Come far respirare la mia immaginazione.

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Questo post è offerto da Geox.

C’è un mondo, dove lei a volte abita.

E’ il mondo in cui si perde quando la sento parlottare dietro la porta, quello che affiora nei sogni, quello che disegna e tenta di spiegarmi. E’ lo stesso mondo in cui mi chiede, spesso, di entrare. In quel mondo ogni cosa è possibile.

Il salotto è un mare infestato di squali e i divani l’unica isola per salvarsi.
Una tovaglia su due sedie è una tenda indiana.
Un pezzo di cartone dipinto è una maschera che trasforma in supereroi.
Dobbiamo nasconderci dal T-Rex che ci insegue tra i palazzi.
Le strisce tra le mattonelle sono velenose.geox2

Non sempre ho voglia di entrarci. Lo ammetto con tristezza, perché è un limite immenso e un piccolo dolore. Affatica, prende tanto tempo, a volte annoia mettersi sotto un tavolo e fingere, e fare vocine, e immaginare cose che non esistono. O uscire di casa e parlare solo come fossi un pirata. Al tempo stesso, però, provo a farlo quanto più possibile, e per una sola ragione: per una volta sono io ad entrare nel suo mondo, e nelle sue regole. E’ lei a portarmi a spasso in questo regno dove regna l’inaspettato e dove occorre credere a tutto. E avermi con lei la fa ridere, la rende felice.

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E’ un po’ il prezzo da pagare per non averle dato un fratellino o sorellina, se vogliamo. Ma anche un modo per tornare indietro, ricordarmi quando ero piccola io, ripensare a quel video in cui ho otto anni e faccio vedere a mio papà tutta fiera il mio appartamento con tre camere e cucina che, in realtà, era un sasso. Yes: un sasso 😀

Quanto in alto può salire l’immaginazione senza che ci sentiamo stupidi, ingenui, e censuriamo la nostra libertà di essere creativi in modo spericolato, sfrenato, assoluto? Eppure non è quello che fa aprire un blog e credere che le proprie parole e fotografie siano abbastanza? Non è quello che fa scrivere un libro convincendosi che personaggi inventati potessero prendere vita? Ho forse già avuto questo coraggio per cose più grandi, ma dimentico di averlo davanti a mia figlia?

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Lei mi sta insegnando di nuovo l’arte di valorizzare la mia mente, di giocare con le idee, di restare in equilibrio tra ridicolo e sensato in una danza che non posso descrivere altro che come: divertente.

Abbandonata la vergogna, abbandonato l’orologio che ti dice che sei da trentacinque minuti sotto una tovaglia con una torcia in mano, alle quattro del pomeriggio, abbandonata la presunzione di essere troppo grande per fare cose meno che serie e sensate, riscopro il piacere di giocare.

Entro in quel mondo. La capisco un po’ di più.

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A tutto questo e a molto altro mi ha fatto pensare ‘Gerald e la scarpa smarrita’, il libro disegnato dal bravissimo Dallas Clayton per Geox. Dicono diventerà il nuovo Dr.Seuss, io per ora sono innamorata della sua bio (“Quando non è impegnato a scrivere libri, girare il mondo, dipingere murales o arrampicarsi sugli alberi, si dedica in genere alla ricerca della felicità e di nuovi modi per condividerla con gli altri”).

Fai respirare la tua immaginazione è una bellissima iniziativa di Geox Kids che lega la nuova collezione ad una serie di libri ‘per dare respiro ai sogni dei bambini’. E a quelli dei grandi, oserei dire. In questo piccolo Gerald che perde una scarpa e la immagina protagonista di un’avventura spaziale, io ho rivisto Viola che mi racconta della sua amica immaginaria Barbara che è in Giappone, e ho rivisto me che tiro fuori un trilocale da un sasso.

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Potete avere il libro in omaggio con l’acquisto di un paio di scarpine per bambini o scaricare gratuitamente l’App per leggerlo su smartphone e tablet. E, oltre all’immaginazione, con Geox respirano anche i piedini. Ora: voglio testarle durante il lungo e piovoso inverno londinese perché grazie al loro brevetto garantiscono anche asciutto e caldo senza nemmeno una goccia di umidità. E poi sono comode, leggere, ergonomiche e anche belle. Sono a prova di allergia perché non contengono nichel e i pellami sono chrome-free, realizzati senza agenti chimici.

Geox ormai sta conquistando anche Londra, vedo spuntare flagship store ovunque. Fa piacere, sapere che ci sono aziende italiane che si impegnano per realizzare prodotti di alta qualità e vengono ripagate da un meritato successo.

Tanto lo so che il prossimo step di Viola sarà chiedere anche quelle con le lucine, che per scappare dagli alieni che arrivano nel nostro quartiere intorno alle cinque più o meno due volte a settimana sono un must. Dovrò cedere. Almeno lo faccio per il bene dei suoi piedi 🙂

 

Commenti

  • Lucri Gaiman

    Mi ricordo del mio mondo speciale! E mi ricordo di mia madre che ci entrava tutte le volte che glielo chiedevo. Dal mio piccolo (ho solo 21 anni) penso che tu sia una brava mamma, Viola è molto fortunata 🙂 e tu sei fortunata ad avere lei!

    • Che bello… Avevi una bravissima mamma. Non so se mia figlia sia fortunata.. sicuramente io sì ad avere lei. Un abbraccio!

  • Erin

    Mi piace la sua sita molto! Trovo il mese scorso è inamoravo con tu e tua famiglia! Sono una studentessa Americana, ma leggo in Italian sempre per practicare il mio Italiano.