi quello che le serviva..acqua, pipì o chissà che altro!
    Ho paura che tutta questa autonomia e indipendenza la pagherò cara con l’adolescenza..

  • Lilly

    Ad esempio io per leggere questo post ci ho messo mezz’ora, durante la quale ho appiccicato cerotti di Elsa su finte escoriazioni, preso acqua, poi un succo, infine fatto un frullato…per commentare poi…

  • Hermione

    Io penso dipenda in parte da come sono stati abituati (il mio grande seienne da solo si annoia, forse perché da piccolo mi ha avuta tutta a sua disposizione, la piccola quattrenne, da sempre abbandonata a se stessa, è in grado di autointrattenersi), in parte dal carattere. Per esempio, io sono figlia unica, ma nonostante mia madre giocasse con me, da una certa età in poi non trovavo la sua compagnia molto divertente, preferivo giocare da sola. Mi sembrava che non sapesse giocare…

  • Cris75

    Anche i miei bambini mi cercano tanto, a volte tantissimo, impedendomi di riuscire a portare a termine una sola cosa senza essere interrotta 10 volte almeno. Peró essendo in due capitano anche pomeriggi benedetti in cui non li vedi e non li senti. Il secondo in particolare fin da piccolissimo si intratteneva abbastanza da solo, io ho sempre imputato questa sua maggiore autonomia a una mia minore disponibilità, con lui ho giocato meno che con la sorella e lui ha imparato a fare da solo. Viola ti ha sempre avuta tutta per sè e quindi è abbastanza normale che non abbia sviluppato (e non abbia alcun interesse a farlo!) doti di auto intrattenimento. Prova a importi “Viola adesso e per la prossima mezz’ora non posso stare con te/ascoltarti/parlarti”, le metti una sveglia e può tornare da te solo quando suona 🙂 ricordo che da piccola mi stupiva sempre la quantità di tempo che la madre della mia amichetta figlia unica passava con noi quando ero a casa loro…

  • lara

    Matteo ha tre anni e l indirizzo che ha preso è questo. lo stufato tutto i giochi. quando lo mando in camera stremata a giocare da solo sembra che lo metto in castigo. mi snerva! p.s. questi sono i post tuoi che preferisco

  • Marioloide

    Ignorala, o non imparera’ mai. Capisco il senso di colpa giudaico-cristiano ma un po’ di noia non ha mai ucciso nessun bambino, anzi

  • Io di consigli non te ne posso dare, 1. perché non ho figli che cantano appesi alla mia spalla 2. perché ricordo benissimo di essere stata una bambina che si annoiava in fretta e che ripeteva costantemente la domanda “mamma mi sto annoiando, cosa posso fare adesso?”. Mia madre però mi rispondeva con cose tipo “aiutami a lavare i piatti” o “potresti riordinare la tua camera”, e magicamente trovavo di meglio da fare. Forse è questa la differenza, prima le nostre mamme giocavano molto di meno con noi e noi dipendevamo molto meno dalla loro fantasia per intrattenerci?

  • Ho notato che coi Playmobil Siegmund si scoccia a giocare da solo, mentre coi Lego no. Ovviamente Viola non è Siegmund, quindi questa è un’osservazione piuttosto inutile, lo so.
    Però immagino che anche a Londra ci siano i Playgrounds e magari, adesso che è quasi estate, potrebbero addirittura essere piacevoli. Dove porto sempre Siegmund hanno montato delle panchine con tavoli, che all’occorrenza le madri apparecchiano con le varie merende.
    Nessuno vieterebbe di sistemarti col Mac (è ripartito?) su una panchina simile e lavorare un paio d’ore all’aria aperta, mentre la fanciulla si sfoga con gli amici. Sono troppo ottimista?

    • filomena

      a Londra ci sono i playground piu’ belli del mondo. Pero’ obiettivamente non sono posti dove uno puo’ mettersi a lavorare con una certa tranquillita’. Chiara, il consiglio che ti avrei dato 3 o 4 anni fa sarebbe stato di fargli un fratello/sorella. Oramai e’ troppo tardi (cioe’ non giocherebbero insieme comunque per la differenza di eta’) e ti tieni la figlia unica completamente mamma-dipendente!!

  • Rosa

    Premetto che non ho figli, però la mia collega mi ha raccontato di aver risolto un problema simile con i suoi figli, mettendo la sveglia. Nello specifico i bambini (entrambi di 5 anni) si svegliavano alle 5:30 del mattino e poi volevano giocare. Lei metteva la sveglia e diceva loro che fino a quando non la sentivano suonare dovevano continuare a dormire. Ogni volta aggiungeva 5′ e alla fine hanno preso a svegliarsi ad orari decenti (ti parlo dei giorni festivi chiaramente). Una cosa così secondo me potrebbe funzionare con Viola. O per lo meno finché non provi…

  • tati

    In effetti credo sia questione di carattere. Mia figlia, che é stata una neonata molto difficile, é diventata inaspettatamente una bambina molto facile: dall’età di due anni gioca da sola, o “legge”. Ora di anni ne ha quasi 4 e può stare anche due ore a “rileggere” i libri per conto suo. Pagherò forse lo scotto con l’adolescenza? 🙂

  • ahahahah vi ho proprio viste, tu e Viola arrampicata addosso e sillabante. Devono essere le femminucce, così cozze. Almeno, la mia è molto simile, i due maschietti sono molto più indipendenti nel gioco, a momenti mi cacciano se sono presi da qualche attività particolarmente interessante!

    • Laura

      No, non credo dipenda dal sesso. Mio figlio vuole continuamente le coccole e, appena gli è possibile, si attacca a me (ha quasi due anni).

  • Elisabetta Casellato

    prendere un cane però comporta una grande responsabilità. io eviterei di prendere un cane quando so di essere una persona con una vita molto attiva e fatta di mille spostamenti e viaggi … un cane è come un bambino, non ho figli ma ho due cagnoline, è impegnativo. molto impegnativo.

  • Chiara

    Che ridere Chiara! Il mio grande è come la tua Viola, mentre la piccola di due anni e mezzo sa intrattenersi da sola…è vero che le ho necessarimente dedicato meno attenzioni che al fratello, ma io credo che tanto sia carattere. A parte organizzare i pomeriggio con amichetti e uscite varie, ultimamente cerco di spiegargli che a quasi sei anni è bello imparare a giocare da solo ecc, e quando tutto manca gli faccio scegliere un gioco e poi gli metto il timer della cucina, tipo 15 minuti, come tempo minimo di gioco autonomo…Non so quanto possa servire, nè quanto sia educativo, ma almeno ho una piccola tregua!! 🙂 Chiara

  • Sara

    Due proposte:
    1) stare nella stessa stanza a fare cose diverse. Col mio funziona. “Tu gioca/guarda i cartoni, mamma fa x”. A volte gli basta (specialmente quando guarda youtube e io devo interrompere solo per cambiare video).
    2) Come hanno già detto: ignorare e porre regole. Le regole sono importanti. Se non le diamo noi adulti perché dovrebbero darseli da soli? Mica sono scemi che ci vanno in rimessa solo per senso del dovere 🙂

  • Mary.St

    Ciao 🙂
    Mi pare che tu stia mettendo assieme due atteggiamenti diversi.

    Da una parte ci sono le richieste pratiche, che un bambino di età prescolare o appena scolare non può espletare da solo: ho fame, mi dai qualcosa da mangiare, devo andare in bagno (oppure dal bagno, se fa da solo, chiamarti per qualche necessità), guardami il dito che mi sono tagliato con la carta, mi prude qui è una puntura di zanzara? ho sete etc.
    Le mamme con figli di questa età devono far fronte a queste richieste che interrompono tutte quelle altre cose che si stanno facendo (dallo scaricare la lavastoviglie a rispondere a una email) e non è che ci sia molto da fare, se non portare pazienza e cercare di rendere i bambini un pochetto un po’ più autonomi (ad es. se beve molto, mettigli la borraccia in camera – o chiedile se ha fame prima di iniziare una tua attività, dicendole che dopo devi fare dell’altro e non avrai modo di prepararle nulla). Anche le domande a raffica fanno parte di questo primo gruppo, domande che possono spaziare dal “da dove viene la c4cca” a “ma quando la bisnonna è morta è andata in cielo, ma di preciso dov’è”.

    Altra questione è la capacità di intrattenersi da soli attraverso il gioco.
    Concordo con chi ti suggerisce di fissare delle regole e dei tempi. Io solitamente avverto in anticipo dicendo che per mezz’ora (magari punta la sveglia i primi tempi) la mamma non deve essere disturbata (e dò la motivazione: sto lavorando, sto cucinando, sono con l’altro fratello etc) e POI dopo verrà a giocare (promessa che poi però devi mantenere assolutamente). Quel “POI verrà a giocare” sarà per i primi tempi 30min, poi 20, poi 10 etc a seconda della situazione e anche i tempi della “pausa” cronometrati con la sveglia potranno aumentare. Altro trucco che spesso funziona, stare nella stessa stanza: lei gioca, tu fai quello che devi fare. Spesso è solo la presenza a confortare, non tanto la condivisione del gioco.

    • Laura

      Sono d’accordissimo con questo approccio!

  • gynepraio

    Mia madre mi delegava alcuni piccoli lavori domestici oppure mi coinvolgeva negli stessi. Pur di non aiutarla, stavo buona.

  • Chi ti consiglia il fratello o sorella ti odia profondamente.
    Lascia perdere e resta monofiglio che è molto meglio (poi ne hai due da intrattenere che hanno età molto diverse)
    Io mi faccio di magnesio e qualche volta anche di birra.
    Per il resto piazzo la piccola davanti peppa pig o masha e orso al primo piano. La più grande a guardare i Titans go al piano di sotto.
    All’ora di cena supplico la grande in aramaico di mettere Topolino o di far finta che vuole bene alla sorella e di giocare con lei.
    A 16 anni le mando a studiare in america o in australia 🙂

    • Maddalena

      Gemma mi hai fatto morire dal ridere…io ne ho tre di figli ed è vero non si annullano a vicenda triplicano larotturade….

  • manu

    🙂 forse devi scoprire la sua passione! Quella di mio figlio sono i lego. Se ho da fare gliene regalo uno nuovo e lui costruisce felice!!

  • GG

    mio figlio passava ore (ore, ti immagini?) con i soldatini o rileggendo i libri che prima gli avevo letto io.
    prova a farla entrare nel trip delle piste con le tessere del domino, le adoravo, anche perchè ci vuole un sacco a prepararlecondivido ch suggerisce di proporle attività noiose, asiugare posate, rifare illeto, spolverare, così poi piuttosto che chiederti qualcosa starà da sola 😉
    GG

    • GG

      scusa gli errori, la tastiera si è imbizzarrita !
      GG

  • mia figlia ha una valanga di giochi vari di ogni genere, la televisione, e non scendo nei particolari perchè mi prenderebbero per una che ha un solo obiettivo nella vita viziare la figlia, comunque detto questo a lei non c’è niente che interessa tranne che la mamma giochi x 5minuti con lei e poi annoiata di questo gioco pretende e si appende fin quando non ottiene la cosa che la mamma , quindi io la tenga dalle 16:00 alle 22:00 in braccio a passeggiare x casa….come si fa?????????

    • Laura

      Quanti anni ha?

      • 26 mesi è una furia…

        • Laura

          Accidenti! È con te tutto il giorno? Cerca di instaurare dei rituali, degli orari precisi per tutto. Per esempio, da quello che so e per come la vedo io, forse una bambina di 26 mesi alle 22h dovrebbe essere già a letto da un paio di ore. Poi certo, non sempre esistono regole infallibili applicabili a tutti i casi. Coraggio e buona fortuna!

      • 26mesi

  • Laura

    Ciao, post interessante perché, a volte, mi sembra di essere nella stessa situazione. Forse per questo sto per partorire (a giorni, forse tra poche ore) il secondo! Spero si facciano compagnia a vicenda!!! –
    certo, tra qualche anno.
    Mio figlio avrà due anni il 29 giugno e, da che è nato, richiede continuamente attenzioni. Vedo alcune amiche che hanno dei neonati e che arrivano a “respirare” per due, tre ore, ovvero: possono fare altro, allora che mio figlio, neonato, era attaccato al mio seno tutte le ore o alla mia persona SEMPRE!
    Adesso, domanda continuamente attenzioni. Da una parte penso dipenda anche dal fatto che, andando al nido tutti i giorni in media per 9 ore, non mi/ci veda molto e abbia bisogno delle notre attenzioni (al nido, infatti, pare si intrattenga tranquillamente da solo).
    Nononstante le sue continue richieste di attenzione da parte nostra, gioca anche un po’ da solo: gioca molto con le macchinine o fa avanti e indietro tra il salone e la sua camera, mette gli oggetti nelle scatole, li tira fuori.
    A casa, comincia anche a rimettere in ordine i giochi che ha usato, o ama passare (per finta) l’aspirapolvere o la scopa.
    Al parco, gioca molto con la sabbia, anche (udite, udite) per una ventina di minuti e io posso ancora godere di questi momenti per leggere, per esempio.
    Certo è che non posso parlare in termini di ore libere davanti a me se sono sola con lui.
    Per esempio, non posso affidarmi alla TV per farlo stare calmo, perché sia io che il padre siamo contrari e la TV non fa parte da anni delle nostre vite.
    Poi, non so, i bambini cambiano con l’età o secondo le abitudini, i caratteri. Come possiamo spingerli a giocare da soli?
    Da una parte, io cerco di giocarci molto (cantando, ballando, leggendo delle storie) per poi lasciarlo giocare da solo, dall’altra, facendoli stancare, per esempio facendoli uscire molto.
    Altra piccola “astuzia”: avere dei rituali ben precisi. Quando so che lui è con me tutto il giorno, occupo meticolosamente tutti i momenti seguendo dei rituali. Per esempio, la domenica: parco giochi
    al mattino presto, dopo abbondante colazione e preparazione per uscire. Spesa al mercato – lui resta nel passeggino. Pranzo, siesta. Pomeriggio: se me la sento, passeggiata più o meno lunga, visita di
    parchi (o mostre), oppure giocare a pallone nel nostro giardino, motricità con biciclette, o altri oggetti adatti alla sua età (carriole, tosaerba, etc). Ovviamente, merenda a metà pomeriggio, abbastanza presto, d’altronde, per poter farlo cenare verso le 19h, 19h30 e metterlo a letto prima delle 20h. Al limite bagno prima di andare a dormire.
    IMPORTANTE: occorre verbalizzare continuamente e anticipare quello che si sta per fare o quello che si farà.
    A volte, lo faccio stancare talmente che, ritornando a casa, si riposa da solo sul divano o sul suo letto (è già passato al letto “da grande”, quindi ci va quando vuole).
    Già il fatto di essere arrivata a poter leggiucchiare, guardare le e-mail, cucinare o lavare per terra mi sembra una grande conquista. Questo mi porta a non rimanerci male di non poter fare altro. So che
    è così e cerco di approfittare dei momenti in cui sono insieme a lui.
    Per concludere, io ho rinunciato a lavorare quando lui è a casa con me e sono sola (anche io posso svolgere il mio lavoro da casa, grazie a Internet – ma non sono una “blogueuse”, sono una ricercatrice in storia medievale). Lavorare con lui accanto è semplicemente impossibile e, forse, per dirla tutta, neanche giusto.
    Coraggio, anche perché io ho cercato di descrivere una mia giornata-tipo con lui, che ha quasi due anni, ma ad ogni età occorre adattare strategie diverse.

    • daniela

      Vabbene lo parcheggi per 9 dico ben 9 ore…un bambino che ha quadi 2 anni e pretendi pure che si intrattenga da solo????
      Ma che gli fate a fare i figli? E mi rivolgo a te…ricercatrice in storia medievale…e non certo alla carissima Chiara….

      • Maria

        A parte che i bambini al nido non ci vanno solo per essere ‘parcheggiati’ ma per imparare a socializzare con altri bimbi, che non fa mai male… Ma non mi pare che Laura abbia detto di non passare MAI del tempo con suo figlio… Boh, la gente dovrebbe imparare a leggere tutto il commento prima di criticare…

        • Laura

          Grazie del tono gentile, Maria, e soprattutto grazie di aver trovato il tempo (e la pazienza) di leggere quanto ho scritto!

        • giovanni

          quella del socializzare con altri bimbi e’ una scusa che voi mamme vi mettete in testa per alleviare i sensi di colpa.

          Hai mai visto un bimbo di due anni giocare con altri bimbi coetanei (intendo dire proprio giocare insieme, non giocare vicini) ??
          Non succede prima dei 4-5 anni. Non c’e’ alcun beneficio a mandarli al nido. E’ solo una necessita’.

          ps non e’ che la Francia sia proprio un modello da copiare:
          http://www.france24.com/en/20110802-france-world-most-depressed-nation-who-study-research-headlines-antidepressants

          • Gg

            Giovanni si stava meglio quando si stava peggio e non ci sono più le mezze stagioni…
            I bei tempi andati quando le donne stavano a casa e gli uomini lavoravano 16 ore al giorno…
            Dopotutto le donne e gli uomini di una volta non ci sono più e dovremo farcene una ragione
            Le donne devono alleviare i sensi di colpa, ma gli uomini non ne soffrono mai…
            GG

          • Margot

            In Italia se lavori non è diverso.
            Mio figlio andava al nido già a 3 mesi, adesso ha 5 anni. A parte il primo anno, è sempre rimasto lontano da me mediamente 9 ore al giorno, è sempre stato un bambino sereno e indipendente.
            Il nido è si una scelta nata dalla necessità della famiglia in cui entrambi i genitori lavorano, ma dovrebbe diventare sempre più una scelta per garantire al bambino di sviluppare le proprie capacità e scoprire se stesso e gli altri senza il filtro costante della madre. Il bambino sviluppa giorno per giorno un certo grado di indipendenza, che a volte certe madri non consentono ai loro pargoli.
            Le maestre inoltre possono essere delle guide preziose anche per i neogenitori.
            La differenza fra un bimbo che va al nido e uno che non ci va c’è e si vede.
            Sono più spigliati, più attenti, più stimolati e diventano autonomi molto prima.
            La storia poi che i bambini non si cerchino prima dei 4 – 5 anni è una cavolata colossale.
            A 1 o 2 anni il mio giocava coi coetani, eccome!
            Ho perso il conto delle volte in cui lui e l’amichetto del cuore andavano insieme sulla moto giocattolo, in cui si rincorrevano con i tricicli, in cui allegri saltavano sul letto, quando si vedevano e si correvano incontro per la felicità di vedersi.
            Senza parlare del dramma che ogni volta bisognava affrontare quando si dovevano separare.
            Basta poi guardare come i fratelli si cercano l’un l’altro anche quando le differenze di età sono minime.

            Comunque questa “cavolata” del nido, ce l’hanno in testa anche tanti papà, e non credo abbiano più sensi di colpa delle mamme.

          • giovanni

            il tuo bimbo di un anno giocava con l’amichetto del cuore col triciclo e saltavano sul letto? si raccontavano anche le barzellette e facevano la classifica delle bimbe piu’ carine?
            ma fammi il favore…
            se leggeste un po’ piu’ di letteratura scientifica a riguardo vi rendereste conto che il nido NON ha nessun effetto positivo sullo sviluppo di un bambino. Se abbia effetti negativi e’ ancora da chiarire, anche se diversi studi suggeriscono un aumento di aggressivita’ nei bambini che vanno al nido.

            Quindi mettetevi il cuore in pace (era questo quello che intendevo col mio primo messaggio che e’ stato ovviamente recepito come maschilista): il nido e’ una triste necessita’ per quei genitori che debbono/vogliono lavorare 8-9 ore al giorno. Cercare di trovarci dei lati positivi e’ pia auto-illusione. E non lo dico io, ma gli studi a riguardo.

          • Alessia A.

            Anche mio figlio (nido a 10 mesi) giocava a fare gare di triciclo col suo amichetto del cuore (tuttora all’asilo sono inseparabili!) oppure paciugavano con i colori dita sui cartelloni che le maestre facevano loro fare.
            Adesso ha 5 anni e almeno una volta al mese vuole andare a far visita alle maestre del nido per portare loro disegni, piccole “sculture” di didò o i giochi che non usa più…E poi si fa coccolare da loro perché dice che loro, quando era piccolo, gli facevano “tanto papù” (solletico/coccole).
            Se fosse una così triste necessità, come la definisci tu, non credo che un bimbo di 5 anni, schietto fino alla morte, voglia tornarci!

          • GG

            giovanni il messaggio è stato recepito come maschilista perchè lo è:
            scrivi che il nido NON ha NESSUN effetto positivo sullo sviluppo di un bambino
            come sempre le posizioni estremiste non sono veritiere: se fosse così i bambini cresciuti a casa con i genitori (perchè ci sono anche i padri) dovrebbero essere nettamente superiori agli altri, riconoscibili istantaneamente.
            visto che così non è, è evidente che ci possono essere elementi positivi anche al nido;
            e leggendo il tuo commento dai toni così aggressivi nei confronti degli altri mi vien da chiedere che razza di asilo tu abbia frequentato…
            GG

          • giovanni

            ehm… ti mancano delle nozioni elementari di logica….
            Il nido non ha effetti positivi.
            Non necessariamente significa che abbia effetti negativi.
            ma poi cosa significa che un bimbo e’ superiore ad un altro?
            questa e’ un’altra impostazione che, scusa il maschilismo, vive soprattutto nelle menti delle madri

      • Laura

        Cara mia, qui in Francia è normale lasciare un figlio a scuola 9 ore (dal nido alle superiori). Non lo parcheggio, lavoro e, come saprai, il lavoro giornaliero non dura 4 ore. Inoltre, non ho famiglia qui e provvedo a tutto da sola.La mia risposta, inoltre, era molto articolata e spiegavo bene che, quando sono con lui, mi occupo di lui. Certo che un po’ di delicatezza e un tono migliore non guasterebbero. Infine, non vi lamentate che i vostri figli italiani non si comportino bene.

      • Laetitia

        Cara Daniela, esiste un mondo fuori dall’Italia … un mondo dove le madri lavorano a tempo pieno (e quindi dove il sistema scolastico cerca di venire incontro alle loro esigenze), dove i nonni hanno una vita (e quindi non sono solo delle comode tate gratis), dove i figli vengono educati all’autonomia (e quindi non resteranno traumatizzati a vita se non avranno passato i loro primi tre anni di vita tra le gonnelle di mamma e nonne) … apri gli occhi !

  • Dominique Varga

    Ehm, scusate, ma la soluzione potrebbe essere il coworkig con spazio baby, a Roma c’è, a Londra no?

  • Haha grazie a tutti per i commenti, la solidarietà, le storie che avete raccontato 😀 Anche secondo me c’entra molto il carattere, ma sicuramente cercherò di fare qualcosa per migliorare la situazione…

  • Paola

    ma come! nessuna ha mai allattato seduta al cesso?? unire l’utile al dilettevole!!!

  • federica

    Ciao Chiara, come altre hanno detto credo che sia una questione di carattere ma anche di come le abituiamo. La mia prima ha 5 anni ed e’ come Viola, piuttosto che giocare da sola mi aiuta a pulire il bagno!! E’ stata cosi’ fin da piccolissima, e io forse ho accentuato questo aspetto del suo carattere perche’ aveva tutte le mie attenzioni, mentre la seconda ne ha avute meno per forza di cose, ma anche perche’ “chiede” molto meno….quindi, tralasciando teorie ed implicazioni psicologiche che lasciano il tempo che trovano, provo a dirti come faccio io: le dico: gioco con te 10 minuti ma poi devo andare a ….es. preparare la cena). Al contrario non funziona, perche’ se deve aspettare anche solo 5 minuti che finisca una cosa sta tra I piedi tutto il tempo chiedendo: hai finito? col risultato che non invece di 5 minuti ci metto mezzora!
    Devo dire pero’ che adesso gioca un po’ anche con la sorellina (leggi: rompe I coglioni a quella che poverina starebbe anche a farsi I fatti propri), ma alcmeno un po’ si intrattengono, e per finire: un’oretta di televisione non ha mai fatto male a nessuno!!
    Scherzi parte, credo che ci sia abbastanza poco da fare, quindi porta pazienza, io per consolarmi cerco di pensare che tra qualche anno uscira’ con le amiche e allora si’ che non mi cerchera’ piu’, quindi cerco di godermi I momenti che passo con lei anche se a volte non mi va o ho altro da fare!!
    un bacio!!

  • giovanna

    ahahaah Chiara io mi ero fatta tutta un’altra idea di Viola, la “vedo” così autonoma e piena di risorse che mai avrei pensato a un post simile.
    Io sono mamma di due bambini (6 anni e mezzo e 4). La piccolina -, non so se in quanto seconda – è capace da sempre di intrattenersi da sola ma ovviamente come tutti i bambini va a periodi e giornate

    Il “grande” solo da quest’anno ha iniziato a giocare/leggere/ non far niente/ da solo e senza lamentarsi. Un po’ credo sia legato al fatto che frequenta una scuola a tempo pieno (esce alle 16,30) all’aperto con un grande giardino e una bella pineta in cui fanno spesso anche lezione all’aperto quindi all’uscita di scuola lo trovo piuttosto appagato perché è riuscito ad avere una giornata scolastica “piena” non solo di nozioni in classe. Credo anche che stia crescendo e sia quindi questione di tempo anche per Viola (ogni bambino ha i suoi tempi).

    Però posso riferirti un consiglio che mi ha dato l’anno scorso una amica psicologa infantile con cui stavo parlando. Mi raccontava di sue pazienti mamme che impegnano i bambini nella settimana con tanti appuntamenti ed attività e lei invece sosteneva che in realtà ai bambini basta molto molto meno e che siamo noi che per chi sa quale meccanismo riteniamo che debbano essere da noi continuamente impegnati rassicurati e accompagnati. Anche se i miei figli non sono stati mai stra-impegnati, questa frase, pur così banale, mi ha fatto molto riflettere e mi ha aperto un mondo.

    Da quel momento, quando chiedo ai bambini se hanno voglia di andare al parco o fare questo o quest’altro non insisto più (mettendo in conto che forse ero io che avevo bisogno di uscire per distrarmi dalla routine di un pomeriggio casalingo!) ed ho iniziato ad “ascoltarli” di più. Magari ce ne stiamo a casa senza fare grandi cose, noi in famiglia. Loro piano piano si sono riabituati a stare in casa ed organizzare il loro tempo anche da soli; abbiamo iniziato con 10 minuti poi piano piano il tempo che passavano da soli a giocare/leggere/ascoltare musica è aumentato. Io gironzolo intorno, ogni tanto mi fermo con ciascuno di loro, ogni tanto spiego che sto facendo altro ma che non appena finito avranno la mia attenzione (e poi però mantengo la promessa!), e se mi dicono che si annoiano spiego loro che la noia non è un male, anzi di approfittarne per usare la fantasia!
    Insomma credo sia inevitabile che un bambino abituato ad avere impegni o qualcuno che organizzi per lui il suo tempo poi non sappia come intrattenersi da solo.
    Alle volte tutto funziona meravigliosamente altre volte (e non sono rare!) invece va tutto “storto”, sono mammoni piagnoni appiccicosi e io esprimo il peggio di me ; ) Ma credo sia per tutti così!
    Giovanna

  • Sara

    Non vorrei passare per l’anzana di turno ma.. “ai miei tempi” quando
    c’erano due giochi in croce era difficle annoiarsi. Si andava di
    fantasia, io mi perdevo via da ola per ore intere a fantasticare,
    inventare storie, giochi.

    Ora faccio da tata a molti bambini e purtroppo vedo che il “problema” di Viola è molto diffuso….

  • Claudia

    Su “La Sindrome di Pellizzari” ho riso in maniera sguaiata, sappilo.

  • Lia

    Problema dell’autonomia risolto da quando i figli sono due, uno 6 anni e l’altra quasi 4. Non hanno neanche troppi giochi a disposizione.
    Parlano, creano, disegnano, inventano storie, ogni tanto litigano ma poi passa, un po’ di TV o vedere i video su youtube e cantare a squarciagola…
    Paradossalmente, se uno dei due non è in casa, la situazione diventa insostenibile.

  • maidannutengaracasteddu

    Ho fatto il secondo figlio perchè il primo avesse un parente con cui trascorrere il tempo…conseguenza: sono diventata l’arbitro dei loro giochi (qualche volta anche l’agente antisommossa)…rassegnati io lavoro a casa dalle 9 di sera in poi…a quell’ora a casa mia scatta il coprifuoco da sempre (anche d’estate con loro piangenti che supplicavano “Mamma ma c’è ancora la luce perchè devo cenare alle sette e andare a letto alle ottoooooo???) Io niente, ferrea tipo sergente di Full Metal Jacket , serranda abbassata senza neanche uno spiraglio e luce spenta in camerata alle nove….Ho salvato così lavoro e matrimonio

  • Emanuela

    Io ti parlo da “figlia’” che sapeva intrattenersi da sola. Ho 22 anni e questa cosa di saper stare bene da sola mi è rimasta ancora oggi. Credo sia un dono innato, o ci riesci oppure nessuno può inaegnartelo. Da piccola passavo pomeriggi interi a giocare,anche senza giochi semplicemente imaginavo mille avventure. Quando mamma doveva preparare la cena giocavamo a “signore”, mentre lei cucina va in cucina io “cucinavo al corridoio” con piattini, pentoline e una mini cucina non attrezzata come quelle di oggi. Apparecchiavo sulla cassapanca e quando lei finiva ci sedevamo sulle sedioline e gusatavamo i miei manicaretti, il mio pezzo forte era il pollo…al retro gusto di plastica! Il pomeriggio dopo i compiti giocavo a maestra, avvocato, commessa ( con tanto di vestiti sparsi sul letto e clienti di peluche), disegnatrice, …!
    Poi dai sette/ otto anni ho cominciato a leggere, divorando libri su libri! Mi divertivo talmente tanto a leggere e giocare che mamma era costretta a chiedermi se avessi fame/ sete o bisogno di andare in bagno!

    Mio nipote, invece, non è mai stato in grado di giocare da solo. Come Viola ogni cinque secondi ha bisogno di qualcosa, in un continuo “guarda che faccio…no guarda, oh non hai guardato. Ora devo fare tutto da capo. Stai guardando?”, “ho fame”, ” ho sete”,…e così avanti all’infinito! Entrambi siamo cresciuti da “figli unici”, lui perché non ha fratelli io perché sono spuntata fuori dopo 13 anni rispetto a mia sorella e mio fratello. 🙂 Per cui pur crescendo può meno nello stesso modo abbiamo sviluppato caratteri diversi! 🙂

  • Oggi mio figlio (2) ha ritrovato le due poco più grandi cuginette(6 e 4) che lo trattano come fosse il loro figlioletto e si sentono molto responsabilizzate quando gli dico “G non deve avvicinarsi alle macchine, mangiare cose da terra tipo foglie o mozziconi o gomme ciancicate. Mi raccomando!! fate molta attenzione siete bravissime.” OH! FUNZIONA! io e la loro mamma abbiamo preso un the freddo sedute, chiacchierando e salutando ogni tanto lanciando grandi sorrisi… è quel che si chiama villaggio! purtroppo nel quotidiano l’idea del villaggio custode, molto sana a mio parere, si è persa…
    una volta ho chiesto al mio cognato ventenne di stare una notte a casa con mio figlio che dormiva già, ha dormito anche lui da noi ed è stato molto carino. Non ho pensato di pagarlo, gli ho offerto una bella colazione al mattino… è andata bene, ma non mi ha più fatto la cortesia…
    mah!