Tutte le cose che vorrei dirti.

Vorrei dirti che nella vita le cose diventano difficili prima di essere facili. E non diventano nemmeno realmente facili: sei tu che diventi più brava…

La coppia, dopo i figli, col cazzo che è come prima.

Life ·

Tiriamo fuori questo argomento da sotto il tappeto. Facciamo ballare l’elefante nella stanza. Ho sempre odiato gli argomenti non affrontati e i panni sporchi lavati di nascosto in casa. E’ un difetto, lo so, bisognerebbe essere più discreti su certe questioni, ma mi viene troppo facile confondere la riservatezza con il negazionismo e l’omertà – l’ho visto fare spesso.

Dunque affrontiamo questo leone, perché tanto lo so che non è un problema solo mio. E’ una questione che solo pochi fortunati riescono ad evitare di affrontare, ed è: dopo un figlio, col cazzo che la coppia è come prima.

No. Non lo è. Magari per qualche fortunato migliora pure, eh: i figli uniscono, sentire di aver fatto questa cosa meravigliosa insieme rafforza, alcune persone si trovano proprio benissimo nel ruolo di genitori e riescono a gestirlo bene insieme a quello di coppia.

Io non tanto. Sarà che sono una passionale, istintiva, e dover regolare la vita di coppia incastrandola negli interstizi della vita familiare mi risulta forzato. Sarà che, banalmente, fare i genitori riempie ogni spazio vuoto che resta dopo il lavoro e dopo gli impegni quotidiani. O sarà che stare soli è tanto difficile.

Sarà la stanchezza, soprattutto quella, che dopo nove, dieci ore di lavoro e casa più cena da preparare, piatti da lavare, roba residua da stirare o mettere a posto, c’è giusto il tempo di decompressione di una puntata di telefilm prima del crollo orizzontale senza se e senza ma. E non va bene.

Sarà che allo stress del lavoro si viene a sommare quello di un figlio: che non dorme, che non vuole mangiare, che fa i capricci, che vuole dormire nel lettone o semplicemente che ha fatto cadere per terra il tuo telefono mandando il vetro in frantumi per l’ennesima volta. E tu lo/la ami da morire e sono tutte cose alle quali passi sopra o che cerchi di gestire con pazienza, amore e buon senso – ma questo costa energie. Energie che alla fine non hai più per altro.

Non mi riferisco banalmente al sesso: quello si fa, anzi si dovrebbe fare sempre e molto spesso perché secondo me più ne fai più viene bene e più voglia ne hai – mi riferisco a qualcosa di più sottovalutato e capace di fare la differenza: divertirsi insieme.

Se io penso a “prima” le cose che mi vengono in mente mi fanno sorridere, a volte sghignazzare. Se penso al “dopo”, manca quel sentirsi ‘a little mischevious together’, essere complici in cose che solo noi sappiamo. Partners in crime.
Ma chissà se è davvero ‘colpa’ della vita con i figli e dei ritmi, delle abitudini che cambiano e del fatto che si cresce – o è soltanto più facile attribuire responsabilità al diventare famiglia quando invece è semplicemente una coincidenza: avere bambini coincide con il termine della fase folle, irresponsabile, passionale e meravigliosa dell’innamoramento e l’inizio di quello che chiamano ‘amore’. Che dovrebbe essere più maturo, fatto di una comprensione e di un’intesa superiori, fatto di serenità piuttosto che di strappi di felicità improvvisa, di conoscenza profonda piuttosto che piccoli drammi, del famoso ‘non guardarsi negli occhi ma guardare insieme nella stessa direzione’.

Sì, va bene tutto. Ma io voglio pure guardarmi negli occhi e perdere la direzione, ogni tanto.

 

photo credits: Shutterstock

amorecoppiafigli

Commenti